Pasqua

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Pasqua di Resurrezione
Giotto - Scrovegni - -37- - Resurrection (Noli me tangere).jpg
Tipo di festa religiosa
Religione Cristianesimo
Oggetto della celebrazione risurrezione di Gesù
Feste correlate Lunedì dell'Angelo, Quaresima
Tradizioni religiose Veglia pasquale, Digiuno pasquale, Via crucis
Tradizioni culinarie Colomba pasquale, Uovo di Pasqua, Tortano, Pastiera
Data d'istituzione I secolo

La Pasqua è la principale festività del cristianesimo[1][2].

Essa celebra la risurrezione di Gesù che, secondo le Scritture, è avvenuta nel terzo giorno dalla sua morte in croce.

La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, determina anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste.[3]

La Pasqua cristiana presenta importanti legami ma anche significative differenze con la Pasqua ebraica[4].

Etimologia e significato[modifica | modifica sorgente]

Le radici ebraiche[modifica | modifica sorgente]

L'attraversamento del Mar Rosso in un'illustrazione ottocentesca.

La Pasqua ebraica, chiamata Pesach (pasa', in aramaico), celebra la liberazione degli Ebrei dall'Egitto grazie a Mosè e riunisce due riti: l'immolazione dell'agnello e il pane azzimo[5].

La parola ebraica pesach significa "passare oltre", "tralasciare", e deriva dal racconto della decima piaga, nella quale il Signore vide il sangue dell'agnello sulle porte delle case di Israele e "passò oltre", colpendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone (Esodo, 12,21-34). La Pesach indica quindi la liberazione di Israele dalla schiavitù sotto gli egiziani e l'inizio di una nuova libertà con Dio verso la terra promessa. Gli ebrei che vivono entro i confini dell'antica Palestina celebrano la Pasqua in sette giorni. Durante la festa un ebreo ortodosso deve astenersi dal consumare pane lievitato e sostituirlo con il pane azzimo, come quello che consumò il popolo ebraico durante la fuga dall'Egitto; per questo motivo la Pasqua ebraica è detta anche 'festa degli azzimi'. La tradizione ebraica ortodossa prescrive inoltre che, durante la Pasqua, i pasti siano preparati e serviti usando stoviglie riservate strettamente a questa ricorrenza.

Con il cristianesimo la Pasqua ha acquisito un nuovo significato, indicando il passaggio da morte a vita per Gesù Cristo e il passaggio a vita nuova per i cristiani, liberati dal peccato con il sacrificio sulla croce e chiamati a risorgere con Gesù. La Pasqua cristiana è quindi la chiave interpretativa della nuova alleanza, concentrando in sé il significato del mistero messianico di Gesù e collegandolo alla Pesach dell'Esodo[5].

Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di risurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di liberazione dalla schiavitù d'Egitto. Quest'ultimo significato si ricava leggendo uno dei più importanti pensatori ebraici: Filone d'Alessandria scrive che la Pasqua è il ricordo e il ringraziamento a Dio per il passaggio del Mar Rosso, ma che ha anche il significato allegorico di purificazione dell'anima[6]. La Pasqua ebraica può essere intesa anche come attesa per il Messia, come ad esempio attesta il Targum Exodi, che descrive la notte di Pasqua come il ricordo delle quattro notti iscritte nel libro delle memorie: la creazione, il sacrificio di Isacco il Passaggio del Mar Rosso e infine la venuta del Messia e la fine del mondo.

La Pasqua cristiana[modifica | modifica sorgente]

Risurrezione di Raffaello.
La Risurrezione in una scultura di Germain Pilon.
Aiuto
Christus vincit (info file)
Christus vincit in versione strumentale per la Santa Messa di Pasqua

La Pasqua è la festività cristiana che ricorda la risurrezione di Gesù, con l'instaurazione della Nuova alleanza e l'avvento del Regno di Dio[5].

Dal punto di vista teologico, la Pasqua odierna (dal greco antico patein, παθείν, pàthos) racchiude quindi in sé tutto il mistero cristiano: con la passione, Cristo si è immolato per l'uomo, liberandolo dal peccato originale e riscattando la sua natura ormai corrotta, permettendogli quindi di passare dai vizi alla virtù; con la risurrezione ha vinto sul mondo e sulla morte, mostrando all'uomo il proprio destino, cioè la risurrezione nel giorno finale, ma anche il risveglio alla vera vita. La Pasqua si completa con l'attesa della Parusia, la seconda venuta, che porterà a compimento le Scritture[7].

I cristiani hanno trasferito i significati della Pasqua ebraica nella nuova Pasqua cristiana, seppur con significativi cambiamenti, che le hanno dato un volto nuovo. Le sacre scritture hanno infatti un ruolo centrale negli eventi pasquali: Gesù, secondo quanto è stato tramandato nei Vangeli, è morto in croce nei giorni in cui ricorreva la festa ebraica; inoltre, questo evento venne visto dai primi cristiani come la realizzazione di quanto era stato profetizzato sul Messia. Questo concetto viene ribadito più volte sia nella narrazione della Passione, nella quale i quattro evangelisti fanno continui riferimenti all'Antico Testamento, sia negli altri libri del Nuovo Testamento, come nella prima lettera ai Corinzi, dove Paolo scrive:

« Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno secondo le Scritture. »
(Prima lettera ai Corinzi, 15,3-4)

L'accento si pone dunque sull'adempimento delle sacre scritture, per cui i giudeo-cristiani, pur continuando a festeggiare la Pasqua ebraica, dovettero immediatamente spogliarla del significato di attesa messianica, per poi superare anche il ricordo dell'Esodo, per rivestirla di nuovo significato, cioè la seconda venuta di Cristo e il ricordo della Passione e risurrezione.

Il passaggio sembra essere chiaramente avvertito già da Paolo, quando, nella prima lettera ai Corinzi, scrive:

« Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, ma con azzimi di sincerità e verità »
(Prima lettera ai Corinzi, 5,7-8)

Alla Pasqua settimanale, la domenica, si aggiunse quindi anche la Pasqua annuale, il giorno più importante dell'anno, celebrato dai discepoli con la consapevolezza sempre più forte di aver istituito una festa nuova con nuovi significati: è un evento straordinario, dove il bene trionfa sul male grazie a Gesù che, morto crocifisso, risorge infine dai morti.

I diversi significati cristiani[modifica | modifica sorgente]

Il significato della Pasqua arrivò molto lentamente a riempirsi dell'intero mistero cristiano, ma sin dall'inizio ebbe più accezioni. Tale pluralità inizia già nei Vangeli, anzi, «la diversificazione più originaria della Pasqua nasce proprio qui: nel grado e nel modo diversi con cui essi "pasqualizzano" la vicenda di Gesù, presentandola come antica Pasqua»[senza fonte]. Infatti, i tre sinottici pasqualizzano l'eucarestia, cioè vedono nella cena il momento in cui la Pasqua di Cristo sostituisce la Pasqua dei Giudei e il ricordo della morte del Figlio sostituisce il ricordo del Passaggio, evidenziando l'immolazione mistica del cenacolo. Giovanni invece pasqualizza tutta la vita di Gesù, trovando continue corrispondenze tra questa e l'esodo del popolo d'Israele, ma alla fine pone l'accento sulla Passione, cioè sull'immolazione reale dell'Agnello di Dio che muore in croce e torna al Padre. Nel Nuovo Testamento non troviamo però l'identità fra il mysterium paschale e il mysterium Christi, nonostante questo sia inscindibile dalla Passione. La Pasqua antica non comprendeva tutto il mistero cristiano, ma abbracciava solo i punti fondamentali: «Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno secondo le Scritture» .

Nel primo periodo, fino almeno agli inizi del III secolo, la Pasqua è prevalentemente cristologia e ha un unico protagonista: non l'uomo e neppure il Dio dell'Antico Testamento, ma il Cristo Salvatore. La Pasqua assume quindi un doppio significato commemorativo ed escatologico, ricordando tutto il mistero di Cristo, che culmina nell'evento salvifico della croce e ridesta l'attesa.

La data del giorno di Pasqua[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Calcolo della Pasqua, Quartodecimani e Concilio di Nicea I.
Data della Pasqua, 2000-2020
Anno cattolicesimo
2000 23 aprile
2001 15 aprile
2002 31 marzo
2003 20 aprile
2004 11 aprile
2005 27 marzo
2006 16 aprile
2007 8 aprile
2008 23 marzo
2009 12 aprile
2010 4 aprile
2011 24 aprile
2012 8 aprile
2013 31 marzo
2014 20 aprile
2015 5 aprile
2016 27 marzo
2017 16 aprile
2018 1º aprile
2019 21 aprile
2020 12 aprile

La festa della Pasqua cristiana è mobile, poiché cade la domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera (quest'ultimo per la Chiesa cade sempre convenzionalmente il 21 marzo, sebbene l'equinozio astronomico oscilli tra il 20 e il 21). Questo sistema venne fissato definitivamente nel IV secolo dal Concilio di Nicea I. Nei secoli precedenti potevano esistere diversi usi locali sulla data da seguire, tutti comunque legati al calcolo della Pasqua ebraica[8]. In particolare alcune chiese dell'Asia seguivano la tradizione di celebrare la pasqua nello stesso giorno degli ebrei, senza tenere conto della domenica, e furono pertanto detti quartodecimani. Ciò diede luogo a una disputa, detta Pasqua quartodecimana, fra la chiesa di Roma e le chiese asiatiche.

Dionigi il Piccolo ha calcolato che la data della Pasqua è sempre compresa tra il 22 marzo e il 25 aprile.[3] Infatti, se proprio il 21 marzo è giorno di luna piena e cade di sabato, sarà Pasqua il giorno dopo (22 marzo); se invece è domenica il 21, il giorno di Pasqua sarà la domenica successiva (28 marzo). D'altro canto, se il plenilunio cade il 20 marzo, il successivo si verificherà il 18 aprile, e se questo giorno è una domenica occorrerà aspettare la domenica successiva, cioè il 25 aprile[9]. È Pasqua bassa dal 22 marzo al 2 aprile, media dal 3 al 13 aprile, alta dal 14 al 25 aprile[10].

La tradizione della Chiesa cattolica vuole che la data della Pasqua venga annunciata ai fedeli dal sacerdote celebrante durante i riti della festività dell'Epifania (6 gennaio).

Il racconto dei vangeli[modifica | modifica sorgente]

La Pasqua di risurrezione cristiana è l'evento centrale della narrazione dei Vangeli e degli altri testi del Nuovo Testamento: il terzo giorno dopo la sua morte in croce Gesù risorge lasciando il sepolcro vuoto e apparendo inizialmente ad alcune discepole, per poi presentarsi anche agli apostoli e ad altri discepoli.

Tutti gli evangelisti raccontano l'episodio del sepolcro vuoto. I presenti erano:

  • Giovanni, 20:1: Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.
  • Matteo, 28:1: Passato il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro.
  • Marco, 16:1: Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù.
  • Luca, 24:10: Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli.

Le quattro versioni concordano sulla presenza di Maria di Magdala e forniscono informazioni diverse sulle altre donne che erano con lei. Gli evangelisti descrivono quindi la presenza di una o due figure angeliche:

  • Luca, 24:4: Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti.
  • Matteo, 28:2: Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa.
  • Giovanni, 20:11,12: Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù.
  • Marco, 16:5: Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura.

La narrazione dei vangeli prosegue quindi con la descrizione degli incontri dei discepoli con Gesù risorto nei quaranta giorni successivi alla risurrezione per poi culminare con l'ascensione al cielo in attesa della Seconda venuta.

Preparazione liturgica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Quaresima.
Risurrezione, olio su tavola di Matthias Grünewald.

La Pasqua è preceduta da un periodo preparatorio di astinenza e digiuno della durata all'incirca di quaranta giorni, chiamato generalmente Quaresima, che nel rito romano ha inizio il Mercoledì delle Ceneri. Nella forma ordinaria del rito romano, l'ultima settimana del tempo di quaresima è detta Settimana santa, periodo ricco di celebrazioni e dedicato al silenzio e alla contemplazione. Comincia con la Domenica delle Palme, che ricorda l'ingresso di Gesù in Gerusalemme, dove fu accolto trionfalmente dalla folla che agitava in segno di saluto delle foglie di palma. Per questo motivo nelle chiese cattoliche, durante questa domenica, vengono distribuiti ai fedeli dei rametti di olivo benedetto (segno della passione di Cristo).

Nella forma ordinaria del rito romano, gli ultimi giorni della Settimana santa segnano la fine del tempo di Quaresima e la parte iniziale e centrale del Triduo Pasquale.

Durante il Giovedì Santo, di mattina, nella cattedrale si celebra la messa crismale, durante la quale il Vescovo consacra gli oli santi (crisma, olio dei catecumeni e olio degli infermi), i quali serviranno durante tutto il corso dell'anno rispettivamente per celebrare le cresime e i battesimi, ordinare i sacerdoti e celebrare il sacramento dell'unzione degli infermi. L'Ora Nona del Giovedì Santo è l'ultima celebrazione liturgica del tempo di Quaresima che si conclude prima dell'inizio della Messa Vespertina in Coena Domini. I paramenti seguono le regole dei colori liturgici.

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dolci pasquali.

Il dono delle uova[modifica | modifica sorgente]

A Pasqua c'è l'abitudine di regalare uova di cioccolato. In realtà quest'abitudine è nata con il tempo, ma all'inizio si regalavano uova vere, con il guscio colorato, col significato di rinascita e che la vita ricomincia.

Altri significati[modifica | modifica sorgente]

In spagnolo e anche in catalano la parola "Pasqua" viene a volte usata in maniera non corretta per indicare altre festività religiose; per esempio in Cile indica il giorno della nascita di Gesù (Natale), quindi il giorno di Pasqua è indicato come "Domingo de Resurrección" ovvero "Domenica di risurrezione", mentre la festività viene comunemente chiamata "Semana santa" ossia Settimana santa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giovanni Filoramo, Cristianesimo, Mondadori Electa, 2007.
  2. ^ Per la Chiesa Cattolica, cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 1169: "la Pasqua non è semplicemente una festa tra le altre: è la « festa delle feste », la « solennità delle solennità », come l'Eucaristia è il sacramento dei sacramenti (il grande sacramento). Sant'Atanasio la chiama « la grande domenica », come la Settimana santa in Oriente è chiamata « la grande Settimana ».
  3. ^ a b "Pasqua", Enciclopedia Treccani
  4. ^ Per un approfondimento su rapporti e differenze tra liturgia cristiana e liturgia ebraica, cfr. ad esempio, Catechismo della Chiesa Cattolica, 1096, Libreria Editrice Vaticana, 1999: "Cristiani ed ebrei celebrano la Pasqua: Pasqua della storia, tesa verso il futuro, presso gli ebrei; presso i cristiani, Pasqua compiuta nella morte e nella risurrezione di Cristo, anche se ancora in attesa della definitiva consumazione."
  5. ^ a b c Giovanni Filoramo, op. cit.
  6. ^ Vedi Filone Alessandrino, De specialibus legibus
  7. ^ Sul concetto di "Ultima Pasqua" cfr. ad es. Catechismo della Chiesa Cattolica, 667, op. cit.
  8. ^ Dopo essere stata festeggiata il 14 di Nisan, nelle comunità occidentali si decise quindi di celebrare la Pasqua nel sabato successivo (Giovanni Filoramo, op. cit.)
  9. ^ Sulla datazione della Pasqua nella Chiesa Cattolica cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 1170: "Nel Concilio di Nicea (anno 325) tutte le Chiese si sono accordate perché la Pasqua cristiana sia celebrata la domenica che segue il plenilunio (14 Nisan) dopo l'equinozio di primavera. A causa dei diversi metodi utilizzati per calcolare il giorno 14 del mese di Nisan, il giorno di Pasqua non sempre ricorre contemporaneamente nelle chiese occidentali e orientali."
  10. ^ Almanacco Barbanera, 251ª ed., Spello, Editoriale Campi, 2013, p. 11, ISBN 9788879320344.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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