Salemi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Salemi
Panorama di Salemi
Salemi - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Sicilia
Provincia: Trapani
Coordinate: 37°49′0″N 12°48′0″E / 37.81667, 12.8Coordinate: 37°49′0″N 12°48′0″E / 37.81667, 12.8
Altitudine: 446 m s.l.m.
Superficie: 181,71 km²
Abitanti:
11.254 2007
Densità: 61,93 ab./km²
Frazioni: Sinagia, Filci, Gorgazzo, San Ciro Fontana Bianca, San Ciro Petrazzi, Ulmi. 
Comuni contigui: Calatafimi-Segesta, Castelvetrano, Marsala, Mazara del Vallo, Gibellina, Santa Ninfa, Trapani, Vita
CAP: 91018
Pref. telefonico: 0924
Codice ISTAT: 081018
Codice catasto: H700 
Class. sismica: zona 1 (sismicità elevata-catastrofica)
Nome abitanti: salemitani 
Santo patrono: San Nicola di Bari 
Giorno festivo: 6 dicembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Salemi è un comune della provincia di Trapani, che sorge nel cuore della Valle del Belice. Città medievale, di importante rilievo urbanistico, sorge in posizione equidistante rispetto ai maggiori centri del territorio. Ubicata tra le colline coltivate a vigneti ed uliveti si raccoglie intorno al castello dal cui terrazzo merlato della torre circolare è possibile scorgere un vastissimo panorama sulla Sicilia occidentale fino al mare.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Da Alicia a Salemi

Situata sulle pendici del Monte delle Rose tra il fiume Mazzaro e il fiume Grande, la cittadina è posta sul sito dell'antica città sicana di Halyciae. Teatro delle continue guerre tra Selinunte e Segesta è stata alleata con quest'ultima. Nel 272 a.C., conquistata dai romani, Alicia venne dichiarata città libera e esente da tributi per volontaria sottomissione.
Nel V secolo, come il resto della Sicilia, cadde sotto il dominio dei Vandali, poi di quello dei Goti. Nel 535 venne sottomessa dal bizantino Belisario, il generale di Giustiniano.
Cadde, in seguito, sotto l'egida degli arabi che la fecero prosperare e con i quali sembra avere avuto origine il nome Salemi. Al riguardo, sussistono diverse teorie sull'origine del nome Salemi: quella attribuita in onore di “Saleiman” figlio del comandante che conquistò Alicia; quella che deriva da “Sale” per la presenza del fiume Salso che rende le acque che attraversano la città salmastre; dal significato di “Salam” città salubre e sicura; da quello di pace “Salem”.

Il centro urbanistico andò strutturandosi conformandosi alla ordierna configurazione.

Sotto il profilo agricolo, gli arabi introdussero molte nuove coltivazioni nelle campagne circostanti:arance, limoni, pesche, albicocche, asparagi carciofi, cotone, melanzane, e spezie come lo zafferano, il garofano e la cannella.

La cittadina conobbe, inoltre, un notevole sviluppo in età normanna in occasione della edificazione del Castello. Seguirono le dominazioni degli Svevi nel 1194. Alla morte di Federico II, nel 1266 inizia il periodo Angioino, che, tuttavia, ridusse la popolazione in miseria. Federico III di Aragona nel 1296 declassò Salemi a città feudale. Nel 1392 Salemi però divenne città demaniale.
L'11 dicembre 1411 nel castello di Salemi si formò una confederazione costituita da Salemi, Trapani, Mazara, Monte San Giuliano e dai baroni di Castelvetrano e di Partanna, che si impegnava alla difesa, sostenendone le spese, della Regina Bianca e della Real casa di Aragona. Salemi venne, quindi, maggiornente fortificata e presidiata durante le incursioni dei turchi. La dominazione borbonica iniziò con Carlo III di Spagna incoronato re della Sicilia il 30 giugno 1735.

[modifica] Il Conte di Salemi

Il 1° dicembre 1889 il Re Umberto I in segno di affetto nei confronti del fratello Amedeo di Savoia e della sua seconda moglie Maria Letizia Bonaparte conferì al nipote Umberto il titolo di “Conte di Salemi”. Questi, tuttavia, non ebbe figli e conseguentemente il titolo non venne più assegnato a nessun discendente.

[modifica] Prima Capitale d'Italia

Dopo essere sbarcato a Marsala, il 14 maggio del 1860 Giuseppe Garibaldi si diresse verso Salemi dove venne accolto con grande entusiamso dalla popolazione. Grazie all'aiuto del barone Sant'Anna, che si era a lui unito con una banda di picciotti assunse il dominio in nome di Vittorio Emanuele II Re d'Italia. Nella Piazza del municipio, denominata "Dittatura" in ricorrenza dell'evento, una lapide ricorda che in quella data Giuseppe Garibaldi arrivò a Salemi dichiarandosi dittatore del Regno delle Due Sicilie “Siciliani! Io vi ho guidato una schiera di prodi accorsi all'eroico grido della Sicilia, resto delle battaglie lombarde. Noi siamo con voi! Non chiediamo altro che la liberazione della nostra terra. Tutti uniti, l'opera sarà facile e breve. All'armi dunque!” [1] . In quell'occasione l'Eroe dei Due Mondi issò, personalmente, sulla cima di una delle tre torri del castello Arabo-Normanno la bandiera tricolore proclamando Salemi la prima capitale d'Italia [2]; titolo che mantenne per un giorno.

[modifica] Garibaldi e le celebrazioni

Nel 1982, in occasione della celebrazione del centenario della morte di Garibaldi, a Salemi, si è rappresentato simbolicamente e con la partecipazione del Presidente del Consiglio Bettino Craxi il percorso compiuto dal generale, condottiero e patriota italiano [3] . Per le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, che si terranno nel 2011, Salemi, si è candidata tra i comuni simbolo per festeggiare l'evento.

[modifica] Terremoto del '68 e Gibellina

Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968 Salemi venne gravemente colpita dal terremoto che distrusse molti comuni della Valle del Belice. In concomitanza del terremoto Salemi, donò a Gibellina dei terreni pianeggianti sui quali è stata costruita la città di “Gibellina nuova”. A seguito dell'evento sismico le autorità politiche salemiane e gli architetti chiamati a progettare e ridisegnare la struttura del comune optarono per la ricostruzione del paese nello stile delle New town. Per tali ragioni lo sviluppo urbanistico venne decentrato nella parte a valle della collina che fu, appunto, chiamata “Paese nuovo” e che ora rappresenta insieme ai "Cappuccini" una delle aree e dei quartieri più popolati e popolari.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Il centro storico è caratterizzato da uno schema di impianto arabeggiante, con vicoli ciechi molto articolati, che portano a cortili sempre più segregati e scale particolarmente ripide su strapiombi. A seguito del sisma, l'abitato nella zona centrale, sebbene non fu del tutto disgregat, rimase per diversi anni abbandonato in virtù dei pochi interventi di restauro e di una scelta che hanno preferito decentrare i nuovi abitati in altri quartieri. La struttura, tuttavia, mantiene la monumentale ortogonalità del complesso costituito dal Collegio dei Gesuiti e da un denso corollario di dimore patrizie e di numerose chiese (oltre 20). In posizione elevata e strategicamente dominante sorge il Castello, eretto o quantomeno rimaneggiato da Federico II di Svevia nel XIII secolo, sulla base di un'antica fortezza greco-romana poi utilizzata dagli arabi e dai normanni, a pianta trapezoidale con tre torri, due quadrangolari e una a pianta circolare. Sul sito dove sorgeva l'antica chiesa madre medievale dedicata alla Madonna degli Angeli e verosimilmente insistente su una moschea e su un tempio di Venere, nel 1615 ebbe inizio la costruzione del Duomo, su progetto dell'architetto palermitano Mariano Smeriglio e completato nel 1761, almeno per quanto riguarda il corpo longitudinale, giacché proprio da questa data hanno inizio i lavori di ampliamento della vecchia abside. Il terremoto del 1968 e l'incuria delle autorità civili ed ecclesiastiche del tempo lo hanno ridotto ad un imponente rudere. In parte recuperato, con un progetto d'intervento dell'architetto portoghese Alvaro Siza, suscitano ora particolare attrazione i resti dell'antica "Madrice" antistanti alla piazza Alicia sulla quale si affaccia anche il castello. Nel corso del convegno internazionale denominato Piazze d'Europa, piazze per l'Europa la piazza Alicia è stata inclusa tra i 60 buoni esempi di realizzazione, progettazione e riqualificazione urbanistica al mondo [4] .

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Lingue e dialetti

Nella sua tradizione linguistica a Salemi viene attribuito il detto popolare molto famoso nella provincia che secondo un'antica credenza voleva il paese abitato da persone malvagie.

  • "Unni viditi muntagni di issu, chissa è Salemi, passaticci arrassu. Sunnu nimici di lu Crucifissu e amici di lu Satanassu”

(Traduzione: se vedi un paese di gesso, e cioè per le sue caratteristiche montagne gessose, questo è il paese di Salemi: passaci alla larga. I suoi abitanti sono nemici di Dio ed amici del demonio).

Quest'ultimo detto popolare, peraltro, è ricordato anche nella sua versione non "negativa": "Unni viditi muntagni di issu, chissa è Salemi, passaticci spissu. Sunnu amici di lu Crucifissu nimici di lu Satanassu”.

(Traduzione: se vedi un paese di gesso, e cioè per le sue caratteristiche montagne gessose, questo è il paese di Salemi: passaci spesso. I suoi abitanti sono amici di Dio e nemici del demonio).

Altro detto riguarda un "doppio danno":

  • “Finiu comu a festa di Vita e u palluni di Salemi”

(Traduzione: è finita come la festa patronale del Comune di Vita e quella celebrata a Salemi in occasione del decollo del pallone aerostatico ).

[modifica] Religione

Insieme al quartiere ebraico della Giudecca e a quello islamico del Rabato la città di Salemi incarna la cultura e l'architettura delle tre religioni monoteistiche: quella cristiana, quella israelita e quella musulmana.

[modifica] Tradizioni e folclore

[modifica] San Nicola di Bari

La leggenda vuole che per far fronte alla peste che distrusse Salemi nel 1270 il popolo salemitano chiese alla Santa Chiesa un santo patrono. Per tali ragioni, nel corso del 1290 venne fatta formale richiesta al Papa Nicolò IV il quale decise che fossero gli stessi abitanti a scegliere il loro protettore. Così si scelse di estrarre da un bussolotto, contennete il nome di tutti i santi,il santo patrono. Dopo la prima estrazione uscì il nome di San Nicola di Bari. Non riscontrado alcun legame si optò per una seconda estrazione dopo la quale fu nuovamente San Nicola. L'estrazione, venne rieseguita e "miracolosamente" riconfermata per la terza volta. In suo onore si dedicò una fiera. Si narra, altresì, che per intercessione del Santo insieme alla Madonna, a San Biagio e San Francesco il paese di Salemi fu salvato dal colera che Dio voleva scagliarvi nel corso del 1740. Nella centralissima piazza della Libertà per ringraziare il Santo di avere protetto la città dal terremoto del 1794 fu innalzata una statua.
Nel 1987, in occasione del IX centenario della traslazione delle reliquie a Bari del santo, nel corso di un pellegrinaggio del popolo salemitano a Bari, dopo una messa, celebrata dal parroco della città, sulla tomba, come dono al Patrono i salemitani offrirono un olio profumato imbevuto in un cotone che toccando il marmo della tomba venne completamente assorbito. Quell'ampolla è custodita a Bari come segno della venerazione al Santo che continua ad esistere dopo 7 secoli dalla sua proclamazione a Patrono di Salemi.

[modifica] Festa di San Nicola

In onore del santo patrono della città, San Nicola di Bari, si svolge Lu fistinu di San Nicola. La festa ricorre il 6 dicembre anche se anticamente veniva celebrata anche il 9 maggio, data della traslazione delle reliquie del santo e ultima domenica di maggio in cui si celebrava il patrocinio. L'8 dicembre si celebra la solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, festeggiata e onorata a Salemi quale protettrice della città sin dal 1740, data nella quale il suo simulacro ligneo fu donato da don Gioacchino Genco, parroco di Resuttana, ai salemitani suoi concittadini. Nell'ultima domenica di agosto nel rione dei Cappuccini si celebra la Madonna della Confusione (ovvero del turbamento, del dolore per la morte del figlio). La festa delle Cene di San Giuseppe si celebra il 19 marzo. In tale occasione vengono allestiti altari votivi costituiti da una struttura in legno ricoperta di foglie d'alloro ed addobbata con arance e piccoli pani ricamati e realizzati artigianalmente dalle donne del paese raffiguranti animali, piante e utensili da lavoro. Nell'occasione si producono i famosi dolci di San Giuseppe, i sfinci.
Altri pani votivi sono i Cavadduzzi di San Biagio. Gli abitanti si rivolsero a questo santo nel 1542, per salvare i raccolti da un'invasione di cavallette. Altri pani sacri sono i Cucciddati confezionati il 2 aprile, nel giorno dedicato a San Francesco di Paola, o i Manuzzi, i morti, in occasione della commemorazione dei defunti del 2 novembre.
Per tali ragioni Salemi è definita la Città dei pani.

[modifica] La tessitura e la pietra campanedda

Fra le tradizioni tipiche più fiorenti mantenute occorre ricordare la tessitura dei tappeti al telaio, il ricamo e la lavorazione della pietra "campanedda" ricavata dalle cave del territorio ed utilizzata per i decori delle case e scolpita dagli artigiani locali.

[modifica] I Giardinieri

Tipica maschera salemitana è quelle dei “Giardinieri”. Secondo le tradizioni, orali, tramandate dagli avi del paese pare che il giardiniere esista a Salemi da almeno due secoli.

[modifica] La Banda

La banda musicale Alberto Favara ha origini che risalgono al 1900. Da sempre presente nelle tradizioni popolari del paese ha dato lustro a famosissimi musicisti come Antonio Giuseppe Sciacca, noto come Tony Scott, e allo stesso Albero Favara, musicologo e studioso delle tradizioni musicali popolari. Dal 2005 si è formata la seconda banda musicale denominata "Vincenzo Bellini Città di Salemi" grazie all'impegno di alcuni giovani salemitani che hanno saputo trasformare un progetto musicale sviluppato all'interno del liceo classico F. D'Aguirre di della stessa cittadina.[1]

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Biblioteche

La biblioteca comunale, intitolata al filosofo e docente universitario salemitano Simone Corleo, contiene più di 90.000 volumi.

[modifica] Scuole

Il Liceo Statale Francesco d'Aguirre è l'Istituto Superiore per l'Istruzione Classica, Tecnica e Professionale situato nel comprensorio di Salemi. Prende il nome dell'insigne giurista salemitano. L'Istituto ingloba il Liceo Classico e l'Istituto Tecnico Commerciale entrambi con sede a Salemi, l'Istituto professionale di Stato per l'industria e l'artigianato (settore dell'operatore della moda) con sede a Gibellina e l'Istituto professionale di Stato per l'industria e l'artigianato (settore tecnico dell'industria elettrica) con sede a Santa Ninfa. Anticamente il Liceo Classico, noto come il "Liceo di Padre Maurizio", era situato nel convento di S. Agostino, ora sede di alcuni uffici comunali.

[modifica] Musei

Dentro il Collegio dei gesuiti è allestito il Museo Civico di Salemi, in cui sono raccolte diverse opere d'arte religiose delle chiese distrutte dal sisma del 1968. In particolare, spicca la Madonna della Candelora. Oltre l'ultima stanza del museo civico si accede ad una cappella del XVIII secolo che riproduce, in modo fedele, la Casa Santa di Loreto "Casa della Madonna".

[modifica] Personalità legate a Salemi

Di seguito sono riportate alcune personalità legate o per nascita o per appartenenza a Salemi [5]:

[modifica] Personalità sportive legate a Salemi

[modifica] Economia

L'economia di Salemi poggia principalmente sull'agricoltura e sulla commercializzazione della produzione di vino, grano, olio e agrumi. La produzione agricola predominante è quella vitivinicola, cerealicola e olearia. È rilevante il comparto zootecnico con l'allevamento di ovini, bovini ed equini.
Sono presenti anche attività artigianali e piccolo-industriali (alimentari e materiali da costruzione).

[modifica] Infrastrutture e trasporti

Salemi è posta a pochi chilometri dalla autostrada A29, Palermo - Mazara del Vallo. È possibile raggiungere Trapani percorrendo la diramazione dell'A29 oppure la strada statale 113.

È attraversata da due strade statali. La strada statale 188 che collega Marsala con Lercara Friddi e la strada statale 188A che unisce Salemi e Calatafimi-Segesta; è anche possibile usufruire della strada statale 119 che collega Alcamo con Castelvetrano per raggiungere il sud della provincia.

In particolare, dista 35 km da Trapani, 78 km da Palermo, 134 km da Agrigento, 204 km da Caltanissetta, 326 km da Catania, 239 km da Enna, 337 km da Messina, 270 km da Ragusa, 351 km da Siracusa.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Vittorio Sgarbi (centro) dal 30/06/2008
Centralino del comune: 0924 991111
Posta elettronica: salemia@tin.it

[modifica] Note

  1. ^ I Mille
  2. ^ Articolo - Viva Salemi, Viva l'Italia unita
  3. ^ Marsala 25 aprile 1982 – Riflessione di Bettino Craxi
  4. ^ Articolo - Il piacere di andare in piazza
  5. ^ Uomini illustri

[modifica] Altri progetti

Strumenti personali