Riforma Moratti

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La legge 28 marzo 2003 n. 53, conosciuta anche come riforma Moratti è stata una legge della Repubblica Italiana fortemente voluta dell'ex Ministro dell'Istruzione Letizia Moratti dalla quale prende il nome, e che apportò alcune modifiche sostanziali all'ordinamento scolastico italiano.

La riforma abolì la riforma Berlinguer varata nel 2000, ma venne a sua volta abrogata dalla Riforma Gelmini.

Contenuto della legge[modifica | modifica sorgente]

Scuola dell'infanzia[modifica | modifica sorgente]

Nella scuola dell'infanzia è permessa l'iscrizione ai bambini con 28 mesi compiuti (prima erano 36), non ha carattere di obbligatorietà.

Scuola primaria[modifica | modifica sorgente]

Nella scuola primaria è prevista l'iscrizione di un bambino a partire dai 5 anni e mesi 4 compiuti. Fino dal primo anno è previsto l'insegnamento dell'inglese e dell'uso del computer e di una valutazione biennale. Abolizione dell'esame di 5ª elementare.

I programmi ministeriali hanno subito un cambiamento drastico per quanto riguarda lo studio delle materie Storia, geografia, scienze.

nºclasse Storia Geografia Scienze
Avviamento disciplina Avviamento disciplina Avviamento disciplina
Concezione del tempo in generale e del proprio Conoscenza paesaggi e concezione orientamento Conoscenza degli elementi/fenomeni naturali e degli animali
Studio dalla Preistoria alla scoperta della scrittura Conoscenza approfondita dei paesaggi Studio approfondito di animali,piante;fenomeni naturali
Studio delle civiltà antiche Studio dei paesaggi,comprensione della suddivisione dello Stato Italiano Studio della natura e della struttura corporea degli animali
Studio della civiltà Romana Studio delle regioni italiane Studio del corpo umano

Scuola secondaria di primo grado[modifica | modifica sorgente]

Nella scuola secondaria di primo grado è prevista una valutazione dopo il secondo anno, mentre al termine del terzo l'esame di Stato. La durata dell'anno scolastico veniva ridotta a ventisette settimane, e si riducevano da tre a due le ore di insegnamento della seconda lingua comunitaria (solitamente lingua francese); era prevista l'introduzione del cosiddetto "portfolio", un dossier che documentava le esperienze, scolastiche o meno, tramite le quali ogni studente aveva acquisito le varie "abilità". Come per la scuola primaria, anche nella scuola secondaria di primo grado veniva abolito il tempo prolungato.

Scuola secondaria di secondo grado[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scuola secondaria di secondo grado.

Nella scuola secondaria di secondo grado è previsto un primo biennio e un secondo biennio al quale si aggiunge un ulteriore anno. La maturità è necessaria per accedere all'Università degli studi. Nelle scuole professionali è prevista una durata graduata nel corso degli anni con periodi di alternanza fra scuola e lavoro. Al termine di tre anni viene consegnato un diploma di qualifica. Ha dato inizio inoltre all'adeguamento agli altri Stati Europei (con l'alternanza scuola-lavoro appunto e prevedendo la laurea, almeno in 'Scienze della Formazione Primaria',obbligatoria per i docenti di scuola primaria). È possibile cambiare indirizzo senza dover perdere gli anni già superati e facendo solo un piccolo esame integrativo delle materie differenti tra gli altri indirizzi (le materie base quali: matematica-storia etc. fanno le stesse tappe per tutti gli indirizzi)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • C. Nanni, La riforma della scuola. Le idee, le leggi, Roma, LAS, 2003
  • B. De Gaspari - F. Fiore, Una scuola per famiglie. A proposito della riforma Bertagna-Moratti, in Nuvole, giugno 2002

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]