Alcamo

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Alcamo
comune
Alcamo – Stemma Alcamo – Bandiera
Alcamo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Trapani-Stemma.png Trapani
Amministrazione
Sindaco Sebastiano Bonventre (centrosinistra) dal 24/05/2012
Territorio
Coordinate 37°58′00″N 12°58′00″E / 37.966667°N 12.966667°E37.966667; 12.966667 (Alcamo)Coordinate: 37°58′00″N 12°58′00″E / 37.966667°N 12.966667°E37.966667; 12.966667 (Alcamo)
Altitudine 258 m s.l.m.
Superficie 130,79 km²
Abitanti 45 314[1] (31.12.2011)
Densità 346,46 ab./km²
Frazioni Alcamo Marina, Fico
Comuni confinanti Balestrate (PA), Calatafimi Segesta, Camporeale (PA), Castellammare del Golfo, Monreale (PA), Partinico (PA)
Altre informazioni
Cod. postale 91011
Prefisso 0924
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 081001
Cod. catastale A176
Targa TP
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 140 GG[2]
Nome abitanti alcamesi
Patrono Maria Santissima dei miracoli
Giorno festivo 21 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alcamo
Posizione del comune di Alcamo nella provincia di Trapani
Posizione del comune di Alcamo nella provincia di Trapani
Sito istituzionale

Alcamo (Àrcamu in siciliano) è un comune italiano di 45.985 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia.

Alcamo è situata al confine con la provincia di Palermo, a una distanza di circa 50 km sia da Palermo che da Trapani. Sorge ai piedi del Monte Bonifato.

Il territorio comunale oggi si estende su una superficie di 130,79 km².

A nord è bagnata dal mar Tirreno, confina ad est con i comuni di Balestrate e Partinico, a sud con quello di Camporeale e ad ovest con quelli di Calatafimi Segesta e Castellammare del Golfo.

La sua più importante frazione è Alcamo Marina, che dista circa 6 km dal centro cittadino.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Alcamo si trova al centro del Golfo di Castellammare, a 258 metri s.l.m. ed è situata alle pendici del Monte Bonifato, complesso calcareo che raggiunge gli 825 metri s.l.m., e che al di sopra dei 500 metri ospita la Riserva naturale del Monte Bonifato.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è temperato e la posizione centrale rispetto al Golfo di Castellammare regala dei panorami caratterizzati da magnifici orizzonti, che dal Monte Bonifato è ancora più facile scorgere. Le campagne circostanti regalano uno splendido paesaggio di ondulanti colline piene di vigneti e ad Alcamo marina è ancora possibile ammirare le dune di sabbia.

La compresenza di città, montagna, campagna, spiaggia e mare rende il territorio alcamese pieno di alternative naturalistiche.

Al di fuori del centro abitato, ma comunque all'interno del territorio comunale, dirigendosi verso Palermo si incontra il Castello di Calatubo, fortezza edificata in epoca altomedievale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Etimologia del toponimo[modifica | modifica sorgente]

Vi sono discordanze riguardo all'etimologia del toponimo "Alcamo". Un'ipotesi lo farebbe derivare dal nome del condottiero musulmano che avrebbe fondato la cittadina nell'828 e che si sarebbe chiamato al-Qāmūq (in arabo: القاموق). Un'altra ipotesi collega il nome attuale alla parola araba al-qama, che significherebbe "terra fangosa" o "terra fertile". Il significato reale del termine è dunque incerto.

Prime testimonianze[modifica | modifica sorgente]

Sebbene una leggenda la voglia sorta sulle rovine di un insediamento romano noto col nome di Longaricum (nello stendardo le due collinette rappresenterebbero rispettivamente Longaricum e Alcamo), la prima testimonianza sull'esistenza di Alcamo risale al 1154 grazie ad un passo del Libro di Ruggero II, scritto dal geografo berbero Idrisi per ordine del re normanno al fine di ottenere una raccolta di carte geografiche. Lo scrittore descrive, da più di un miglio arabo di distanza, la posizione di Alcamo dal castello di Calatubo (tutt'oggi visibile all'interno del territorio comunale) e la definisce manzil ovvero "casale o gruppo di case" con terre fertili e un fiorente mercato. Un diario del 1185 di un pellegrino andaluso conferma l'origine araba della cittadina; quest'ultimo, in viaggio da Palermo a Trapani, si fermò ad Alcamo che definì beleda: paese con moschee e mercato.

Età medievale[modifica | modifica sorgente]

La città ha subìto il succedersi di diverse dominazioni: agli Arabi succedettero dapprima i Normanni e poi gli Svevi, in questo periodo l'attuale centro storico era abitato da musulmani e diviso nei quattro casali di S. Vito, S. Leonardo, S. Ippolito e S. Nicolò. Una serie di rivolte dei saraceni tra il 1221 e il 1243 indusse l'imperatore Federico II di Svevia a deportare la popolazione araba da Alcamo e i casali divennero gradualmente cristiani. La città passò quindi nelle mani di diversi feudatari, dapprima i Ventimiglia, di cui rimangono i resti dell'omonimo castello sulla cima del Monte Bonifato, poi i Conti di Modica, il cui castello è tutt'oggi presente in ottime condizioni allorché restaurato in tempi recenti. Il castello risalirebbe al XIV-XV secolo ad opera della famiglia Peralta e fu successivamente completato dai feudatari Enrico e Federico Chiaramonte. Fu in possesso dei Cabrera Conti di Modica fino al 1812, in seguito,durante il regno d'Italia fu adibito a carcere fino agli anni sessanta, soggiornò nel 1535 l'Imperatore Carlo V. La struttura del castello è a forma romboidale con 4 torri delle quali 2 quadrate presenti agli angoli e 2 circolari unite da cortine. Nelle varie torri era presente una stanza di tortura per i prigionieri, locali per le sentinelle ed alloggi per i sovrani di passaggio. Una delle caratteristiche peculiari del castello è data dalle spesse mura che lo delimitano, le quali un tempo difendevano egregiamente l'edificio dagli attacchi nemici.

Intorno al 1500, per un periodo la città si trovo sotto la giurisdizione del capitano di giustizia Ferdinando Vega, che combatté le incursioni dei pirati turchi. Il centro abitato viene cinto da mura difensive merlate che comunicavano con l'esterno attraverso quattro porte: Porta Palermo alla fine dell'attuale via Rossotti, Porta Corleone alla fine dell'attuale via Comm. Navarra, Porta di Gesù posta di fronte alla chiesa Santa Maria di Gesù attigua al convento dei Francescani, e Porta Trapani posta all'inizio di via Comm. Navarra. Nel 1535, in onore dell'imperatore Carlo V di passaggio per Alcamo, di ritorno dalla Tunisia, fu chiusa la vecchia Porta Trapani e ne furono aperte altre quattro: Porta stella, Porta Nuova e le nuove Porta Trapani e Porta Palermo poste all'ingresso e alla fine dell'attuale corso VI Aprile che venne chiamato Corso Imperiale.

Nel XVI secolo si ha una svolta in senso culturale per la città di Alcamo, la quale ebbe alcune scuole e dei dotti insegnanti, tra cui il poeta ed erudito Sebastiano Bagolino (1562-1604). In questo periodo avvenne anche l'apparizione della Madonna ad alcune popolane e il ritrovamento dell'immagine della Madonna, poi venerata col titolo di Maria Santissima dei Miracoli (1547). Tra il 1574 e il 1575, mentre fiorivano l'architettura e la scultura, la popolazione alcamese venne decimata dalla peste. In quel periodo i cadaveri degli appestati furono sepolti nel cimitero di S. Ippolito. Il XVII secolo per Alcamo fu ancora contrassegnato da pestilenze e moti popolari. Però questo fu un periodo d'oro per le arti, con la costruzione della Chiesa Madre, su progetto degli architetti Angelo Italia e Giuseppe Diamante, il cui interno fu decorato anche con 38 splendidi affreschi del pittore fiammingo Guglielmo Borremans (1699). Di quel periodo furono anche la ristrutturazione della chiesa di S. Oliva, la ricostruzione della chiesa di SS. Paolo e Bartolomeo, il completamento della monumentale chiesa del Collegio e della chiesa di San Francesco di Paola. Inoltre nel 1667 Mariano Ballo fece costruire un teatro, il teatro Ferrigno, in seguito ribattezzato cine-teatro Euro, e dopo i recenti restauri, teatro Cielo d'Alcamo.

La città, dopo le epidemie ebbe un ripopolamento solo nel XVIII secolo, nel 1798 la popolazione era già di 13.000 abitanti. Nel 1787 viene descritta in maniera positiva negli appunti di viaggio di Goethe.

Con l'avvento del XIX secolo Alcamo diventò demanio regio, e in rappresentanza della città furono membri del parlamento siciliano gli arcipreti Stefano Triolo Galifi e Giuseppe Virgilio e il barone Felice Pastore. Nel 1820 una rivolta diede luogo ad assassinî e saccheggi, alla liberazione di delinquenti dal carcere e all'incendio degli archivi comunali. Nel 1829 l'ennesima epidemia, questa volta di colera, decimò buona parte della popolazione. Nel 1843 venne iniziata la costruzione dell'attuale palazzo comunale, su un terreno che apparteneva al barone Felice Pastore. Durante il Risorgimento molti cittadini alcamesi hanno una partecipazione attiva.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Il 1812, il 1820, il 1848 e il 1860 sono gli anni nei quali Alcamo, insieme alle altre città siciliane più patriottiche, porta avanti gli ideali dell'Italia unita, guidata dalle famiglie Romano, Fazio e Triolo di Sant'Anna. Stefano e Giuseppe Triolo il 6 aprile 1860 fanno sventolare la bandiera tricolore sul palazzo del Comune, costituendo delle squadre di volontari che si recheranno in aiuto a Garibaldi nella battaglia di Calatafimi, il quale poi emanerà ad Alcamo alcuni decreti dittatoriali per conto di Vittorio Emanuele II. Sarà Francesco Crispi, poco tempo dopo, a preparare la costituzione per le terre liberate.

Alla fine del secolo, nel 1897, venne inaugurata l'illuminazione pubblica. Tra le figure cittadine più importanti di questo periodo va ricordato il sacerdote Giuseppe Rizzo, fondatore della Cassa Rurale e Artigiana. Negli anni successivi, durante la prima guerra mondiale, morirono quattrocento cittadini alcamesi e il periodo seguente fu caratterizzato da miserie e stenti causati dall'inflazione monetaria e dal brigantaggio. Nel 1918 l'epidemia influenzale chiamata "spagnola" causò la morte di circa cinquecento persone. Con il fascismo, i cittadini chiesero allo stato l'elezione della città a capoluogo di provincia, ma la richiesta venne rigettata. Durante la seconda guerra mondiale gli alcamesi morti o dispersi in battaglia furono 213.

Il 21 luglio 1943 gli americani entrarono ad Alcamo senza incontrare resistenza. Il 18 dicembre 1944 il disagio economico e sociale portò la popolazione ad insorgere occupando il palazzo Comunale e incendiandone gli archivi. A partire dagli anni sessanta il tessuto urbanistico si è notevolmente ampliato,in particolare ai piedi del monte Bonifato con la costruzione del viale Europa, oggi,una delle principali "arterie" della città.

Alcamo è stata teatro di una sanguinosa guerra di mafia tra la fine degli anni ottanta e gli inizi dei Novanta. Il conflitto vide contrapposti il clan dei Greco (legato alla storica famiglia Rimi) e la mafia emergente dei corleonesi, il cui referente per il mandamento alcamese (uno dei quattro della provincia di Trapani) era il boss Vincenzo Milazzo. Il piano di Totò Riina era quello di eliminare gli esponenti della vecchia mafia e mettere al comando solo suoi uomini fidati. Proprio per questo la famiglia Greco rappresentava un ostacolo. La causa che scatenò il conflitto fu un avvicinamento di alcuni membri di Cosa Nostra al rivale clan Greco. La guerra insanguinò la città per circa un quinquennio e provocò decine di vittime. La nuova mafia dei corleonesi prevalse, ma il costo da pagare fu altissimo, poiché perirono tantissimi affiliati di quest'ultima.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Facciata della Basilica Santa Maria Assunta in una foto dei primi anni del '900.
  • La Basilica Santa Maria Assunta, detta anche Chiesa Madre, è una realizzazione seicentesca intitolata all'Assunta; sul posto esisteva un luogo di culto del XIV secolo del quale sono visibili il portale e l'elegante campanile. Sorge nel pieno centro cittadino a due passi da piazza Ciullo. L'interno, tripartito, è affrescato da Guglielmo Borremans nelle cappelle laterali sono presenti opere di Antonello Gagini. Dal 2010 è stato sapientemente allestito un Museo della Basilica con moltissime opere provenienti dalle chiese alcamesi.
  • Nella seicentesca Chiesa di San Francesco sono conservate un'ancona in marmo, ritenuta probabile opera di Domenico Gagini, e due sculture riproducenti la Maddalena e San Marco attribuite ad Antonello Gagini.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 1.258 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 731 1,59%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Originario del luogo fu il poeta Cielo d'Alcamo (noto anche come Ciullo d'Alcamo), autore del "contrasto" "Rosa fresca aulentissima", che scrisse nel XII secolo in italiano volgare. All'illustre concittadino gli alcamesi hanno, via via nel tempo, intitolato molte emergenze della città, come la piazza principale, il teatro comunale e il Liceo Classico "Cielo d'Alcamo" che, fondato nel 1862, rappresenta uno dei più antichi istituti del mezzogiorno.

Il teatro dei pupi di Alcamo

Dal punto di vista culturale, Alcamo vide nei secoli successivi un fiorire di attività legate alle arti, come l'edificazione di chiese ed edifici dapprima in stile barocco, poi rinascimentale, con l'afflusso di numerose personalità di livello internazionale: pittori (Guglielmo Borremans, ma anche il talentuoso pittore monrealese Pietro Novelli), scultori (Antonello Gagini e Giacomo Serpotta) ed artisti vari che hanno impreziosito ed abbellito l'immagine della città. La Chiesa Madre cittadina, che raccoglie buona parte di queste opere, è una realizzazione seicentesca intitolata all'Assunta; sul posto esisteva un luogo di culto del XIV secolo del quale sono visibili il portale e l'elegante campanile. L'interno, tripartito, è affrescato dal Borremans nella porzione absidale e nelle cappella laterali sono presenti importanti opere del Gagini quali il Transito della Vergine ed il Crocifisso. Altre opere presenti all'interno sono di suoi allievi. Nella Basilica è presente un museo d'arte sacra istituito nel 2010, sapientemente allestito che raccoglie opere provenienti dalle chiese di Alcamo. All'interno della chiese vi è un'opera di Architettura Moderna dedicata a Don Rizzo fondatore della omonima Banca opera dell'Arch. Paolo Portoghesi Da rimarcare anche le chiesa di San Francesco, nella quale sono conservate altre opere del Gagini, ossia un'ancóna in marmo e due sculture riproducenti la Maddalena e San Marco. Di rilevanza artistica anche la Badia Grande, che è una chiesa barocca conservante dipinti del Novelli risalenti alla prima metà del XVII secolo; la Badia Nuova, caratterizzata da significative statue del Serpotta; la chiesa di San Tommaso risalente al XV secolo nobilitata da un grande portale con decorazioni geometriche.

Nel castello di Alcamo si trova un teatro per l'opera dei pupi e spesso vengono tenute rappresentazioni.

Persone legate ad Alcamo[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • 2/6 gennaio: trofeo internazionale costa gaia
  • 19/21 giugno: festa della patrona
  • metà di agosto: festival di nuove impressioni
  • II o III week-end di dicembre: Cortiamo - Concorso internazionale di cortometraggi

Economia[modifica | modifica sorgente]

Alcamo è uno dei centri principali in Sicilia per la produzione del vino, specialmente il Bianco Alcamo. A questa attività si affianca l'allevamento bovino e ovino, la coltivazione dell'olivo, dei cereali e del famoso melone locale, chiamato localmente miluni purceddu. Nel settore primario è significativa anche l'attività estrattiva (in particolare del marmo, ma anche travertino), il terziario più o meno avanzato rimane comunque il settore con più occupati.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Tracciato della ferrovia che collega le città di Alcamo e Trapani.

La città è servita con 2 svincoli dall'Autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo, oltre allo svincolo di Castellammare del Golfo che collega all'entrata sud di Alcamo ed è il punto finale della diramazione per Trapani.

La ferrovia Palermo-Trapani non passa per il centro cittadino, bensì lungo la costa e poi all'interno sul versante ovest. La stazione di Alcamo Diramazione si trova in prossimità dello svincolo autostradale Alcamo ovest, inoltre la stazione di Castellammare del Golfo è ubicata nel territorio di Alcamo, precisamente ad Alcamo Marina.

Passano per Alcamo inoltre le strade statali 113 e 187.

Alcamo dista circa 40 km dall'aeroporto di Palermo-Punta Raisi e circa 50 km dall'aeroporto di Trapani-Birgi.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Lo sport più seguito e praticato ad Alcamo, come nella gran parte dei comuni italiani, è sempre stato il calcio; la principale squadra cittadina, l'Alcamo, è stata in passato protagonista di numerosi campionati di Serie C, dove risaltano le memorabili vittorie contro Bari e Crotone, e di Serie D. Può vantare, nel suo palmares, oltre a vari trofei regionali, la conquista della Coppa Italia Dilettanti nel 1996 e la seguente Supercoppa Italiana Dilettanti. Queste furono, con il periodo d'oro della serie C, le più belle pagine della storia calcistica alcamese. Una recente crisi societaria ha fatto sì che la compagine, che si trovava in Serie D, fallisse e ripartisse dalla prima categoria, così la prima squadra cittadina milita adesso nel campionato di Eccellenza regionale, a seguito della ennesima rifondazione nel 2010.

Molto attiva è inoltre l'attività di calcio giovanile, tra le varie squadre giovanili, la scuola calcio adelkam si contraddistingue per aver lanciato numerosi calciatori ed aver vinto molte competizioni nazionali ed internazionali. Alcamo è la sede principale del Trofeo Internazionale Costa Gaia, kermesse giovanile a cui partecipano molte squadre blasonate e che ha visto tra i protagonisti molti interpreti dei campionati maggiori.

Anche il Basket è molto seguito e praticato, sicuramente oggi con risultati migliori del calcio. La compagine femminile, il Basket Alcamo (Gea Magazzini) che ha ottenuto nella sua storia risultati notevoli (lunga militanza in Serie A1 e finale di Coppa Ronchetti), ha militato per 11 anni nel campionato di Serie A2, riconquistando la massima serie dalla stagione 2011-2012. Anche la formazione maschile si è sempre ben contraddistinta, anche se non agli stessi livelli.

La squadra cittadina di pallamano, il Pallamano Alcamo, che milita in serie A1, disputa le sue partite interne nel nuovo palasport Enzo D'Angelo, ove di recente ha anche giocato la Nazionale di pallamano dell'Italia.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

La città dispone di numerosi impianti sportivi, i più importanti sono lo stadio comunale Lelio Catella (capienza di circa 10.000 posti) per il calcio e l'atletica, il palazzetto tre santi per il basket e il Palasport Enzo D'Angelo per la pallamano. Una piscina privata ad uso pubblico (la fenice) dove si allenano ragazzi che hanno vinto anche premi nazionali. Lo stesso impianto ospita una pista per il pattinaggio sul ghiaccio. Quando militava in Serie C, l'Alcamo disputava le partite interne allo stadio Don Rizzo, impianto che viene oggi utilizzato, come lo stadio S. Ippolito, dalle squadre giovanili e minori.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1991 2001 Massimo Ferrara Centro-Sinistra Sindaco 2 mandati
2001 2011 Giacomo Scala Centro-Sinistra Sindaco 2 mandati
2012 in carica Sebastiano Bonventre Centro-Sinistra Sindaco 1 mandato

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Beato Arcangelo Piacentini da Calatafimi
  5. ^ Banca Don Rizzo - Credito Cooperativo della Sicilia Occidentale

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco M. Mirabella. Cenni degli alcamesi rinomati in scienze, lettere, arti, armi e santità. Alcamo, Surdi, 1876.
  • Casa editrice Bonechi. Le guide oro - Sicilia. Firenze, 1992.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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