Segesta

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Segesta
Il tempio di Segesta
Il tempio di Segesta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Calatafimi-Segesta

Coordinate: 37°56′29″N 12°49′56″E / 37.941389°N 12.832222°E37.941389; 12.832222

« Aegesta Siciliae urbis ubi calidae aquae»
(Strabone 1,6)

Si chiamava Segesta un'antica città, non più abitata, fondata dagli Elimi e situata nella parte nord-occidentale della Sicilia.

La vecchia città sorge sul Monte Barbaro, nel comune di Calatafimi Segesta, a una decina di chilometri da Alcamo e da Castellammare del Golfo.

Di particolare bellezza sono il tempio, in stile dorico, e il teatro, in parte scavato nella roccia della collina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fortificazioni

La fondazione[modifica | modifica wikitesto]

La data della fondazione non è conosciuta, ma da documenti risulta che la città era abitata nel IV secolo a.C. Lo storico greco Tucidide narra che i profughi troiani, attraversando il Mar Mediterraneo, giunsero fino in Sicilia, e fondarono Segesta, chiamata Aegesta, ed Erice. Questi profughi presero il nome di Elimi.

Secondo il mito, Segesta sarebbe stata fondata da Aceste (che ne fu il primo re), figlio della nobile troiana Egesta e del dio fluviale Crimiso.

Virgilio riporta la leggenda secondo cui Segesta sarebbe stata fondata da Enea per far riposare i vecchi e le donne, dopo che queste avevano incendiato le navi poco prima di riprendere il viaggio.

Guerre[modifica | modifica wikitesto]

Fin dalla loro fondazione, Segesta e Selinunte furono in guerra fra loro per motivi di confine. Il primo scontro[1] avvenne nel 580 a.C. e Segesta ne uscì vittoriosa. Nel 415 a.C. Segesta chiese aiuto ad Atene

perché intervenisse contro l'intraprendenza selinuntina supportata da Siracusa. Gli ateniesi presero come pretesto la richiesta di Segesta e decisero una grande spedizione in Sicilia, assediarono Siracusa ma ne risultarono disastrosamente sconfitti. Gli scontri si conclusero nel 409 a.C., quando Selinunte fu assediata e distrutta dai cartaginesi, invocati anche questa volta dai segestani.

Nel 307 a.C. molti segestani furono barbaramente uccisi o venduti come schiavi dal tiranno siracusano Agàtocle per non aver a lui fornito i richiesti aiuti economici. Agàtocle, dopo la feroce repressione, cambiò il nome della città in Diceopoli (città giusta).

Nel 276 a.C. la città si consegnò alla potente armata di Pirro, ritornando sotto l'influenza punica alla dipartita dell'epirota.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerre greco-puniche.

Nella prima guerra punica, nel 260 a.C. si alleò a Roma che ne ebbe grande rispetto perché, secondo la tradizione, entrambe le città avevano origini comuni (discendendo tutt'e due dai fuggiaschi di Troia). I romani la difesero dal tentativo di riconquista cartaginese. Le fu, quindi, garantito lo stato di città libera, con esenzione dalle imposizioni di tributi, al contrario delle altre città siciliane (civitas libera ac immunis).

La rivolta degli schiavi[modifica | modifica wikitesto]

Fu nel 104 a.C. che da Segesta iniziarono le rivolte degli schiavi in Sicilia, le cosiddette guerre servili, guidate da Atenione. Queste rivolte furono soffocate nel sangue dai Romani nel 99 a.C.

La caduta della città[modifica | modifica wikitesto]

Segesta fu distrutta dai Vandali nel V secolo, e mai più ricostruita nelle dimensioni del periodo precedente.

Ciononostante, vi rimase un piccolo insediamento e, dopo la cacciata degli Arabi, i Normanni vi costruirono un castello. Questo, ampliato in epoca sveva, fu il centro di un borgo medievale. Se ne perse poi quasi il nome fino al 1574, quando lo storico domenicano Tommaso Fazello, artefice dell'identificazione di diverse città antiche della Sicilia, ne localizzò il sito.

Il sito archeologico[modifica | modifica wikitesto]

Tempio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tempio di Segesta.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teatro di Segesta.

Altri scavi[modifica | modifica wikitesto]

Delle altre componenti della città si conoscono le mura con l’articolata Porta di Valle, alcuni quartieri residenziali e alcuni monumenti pertinenti Segesta medievale (mura, castello, moschea e borgo sommitale).

Della città ellenistico-romana sono l’agorà ed un edificio abitativo di grande pregio definito la “casa del navarca” per le decorazioni a prora di nave scolpite sui fianchi di un elegante peristilio.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Episodio di Pentatlo di Cnido
  2. ^ Regione Siciliana Assessorato Beni Culturali

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Coarelli-M. Torelli, Guide Archeologiche Laterza – Sicilia, terza edizione 1992
  • A. Molinari, Segesta II. Il castello e la moschea (scavi 1989-1995), Palermo 1997
  • H. Berve, G. Gruben, H. Himer, I templi greci, Sansone editore, Firenze 1962, pp. 257–258

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]