Scuola secondaria di secondo grado in Italia
La Scuola secondaria di secondo grado, colloquialmente scuola superiore, è la nuova definizione che ha assunto il secondo ciclo di istruzione in cui si struttura il sistema scolastico italiano. Il termine è entrato in uso con la riforma Moratti del 2003 e sostituisce la definizione di scuola media superiore in uso fino a quel momento.
La scuola secondaria (in passato "media superiore") precede il terzo ciclo di istruzione a cui appartengono le istituzioni universitarie (istituzioni di alta cultura); istituti del terzo ciclo che prima della costituzione repubblicana (art 39) si chiamavano "istituti superiori" e che, in particolari casi, hanno mantenuto la antica denominazione ancora oggi.
In generale tutte quelle scuole di grado universitario (università, accademie e conservatori) ai tempi del Regno d'Italia, ma anche dopo, erano definite come "Istituti Superiori" (Istituto superiore per la conservazione ed il restauro, Istituto Superiore di Sanità, Istituto superiore per le industrie artistiche, Accademia Navale di Livorno ente universitario, ecc.) perciò, nonostante la costituzione repubblicana e le leggi successive, questa denominazione fin troppo simile a quella delle scuole secondarie di grado medio-superiore, ha generato incomprensioni nella maggioranza della popolazione italiana. Alla scuola secondaria di secondo grado si accede dopo il conseguimento della licenza di scuola media al termine della scuola secondaria di primo grado (ex scuola media inferiore, ancora oggi detta informalmente scuola media).
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[modifica] Assetto attuale
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[modifica] Storia
[modifica] Progetto Brocca
Il progetto Brocca, dal nome del sottosegretario italiano alla Pubblica Istruzione Beniamino Brocca, è uno studio per la revisione del sistema scolastico italiano effettuato a cavallo fra gli anni '80 e '90.
Istituita nel 1988, la commissione Brocca ricevette dall'allora ministro Giovanni Galloni il mandato di "revisionare" i programmi dei primi due anni della secondaria superiore, in vista del prolungamento dell'istruzione obbligatoria al sedicesimo anno d'età. L'anno successivo, con il nuovo ministro Sergio Mattarella, si ebbe il primo esito concreto della commissione, cioè l'elaborazione dell'area comune del biennio. Ricostituita nel 1990 dal ministro Gerardo Bianco, nel 1991 il mandato fu esteso ai piani di studio del triennio. Nel 1992 la commissione concluse i suoi lavori durante il dicastero di Riccardo Misasi.
Il progetto prevedeva 17 indirizzi di studio,[1] e molti di essi sono rimasti attivi fino alla riforma Gelmini.
Indirizzi liceali:
- Indirizzo Classico
- Indirizzo Linguistico
- Indirizzo Socio-psico-pedagogico
- Indirizzo Scientifico
- Indirizzo Scientifico-tecnologico
Indirizzi tecnici e professionali:
- Indirizzo Chimico
- Indirizzo Elettrotecnica e automazione
- Indirizzo Elettronica e telecomunicazioni
- Indirizzo Informatico e telematico
- Indirizzo Meccanico
- Indirizzo Tessile
- Indirizzo Costruzioni
- Indirizzo Territorio
- Indirizzo Agroindustriale
- Indirizzo Biologico
- Indirizzo Economico-aziendale
- Indirizzo Linguistico aziendale
[modifica] La riforma Berlinguer
| Per approfondire, vedi la voce Riforma Berlinguer. |
La riforma Berlinguer prevedeva una generale riorganizzazione della scuola italiana; venne varata dal Ministro della Pubblica Istruzione del primo governo Prodi ed ex-rettore dell'Università di Siena, Luigi Berlinguer. Tale riforma è stata interamente abrogata, prima ancora di entrare in vigore, dalla Legge 28 marzo 2003 n. 53, più nota come riforma Moratti, sicché in realtà il nuovo disegno scolastico deciso da Berlinguer non ha mai trovato applicazione concreta.
Questa riforma avrebbe abolito la suddivisione di scuole elementari, medie e superiori sostituendo il tutto con una struttura basata sui "cicli". Erano previsti sette anni di ciclo primario (o di base) per i bambini dai 6 ai 13 anni e altri cinque anni di ciclo secondario per i ragazzi dai 13 ai 18 anni. La riforma inoltre avrebbe portato l'obbligo scolastico a 15 anni (allora l'obbligo era fermo alla terza media, mentre oggi è stato portato a 16 anni ad opera del ministro Fioroni); era inoltre previsto un nuovo tipo di obbligo, l'obbligo alla formazione professionale che sarebbe durato fino ai 18 anni.
Il ciclo primario settennale sarebbe stato suddiviso in tre bienni e in un ulteriore anno "d'orientamento"; la scuola di base sarebbe nata dalla fusione delle vecchie elementari e medie; molto si puntava sulla riduzione del numero di materie e su un minor numero di insegnanti per classe rispetto al vecchio modello delle scuole medie.
Era previsto un ciclo secondario quinquennale, diviso in cinque "rami", in cui sarebbero confluite tutte le vecchie scuole medie superiori:
- Umanistico;
- Scientifico;
- Tecnico;
- Artistico;
- Musicale.
Nel primo biennio molte materie sarebbero state in comune per permettere di far capire allo studente che tipo di indirizzo scolastico fosse migliore per lui e per facilitare il passaggio da una scuola ad un'altra. Al termine dei cinque anni era previsto, come oggi, l'esame di Stato per conseguire un diploma.
Un altro cambiamento era la possibilità per lo studente in possesso di una licenza media di non proseguire il proprio corso di studi, con l'obbligo però ad una formazione professionale fino ai 18 anni al termine dei quali bisognava comunque conseguire un diploma.
La riforma non è mai entrata in vigore: dall'anno scolastico 2003/04 è in vigore la Legge 28 marzo 2003 n. 53 detta anche riforma Moratti, che ha ridisegnato in modo diverso l'intero sistema scolastico.
[modifica] Le scuole superiori prima della riforma Moratti
le scuole superiori si dividevano essenzialmente in cinque grandi rami:
I licei veri e propri, senza quindi contare le sperimentazioni Brocca, si dividevano in:
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- liceo classico
- liceo scientifico
- liceo artistico e artistico con sperimentazione musicale e/o coreutica
- liceo linguistico
Il liceo artistico aveva, in origine, una durata di soli quattro anni e dava accesso, dopo tale periodo, solamente all'Accademia di belle arti. Con l'introduzione di un quinto anno integrativo venne poi permesso l'accesso a tutte le facoltà universitarie. L'accesso all'Accademia di belle arti e alla Facoltà di Architettura poteva comunque avvenire con il conseguimento del diploma al quarto anno, in virtù di una divisione, dopo il secondo anno di liceo, in sezioni relative a questi specifici indirizzi.
- Gli istituti tecnici, anch'essi della durata di cinque anni:
- Gli istituti professionali si dividono in alcune macroaree:
La durata dei corsi è di tre anni, al termine dei quali lo studente acquisisce una qualifica professionale; dopodiché si può scegliere di proseguire gli studi con il biennio successivo, al termine del quale lo studente consegue il diploma e con esso la possibilità di accedere a qualsiasi facoltà universitaria.
A questi ordini di scuole si aggiungeva l'istituto magistrale, introdotto dalla riforma Gentile, che aveva lo scopo di preparare il personale docente della scuola elementare. La durata originaria del corso era di quattro anni con accesso alla facoltà universitaria di Magistero. Anche in questo caso è stato introdotto un quinto anno integrativo per permettere l'accesso a tutte le facoltà universitarie.
Con l'introduzione dell'obbligo di laurea per il personale docente della scuola primaria (ex materna ed elementare) gli istituti magistrali si sono riconvertiti in varie forme. Oggi sono diventati, a tutti gli effetti, licei sociopsicopedagogici, licei delle scienze sociali o licei delle scienze della formazione.
L'istruzione artistica è rappresentata dagli istituti d'arte (arte applicata) e dai licei artistici (arte accademica).
[modifica] La riforma Moratti
| Per approfondire, vedi la voce Riforma Moratti. |
La riforma Moratti prevedeva due percorsi ben distinti, uno liceo e tecnico, e l'altro professione, gestito a livello regionale:
- liceo artistico
- liceo classico
- liceo economico
- liceo linguistico
- liceo musicale e coreutico
- liceo scientifico
- liceo tecnologico (istruzione tecnica)
- liceo delle scienze umane
- istituto professionale
La riforma prevedeva una durata liceale quinquennale (due bienni e un quinto anno) e quadriennale per l'istituto professionale (con eventuale quinto anno integrativo).
[modifica] Gli interventi del ministro Fioroni
Il ministro Fioroni nel 2006 ha abolito la riforma Moratti. Altre modifiche apportate sono state le seguenti:
- È stato modificato l'esame di Stato conclusivo, che prima della Riforma Berlinguer si chiamava "esame di Stato di maturità". Con la finanziaria 2002, in vigore a partire dall'esame di Stato 2001-2002, si era infatti previsto che la commissione fosse composta da soli docenti interni, più un presidente esterno. Fioroni, invece, ha previsto una commissione mista, formata da 3 membri esterni, 3 interni e presidente esterno, così come previsto nell'iniziale disegno di Berlinguer, applicato negli anni scolastici 1998-1999, 1999-2000 e 2000-2001. Inoltre il monte-crediti è aumentato da 20 a 25, mentre il punteggio del colloquio è sceso da 35 a 30.
- Sono stati reintrodotti i cosiddetti esami di riparazione, esami conseguiti dagli studenti in materie in cui si risulta insufficienti allo scrutinio finale dell'anno. Furono ideati negli anni venti del XX secolo, in epoca fascista, e furono sospesi nel 1995.
I vecchi esami di Stato, noti semplicemente come esami di maturità, prevedevano i membri tutti esterni, con un membro interno con funzioni di garanzia, e soltanto due materie orali e due scritte. Il voto finale era in sessantesimi e il titolo che si conseguiva, che oggi è denominato "diploma di superamento dell'esame di Stato conclusivo del corso di studi di istruzione secondaria superiore" con specificazione dell'indirizzo, si chiamava "maturità" (scientifica, tecnica, artistica, professionale, d'arte applicata). La maturità tecnica era accompagnata da un diploma (di geometra, di perito industriale, di ragioniere e perito commerciale) che consentiva l'accesso, in alcuni casi previo praticantato, all'esame di Stato per l'abilitazione professionale.
[modifica] La riforma Gelmini
| Per approfondire, vedi la voce Riforma Gelmini. |
Il 18 dicembre 2008 in Consiglio dei ministri sono state presentate dall'ex Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini le principali linee su cui si baserà la riforma della scuola, riguardante il sistema scolastico italiano della scuola primaria, della scuola secondaria di primo e secondo grado. La riforma è stata attivata durata l'anno scolastico 2010-2011 a partire dalle prime classi ed entrerà a pieno regime nell'anno scolastico 2014-2015. E' da sottolineare il veemente movimento di protesta che si era formato tra i giovani liceali uniti agli universitari. La partecipazione alle manifestazioni era altissima, tra le più partecipate di tutta la storia Italiana delle manifestazioni studentesche. Si sono adottate forme di protesta originali come l'occupazione, oltre delle scuole, dei monumenti delle città più importanti d'Italia, quali il Colosseo, la Torre di Pisa, la Mole Antonelliana.
La riforma prevede sei licei,[2] due tipi di istituti tecnici suddivisi in undici indirizzi,[3][4] e due tipi di istituti professionali suddivisi in sei indirizzi.[4]
[modifica] Sospensione del Giudizio d'Ammissione per le Scuole Superiori di Secondo Grado Italiane
Per "Sospensione del Giudizio d'Ammissione" si intende la volontà da parte di un Consiglio di Classe formato dai soli docenti, al termine dell'anno scolastico, nello scrutinio finale di giugno, di non promuovere un alunno, rimandando (qui si nota l'analogia con il termine "Rimandato a Settembre") il giudizio finale di promozione nei mesi di fine agosto - inizio settembre. Subito dopo aver constatato l'esito di "Sospensione del Giudizio", riportato nel tabellone di giugno, ogni alunno, insieme ad un genitore o un tutore, è tenuto a ritirare una scheda informativa, per ogni materia in cui è risultato insufficiente, tramite il rappresentante dei docenti della classe il quale informerà le modalità di recupero e la data per gli esami di verifica (altra analogia con il termine "Esami di Riparazione"). Sulla scheda ritirata, inoltre, viene indicato il voto della/e materia/e nel quale/nelle quali l'alunno è risultato insufficiente (si può essere sottoposti alla "Sospensione del Giudizio" anche con un solo 5 in una sola materia). La scuola, a questo punto, organizzerà un corso di recupero per ogni materia di 12/15 ore totali durante il mese di giugno; la partecipazione al corso è facoltativa. Nel mese di agosto (solitamente dal 25 in poi) fino ai primi di settembre (circa fino al 10) si svolgono le prove di recupero per ogni alunno di ogni classe. Il voto della verifica sarà dunque testimone del recupero e dell'impegno al quale l'alunno si è sottoposto durante il periodo estivo. In caso di giudizio positivo, il Consiglio di Classe ammetterà automaticamente l'alunno alla classe successiva, con la dicitura nel tabellone di settembre di "Ammesso" (il voto della verifica ha solo valore di promozione, perciò, se positivo, l'alunno verrà ammesso comunque solo con un 6 e non con il voto raggiunto effettivamente nella prova). Nel caso in cui, il voto della verifica risulterà non sufficiente (5-4) o gravemente insufficiente (3-2-1), l'alunno in un primo momento risulterà non ammesso alla classe successiva. Tuttavia, secondo le Ordinanze del Ministero della Pubblica Istruzione, per non ammettere un alunno alla classe successiva è obbligatorio il consenso di tutti docenti o perlomeno della maggioranza di essi; il quesito, dunque, di non promozione verrà messo ai voti durante il Consiglio di Classe di settembre. Nel caso di parità di votazione, interverrà il Dirigente Scolastico il quale voto vale doppio. Una volta deciso l'esito, i docenti trascriveranno il giudizio unico di "ammesso" o "respinto". Il metodo della "Sospensione del Giudizio d'Ammissione" è stato introdotto per la prima volta dal ministro Giuseppe Fioroni e successivamente utilizzato anche dal ministro Mariastella Gelmini. Ci sono state forti discussioni su questo nuovo metodo di giudizio che comporterebbe, in alcuni casi, la possibile bocciatura di un alunno rimandato anche con un solo 5. Tuttavia, i Consigli di Classe di ogni scuola, portano a giudizio finale non solo il voto della verifica (che conta esclusivamente come un elemento in più) ma tutto il processo di formazione dell'alunno e considerando i voti delle altre materie.
[modifica] Voci correlate
- Scuola
- Riforma Gentile
- Riforma Berlinguer
- Riforma Moratti
- Riforma Gelmini
- Consulta Provinciale degli Studenti
- Assemblea di Istituto
- Cicli di istruzione
- Apprendimento
- Didattica
- Educazione
- Progetto educativo
[modifica] Note
- ^ Le proposte della Commissione Brocca. URL consultato il 03-03-2011.
- ^ Comunicati stampa - MIUR. URL consultato il 21-10-09.
- ^ Comunicati stampa - MIUR. URL consultato il 21-10-09.
- ^ a b Comunicati stampa - MIUR. URL consultato il 21-10-09.
[modifica] Collegamenti esterni
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