Pantelleria

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Pantelleria
comune
Pantelleria – Stemma
Panorama del centro abitato di Pantelleria
Panorama del centro abitato di Pantelleria
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Sicilia – stemma Sicilia
Provincia Trapani – stemma Trapani
Sindaco Alberto Di Marzo (lista civica) dal 31/05/2010
Territorio
Coordinate 36°47′27″N 11°59′38″E / 36.79083°N 11.99389°E / 36.79083; 11.99389 (Pantelleria)Coordinate: 36°47′27″N 11°59′38″E / 36.79083°N 11.99389°E / 36.79083; 11.99389 (Pantelleria)
Altitudine 5[1] m s.l.m.
Superficie 83,02 km²
Abitanti 7 846[2] (31-12-2010)
Densità 94,51 ab./km²
Frazioni Balata dei Turchi, Buccuram, Bugeber, Campobello, Contrada Venedise, Cufurà, Gadir, Garitte Karuscia, Kamma, Karuscia, Khaddiuggia, Khamma di Fuori, Madonna delle Grazie, Martingana, Reckhale, San Michele, Santa Chiara, San Vito, Scauri, Scauri Basso, Sciuvechi, Sibà, Sopra Gadir, Tracino, Villaggio Tre Pietre
Comuni confinanti nessuno
Altre informazioni
Cod. postale 91017
Prefisso 0923
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 081014
Cod. catastale G315
Targa TP
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti panteschi
Patrono San Fortunato, santa Cristina, Madonna della Margana
Giorno festivo 16 ottobre
Localizzazione
Pantelleria è posizionata in Italia
Pantelleria
Posizione del comune di Pantelleria nella provincia di Trapani
Posizione del comune di Pantelleria nella provincia di Trapani
Sito istituzionale

Pantelleria (Pantiddirìa in siciliano) è un'isola e un comune italiano di 7.852 abitanti[3] della provincia di Trapani in Sicilia.

Il comune copre l'intera isola di Pantelleria che si trova a 100 chilometri a sud della Sicilia e a 70 dall'Africa. Il suo territorio è di origine vulcanica. L'ultima eruzione è avvenuta, nel 1891, sul pendio nord-occidentale, nella parte sommersa. Sono tuttora presenti molti fenomeni di vulcanesimo secondario, prevalentemente acque calde e fumi. L'isola raggiunge un'altitudine di 836 metri sul livello del mare con la Montagna Grande.

Il porto dell'isola permette il collegamento regolare con i porti di Trapani e Mazara del Vallo. Pantelleria è dotata di un aeroporto ed è collegata all'Italia continentale con voli di linea.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Localizzazione di Pantelleria rispetto alla Sicilia

[modifica] Territorio

Nota per la sua centralità nel Mar Mediterraneo, scalo intermedio tra Africa e Sicilia e caposaldo fondamentale per il commercio col Levante, Pantelleria, isola di origine vulcanica, si caratterizza per la straordinaria singolarità del suo paesaggio in cui agli elementi naturali (colate laviche a blocchi, cale e faraglioni) si aggiungono i manufatti creati dall'uomo per vivere e raccogliere abbondanti ed unici raccolti agricoli; muri a secco (con la quadruplice funzione di spietrare il fondo, contenere il terreno, delimitare la proprietà fondiaria e proteggere dal vento); i Giardini panteschi (costruzioni cilindriche in muratura di pietra lavica a secco con la duplice funzione di proteggere gli agrumi dal vento e di controllare gli effetti micro-climatici per un giusto apporto di acqua alla pianta laddove l'isola ne è sprovvista), i dammusi (fabbricati rurali con spessi muri a secco, cubici, con tetti bianchi a cupola ed aperture ad arco a tutto sesto, atavici esempi di architettura bio-climatica).

[modifica] Flora e fauna

La scarsità di acqua che non sia piovana non favorisce lo sviluppo di grandi zone vegetative. Vi cresce spontanea una varietà di cappero detto di Pantelleria, apprezzato e conosciuto dappertutto, che oggi rappresenta anche una delle principali coltivazioni dell'isola. Gli Arabi vi introdussero gli alberi di agrumi coltivati con particolare cura e protetti dai venti. Il terreno vulcanico favorisce la crescita di vitigni particolarmente adatti a produrre vini di buona gradazione; molto conosciuti il Moscato ed il Passito di Pantelleria ottenuto con l'uso del famoso ed esclusivo zibibbo fatto appassire appositamente al sole e protetto dalla salsedine e dall'umidità nei "stinnituri".

La fauna di Pantelleria annovera tra l'altro la presenza di una sottospecie originaria di equidi detta appunto asino pantesco; considerato a rischio estinzione, grazie ad un'iniziativa mirata dell'Azienda Forestale Demaniale della Regione Siciliana con l'Ispettorato Dipartimentale delle Foreste di Trapani messa in atto presso l'azienda pilota San Matteo di Erice è stato sviluppato il progetto per ricostituire la razza Pantesca in purezza; dalla fine del 2003 vi collabora anche l'Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia. Oggi si annoverano più di 50 esemplari. La presenza di tale asino è nota sin dai tempi della dominazione romana dell'isola. Molto diffuso fino a metà del XX secolo e molto forte, l'asino di Pantelleria riusciva a trasportare carichi pesantissimi lungo i sentieri dell'isola.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce stazione meteorologica di Pantelleria.

Il clima è caldo ma comunque temperato dai quasi onnipresenti venti marini che soffiano fortissimi rendendo l'isola fresca anche durante la torrida stagione estiva e che giustificano l'appellativo di "figlia del vento" datole dagli Arabi.

[modifica] Storia

[modifica] Preistoria

Le popolazioni originarie di Pantelleria non provenivano dalla Sicilia, ma furono i Sesioti di origine ibero-ligure. La prima presenza umana sembra attestata al 5000 a.C., ed è rimarcata dall'estrazione ed esportazione dell'ossidiana che si svolgeva nell'isola. Il primo insediamento degno di tale nome è il villaggio fortificato con mura ciclopiche di Mursia, dell'Età del Bronzo (circa 2000 a.C.) con importanti resti anche di abitazioni comuni e soprattutto di un particolare tipo di grandi tombe, dette i sesi, costruite in pietra lavica a secco a forma tondeggiante con cunicolo di ingresso. Molte di queste sono state nel tempo riutilizzate per abitazione, e quindi danneggiate archeologicamente, ma ne rimane una in ottimo stato. I Sesioti si insediarono a Pantelleria a scopo commerciale in quanto l'isola essendo vulcanica aveva grandi quantità di ossidiana, la pietra vetrosa vulcanica era ricercata in tutto il Mediterraneo per farne arnesi da taglio.

[modifica] Età antica

Dopo un considerevole lasso di tempo, durante cui l'isola rimase probabilmente disabitata, nel territorio si fanno notare diverse costruzioni di epoca punica, fra cui alcune cisterne, nonché tombe ed altri manufatti di terracotta. Il nome di Pantelleria, deriva dall'arabo " bintu al riah", ossia figlia del vento. I Romani occuparono l'isola nel 255 a.C., la persero l'anno successivo, per poi rioccuparla nel 217 a.C. Durante il periodo imperiale vi vennero esiliati importanti personaggi politici.

[modifica] Età medievale

Nel 700 la popolazione cristiana venne sterminata dagli Arabi, e nel 1123 fu conquistata dai Normanni di Ruggero I di Sicilia. Nel 1311 una flotta aragonese, al comando di Luigi di Requesens vi conseguì una notevole vittoria, e la sua famiglia ottenne il principato dell'isola fino al 1511, quando fu messa a ferro e fuoco dai turchi.

[modifica] Età contemporanea

Durante la seconda guerra mondiale nelle acque di Pantelleria si verificò uno dei due scontri della battaglia di mezzo giugno. Nel 1943, durante la seconda guerra mondiale, la conquista di Pantelleria fu ritenuta di importanza strategica dalla truppe alleate che si preparavano ad invadere la Sicilia, tanto che l'isola fu pesantemente bombardata dal mare e dal cielo, per preparare lo sbarco delle truppe, nell'ambito di un'operazione anfibia chiamata Operazione Corkscrew.

[modifica] Luoghi d'interesse

[modifica] Aree naturali

Nell'isola si trova la riserva naturale orientata Isola di Pantelleria.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 417 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

bandiera Romania 204 2,62%

[modifica] Lingue e dialetti

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate a Pantelleria

[modifica] Geografia antropica

Panorama Lago specchio di venere.jpg

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Lago Specchio di Venere

Pantelleria è un'isola che si caratterizza per la straordinaria singolarità del suo paesaggio, nel quale agli elementi naturali (tavolieri di colate laviche, cale e faraglioni) si aggiungono tipici manufatti creati dall'uomo per vivere:

  • muri a secco (con la funzione di utilizzare il pietrame esistente, bonificando e contenendo il terreno coltivabile e delimitando la proprietà fondiaria),
  • i giardini panteschi (tipiche costruzioni cilindriche in muratura di pietra lavica a secco con la duplice funzione di bonificare il terreno dall'eccesso di pietrame e di proteggere gli alberi di agrumi piantati all'interno dal vento e dalla salsedine),
  • i dammusi (fabbricati rurali di pietra lavica, cubici, con aperture ad arco a tutto sesto e tetti bianchi a cupola) costruiti in modo da raccogliere l'acqua piovana.

[modifica] Economia

L'economia dell'isola è basata sull'agricoltura specializzata della coltivazione della vite: famoso lo zibibbo, vanto dell'isola, e i vini dolci come il Moscato di Pantelleria, il Passito di Pantelleria, il Moscato passito di Pantelleria. Pregiata la produzione e la conservazione del Cappero di Pantelleria, oggi a Indicazione Geografica Protetta e dell'uva essiccata. Fino a non molto tempo fa era noto l'allevamento di asini e di muli apprezzati in tutta Europa. Scarsamente praticata la pesca sono invece in crescente sviluppo le attività legate al turismo, specialmente estivo. L'isola è dotata di una buona ricettività alberghiera. La sua gastronomia rappresenta un'occasione unica per i numerosi piatti a base di pesce di cui l'isola è ricca. Particolarmente apprezzata la ricotta locale, e il formaggio fresco, tuma, sia dolce che salato.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Alberto Di Marzo (lista civica) dal 31/05/2010

[modifica] Altre informazioni amministrative

Il comune di Pantelleria fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.3 (Isola di Pantelleria)[4].

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato riferito al capoluogo comunale
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Dato Istat al 31/01/2011. URL consultato il 08-07-2011.
  4. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 08-07-2011.

[modifica] Bibliografia

  • Bonasera F., L’isola di Pantelleria, Patron, Bologna, 1965
  • Bonasera F., La dimora rurale nelle isole pertinenti alla Sicilia occidentale, in Valussi G. (a cura di), La casa rurale nella Sicilia occidentale, Olschki, Firenze, 1968, pp. 167–182
  • Braudel F., Il Mediterraneo, Bompiani, Milano, 1987
  • Caldo C., Le culture locali delle comunità rurali e urbane tra dipendenza e autonomia, in Di Blasi A. (a cura di), Atti del XXIII Congresso Geografico Italiano (Catania, 9-13 maggio), Università di Catania, vol. II, t. I, pp. 297–327
  • Caldo C., Monumento e simbolo. La percezione geografica dei beni culturali nello spazio vissuto, in Caldo C. e Guardasi V. (a cura di), Beni culturali e geografia, 1983, pp. 15–30
  • Caldo C. e Guardasi V. (a cura di), Beni culturali e geografia, Patron, Bologna, 1994
  • Campione G., La frontiera mediterranea tra attese ed oblii, in Campione G. (a cura di), Il Mediterraneo, Geotema n. 12; Patron, Bologna, 1998, pp. 3–9
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  • Ciaccio C., Turismo e microinsularità. Le isole minori della Sicilia, Patron Bologna, 1994
  • Cicirelli V., Le isole nell’isola: le isole minori siciliane, in Campione G. e Sgroi E. (a cura di), Sicilia. I luoghi e gli uomini, Gangemi, Roma, 1994, pp. 493–505
  • Colutta F., Realtà di Pantelleria, in Le vie d’Italia, (LXIII), n. 9, 1957, pp. 1121–1130
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  • Guarrasi V., Geografia culturale e semiotica della cultura, in Atti del XXIV Congresso Geografico Italiano (Torino 26-31 maggio 1986), Patron, Bologna, t. 4, 1989, pp. 285–292
  • Lévy J., Europa. Una geografia, Edizioni di Comunità, Torino, 1999
  • Pellegrini G. B., Ricerche sugli arabismi italiani con particolare riguardo alla Sicilia, in Bollettino Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani, Palermo, 1989, pp. 5–252
  • Rachelli G., Le isole minori della Sicilia. Prospettive di recupero e di sviluppo, Maimone, Catania, 1989
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  • Turco A., Insularità e modello centro-periferia. L’isola di Creta nelle sue relazioni con l’esterno, Unicpli, Milano, 1980

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