Sele

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Sele
Sele
Stato Italia Italia
Regioni Campania Campania
Lunghezza 64 km
Portata media 69 m³/s
Bacino idrografico 3.223 km²
Altitudine sorgente 420 m s.l.m.
Nasce Caposele
Sfocia Mar Tirreno nel Golfo di Salerno presso Eboli

Il Sele è un importante fiume della Campania lungo 64 km, il secondo della regione e del Mezzogiorno d'Italia per volume medio d'acque dopo il Volturno, tributario del Mar Tirreno. Il corso del fiume è tutelato dalla Riserva naturale Foce Sele - Tanagro.

Il corso del fiume[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume nasce alle pendici sud-orientali del Monte Paflagone (contrafforte del Monte Cervialto), presso il comune di Caposele in provincia di Avellino.

Le sorgenti principali, dette "della Sanità", (attualmente quasi del tutto incanalate per alimentare il grande Acquedotto pugliese), sgorgano a 420 m s.l.m. nel centro del paese; più a valle, il primo affluente è il Rio Zagarone che proviene dal monte Cervialto. Prende a scorrere in seguito verso sud costeggiando la rocca di Quaglietta, i Bagni di Contursi e ricevendo presso Contursi Terme da sinistra il Tanagro, principale tributario, che ne incrementa notevolmente la portata.

Da questa confluenza il fiume rallenta la propria corsa scorrendo copioso d'acque con andamento meandriforme, attraversando l'oasi di Persano, zona di notevole attrattiva naturalistica dove a seguito di una diga realizzata nel 1932, si è creato l'invaso artificiale di Persano.

Presso Eboli il fiume entra in un'ampia e fertile pianura alluvionale nota come la piana del Sele, scorrendo pigro e ampio. Presso Ponte Barizzo il Sele riceve l'ultimo tributario importante: il Calore Lucano. Da qui alcuni meandri guidano il fiume nel suo ultimo tratto prima di riversarsi nel Golfo di Salerno con una foce ad estuario.

Gli affluenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel tratto vallivo superiore i maggiori affluenti del Sele sono il torrente Temete, il vallone della Noce, il torrente Mezzana, il torrente Bisigliano, (a sinistra), il Rio Zagarone, il vallone S. Paolo, il torrente Piceglia, il fiume Acquabianca, il vallone Grande, il torrente Vonghia (a destra).
Nel tratto vallivo medio riceve invece da sinistra i fiumi Tanagro e Calore Lucano ed i torrenti Alimenta e Lama; da destra il fiume Trigento, il torrente Acerra, il Tenza, il vallone Telegro, i canali Acque Alte Lignara e Campolungo.

Caratteri idrologici[modifica | modifica wikitesto]

Il Sele è un fiume assai ricco d'acque (le sue sorgenti sono per gran parte captate dall'Acquedotto Pugliese) e dalla portata abbastanza costante (alla foce circa 69 m³/s). Può essere però soggetto a piene importanti in caso di forti precipitazioni, soprattutto a causa dei pesanti contributi di Tanagro e Calore Lucano.

Aspetti[modifica | modifica wikitesto]

Il Tanagro, principale tributario del Sele, è in realtà molto più lungo (92 km) e con un bacino assai più esteso (1.835 km²) rispetto a quest'ultimo nel punto di confluenza (pur se minore come portata), e visto soprattutto sulle carte, può essere confuso come fiume principale. Da sottolineare inoltre che sommando entrambi i tratti di fiumi in questione si otterrebbe il fiume Tanagro-Sele lungo oltre 130 km, che risulterebbe dunque il secondo per lunghezza della regione Campania dopo il Volturno.

Gestione del bacino idrico[modifica | modifica wikitesto]

Il Sele è gestito da tre autorità di bacino indipendenti, uno per la sponda destra, uno per la sponda sinistra e uno interregionale fra Campania e Basilicata.

I consorzi che gestiscono i terreni sono:

Fino agli anni ottanta esisteva anche il Consorzio di bonifica Tenza, accorpato al Destra Sele.

Heraion alla foce del Sele[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Heraion alla foce del Sele.
I resti del santuario di Hera Argiva alla foce del Sele

Presso il termine del suo corso nel Mar Tirreno sono i presenti i resti dello Heraion alla foce del Sele, un antico santuario della Magna Grecia dedicato alla dea Era, a circa 9 km dalla città di Paestum, scoperto negli anni trenta da Umberto Zanotti Bianco e Paola Zancani Montuoro, la cui fondazione mitologica è attribuita a Giasone e collegata alla spedizione degli Argonauti[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Strabone, Geografia. VI, 1. [1] (EN) , da Perseus Project

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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