Pan paniscus

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Bonobo
Bonobo.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EN it.svg
In pericolo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Haplorrhini
Infraordine Simiiformes
Parvordine Catarrhini
Superfamiglia Hominoidea
Famiglia Hominidae
Sottofamiglia Homininae
Tribù Hominini
Sottotribù Panina
Genere Pan
Specie P. paniscus
Nomenclatura binomiale
Pan paniscus
Schwarz, 1929
Nomi comuni

Bonobo, Scimpanzé pigmeo

Areali

Pan.png

Il bonobo (Pan paniscus, Schwarz 1929) è una grande scimmia antropomorfa altrimenti nota come scimpanzé pigmeo o scimpanzé nano; è stata riconosciuta come specie distinta dallo scimpanzé comune (Pan troglodytes) nel 1929 e recenti studi genetici hanno rilevato una differenza dello 0,7% tra i patrimoni genetici di questi due animali, confermando tale classificazione tassonomica. Secondo alcuni autori, la differenza tra i genomi di bonobo e quello dell'uomo ammonterebbe all'1,6% della sequenza, ma studi più recenti portano al 6% questo valore[1].

I bonobo si distinguono dagli scimpanzé comuni per il colore nero di tutto il muso tranne le labbra e i ciuffi di peli alla sommità della testa.

Indice

[modifica] Nome e classificazione tassonomica

Il nome scientifico della specie è Pan paniscus, è l'unica specie appartenente al genere Pan oltre a Pan troglodytes.

Studi preliminari sul DNA del bonobo suggerivano che fosse almeno al 95% uguale a quello dell'Homo sapiens, tanto che secondo alcuni scienziati dovrebbe essere riclassificato, insieme allo scimpanzé comune, come membro del genere Homo: Homo paniscus, Homo sylvestris o Homo arboreus. Secondo altri è il termine Homo sapiens ad essere inadeguato e l'umanità andrebbe riclassificata sotto il genere Pan.[2]
Tuttavia una tale riclassificazione comporterebbe una sostanziale revisione dell'intera tassonomia finora accettata delle specie più vicine all'uomo, quali gli australopiteci. Di fatto si tratta quindi di teorie lontane dal pensiero generale della comunità scientifica: in particolare alla luce del fatto che la separazione tra le specie appartenenti al genere Homo e quelle ad esso non appartenenti è attualmente fissata a 2 milioni di anni fa, mentre prove paleontologiche indicano che la separazione tra le linee evolutive dell'uomo e dello scimpanzé sarebbe avvenuta almeno 7 milioni di anni fa.

Inoltre grazie ai progressi dello Chimpanzee Genome Project, un progetto che si occupa di determinare la mappa completa dei geni di scimpanzé e bonobo, è ora possibile avere dati più precisi riguardo alle differenze genetiche tra gli uomini e le specie appartenenti al genere Pan: la differenza genetica sarebbe intorno al 6%, sensibilmente più grande di quanto ritenuto in precedenza.[1]

[modifica] Cenni storici

Il bonobo venne scoperto nel 1929, all'interno del museo di Tervuren in Belgio, per merito di Ernst Schwarz, un anatomista tedesco. Lo scienziato si accorse che alcuni crani della collezione del museo, allora ritenuti di giovani scimpanzé, appartenevano in realtà ad una specie nuova.[3]
La separazione tra bonobo e scimpanzé sarebbe dovuta al corso del fiume Congo, infatti a differenza dell'uomo questi primati non sono in grado di nuotare.[4]
I bonobo rimasero pressoché sconosciuti agli studiosi fino agli anni settanta, quando una spedizione scientifica giapponese andò ad osservare per la prima volta il comportamento di questi animali nel loro habitat naturale in Congo.[5] A tutt'oggi il sito di osservazione fondato dagli studiosi giapponesi a Wamba è la principale fonte di informazioni per lo studio dei bonobo in natura.[5][6]

[modifica] Descrizione

Un bonobo allo zoo di San Diego, California

Il bonobo è più gracile dello scimpanzé comune. La sua testa è più piccola ma la sua fronte è più alta. Ha un muso nero con labbra rosa, orecchie piccole, narici larghe e lunghi peli sulla testa. Le femmine hanno il petto leggermente più prominente rispetto a quello piatto di altre scimmie femmine, ma non prominente come quello degli umani. I maschi tendono ad essere più grandi e robusti delle femmine e, come gli scimpanzé, hanno canini ben sviluppati. Il bonobo ha anche torso sottile, spalle strette, collo sottile e gambe lunghe rispetto allo scimpanzé comune. Secondo alcuni studiosi tra cui Frans de Waal, le caratteristiche fisiche dei bonobo, rispetto a quelle degli scimpanzé, sarebbero più vicine alle caratteristiche degli ominidi,[7] tuttavia altri studiosi considerano queste affermazioni speculative in quanto le proprietà muscolari degli antichi ominidi non sono ricavabili dai reperti fossili.[8] Studi specifici su bonobo e scimpanzé dimostrano che i muscoli di queste scimmie antropomorfe sono notevolmente più efficienti di quelli degli esseri umani, probabilmente a causa di differenze fisiologiche del tessuto muscolare stesso.[8]

[modifica] Habitat e alimentazione

L'habitat naturale dei bonobo sono le foreste pluviali dell'Africa centrale al di sotto dei 1.500 metri di altitudine[9] e solo occasionalmente si avventurano in aree non boschive o savane. Hanno tendenze più arboree rispetto agli scimpanzé. I bonobo si alimentano principalmente di frutta,[10][11] ma integrano la loro dieta nutrendosi di animali vertebrati ed invertebrati,[10] tra cui altre scimmie.[12][13] È stato riportato anche un caso di cannibalismo, un evento che è attualmente ritenuto molto raro tra le scimmie antropomorfe.[13] Rispetto agli scimpanzé tendono a nutrirsi con maggiore frequenza di piante erbacee.[11]

Diversamente dagli scimpanzé i bonobo in natura non utilizzano strategie sofisticate per nutrirsi, mentre quelli in cattività mostrano una buona abilità nell'utilizzo di utensili vari.[3]

[modifica] Locomozione

Quando sono a terra i bonobo si comportano di preferenza da quadrupedi, usando le nocche delle mani come punto di appoggio per gli arti anteriori,[10][14] similmente a scimpanzé e gorilla. Sebbene alcuni esemplari in cattività abbiano mostrato una tendenza al bipedismo superiore a quella degli altri primati, osservazioni eseguite su esemplari in natura tendono a ridimensionare la propensione dei bonobo alla locomozione bipede.[14]

[modifica] Dati caratteristici

  • Taglia: 0,7 a 1,0 m
  • Peso: 45 kg (maschio), 30 kg (femmina)
  • Durata della vita: 40 anni
  • Durata della gestazione: da 230 a 240 giorni

[modifica] Organizzazione sociale e abitudini

Secondo alcuni studiosi la società dei bonobo è improntata sulla pacifica convivenza. Il professor Frans de Waal, uno psicologo che ha dedicato molto tempo allo studio dei bonobo in cattività, afferma che questi primati sono spesso capaci di altruismo, compassione, empatia, gentilezza, pazienza e sensibilità; la ragione di ciò, secondo il professor de Waal, sarebbe l'eccezionale propensione dei bonobo a praticare sesso ricreativo, ovvero non riproduttivo, anche omosessuale, attività che appianerebbe le tensioni all'interno del gruppo e che ridurrebbe la tendenza a difendere violentemente il territorio del branco.[3] L'esuberante sessualità dei bonobo, che è stata spesso accostata ai comportamenti umani e secondo de Waal sarebbe una forma evoluta di comunicazione sociale,[3] è uno degli aspetti più discussi del comportamento di questi primati. Gli studi specifici sulla sessualità dei bonobo nel loro ambiente naturale risultano significativamente differenti rispetto a quelli condotti sugli esemplari in cattività e non mostrano comportamenti eccezionali, se si eccettua il fatto che i bonobo talvolta si accoppino ventre contro ventre.[15] Il professor Takeshi Furuichi ha infatti osservato che il 95% dei rapporti sessuali delle femmine di bonobo dell'oasi di Wamba avvengono durante il periodo di massima ricettività sessuale, una cifra molto simile al 97% osservato per gli scimpanzé.[11] Il tasso di accoppiamenti in natura, sia per gli esemplari femmina che per i maschi, durante il periodo di ricettività sessuale delle femmine è leggermente più elevato tra gli scimpanzé che tra i bonobo, mentre le femmine di bonobo hanno periodi di ricettività lievemente più lunghi.[11]
Alcuni studiosi sono inoltre cauti nell'attribuire eccezionale mitezza ai bonobo, osservando che sia gli scimpanzé che i gorilla erano considerati specie poco aggressive prima che studi estensivi fossero condotti sul loro comportamento.[16] L'incontro tra comunità diverse di bonobo comporta atteggiamenti violenti ed aggressioni in circa il 50% dei casi.[11] Il sorprendente tasso di menomazioni fisiche osservato tra i bonobo in natura, quali la mancanza di almeno un dito tra i due terzi dei maschi, è stato ricondotto a comportamenti aggressivi intraspecifici.[16] Si è osservato infatti che il tasso di aggressioni fra maschi della stessa comunità è molto simile tra bonobo e scimpanzé.[17]

Le comunità dei bonobo sono composte di maschi, femmine e cuccioli. Secondo de Waal queste comunità seguono un modello matriarcale,[3] che sarebbe favorito dalla tendenza delle femmine di bonobo ad associarsi fra di loro;[11][17][18] tuttavia le femmine di grado più basso nella scala sociale tendono a migrare ed a legarsi con altre femmine in nuove comunità, mentre i maschi presentano un comportamento filopatrico e raramente abbandonano la comunità di appartenenza.[11][17] Si suppone che la tendenza delle femmine di bonobo ad associarsi tra di loro serva a ridurre la frequenza delle aggressioni nei loro confronti da parte degli esemplari maschi.[17] Tuttavia è stato osservato che la maggioranza della discendenza all'interno delle comunità è dovuta ai maschi dominanti, indice di un certo grado di competizione all'interno della comunità stessa sia tra i maschi, che tra le femmine.[17]

[modifica] Distribuzione

I bonobo vivono in una ristretta zona dell'Africa, nelle umide foreste pluviali del Congo, in un'area compresa tra il fiume Congo, a nord, ed il fiume Kasai a sud.[9] Lo scimpanzé comune vive sull'altra riva del Congo. Nessuna delle due specie è in grado di nuotare e ciò impedisce loro di entrare in contatto.
I bonobo sono tra i primati a maggiore rischio di estinzione, a causa della distruzione del loro habitat naturale, dell'instabilità politica e della lentezza riproduttiva.[3]

[modifica] Curiosità

  • A detta di alcuni ricercatori della Georgia State University, la scimmia bonobo Kanzi si sarebbe guadagnata il titolo di prima scimmia parlante della storia, avendo acquisito una notevolissima capacità di espressione e interazione, fino ad articolare alcune comprensibili parole parlate[19].
  • Bonobo Power è la quattordicesima traccia del disco Le dimensioni del mio caos di Caparezza, dedicata proprio al bonobo. Nella canzone, si sostiene ironicamente che il bonobo sia biologicamente superiore all'uomo, in virtù della sua pacifica e stabile organizzazione sociale dovuta alla mancanza di frustrazione sessuale.
  • Al Bonobo Kanzi è dedicata l'omonima canzone di Patrizia Laquidara contenuta del disco Indirizzo portoghese.

[modifica] Note

  1. ^ a b J. R. Minkel. "Human-Chimp Gene Gap Widens from Tally of Duplicate Genes". Scientific American, 2006.
  2. ^ Hecht, Jeff. Chimps are human, gene study implies. New Scientist 19/05/2003;.
  3. ^ a b c d e f Frans B. M. de Wall. Sesso e società nei bonobo. Le Scienze 1985; 321; 72-79.
  4. ^ "Chimpanzees Are Actually Three Distinct Groups, Gene Study Shows". Science Daily, 2007
  5. ^ a b Frans de Waal. "Bonobo: The Forgotten Ape". University of California Press, Berkeley, 1997. Capitolo I
  6. ^ Vanessa Woods. "What's a bonobo?". Psichology Today, 2010.
  7. ^ Frans de Waal. "Our Inner Ape". New York, Penguin, 2005. FAQ
  8. ^ a b Melanie Scholz, Kristiaan D'Aout, Maarten F. Bobbert, Peter Aerts. "Vertical Jumping Performance of Bonobo (Pan paniscus) Suggests Superior Muscle Properties". Proceedings: Biological Sciences, Vol. 273, No. 1598, 7/9/2006, pp. 2177-2184. The Royal Society.
  9. ^ a b Richard W. Wrangahm. Gli Scimpanzé. Da Animali di tutto il mondo, Volume 3, Euroclub Italia, 1986.
  10. ^ a b c voce "Bonobo or Pigmy Chimpanzee, Pan Paniscus, 2009" dalla Biblioteca on-line dello Zoo di San Diego
  11. ^ a b c d e f g Craig B. Stanford. "The Social Behavior of Chimpanzees and Bonobos: Empirical Evidence and Shifting Assumptions" da Current Anthropology, Vol. 39, No. 4, pp. 399-420. Chicago, The University of Chicago Press, 1998.
  12. ^ Martin Surbeck, Andrew Fowler, Caroline Deimel, Gottfried Hohmann. "Evidence for the consumption of arboreal, diurnal primates by bonobos (Pan paniscus)". American Journal of Primatology, Volume 71, Issue 2, pages 171–174, February 2009. Wiley-Liss, 2009.
  13. ^ a b Matt Walker. "Wild bonobo mother ape eats own infant in DR Congo". BBC Earth News, 2010.
  14. ^ a b K. D’Août, E. Vereecke, K. Schoonaert, D. De Clercq, L. Van Elsacker, P. Aerts. "Locomotion in bonobos (Pan paniscus): differences and similarities between bipedal and quadrupedal terrestrial walking, and a comparison with other locomotor modes" da Journal of Anatomy. Anatomical Society of Great Britain and Ireland, 2004.
  15. ^ Ben G. Blount. "Issues in Bonobo (Pan Paniscus) Sexual Behavior". American Anthropologist, New Series, Vol. 92, No. 3, pp. 702-714. Blackwell Publishing, 1990.
  16. ^ a b Bruce M. Knauft, Thomas S. Abler, Laura Betzig, Christopher Boehm, Robert Knox Dentan, Thomas M. Kiefer, Keith F. Otterbein, John Paddock and Lars Rodseth. "Violence and Sociality in Human Evolution". Current Anthropology, Vol. 32, No. 4 , pp. 391-428. The University of Chicago Press, 1991.
  17. ^ a b c d e Gottfried Hohmann, Barbara Fruth. "Intra- and Inter-Sexual Aggression by Bonobos in the Context of Mating". Behaviour, Vol. 140, No. 11/12, pp. 1389-1413. BRILL, 2003.
  18. ^ Takeshi Furuichi, Hiroshi Ihobe. "Variation in Male Relationships in Bonobos and Chimpanzees". Behaviour, Vol. 130, No. 3/4, Male Bonding in Non-Human Primates, pp. 211-228. BRILL, 1994.
  19. ^ Savage-Rumbaugh S., Lewin R., Kanzi: The Ape at the Brink of the Human Mind, Wiley 1994. ISBN 0-471-58591-2

[modifica] Bibliografia

  • Fruth, B., Benishay, J.M., Bila-Isia, I., Coxe, S., Dupain, J., Furuichi, T., Hart, J., Hart, T., Hashimoto, C., Hohmann, G., Hurley, M., Ilambu, O., Mulavwa, M., Ndunda, M., Omasombo, V., Reinartz, G., Scherlis, J., Steel, L. & Thompson, J. 2007. Pan paniscus. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
  • Frans B. M. de Waal - Frans Lanting Bonobo. The Forgotten Ape, University of California press, Berkeley - Los Angeles - London 1997
  • Groves C. Pan paniscus. In: D.E. Wilson; D.M. Reeder, Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference. 3rd edition, Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4

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