Cultura del Gaudo

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Ceramica cerimoniale della Cultura del Gaudo

La necropoli del Gaudo, è un sito archeologico della zona di Paestum, casualmente scoperta dagli alleati anglo-americani nel 1944, durante la costruzione di una pista d'atterraggio, presenti in zona dopo l'Operazione Avalanche.

Le tracce più antiche di insediamenti umani nella zona pestana risalgono al paleolitico; le più recenti sono quelle che si riferiscono alla cosiddetta cultura del Gaudo.

Posta a circa un chilometro da Paestum la necropoli venuta alla luce si estende per un'area di circa 2000 m², in cui sono state rinvenute 34 tombe.

[modifica] Sepolture

Esempio di sepoltura del Gaudo: un accesso con anticamera, da cui si diramano due camere funerarie, contenenti ceramica cerimoniale e scheletri umani in posizione fetale.

Le tombe a "forno" erano scavate nella roccia con un pozzetto d'accesso ed una o due camere sepolcrali a sepoltura multipla.

Il rito funebre era svolto da più persone; una volta conclusosi, la cella sepolcrale era chiusa da un gran masso.

Le sepolture erano utilizzate per successive deposizioni; in questo caso i resti del defunto più recente venivano spostati in fondo alla cella, insieme a quelli che lo avevano preceduto. Nelle tombe sono stati ritrovati numerosi askoi, caratteristici vasi a saliera.

Lo studio della disposizione delle ossa e degli arredi funebri ha fatto ritenere agli studiosi che queste genti si raggruppassero in clan familiari di indole guerriera.

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