Provincia di Trapani

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Provincia di Trapani
provincia
Provincia di Trapani – Stemma Provincia di Trapani – Bandiera
Palazzo del Governo, sede della Provincia.
Palazzo del Governo, sede della Provincia.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Amministrazione
Capoluogo Trapani
Presidente Antonio Ingroia (Commissario straordinario) dal 21 febbraio 2014
Territorio
Coordinate
del capoluogo
38°01′01.56″N 12°32′43.08″E / 38.0171°N 12.5453°E38.0171; 12.5453 (Provincia di Trapani)Coordinate: 38°01′01.56″N 12°32′43.08″E / 38.0171°N 12.5453°E38.0171; 12.5453 (Provincia di Trapani)
Superficie 2 459,84 km²
Abitanti 436 459[1] (30-11-2011)
Densità 177,43 ab./km²
Comuni 24 comuni
Province confinanti Palermo, Agrigento
Altre informazioni
Cod. postale 91100, 91010-91029
Prefisso 0923, 0924
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 081
Targa TP
Cartografia

Provincia di Trapani – Localizzazione

Sito istituzionale

La provincia di Trapani (pruvincia di Trapani in siciliano) è una provincia italiana della Sicilia di 436.459 abitanti[1]. Occupa una superficie di 2459,84 km quadrati con una densità abitativa di 177,43 abitanti per km². Dal punto di vista amministrativo è denominata Libero Consorzio Comunale di Trapani [2]. È la più occidentale delle province siciliane e confina ad est con la provincia di Palermo, a sud-est con quella di Agrigento, mentre ad ovest e a sud è bagnata dal mar Mediterraneo (Canale di Sicilia), e infine a nord dal mar Tirreno.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La Sicilia divisa nelle sue nove province. La provincia evidenziata è quella di Trapani
L'arcipelago delle Egadi
Costa incontaminata dell'isola di Pantelleria.

La provincia di Trapani, è affacciata a nord sul Mar Tirreno, a sud sul Mar Mediterraneo, e ad ovest sul Canale di Sicilia. Confina solo ad est con le province di Palermo ed Agrigento. Il territorio possiede poche aree pianeggianti e di estensione limitata, la prevalenza è collinare con rilievi che non raggiungono i mille metri, ad eccezione dei monti Sparagio (1110 m) e Inici (1065 m). La parte nord occidentale è di massima più accidentata che quella a sud. Insieme a Caltanissetta, Imperia e recentemente Varese, la provincia trapanese è l'unica altra dove il comune demograficamente più rilevante non è il capoluogo; in questo caso è Marsala.

Le isole[modifica | modifica sorgente]

Il territorio provinciale comprende anche l'arcipelago delle Isole Egadi (comune di Favignana), l'Isola di Pantelleria (comune di Pantelleria), la più grande della Sicilia, e le Isole dello Stagnone (comune di Marsala).

I fiumi[modifica | modifica sorgente]

La provincia di Trapani è povera di corsi d'acqua di rilievo, se si eccettua il Belice (il confine della provincia è il torrente gurra di mare 2 km circa ad est della foce del fiume belice), al confine tra il comune di Marsala e quello di Trapani, il fiume Birgi che cambiando nome dalla sorgente alla foce varie volte, raggiunge la lunghezza di circa 40 km.

Altri fiumi a carattere torrentizio sono il Modione, il Mazaro e Fiume freddo. Nel territorio di Marsala, proveniente dall'entroterra di Salemi scorre a carattere stagionale il torrente Sossio; sbocca nel mare Mediterraneo in località Berbaro su una spiaggia sabbiosa.

I laghi[modifica | modifica sorgente]

I laghi naturali come i Gorghi Tondi ed il Preola si trovano nel territorio di Mazara del Vallo. Altro lago naturale è il Lago di Venere a Pantelleria. Esistono inoltre tre laghi artificiali, il Lago Rubino, ricavato mediante uno sbarramento sul torrente della Cuddia, che fa parte del bacino idrografico del fiume Birgi, il Lago Trinità presso Castelvetrano, e il lago Paceco presso l'omonima località.

Esiste invece una laguna costiera, nei pressi di Marsala, detta Stagnone. Questa si è formata in tempi abbastanza recenti[senza fonte]; all'interno si trova l'isola di San Pantaleo ove si trova Mozia, al tempo dei fenici importante base navale e commerciale.

I monti[modifica | modifica sorgente]

Panorama con il monte Cofano

Le uniche vette che superano i mille metri sono, il Monte Sparagio alto 1110 metri s.l.m., il Monte Inici di 1064 m e il Pizzo delle Niviere di 1042 m tutti e tre a nord, tra Castellammare del Golfo e il Capo San Vito. Al centro del territorio provinciale i Monti di Gibellina raggiungono al massimo i 751 m con la Rocca delle Penne. Tutto il territorio della provincia è comunque collinare con poche e poco estese aree pianeggianti per lo più nella zona meridionale.

Il mare[modifica | modifica sorgente]

La costa della provincia di Trapani, tra le maggiori attrattive turistiche, si presenta alta e frastagliata a nord con discese a picco sul mare fino a poco prima del capoluogo e Valderice. Forma a nord il Golfo di Castellammare e dopo Capo San Vito i due piccoli golfi di Cofano e Bonagia separati dal Monte Cofano che discende a picco sul mare. Da Trapani, procedendo verso sud la costa diventa bassa e spesso sabbiosa con alternanza di piccoli rilievi che non raggiungono i duecento metri. È in questa parte di costa che si trovano i maggiori porti come quello di Trapani, di Marsala e di Mazara del Vallo.

Il piccolo porto di Levanzo

La costa ad ovest presenta anche la particolarità di un arcipelago a pochi km di distanza da Trapani, quello delle Isole Egadi, che comprende tre isole principali, Favignana, Levanzo e Marettimo e due isolotti, Formica e Maraone.

A Marsala, nel tratto di costa compreso tra Punta Alga e Capo San Teodoro, si trova la laguna dello Stagnone, la più estesa di Sicilia[senza fonte] (2000 ha), dal 1984 Riserva naturale orientata[3]. Le acque sono basse e molto salate, per cui nel tempo sono nate numerose saline sulla costa e sull'isola Longa. La laguna comprende quattro isolette: l'isola Longa, Santa Maria, San Pantaleo e Schola.

Altra grande attrattiva è l'incontaminata[non chiaro] isola di Pantelleria.

Il clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è caratterizzato da temperature miti nei mesi invernali e da estati calde e prolungate. La nebbia è un fenomeno abbastanza frequente specie in estate (vista l'umidità della zona) e le precipitazioni, scarse in quantità, sono concentrate nei mesi invernali. La temperatura dei mesi di gennaio e febbraio difficilmente scende al di sotto dei 5 °C mentre nei mesi estivi, a giugno, luglio e agosto raggiunge anche i 45 °C[senza fonte].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Sicilia e Storia di Trapani.

L'insediamento dei primi abitanti nell'area provinciale trapanese è antichissimo. Insediamenti preistorici risalenti al paleolitico sono presenti in varie località (vedi Levanzo), anche se fin oggi le ricerche sono state poche e frammentarie.

Al mesolitico appartiene l'insediamento della Grotta dell'Uzzo nei pressi di San Vito Lo Capo, con i suoi cocci di ceramiche non decorate ma con manici e tacche per facilitarne la presa, e tracce evidenti di abitanti dediti alla caccia e alla pesca e che praticavano l'agricoltura. Tracce della presenza dell'uomo in Sicilia, attorno al 10000 a.C. si rilevano anche dai graffiti con scene di caccia e rituali ritrovati nelle pareti della Grotta del Genovese a Levanzo.

A Pantelleria sono evidenti le tracce della popolazione detta dei Sesioti, un popolo del mare, che fece dell'isola un vero e proprio centro commerciale di esportazione dell'ossidiana molto ricercata per utensili da taglio in tutto il Mar Mediterraneo[senza fonte].

La provincia conobbe tra XI e X secolo a.C., la colonizzazione dei Fenici, ritenuti i fondatori di Solunto, Mozia, Palermo Lilibeo (Marsala), che vi stabilirono proprie basi costiere in seguito passate in mano cartaginese. Le aree centro meridionali videro lo stanziamento degli Elimi mentre la colonizzazione greca si fermò ai margini della provincia con la fondazione di Selinunte da parte dei megaresi e fu spesso occasione di aspri conflitti e distruzioni. La conquista e la dominazione romana impoverì il territorio e ridusse di molto l'importanza commerciale degli antichi siti portuali. La caduta dell'impero romano tuttavia aprì la strada alle invasioni e alle distruzioni. I Vandali, poi gli Ostrogoti di Teodorico occuparono la provincia e il resto dell'isola. Nel 535 fu Belisario ad occuparla annettendola all'Impero romano d'Oriente riportando la Sicilia, dove ancora si parlava il greco, all'ambiente culturale bizantino. A partire dal 652 iniziarono le scorrerie degli Arabi dalla Tunisia e la provincia ne risultò particolarmente esposta. Nell'827, infine, con lo sbarco a Mazara del Vallo iniziò la conquista dell'isola. La provincia di Trapani e in genere la Sicilia occidentale si integrarono abbastanza presto con i nuovi arrivati, e proprio nel cuscus, il piatto tradizionale, e nella pasticceria ne rimane la traccia. Gli arabi introdussero le nuove tecniche di coltivazione dell'olivo e degli agrumi.

Proprio tale integrazione fu fonte di serie difficoltà durante il periodo normanno a causa dei conflitti e delle ribellioni di varie città ai nuovi signori. Durante il XIV secolo l'arrivo di mercanti genovesi e inglesi che si stabilirono a Messina e Trapani promosse il rifiorire dei commerci. Nel 1492 a causa della persecuzione antisemita della Spagna anche gli ebrei delle fiorenti comunità di Salemi e Trapani dovettero abbandonare la Sicilia.

La Provincia fu testimone e parte attiva della spedizione dei Mille; Garibaldi infatti scelse proprio il territorio trapanese per iniziare la campagna di liberazione dell'isola. Le navi sbarcarono a Marsala l'11 maggio 1860 e due navi da guerra borboniche giunte nel frattempo, tardarono a bombardare gli invasori, data la presenza di due navi britanniche presenti nel porto. Il 14 maggio, a Salemi, Garibaldi assunse la dittatura della Sicilia in nome di Vittorio Emanuele. I Mille poi vinsero la battaglia di Calatafimi il 15 maggio.

Durante l'ultima fase della seconda guerra mondiale le installazioni aeroportuali di Trapani e di Pantelleria e i porti che si affacciavano sul canale di Sicilia vennero duramente bombardati dagli alleati.

La provincia di Trapani nel gennaio 1968 venne duramente colpita dal terremoto del Belice; tra i tanti centri colpiti dal sisma vi furono paesi che rimasero completamente distrutti: Gibellina, Poggioreale e Salaparuta. Subirono danni ingenti: Partanna, Santa Ninfa, Salemi, Vita e Calatafimi. La ricostruzione avvenne con estrema lentezza ed irrazionalità, ma venne costruita un'autostrada, la A29, al posto della disastrata viabilità ordinaria e questa fu anche l'occasione in cui la provincia perse una delle sue linee ferroviarie, la Castelvetrano-Santa Ninfa-Salaparuta, che nonostante fosse di grande utilità per i pendolari[senza fonte] non venne più riattivata.

L'ente provincia[modifica | modifica sorgente]

Il Regno delle due Sicilie nel 1817 istituì la provincia trapanese. L'Ente provincia nasce nel 1861 composta da tre circondari. Nel 1927 furono soppressi i circondari e tutte le competenze passarono alla provincia. Con lo Statuto speciale siciliano del 1946 furono soppresse le provincie siciliane. Furono ricostituite nel 1963, recependo la normativa nazionale e furono trasformate in "provincie regionali"" nel 1986[4].

Il 24 marzo 2014 è avvenuta la soppressione delle 9 provincie regionali, sostituite in via provvisoria da nove "Liberi Consorzio comunali" (coincidenti territorialmente e amministrativamente con le rispettive province e di cui assumono tutte le funzioni) nelle more della costituzione delle 3 aree metropolitane e dei liberi consorzi definitivi come previsto dalla legge approvata dall'Assemblea Regionale Siciliana il 12 marzo 2014[5]. Ciascun libero consorzio è, nel frattempo, retto dal commissario straordinario nominato dalla giunta regionale.[6].

Trasporti e collegamenti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti stradali principali[modifica | modifica sorgente]

Autostrade[modifica | modifica sorgente]

La provincia è attraversata dall'Autostrada A29 con percorso autostradale da Palermo a Mazara del Vallo, lunga 119 km e da Alcamo una diramazione per Trapani e Marsala di circa 45 km. Venne costruita dopo il terremoto del Belice a cura dell'ANAS ed è senza pedaggio[7].

Strade[modifica | modifica sorgente]

La provincia è attraversata dalla Strada statale 113 Settentrionale Sicula che termina a Trapani provenendo dalla costiera nord di Palermo e Messina. Il collegamento costiero sud invece è fornito dalla Strada statale 115 Sud Occidentale Sicula che attraversando Marsala, Mazara e Castelvetrano lo collega ad Agrigento e Siracusa. La Strada statale 119 di Gibellina collega Castelvetrano ed Alcamo passando per Santa Ninfa e Gibellina mentre la Strada statale 188 Centro Occidentale Sicula collega Marsala con Salemi e arriva fino a Lercara Friddi. Da Trapani ha pure origine la Strada Statale 187 che raggiunge Castellammare del Golfo e si innesta alla S.S.113 al bivio Partinico.

Lo sviluppo delle strade raggiunge 1.329 chilometri complessivi tra strade statali, provinciali e comunali[senza fonte].

È inoltre disponibile un elenco delle strade provinciali.

Collegamenti ferroviari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferrovie siciliane e Ferrovia Palermo-Trapani.
Linee ferroviarie in Provincia di Trapani

La provincia fruisce di un collegamento ferroviario Palermo – Trapani via Castelvetrano e Marsala e di uno che dalla stazione di Alcamo Diramazione raggiunge Trapani via Milo; ambedue sono di RFI. Le linee sono entrambe a semplice binario e a trazione diesel per complessivi 241,3 km di ferrovia.

Fino al 1985 era collegata ad Agrigento tramite la linea a scartamento ridotto Castelvetrano-Sciacca-Porto Empedocle; dalla chiusura di questa si è accentuato l'isolamento ferroviario della provincia che oggi risulta collegata solamente al capoluogo di regione.

Negli anni precedenti era stata chiusa al traffico perché danneggiata dal terremoto, e mai più riaperta nonostante registrasse un discreto traffico viaggiatori, anche la linea ferroviaria da Castelvetrano per Partanna, Gibellina e Salaparuta, già in precedenza mutilata del tratto per San Carlo e Burgio.

Collegamenti aerei[modifica | modifica sorgente]

La provincia è dotata di due scali aeroportuali, quello di Trapani Birgi che riveste anche importanza strategica essendo sede del 37º stormo dell'Aeronautica Militare italiana, e quello di Pantelleria. L'aeroporto di Trapani-Birgi permette collegamenti con: Pantelleria, Roma, Milano-Orio al Serio, Pisa, Barcellona-Girona, Brema, Dublino, Düsseldorf, Stoccolma, Londra, Bologna, Oslo, Treviso, Torino, Bruxelles, Francoforte, Parigi, Malta, Birmingham, Perugia.

Collegamenti marittimi[modifica | modifica sorgente]

In virtù della loro posizione strategica gli approdi portuali della provincia sono stati importanti sin dall'antichità[senza fonte]. I fenici ne facevano largo uso per i loro commerci e per l'esportazione dei vini di Sicilia. Fu però solo nel XVIII secolo, con l'arrivo degli investitori inglesi, che venne ampliato e potenziato il porto di Marsala per il commercio dei vini con le località più lontane, e quello di Trapani nell'Ottocento, per il trasporto del sale.

Oggi dal porto di Trapani sono attivi i collegamenti con le isole dell'arcipelago delle Egadi; sono in funzione collegamenti con navi e collegamenti veloci con aliscafi. Il porto è collegato regolarmente con Civitavecchia, Tunisi, Sousse, Livorno, Cagliari e Pantelleria. Da Marsala sono attivi collegamenti con Favignana.

Funivie[modifica | modifica sorgente]

Trapani ed Erice sono collegati da una funivia dotata di 47 cabine, di cui quattro riservate ai soggetti disabili, in grado di trasportare otto persone ciascuna. La capacità operativa è di mille persone ogni ora, alla velocità di cinque metri al secondo. La distanza tra la stazione di valle e quella di monte è di poco più di tre chilometri con un tempo di percorrenza di dieci minuti.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il corallo di Trapani

La pesca e la lavorazione del corallo hanno contribuito molto a far conoscere Trapani e il suo territorio. Tra XV e XVI secolo i pescatori trapanesi iniziarono a praticarle grazie all'abbondanza dei banchi corallini scoperti. La pesca iniziava nel mese di maggio e terminava a settembre; l'artigianato della lavorazione del corallo divenne quindi sistematico: i pescatori corallari, riuniti nella corporazione dei Pescatori della marina piccola del palazzo, abitavano concentrati nella odierna via Corallari.
Nella Historia di Trapani del 1591, si parla dell'attività dei corallini e corallari trapanesi, il bono magisterio si era già affermato da mezzo secolo come vera espressione d'arte.
Le zone più ricche erano antistanti il mare di Trapani, lungo le coste settentrionali, ma i pescatori, si dirigevano fino alle coste dell'Africa. Arrivato in porto il corallo veniva venduto ai mercanti, ai fabbricanti di gioielli e agli artisti che, dopo un lungo e laborioso processo di lavorazione, lo trasformavano in vere e proprie opere d'arte.
I corallari acquistarono fama in tutto il bacino del Mediterraneo con i loro prodotti; oggetti sacri e profani, capezzali e cornici, presepi nei quali il corallo è frammisto ad oro, argento, smalti e pietre preziose. Una serie interminabile di capolavori di gusto grottesco e fantastico con reminiscenze gotiche nella miniatura locale più tardiva, frammista ad aspetti della decorazione scultorea di scuola gaginesca. Tra la fine del XVI secolo e i due secoli successivi, vennero create opere di squisita fattura per re, principi, cardinali e papi. Realizzazioni memorabili sono la Montagna di Corallo acquistata per una cifra altissima, nel 1570 a Trapani, per conto del Viceré di Sicilia Don Francesco Ferdinando Avalos de Aquino, per inviarla a Filippo II di Spagna e quella donata nel 1631, dal Senato di Palermo, a papa Urbano VIII.
Tutto ciò consolidò una rete di committenze prestigiose in tutta Europa e produsse opere sempre più ricche ed elaborate.
La maggioranza di tali capolavori si trova oggi fuori dalla Sicilia nelle collezioni dei Doria, dei Conti di Schoenborn a Pommersfelden, dei Principi di Ligne, dei re di Spagna e dei Whitaker.
Durante la Mostra del Corallo, presso il Museo Pepoli, si possono ammirare sculture, monili e altre opere dei maestri trapanesi realizzate in corallo. Oggi tuttavia sia la pesca che la lavorazione del corallo sono quasi del tutto scomparse.

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Una bottiglia di Marsala

La provincia di Trapani, con i circa 67.000 ettari di terreno coltivati a vigneto, ha la maggior superficie coltivata a vite per singola provincia d'Italia[8] cui consegue una produzione di 4-5 milioni di ettolitri di vino annui. Lo sviluppo della vite è favorito dalle caratteristiche naturali del terreno, dal clima caldo-umido e dalle scarse piogge.

I vigneti tipici della zona sono delle varietà Grillo, Catarratto, Inzolia, Zibibbo, Trebbiano, Nero d'Avola e producono vini di grande pregio apprezzati in tutto il mondo di cui alcuni sono riconosciuti a denominazione di origine controllata.

Da ricordare il Marsala nelle sue molti varianti ed aromatizzazioni, il Moscato e il Passito di Pantelleria, l'Alcamo bianco (1999), bianco prodotti nelle innumerevoli aziende vitivinicole della zona. Di grande rilevanza i vini dolci e da dessert di buona gradazione. La provincia di Trapani ha sei tipologie di vini DOC: il Marsala (1969), il Delia Nivolelli (1998), il Bianco d'Alcamo (1999), il Moscato di Pantelleria (2000), l'Erice (2004) e il Salaparuta (2006).

I Fenici portarono i vini trapanesi in tutte le città costiere del Mediterraneo, facendone uno dei prodotti più importanti degli scambi commerciali dell'epoca. Gli investimenti degli inglesi tra cui gli Ingham, i Woodhouse e i Whitaker nel periodo napoleonico e nei decenni successivi favorirono il sorgere della grande industria enologica di Marsala e delle altre aree del trapanese.

Le aree interessate alla coltivazione dell'olivo ricadono nella Valle del Belice con i territori di Castelvetrano, Partanna e Campobello di Mazara e la Valle di Erice.
La cultivar diffusa nella zona del Belice è la Nocellara ma altrove troviamo anche la Cerasuola e la Biancolilla. Il metodo di raccolta è prevalentemente manuale. L'olio viene ottenuto mediante sistemi di estrazione a ciclo continuo, con spremitura a freddo, che permettono di ottenere un prodotto di ottime qualità chimiche e organolettiche. L'olivicultura nella zona risale ai tempi delle dominazioni araba e spagnola. |L'olio delle Valli Trapanesi ha ottenuto il marchio DOP[9].

Industria[modifica | modifica sorgente]

La presenza di importanti attività portuali a carattere peschereccio ha prodotto lo sviluppo dell'industria legata al settore della conservazione e della refrigerazione del pescato. Notevole è quindi lo sviluppo dell'industria legata alla conservazione ittica con produzione di affumicati di tonno e pesce spada, tonni in scatola e in vetro, sott'olio, bottarga di tonno.

Un tempo fiorente, risale infatti alle epoche storiche più remote, la produzione di sale marino, ricco naturalmente di Iodio, è andata scemando nel tempo a vantaggio del sale minerale più facile da produrre e commercializzare. Nel 2011 il sale marino di Trapani ha ottenuto la IGP dal ministero delle Politiche agricole[10].

La più grande industria provinciale è comunque l'industria enologica che risale ai tempi dei Fenici e dei Greci che ne fecero conoscere ed apprezzare i prodotti in tutte le aree da loro raggiunte. Infatti nella provincia di Trapani vengono prodotti molti vini D.O.C. e IGT tra i quali il famoso vino liquoroso Marsala, l'Alcamo, il Moscato di Pantelleria, lo Zibibbo, oltre che il Nero d'Avola.

Altro settore importante è quello dell'estrazione del marmo che ha il suo polo a Custonaci dove sono presenti diverse cave che esportano i prodotti in tutto il mondo.

Commercio[modifica | modifica sorgente]

La costa trapanese per la sua vicinanza al Nordafrica e soprattutto perché poste sulle rotte di navigazione del Mediterraneo fu sede di commerci e scambi sin dalle epoche preistoriche come attestano i ritrovamenti a Pantelleria e nelle Grotte di Levanzo e dell'area tra Erice e Castellammare. Furono tuttavia i Fenici quelli che svilupparono in larga scala il commercio via mare e stabilirono sedi ed empori nei vari porti. Importantissimo fu quello di Mozia, ma non meno quelli di Trapani e Castellammare del Golfo, porto ed emporio di Segesta. Importanti da sempre furono il commercio del vino, del sale e dell'olio d'oliva trasportati in tutto il bacino mediterraneo.

Le attività marinare[modifica | modifica sorgente]

La pesca rappresenta una delle attività più importanti della provincia. Basti pensare al porto di Mazara del Vallo, il più importante d'Italia per quantità di pescato e per naviglio armato. La pesca del tonno con la tipica e rituale mattanza ancor oggi tramanda un metodo di pesca tipico nella tonnara che sta scomparendo.

Il naviglio da pesca nei due compartimenti di Trapani e Mazara del Vallo ammonta a 734 unità, così suddivise[11]:

  • Pesca oceanica 12
  • Pesca mediterranea 76
  • Piccola pesca ravvicinata e locale 646

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

La provincia di Trapani non ha una propria università, ma è attivo un Consorzio Universitario della Provincia di Trapani con sede ad Erice, nei locali concessi al Polo didattico dell'Università degli studi di Palermo e di Bologna, che organizza e promuove corsi di laurea specialistici e master con speciale indirizzo relativo alle attività socioeconomiche della provincia. Una delle finalità statutarie è anche l'istituzione di un Ateneo autonomo della Sicilia occidentale.

Uomini illustri[modifica | modifica sorgente]

Musica, teatro ed arti figurative[modifica | modifica sorgente]

Fra i teatri tradizionali si possono ricordare il Teatro Villa Margherita e quello dell'Università a Trapani, i teatri Impero e Comunale a Marsala, il Teatro Geber Hamed a Erice e il Teatro Rivoli a Mazara del Vallo. Nei mesi estivi nel capoluogo si svolge il Luglio Musicale Trapanese con gli spettacoli, soprattutto tragedie greche e teatro di prosa, rappresentati al Teatro antico di Segesta. A Castellammare del Golfo, nei mesi di giugno e luglio si svolge la manifestazione Castellammare estate che presenta spettacoli di musica, teatro, cinema, arte e tradizione.

A Gibellina vengono svolte le "Orestiadi" di [12], promosse ed organizzate dalla "Fondazione Orestiadi". La "Salerniana" di Erice, promuove ed organizza dal 1972 collettive e personali d'arte contemporanea curate da critici quali Achille Bonito Oliva o Giulio Carlo Argan, con opere di Carla Accardi, Pietro Consagra e Antonio Sanfilippo presenti nella sua collezione.

Folklore e musica tradizionale[modifica | modifica sorgente]

La Provincia di Trapani vanta un importante culto per le tradizioni popolari. A testimoniare ciò ha contribuito la formazione nel corso del secolo di gruppi folclorici che hanno portato in alto il nome di Trapani e dell’intera Sicilia. Primo fra questi il Coro delle Egadi che, nato nel maggio 1935 in seno all'O.N.D., è uno dei primissimi gruppi italiani di musica folclorica; tra l'altro è il secondo gruppo di musica tradizionale più antico di Sicilia (assieme al "Canterini Peloritani" di Messina, formatosi lo stesso anno, e dopo il "Canterini Etnei" di Catania).

Attive rappresentanze del folklore provinciale trapanese e della musica folclorica siciliana sono (in ordine alfabetico):

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Nonostante le bellezze naturali e il ricchissimo patrimonio archeologico il turismo è ancor oggi un settore poco significativo dell'economia locale, seppur in crescita costante come presenze. Molto resta ancora da fare in termini di infrastrutture ricettive, a volte frutto di reinvestimenti di capitale "sporco"[non chiaro][13]. L'aeroporto di Trapani-Birgi è passato in pochi anni da 200 mila a quasi due milioni di transiti l'anno[quanti e quali anni?]. È comunque auspicabile il potenziamento dei porti, per renderli più efficienti nei collegamenti con le isole minori, delle reti viarie complementari interne e il ripristino e ammodernamento della ferrovia costiera fino ad Agrigento e alla sua Valle dei Templi che attraversava le importanti aree archeologiche di Selinunte, Eraclea Minoa. Le 125 strutture alberghiere e complementari hanno ospitato circa 260.000 clienti nel 1998 di cui l'80% italiani. La media di presenze è stata di 3,2 giorni per la clientela nazionale e di 2,2 giorni per quella estera con un tasso di sviluppo (+6%) inferiore alla media regionale (+12,1%)[14].
Nel 2000 la ricettività risultava aumentata a 149 strutture alberghiere con 296.559 arrivi ( +8,1% rispetto al 1999) e 987.533 presenze (+14,3%) con una permanenza media aumentata a 3,3 giorni[15]. Numeri in continua evoluzione visto che nel 2003, rispetto al solo 2002, la ricettività è cresciuta del 34,4% per il numero degli esercizi (alloggi privati +48,8%, agriturismo +47,1% e alberghi +14%) e del 12,9% per quello dei posti letto (agriturismo +104,7%, alloggi privati +67,7%, alberghi +14,2% e campeggi +2%)[16]. Sempre nel 2003 la ricettività è cresciuta in tutta la Provincia, tranne che a Campobello, Petrosino, Poggioreale e Santaninfa. Il settore alberghiero e della ristorazione, rispetto alle altre categorie produttive di servizi, ha il maggiore peso nei comuni di: San Vito Lo Capo (58,1%), Favignana (35,9%), Castellammare del Golfo (30,9%) e Buseto Palizzolo (30,8%)[17]. Fra le città con maggior numero di alberghi e ristoranti: Trapani (256), Marsala (204), Mazara del Vallo (126), Castelvetrano (107), San Vito Lo Capo (104) e Castellammare del Golfo (97).

Località turistiche principali[modifica | modifica sorgente]

Itinerario turistico preistorico[modifica | modifica sorgente]

  • A Trapani: il Museo di protostoria e di preistoria sito nella Torre di Ligny, fortezza spagnola del Seicento conserva reperti datati sin dall'Età della pietra ed alcuni resti fossili di elefante nano.
  • Le grotte preistoriche della zona di Custonaci come la grotta Mangiapane o di Scurati.
  • L'importante Grotta dell'Uzzo di San Vito Lo Capo con tombe mesolitiche e molti reperti preistorici.
  • Nei pressi di Partanna, in un canalone, si trovano le necropoli rupestri di Contrada Stretto con tombe a grotticella, a camera e numerose ceramiche dell'età del bronzo. Nella cittadina, il Castello Grifeo, inaugurato il 28 dicembre 2007 come "Centro di Interpretazione e Valorizzazione territoriale", è un Museo che raccoglie molti reperti del Paleolitico rinvenuti nell'area, oggetto di missioni archeologiche di atenei europei.
  • A Santa Ninfa, la cavità carsica con gallerie e meandri.
  • A Levanzo la Grotta del Genovese con i graffiti parietali e le pitture rupestri risalenti, i primi a circa 12.000 anni fa e i secondi a 7.000 anni addietro.
  • Nell'isola di Pantelleria, nei pressi del villaggio di Mursia, i misteriosi monumenti funebri, detti Sesi, molto simili ai Nuraghi della Sardegna.

Altri itinerari[modifica | modifica sorgente]

Feste e sagre della provincia[modifica | modifica sorgente]

  • Trapani: la Processione dei misteri di Trapani che si svolge il venerdì Santo.
  • San Vito Lo Capo: Cous Cous Fest, erede della Sagra del Cous Cous, l'ultima settimana di settembre, rassegna internazionale di cultura ed enogastronomia del Mediterraneo; esposizione permanente e degustazione di prodotti siciliani tipici.
  • Custonaci tra dicembre e gennaio, nella preistorica Grotta Scurati, il Presepe vivente con la ricostruzione della nascita di Gesù. Ambientazioni dell'Ottocento e riproposizione degli antichi mestieri locali.
  • Valderice, il Carnevale.
  • Favignana: tra maggio e giugno, l'antico e tradizionale rito della mattanza, pesca del tonno nel mare di Favignana con corollario di manifestazioni artistiche e culturali legate all'antico rito della pesca del tonno.
  • Favignana: Bonton: rassegna enogastronomica di tonno e prodotti di tonnara; si svolge tra 31 maggio e 1º giugno e alla tonnara Bonagia il 6/7/8 giugno.
  • Salemi dal 19 marzo e per tutta la settimana: festa di San Giuseppe con le tradizionali cene e allestimento di altari votivi con il tipico Pane di San Giuseppe.

La festa di San Giuseppe viene celebrata anche nell'Isola di Marettimo dal 18 al 20 di marzo.

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina trapanese.

Trapani e la sua provincia risentono nella gastronomia, più di altre aree della Sicilia, del maggior numero di influenze straniere e in particolare della dominazione araba. Ma assume una fondamentale differenza nel massivo uso del pesce al posto della carne.

Il cuscus di pesce

Piatti tipici:

  • "cuscus alla trapanese" ne è una prova, della semola preparata dalle abili mani delle cuoche e cotta a vapore in una speciale pentola di terracotta smaltata. Ma il condimento, a differenza di quello magrebino (a base di legumi e carne di montone), è un brodetto di pesce misto .
  • 'A pasta cull'agghia - il "Pesto alla trapanese", un pesto di basilico, olio ed aglio, ma con aggiunta di mandorle crude, pomodoro crudo e pecorino grattugiato.

Tra i dolci, oltre a quelli diffusi in Sicilia, come le cassate siciliane e cannoli farciti con ricotta, in particolare nelle frazioni trapanesi di Dattilo e Napola, vi sono le cassateddi, cassatelle ripiene di ricotta di pecora o le cassateddi di ficu tipiche di Marsala; i bocconcini di Erice, dolcini di pasta reale con l'anima di marmellata di cedro al liquore, e la cassata ericina dal ripieno a base di cedrata.

Riserva dello Zingaro

Parchi, riserve ed aree protette[modifica | modifica sorgente]

Nella provincia di Trapani sono comprese otto riserve regionali di protezione floro-faunistica fra le quali la più importante è certamente la Riserva naturale orientata dello Zingaro che si estende nella penisola di San Vito Lo Capo. Essa si affaccia sul Tirreno tra Castellammare del Golfo e Trapani. Il territorio della riserva ricade per gran parte nel comune di San Vito Lo Capo e in misura minore nel comune di Castellammare del Golfo estendendosi per circa 7 km di costa e quasi 1.700 ha di natura incontaminata.

La costa formata da calcarenite e da rilievi calcarei di natura dolomitica[senza fonte], presenta falesie intercalate da numerose calette. Il suo rilievo altimetrico va dai 913 metri di Monte Speziale degradando ripidamente verso il mare. La Riserva ospita oltre 650 specie vegetali, alcune endemiche e rare.

Oltre alla Riserva dello zingaro si annoverano la Riserva naturale marina Isole Egadi, la Riserva naturale orientata Isola di Pantelleria, la Riserva naturale Bosco di Alcamo, Riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala, la Riserva naturale orientata Monte Cofano, la Riserva naturale integrale Saline di Trapani e Paceco, la Riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi e la Riserva naturale Foce del Fiume Belice e dune limitrofe.

Denominazione Zona geografica Sede amministrativa Sito istituzionale
Riserva naturale orientata dello Zingaro Penisola di San Vito Lo Capo – Golfo di Castellammare Castellammare del Golfo-Stemma.png

Castellammare del Golfo

Riserva naturale orientata dello Zingaro
Riserva naturale marina Isole Egadi Isole Egadi Favignana-Stemma.png

Favignana

Riserva naturale marina Isole Egadi
Riserva naturale orientata Isola di Pantelleria Isola di Pantelleria Pantelleria-Stemma.png

Pantelleria

Riserva naturale orientata Isola di Pantelleria
Riserva naturale Bosco di Alcamo Monte Bonifato Alcamo-Stemma.png

Alcamo

Riserva naturale Bosco di Alcamo
Riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala Mare di Marsala Marsala-Stemma.png

Marsala

Sito dell'APT di Trapani
Riserva naturale orientata Monte Cofano Monte Cofano Custonaci-Stemma.png

Custonaci

Riserva naturale orientata Monte Cofano
Riserva naturale integrale Saline di Trapani e Paceco Litorale di Trapani Trapani-Stemma.png

Trapani

Riserva naturale integrale Saline di Trapani e Paceco
Riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi Località Gilletto-San Nicola Mazara del Vallo-Stemma.png

Mazara del Vallo

Riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi
Riserva naturale Foce del Fiume Belice e dune limitrofe Foce del fiume Belice Castelvetrano-Stemma.png

Castelvetrano

Riserva naturale Foce del Fiume Belice e dune limitrofe

Musei ed aree archeologiche[modifica | modifica sorgente]

Il tempio di Segesta

L'ampio parco archeologico di Selinunte è considerato il più imponente d'Europa[senza fonte] con la sua estensione di 1740 km quadrati e una delle aree archeologiche più interessanti che comprende templi, santuari e altari. fortificazioni, case e negozi della città antica. Le vicine cave di Cusa dalle quali proviene il materiale da costruzione della antica città mostrano le varie fasi di lavorazione delle maestose ed imponenti colonne dei templi.
Presso la costa, sorge l'acropoli su cui si trovano 4 templi designati con le lettere A, C, D, O.
Sulla collina ad est altri 3 templi denominati E, F, G.
I templi di Selinunte sono stati costruiti in stile dorico. Da visitare le "Cave di Cusa", da cui venivano estratti i blocchi di pietra, nella vicina Campobello di Mazara.

Uno scorcio dell'isola di Mozia - Kothon.
  • Segesta. Anch'essa importante area archeologica con un tempio del V secolo a.C. di stile dorico in perfetto stato e di un teatro scavato nella collina con la cavea che guarda verso il Golfo di Castellammare, oggi utilizzato per rappresentazioni teatrali classiche.
  • Mozia. Isoletta di fronte a Marsala che fu un importantissimo centro commerciale punico. La città distrutta nel IV secolo è stata riportata alla luce mediante gli scavi iniziati nell'Ottocento i cui reperti sono conservati in un piccolo museo.
  • Gibellina. Distrutto dal terremoto del 1968 e ricostruito in sede nuova oggi il paese viene definito "un museo a cielo aperto" per la grande quantità di opere d'arte contemporanea di famosi artisti internazionali[senza fonte].
Provincia di Trapani-Stemma.png Capitello modanatura mo 01.svg Musei
Marsala Museo Archeologico Nazionale Lilibeo, ex Baglio Anselmi
Museo degli Arazzi, Chiesa Madre
Museo dell'Agricoltura, Baglio Biesina
Museo Garibaldino, Complesso Monumentale San Pietro
Isola di Mozia
Museo Whitaker
Campobello di Mazara Museo del lavoro contadino
Erice Museo Civico A.Cordici, piazza Municipio
Mazara del Vallo Museo Civico di Mazara del Vallo
Trapani Museo regionale Agostino Pepoli, via conte A. Pepoli
Museo Diocesano e DiArt, seminario vescovile
Partanna Museo civico della preistoria del Basso Belice [1]
Museo storico nei locali del Castello Grifeo[19]
Museo del vino nei locali del Castello Grifeo[19]

Castelli[modifica | modifica sorgente]

Erice, Torretta Pepoli
Provincia di Trapani-Stemma.png Ch teau-fort 01.svg Castelli
Trapani Castello della Colombaia
Castello di Terra
Torre di Ligny
Marsala Castello
Castellammare del Golfo Castello di Baida
Castello di Inici
Fortezza
Torre Bennistra a Scopello
Erice Castello di Venere
Castello aragonese (del Balio)
Castello e Torretta Pepoli
Alcamo Castello di Calatubo (XIV secolo)
Partanna Castello Grifeo, fondazione saracena, rivisto nell'XI secolo, poi nel XIV secolo; rifacimento ultimo nel XVII secolo
Salemi Castello del XIII secolo
Calatafimi-Segesta Castello saraceno

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Dal 21 febbraio 2014 l'ex-magistrato Antonio Ingroia è commissario straordinario della provincia di Trapani, su nomina del presidente della regione Sicilia Rosario Crocetta.[20]

Comuni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Trapani.
Cartina della provincia con rappresentati i confini comunali

Appartengono alla provincia di Trapani i seguenti 24 comuni[1]:

Stemma Città Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Alcamo-Stemma.png Alcamo 45.829 130,79 km²
Buseto Palizzolo-Stemma.png Buseto Palizzolo 3.076 72 km²
Calatafimi-Segesta-Stemma.png Calatafimi Segesta 7.005 154 km²
Campobello di Mazara-Stemma.png Campobello di Mazara 10.828 65 km²
Castellammare del Golfo-Stemma.png Castellammare del Golfo 15.286 127,14 km²
Castelvetrano-Stemma.png Castelvetrano 30.713 206,23 km²
Custonaci-Stemma.png Custonaci 5.430 69 km²
Erice-Stemma.png Erice 28.490 47,94 km²
Favignana-Stemma.png Favignana 4.290 37 km²
Gibellina-Stemma.png Gibellina 4.305 45 km²
Marsala-Stemma.png Marsala 82.812 241,23 km²
Mazara del Vallo-Stemma.png Mazara del Vallo 51.413 275,82 km²
Paceco-Stemma.png Paceco 11.433 58 km²
Pantelleria-Stemma.png Pantelleria 7.806 83 km²
Partanna-Stemma.png Partanna 11.165 82 km²
Petrosino-Stemma.png Petrosino 7.631 44 km²
Poggioreale-Stemma.png Poggioreale 1.565 37 km²
Salaparuta-Stemma.png Salaparuta 1.752 41 km²
Salemi-Stemma.png Salemi 10.984 181 km²
Santa Ninfa-Stemma.png Santa Ninfa 5.098 63 km²
San Vito Lo Capo-Stemma.png San Vito Lo Capo 4.362 59 km²
Trapani-Stemma.png Trapani 70.642 271,44 km²
Valderice-Stemma.png Valderice 12.161 52 km²
Vita-Stemma.png Vita 2.164 8 km²

Sport[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Francobollo commemorativo dell'Universiade 1997.

Il capoluogo della provincia è la città più attiva nell'ambito delle manifestazioni sportive. L'evento probabilmente più importante che Trapani ha ospitato è stata l'Universiade 1997: il torneo di pallacanestro e la partita inaugurale del torneo di calcio (Italia-Brasile) hanno avuto luogo negli impianti sportivi trapanesi.

Un altro evento internazionale è stato ospitato da Trapani tra il 28 settembre e il 9 ottobre 2005: le regate della Louis Vuitton Cup acts 8&9 con la partecipazione di tutte le imbarcazioni partecipanti alla America's Cup. La manifestazione è stata organizzata dall'Ac Management.

Inoltre Trapani ha ospitato i Campionati europei juniores di pallacanestro nel 1997 e i campionati mondiali di scherma categoria cadetti e juniores dal 4 al 14 aprile 2003.

Società sportive[modifica | modifica sorgente]

Il calcio ha una lunga tradizione in provincia, molto campanilistica, che ha portato a disputare diverse stagioni in Serie C all'Associazione Sportiva Trapani e allo Sport Club Marsala 1912. Il Trapani Calcio milita attualmente in Serie B. Anche l'Alcamo ha militato in Serie C mentre il Gruppo Sportivo Mazara 1946 conta ventisette stagioni in Serie D.

Nel basket la società sportiva più importante della provincia di Trapani è la Pallacanestro Trapani attualmente militante in Lega Due Gold, il secondo campionato di basket italiano. In passato ha raggiunto la 1991-92 giocandovi per una stagione. Di rilievo in campo femminile lo Sport Club Alcamo. La società di pallacanestro di Alcamo è stata tra le protagoniste in Italia e in Europa negli anni novanta: giunta in Serie A1 nel 1994-95, è l'unica squadra trapanese ad aver disputato la finale di una coppa europea, la Coppa Ronchetti 1995-96, persa contro il Tarbes Gespe Bigorre.

La pallamano è anche abbastanza diffusa in provincia. La Pallamano Alcamo disputa la Serie A1 maschile e la Polisportiva Il Giovinetto di Marsala è attualmente in A2. La pallavolo è rappresentata dalla società del capoluogo, militante in Serie B1.

Atleti[modifica | modifica sorgente]

Tra gli atleti più importanti vi sono la cestista Adalgisa Impastato, nata ad Alcamo e bandiera della squadra di basket locale, i calciatori Roberto Galia, trapanese che ha speso buona parte della sua carriera nella Juventus, Aldo Firicano, ericino ex della Fiorentina, Nicolò Sciacca, marsalese ex del Foggia, e l'allenatore di calcio Pasquale Marino, di Marsala, che ha portato il Catania in Serie A nel 2006-2007 e allenatore in Serie A del Parma e del Genoa.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Il Palazzetto dello sport del capoluogo, il PalaIlio, può accogliere oltre 5000 spettatori. Ha ospitato varie partite della nazionale di pallacanestro italiana. Gli stadi calcistici principali sono il Provinciale di Trapani e il Lombardo Angotta di Marsala. Un piscina olimpionica all'aperto è stata inaugurata a Trapani il 28 aprile 2012.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  2. ^ http://www.provincia.trapani.it/Dettaglio_aree.asp?c=6191
  3. ^ Trattasi di zona protetta da provvedimento legislativo della Regione Siciliana.
  4. ^ http://www.urps.it/le-funzioni-delle-province-regionali-siciliane/
  5. ^ dalla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana
  6. ^ http://www.ansa.it/sicilia/notizie/entilocali/2014/03/26/Cosa-cambia-con-i-Liberi-Consorzi-Comunali_5ae164d8-4c16-464a-bb4b-f6df9e23e377.html
  7. ^ In quanto gestita dall'ANAS così come l'autostrada Palermo – Catania.
  8. ^ Notizie sulle aree coltivate a vigneto nella Regione Siciliana
  9. ^ Olio Extravergine - Cultivar di olivo per produzione dell'olio dop Valli Trapanesi
  10. ^ Gazzetta n. 163 del 15 luglio 2011 - MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
  11. ^ Ninni Ravazza, Trapani, provincia dai mille colori. URL consultato il 4 agosto 2011.
  12. ^ le Orestiadi di Gibellina
  13. ^ Villaggio turistico sequestrato alla mafia
  14. ^ Fonte: sicilia.indettaglio.it
  15. ^ Provincia regionale di Trapani-Analisi degli indicatori socio economici-anno 2002
  16. ^ Provincia regionale di Trapani-Analisi degli indicatori socio economici-anno 2003
  17. ^ Provincia regionale di Trapani-Analisi degli indicatori socio economici-anno 2004
  18. ^ San Vito Lo Capo migliore spiaggia d’Italia | Quotidiano Sicilia | Cronaca Sicilia | Politica Sicilia | Sport Sicilia | News Province siciliane - Trapani
  19. ^ a b Inaugurato il 28 dicembre 2007
  20. ^ Sicilia: Ingroia si e' insediato alla provincia di Trapani, Adnkronos, 21 febbraio 2014. URL consultato il 27-2-2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Trapani e provincia, Erice, Marsala, Selinunte, il golfo di Castellammare', Milano, Touring club italiano, 2002.
  • AA.VV.. Sicilia 4, Itinerari speciali di Bell'Italia. Milano, Giorgio Mondadori Periodici.1998.
  • AA.VV.. Sicilia 1, Supplemento di Bell'Italia. Milano, Giorgio Mondadori Periodici.1994.
  • A. Troia. Saline di Trapani e Paceco. Guida alla storia naturale. Anteprima, 2005 ISBN 88-88701-14-1
  • Ursula Swoboda;Marion Weerning. Incanti trapanesi: la Sicilia occidentale raccontata per immagini. PS Advent, 2006 ISBN 88-88440-06-2
  • Salvatore Mugno, Novecento letterario trapanese. Repertorio biobibliografico degli scrittori della provincia di Trapani del '900, presentazione di Michele Perriera, Palermo, Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e Ambientali e della Pubblica Istruzione, 1996 - 016.8509945824
  • Salvatore Mugno, Novecento letterario trapanese. Integrazioni e approfondimenti, presentazione di Francesco Vinci, Palermo, Isspe, 2006 - BSN Pal0202805
  • Poesia, narrativa, saggistica in provincia di Trapani, a cura di Salvatore Mugno, Isspe, Palermo, 2001
  • Lou Embo Roiter, Isole Egadi, Favignana, Lavanzo, Marettimo. Vianello Libri, 1996 ISBN 88-7200-036-X
  • Salvatore Costanza; Salvatore Butera, Metafore del lavoro e microeconomie di ieri e oggi in Trapani e nella sua provincia, Messina, Helios editore, 1997.
  • Provincia di Trapani, caratteristiche strutturali delle imprese e delle unità locali, Istituto centrale di Statistica, 1963
  • Maria Pia Demma, Opere d'arte restaurate nella provincia di Trapani, Soprintendenza per i beni culturali e ambientali, 1998

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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