Mazara del Vallo

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Mazara del Vallo
comune
Mazara del Vallo – Stemma Mazara del Vallo – Bandiera
Mazara del Vallo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Trapani-Stemma.png Trapani
Amministrazione
Sindaco Nicolò Cristaldi (Pdl (I mandato), Civiche (II mandato)) dal 21/06/2009 (I mandato) - 09/06/2014 (II mandato)
Territorio
Coordinate 37°39′05.979″N 12°35′15.0354″E / 37.651661°N 12.58751°E37.651661; 12.58751 (Mazara del Vallo)Coordinate: 37°39′05.979″N 12°35′15.0354″E / 37.651661°N 12.58751°E37.651661; 12.58751 (Mazara del Vallo)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 275,51 km²
Abitanti 50 096[1] (31-12-2011)
Densità 181,83 ab./km²
Frazioni Borgata Costiera, Mazara Due
Comuni confinanti Campobello di Mazara, Castelvetrano, Marsala, Petrosino, Salemi
Altre informazioni
Cod. postale 91026, 91020 (Borgata Costiera)
Prefisso 0923
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 081012
Cod. catastale F061
Targa TP
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 927 GG[2]
Nome abitanti mazaresi
Patrono san Vito
Giorno festivo 15 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mazara del Vallo
Posizione del comune di Mazara del Vallo nella provincia di Trapani
Posizione del comune di Mazara del Vallo nella provincia di Trapani
Sito istituzionale

Mazara del Vallo (IPA: [maˈdzaːra del ˈvallo], Mazzara in siciliano) è un comune italiano di 50.096 abitanti[1] della provincia di Trapani in Sicilia.

Affacciato sul Mar Mediterraneo, alla foce del fiume Màzaro, dista meno di 200 km dalle coste tunisine del Nord Africa.

Il vecchio centro storico, un tempo racchiuso dentro le mura normanne, include numerose chiese monumentali, alcune risalenti all'XI secolo. Presenta i tratti tipici dei quartieri a impianto urbanistico islamico tipico delle medine, chiamato Casbah (anche Kasbah), di cui le viuzze strette sono una sorta di marchio di fabbrica.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Mazara del Vallo, Italy map.png

Il territorio del comune si estende tra i comuni di Campobello di Mazara, Castelvetrano, Marsala, Petrosino e Salemi, in provincia di Trapani. Esso è stato classificato in zona sismica 2 (sismicità medio-alta)[3], ed è incluso nel distretto sismico denominato Val di Mazara.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Mazara è attraversato da due fiumi, il Mazaro e l'Arena (detto anche Delia nella sua porzione mediale), quest'ultimo a partenza dal Lago Trinità, un lago artificiale creato dall'omonima diga, sito al confine con il territorio di Castelvetrano.

Sono inoltre presenti diversi torrenti (Iudeo, Bucari), e canali artificiali usati principalmente in agricoltura.

Sono presenti alcune zone protette e riserve naturali, si rimanda alla sezione aree naturali.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Mazara del Vallo.

Il clima di Mazara risulta particolarmente gradevole nel contesto siciliano.

Gli inverni sono miti e la temperatura non scende solitamente sotto i 9 °C. Le estati sono generalmente caratterizzate da una ventilazione perpetua di tipo orografico orientata da nord-ovest: si tratta di un vento d'imbatto che si alza puntualmente alle 11:00 per calare verso le 19:00[4]. Il clima è umido tutto l'anno anche nel caso di temperature molto elevate, soventi. Lo scirocco, vento da sud-est, apporta un aumento della percentuale di umidità, appesantendo l'aria. In ogni caso le condizioni sciroccali non durano in genere più di cinque giorni.

Il regolare regime dei venti appena descritto fa di Mazara del Vallo un sito ideale per tutti gli sport velici: la località risulta mèta di appassionati di kite e wind surf provenienti da tutti il mondo, essendo inserita nell'elenco delle location ideali per tale disciplina[5].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Mazara del Vallo.

I primi insediamenti umani nel territorio mazarese risalgono al paleolitico superiore, presso Roccazzo, dove sono state rinvenute tracce di grattatoi, bulini, lame di selce e altri prodotti artigianali. Successivi insediamenti sono stati rinvenuti presso i Gorghi Tondi, durante il mesolitico. Si hanno testimonianze di insediamenti umani anche durante il neolitico, con le tombe a grotticella, e durante l'eneolitico, con diversi insediamenti capannicoli e necropoli. Durante l'età del bronzo gli insediamenti si concentrarono lungo le valli del Mazaro e dell'Arena, nelle contrade Gattolo, Granatelli e Malopasso. Intorno al 1000 a.C. i Sicani della zona lasciarono tombe monumentali a dromos[6].

Nell'XI secolo a.C. si hanno i primi contatti con i Fenici, che trovano in Mazara un luogo ideale per effettuare soste durante i lunghi viaggi verso la Spagna. Inizialmente queste furono transitorie, successivamente fondarono un emporio, con stabilimenti e depositi permanenti, come testimoniato dai vasi, vetri e monete di origine fenicia ritrovati tra la foce del Mazaro e Capo Feto. altri resti che confermano la presenza fenicia a Mazara si hanno negli scavi nel Palazzo dei Cavalieri di Malta, che si affaccia ad appena pochi metri dalla foce del Mazaro. Fu però durante il periodo greco-selinuntino che la città diventò un centro urbano organizzato, diventando un fiorente emporio di Selinunte. Quello selinuntino fu il primo periodo di grande espansione della città, tanto che venivano coniate monete proprie con la scritta ἐµπόριον (empòrion)[7]. Distrutta Selinunte ad opera dei Cartaginesi nel 409 a.C., Mazara attraversò un periodo di un 150 anni circa ora sotto la dominazione siracusana, ora sotto quella cartaginese, fino alla conquista dell'isola da parte di Roma. Il periodo punico e romano è testimoniato dall'abbondanza di ritrovamenti in città: sarcofagi, urne cinerarie, lapidi funerarie, mosaici, e ville romane. È in questo periodo che il cristianesimo muove i primi passi in città, ed è in questo periodo che nasce San Vito. Il più probabile luogo di riunione dei primi proseliti della nuova religione furono le grotte di San Bartolomeo, in contrada Miragliano[6].

Le incursioni dei Vandali e dei Goti non risparmiarono la città, che visse un periodo di decadenza socio-economica e demografica. Gli abitanti, infatti, temendo le incursioni barbariche, si allontanarono dal centro cittadino spostandosi nelle campagne circostanti. Solo nel 533, quando Belisario, alla guida dei Bizantini, sconfisse i Vandali, la città ritrovò un clima di tranquillità, cominciando a ripopolarsi. L'eccessiva pressione fiscale della nuova dominazione, però, ostacolò l'allora nascente commercio ed artigianato locale. Fu solo con i musulmani d'Ifriqiya (Arabi e, soprattutto, Berberi), sbarcati vicino Mazara (Capo Granitola) il 16 giugno 827, che si ebbe il risveglio economico della città, che divenne il più grosso centro giuridico della Sicilia e un importante punto commerciale, artistico e letterario. Tra i giuristi si ricordano Imam al-Mazari, Abu Abd Allah al-Mazari, Ibn Abd al-Farag; tra i letterati Ibn Rasiq, Ibn Safar, Ibn al-Birr, Ibn Makki, Abd al-Halim. La popolazione raggiunse i 30.000 abitanti, e la città divenne la seconda del Vallo, dopo Palermo[6].

Nel 1072, con i Normanni, la città vide l'edificazione della Cattedrale, e l'istituzione di una nuova Diocesi. Nel periodo dal 1093 al 1097, divenne sede governativa e dimora del conte Ruggero. Nel 1154 il geografo Idrisi soggiornò a Mazara, e la descrisse nel libro di Ruggero. Dopo i Normanni, la città conobbe un nuovo periodo di depressione: Federico II di Svevia nel 1216 decise di trasferire tutti i musulmani presenti sul territorio nella Piana di Lucera, in Puglia, nuocendo gravemente alla locale produzione agricola ed artigianale. Neanche con la successiva dominazione angioina le cose cambiarono. Sul finire del 1317, re Federico III d'Aragona con tutta la sua corte fissò la propria dimora nella città. Tornato a Palermo, nel luglio 1318 emanò una serie di provvedimenti che poche città dell'epoca potevano vantare: abolì i tributi dei baroni sulle vettovaglie, concesse l'uso della legna nelle foreste di Berrybaida e di Castelvetrano, istituì una fiera franca della durata di 30 giorni[6].

La città conobbe anche un periodo di dominio signorile, sotto i Peralta (1392-1397), i conti Cabrera (1418-1445), il duca di Calabria Ferdinando (1450-1479), la regina Giovanna (1479-1518) ed infine il conte Cardona (1521-1531). Durante questo periodo storico, la città dovette riscattare la propria libertà per ben due volte, a proprie spese, ritornando al Regio Demanio, sotto il quale conobbe, nel Seicento, anni di miseria, culminati nel tumulti del 1647. In questi periodi fu la Chiesa mazarese a lenire la sofferenza della popolazione, devolvendo l'intero ricavato dei tributi della Diocesi[6]. E il 3 novembre 1797 avvenne il miracolo del movimento degli occhi dell'immagine di Maria SS. del Paradiso, che venne incoronata, su richiesta dell'allora vescovo Mons. Orazio Della Torre, il 10 luglio 1803.[senza fonte ufficiale del Vaticano]

Nel secolo successivo la città partecipò con entusiasmo ai moti indipendentistici del 1820, 1848 e 1860, e durante il plebiscito del 21 e 22 ottobre 1860 i cittadini sottoscrissero l'unità nazionale, con soli venti elettori contrari. L'unità, tuttavia, non apportò miglioramenti alle condizioni della città, e i lavoratori più umili si organizzarono nel locale fascio dei lavoratori nel 1893. L'insofferenza delle classi meno abbienti sfociò nei moti del 31 dicembre 1893-3 gennaio 1894, repressi con la dichiarazione dello stato d'assedio da parte di Francesco Crispi, che determinò lo scioglimento dei fasci[6].

Seguì un periodo di depressione economica e demografica, iniziato con i flussi migratori verso gli Stati Uniti d'America, l'Australia e gli stati del Sud America, e culminato con la prima guerra mondiale. Tra il 1920 e il 1930, la flotta remo-velica divenne una flotta a propulsione meccanica, e questo determinò un aumento del pescato. La seconda guerra mondiale sospese, momentaneamente, lo sviluppo economico della città, che riprese subito dopo la fine dell'evento bellico[6].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma del comune
« Castrum et templum sanctissimi Salvatoris et eius campanile una coniunctis arma sunt Mazariae »
(Adria, Topographia, op. cit.)

Lo stemma della città di Mazara del Vallo riporta le principali opere compiute dai Normanni. Sulla destra, è raffigurato il castello con le sue tre torri, fatto edificare dal conte Ruggero I nel 1072; a sinistra è raffigurato il campanile della Cattedrale, a cinque piani, che nel periodo musulmano era il minareto della Moschea Magna. In cima a tale campanile si trova una croce; oggi invece è posta una statua di San Vito. Al centro l'immagine del Santissimo Salvatore, patrono della città insieme a San Vito.

La parte inferiore dello stemma raffigura le mura normanne di Mazara, e viene raffigurata la Porta centrale.


Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Mazara del Vallo è sede di numerosi luoghi di interesse storico, che rievocano le diverse influenze culturali che ne hanno caratterizzato la storia.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Le chiese principali sono:

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Arco Normanno
  • L'Arco Normanno, che è ciò che resta dell'antico castello normanno che sorgeva nel centro storico della città, domina Piazza Mokarta.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

La Regione ha riconosciuto all'interno del territorio di Mazara le riserve naturali orientate di:

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[14][15]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Stranieri residenti

L'immigrazione[modifica | modifica sorgente]

A Mazara risiedono, spesso con le rispettive famiglie, circa 3 000 immigrati, provenienti soprattutto dal Maghreb, impiegati da oltre 25 anni nelle attività pescherecce, agricole e artigianali della città. Essi risiedono principalmente nel centro storico cittadino, di impronta araba.

L'immigrazione tunisina in Sicilia è cominciata intorno alla fine degli anni sessanta[16], dopo poco meno di un millennio dalla vittoria decisiva sui musulmani del Conte Ruggero il Normanno nell'anno 1073, che riconquistò l'isola.

Malgrado l'opera di trasformazione compiuta da parte dei Normanni, la città di Mazara conserva ancora oggi moltissime caratteristiche distintive della cultura arabo-berbera.

Il segno più evidente è l'impronta islamica del tracciato viario dell'antica città araba, oggi chiamato "Kasbah": vicoli e strade piccole e tortuose, che si dipartono da un asse centrale e portano a numerosi cortili, dove si aprono gli accessi alle abitazioni.

I primi tunisini erano alcune decine e sbarcarono clandestinamente sulle coste mazaresi, nascondendosi nei casolari sparsi nelle tenute agricole o chi a bordo dei motopescherecci.

Considerata la facilità di reclutamento, seppure in forma clandestina, ben presto quelle poche decine di unità si moltiplicarono, con l'arrivo di parenti e conoscenti e l'immigrazione da Mazara si estese in brevissimo tempo ai paesi dell'entroterra: Castelvetrano, Campobello, Salemi, Alcamo e, successivamente, anche a Marsala e Trapani.

In poco tempo i tunisini cominciarono a sostituire la manodopera locale, che si rifiutava di svolgere attività dure e pesanti, specialmente sui pescherecci, nelle campagne e, in seguito, anche nei cantieri edili. La loro presenza più massiccia adesso è collocata nella marineria; infatti circa la metà degli equipaggi degli oltre 350 pescherecci mazaresi è di origine tunisina.

L'accrescimento della comunità tunisina e, di conseguenza, il maggiore sviluppo della marineria mazarese, si potrebbe attribuire alla disponibilità dei giovani tunisini, ai quali non viene concessa una qualifica maggiore di semplici marinai; le qualifiche più importanti, come quelle di capitano, capo pesca, motorista e secondo motorista vengono infatti affidate ai nativi locali.

Un tempo la maggior parte degli imbarcati tunisini lavoravano "in nero" e, oltre a percepire uno stipendio minore rispetto a quello dei colleghi italiani, non potevano usufruire dei diritti riguardanti l'indennità del fermo biologico, degli assegni familiari e dei contributi versabili per il raggiungimento della pensione. Oggi usufruiscono degli stessi diritti e doveri dei cittadini italiani, in quanto appoggiati dai sindacati e dai politici che, dal 2003, su proposta della Giunta e del Consiglio Comunale, hanno concesso a Mohamed Soufien Zitoun[17] di partecipare al consiglio comunale come Consigliere Aggiunto, riconfermato nelle elezioni amministrative tenutesi nel giugno del 2009. Da alcuni anni molti tunisini hanno aperto in città diversi esercizi commerciali tipici della loro cultura e della loro tradizione.

Oggi vivono e lavorano a Mazara diverse migliaia di tunisini, molti regolari e tantissimi clandestini. Gli immigrati si sono insediati quasi tutti nei quartieri più antichi, che furono un tempo abitati dai loro antenati; in tal modo riprendono possesso di quelle case e di quei cortili che furono, un tempo, parte della Casbah[18]. Moltissime famiglie abitano nelle zone di Porta Palermo e di Piazza Regina; altre hanno trovato alloggio anche nelle periferie e sono presenti nei diversi quartieri della città.

Tutti gli immigrati titolari di permesso di soggiorno possono beneficiare di case popolari, al fine di svuotare gradualmente il cuore della città e di apportare rinnovamenti e ristrutturazioni per rendere migliore l'area.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Moschea Ettakwa

La maggior parte della popolazione cittadina è di professione cristiana cattolica, e il 15% circa[19] è di professione islamica. Questi si riuniscono nell'unico luogo di culto, la moschea Ettakwa (in arabo: ‫مسجد التقوى‬ , Masjid al-Taqwā), vale a dire "Moschea del timor di Dio", ospitata in un locale del centro storico. Da anni esistono proposte di costruzione di una moschea, che però non hanno mai trovato attuazione[20][21].

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

L'Aurora[modifica | modifica sorgente]

Il rito dell'Aurora[22][23][24][25] è un rito religioso che vuole festeggiare la risurrezione di Gesù, e ha luogo il mattino della domenica di Pasqua in Piazza della Repubblica. In provincia di Trapani si celebra solamente a Mazara e a Castelvetrano, e fu introdotta dai padri Carmelitani Scalzi non prima del 1667, anno in cui si insediarono in città. In alcuni comuni della Sicilia e della Calabria viene chiamata Affrontata.

Poco prima delle ore nove, un Cristo risorto avvolto da un manto rosso e con una bandiera bianca, preceduto da dodici confratelli della Compagnia delle Grazie vestiti con un sacco e un cappuccio bianco, viene portato dalla chiesa di Santa Caterina fin sotto l'ingresso di Piazza della Repubblica, sotto il passaggio che unisce la Cattedrale al Palazzo Vescovile (il Passetto o Tocchetto). Allo stesso tempo, una Madonna vestita di bianco e avvolta da un manto nero, preceduta da altri dodici confratelli della stessa compagnia, viene portata all'altro capo della piazza, sulla via XX settembre. Ad un dato segno, il Cristo e la Madonna, cui è stato tolto il mantello nero, vengono portati al centro della piazza e, a breve distanza l'uno dall'altra, fanno tre inchini. Nel frattempo, dalla statua della Madonna, che è cava, vengono liberate delle colombe bianche. Inizia quindi la processione che riporterà le statue alle rispettive chiese (Sant'Agnese e Santa Caterina): davanti i confratelli, successivamente il Cristo e, più dietro, la Madonna.

Prima del 1864, anno in cui venne abolita quest'usanza, nel bel mezzo del rito dall'allora via Maestranza (oggi via Garibaldi), sbucava un uomo, la Morte di Pasqua, vestito con un sacco di tela gialla, su cui era dipinto uno scheletro in nero, che portava in mano una falce e una cesta. Questo passava tra la folla, e toglieva ai bambini il campanaro (un tipico dolce locale) e qualunque cosa avessero tra le mani, col tacito consenso dei genitori. Questo personaggio passava anche nelle botteghe di generi alimentari, prendendo sempre qualche cosa.

Questo rito viene ricordato anche da alcuni modi di dire comuni in città:

  • sarvatìllu pi la matina di Pasqua (conservalo per la mattina di Pasqua), usato una volta per indicare un capo di vestiario fuori uso, perché durante il rito dell'Aurora si indossavano accessori che si vedevano solo in quella ricorrenza;
  • ficiru l'arora (hanno fatto l'Aurora), si dice di due persone che non si vedono da tempo e che corrono l'una incontro all'altra.

Il festino di San Vito[modifica | modifica sorgente]

La statua argentea del santo portata in processione durante 'u fistinu, con i marinai in costume tradizionale.

Tradizione fortemente sentita dai mazaresi è 'u fistinu di Santu Vitu (il festino di San Vito), una celebrazione in onore del patrono della città. Tali festeggiamenti hanno origine nel XVII secolo quando, il 23 agosto 1614, i giurati della città deliberano di aggiungere al Santissimo Salvatore, già patrono della città, il concittadino San Vito come compatrono. Tale deliberazione venne poi approvata l'8 settembre dello stesso anno dall'allora vescovo, monsignor Marco La Cava[26].

Le celebrazioni, inizialmente tenute nei quattro giorni precedenti il 15 giugno, vennero successivamente spostate tra la penultima e l'ultima settimana di agosto.

Tradizionalmente il festino si apre con l'Annunzio, un corteo in abiti seicenteschi che si snoda per le vie della città, ed effettua delle soste per permettere all'araldo di proclamare l'annuncio[27]:

(SCN)
« Udite udite udite!

Li spittabili giurati di la inclita città di Mazara
et lu nostru illustrissimu et rivirindissimu Viscuvu
patri et pasturi di la nostra diocesi
vi dannu l'annunziu di lu fistinu di Santu Vitu
nostru cuncittadinu e Patronu.

E decimila voti
lodamu Santu Vitu
e ludamulu tutti l'uri
chi è lu nostru
prutitturi! »

(IT)
« Udite udite udite!

Gli spettabili giurati dell'illustre città di Mazara
e il nostro illustrissimo e reverendissimo Vescovo
padre e pastore della nostra diocesi
vi danno l'annuncio del festino di San Vito
nostro concittadino e Patrono.

E diecimila volte
lodiamo San Vito
e lodiamolo a tutte le ore
perché è il nostro
protettore! »

Nei giorni successivi all'annunzio avviene la processione storico-ideale a quadri viventi, che illustra le vicende di San Vito e dei suoi educatori Modesto e Crescenzia.

Apertura della processione

Apre la processione[28] la figura dell'antico stemma della città: una donna, con in mano una coppa, nell'atto di nutrire un serpente («nutrit alios et spernit suos»[29]).

Seguono tre carri allegorici che rappresentano le virtù che, secondo la tradizione, vengono attribuite al santo: Fede, Speranza e Fortezza. A questi seguono i quadri viventi, che rievocano la vita del santo:

  • il primo rappresenta la famiglia di Vito, con il padre Ila e Vito stesso, circondati da servi e ancelle;
  • il secondo rappresenta la corte imperiale romana, con Diocleziano e la figlia Valeria guarita dal santo, che sfilano tra i senatori e il governatore romano Valeriano;
  • il terzo rappresenta la comunità cristiana di Roma, con il papa Marcellino circondato da sette diaconi.
  • il quarto rappresenta Vito all'età del martirio tra Modesto e Crescenzia, e dietro di loro ancelle recanti le palme (segno del martirio), gli angeli e il carnefice.

Chiude la processione il carro con la statua argentea del Santo, trainato da pescatori mazaresi in costume tradizionale.

I festeggiamenti si concludono con l'imbarco della statua su un peschereccio, la Benedizione del Mare e il lancio di una corona d'alloro in acqua, in memoria dei marinai mazaresi morti in mare[30].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti due biblioteche[31]:

  • Biblioteca comunale "Leonardo Bonanno", con un patrimonio di più di 65000 volumi;
  • Biblioteca del Seminario vescovile, con più di 34000 volumi.

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

A Mazara ha sede l'Istituto per l'ambiente marino costiero, unità operativa del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che si occupa delle studio delle risorse biologiche del mare.

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale sono presenti:

Università[modifica | modifica sorgente]

  • Consorzio Universitario della Valle del Belice e del Mediterraneo (CUBEM)

Musei[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

L'unica radio ancora in attività è[33]:

In passato operavano anche[34]:

  • Radio Castello Normanno;
  • Radio Liberty Mazara Stereo;
  • Radio Luna Mazara;
  • Radio Mazara Centrale;
  • Radio Mazara International;
  • Radio UP;
  • Radio Sicilia;
  • Radio Antenna Sud.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

A Mazara hanno sede due televisioni locali[35]:

  • Televallo (in precedenza RTM Radio Televisione Meridionale[36]);
  • Tele8 (in precedenza Tele City[37]).

Emittenti televisive definitivamente scomparse sono invece[38]:

  • ReteSei[39];
  • Tele Mazara (via cavo)[36].


Persone legate a Mazara del Vallo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Personalità legate a Mazara del Vallo.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Stele della Pace

Tra il 23 e il 28 maggio 2011 si è svolta la Settimana della Pace e della Solidarietà, organizzata in collaborazione la Prem Rawat Foundation e l'Associazione Percorsi[41]. In occasione della visita di Prem Rawat, è stata inaugurata la Stele della Pace[42], sita in Piazza Mokarta, con incisa una frase in italiano, francese, inglese ed esperanto.

(EO)
« Paco originas en la koro de ĉiuj homoj. »
(IT)
« La pace ha origine nel cuore di tutti gli esseri umani. »
(Prem Rawat, Stele della Pace)

La città di Mazara è stata nel 2012, dal 18 al 25 agosto, sede del 79° Congresso Italiano di Esperanto[43]. In occasione di tale evento è stata tradotta in esperanto anche la toponomastica del centro storico[44].


Economia[modifica | modifica sorgente]

Le attività economiche che contraddistinguono Mazara del Vallo sono principalmente la pesca, il turismo e l'agricoltura.

L'economia cittadina è trainata dal comparto pesca, comprese lavorazione e conservazione del pesce e costruzioni navali. Mazara del Vallo è uno dei più importanti e noti porti pescherecci del Mediterraneo, base di armamento di una flotta di circa 400 grandi motopescherecci d'altura (con circa 4.000 pescatori imbarcati), che rientrano ogni 50-60 giorni.

In agricoltura ricca è la produzione di uve (inzolia, catarratto, zibibbo), agrumi e olive. Tuttavia pur avendo risorse patrimoniali estese, la città non è basata su un'economia solida, conseguente alla scarsa gestione politica che negli ultimi 10-15 anni, seppur rinnovata e capeggiata da ex parlamentari o da politici in carriera, non ha saputo pur avendo i mezzi e le risorse necessarie a costruire un'economia salda e stabile, che possa soddisfare i bisogni della popolazione cittadina.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

La città di Mazara è punto finale dell'autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo, che si innesta sulla strada statale 115 Sud Occidentale Sicula. Quest'ultima costituisce la circonvallazione della città. Ad inizio agosto 2011, il CIPE ha deliberato[45][46] lo stanziamento dei fondi per la realizzazione della bretella Mazara-Birgi, che dovrebbe idealmente chiudere l'anello autostradale nella parte occidentale della Sicilia.

Nel territorio comunale, al confine settentrionale con il territorio di Marsala, insiste per un breve tratto anche la strada statale 188 Centro Occidentale Sicula che, però, essendo distante dal centro abitato, non fa parte dei normali flussi di traffico.

La città è anche servita da diverse strade provinciali, che si addentrano nelle campagne mazaresi, e vengono quindi usate principalmente dai mezzi agricoli:

  • Strada Provinciale 8 di serie n. 20 di Castelvetrano (solo marginalmente, al confine con Salemi)
  • Strada Provinciale 25 Mazara – Castelvetrano
  • Strada Provinciale 38 Mazara – Granitola
  • Strada Provinciale 40 allacciamento della SS188 alla SP62
  • Strada Provinciale 42 allacciamento SP50 con la SP25
  • Strada Provinciale 50 Mazara – Salemi
  • Strada Provinciale 62 Marsala – Favara – Ciavolo – Chelbi – Casale Judeo
  • Strada Provinciale 65 di Madonna Bona
  • Strada Provinciale 66 di Gorghi Tondi
  • Strada Provinciale 67 di Giuffro
  • Strada Provinciale 70 di Runza
  • Strada Provinciale 76 di Roccolino
  • Strada Provinciale 85 Celso – Piano Antalbo 1° tronco
  • Strada Provinciale 115 dei Gorghi Tondi dalla SP38 alla SS115

La città è anche collegata a Trapani, Marsala, Palermo ed Agrigento da autobus di linea. Dall'agosto 2011 esiste inoltre un collegamento bus con l'aeroporto di Trapani-Birgi operato dall'Azienda Siciliana Trasporti[47][48].

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda il trasporto su rotaia, la città è fornita dalla Stazione di Mazara del Vallo della linea ferroviaria Palermo-Trapani (via Castelvetrano). Esiste anche una seconda stazione, la Stazione di San Nicola di Mazara, sita in Contrada San Nicola, che però è ormai in disuso da tempo e non prevede più alcuna fermata.

Porti[modifica | modifica sorgente]

Il porto di Mazara del Vallo è suddiviso in due bacini: il porto nuovo ed il porto canale. Il primo è di tipo artificiale e, chiuso a ponente dalla diga foranea, si protende per 1460 metri ad est dall'antemurale curvilineo, a difesa del dente d'attracco Mokarta e delle due darsene che si aprono sul versante occidentale, nonché della banchina Edrisi costituente, assieme alla banchina di buon vento l'approdo turistico sul versante est. Il secondo è un antico porto naturale ricavato alla foce del fiume Mazaro, che si addentra per circa 700 metri.

Il porto di Mazara del Vallo espleta oggi funzioni commerciali (soprattutto esportazione di vino ed affini ed importazione di cemento sfuso), di scalo passeggeri (collegamenti regolari stagionali con l'isola di Pantelleria e saltuariamente con la Tunisia, nonché transito di navi da crociera), approvvigionamento petrolifero per la presenza di un deposito di carburanti costiero, di scalo industriale, ospitando diversi cantieri navali, ed infine scalo peschereccio, essendo la principale base di pescherecci d'altura del Mediterraneo.

Mazara del Vallo è sede di Compartimento marittimo, l'unico, con quello di Salerno, autorizzato a tenere le matricole del naviglio maggiore alla stregua di Direzione Marittima[49].

Nel porto di Mazara di Vallo si trovano altresì navi appoggio ed unità idrografiche adibite alla manutenzione delle condotte sottomarine del gasdotto sottomarino Italia-Algeria che sbocca nei pressi di Capo Feto, nonché di cavi a fibre ottiche che si dipartono sia dal litorale di Tonnarella che di San Vito, rispettivamente ad ovest e ad est della città.

Il movimento commerciale nel porto viene operato presso le banchine Mokarta e Ruggero II, quest'ultima dotata di 4 silos per lo stoccaggio del cemento sfuso. Alla banchina Mokarta attraccano anche le navi da crociera in transito, mentre i servizi regolari di trasporto passeggeri fanno scalo alla banchina Ammiraglio Francese nel porto nuovo, o alla banchina Giovan Battista Quinci, all'uscita del porto canale sul versante est.

Ancorati alla banchina Edrisi sul lato interno della diga antemurale si trovano dei pontili galleggianti, costituenti un approdo turistico capace di più di 300 posti barca per naviglio da diporto di ogni dimensione e dotato di tutti i servizi, a partire dall'approvvigionamento idrico e di carburante. Altra possibilità di ormeggio presso strutture organizzate è data dalla banchina di buon vento, che unisce la banchina Edrisi alla terraferma (piazzale Quinci) mentre il porto canale (banchina Comandante Caito) offre possibilità di ormeggio libero e gratuito alle unità in transito[50].

A 0,7 miglia a est del porto commerciale si trova il porticciolo di San Vito, un secondo approdo turistico più piccolo del precedente, ormai in disuso vista l'ingiunzione di sgombero dalla Capitaneria di Porto, costituito da una scogliera di soprafflutto lunga 90 m e da una scogliera di sottoflutto[51].

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Elisuperficie comunale

La città è dotata di un'elisuperficie, intitolata a Don Pino Puglisi, utilizzata principalmente per motivi sanitari e di emergenza. L'elisuperficie si trova a 49 metri s.l.m., ed è entrata in funzione l'11 giugno 2007[52].


Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Mazara del Vallo.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Mazara è gemellata con quattro[53] città:

Mazara del Vallo ha sottoscritto un accordo di collaborazione[54][55][56][57] con Polonia Białystok, in quanto città che sostengono l'Esperanto.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Mazara del Vallo ha: - una squadra di calcio che milita in Eccellenza Sicilia, il A.S.D. Mazara Calcio 1946; - una squadra di calcio che milita in Seconda Categoria Sicilia, il Pro Mazara Calcio 1922; - una squadra di calcio che milita in Terza Categoria Trapani, la Nuova Polisportiva Val di Mazara

Esiste anche una squadra di basket, l'A.S.D. Basket Mazara, che milita in Serie C regionale[58].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Elenco dei comuni italiani per zona sismica (PDF). URL consultato il 27 agosto 2011.
  4. ^ Il Portolano del Mediterraneo
  5. ^ (EN) World of Windsurfing - Team Italy. URL consultato il 23 agosto 2011.
  6. ^ a b c d e f g Per le strade di Mazara, op. cit., cap. 1
  7. ^ Filippo Paruta, La Sicilia descritta con medaglie, Palermo, Maringo, 1612.
  8. ^ MazaraNews.com: Le Chiese di Mazara del Vallo. URL consultato il 3 aprile 2011.
  9. ^ Nino Asaro, Editoriale: Risalendo il Mazaro - Alla riscoperta della nostra identità culturale in MazaraOnline, 30 maggio 2005. URL consultato il 3 aprile 2011.
  10. ^ Portale turismo Provincia di Trapani. URL consultato il 22 marzo 2011.
  11. ^ (EN) Alfred Frazer, The House of the Sicilian Greeks (PDF) in The Roman villa: villa urbana, pp. 29-41.
  12. ^ Pagina della riserva Lago Preola e Gorghi Tondi. URL consultato il 22 marzo 2011.
  13. ^ Pagina su Capo Feto. URL consultato il 22 marzo 2011.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ 1640, 1798: Costituzione del Regno di Sicilia; Storia della Città di Mazara
  16. ^ Lavoro, identità e segregazione dei tunisini a Mazara del Vallo, op. cit., p. 6
  17. ^ Mohamed Soufien Zitoun è stato riconfermato consigliere straniero aggiunto, 15 giugno 2009. URL consultato il 28 agosto 2011.
  18. ^ Lavoro, identità e segregazione dei tunisini a Mazara del Vallo, op. cit., p. 10
  19. ^ Francesco Mezzapelle, Musulmani senza moschea. L'appello di Sbiha Mouldi in MazaraOnline. URL consultato il 28 dicembre 2011.
  20. ^ Marcello Panzarella, La Moschea d'Occidente. Un'istruttoria per il progetto. (PDF). URL consultato il 28 dicembre 2011.
  21. ^ Ezio Siciliano, Mazara del Vallo - Progetti per una città meticcia, 26 ottobre 2009. URL consultato il 28 dicembre 2011.
  22. ^ L'Aurora. URL consultato il 21 settembre 2011.
  23. ^ Usanze e Tradizioni. URL consultato il 21 settembre 2011.
  24. ^ Filippo Napoli, Folklore di Mazara.
  25. ^ Ettore Bruno, Santa Pasqua a Mazara del Vallo: domenica il rito dell'Aurora, 3 aprile 2010. URL consultato il 21 settembre 2011.
  26. ^ Diocesi di Mazara del Vallo - Mazara del Vallo. URL consultato il 27 agosto 2011.
  27. ^ Mazara del Vallo - Lu fistinu di Santu Vitu. URL consultato il 27 agosto 2011.
  28. ^ Il festino di Santo Vito a Mazara del Vallo. URL consultato il 29 agosto 2011.
  29. ^ Nino Gancitano, Parole incise sulla pietra, a Mazara... (PDF) in L'Arco, novembre 2009, p. 6. URL consultato il 29 agosto 2011.
  30. ^ Con l’imbarco del Santo si è concluso domenica il festino di San Vito, 30 agosto 2011. URL consultato il 30 agosto 2011.
  31. ^ Rete delle Biblioteche della Provincia di Trapani. URL consultato il 22 marzo 2011.
  32. ^ Pagina del Comune sul Museo Ornitologico. URL consultato il 22 marzo 2011.
  33. ^ Emittenti radio attive in provincia di Trapani. URL consultato il 2 aprile 2011.
  34. ^ Emittenti radio scomparse in provincia di Trapani. URL consultato il 2 aprile 2011.
  35. ^ Emittenti televisive attive in provincia di Trapani. URL consultato il 2 aprile 2011.
  36. ^ a b Scheda emittente RTM Radio Televisione Meridionale. URL consultato il 2 aprile 2011.
  37. ^ Scheda emittente Tele8. URL consultato il 2 aprile 2011.
  38. ^ Emittenti televisive scomparse in provincia di Trapani. URL consultato il 2 aprile 2011.
  39. ^ Scheda emittente ReteSei. URL consultato il 2 aprile 2011.
  40. ^ Storia della città di Mazara, op. cit., p. 120
  41. ^ Musica e iniziative di arte partecipata alla "Settimana della Pace e della Solidarietà". URL consultato il 28 agosto 2011.
  42. ^ Mazara, settimana della pace: domani manifestazioni clou con Prem Rawat, 27 maggio 2011. URL consultato il 28 agosto 2011.
  43. ^ 79a Kongreso de Esperanto - Mazaradelvalo 2012.08.18 - 25. URL consultato il 24 agosto 2011.
  44. ^ A Mazara del Vallo il 79º Congresso italiano di Esperanto nell'agosto del 2012, 22 agosto 2011. URL consultato il 28 agosto 2011.
  45. ^ Il Cipe finanzia il primo tratto della bretella Birgi - Mazara in a.marsala.it, 3 agosto 2011. URL consultato il 22 dicembre 2011.
  46. ^ Finanziato il primo lotto dello scorrimento veloce Mazara-Trapani. I commenti. in MazaraOnline, 3 agosto 2011. URL consultato il 22 dicembre 2011.
  47. ^ Parte il collegamento Mazara-aeroporto "Vincenzo Florio". URL consultato il 9 dicembre 2011.
  48. ^ AST - Linea: Trapani - Aeroporto Birgi - Orario invernale. URL consultato il 9 dicembre 2011.
  49. ^ Codice della Navigazione, Sezione III - Dell'iscrizione della nave e dell'abilitazione alla navigazione, Articolo 146 - Iscrizione delle navi e dei galleggianti, Capo I. URL consultato il 25 ottobre 2011.
  50. ^ Mazara del Vallo - Porto turistico A.DI.NA. (PDF). URL consultato il 28 agosto 2011.
  51. ^ Mazara del Vallo - Il porto. URL consultato il 28 agosto 2011.
  52. ^ Scheda ENAC. URL consultato il 27 dicembre 2011.
  53. ^ (EN) Town twinning projects on Social Inclusion (PDF). URL consultato il 22 marzo 2011.
  54. ^ (PL) Anna Dycha, Białystok w klubie miast esperanckich - Białystok, niemiecki Herzberg am Harz oraz sycylijskie miasto Mazara del Vallo utworzą klub miast esperanckich., 8 dicembre 2012. URL consultato il 9 dicembre 2013.
  55. ^ L'esperanto unisce Bialystok e Mazara del Vallo. URL consultato il 9 dicembre 2013.
  56. ^ L'Esperanto unisce le città. Firmato accordo di collaborazione a Białystok, 11 dicembre 2012. URL consultato il 9 dicembre 2013.
  57. ^ DS n.0263-2012 - Visita istituzionale del Sindaco in Polonia, nella città di Bialystok, dal 07 al 10 dicembre 2012. (PDF), 30 novembre 2012. URL consultato il 9 dicembre 2013.
  58. ^ ASD Basket Mazara - Calendario Serie C regionale.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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