Calatafimi Segesta

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Calatafimi Segesta
comune
Calatafimi Segesta – Stemma Calatafimi Segesta – Bandiera
Calatafimi Segesta – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Trapani-Stemma.png Trapani
Sindaco Nicolò Ferrara (lista civica) dal 14/05/2007
Territorio
Coordinate 37°54′0″N 12°51′0″E / 37.9°N 12.85°E / 37.9; 12.85 (Calatafimi Segesta)Coordinate: 37°54′0″N 12°51′0″E / 37.9°N 12.85°E / 37.9; 12.85 (Calatafimi Segesta)
Altitudine 338 m s.l.m.
Superficie 154,79 km²
Abitanti 7 055[1]
Densità 45,58 ab./km²
Frazioni Sasi
Comuni confinanti Alcamo, Buseto Palizzolo, Castellammare del Golfo, Gibellina, Monreale (PA), Salemi, Santa Ninfa, Trapani, Vita
Altre informazioni
Cod. postale 91013
Prefisso 0924
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 081003
Cod. catastale B385
Targa TP
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti "calatafimesi"
Patrono santissimo Crocifisso
Giorno festivo 3 maggio
Localizzazione
Calatafimi Segesta è posizionata in Italia
Calatafimi Segesta
Posizione del comune di Calatafimi Segesta nella provincia di Trapani
Posizione del comune di Calatafimi Segesta nella provincia di Trapani
Sito istituzionale

Calatafimi Segesta è un comune italiano di 7.055 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia.

Situato fra le colline dell'agro segestano, il paese, più conosciuto con l'originario nome di Calatafimi, ha assunto la denominazione attuale dal 1997.

Indice

Storia [modifica]

Veduta della città a fine ottocento

Il paese si è sviluppato nel IX secolo intorno al Qal’at Fîmî, il castello di Eufemio (in arabo), di cui restano alcune tracce, in prossimità dei resti della città elima di Segesta[2]. Il borgo fece parte del regio demanio fino a quando, nel 1336 Federico III di Aragona la concesse in feudo al figlio Guglielmo. Dagli Aragona venne ceduto ai Peralta. Portata in dote matrimoniale come baronia da Donna Violante de Prades a Bernardo Cabrera, Calatafimi appartenne alla Contea di Modica, insieme ad Alcamo, dal 1420 al 1802, quando fu incamerata nel demanio del Regno delle Due Sicilie ai Cabrera (dal 1407) ed in seguito agli Enriquez (dal 1565 fino al 1741 ed infine ai duchi d'Alba[3], per poi essere annessa al Regno di Sardegna in seguito alla spedizione dei Mille, che proprio nel vicino colle di Pianto Romano affrontò, il 15 maggio 1860 in una celebre battaglia le truppe borboniche. Sul luogo dove avvenne lo scontro venne eretto un grande mausoleo, dove si conservano le spoglie dei caduti. Il mausoleo conosciuto come sacrario di Pianto Romano, fu progettato dal celebre architetto Ernesto Basile[4].

Il centro storico si espanse a partire dal XV-XVI secolo nei "quartieri spagnoli" che si presentano anch'essi nella loro topografia originale.

Nel 1997 assume la denominazione attuale grazie a una legge regionale presentata dall'allora sindaco e presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana Nicola Cristaldi.

Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]

Oltre all'area archeologica di Segesta ed al mausoleo di Pianto Romano, vi è il centro storico, alla cui sommità sorge il castello Eufemio, tipico esempio di architettura normanno-sveva e le chiese del Santissimo Crocifisso, (opera di Giovanni Biagio Amico) la chiesa del Carmine, della Madonna del Giubino, di San Michele, di San Giuliano, della Madonna del Soccorso, il palazzo Zuaro, la fontana "di li cannoli" e la chiesa della Santissima Trinità. Al loro interno le chiese preservano numerose statue marmoree della scuola di Antonello Gagini e svariate tele. Di ottima fattura sono gli affreschi neoclassici della chiesa della Madonna del Giubino.

Il centro storico è costituito da una serie di vicoli (con archi a sesto acuto e a tutto sesto) cortili e scalinate che si intersecano vicendevolmente fra loro, ed è attualmente disabitato e in stato di abbandono, a causa del terremoto che nel 1968 colpì la Valle del Belice.

Nella cittadina sono dislocati tre piccoli musei: il museo civico-archeologico di Segesta, il museo dell'epopea garibaldina e il museo etnoantropologico.

Nelle vicinanze dell'abitato si trovano il bosco Angimbè e la pineta di Santa Maria.

Evoluzione demografica [modifica]

Abitanti censiti[5]


Cultura [modifica]

Eventi [modifica]

  • Festa del SS Crocifisso: si svolge ogni 5 o 7 anni[senza fonte], nei giorni che vanno dal 1º al 3 maggio. È una festa religiosa collegata ad un antico crocifisso ligneo di autore ignoto, cui sono attribuite numerose guarigioni avvenute nel 1657. In tale anno il crocifisso, che si trovava nella sagrestia della chiesetta di Santa Caterina d'Alessandria, fu portato per la prima volta in processione. Tradizionalmente, come riporta l'etnologo Giuseppe Pitré[senza fonte], la festa non si svolgeva ogni anno, ma ogniqualvolta vi fossero abbastanza risorse per organizzarla: ogni 10 anni dapprima, ogni 5 anni a partire dal 1800. I figuranti, divisi in ceti, sfilano per tre giorni in processione lanciando confetti, cucciddati e fiori.
  • Corpus domini: nella chiesa di San Michele viene realizzato ogni anno, per il Corpus Domini, un tappeto in segatura di legno colorato, sale grosso e gesso. L'opera, posta nella navata centrale della chiesa, misura circa 9 metri per 6. La tradizione, nata nel secondo dopoguerra, ha subito un'interruzione dagli anni 1990 fino al 2007.

Personalità legate a Calatafimi Segesta [modifica]

Amministrazione [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º Gennaio 2011.
  2. ^ La storia degli Elimi e della loro origine con i centri e i siti di Segesta, Erice, Entella e i relativi itinerari archeologici
  3. ^ Città di Calatafimi Segesta - Sito Istituzionale
  4. ^ Città di Calatafimi Segesta - Sito Istituzionale
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Beato Arcangelo Piacentini da Calatafimi

Voci correlate [modifica]

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