Pargasite

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Pargasite
Pargasite-252708.jpg
Classificazione Strunz (ed. 10[1]) 9.DE.15[1]
Formula chimica NaCa2(Mg4Al)(Si6Al2)O22(OH)2[2]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino trimetrico[3]
Sistema cristallino monoclino[3]
Classe di simmetria  
Parametri di cella a=9,9448(5) Å, b=18,0171(9) Å, c=5,2829(3) Å, β=105,445(2)°, V=912,39(8) Å³, Z=2[3]
Gruppo puntuale 2/m[3]
Gruppo spaziale C2/m[3]
Proprietà fisiche
Densità misurata 3,130-3,160[4] g/cm³
Densità calcolata 3,209[5] g/cm³
Durezza (Mohs) 5-6[4]
Sfaldatura perfetta secondo {110}[5]
Frattura  
Colore da marrone chiaro a blu verdastro[4]
Lucentezza vitrea[5]
Opacità da trasparente a traslucida[5]
Striscio  
Diffusione  
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

La pargasite è un minerale, un anfibolo classificato come appartenente al sottogruppo degli anfiboli di calcio in base alla revisione della nomenclatura degli anfiboli del 2012 (IMA 2012)[2], precedentemente era classificato nel gruppo degli anfiboli calcici.

Gemmologia[modifica | modifica sorgente]

La pargasite si trova in natura in cristalli trasparenti che possono quindi essere tagliati anche se è difficile trovare cristalli grandi e di buona qualità, inoltre la sfaldatura perfetta di questo minerale rende difficile l'operazione per cui solitamente sono destinati più al mercato dei collezionisti che a quello della gioielleria[6].

I campioni migliori provengono dal Pakistan, sono di colore verde e sono conosciuti come "smeraldi Hunza", quelli provenienti dal Myanmar e dalla Tanzania sono di colore dal giallo bruno all'arancio e ne sono state ricavate gemme fino a 3 carati[6].

Altre aree di provenienza sono lo Sri Lanka, il Vietnam, la Cina ed il Canada[6].

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome pargasite è stato attribuito dal conte Fabian Gotthard von Steinheil nel 1814 in riferimento alla località di ritrovamento del minerale, la valle di Pargas in Finlandia[1].

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

La pargasite si trova sotto forma di tozzi cristalli prismatici lunghi fino a 3 cm, spesso geminati oppure in forma granulare[5].

Origine e giacitura[modifica | modifica sorgente]

La pargasite è spesso presente nelle "orneblende" che compongono lo skarn prodotto per metamorfismo dei calcari silicei[5]. Si trova anche negli scisti e nelle anfiboliti, nelle rocce andesitiche vulcaniche ed in quelle ultramafiche alterate[5].

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Pargasite mineral information and data — mindat.org. URL consultato il 5 giugno 2014.
  2. ^ a b Hawthorne, op. cit., p. 2036
  3. ^ a b c d e Hålenius, op. cit., p. 1636
  4. ^ a b c Majmundar, op. cit., p. 98
  5. ^ a b c d e f g John W. Anthony, Richard A. Bideaux, Kenneth W. Bladh, Monte C. Nichols, Handbook of Mineralogy, Chantilly, VA 20151-1110, Mineralogical Society of America.
  6. ^ a b c http://cristalli.ponesoft.it/interne/04-Ricerche.asp?Modo=12&IDArc=35.50.98.25%C518/08/2012. URL consultato il 10 giugno 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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