Preistoria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Da tavole scientifiche di fine XIX secolo: manufatti artistici magdaleniani, paleolitico superiore.

La preistoria (dal latino præ "prima, innanzi" e historia "storia") è il periodo della storia umana che convenzionalmente precede la scrittura, anteriore quindi alla storia documentata, abbracciando l'intervallo temporale, secondo una visione sufficientemente condivisa, che va da circa 2,5-2,6 milioni di anni fa sino al, almeno in Eurasia, IV millennio a.C. In alcune discipline e contesti è comprensiva della protostoria, ovvero di quasi tutta l'era quaternaria.

Mentre l'inizio del periodo appare relativamente poco problematico, soggetto alla repertazione, e concerne la paleoantropologia e l'antropologia molecolare, la sua conclusione non è univoca e soggiace a variazioni anche notevoli, prevalentemente di ambito geografico. Esistono molte culture non definibili preistoriche, specie nel continente americano e nell'Africa subsahariana, che non hanno o hanno tardivamente introdotto l'uso della scrittura; anche in Europa ed Asia vi sono state rilevanti differenze temporali.

Il termine è stato utilizzato inizialmente negli anni trenta dell'Ottocento da Paul Tournal, fondatore della Commission Archéologique e del museo di Narbonne, e poi diffuso in altre lingue.

Definizione[modifica | modifica sorgente]

Tavoletta calcarea incisa da scrittura pittografica. Proviene dalla città mesopotamica di Kish (Iraq), risalente al 3 500 a.C. Una delle prime scritture conosciute

La preistoria è convenzionalmente definita come il periodo della storia umana che precede l'invenzione della scrittura, ovvero la storia documentata o registrata, tradizionalmente fatta risalire al vicino oriente del 3200-3500 a.C. Le scoperte recenti sulle prime notazioni sumeriche o balcaniche e le molteplici considerazioni sulle molte "reinvenzioni" della scrittura stessa, nonché eventuali notazioni prettamente preistoriche, non spostano il senso pratico di questa convenzione.
In alcune discipline, e in diverse tradizioni scientifiche comunque, la parte più recente della preistoria viene a sovrapporsi alla protostoria, arrivando a sfiorare il II millennio a.C. Quindi, a seconda del contesto, con preistoria si può coerentemente intendere quanto scritto nella definizione iniziale, così come quanto definito nel Sistema delle tre età.

Con la comparsa di testimonianze scritte continuative e interpretabili, gli storici hanno a disposizione per la loro ricostruzione degli eventi una più vasta e chiara documentazione che giustifica questa periodizzazione convenzionale.

La lunghissima fase della storia dell'uomo antecedente all'invenzione della scrittura a rigor di termini dovrebbe iniziare circa 200 000 anni fa quando nella regione dell'attuale Sudafrica appare un tipo umano, l'Homo sapiens, che dal punto di vista anatomo-morfologico risulta in tutto identico all'uomo attuale.

Schema dell'evoluzione umana (pre-sapiens) - Immagine con suddivisione obsoleta delle ere, ma sufficientemente significativa. Il periodo Quaternario, attualmente, inizia col pleistocene, circa 2,6 milioni di anni fa.
LEGENDA: A: Lukeino, Lothogam; B: Afarensis, Hadar (Etiopia); C: Afarensis ("Lucy"), Hadar (Etiopia); D: Africanus; E: Robustus; F: Ultimi australopitechi; G: Industria di Oldoway (Tanzania): ciottoli bifacciale (chopping-tools); H: Primi insediamenti strutturati, Melka Kunturé (Etiopia); I: Homo erectus in Europa; J: Avvio dell'industria acheuleana in Africa; K: Homo erectus in Francia; L: Avvio dell'industria acheuleana in Europa; M: Homo erectus in Germania; N: Uomo di Giava; O: Uomo di Tautavel (Francia); P: Dominio del fuoco: Nizza (Francia); Vértesszöllös (Ungheria); Q: Tecniche di caccia, Torralba del Moral (Spagna); R: Sinantropo (Uomo di Pechino), Zhoukoudian (Cina); S: Fossili pre-neandertaliani di Swanscombe (Gran Bretagna); T: Fossili pre-neandertaliani di Petralona (Grecia); U: Fossili pre-neandertaliani di Steinheim (Germania); V: Capanna, Nizza (Francia); W: Homo erectus, Gerona (Spagna).

Tuttavia circa 2,5 milioni di anni fa, un tipo di ominide vivente nella regione intorno al Lago Vittoria, nel luogo dove attualmente confinano l'Uganda, il Kenya e la Tanzania, inizia ad utilizzare per la prima volta degli utensili dando inizio alla storia della tecnica. Per estensione, si può ipotizzare una possibile contemporanea origine del pensiero, che darà a sua volta inizio alla religione, all'arte, alla filosofia ed alla scienza pura.

Attualmente si tende a considerare preistoria l'era quaternaria (allineando diverse scienze interessate alle periodizzazioni, cioè antropologia, zoologia, archeologia - paletnologia - geologia e paleoantropologia), quindi un definito periodo geologico che estende la cronologia della preistoria a 2 588 000 anni fa, includendo l'olduvaiano inferiore e di conseguenza il genere Australopithecus e più specificatamente le specie quali l'Australopithecus garhi, che erano capaci di utilizzare estensivamente utensili. Secondo alcuni autori l'inclusione di australopitechi, estenderebbe il periodo alla comparsa del genere, circa 4 milioni di anni fa.

La preistoria viene convenzionalmente suddivisa, in prima approssimazione, in tre periodi rientranti in due diverse fasi:

  1. Fase preistorica, dominio delle tecniche litiche
    • Età della pietra: prodotti litici, in legno, osso, pelle.
      • paleolitico, un lunghissimo periodo, paragonato alle altre periodizzazioni, di oltre 2 milioni di anni; inizio ed evoluzione della modificazione degli strumenti in pietra
      • mesolitico, un più breve periodo, uso di tecniche microlitiche e inizio della domesticazione animale
      • neolitico, levigatura dei manufatti, uso di ceramiche, progressivo abbandono del nomadismo, diffuse pratiche agricole
    • Età del rame o cuprolitico, che si sovrappone alle ultime fasi del neolitico, coesistendo l'uso del metallo con l'industria litica
  2. Fase protostorica, sovente esclusa dalla preistoria in senso stretto

che si accavalla abbondantemente alla storia in senso stretto, e rientra in ogni ambito nella protostoria.
Sarebbe più corretto comunque, parlare sempre di fasi in quanto i periodi preistorici sono caratterizzati da, anche forte, differente durata temporale e termine nelle diverse regioni geografiche. Un esempio per tutti, nelle Americhe, le fasi glaciali, la cultura, la tecnologia, seguirono cronologie completamente differenti; basti pensare alla limitata e tarda diffusione della metallurgia, circoscritta al sud del continente e basata principalmente su rame, oro, argento.

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Evoluzione della vita.

La teoria dell'evoluzione delle specie è fondamento della biologia moderna, dalle prime forme vitali strutturalmente semplici, nelle acque, all'origine dei regni dei viventi, allo sviluppo degli animali vertebrati, con la loro classe più evoluta: i mammiferi.

Premessa: il paleocene e la radiazione dei mammiferi[modifica | modifica sorgente]

La diversificazione dei mammiferi e di conseguenza l'evoluzione della specie umana devono probabilmente la loro esistenza alla scomparsa dei dinosauri sulla quale circolano molte differenti ipotesi. L'estinzione avvenuta nel Cretaceo superiore, circa 65 milioni di anni fa, lasciò libere numerose nicchie ecologiche che durante il Cenozoico furono occupate dal gruppo dei mammiferi.

Tra i mammiferi primitivi, animali di piccole dimensioni, insettivori, vagamente simili agli attuali toporagni, alcuni svilupparono un modo di vita arboricolo, dando origine ai Primati.

Il miocene e l'evoluzione dei primati, fino a 5 milioni di anni fa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Evoluzione umana.

I più antichi animali simili ai progenitori degli attuali primati, gruppo a cui appartiene anche l'uomo, si possono riconoscere nelle tupaie, ora considerate appartenere ad un ordine a sé stante (gli Scandentia) e i lemuri volanti o galeopiteci.

L'uomo fa parte del grande gruppo delle Scimmie dette scimmie del vecchio mondo o catarrine, separatesi dalle scimmie platarrine o scimmie del nuovo mondo almeno 40 milioni di anni fa. All'interno di questo gruppo, gli Hominidae si differenziarono nel Miocene inferiore circa 20-25 milioni di anni fa, separandosi poi dai pongini, arboricoli e frugivori. A 5-7 milioni di anni fa, da dati paleontologici e biomolecolari, si stima la divergenza genetica da scimpanzé e bonobo le altre attuali, viventi, scimmie antropomorfe a noi più simili (chimpanzee-human last common ancestor, CHLCA, CLCA, or C/H LCA). Il gruppo dal quale emergerà la nostra specie è quello degli Australopitechi, un ramo dei quali a partire da circa 4 milioni di anni fa diede origine a diverse specie ed ai progenitori del futuro nuovo genere Homo.

L'inizio del pleistocene, i primi uomini: Australopithecus garhi e Homo habilis, 2,5 milioni di anni fa[modifica | modifica sorgente]

Utensile Olduvaiano

Il gruppo degli Australopitechi generò due rami evolutivi fondamentali, e perdurò per circa 2,5 milioni di anni, diversificandosi ecologicamente. Al ramo evolutivo un tempo definito gracile, per la struttura ossea meno massiccia dei suoi appartenenti, si pensa come al più probabile ceppo radiativo di Homo.

Il primo appartenente noto al genere Homo è l'Homo habilis i cui più antichi resti, provenienti dalla regione dei laghi del Kenia in Africa, risalgono all'inizio del quaternario, circa 2,5 milioni di anni fa, e che ha contribuito alla creazione della cultura Olduvaiana.

È convinzione scientifica che per un certo periodo l'habilis abbia convissuto con le varie specie di australopiteco. Australopithecus garhi, è il principale primate co-indiziato di avere per primo prodotto e usato strumenti litici, contendendo a H.abilis l'appellativo di primo umano.

Da 1-1,5 milioni a 50-100 mila anni fa: l'Homo erectus[modifica | modifica sorgente]

Utensile Acheuleano

L'evoluzione, sempre avvenuta in Africa, dell'Homo habilis è l'Homo erectus che presenta una postura completamente eretta, un notevole sviluppo cranico e soprattutto lo sviluppo di una superiore tecnologia; gli strumenti dell'erectus non sono solamente oggetti che la natura fornisce, o poco modificati ma sono lavorati, modificati, adattati alle necessità con diverse tecniche.

I resti archeologici, principalmente tracce di accampamenti, ci confermano che l'erectus possedette il controllo del fuoco. Questa maggior conoscenza tecnologica e quindi la capacità di adattarsi a diversi ambienti è forse ciò che permette all'erectus di migrare, colonizzando tutte quelle parti del mondo che sono in collegamento diretto con l'Africa: l'Europa e l'Asia. Il più antico resto fossile europeo finora reperito è una mandibola trovata in Germania a Heidelberg. Da un'approssimativa datazione sembra risalire a 650 000 anni fa.

Il più antico sito europeo dell'erectus è la grotta del Vallonet sulla Costa Azzurra databile tra i 950-900 000 anni fa. In questa grotta sono stati trovati strumenti in pietra e anche schegge lavorate in osso che costituiscono i resti più antichi di strumenti preistorici in Europa. Non sono ancora presenti strumenti bifacciali.

In Europa ritrovamenti di utensili bifacciali indicano la presenza di questa tecnica solo 600 000 anni fa, mentre reperti di strumenti bifacciali recuperati in Etiopia vengono datati a molto prima: 1,5 milioni di anni fa.

Vi è ancora dibattito in relazione all'epoca della sua totale estinzione. Diverse popolazioni sono giunte fino a oltre 50 000 anni fa (Homo erectus soloensis e altri), evolvendo notevolmente le capacità tecniche, che fino a un certo punto si credevano appannaggio di specie ritenute più evolute.

Homo neanderthalensis e Homo sapiens, uomini "moderni"[modifica | modifica sorgente]

Utensile Musteriano

Fino a 30-28 mila anni fa: l'Homo neanderthalensis e la cultura musteriana[modifica | modifica sorgente]

Uno degli ulteriori stadi evolutivi di Homo erectus è una specie che si è evoluta a partire da erectus o specie discendenti emigrati precedentemente in Europa che avevano originato la specie Homo antecessor forse evoluta in Homo heidelbergensis. Da questi ultimi, circa 130 000 anni fa, con una dominanza della cultura del musteriano ebbe origine quello che viene comunemente chiamato uomo di Neanderthal dalla valle tedesca dove vennero effettuati i primi ritrovamenti; a tale fase risalgono quelli relativi a pratiche di arte e sepoltura. Alle fasi più tarde si riferisce la transizione al paleolitico superiore e a culture più sofisticate, come il castelperroniano, forse oltre.

Da 200-150 mila anni fa ad oggi: l'Homo sapiens[modifica | modifica sorgente]

In parallelo la specie sapiens evolve in maniera, a tutt'oggi pare, indipendente, a partire circa da 200 000 anni fa. I primi umani moderni si ritrovano al sito Kibish nei pressi de fiume Omo, in Etiopia e nel sito Qafzeh-Skhul (Qafzeh e Es Skhul) nell'attuale Israele.

In terra africana la specie evolve culturalmente. Sono numerosi i ritrovamenti fossili e di manufatti e, a tutt'oggi, il più antico ritrovamento di un oggetto dalle indubbie caratteristiche artistiche risale a 80 000 anni fa, in prossimità di Cape Agulhas, nella Caverna di Blombos, in Sud Africa.

Utensili Magdaleniani

Circa 40 000 anni fa in Europa si parve ritrovare tracce dell'Uomo di Combe-Capelle e 35 000 anni fa dell'uomo di Cro-Magnon, dai siti di primo ritrovamento (il secondo presso il villaggio di Les-Eizies in Francia), zoologicamente e antropologicamente Homo sapiens. In seguito, il primo esemplare verrà fortemente postdatato, e un cromagnoide di Peştera cu Oase, in Romania, con 35 000 anni di età risulterà essere il sapiens europeo più antico, destinato a sostituire il Neanderthal.

L'evoluzione a tutto tondo, fisica, tecnologica e culturale, condurrà alla fine del paleolitico.

Negli ultimi anni si è rafforzata la teoria, pur con altalenanze scientifiche tuttora in corso, che vede neanderthal e sapiens (tra cui la popolazione Cro-Magnon) come due specie diverse evolutesi in modo quasi parallelo. L'uomo di Cro-Magnon, ovvero ascrivibile all'uomo moderno, sostituisce in Europa l'uomo di Neanderthal (che pare si estingua circa 28 000 anni fa) in un arco di tempo relativamente breve ma con una certa convivenza di alcune migliaia di anni, anche se non è ancora possibile stabilire che tipo di relazioni (collaborazione, indifferenza, guerra) si fossero stabilite tra i due gruppi umani.

La fine dell'era glaciale[modifica | modifica sorgente]

12 000 anni fa, dopo andamenti e massimi espansivi differenti nelle diverse regioni geografiche, iniziava la fine dell'ultima era glaciale. Questo fu un evento di grande rilevanza nel determinare e favorire il prosieguo dell'evoluzione, a questo punto culturale, e non più fisica, umana.

Diecimila anni fa, l'olocene: agricoltura e sedentarismo dal Mesolitico al Neolitico[modifica | modifica sorgente]

Con il termine dell'ultima glaciazione e con l'irrompere di una nuova economia fondata sull'agricoltura, che sostituisce nei gruppi umani più evoluti socialmente l'economia di caccia e raccolta, si dà inizio ad un venir meno al tradizionale nomadismo (attestato ancora in età mesolitica) della specie umana per un sedentarismo che con il tempo sarà sempre più spinto e di cui il processo di urbanizzazione sarà il sintomo più eclatante.

Un altro elemento non trascurabile e carico di conseguenze è che le comunità di agricoltori sedentari hanno la possibilità di accumulare proprietà e di conseguenza, tendono a proteggerle.

Cinquemila anni fa, la scrittura, lo sviluppo delle società complesse, l'inizio della protostoria[modifica | modifica sorgente]

Presso le società preistoriche, la memoria dei fatti accaduti, i miti e le conoscenze tecniche erano tramandati oralmente di generazione in generazione; tale patrimonio di sapere scompare il più delle volte con l'estinzione del gruppo. L'archeologia costituisce pertanto l'unico mezzo per ricostruire gli eventi preistorici, attraverso l'esame delle testimonianze materiali lasciate dai popoli: abitazioni, utensili, rifiuti, modificazioni del contesto ambientale, monumenti e opere d'arte.

Accanto all'analisi dei reperti portati alla luce dagli scavi archeologici, lo studio della preistoria si avvale degli apporti di altre discipline, quali la geologia, la paleontologia, l'antropologia fisica, al fine di ricostruire il contesto ambientale in cui si trovarono a vivere aggregati umani preistorici e quindi di conoscere il loro modo di interagire con esso, sfruttando le risorse offerte. Grande importanza assumono inoltre le dinamiche di sviluppo delle civiltà, nel campo delle conquiste materiali e dei mutamenti culturali e gli spostamenti geografici dei popoli. Occorre tuttavia specificare che il concetto di preistoria ha un significato non necessariamente cronologico, in quanto esistono ancora oggi, in alcune aree del nostro pianeta, gruppi umani che non conoscono alcuna forma di scrittura.

Il processo di astrazione (che nella nostra specie si era avviato con il primo strumento di lavoro e che proseguì con la costruzione di strumenti che permettevano di realizzare a loro volta altri strumenti) ebbe ricadute non solo sulla vita concreta, ma anche sullo sviluppo degli organi di fonazione, del linguaggio, della comunicazione e in ultima analisi del pensiero.

All'inizio della protostoria, con lo sviluppo di società complesse tra l'età neolitica e l'età dei metalli, si assiste alla nascita della scrittura, come mezzo per registrare e trasmettere informazioni, e il processo di astrazione raggiunge un nuovo traguardo, anche se questo stadio dell'evoluzione umana presenta una casistica molto complessa (sono esistite civiltà che pur giungendo all'organizzazione sociale dello stato non sviluppano, almeno per quanto ne sappiamo, la scrittura).

Le prime forme di registrazione scritte compaiono, quasi contemporaneamente, in varie parti del mondo: in Mesopotamia (Sumeri), valle del Nilo (Antico Egitto), Cina circa 5000 anni fa. Per convenzione si usa utilizzare la datazione dei primi reperti ritrovati di documenti scritti come spartiacque tra l'epoca preistorica della specie umana e una nuova era che convenzionalmente viene designata con il termine più appropriato di storia.

Dalla Preistoria alla Storia[modifica | modifica sorgente]

Se convenzionalmente con l'invenzione della scrittura si suole far concludere il racconto delle vicende umane della preistoria, di fatto la fase successiva di queste vicende, detta propriamente Storia, si fa iniziare con l'esposizione del fenomeno delle prime tre grandi civiltà mondiali, dette "civiltà idrauliche", in quanto sorte intorno a dei grandi fiumi e anche perché impegnate in opere di ingegneria idraulica per sfruttare le acque dei fiumi che hanno fatto la loro prosperità, ai fini di un incremento ancora maggiore della nuova economia agricola. Queste sono la civiltà dell'antico Egitto sorta sulle rive del fiume Nilo, quella Mesopotamica tra i fiumi Tigri e Eufrate e infine sul fiume Indo la civiltà della valle dell'Indo. Ma questa nuova fase del passato dell'umanità, benché anch'esso ormai lontano nei millenni, non è più preistoria.

La datazione dell'inizio della storia non è generalizzabile a tutta l'umanità, ma è diversa, a seconda della località, in funzione dello sviluppo umano ivi avvenuto.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

  • Paleolitico e Mesolitico: l’uomo viveva di caccia e raccolta. La sua alimentazione variava anche in base al clima. Una delle tecniche per cacciare i mammiferi era mimetizzarsi cospargendosi d’argilla per assumere il colore della terra. Dando fuoco al bosco portavano un grosso animale fuori dallo stesso in un’area aperta e lo uccidevano. Poi con la scoperta del fuoco impararono a cuocere la carne.
  • Neolitico: l’uomo diventò sedentario, ma se il terreno coltivato non produceva più si spostava; inoltre iniziò a conservare il cibo in vasi (i quali venivano cotti nei forni), produceva la farina (e con essa in seguito il pane) macinando il grano: nella macinazione però molto spesso nella farina finivano scaglie minuscole di pietra e polvere, che non facevano bene alla salute dell’uomo.
  • Età dei metalli: l’uomo iniziò a produrre bronzo, con il quale fabbricava utensili, armi e oggetti vari per la caccia e per l’agricoltura. Si iniziò inoltre a produrre prodotti secondari, come il formaggio.

Abbigliamento[modifica | modifica sorgente]

L’uomo primitivo, cacciatore, si getta sulle spalle, come trofeo più che come copertura, le pelli delle bestie che ha abbattuto. Non solo si copre, ma anche si adorna, con oggetti svariati e ossa, conchiglie, pietre, piume, che si presentano sotto forma di collane, braccialetti, anelli, cinture e diademi; oppure decorazioni della pelle della persona, sotto forma di pitture e tatuaggi, o deformazioni artificiali, come cicatrici, denti strappati, alterazioni di parti del viso o del corpo. Anche il bisogno di difendersi dalle intemperie, contribuì allo sviluppo dell’abito.

Nel XX secolo, per comodità degli studiosi, è stata effettuata una suddivisione riguardante capi d’abbigliamento, che si basò sulle temperature che vigevano in diverse zone:

  • Zone tropicali: indossavano la gonna.
  • Zone artiche: indossavano i pantaloni.

Sono poi diventato tipiche del vestiario sia femminile che maschile, dato che soddisfacevano i bisogni vestiari di entrambi i sessi. È importante notare con che ingegnosità l’uomo utilizza anche gli utensili, con cui creano i primi rozzi vestiti, nelle operazioni fondamentali: tagliare e cucire. Questo tipo di pietra veniva utilizzato per levigare la pelle degli animali utilizzata come capi d’abbigliamento. Sono selci utilizzate come coltelli e scarnatoi per tagliare e pulire le pelli, punteruoli di osso per forarle ed aghi (ossa o spine). Attorno alla punta venivano avvolti tendini che servivano da filo, persino bottoni doppi, formati con ossi scavati.

Dal Neolitico e soprattutto con l’età dei metalli, rame, bronzo e ferro, si ha un grande passo in avanti anche nel campo dell’abbigliamento, con due tra le più semplici ma importanti invenzioni dell’umanità primitiva: la filatura e la tessitura. Infatti con la conocchia e il fuso si trovò il modo di produrre il filo con il quale, utilizzando un rudimentale telaio, si ottennero i primi tessuti.

Le palafitte di Robenhausen (cantone di Zurigo, Svizzera), dell’età del bronzo, hanno conservato dei campioni di stoffe di lino, che sono ora conservati nel Museo St. Germain a Parigi. Nel centro palafitticolo sul lago di Neuchâtel (Svizzera) fu rinvenuto un paio di forbici, nella forma primitiva di due lame riunite a contrasto da un pezzo di metallo incurvato.[senza fonte]

Brevi note cronologiche sull'epoca preistorica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Evoluzione umana, Cronologia della preistoria, Cronologia della protostoria e Migrazioni dell'uomo.
Le origini africane e la diffusione della specie umana
  • 5 - 6 milioni di anni fa: conquista della "stazione eretta"
  • 5 milioni di anni fa: sembrerebbe che a questa datazione si possa far risalire l'antenato comune agli ominidi e allo scimpanzé, che è il primate genealogicamente più vicino agli ominidi.
  • 3,2 milioni di anni fa: datazione del reperto paleoantropologico denominato "Lucy" in Africa. Reperto denominato scientificamente Australopithecus afarensis. Quando fu scoperto questo reperto suscitò molto scalpore anche tra i non addetti ai lavori poiché fu molto pubblicizzato anche nelle terze pagine dei normali quotidiani: si pensava di trovarsi di fronte alla "prima madre", Eva, la madre di tutti i viventi, poi la notizia fu ridimensionata e ci si rese conto che Lucy era sì un ominide, ma di specie diversa da quella dell'uomo, in quanto fu escluso per questo tipo di ominide l'utilizzo di utensili.
  • 3 milioni di anni fa: datazione del reperto paleoantropologico denominato Australopithecus robustus.
  • Da 3 a 1,6 milioni di anni fa risalgono più reperti di un medesimo tipo Australopithecus africanus.
  • Da 2,5 a 2 milioni di anni fa risalgono i primi reperti di Homo habilis trovati in Tanzania nella gola di Olduvai. Poco più di un metro di altezza, con braccia lunghe così come quelle di "Lucy", la caratteristica di questo gruppo di ominidi, ritenuti più socievoli degli australopitechi sarebbe che la preda sarebbe stata condivisa e consumata insieme.
  • 2 milioni di anni fa: è databile all'incirca il primo utensile per lavorare. L'uso di utensili non è in assoluto una prerogativa della sola specie umana, ma solo l'uomo è in grado di procedere oltre creando con tale strumento altri strumenti per creare strumenti in un circolo virtuoso.
  • Poco più di 1 milione di anni fa: a questa data risalgono i primi segni di presenza umana (Homo erectus) noti fuori dall'Africa.
  • 900 000 anni fa: avviene la migrazione degli ominidi dall'Africa all'Asia e poi ancora all'Europa. Dalla specie umana presente in Europa per mezzo milione di anni, prende origine circa 100 000 anni fa la specie Homo neanderthalensis, che si estingue circa 30 000 anni fa, dopo l'arrivo in Europa dell'Homo sapiens, diretto progenitore dell'essere umano moderno.
  • 400 000 anni fa: "scoperta" del fuoco. Le prime tracce di utilizzazione del fuoco vengono rinvenute in Cina.[1] Dapprima l'uomo impara a conservare quello provocato dai fulmini o da altri disastri naturali, in seguito il fuoco verrà ottenuto con mezzi rudimentali e la conservazione del fuoco talora avrà anche carattere rituale.
  • 200 000 anni fa: Homo sapiens, essere umano attuale i cui reperti più antichi sono stati rinvenuti in Sudafrica nelle caverne dette Border Caves (datazione approssimativa 130-74 mila), nelle caverne della foce del fiume Klasies (datazione approssimativa 115-74 mila), nei ritrovamenti etiopici in tufi vulcanici della valle del fiume Omo, circa 200 000 anni fa[2], datati con tecniche basate sui rapporto isotopici dell'argon, a 195 000 anni con una incertezza di ± 5 000 anni.
  • 40-35 000 anni fa: l'Homo sapiens giunge in Europa, dove già vive l'Homo neanderthalensis.
  • 34-24 000 anni fa: Venere di Willendorf, tra le più antiche espressioni artistiche della scultura.
  • 30 000 anni fa: termina la lunga convivenza tra vari tipi di ominidi. Da questo momento in poi i paleoantropologi hanno rinvenuto solo reperti di Homo sapiens, unico discendente degli ominidi sopravvissuti.
  • 20 000 anni fa: invenzione dell'arco, dopo l'invenzione della lancia avvenuta diverse migliaia di anni prima, che permette la pratica abituale della caccia grossa.
  • 16 000 anni fa: in una grotta sotterranea nella Spagna orientale, in provincia di Valencia è stata ritrovata una rappresentazione di una figura umana, forse una donna, che raccoglie il miele da un alveare e lo mette in un cesto stando aggrappata a una scala di corda artisticamente intrecciata.
  • 15 000 anni fa: in una grotta in Francia è stata ritrovata la più antica rappresentazione della danza e del ballo in un graffito che rappresenta uno stregone nell'atto di svolgere una danza rituale.
  • 10 000 a.C.: fine dell'ultima glaciazione.
  • 11 000 - 9 000 anni fa: fondazione di Gerico, considerata la più antica città del mondo.
  • 8 000 a.C.: si stima che la popolazione mondiale nella sua totalità ammonti a circa 10 milioni di individui.
  • 6 000-5 000 a.C.: agricoltura. Il passaggio a un'economia agricola segna anche il passaggio dal nomadismo al sedentarismo che in seguito con l'avvio dell'urbanizzazione si intensificherà ulteriormente. Con l'agricoltura si ha una maggior necessità di avere figli e anche molti, di conseguenza aumenta e acquista un valore maggiore la fertilità e la figura della donna-madre, più ancora di quanto lo era già nell'epoca basata su un'economia di caccia e raccolta.
  • 3 500 a.C.: invenzione della scrittura. Convenzionalmente si pone termine al racconto della preistoria con questa invenzione e incomincia la storia vera e propria.
  • 3 500 a.C.: inizia l'epoca della metallurgia. La prima "civiltà dei metalli" comincia con l'uso dell'oro a scopi ornamentali e prosegue con l'età del rame, epoca in cui avvengono anche la domesticazione del cavallo e l'invenzione della ruota. Migliorando le tecniche di fusione, l'uomo impara a formare una lega del rame con lo stagno ottenendo così il bronzo, molto più duro ed utile per utensili ed armi. L'età del bronzo dura fino all'inizio dell'età del ferro, circa 1200 a.C.
  • 3 000 a.C.: prime grandi civiltà idrauliche sorte sui grandi fiumi del Nilo e del Tigri-Eufrate. La pianificazione e il controllo delle acque conducono ad uno sviluppo dell'economia agricola. Inizio dell'urbanizzazione e sviluppo delle scienze funzionali all'agricoltura: matematica, geometria, astronomia, ingegneria.
  • 2 200 - 1 200 a.C.: età del bronzo, che dura fino all'inizio dell'età del ferro, circa 1 200 a.C.
  • 1 100 a.C.: Sviluppo del primo alfabeto fonetico presso i Fenici.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ David Price, Energy and Human Evolution. URL consultato il 12 novembre 2007.
    «Il fuoco era usato dall'Homo Erectus nella Cina del nord più di 400,000 anni fa ed alcuni indizi suggeriscono che il suo uso possa essere addirittura precedente a questa data (Gowlett, 1984, pp. 181-82).».
  2. ^ I. McDougall, F. H. Brown e J. G. Fleagle, Stratigraphic placement and age of modern humans from Kibish, Ethiopia in Nature, vol. 433, nº 7027, 2005, pp. 733–736, DOI:10.1038/nature03258, PMID 15716951.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ian Tattersall, I signori del pianeta : la ricerca delle origini dell'uomo, Edizioni Codice/Le Scienze, 2013
  • Uomo, identità biologica e culturale, di Fiorenzo Facchini, in D.I.S.F., a cura di G. Tanzella-Nitti e A. Strumia, 2 voll., Urbaniana University Press - Città Nuova Editrice, Roma 2002
  • Parte avuta dal lavoro nel processo di umanizzazione della scimmia, 1876 di Friedrich Engels
  • Il fenomeno umano, 1938-1940 di Teilhard de Chardin
  • Una interpretazione biologica plausibile della storia umana: la formazione della "noosfera", 1947 di Teilhard de Chardin
  • Il posto dell'uomo nella natura (1 - Un fenomeno di contro-evoluzione in biologia umana o la paura dell'esistenza. 2 - Il gruppo zoologico umano. Strutture e direzioni evolutive), 1949 di Teilhard de Chardin
  • L'apparizione dell'uomo, 1956 di Teilhard de Chardin
  • Armi, acciaio e malattie, 1997 di Jared Diamond
  • Bibliografia specifica su "Origine ed evoluzione dell'uomo"

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

storia Portale Storia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di storia