Scuola secondaria di secondo grado in Italia

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La scuola secondaria di secondo grado, colloquialmente scuola superiore, comprende le istituzioni scolastiche della seconda parte del secondo ciclo di istruzione in Italia. La scuola secondaria precede il terzo ciclo di istruzione, a cui appartengono le istituzioni universitarie e quelle artistiche. Alla scuola secondaria di secondo grado si accede dopo il conseguimento della licenza di scuola media al termine della scuola secondaria di primo grado.

Ordinamento attuale[modifica | modifica sorgente]

Liceo

Istituto tecnico

  • Settore tecnologico
    • Meccanica, meccatronica ed energia
    • Trasporti e logistica
    • Elettronica ed elettrotecnica
    • Informatica e telecomunicazioni
    • Grafica e comunicazione
    • Chimica, materiali e biotecnologie
    • Tessile, abbigliamento e moda
    • Agraria ed agroindustria
    • Costruzioni, ambiente e territorio

Istituto professionale

  • Settore dei servizi
    • Agricoltura e sviluppo rurale
    • Servizi socio-sanitari
    • Enogastronomia e ospitalità alberghiera
    • Servizi commerciali
  • Settore industria e artigianato
    • Produzioni artigianali e industriali
    • Manutenzione e assistenza tecnica

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'istruzione in Italia.

Nascita[modifica | modifica sorgente]

Il liceo che venne creato per primo fu il classico, fondato nel 1859 e limitato inizialmente al solo Regno di Sardegna, quindi, con l'unificazione, fu esteso a tutta l'Italia. L'organizzazione era questa: gli alunni, dopo aver frequentato la scuola elementare (che all'epoca era quadriennale), frequentavano per cinque anni il ginnasio e per tre anni il liceo; all'epoca questa scuola veniva denominata Ginnasio Liceo.

Nel 1911, per rinnovare e modernizzare il sistema liceale italiano, venne creato il liceo moderno, e chi aveva frequentato i primi tre anni di ginnasio poteva poi optare per il quarto ginnasio classico o per il quarto ginnasio moderno. Nel 1923 il ministro Gentile fece un'altra riforma, in cui il liceo moderno veniva abolito, e al suo posto venivano creati il liceo scientifico e il liceo femminile che in séguito verrà abolito. Infine, nel 1952, ci fu un'altra riforma, in cui venivano apportate alcune modifiche negli orari delle materie del liceo classico. Negli anni Settanta vennero creati i primi licei artistici.

Progetto Brocca [1988-1992][modifica | modifica sorgente]

Il progetto Brocca, dal nome del sottosegretario italiano alla Pubblica Istruzione Beniamino Brocca, è uno studio per la revisione del sistema scolastico italiano effettuato a cavallo fra gli anni '80 e '90.

Istituita nel 1988, la Commissione Brocca ricevette dall'allora ministro Giovanni Galloni il mandato di rivedere i programmi dei primi due anni della secondaria superiore, in vista del prolungamento dell'istruzione obbligatoria al sedicesimo anno d'età. L'anno successivo, con il nuovo ministro Sergio Mattarella, si ebbe il primo esito concreto della commissione, cioè l'elaborazione dell'area comune del biennio. Ricostituita nel 1990 dal ministro Gerardo Bianco, nel 1991 il mandato della Commissione fu esteso ai piani di studio del triennio. Nel 1992, durante il dicastero di Riccardo Misasi, i lavori si conclusero.

Il progetto prevedeva 17 indirizzi di studio,[1] e molti di essi sono rimasti attivi fino alla riforma Gelmini.

Indirizzi liceali:

  • Indirizzo Classico
  • Indirizzo Linguistico
  • Indirizzo Socio-psicopedagogico
  • Indirizzo Scientifico
  • Indirizzo Scientifico-tecnologico

Indirizzi tecnici e professionali:

  • Indirizzo Chimico
  • Indirizzo Elettrotecnica e automazione
  • Indirizzo Elettronica e telecomunicazioni
  • Indirizzo Informatico e telematico
  • Indirizzo Meccanico
  • Indirizzo Tessile
  • Indirizzo Costruzioni
  • Indirizzo Territorio
  • Indirizzo Agroindustriale
  • Indirizzo Biologico
  • Indirizzo Economico-aziendale
  • Indirizzo Linguistico aziendale


La riforma Berlinguer[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riforma Berlinguer.

La successiva riforma Berlinguer prevedeva una generale riorganizzazione della scuola italiana; venne varata dal Ministro della Pubblica Istruzione del primo governo Prodi, ed ex-rettore dell'Università di Siena, Luigi Berlinguer. Prima ancora di entrare in vigore, tale riforma è stata interamente abrogata dalla Legge 28 marzo 2003 n. 53 - più nota come riforma Moratti - sicché il nuovo disegno scolastico deciso da Berlinguer non ha mai trovato applicazione concreta.

Questa riforma avrebbe abolito la suddivisione di scuole elementari, medie e superiori sostituendo il tutto con una struttura basata sui "cicli". Erano previsti sei anni di ciclo primario (o di base) per i bambini dai 6 ai 12 anni e altri sei anni di ciclo secondario per i ragazzi dai 12 ai 18 anni. La riforma inoltre avrebbe portato l'obbligo scolastico a 15 anni (allora l'obbligo era fermo alla terza media, mentre oggi è stato portato a 16 anni ad opera del ministro Fioroni); era inoltre previsto un nuovo tipo di obbligo, quello alla formazione professionale che sarebbe durato fino ai 18 anni.

Il ciclo primario seiennale sarebbe stato suddiviso in tre bienni; la scuola di base sarebbe nata dalla fusione delle vecchie elementari e medie; molto si puntava sulla riduzione del numero di materie e su un minor numero di insegnanti per classe rispetto al vecchio modello delle scuole medie.

Era previsto un ciclo secondario seiennale, articolato in sei aree, in cui sarebbero confluite tutte le vecchie scuole medie superiori:

  • Umanistica;
  • Scientifica;
  • Tecnica;
  • Tecnologica;
  • Artistica;
  • Musicale.

Dopo un primo anno introduttivo, comune a tutti gli indirizzi, nel successivo biennio ancora molte materie sarebbero state in comune per permettere allo studente di capire quale indirizzo scolastico fosse migliore per lui e per facilitare il passaggio da un indirizzo all'altro. Al termine del primo triennio, che concludeva l'obbligo, era previsto un esame introduttivo al triennio finale. Al termine dell'intero corso, era previsto l'esame di Stato per conseguire il diploma.

Un altro cambiamento era la possibilità per lo studente in possesso di una licenza media di non proseguire il proprio corso di studi, con l'obbligo però ad una formazione professionale fino ai 18 anni al termine dei quali bisognava comunque conseguire un diploma.

La riforma non è mai entrata in vigore: dall'anno scolastico 2003/04 è in vigore la Legge 28 marzo 2003 n. 53 detta anche riforma Moratti, che ha ridisegnato in modo diverso l'intero sistema scolastico.

Le scuole superiori prima della riforma Moratti[modifica | modifica sorgente]

le scuole superiori si rifacevano ancora alla riforma del 1923 del ministro Giovanni Gentile e si dividevano essenzialmente in cinque grandi rami:

I licei veri e propri, senza quindi contare le sperimentazioni Brocca, si dividevano in:

liceo classico(sottodiviso in Ginnasio superiore (ovvero quarta e quinta Ginnasio) per i primi due anni e Liceo classico propria mente detto per i successivi tre anni)
liceo scientifico
liceo artistico e artistico con sperimentazione musicale e/o coreutica
liceo linguistico

Il liceo artistico aveva, in origine, una durata di soli quattro anni e dava accesso, dopo tale periodo, solamente all'Accademia di belle arti. Con l'introduzione di un quinto anno integrativo venne poi permesso l'accesso a tutte le facoltà universitarie. L'accesso all'Accademia di belle arti e alla Facoltà di Architettura poteva comunque avvenire con il conseguimento del diploma al quarto anno, in virtù di una divisione, dopo il secondo anno di liceo, in sezioni relative a questi specifici indirizzi.

La durata dei corsi era di due o tre anni (poi unificati a tre anni), al termine dei quali lo studente acquisiva una qualifica professionale; dopodiché poteva scegliere di proseguire gli studi con il biennio successivo (istituito alla fine degli anni Settanta del XX secolo), al termine del quale lo studente consegue il diploma e con esso la possibilità di accedere a qualsiasi facoltà universitaria.

A questi ordini di scuole si aggiungeva l'istituto magistrale, introdotto dalla riforma Gentile, che aveva lo scopo di preparare il personale docente della scuola elementare. La durata originaria del corso era di quattro anni con accesso alla facoltà universitaria di Magistero. Anche in questo caso era stato successivamente introdotto negli anni Settanta del XX secolo un quinto anno integrativo per permettere l'accesso a tutte le facoltà universitarie.

Con l'introduzione dell'obbligo di laurea per il personale docente della scuola primaria (ex materna ed elementare) gli istituti magistrali si sono riconvertiti in varie forme. Oggi sono diventati, a tutti gli effetti, licei sociopsicopedagogici, licei delle scienze sociali o licei delle scienze della formazione.

L'istruzione artistica era rappresentata dagli istituti d'arte (arte applicata) e dai licei artistici (arte accademica).

L'accesso a tutte le facoltà universitarie per tutte le scuole secondarie di secondo grado quinquennali fu consentito solo dal 1969(prima era consentito solo ai soli diplomati del liceo classico ed a singole facoltà per tutte le altre scuole superiori).

La riforma Moratti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riforma Moratti.

La riforma Moratti prevedeva tre percorsi ben distinti, uno liceale e tecnico, e l'altro professionale, gestito a livello regionale:

  • liceo artistico
  • liceo classico
  • liceo economico
  • liceo linguistico
  • liceo musicale e coreutico
  • liceo scientifico
  • liceo tecnologico (istruzione tecnica)
  • liceo delle scienze umane
  • istituto professionale

La riforma prevedeva una durata liceale quinquennale (due bienni e un quinto anno) e quadriennale per l'istituto professionale (con eventuale quinto anno integrativo).

Gli interventi del ministro Fioroni[modifica | modifica sorgente]

Il ministro Giuseppe Fioroni nel 2006 ha abolito la riforma Moratti. Altre modifiche apportate sono state le seguenti:

  • È stato modificato l'esame di Stato conclusivo, che prima della Riforma Berlinguer si chiamava "esame di Stato di maturità". Con la finanziaria 2002, in vigore a partire dall'esame di Stato 2001-2002, si era infatti previsto che la commissione fosse composta da soli docenti interni, più un presidente esterno. Fioroni, invece, ha previsto una commissione mista, formata da 3 membri esterni, 3 interni e presidente esterno, così come previsto nell'iniziale disegno di Berlinguer, applicato negli anni scolastici 1998-1999, 1999-2000 e 2000-2001. Inoltre il monte-crediti è aumentato da 20 a 25, mentre il punteggio del colloquio è sceso da 35 a 30.
  • Sono stati reintrodotti i cosiddetti esami di riparazione, esami conseguiti dagli studenti in materie in cui si risulta insufficienti allo scrutinio finale dell'anno. Furono ideati negli anni venti del XX secolo, in epoca fascista, e furono sospesi nel 1995.

I vecchi esami di Stato, noti semplicemente come esami di maturità, prevedevano i membri tutti esterni, con un membro interno con funzioni di garanzia, e soltanto due materie orali e due scritte. Il voto finale era in sessantesimi e il titolo che si conseguiva, che oggi è denominato "diploma di superamento dell'esame di Stato conclusivo del corso di studi di istruzione secondaria superiore" con specificazione dell'indirizzo, si chiamava "maturità" (scientifica, tecnica, artistica, professionale, d'arte applicata). La maturità tecnica era accompagnata da un diploma (di geometra, di perito industriale, di ragioniere e perito commerciale) che consentiva l'accesso, in alcuni casi previo praticantato, all'esame di Stato per l'abilitazione professionale.

La riforma Gelmini[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riforma Gelmini.

Il 18 dicembre 2008 in Consiglio dei ministri sono state presentate dal Ministro Mariastella Gelmini le principali linee su cui si sarebbe basata la riforma della scuola.

La riforma è entrata in vigore nell'anno scolastico 2010-2011 a partire dalle prime classi ed entrerà a pieno regime nell'anno scolastico 2014-2015. La sua approvazione ha originato un movimento di protesta da parte di studenti liceali e universitari e forme di protesta originali come l'occupazione, oltre delle scuole, dei monumenti delle città più importanti d'Italia, quali il Colosseo, la Torre di Pisa, la Mole Antonelliana.

La riforma ristruttura il sistema formativo in

Crediti formativi e sospensione del giudizio[modifica | modifica sorgente]

Secondo il "Regolamento dell'Esame di Stato D.P.R. 23 luglio 1998, n.323", ad ogni alunno devono essere assegnati nel periodo del "triennio" dai docenti dei crediti e/o sospensioni del giudizio. Questi dipendono dai voti raggiunti dagli studenti e dalle attività da loro svolte, e influenzano in parte il risultato dell'esame di maturità.

Credito scolastico[modifica | modifica sorgente]

Il "credito scolastico" è un punteggio (fino ad un massimo di 25 punti) che viene attribuito annualmente negli ultimi tre anni, calcolati in base alla media aritmetica dei voti dello scrutinio finale.[5] Il credito scolastico è stato istituito con D.P.R. 323 del 23 luglio 1998.

Il credito scolastico maturato viene calcolato per il punteggio finale dell'esame di maturità, e corrisponde ad un massimo di 25 punti sui 100 totali, mentre i 75 rimanenti sono distribuiti in tre prove scritte da 15 punti ciascuno e un esame orale di 30 punti.

Media dei voti Credito scolastico – Punti
III anno IV anno V anno
M = 6 3-4 3-4 4-5
6 < M ≤ 7 4-5 4-5 5-6
7 < M ≤ 8 5-6 5-6 6-7
8 < M ≤ 9 6-7 6-7 7-8
9 < M ≤ 10 7-8 7-8 8-9

Credito formativo[modifica | modifica sorgente]

Il credito formativo prende in considerazione le attività extracurriculari all'interno della scuola e tutte le altre attività svolte dallo studente che possono essere considerate formative per il proprio percorso. Esse comprendono corsi e certificazioni linguistiche, corsi e certificazioni sportive, esperienze e attività educative, sociali e di volontariato. Lo studente può presentare al consiglio di classe le varie attestazioni, ed esso prenderà in considerazione il punteggio più alto del credito scolastico, che oscilla sempre tra due numeri, a seconda della media dello studente. Nel caso in cui lo studente non aggiungesse attestati o certificazioni di attività extracurriculari, il consiglio di classe si avvarrà del valore in decimi della media aritmetica dei voti arrotondata per difetto e corrispondente al punteggio più basso della rispettiva fascia oppure arrotondata per eccesso e corrispondente a quello più alto.

Esame di riparazione[modifica | modifica sorgente]

L'esame di riparazione è un esame volto a risanare l'insufficienza ricevuta in una materia scolastica alla fine dell'anno scolastico. L'esame nasce in seguito ai regi decreti sulla scuola negli anni venti del XX secolo, in età fascista, e vengono mantenuti per tutti i gradi di scuola fino a quando non si procede alla loro soppressione per le scuole primarie e secondarie di primo grado (legge 517 del 4 agosto 1977) e in seguito per secondarie di secondo grado, grazie al ministro Francesco D'Onofrio (legge 352 dell'8 agosto 1995). Nelle scuole superiori venne sostituito dal sistema dei debiti formativi.

Debito formativo[modifica | modifica sorgente]

Il debito formativo viene istituto al posto dell'esame di riparazione, dal ministro Francesco D'Onofrio. Dopo aver ricevuto un'insufficienza in una materia scolastica, viene assegnato un debito, che va colmato entro il successivo anno scolastico. Il ministro Giuseppe Fioroni nel 2007 ha riformato il sistema, obbligando lo studente a colmare il debito prima dell'inizio dell'anno successivo.

Sospensione del giudizio[modifica | modifica sorgente]

La sospensione del giudizio, introdotto dal ministro Giuseppe Fioroni, indica la possibilità data al consiglio di classi di sospendere il giudizio finale di una o più materie nelle quali lo studente non è riuscito a raggiungere la sufficienza (sei decimi). In questo modo lo studente non viene ammesso alla classe successiva, ma gli viene data la possibilità di seguire corsi di recupero attivati prima dell'inizio del nuovo anno scolastico, e alla fine di essi vengono sottoposti ad una prova orale e scritta (difatto è un ritorno dell'esame di riparazione). Un esito positivo significa l'ammissione alla classe successiva, mentre l'esito negativo viene discusso da un ulteriore consiglio di classe che determinerà l'ammissione o meno alla classe successiva.

Organi scolastici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Organi collegiali della scuola.

Assemblea d'istituto[modifica | modifica sorgente]

L'assemblea d'istituto è la riunione di tutti gli studenti che rappresenta un momento di confronto e di discussione tra gli studenti, avente come scopo l'approfondimento dei problemi della scuola e della società. È regolata dal T.U. 297/94 che sancisce il diritto per gli studenti di un istituto di riunirsi nel limite delle ore di lezione di una giornata al mese[6]. L'assemblea è stata istituita con i cosiddetti "Provvedimenti Delegati sulla scuola" del 1973-1974.

Ha la funzione di permettere agli studenti di prendere coscienza dei problemi sociali, acuendo lo spirito critico nei confronti degli eventi d'attualità, e di riflettere sulla vita scolastica; essa può, inoltre, produrre documenti da sottoporre all'attenzione del Dirigente Scolastico. Le modalità di svolgimento possono essere diverse in funzione degli spazi, di norma vengono utilizzate l'aula magna e la palestra, essendo i locali più spaziosi e quindi maggiormente adatti per ospitare l'intero corpo studentesco, oltre che, qualora necessario, aule, laboratori o altri locali interni, utili per tenere gruppi più ristretti. L'Assemblea di Istituto può, a seconda della disponibilità dei locali, articolarsi per classi parallele, permettendo ai diversi corsi scolastici di organizzare assemblee divise. Gli spunti di riflessione da cui far partire la discussione possono essere diversi, come la visione di un film oppure l'intervento di un insegnante o di un relatore esterno. In alcuni istituti l'Assemblea è divisa in differenti "comitati di dibattito", indicati nell'ordine del giorno, e, pertanto, gli studenti hanno la possibilità di scegliere quale argomento seguire.

I rappresentanti d'istituto devono presentare al dirigente scolastico la richiesta di convocazione dell'assemblea d'istituto, la quale non può comunque essere rifiutata se non per motivi logistici. Ai dirigenti scolastici è esclusivamente affidato il compito di collaborare con i rappresentanti d'istituto per garantire la sicurezza degli studenti e il rispetto del regolamento, adottando le misure necessarie per assicurare il corretto svolgimento dell'assemblea o sospendendola qualora ciò non sia possibile.

Rappresentanti d'istituto[modifica | modifica sorgente]

Con il termine rappresentanti d'istituto si indicano i membri del Consiglio d'Istituto eletti dalla componente genitori, dalla componente studenti e dalla componente del personale ATA. In particolar modo, hanno diritto di eleggere i loro rappresentanti solo gli studenti di scuola superiore.

Il loro numero varia a seconda delle dimensioni della popolazione studentesca: nel caso in cui essa sia pari o inferiore a 500, i rappresentanti di studenti e genitori sono 3 ciascuno; superiore a 500, sono 4 ciascuno. I rappresentanti d'Istituto sono eletti attraverso il sistema proporzionale nei mesi di ottobre o novembre e rappresentano la propria componente anche nei confronti del dirigente scolastico, di cui spesso rappresentano la contro parte nelle questioni che vedono contrapposti studenti e docenti.

Consiglio d'istituto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Consiglio di Istituto.

Il Consiglio d'istituto è un organo collegiale formato dalle varie componenti interne alla scuola e si occupa della gestione e dell'amministrazione trasparente degli istituti scolastici pubblici e parificati statali italiani. Tale organo elabora e adotta atti di carattere generale che attengono all'impiego delle risorse finanziarie erogate dallo Stato, dagli Enti pubblici e privati. In esso sono presenti rappresentanti degli studenti, degli insegnanti, dei genitori e del personale ATA. Il Dirigente scolastico ne fa parte come membro di diritto.

Ogni rappresentanza viene eletta all'interno della sua componente mediante consultazioni elettorali regolarmente effettuate all'interno dell'Istituto. Il mandato è triennale per i membri docenti, ATA e genitori, annuale per gli studenti. La presidenza del Consiglio d'Istituto spetta ad un genitore eletto da tutte le componenti del Consiglio con votazione segreta.

Giunta esecutiva[modifica | modifica sorgente]

La giunta esecutiva è eletta in seno al consiglio di istituto ed è presieduta dal dirigente scolastico; ogni componente esprime la sua rappresentanza. Nelle scuole secondarie di primo grado essa è composta da un docente, un impiegato amministrativo o tecnico o ausiliario, da due genitori (membri eletti); dal dirigente scolastico e dal direttore dei servizi generali e amministrativi (membri di diritto). Nella scuola secondaria di secondo grado la giunta ha un solo rappresentante dei genitori e anche un rappresentante degli studenti.[7]

Assume i compiti preparatori ed esecutivi del consiglio d'istituto: propone il programma annuale (o bilancio preventivo) e il conto consuntivo, prepara i lavori del consiglio e cura l'esecuzione delle relative delibere. Il consiglio di istituto tuttavia resta l'unico organo deliberante all'interno della scuola in cui sono presenti tutte le componenti della comunità educativa.

Assemblea di classe[modifica | modifica sorgente]

L'assemblea di classe è un organo collegiale della scuola italiana, presente nella scuola secondaria di secondo grado. L'Assemblea di Classe riunisce tutti gli alunni di una singola classe per discutere i problemi interni alla stessa o al singolo Istituto. Essa può essere convocata dai Rappresentanti di classe fino ad un massimo di due ore scolastiche mensili.

Rappresentante di classe[modifica | modifica sorgente]

Il rappresentante di classe, istituito dai Provvedimenti Delegati sulla scuola del 1973, ha la funzione di rappresentare i genitori o gli studenti di una classe presso il consiglio di classe. Inoltre, i due rappresentanti di classe degli studenti eletti in ogni classe nelle scuole secondarie di secondo grado possono richiedere ai docenti mensilmente due ore per svolgere l'assemblea di classe.

Consiglio di classe[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Consiglio di classe.

Il consiglio di classe è un organo collegiale della scuola italiana, formato dal corpo docente della classe, dal Dirigente Scolastico, da due rappresentanti degli studenti e da due rappresentanti dei genitori. Esso ha il compito di formulare proposte al Collegio Docenti relative all'azione educativa e didattica e agevolare il rapporto tra docenti, genitori e studenti. Con la sola presenza dei docenti ha competenza riguardo alla realizzazione del coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari e alla valutazione periodica e finale degli alunni.

Collegio dei docenti[modifica | modifica sorgente]

Il collegio dei docenti è un'istituzione deliberante della scuola italiana, istituito con il D.P.R. 416 31 maggio 1974, articolo 4, allegato ai Provvedimenti Delegati sulla scuola. Il collegio dei docenti è composto da tutti gli insegnanti in servizio in un Istituto Scolastico ed è presieduto dal Dirigente scolastico. Quest'ultimo si incarica anche di dare esecuzione alle delibere del Collegio. Si riunisce in orari non coincidenti con le lezioni, su convocazione del Dirigente scolastico o su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti, ogni volta che vi siano decisioni importanti da prendere.

Al collegio dei docenti competono le decisioni relative alla didattica:

  1. definisce annualmente la programmazione didattico-educativa, con particolare cura per le iniziative multi o interdisciplinari;
  2. formula proposte al Dirigente scolastico per la formazione e la composizione delle classi, per la formulazione dell'orario delle lezioni o per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal Consiglio di Istituto;
  3. delibera la suddivisione dell'anno scolastico;
  4. valuta periodicamente l'efficacia complessiva dell'azione didattica in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati proponendo, ove necessario, opportune misure per il suo miglioramento;
  5. provvede all'adozione dei libri di testo, sentiti i Consigli di classe, nei limiti delle disponibilità finanziarie indicate dal Consiglio di Istituto e alla scelta dei sussidi didattici;
  6. adotta e promuove, nell'ambito delle proprie competenze, iniziative di sperimentazione;
  7. promuove iniziative di aggiornamento rivolte ai docenti dell'Istituto;
  8. elegge al proprio interno i docenti che fanno parte del Comitato per la valutazione del servizio del personale insegnante;
  9. programma e attua le iniziative per il sostegno agli alunni disabili;
  10. delibera, su proposta dei Consigli di classe, le attività di integrazione e recupero (IDEI);
  11. delibera, per la parte di propria competenza, i progetti e le attività paraextrascolastiche miranti all'ampliamento dell'offerta formativa dell'Istituto;
  12. delibera i criteri dell'assegnazione dei crediti scolastici.

Consulta provinciale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Consulta Provinciale degli Studenti.

La consulta è un organo che raccoglie al suo interno due rappresentanti (diversi dai rappresentanti d'Istituto) per ogni scuola della provincia. Dispone di strumenti forniti dalla Provincia stessa e può dunque finanziare attività interscolastiche. Può anche essere un ottimo modo per creare una rete di studenti organizzata e dare vita ad un dialogo costruttivo tra le varie scuole di uno stesso territorio.
Decide i modi e le riunioni tramite un proprio regolamento oppure tramite decisione dell assemblea plenaria.
I rappresentanti della consulta vengono eletti ogni due anni dagli studenti, durante le elezioni dei rappresentanti di Istituto e con le stesse modalità.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le proposte della Commissione Brocca. URL consultato il 03-03-2011.
  2. ^ Comunicati stampa - MIUR. URL consultato il 21-10-09.
  3. ^ Comunicati stampa - MIUR. URL consultato il 21-10-09.
  4. ^ a b Comunicati stampa - MIUR. URL consultato il 21-10-09.
  5. ^ Decreto Ministeriale n. 99 Criteri per l’attribuzione della lode nei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e tabelle di attribuzione del credito scolastico. URL consultato il 26-04-2012.
  6. ^ Artt. 12-14 del Decreto legislativo 297/94, Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione
  7. ^ D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, art. 8 e 10

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]