Provincia di Trapani

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Provincia Regionale di Trapani
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Stato: bandiera Italia
Regione: Sicilia
Capoluogo: Trapani
Superficie: 2.459,84 km²
Abitanti:
435.974 2008
Densità: 176,61 ab./km²
Comuni: Elenco di 24 comuni
Targa: TP
CAP: 91100, 91010-91029
Pref. telefonico: 0923, 0924
Codice ISTAT: 081
Presidente: Girolamo Turano (UDC)  15.06.2008
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Sito istituzionale


La Provincia Regionale di Trapani (Pruvincia di Tràpani in siciliano) è una provincia della Sicilia di 435.974 abitanti.[1] Occupa una superficie di 2459,84 km quadrati con una densità abitativa di 176,61 abitanti per km quadrato[2]. È la più occidentale delle province siciliane e confina ad est con la provincia di Palermo, a sud-est con quella di Agrigento, mentre ad ovest e a sud è bagnata dal mar Mediterraneo, e infine a nord dal mar Tirreno.

Indice

[modifica] Geografia

Provincia
L'arcipelago delle Egadi
Costa incontaminata dell'isola di Pantelleria.

La provincia di Trapani, tra le province della Sicilia, è l'unica che confini solo da un lato con le altre province; infatti è affacciata a nord sul Mar Tirreno, a sud sul Mar Mediterraneo, e ad ovest sul Canale di Sicilia. Confina solo ad est con le province di Palermo ed Agrigento. Il territorio possiede poche aree pianeggianti e di estensione limitata, la prevalenza è collinare con rilievi che non raggiungono i mille metri. La parte nord occidentale è di massima più accidentata che quella a sud.

Il territorio provinciale comprende anche l'arcipelago delle Isole Egadi (comune di Favignana) e l'Isola di Pantelleria (comune di Pantelleria),

[modifica] I fiumi

La provincia di Trapani è povera di corsi d'acqua di rilievo se si eccettua il Belice che segna anche il confine provinciale. Altri fiumi a carattere torrentizio sono il Modione il Mazaro e Fiume freddo. Nel comune di Marsala scorre anche il fiume Birgi che cambiando nome dalla sorgente alla foce varie volte raggiunge la lunghezza di circa 40 km ma ha anch'esso carattere torrentizio. Nello stesso comune di Marsala, proveniente dall'entroterra di Salemi scorre a carattere stagionale il torrente Sossio; deviato tempo addietro per approvvigionamenti privati ad uso di costruzioni abusive in occasioni di piene ha provocato alluvioni. Sbocca nel mare Mediterraneo in località Berbaro su una spiaggia sabbiosa molto frequentata dai bagnanti nel periodo estivo.

[modifica] I laghi

Non vi sono laghi naturali, ad esclusione del Lago di Venere a Pantelleria. I due esistenti di un qualche rilievo sono artificiali, e sono il Lago Rubino che è stato ricavato mediante uno sbarramento sul torrente della Cuddia, che fa parte del bacino idrografico del fiume Birgi, e il Lago Trinità presso Castelvetrano. Esiste invece una laguna costiera, nei pressi di Marsala, detta Stagnone. Questa si è formata in tempi abbastanza recenti; all'interno si trova l'isola di San Pantaleo ove si trova Mozia, al tempo dei fenici importante base navale e commerciale.

[modifica] I monti

Panorama con il monte Cofano

Le uniche vette che superano i mille metri sono, il Monte Sparagio alto 1110 metri s.l.m., il monte Inici di 1064 m e il Pizzo delle Niviere di 1042 m tutti e tre a nord, tra Castellammare del Golfo e il Capo San Vito. Al centro del territorio provinciale i Monti di Gibellina raggiungono al massimo i 751 m con la Rocca delle Penne. Tutto il territorio della provincia è comunque collinare con poche e poco estese aree pianeggianti per lo più nella zona meridionale.

[modifica] Il mare

La costa della provincia di Trapani, tra le maggiori attrattive turistiche, si presenta alta e frastagliata a nord con discese a picco sul mare fino a poco prima del capoluogo e Valderice. Forma a nord il Golfo di Castellammare e dopo Capo San Vito i due piccoli golfi di Cofano e Bonagia separati dal Monte Cofano che discende a picco sul mare. Da Trapani, procedendo verso sud la costa diventa bassa e spesso sabbiosa con alternanza di piccoli rilievi che non raggiungono i duecento metri. È in questa parte di costa che si trovano i maggiori porti come quello di Trapani, di Marsala e di Mazara del Vallo.

Il piccolo porto di Levanzo

La costa ad ovest presenta anche la particolarità di un'arcipelago a pochi km di distanza da Trapani, quello delle Isole Egadi, che comprende tre isole principali, Favignana, Levanzo e Marettimo e due isolotti, Formica e Maraone.

A Marsala, nel tratto di costa compreso tra Punta Alga e Capo San Teodoro, si trova la laguna dello Stagnone, la più estesa di Sicilia (2000 ha), dal 1984 Riserva naturale orientata.[3] Le acque sono basse e molto salate, per cui nel tempo sono nate numerose saline sulla costa e sull'isola Longa. La laguna comprende quattro isolette: l'isola Longa, Santa Maria, San Pantaleo e Schola.

Altra grande attrattiva è l'incontaminata isola di Pantelleria

[modifica] Il clima

Il clima è caratterizzato da temperature miti nei mesi invernali e da estati calde e prolungate. La nebbia è un fenomeno abbastanza frequente specie in estate(vista l'umidità della zona) e le precipitazioni scarse in quantità sono concentrate nei mesi invernali. La temperatura dei mesi di gennaio e febbraio difficilmente scende al di sotto dei 5 gradi C. mentre nei mesi estivi, a giugno, luglio e agosto raggiunge anche i 45 gradi C.

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia della Sicilia.
Per approfondire, vedi la voce Mozia.

L'insediamento dei primi abitanti nell'area provinciale trapanese si perde nella notte dei tempi. Insediamenti preistorici risalenti al paleolitico sono presenti in varie località (vedi Levanzo), anche se a dire il vero non molto attive sono state fin oggi le ricerche in proposito.

Al mesolitico appartiene l'insediamento della Grotta dell'Uzzo nei pressi di San Vito Lo Capo, con i suoi cocci di ceramiche non decorate ma con manici e tacche per facilitarne la presa, e tracce evidenti di abitanti dediti alla caccia e alla pesca e che praticavano l'agricoltura. Tracce della presenza dell'uomo in Sicilia, attorno al 10000 a.C. si rilevano anche dai graffiti con scene di caccia e rituali ritrovati nelle pareti della Grotta del Genovese a Levanzo.

A Pantelleria sono evidenti le tracce della popolazione detta dei Sesioti, un popolo del mare, che fece dell'isola un vero e proprio centro commerciale di esportazione dell'ossidiana molto ricercata per utensili da taglio in tutto il Mar Mediterraneo.

La provincia conobbe tra XI e X secolo a.C., la colonizzazione dei Fenici, ritenuti i fondatori di Solunto, Mozia, Palermo Lilibeo (Marsala), che vi stabilirono proprie basi costiere in seguito passate in mano cartaginese. Le aree centro meridionali videro lo stanziamento degli Elimi mentre la colonizzazione greca si fermò ai margini della provincia con la fondazione di Selinunte da parte dei megaresi e fu spesso occasione di aspri conflitti e distruzioni. La conquista e la dominazione romana impoverì il territorio e ridusse di molto l'importanza commerciale degli antichi siti portuali. La caduta dell'impero romano tuttavia aprì la strada alle invasioni e alle distruzioni. I Vandali, poi gli Ostrogoti di Teodorico occuparono la provincia e il resto dell'isola. Nel 535 fu Belisario ad occuparla annettendola all'Impero romano d'Oriente riportando la Sicilia, dove ancora si parlava il greco, all'ambiente culturale bizantino. A partire dal 652 iniziarono le scorrerie degli Arabi dalla Tunisia e la provincia ne risultò particolarmente esposta. Nel 827, infine, con lo sbarco a Mazara del Vallo iniziò la conquista dell'isola. La provincia di Trapani e in genere la Sicilia occidentale si integrarono abbastanza presto con i nuovi arrivati, e proprio nel cuscus, il piatto tradizionale, e nella pasticceria ne rimane la traccia. Gli arabi introdussero le nuove tecniche di coltivazione dell'olivo e degli agrumi.

Proprio tale integrazione fu fonte di serie difficoltà durante il periodo normanno a causa dei conflitti e delle ribellioni di varie città ai nuovi signori. Durante il XIV secolo l'arrivo di mercanti genovesi e inglesi che si stabilirono a Messina e Trapani promosse il rifiorire dei commerci. Nel 1492 a causa della persecuzione antisemita della Spagna anche gli ebrei delle fiorenti comunità di Salemi e Trapani dovettero abbandonare la Sicilia.

La Provincia fu testimone e parte attiva della spedizione dei Mille; Garibaldi infatti scelse proprio il territorio trapanese per iniziare la campagna di liberazione dell'isola. Le navi sbarcarono a Marsala l'11 maggio 1860 e due navi da guerra borboniche giunte nel frattempo, tardarono a bombardare gli invasori, data la presenza di due navi britanniche presenti nel porto. Il 14 maggio, a Salemi, Garibaldi assunse la dittatura della Sicilia in nome di Vittorio Emanuele. I Mille poi vinsero la bataglia di Calatafimi il 16 maggio.

Durante l'ultima fase della seconda guerra mondiale le installazioni aeroportuali di Trapani e di Pantelleria e i porti che si affacciavano sul canale di Sicilia vennero duramente bombardati dagli alleati.

La provincia di Trapani nel gennaio 1968 venne duramente colpita dal terremoto del Belice; tra i tanti centri colpiti dal sisma vi furono paesi che rimasero completamente distrutti: Gibellina, Poggioreale e Salaparuta. Subirono danni ingenti: Partanna, Santa Ninfa, Salemi, Vita e Calatafimi. La ricostruzione avvenne con estrema lentezza ed irrazionalità, ma venne costruita un'autostrada, la A29, al posto della disastrata viabilità ordinaria e questa fu anche l'occasione in cui la provincia perse una delle sue linee ferroviarie, la Castelvetrano-Santa Ninfa-Salaparuta, che nonostante fosse di grande utilità per i pendolari non venne più riattivata.

[modifica] Trasporti e collegamenti

[modifica] Collegamenti stradali principali

[modifica] Autostrade

La provincia è attraversata dall'Autostrada A29 con percorso autostradale da Palermo a Mazara del Vallo, lunga 119 km e da Castellammare del Golfo una diramazione per Trapani e Marsala di circa 45 km. Venne costruita dopo il terremoto del Belice a cura dell'ANAS ed è senza pedaggio.[4]

[modifica] Strade

La provincia è attraversata dalla Strada Statale 113 Settentrionale Sicula che termina a Trapani provenendo dalla costiera nord di Palermo e Messina. Il collegamento costiero sud invece è fornito dalla Strada Statale 115 Sud Occidentale Sicula che attraversando Marsala, Mazara e Castelvetrano lo collega ad Agrigento e Siracusa. La Strada Statale 119 di Gibellina collega Castelvetrano ed Alcamo passando per Santa Ninfa e Gibellina mentre la Strada Statale 188 Centro Occidentale Sicula collega Marsala con Salemi e arriva fino a Lercara Friddi. Da Trapani ha pure origine la Strada Statale 187 che raggiunge Castellammare del Golfo e si innesta alla S.S.113 al bivio Partinico.

Lo sviluppo delle strade raggiunge 1.329 chilometri complessivi tra strade statali, provinciali e comunali.

È inoltre disponibile un elenco delle strade provinciali.

[modifica] Collegamenti ferroviari

Per approfondire, vedi le voci Ferrovie siciliane e Ferrovia Palermo-Trapani.
Linee ferroviarie in Provincia di Trapani

La provincia fruisce di un collegamento ferroviario Palermo - Trapani via Castelvetrano e Marsala e di uno che dalla stazione di Alcamo Diramazione raggiunge Trapani via Milo; ambedue sono di RFI. Le linee sono entrambe a semplice binario e a trazione diesel per complessivi 241,3 km di ferrovia.

Fino al 1985 era collegata ad Agrigento tramite la linea a scartamento ridotto Castelvetrano-Sciacca-Porto Empedocle; dalla chiusura di questa si è accentuato l'isolamento ferroviario della provincia che oggi risulta collegata, in maniera non troppo efficiente, solamente al capoluogo di regione.

Negli anni precedenti era stata chiusa al traffico perché danneggiata dal terremoto, e mai più riaperta nonostante registrasse un discreto traffico viaggiatori, anche la linea ferroviaria da Castelvetrano per Partanna, Gibellina e Salaparuta, già in precedenza mutilata del tratto per San Carlo e Burgio.

[modifica] Collegamenti aerei

La provincia è dotata di due scali aeroportuali, quello di Trapani Birgi, sito nel territorio di Marsala, che riveste anche importanza strategica essendo sede del 37° stormo dell'Aeronautica Militare italiana, e quello di Pantelleria. L'aeroporto di Trapani-Birgi permette collegamenti con: Pantelleria, Roma, Milano Linate, Pisa, Barcellona-Girona, Brema, Dublino, Düsseldorf, Stoccolma, Londra e, da aprile 2009, Bologna.

[modifica] Collegamenti marittimi

In virtu' della loro posizione strategica gli approdi portuali della provincia sono stati importanti sin dall'antichità. I fenici ne facevano largo uso per i loro commerci e per l'esportazione dei vini di Sicilia. Fu però solo nel XVIII secolo, con l'arrivo degli investitori inglesi, che venne ampliato e potenziato il porto di Marsala per il commercio dei vini con le località più lontane.

Oggi dal porto di Trapani sono attivi i collegamenti con le isole dell'arcipelago delle Egadi; sono in funzione collegamenti con navi e collegamenti veloci con aliscafi. Il porto è collegato regolarmente anche con le isole di Pantelleria, Lampedusa e Linosa, e con Cagliari. Dal porto di Mazara del Vallo è in funzione un collegamento diretto con Pantelleria.

[modifica] Funivie

Trapani ed Erice sono collegati da una funivia dotata di 47 cabine, di cui quattro riservate ai soggetti disabili, in grado di trasportare otto persone ciascuna. La capacità operativa è di mille persone ogni ora, alla velocità di cinque metri al secondo. La distanza tra la stazione di valle e quella di monte è di poco più di tre chilometri con un tempo di percorrenza di dieci minuti.

[modifica] Economia

Il corallo di Trapani

La pesca e la lavorazione del corallo hanno contribuito molto a far conoscere Trapani e il suo territorio. Tra XV e XVI secolo i pescatori trapanesi iniziarono a praticarle grazie all'abbondanza dei banchi corallini scoperti. La pesca iniziava nel mese di maggio e terminava a settembre; l'artigianato della lavorazione del corallo divenne quindi sistematico: i pescatori corallari, riuniti nella corporazione dei Pescatori della marina piccola del palazzo, abitavano concentrati nella odierna via Corallari. Nella Historia di Trapani del 1591, si parla dell'attività dei corallini e corallari trapanesi, il bono magisterio si era già affermato da mezzo secolo come vera espressione d'arte. Le zone più ricche erano antistanti il mare di Trapani, lungo le coste settentrionali, ma i pescatori, si dirigevano fino alle coste dell'Africa. Arrivato in porto il corallo veniva venduto ai mercanti, ai fabbricanti di gioielli e agli artisti che, dopo un lungo e laborioso processo di lavorazione, lo trasformavano in vere e proprie opere d'arte. I corallari acquistarono fama in tutto il bacino del Mediterraneo con i loro prodotti; oggetti sacri e profani, capezzali e cornici, presepi nei quali il corallo è frammisto ad oro, argento, smalti e pietre preziose. Una serie interminabile di capolavori di gusto grottesco e fantastico con reminiscenze gotiche nella miniatura locale più tardiva, frammista ad aspetti della decorazione scultorea di scuola gaginesca. Tra la fine del XVI secolo e i due secoli successivi, vennero create opere di squisita fattura per re, principi, cardinali e papi. Realizzazioni memorabili sono la Montagna di Corallo acquistata per una cifra altissima, nel 1570 a Trapani, per conto del Viceré di Sicilia Don Francesco Ferdinando Avalos de Aquino, per inviarla a Filippo II di Spagna e quella donata nel 1631, dal Senato di Palermo, al Papa Urbano VIII. Tutto ciò consolidò una rete di committenze prestigiose in tutta Europa e produsse opere sempre più ricche ed elaborate. La maggioranza di tali capolavori si trova oggi fuori dalla Sicilia nelle collezioni dei Doria, dei Conti di Schoenborn a Pommersfelden, dei Principi di Ligne, dei re di Spagna e dei Whitaker.

Durante la Mostra del Corallo, presso il Museo Pepoli, si possono ammirare sculture, monili e altre opere dei maestri trapanesi realizzate in corallo. Oggi tuttavia sia la pesca che la lavorazione del corallo sono quasi del tutto scomparse.

[modifica] Agricoltura

Una bottiglia di Marsala

La provincia di Trapani, con i circa 67.000 ettari di terreno coltivati a vigneto, ha la maggior superficie coltivata a vite per singola provincia d'Italia[5] cui consegue una produzione di 4-5 milioni di ettolitri di vino annui. Lo sviluppo della vite è favorito dalle caratteristiche naturali del terreno, dal clima caldo-umido e dalle scarse piogge.

I vigneti tipici della zona sono delle varietà Grillo, Catarratto, Inzolia, Zibibbo, Trebbiano, Nero d'Avola e producono vini di grande pregio apprezzati in tutto il mondo di cui alcuni sono riconosciuti a denominazione di origine controllata.

Da ricordare il Marsala nelle sue molti varianti ed aromatizzazioni, il Moscato e il Passito di Pantelleria, l'Alcamo bianco (1999), bianco prodotti nelle innumerevoli aziende vitivinicole della zona. Di grande rilevanza i vini dolci e da dessert di buona gradazione. La provincia di Trapani attualmente ha sei tipologie di vini DOC: il Marsala (1969), il Delia Nivolelli (1998), il Bianco d'Alcamo (1999), il Moscato di Pantelleria (2000), l'Erice (2004) e il Salaparuta (2006).

I Fenici portarono i vini trapanesi in tutte le città costiere del Mediterraneo, facendone uno dei prodotti più importanti degli scambi commerciali dell'epoca. Gli investimenti degli inglesi tra cui gli Ingham, i Woodhouse e i Whitaker nel periodo napoleonico e nei decenni successivi favorirono il sorgere della grande industria enologica di Marsala e delle altre aree del trapanese.

Le aree interessate alla coltivazione dell' olivo ricadono nella Valle del Belice con i territori di Castelvetrano, Partanna e Campobello di Mazara e la Valle di Erice. La cultivar diffusa nella zona del Belice è la Nocellara ma altrove troviamo anche la Cerasuola e la Biancolilla. Il metodo di raccolta è prevalentemente manuale. L'olio viene ottenuto mediante sistemi di estrazione a ciclo continuo, con spremitura a freddo, che permettono di ottenere un prodotto di ottime qualità chimiche e organolettiche. L'olivicultura nella zona risale ai tempi delle dominazioni araba e spagnola. L'olio delle "Valli Trapanesi" ha ottenuto il marchio DOP.

[modifica] Industria

La presenza di importanti attività portuali a carattere peschereccio ha prodotto lo sviluppo dell'industria legata al settore della conservazione e della refrigerazione del pescato. Notevole è quindi lo sviluppo dell'industria legata alla conservazione ittica con produzione di affumicati di tonno e pesce spada, tonni in scatola e in vetro, sott'olio, bottarga di tonno.

Un tempo fiorente, risale infatti alle epoche storiche più remote, la produzione di sale marino, ricco naturalmente di Iodio, è andata scemando nel tempo a vantaggio del sale minerale più facile da produrre e commercializzare. è notizia recente che il sale marino di Trapani è riuscito ad ottenere dall'Ue la protezione DOP come alimento di qualità.

La più grande industria provinciale è comunque l'industria enologica che risale ai tempi dei Fenici e dei Greci che ne fecero conoscere ed apprezzare i prodotti in tutte le aree da loro raggiunte. Infatti nella provincia di Trapani vengono prodotti molti vini D.O.C. e IGT tra i quali il famoso vino liquoroso Marsala, l'Alcamo, il Moscato di Pantelleria, lo Zibibbo, oltre che il Nero d'Avola.

Altro settore importante è quello dell'estrazione del marmo, di elevata purezza e qualità, che ha il suo polo a Custonaci dove sono presenti diverse cave che esportano i prodotti in tutto il mondo.

[modifica] Commercio

La costa trapanese per la sua vicinanza al Nordafrica e soprattutto perché poste sulle rotte di navigazione del Mediterraneo fu sede di commerci e scambi sin dalle epoche preistoriche come attestano i ritrovamenti a Pantelleria e nelle Grotte di Levanzo e dell'area tra Erice e Castellammare. Furono tuttavia i Fenici quelli che svilupparono in larga scala il commercio via mare e stabilirono sedi ed empori nei vari porti. Importantissimo fu quello di Mozia, ma non meno quelli di Trapani e Castellammare del Golfo, porto ed emporio di Segesta. Importanti da sempre furono il commercio dei vini, del sale e dell'olio d'oliva trasportati in tutto il bacino mediterraneo.

[modifica] Le attività marinare

La pesca rappresenta una delle attività più importanti della provincia. Basti pensare al porto di Mazara del Vallo, uno dei più importanti d'Italia per quantità di pescato e per naviglio armato. La pesca del tonno con la tipica e rituale mattanza ancor oggi tramanda un metodo di pesca tipico nella tonnara che sta scomparendo.

[modifica] Cultura

[modifica] Scuole superiori

La provincia di Trapani non ha una propria università ma è attivo un Consorzio Universitario della Provincia di Trapani, con sede ad Erice nei locali concessi al Polo didattico dell’Università degli studi di Palermo e di Bologna, che organizza e promuove corsi di laurea specialistici e master con speciale indirizzo relativo alle attività socioeconomiche della provincia. Una delle finalità statutarie è anche l’istituzione di un Ateneo autonomo della Sicilia occidentale,

[modifica] Uomini illustri

  • Antonino Zichichi (Trapani, 15 ottobre 1929) fisico di fama mondiale. Nel 1963 ha fondato ad Erice la Fondazione e il Centro di Cultura Scientifica «Ettore Majorana» (118 Scuole postuniversitarie in tutti i campi della ricerca scientifica moderna).
  • Giovanni Gentile (Castelvetrano, 30 maggio 1875 – Firenze, 15 aprile 1944), filosofo italiano, uno dei maggiori esponenti dell'idealismo, e ministro della pubblica istruzione nel 1923.
  • Paolo D'Antoni - Politico e vice-presidente della Regione Siciliana negli anni '50
  • Marino Torre,(Trapani 1583-1633) ammiraglio della flotta francese, al servizio di Luigi XIII. Operò nel Mar Mediterraneo particolarmente nella lotta ai corsari tripolini.
  • Nunzio Nasi - Ministro della Pubblica Istruzione nel 1901
  • Pietro Consagra - Artista, uno dei più prestigiosi esponenti dell'astrattismo
  • Carla Accardi - Artista tra i più importanti dell'arte italiana ed europea del secondo dopoguerra
  • Antonio Sanfilippo - Artista tra i più importanti dell'arte italiana ed europea del secondo dopoguerra

[modifica] Musica e teatro

Fra i teatri tradizionali si possono ricordare il Teatro Villa Margherita a Trapani, i teatri Impero e Comunale a Marsala, il Teatro Geber Hamed a Erice e il Teatro Rivoli a Mazara del Vallo. Nella stagione invernale sono sede di rappresentazioni teatrali e di concerti di musica ospitando per lo più compagnie di giro.

Ben più ricca è l'offerta nei mesi estivi con il Luglio musicale trapanese che si svolge nel capoluogo, con gli spettacoli, soprattutto tragedie greche e teatro di prosa, rappresentati al Teatro antico di Segesta, mentre nelle piazze di Gibellina si esibiscono compagnie di tutto il mondo, specialmente di teatro sperimentale e d'avanguardia.

A Castellammare del Golfo, nei mesi di giugno e luglio si svolge la complessa manifestazione Castellammare estate che presenta interessanti spettacoli di musica, teatro, cinema, arte e tradizione.

Le "Orestiadi" di Gibellina,[6] promosse ed organizzate dalla "Fondazione Orestiadi" sono divenute ormai una famosa ed annuale rassegna di prosa, musica, arte.

[modifica] Turismo

Nonostante le bellezze naturali e il ricchissimo patrimonio archeologico il turismo è ancor oggi un settore poco significativo dell'economia locale. Molto resta ancora da fare in termini di infrastrutture ricettive, spesso frutto di iniziative private senza un piano organico generale e a volte frutto di reinvestimenti di capitale "sporco" [7].
È inoltre auspicabile il potenziamento dei porti, per renderli più efficienti nei collegamenti con le isole minori, delle reti viarie complementari interne e il ripristino e ammodernamento della ferrovia costiera fino ad Agrigento e alla sua Valle dei Templi che attraversava le importanti aree archeologiche di Selinunte, Eraclea Minoa.
Le 125 strutture alberghiere e complementari hanno ospitato circa 260.000 clienti nel 1998 di cui l'80% italiani. La media di presenze è stata di 3,2 giorni per la clientela nazionale e di 2,2 giorni per quella estera con un tasso di sviluppo (+6%) inferiore alla media regionale (+12,1%). [8]
Nel 2000 la ricettività risultava aumentata a 149 strutture alberghiere con 296.559 arrivi ( +8,1% rispetto al 1999) e 987.533 presenze (+14,3%) con una permanenza media aumentata a 3,3 giorni. [9]. Numeri in continua evoluzione visto che nel 2003, rispetto al solo 2002, la ricettività è cresciuta del 34.4% per il numero degli esercizi (alloggi privati +48.8%, agriturismo +47.1% e alberghi +14%) e del 12.9% per quello dei posti letto (agriturismo +104.7%, alloggi privati +67.7%, alberghi +14.2% e campeggi +2%)[10]. Sempre nel 2003 la ricettività è cresciuta in tutta la Provincia, tranne che a Campobello, Petrosino, Poggioreale e Santaninfa. Il settore alberghiero e della ristorazione, rispetto alle altre categorie produttive di servizi, ha il maggiore peso nei comuni di: San Vito Lo Capo (58.1%), Favignana (35.9%), Castellammare del Golfo (30.9%) e Buseto Palizzolo (30.8%) [11]. Fra le città con maggior numero di alberghi e ristoranti: Trapani (256), Marsala (204), Mazara del Vallo (126), Castelvetrano (107), San Vito Lo Capo (104) e Castellammare del Golfo (97).

[modifica] Località turistiche principali

  • San Vito Lo Capo, uno dei più famosi luoghi di soggiorno estivo di Sicilia, per la bellezza della sua spiaggia, alle falde di Monte Monaco, nella bianchissima baia posta tra Capo San Vito e Punta Solanto.
  • Pantelleria
  • Isole Egadi
  • Erice
  • Castellammare del Golfo Antico emporio segestano, è famoso per il Castello che sorge sul mare, il borgo e i Faraglioni di Scopello, le Terme Segestane e per la sua costa ricca di spiagge dorate, con ciotoli e frastagliata.

[modifica] Itinerario turistico preistorico

A Trapani è da visitare il Museo di protostoria e di preistoria sito nella Torre di Ligny, fortezza spagnola del Seicento con reperti datati sin dall'Età della pietra ed alcuni resti fossili di elefante nano. Da visitare le grotte preistoriche della zona di Custonaci come la grotta Mangiapane o di Scurati. Importante la Grotta dell'Uzzo di San Vito Lo Capo con tombe mesolitiche e molti reperti preistorici. Presso Partanna, in un canalone, da vedere le necropoli rupestri di Contrada Stretto con tombe a grotticella, a camera e numerose ceramiche dell'età del bronzo. Nella stessa cittadina, Castello Grifeo, inaugurato il 28 dicembre 2007 come Centro di Interpretazione e Valorizzazone territoriale, un Museo che raccoglie molti dei reperti del Paleolitico rinvenuti nell'area e oggetto di missioni archeologiche di atenei europei. Al Castello stanno pian piano convergendo reperti del partannese che erano stati trasferiti in altre strutture della Provincia e a Palermo. Poi, a Santa Ninfa, la cavità carsica con gallerie e meandri.
A Levanzo, in barca o da terra, la Grotta del Genovese, con i graffiti parietali e le pitture rupestri risalenti, i primi a circa 12.000 anni fa e i secondi a 7.000 anni addietro. Nell'isola di Pantelleria, infine, nei pressi del villaggio di Mursia i misteriosi monumenti funebri, detti Sesi, molto simili ai Nuraghi della Sardegna.

[modifica] Altri itinerari

[modifica] Feste e sagre della provincia

  • Trapani: la Processione dei misteri di Trapani che si svolge il Venerdì Santo.
  • San Vito Lo Capo: Couscousfest, erede della Sagra del Cous-cous, l'ultima settimana di settembre, rassegna internazionale di cultura ed enogastronomia del Mediterraneo; esposizione permanente e degustazione di prodotti siciliani tipici .
  • Custonaci tra dicembre e gennaio, nella preistorica Grotta Scurati, il Presepe vivente con la ricostruzione della nascita di Gesù. Ambientazioni dell'800 e riproposizione degli antichi mestieri locali.
  • Valderice, il Carnevale.
  • Favignana: tra maggio e giugno, l'antico e tradizionale rito della mattanza, pesca del tonno nel mare di Favignana con corollario di manifestazioni artistiche e culturali legate all'antico rito della pesca del tonno.
  • Favignana: Bonton: rassegna enogastronomica di tonno e prodotti di tonnara; si svolge tra 31 maggio e 1º giugno e alla tonnara Bonagia il 6/7/8 giugno.
  • Salemi dal 19 marzo e per tutta la settimana: festa di San Giuseppe con le tradizionali cene e allestimento di altari votivi con il tipico Pane di San Giuseppe.

La festa di San Giuseppe viene celebrata anche nell'Isola di Marettimo dal 18 al 20 di marzo.

  • Castellammare del Golfo: dal 19 al 21 agosto, la spettacolare Festa della Maria Santissima del Soccorso, con processione a mare del simulacro di Maria; suggestiva la posa a mare di 10.000 lumini galleggianti, fuochi d'artificio e la fiera paesana.

[1]Calatafimi :Festa del Santissimo Crocifisso :è una delle feste popolari più antiche d'Italia, si svolge nella città di Calatafimi Segesta ogni 5 o 7 anni, nei giorni che vanno dall'1 al 3 maggio.

[modifica] Gastronomia

La provincia di Trapani risente nella sua gastronomia, più di altre aree della Sicilia, del maggior numero di influenze straniere ma in particolare della dominazione araba. Ma assume una fondamentale differenza nel massivo uso del pesce al posto della carne.

Il cuscus ne è una prova, della semola preparata dalle abili mani delle cuoche e cotta a vapore in una speciale pentola di terracotta smaltata. Ma il condimento, a differenza di quello magrebino (a base di legumi e carne di montone), è un delizioso brodetto di pesce misto (scorfano rosso, scorfano nero, cernia, pesce San Pietro, vopa, gallinella, lugaro, insieme a qualche gambero o cicala). Da provare in particolare a Trapani, Favignana e San Vito lo Capo. Altri piatti sono i frascatuli, palline di semola impastata con tuorlo d'uovo, accompagnati con brodo di pesce o zuppe di broccoli, ceci e verdure; Tra i primi piatti la pasta (spaghetti rotti a mano) a brodo con l'aragosta, il cui brodo è fatto con pomodoro, prezzemolo, aglio e cipolla a cui si aggiunge l'aragosta a lessare e la pasta. Inoltre la pasta fatta in casa, i gnocculi (incavati a mano) e i busiati, sorta di maccheroni attorcigliati con un ramo di buso che è il fusto dell'ampelodesmo e gli spaghetti con la bottarga.

Una tipica salsa per condire i busiati:

  • U pistu a trapanisa il "Pesto alla trapanese", somigliante al pesto alla genovese, per via di basilico, olio ed aglio, ma con aggiunta di mandorle crude, pomodoro crudo e pecorino grattugiato.
Cannoli di Dattilo

Tra le tantissime ricette di pesce, il raù di tunnu, cotto allo stesso modo del ragù di carne, ma farcendo il tonno con spicchi d'aglio (tolto poi a fine cottura) e foglie di menta. Dal tonno si ricavano diverse specialità: la buttarica, bottarga di uova di tonno, il lattumi di tunnu fresco (a dadini, impanato, fritto e consumato caldo) e salato, la "ficazza", il "polmonello", il cuore.

I piatti di carne della cucina trapanese sono glinvultina a trapanisa, involtini di vitello, con pecorino grattugiato, prezzemolo ed aglio tritati, pangrattato, sale e olio; il falsomagro e la jaddina cunsata, gallina lessata insaporita con foglioline di menta, aglio e prezzemolo tritato, olio, sale, pepe, aceto.

Due antichi, e gustosi, piatti poveri, ottimi nelle sere d'estate: U mataroccu, un'insalata di pomodoro condita con olio, cui si versa dell'aglio pestato nel mortaio con del basilico e del sale e si ricopre d'acqua come una zuppa, quindi si aggiunge del pane raffermo o tostato a pezzetti. Il secondo è a 'nsalata ri limuna: si spremono grossolanamente due limoni in una insalatiera, poi si tagliano i limoni a pezzetti (senza scorza), si aggiunge olio, sale e pepe, si copre d'acqua e si aggiunge il pane tagliato a pezzetti.

I dolci, oltre a quelli diffusi in Sicilia, come le splendide cassate siciliane e cannoli farciti con ricotta, da assaggiare in particolare nelle frazioni trapanesi di Dattilo e Napola, le cassatelle di ricotta, le cassateddi di ficu tipiche di Marsala; i bocconcini di Erice, dolcini di pasta reale con l'anima di marmellata di cedro al liquore, e la cassata ericina dal ripieno a base di cedrata.

Riserva dello Zingaro

[modifica] Parchi, riserve ed aree protette

Nella provincia di Trapani sono comprese otto riserve regionali di protezione floro-faunistica fra le quali la più importante è certamente la Riserva naturale orientata dello Zingaro che si estende nella penisola di San Vito Lo Capo. Essa si affaccia sul Tirreno tra Castellammare del Golfo e Trapani. Il territorio della riserva ricade per gran parte nel comune di San Vito Lo Capo e in misura minore nel comune di Castellammare del Golfo estendendosi per circa 7 km di costa e quasi 1.700 ha di natura incontaminata.
La costa formata da calcarenite e da rilievi calcarei di natura dolomitica, presenta falesie intercalate da numerose calette. Il suo rilievo altimetrico va dai 913 metri di Monte Speziale degradando ripidamente verso il mare. La Riserva ospita oltre 650 specie vegetali, alcune endemiche e rare.

Oltre alla Riserva dello zingaro si annoverano la Riserva naturale marina Isole Egadi, la Riserva naturale orientata Isola di Pantelleria, la Riserva naturale Bosco di Alcamo, Riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala, la Riserva naturale orientata Monte Cofano, la Riserva naturale integrale Saline di Trapani e Paceco e la Riserva naturale Foce del Fiume Belice e dune limitrofe.

Denominazione Zona geografica Sede amministrativa Sito istituzionale
Riserva naturale orientata dello Zingaro Penisola di San Vito Lo Capo - Golfo di Castellammare

Castellammare del Golfo

Riserva naturale orientata dello Zingaro
Riserva naturale marina Isole Egadi Isole Egadi

Favignana

Riserva naturale marina Isole Egadi
Riserva naturale orientata Isola di Pantelleria Isola di Pantelleria

Pantelleria

Riserva naturale orientata Isola di Pantelleria
Riserva naturale Bosco di Alcamo Monte Bonifato

Alcamo

Riserva naturale Bosco di Alcamo
Riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala Mare di Marsala

Marsala

Sito dell'APT di Trapani
Riserva naturale orientata Monte Cofano Monte Cofano

Custonaci

Riserva naturale orientata Monte Cofano
Riserva naturale integrale Saline di Trapani e Paceco Litorale di Trapani

Trapani

Riserva naturale integrale Saline di Trapani e Paceco
Riserva naturale Foce del Fiume Belice e dune limitrofe Foce del fiume Belice

Castelvetrano

Riserva naturale Foce del Fiume Belice e dune limitrofe

[modifica] Musei ed aree archeologiche

Il tempio di Segesta


L'ampio parco archeologico di Selinunte è considerato il più imponente d’Europa con la sua estensione di 1740 km quadrati e una delle aree archeologiche più interessanti che comprende templi, santuari e altari. fortificazioni, case e negozi della città antica. Le vicine cave di Cusa dalle quali proviene il materiale da costruzione della antica città mostrano le varie fasi di lavorazione delle maestose ed imponenti colonne dei templi. Presso la costa, sorge l’acropoli su cui si trovano 4 templi designati con le lettere A, C, D, O. Sulla collina ad est altri 3 templi denominati E, F, G. I templi di Selinunte sono stati costruiti in stile dorico. Da visitare le "Cave di Cusa", da cui venivano estratti i blocchi di pietra, nella vicina Campobello di Mazara.

  • Segesta. Anch'essa importante area archeologica con un tempio del V secolo a.C. di stile dorico in perfetto stato e di un teatro scavato nella collina con la cavea che guarda verso il Golfo di Castellammare, oggi utilizzato per rappresentazioni teatrali classiche.
  • Mozia. Isoletta di fronte a Marsala che fu un importantissimo centro commerciale punico. La città distrutta nel IV secolo è stata riportata alla luce mediante gli scavi iniziati nel 1800 i cui reperti sono conservati in un piccolo museo.
  • Gibellina. Distrutto dal terremoto del 1968 e ricostruito in sede nuova oggi il paese viene definito "un museo a cielo aperto" per la grande quantità di opere d'arte contemporanea di famosi artisti internazionali.
Uno scorcio dell'isola di Mozia - Kothon.


Musei
Marsala Museo Archeologico Nazionale Lilibeo, ex Baglio Anselmi
Museo degli Arazzi, Chiesa Madre
Museo dell'Agricoltura, Baglio Biesina
Museo Garibaldino, Complesso Monumentale San Pietro
Isola di Mozia
Museo Whitaker
Campobello di Mazara Museo del lavoro contadino
Erice Museo Civico A.Cordici, piazza Municipio
Mazara del Vallo Museo Civico di Mazara del Vallo
Trapani Museo Nazionale Pepoli, via Pepoli
Partanna Museo civico della preistoria del Basso Belice[2]
Museo storico nei locali del Castello Grifeo[12]
Museo del vino nei locali del Castello Grifeo[13]

[modifica] Castelli

Erice, Torretta Pepoli
Castelli
Trapani Castello della Colombaia
Resti del Castello di terra
Marsala Castello
Castellammare del Golfo Castello di Baida
Castello d'Inici
Fortezza
Torre Bennistra a Scopello
Erice Castello di Venere
Castello e Torretta Pepoli
Alcamo Castello del XIV secolo
Partanna Castello Grifeo, fondazione saracena, rivisto nell'XI secolo, poi nel XIV secolo; rifacimento ultimo nel XVII secolo
Salemi Castello del XIII secolo
Calatafimi-Segesta Castello saraceno

[modifica] Comuni principali

Vista del capoluogo Trapani

Il capoluogo della provincia è Trapani.

Stemma Città Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Trapani 70.576 271 km²
  • Trapani, chiamata dai greci Drepanon, ovvero falce, è di probabile origine sicana e conta 70.872 abitanti, anche se l'intera area urbana, ne conta quasi 100.000

Importante porto e base navale durante le guerre puniche visse un nuovo periodo di prosperità durante e dopo il periodo aragonese. Fu importante per il suo commercio dei coralli e della loro lavorazione. Più tardi sviluppò il commercio del sale ivi prodotto nelle saline con i tipici mulini a vento.

Marsala è il comune più popoloso della Provincia; I cinque comuni più popolosi della provincia oltre al capoluogo:

Stemma Città Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Marsala 82.489 241 km²
Mazara del Vallo 51.328 275 km²
Alcamo 45.817 130 km²
Castelvetrano 30.517 206 km²
Erice 28.496 47 km²
Castello di Alcamo
  • Marsala. È la quinta città della Sicilia, e il centro commerciale più importante della provincia, e conta 82.514 abitanti. Il nome evoca subito il vino liquoroso universalmente conosciuto, che da essa prende il nome, ma è anche sede di un importante museo, il Museo Lilibeo e conserva l'affascinante relitto di una nave punica sita nella vicina Mozia. Importanti scavi archeologici di età fenicia, è sede dell'Industria del Vino e dello scalo aeroportuale di Birgi.
  • Alcamo - 45.763 abitanti, a m. 256, nell'entroterra del Golfo di Castellammare, alle pendici del monte Bonifato. La sua economia a carattere agricolo è basata sulla coltivazione della vite da vino, cereali, olive e ortaggi. Importante l'industria enologica e le cave di travertino.
  • Castelvetrano - 30.586 abitanti posto sulle colline tra il torrente Delia e il fiume Modione. La sua economia è basata sull'agricoltura, le industrie enologiche, metalliche ed edili. Importante anche il turismo.
  • Erice, posto a 571 metri s.l.m., sulle sommità del monte San Giuliano, a Km 15 da Trapani. La quasi totalità dei suoi 28.642 abitanti risiede nel territorio a valle del Monte nella frazione di Casa Santa, urbanisticamente accorpata alla città di Trapani ma amministrativamente divisa dalla stessa. L'economia è basata sul terziario, ma è importante anche l'artigianato e soprattutto il turismo. La cittadina di struttura medioevale è nota per essere sede del Centro Ettore Majorana diretto dal prof. Antonino Zichichi.

[modifica] I restanti comuni della provincia di Trapani

  • Popolazione su Dati Istat, aggiornati al 30/06/2008.
Cartina della provincia con rappresentati i confini comunali
Valderice al tramonto
Favignana, Cala Rossa
Chiesa madre di Custonaci
Stemma Comune Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Castellammare del Golfo 15.034 127 km²
Valderice 11.965 52 km²
Paceco 11.395 58 km²
Partanna 11.309 82 km²
Salemi 11.251 181 km²
Campobello di Mazara 10.798 65 km²
Pantelleria 7.693 83 km²
Petrosino 7.629 44 km²
Calatafimi Segesta 7.185 154 km²
Custonaci 5.315 69 km²
Santa Ninfa 5.196 63 km²
Gibellina 4.408 45 km²
Favignana 4.366 37 km²
San Vito Lo Capo 4.217 59 km²
Buseto Palizzolo 3.152 72 km²
Vita 2.229 8 km²
Salaparuta 1.778 41 km²
Poggioreale 1.622 37 km²

[modifica] Sport

[modifica] Eventi

Francobollo commemorativo dell'Universiade 1997.

Il capoluogo della provincia è la città più attiva nell'ambito delle manifestazioni sportive. L'evento probabilmente più importante che Trapani ha ospitato è stata l'Universiade 1997: il torneo di pallacanestro e la partita inaugurale del torneo di calcio (Italia-Brasile) hanno avuto luogo negli impianti sportivi trapanesi.

Un altro evento internazionale è stato ospitato da Trapani tra il 28 settembre e il 9 ottobre 2005: le regate della Louis Vuitton Cup acts 8&9 con la partecipazione di tutte le imbarcazioni partecipanti alla America's Cup. La manifestazione è stata organizzata dall'Ac Management.

Inoltre Trapani ha ospitato i Campionati europei juniores di pallacanestro nel 1997 e i campionati mondiali di scherma categoria cadetti e juniores dal 4 al 14 aprile 2003.

[modifica] Società sportive

Il calcio ha una lunga tradizione in provincia, molto campanilistica, che ha portato lo Sport Club Marsala 1912 e l'Associazione Sportiva Trapani a disputare diverse stagioni in Serie C, sfiorando entrambe la Serie B. Anche l'Unione Sportiva Dilettantistica Alcamo ha militato in Serie C nella stagione 1975-76 e il Gruppo Sportivo Mazara 1946 con ventisette stagioni in Serie D.

Nel basket la Rosmini Erice fu in A negli anni '60, ma la società sportiva più importante della provincia di Trapani è stata la Pallacanestro Trapani che più volte è stata in A2 maschile, una stagione in Serie A1 nel 1991-92 e oggi in B d'eccellenza. Di rilievo in campo femminile lo Sport Club Alcamo. La società di pallacanestro di Alcamo è stata tra le protagoniste in Italia e in Europa negli anni novanta: giunta in Serie A1 nel 1994-95, è l'unica squadra trapanese ad aver disputato la finale di una coppa europea, la Coppa Ronchetti 1995-96, persa contro il Tarbes Gespe Bigorre.

La pallamano è anche abbastanza diffusa in provincia. La Pallamano Alcamo disputa la Serie A1 maschile e la Polisportiva Il Giovinetto di Marsala è attualmente in A2.

[modifica] Atleti

Tra gli atleti più importanti vi sono la cestista Adalgisa Impastato, nata ad Alcamo e bandiera della squadra di basket locale, i calciatori Roberto Galia, trapanese che ha speso buona parte della sua carriera nella Juventus, Aldo Firicano, ericino ex della Fiorentina, Nicolò Sciacca, marsalese ex del Foggia, e l'allenatore di calcio Pasquale Marino, di Marsala, che ha portato il Catania in Serie A nel 2006-07 ed attualmente allenatore in Serie A dell'Udinese.

[modifica] Impianti sportivi

La provincia di Trapani non ha degli impianti sportivi particolarmente importanti a livello regionale. Il palazzetto dello sport del capoluogo, il PalaIlio, può accogliere oltre 5000 spettatori e ha ospitato varie partite della nazionale di pallacanestro italiana. Gli stadi calcistici principali sono il Provinciale di Trapani e il Lombardo Angotta di Marsala.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Fonte Demo ISTAT: popolazione al 01/01/2008
  2. ^ http://www.provincia.trapani.it/Menu_main/statistica/Index.htm Statistica Provincia TP anno 2005
  3. ^ Trattasi di zona protetta da provvedimento legislativo della Regione Siciliana.
  4. ^ In quanto gestita dall'ANAS così come l'autostrada Palermo - Catania.
  5. ^ Notizie sulle aree coltivate a vigneto nella Regione Siciliana
  6. ^ le Orestiadi di Gibellina
  7. ^ Villaggio turistico sequestrato alla mafia
  8. ^ Fonte:sicilia.indettaglio.it
  9. ^ Provincia regionale di Trapani-Analisi degli indicatori socio economici-anno 2002
  10. ^ Provincia regionale di Trapani-Analisi degli indicatori socio economici-anno 2003
  11. ^ Provincia regionale di Trapani-Analisi degli indicatori socio economici-anno 2004
  12. ^ Inaugurato il 28 dicembre 2007
  13. ^ Inaugurato il 28 dicembre 2007

[modifica] Bibliografia

  • Ursula Swoboda;Marion Weerning. Incanti trapanesi: la Sicilia occidentale raccontata per immagini. PS Advent, 2006 ISBN 88-88440-06-2
  • Salvatore Costanza. Trapani fra due guerre. Il tramonto delle egemonie urbane. Di Girolamo, 2006 ISBN 88-87778-16-7
  • A. Troia. Saline di Trapani e Paceco. Guida alla storia naturale. Anteprima, 2005 ISBN 88-88701-14-1
  • AA. VV.. Trapani e provincia. Palermo, Touring, 2002.
  • AA. VV.. Ciao Sicilia-What'on Sicilia. Guida semestrale n°6, Palermo, giugno 1990.
  • Francesco Alaimo. Egadi, Palermo, Sicilian Tourist Service 1990.
  • Lou Embo Roiter, Isole Egadi, Favignana, Lavanzo, Marettimo. Vianello Libri, 1996 ISBN 88-7200-036-X
  • Lorenzo Zichichi. Storia di Erice, Palermo Sellerio Editore, 2002 ISBN 88-389-1736-1
  • Rosaria Falcone - Romilda Nicotra. Erice città d'arte, Messina, Affinità elettive, 2000 ISBN 88-8405-007-3
  • AA.VV.. Sicilia 4, Itinerari speciali di Bell'Italia. Milano, Giorgio Mondadori Periodici.1998.
  • AA.VV.. Sicilia 1, Supplemento di Bell'Italia. Milano, Giorgio Mondadori Periodici.1994.

[modifica] Collegamenti esterni

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Agrigento | Caltanissetta | Catania | Enna | Messina | Palermo | Ragusa | Siracusa | Trapani
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