Salemi

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Salemi
comune
Salemi – Stemma Salemi – Bandiera
Salemi – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Trapani-Stemma.png Trapani
Amministrazione
Sindaco Domenico Venuti (PD) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 37°49′00″N 12°48′00″E / 37.816667°N 12.8°E37.816667; 12.8 (Salemi)Coordinate: 37°49′00″N 12°48′00″E / 37.816667°N 12.8°E37.816667; 12.8 (Salemi)
Altitudine 446 m s.l.m.
Superficie 182,42 km²
Abitanti 10 971[1] (31-07-2011)
Densità 60,14 ab./km²
Frazioni Sinagia, Filci, Gorgazzo, Bagnitelli, San Ciro Fontanabianca, Ulmi.
Comuni confinanti Calatafimi Segesta, Castelvetrano, Marsala, Mazara del Vallo, Gibellina, Santa Ninfa, Trapani, Vita
Altre informazioni
Cod. postale 91018
Prefisso 0924
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 081018
Cod. catastale H700
Targa TP
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti salemitani
Patrono san Nicola di Bari Immacolata Concezione
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Salemi
Posizione del comune di Salemi nella provincia di Trapani
Posizione del comune di Salemi nella provincia di Trapani
Sito istituzionale

Salemi (Helicyae / Halicyae in latino) è un comune italiano di 10.971 abitanti[2] della provincia di Trapani in Sicilia.

Situato nel cuore della Valle del Belice, è una città arabo-medievale, di importante rilievo urbanistico, e sorge in posizione equidistante rispetto ai maggiori centri del territorio.

Ubicata tra le colline coltivate a vigneti ed uliveti si raccoglie intorno al castello dal cui terrazzo merlato della torre circolare è possibile scorgere un vastissimo panorama sulla Sicilia occidentale fino al mare.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Da Alicia a Salemi[modifica | modifica wikitesto]

Situata sulle pendici del Monte delle Rose tra il fiume Mazzaro e il fiume Grande, la cittadina è posta sul sito dell'antica città elima di Halyciae. Teatro delle continue guerre tra Selinunte e Segesta, Salemi (rectius: Alicia), probabilmente per la comune origine, è sempre stata alleata con Segesta. Nel 272 a.C., conquistata dai romani venne dichiarata città libera ed esente da tributi per volontaria sottomissione. Nel V secolo, come il resto della Sicilia, cadde prima sotto il dominio dei Vandali, poi sotto quello dei Goti. Nel 535, fu sottomessa dal bizantino Belisario, il generale di Giustiniano.

Nell'827, cadde sotto l'egida degli arabi che la fecero prosperare e con i quali sembra avere avuto origine il nome Salemi. Al riguardo, vi sono diverse teorie sull'origine del nome: quella attribuita in onore di “Saleiman” figlio del comandante che conquistò Alicia; quella conseguente da “Sale” per la presenza del fiume Salso che rende le acque che attraversano la città salmastre; quella derivante dal significato di “Salam” e cioè città salubre e sicura; quella tratta dal significato di pace “Salem”. Il centro urbanistico andò strutturandosi conformemente all'odierna configurazione. Sotto il profilo agricolo, gli arabi introdussero molte e nuove coltivazioni nelle campagne circostanti: arance, limoni, pesche, albicocche, asparagi, carciofi, cotone, melanzane e spezie come lo zafferano, il garofano e la cannella.

Nel 1077, e quindi in età normanna la cittadina conobbe un notevole sviluppo. In tale periodo venne edificato il Castello. Nel 1194, seguirono le dominazioni degli Svevi. Nel 1266, alla morte di Federico II, inizia il periodo Angioino, che tuttavia, ridusse la popolazione in miseria. Nel 1296, Federico III di Aragona declassò Salemi a città feudale. Nel 1392, Salemi però divenne città demaniale. Nel 1441, e precisamente l'11 dicembre, nel castello di Salemi si formò una confederazione costituita da Salemi, Trapani, Mazara, Monte San Giuliano e dai baroni di Castelvetrano e di Partanna, che si impegnava alla difesa, sostenendone le spese, della Regina Bianca e della Real casa di Aragona. Salemi venne, quindi, maggiormente fortificata e presidiata durante le incursioni dei turchi. Nel 1735, con l'inconorazione di Carlo III di Spagna a Re della Sicilia, avvenuta il 30 giugno, iniziò la dominazione borbonica.

Lo sbarco di Garibaldi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1860, Giuseppe Garibaldi, dopo essere sbarcato a Marsala, si diresse alla volta di Salemi dove, il 14 maggio, venne accolto con grande entusiasmo dalla popolazione. Grazie all'aiuto del barone Giuseppe Triolo di Sant'Anna di Alcamo, che si era a lui unito con una banda di picciotti assunse il dominio in nome di Vittorio Emanuele II re d'Italia. Nella Piazza del municipio, denominata "Dittatura" in ricorrenza dell'evento, una lapide ricorda che in quella data Giuseppe Garibaldi arrivò a Salemi dichiarandosi dittatore del Regno delle Due Sicilie “Siciliani! Io vi ho guidato una schiera di prodi accorsi all'eroico grido della Sicilia, resto delle battaglie lombarde. Noi siamo con voi! Non chiediamo altro che la liberazione della nostra terra. Tutti uniti, l'opera sarà facile e breve. All'armi dunque!”[3].

In quell'occasione l'Eroe dei Due Mondi issò, da sé, sulla cima della torre cilindrica del castello Normanno-Svevo la bandiera tricolore proclamando simbolicamente Salemi "capitale d'Italia"[4], titolo che mantenne per un giorno. Proprio a Salemi fu promulgata una delle prime leggi dell'Italia unificata dando così alla città l'onore di essere la prima capitale dell'Italia liberata[non chiaro].

Garibaldi e le celebrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1982, in occasione della celebrazione del centenario della morte di Garibaldi, a Salemi, si è rappresentato simbolicamente e con la partecipazione del Presidente del Consiglio Bettino Craxi il percorso compiuto dal generale, condottiero e patriota italiano[5]. L'11 maggio 2010, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha visitato Salemi, Calatafimi e Marsala in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell'unità d'Italia[6].

Il Conte di Salemi[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º dicembre 1889 il Re Umberto I in segno di affetto nei confronti del fratello Amedeo di Savoia e della sua seconda moglie Maria Letizia Bonaparte conferì al neonato nipote Umberto il titolo di “Conte di Salemi”. Questi, tuttavia, morì nel 1918 senza avere figli e conseguentemente il titolo non venne assegnato a nessun discendente.

Le catastrofi e il terremoto del '68[modifica | modifica wikitesto]

La città di Salemi ha subito, nel corso della sua storia, diverse calamità naturali. Nel 1270, il paese fu colpito da un'epidemia di peste propagata da alcuni soldati che tornavano da una spedizione in Tunisia. Per cercare di debellare il morbo furono bruciate e distrutte diverse abitazioni. Da questo evento ebbe origine la richiesta avanzata dal popolo, di avere un proprio Santo Protettore del paese: San Nicola di Bari. Nel 1542, un'invasione di cavallette provocò gravi danni alle coltivazioni agricole e una grave carestia. Molti cittadini invocarono l'intercessione di San Biagio (vedi cavadduzzi di San Biagio). Nel 1740, una frana si riversò sul convento dei Padri del Terz'ordine Francescano sul monte delle Rose oltre che sul convento dei Frati Cappuccini.

Nel 1968, nella notte tra il 14 e il 15 gennaio, la città fu gravemente colpita da un forte terremoto che rase al suolo molti comuni della Valle del Belice. In concomitanza del terremoto, Salemi donò a Gibellina dei terreni pianeggianti sui quali fu, successivamente costruita la città di “Gibellina nuova”. A seguito dell'evento sismico le autorità politiche salemitane e gli architetti chiamati a progettare e ridisegnare la struttura del comune optarono per la ricostruzione del paese secondo uno stile nuovo (New town). Per tali motivi lo sviluppo urbanistico ha portato ad un decentramento verso la parte a valle della collina che è stata chiamata appunto, “Paese nuovo” e che ora rappresenta insieme ai "Cappuccini" una delle aree e dei quartieri con maggiore densità abitativa. Il centro storico è caratterizzato da uno schema di impianto arabeggiante, con vicoli ciechi molto articolati, che portano a cortili sempre più segregati e scale particolarmente ripide su strapiombi.

A seguito del sisma, l'abitato nella zona centrale, sebbene non fu del tutto disgregato, rimase per diversi anni abbandonato in virtù dei pochi interventi di restauro e di una scelta che hanno preferito decentrare i nuovi abitati in altri quartieri. La struttura, tuttavia, mantenne la monumentale ortogonalità del complesso costituito dal Collegio dei Gesuiti e da un denso corollario di dimore patrizie e di numerose chiese (oltre 20). In posizione elevata e strategicamente dominante sorge il Castello, eretto o quantomeno rimaneggiato da Federico II di Svevia nel XIII secolo, sulla base di un'antica fortezza greco-romana poi utilizzata dagli arabi e dai normanni, a pianta trapezoidale con tre torri, due quadrangolari e una a pianta circolare.

Sul sito dove sorgeva l'antica chiesa madre medievale dedicata alla Madonna degli Angeli e verosimilmente insistente su una moschea e su un tempio di Venere, nel 1615 ebbe inizio la costruzione del Duomo, su progetto dell'architetto palermitano Mariano Smiriglio e completato nel 1761, almeno per quanto riguarda il corpo longitudinale, giacché proprio da questa data hanno inizio i lavori di ampliamento della vecchia abside. Il terremoto del 1968 non provocò che il crollo di parte di una navata laterale, l'incuria delle autorità civili ed ecclesiastiche del tempo lo ridussero ad un imponente rudere. In parte recuperato, con un progetto d'intervento dell'architetto portoghese Alvaro Siza, suscitano ora particolare attrazione i resti dell'antica "Madrice" antistanti alla piazza Alicia sulla quale si affaccia anche il castello. Nel corso del convegno internazionale denominato Piazze d'Europa, piazze per l'Europa la piazza Alicia è stata inclusa tra i 60 buoni esempi di realizzazione, progettazione e riqualificazione urbanistica al mondo[7].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Queste sono alcune delle chiese più importanti di Salemi:

  • ?, "Antico Duomo di San Nicola di Bari", danneggiato dal Terremoto del Belice del 1968. Tempio di Venere in epoca romana, verosimilmente insistente su una moschea in epoca araba, Chiesa Madre medievale dedicata alla "Madonna degli Angeli" fino al 1615 quando ebbe inizio il riassemblaggio e la ricostruzione per opera di Mariano Smiriglio.
  • 1642, "Duomo del Collegio dei Gesuiti".
  • ?, "Chiesa di Sant'Antonio da Padova".
  • ?, "Chiesa di Sant'Agostino".
  • ?, "Basilica paleocristiana di San Miceli", sorta su vestigia greche e romane del IV e VI secolo.
  • ?, "Chiesa di San Bartolomeo".
  • ?, "Chiesa San Biagio".
  • ?, "Chiesa del Carmine".
  • ?, "Chiesa di Santo Stefano".
  • ?, "Ex Chiesa del Rosario".
  • ?, "Chiesa della Misericordia".
  • ?, "Chiesa Santa Maria degli Angeli".
  • ?, "Chiesa Immacolata Concezione".
  • ?, "Chiesa San Giuseppe".
  • ?, "Chiesa San Giovanni".
  • ?, "Chiesa San Francesco di Paola".
  • ?, "Chiesa San Francesco d'Assisi".
  • ?, "Chiesa Santa Maria della Catena".
  • ?, "Chiesa San Clemente o Santa Annedda".

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Insieme al quartiere ebraico della Giudecca e a quello islamico del Rabato la città di Salemi incarna la cultura e l'architettura delle tre religioni monoteistiche: quella cristiana, quella ebraica e quella musulmana.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

San Nicola di Bari[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda vuole che per far fronte alla peste che distrusse Salemi nel 1270 il popolo salemitano si rivolgesse alla Chiesa per un santo patrono. Per tali ragioni, nel corso del 1290 venne fatta formale richiesta al Papa Nicolò IV il quale decise che fossero gli stessi abitanti a scegliere il loro protettore. Così si scelse di estrarre da un bussolotto, contenente il nome di tutti i santi, il santo patrono. Dopo la prima estrazione uscì il nome di San Nicola di Bari. Non riscontrando alcun legame si optò per una seconda estrazione dopo la quale fu nuovamente San Nicola. L'estrazione, venne rieseguita e "miracolosamente" riconfermata per la terza volta. In suo onore si dedicò una fiera.

Si narra, altresì, che per intercessione del Santo insieme alla Madonna, a San Biagio e San Francesco il paese di Salemi fu salvato dal colera che Dio voleva scagliarvi nel corso del 1740. Nella centralissima piazza della Libertà per ringraziare il Santo di avere protetto la città dal terremoto del 1794 fu innalzata una statua. Nel 1987, in occasione del IX centenario della traslazione delle reliquie del santo da Myra (Turchia) a Bari, nel corso di un pellegrinaggio del popolo salemitano a Bari, dopo la S. Messa celebrata dal vice parroco della città Don Giuseppe Maniscalco sulla tomba di S. Nicola, come dono al Patrono i salemitani offrirono un olio profumato e versate alcune gocce sul marmo della tomba venne completamente assorbito, suscitando l'episodio devoto stupore tra gli astanti. Quell'ampolla è custodita nel tesoro della Basilica di Bari come segno della venerazione al Santo che continua ad esistere dopo 7 secoli dalla sua proclamazione a Patrono di Salemi.

Le feste e la Città dei pani[modifica | modifica wikitesto]

La festa delle Cene di San Giuseppe si celebra il 19 marzo. In tale occasione vengono allestiti altari votivi dette "cene" costituiti da una struttura in legno, ricoperta di foglie d'alloro e mirto, ed addobbata con arance e limoni piccoli pani ricamati detti "Cuddureddi" e realizzati artigianalmente dalle donne del paese raffiguranti animali, piante e utensili da lavoro. Nell'occasione si producono i famosi dolci di San Giuseppe, i sfinci. Altri pani votivi sono i "Cuddureddi" di sant'Antonio Abate, iCavadduzzi di San Biagio. Gli abitanti si rivolsero a questo santo nel 1465, per salvare i raccolti da un'invasione di cavallette, e i "Cuddureddi" che rappresentano la gola.

Altri pani sacri sono i Il Bastone e i Cucciddati confezionati il 2 aprile, nel giorno dedicato a San Francesco di Paola, I Pani di sant'Antonio da Padova, i Panelli di san Nicolò da Tolentino, i pani di santa Elisabetta d'Ungheria. Inoltre " u peri di voi" Piede di Bue confezionato con la prima farina del nuovo raccolto, i Manuzzi, in occasione della commemorazione dei defunti del 2 novembre, "u Carcocciulu" il carciofo per le feste natalizie. Per tali ragioni Salemi è definita la Città dei pani. Questi pani si possono ammirare presso il Museo del Pane Rituale sito in salemi in via G. Cosenza, 26.

In onore del santo patrono della città, San Nicola di Bari, si svolge Lu fistinu di San Nicola. La festa ricorre il 6 dicembre anche se anticamente veniva celebrata anche il 9 maggio, data della traslazione delle reliquie del santo e ultima domenica di maggio in cui si celebrava il patrocinio. L'8 dicembre si celebra la solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, festeggiata e onorata a Salemi quale protettrice della città sin dal 1740, data nella quale il suo simulacro ligneo fu donato da don Gioacchino Genco, parroco di Resuttana, ai salemitani suoi concittadini. Nell'ultima domenica di agosto nel rione dei Cappuccini si celebra la Madonna della Confusione (ovvero del turbamento, del dolore per la morte del figlio).

La tessitura e la pietra campanedda[modifica | modifica wikitesto]

Fra le tradizioni tipiche più fiorenti mantenute occorre ricordare la tessitura dei tappeti al telaio, il ricamo e la lavorazione della pietra "campanedda" ricavata dalle cave del territorio ed utilizzata per i decori delle case e scolpita dagli artigiani locali.

I Giardinieri[modifica | modifica wikitesto]

Maschera salemitana - u “Giardinieri”. indossa il costume del Burgisi cioè pantaloni alla zuava, giacca e gilè tutti di velluto marrone, stivali neri, una camicia bianca ed al collo un fazzoletto rosso. In testa un cappello adornato di fiori di carta crestata multicolori dal quale nella parte posteriore scendono delle frange sempre di carta multicolori, alla spalle porta un contenitore detta "sachina". Tramite un attrezzo estensibile nei giorni di carnevale elargisce prodotti da giardino mandarini alle ragazze simpatiche o cetrioli e carote a quelle antipatiche. Nulla si sa delle sue origini. altre maschere siciliane che adoperano la "Scaletta" erano "u scalittaru" palermitano e "a vecchia" di San Fratello menzionati dal Pitrè.

La Banda[modifica | modifica wikitesto]

La banda musicale Alberto Favara ha origini che risalgono al 1900. Da sempre presente nelle tradizioni popolari del paese ha dato lustro a musicisti come Antonio Giuseppe Sciacca, noto come Tony Scott, e allo stesso Albero Favara, musicologo e studioso delle tradizioni musicali popolari.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca comunale, intitolata al filosofo e docente universitario salemitano Simone Corleo, contiene più di 90.000 volumi. È ubicata nel cuore del centro storico, nei pressi della Chiesa Madre. Nel 2008 ne diventa bibliotecario il critico d'arte Philippe Daverio.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Il Liceo Statale Francesco d'Aguirre è l'Istituto Superiore per l'Istruzione Classica, Tecnica e Professionale situato nel comprensorio di Salemi. Prende il nome dell'insigne giurista salemitano. L'Istituto ingloba il Liceo Classico e l'Istituto Tecnico Commerciale entrambi con sede a Salemi, l'Istituto professionale di Stato per l'industria e l'artigianato (settore dell'operatore della moda) con sede a Gibellina e l'Istituto professionale di Stato per l'industria e l'artigianato (settore tecnico dell'industria elettrica) con sede a Santa Ninfa. Anticamente il Liceo Classico, noto come il "Liceo di Padre Maurizio", era situato nel convento di S. Agostino, ora sede di alcuni uffici comunali.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Dentro il Collegio dei gesuiti è allestito il Museo Civico di Salemi, in cui sono raccolte diverse opere d'arte religiose delle chiese distrutte dal sisma del 1968. In particolare, spicca la Madonna della Candelora. Oltre l'ultima stanza del museo civico si accede ad una cappella del XVIII secolo che riproduce, in modo fedele, la Casa Santa di Loreto "Casa della Madonna". Museo del Risorgimento. Inaugurato nel 1960[9]. Nella via Giovanni Cosenza al civico 26, è allestito il "Museo del pane rituale", unico in Sicilia, Ospita più di 1000 pani rituali della tradizione salemitana ed altri provenienti da altri paesi dell'isola.

Persone legate a Salemi[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono riportate alcune personalità legate o per nascita o per appartenenza a Salemi[10]:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia di Salemi poggia principalmente sull'agricoltura e sulla commercializzazione della produzione di vino, grano, olio e agrumi. La produzione agricola predominante è quella vitivinicola, cerealicola e olearia. È rilevante il comparto zootecnico con l'allevamento di ovini, bovini ed equini. Sono presenti anche attività artigianali e piccolo-industriali (alimentari e materiali da costruzione).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Salemi-Gibellina.

Salemi è posta a pochi chilometri dalla Autostrada A29, Palermo - Mazara del Vallo. È possibile raggiungere Trapani percorrendo la diramazione dell'A29 oppure la strada statale 113. È attraversata da due strade statali. La strada statale 188 che collega Marsala con Lercara Friddi e la strada statale 188A che unisce Salemi e Calatafimi-Segesta; è anche possibile usufruire della strada statale 119 che collega Alcamo con Castelvetrano per raggiungere il sud della provincia. In particolare, dista 35 km da Trapani, 78 km da Palermo, 134 km da Agrigento, 204 km da Caltanissetta, 326 km da Catania, 239 km da Enna, 337 km da Messina, 270 km da Ragusa, 351 km da Siracusa.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Venerdì Santo: Processione del Cristo morto
  • 19 marzo: festa di "San Giuseppe"
  • 6 dicembre: San Nicola Patrono di Salemi
  • 8 dicembre: Maria S.S. Immacolata La Protettrice di Salemi
  • 3 febbraio: S. Biagio Il Compatrono di Salemi

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2003 2008 Biagio Mastrantoni centrosinistra Sindaco
2008 2012 Vittorio Sgarbi UDC-DC Sindaco [11]

Comune sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2012 dal Governo Monti[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2011.
  2. ^ Dato Istat al 31/07/2011
  3. ^ I Mille
  4. ^ Articolo - Viva Salemi, Viva l'Italia unita
  5. ^ Marsala 25 aprile 1982 – Riflessione di Bettino Craxi
  6. ^ Napolitano a Salemi
  7. ^ Articolo - Il piacere di andare in piazza
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Museo del Risorgimento
  10. ^ Uomini illustri
  11. ^ Su proposta del Ministro dell'interno Anna Maria Cancellieri il 23 marzo 2012 l'amministrazione comunale è stata sciolta per infiltrazioni mafiose.
  12. ^ Mafia, governo Monti ha sciolto 25 comuni: “Con Cancellieri niente mediazioni” - Il Fatto Quotidiano

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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