Mezzogiorno (Italia)

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Mezzogiorno
Mezzogiorno – Veduta
Stati Italia Italia
Territorio Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia
Superficie 123 024 km²
Abitanti 20 610 490[1] (30-04-2013)
Densità 167,53 ab./km²
Mezzogiorno – Mappa

Il Mezzogiorno o Meridione d'Italia è una macro-regione economica comprendente l'Italia Meridionale e quella insulare.

Storicamente corrisponde con buona approssimazione alle regioni comprese nell'ex Regno delle Due Sicilie (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia)[2] più la Sardegna, ed includendo nella definizione storica anche una parte del Basso Lazio ed il Circondario di Cittaducale.

Lo sviluppo di questa macroregione italiana è oggetto di studi da parte di Istituzioni specializzate come la Svimez[3] con sede a Roma e l'Associazione studi e ricerche per il Mezzogiorno[4] con sede a Napoli.

L'appartenenza dell'isola di Sardegna alla suddetta macroregione è controversa, in virtù del posizionamento geografico, della storia del tutto peculiare, della specificità linguistica e culturale, nonché di diverse "anomalie" socio-economiche.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Italia Meridionale e Italia insulare.

Il Mezzogiorno confina a nord-ovest con il Lazio, nord-est con le Marche e a sud con il mar Mediterraneo. Il suo territorio è prevalentemente collinare-montuoso, le pianure più estese sono: il Tavoliere delle Puglie (seconda pianura più estesa della penisola italiana), la pianura salentina, il Campidano, la piana di Metaponto, la piana del Sele, la Piana di Sibari e la piana di Catania.

È attraversato da nord a sud dalla catena montuosa degli Appennini, le vette più elevate sono il Gran Sasso d'Italia 2.912 m, monte Amaro 2.793 m, monte Miletto 2.050 m (Massiccio del Matese), il monte Terminio 1.783 m ed il Monte Cervialto 1.809 m (Appennino campano), il monte Pollino 2.248 m, serra Dolcedorme 2.267 m, monte Papa 2.005 m, monte Alpi 2.000 m (Appennino lucano), monte Botte Donato 1.930 m Appennino calabro, Montalto (Aspromonte) 1.956 m Aspromonte che rientra nel territorio del Parco nazionale dell'Aspromonte, di cui costituisce una delle principali attrattive; il monte Cervati 1.899 m e il monte Gelbison (o Sacro Monte di Novi Velia) i quali si trovano ambedue nel parco Nazionale del Cilento, il Roccamonfina alto 1.006 m.

Il Mezzogiorno (definizione "allargata" in rosa chiaro, definizione "ristretta" in rosa scuro)

I mari che bagnano le regioni Meridionali sono Adriatico, Ionio, Tirreno.

Le città che hanno ottenuto il riconoscimento di città metropolitana sono Napoli, Palermo, Bari, Cagliari, Catania, Messina e Reggio Calabria.

Il clima è tipicamente mediterraneo sulle coste e continentale all'interno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Abruzzo, Storia della Campania, Storia della Puglia, Storia della Basilicata, Storia della Calabria, Storia della Sicilia e Storia della Sardegna.

Le prime tracce umane nel Mezzogiorno risalgono al paleolitico in base ai ritrovamenti di utensili tipo amigdala a Capri (NA) e a Castelpagano (BN) ed i manufatti di tipo musteriano a Palinuro (SA), Tufara (BN), Grottaminarda (AV), Nerano (NA) e Montemiletto (AV)[5]. Considerando, inoltre, i più antichi nuclei indo-europei dei Sardi (1800 a.C.), dei Siculi (1000-650 a.C.) e dei Sanniti (1000 a.C.)[6], l'Italia meridionale fu colonizzata dai greci che, nell'VIII secolo a.C. con un flusso migratorio originato da singole città greche, fondarono città come Zankle (Messina), Pithekusa (sull'isola di Ischia), Rhegion (Reggio di Calabria), Kroton (Crotone), Kyme (Cuma), Metapontion (Metaponto) e Taras (Taranto)[7]. Le colonie, che si estendevano dalla Calabria alla Sicilia, dalla Campania alla Puglia, divennero così la culla della civiltà europea e non solo.

A partire dal IV secolo a.C. fu progressivamente conquistata dai romani, che diedero grande impulso alle unità urbane, costruendo strade, città, templi, palazzi, acquedotti ed altre infrastrutture, imponendosi definitivamente dopo la seconda guerra punica[7]. Prima con le invasioni barbariche e poi con i Bizantini, vide l'alternarsi di molte entità politiche, che ne occuparono quasi tutto il territorio. Le ultime e rilevanti potenze, poco prima dell'unificazione politica, furono il Regno delle due Sicilie, sotto i Borbone di Napoli, e quello di Sardegna infine assegnato ai Savoia con un trattato ratificato all'Aia nel 1720, a seguito di una plurisecolare sovranità iberica sulla quale il Regno sardo stesso era stato fondato.

Province delle Due Sicilie nel 1454

Nel XIX secolo il Regno delle Due Sicilie, sotto i Borbone, ebbe un'economia vivace, aperta ad iniziative industriali a livello nazionale, europeo e mondiale con promettenti industrie rispetto al Nord (le Officine di Pietrarsa, la più grande industria metalmeccanica in Italia all'unificazione che fu riprodotta in miniatura dall'Ansaldo). Il sistema bancario meridionale, inoltre, era solido e non aveva bisogno di grandi aiuti esteri. Esistevano tre complessi per produrre locomotive: Pietrarsa, Guppy e Ansaldo, due erano del sud ma si nota come l'Ansaldo di Genova avesse solo 400 addetti, mentre Pietrarsa più di 1000[8] L'economia vantava, inoltre, il maggiore numero di società per azioni in Italia, terza flotta mercantile nel mondo, prima compagnia di navigazione del Mediterraneo, la più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato e inoltre anche la più grande Industria Navale d'Italia per numero di operai e grandezza.[9]. Prima dell'Unità d'Italia, inoltre, il bilancio del Regno delle Due Sicilie era in attivo, pur avendo una "spesa sociale" non indifferente[10].

In seguito all'Unità d'Italia, il mancato sviluppo economico della parte meridionale del paese, diede origine, a partire dal 1870, alla questione meridionale e ad una corrente di pensiero e ricerca storica detta ”meridionalismo[11].

Dopo il 1880, a seguito della crisi agraria che interessò il Mezzogiorno, si inasprì la povertà delle regioni meridionali, favorendo una massiccia emigrazione verso le Americhe. La crisi fu determinata dal crollo delle esportazioni dei prodotti agrari a causa della politica nazionale a favore delle industrie del nord[12]. I primi governi nazionali favorirono le imprese del nord con una politica di dazi sui manufatti industriali stranieri: senza dazi alle frontiere, infatti, i manufatti nazionali erano molto più costosi di quelli stranieri.

La politica di governo - che già aveva trasferito fisicamente fabbriche dal sud al nord (un esempio celebre sono i cantieri navali campani, ricostruiti in Liguria)[13] – determinò, però, la reazione dei paesi stranieri che introdussero dazi sui prodotti italiani, causando la rovina del settore agricolo meridionale e veneto. Le esportazioni di prodotti agrari crollarono. Le campagne furono letteralmente abbandonate e iniziò la piaga dell'emigrazione[14][15][16][17].

Nel corso del Novecento le direttrici migratorie si spostarono verso l'Europa centrale e settentrionale (Francia, Germania, Svizzera e Belgio) e, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, verso l'Italia settentrionale (segnatamente Piemonte e Lombardia) quando la ricostruzione richiamò manodopera per il lavoro nelle fabbriche.

Tutti i governi che si sono succeduti nel corso del XX secolo si sono adoperati, spesso con scarsi risultati, con interventi speciali sulle aree interessate, al fine di diminuire lo squilibrio che a molti livelli lasciava il Mezzogiorno lontano dalle restanti regioni italiane, a partire dalla legge speciale per Napoli, voluta fortemente da Francesco Saverio Nitti.

Durante il periodo fascista, parte dell'attuale Lazio (il circondario di Sora e quello di Gaeta) fu scorporata dalla ex provincia di Terra di Lavoro del Regno delle Due Sicilie e quindi dal Mezzogiorno. Lo stesso accadde a territori abruzzesi come l'area di Amatrice, Cittaducale e Leonessa, assegnata al Lazio da Mussolini.

Dopo la seconda guerra mondiale, fu istituito un apposito ente pubblico che aveva funzioni di realizzare politiche incentivanti la produzione e sussidiarie delle economie locali: la Cassa per il Mezzogiorno (CASMEZ). L'attività di tale ente, che soprattutto nei suoi primi venti anni di vita aveva contribuito a ridurre il divario tra il Mezzogiorno ed il resto del Paese, è cessata negli anni novanta ed è stata più volte oggetto di sospetti per una presunta gestione clientelare da parte della politica a partire dagli anni settanta.

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione residente nel Mezzogiorno ammonta a 20.793.065 abitanti[1] suddivisa come segue:

Regioni[modifica | modifica wikitesto]

Regione Capoluogo Abitanti
Abruzzo Abruzzo L'Aquila-Stemma.png L'Aquila 1 331 749
Basilicata Basilicata Potenza (Italia)-Stemma.png Potenza 575 933
Calabria Calabria Catanzaro-Stemma.png Catanzaro 1 978 133
Campania Campania CoA Città di Napoli.svg Napoli 6 069 965
Molise Molise Campobasso-Stemma.png Campobasso 313 278
Puglia Puglia CoA Città di Bari.svg Bari 4 087 758
Sardegna Sardegna Cagliari-Stemma.png Cagliari 1 661 630
Sicilia Sicilia Palermo-Stemma uff.png Palermo 5 089 386

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito si riporta l'elenco della popolazione residente nei comuni con più di 50.000 abitanti[18].

# Comune Regione Provincia Abitanti Note
1 Napoli-Stemma.png Napoli Campania Campania Napoli Napoli 989.845 (30/11/2014)
2 Palermo-Stemma uff.png Palermo Sicilia Sicilia Palermo Palermo 676.118 (30/11/2014)
3 CoA Città di Bari.svg Bari Puglia Puglia Bari Bari 321.687 (30/11/2014)
4 Catania-Stemma.png Catania Sicilia Sicilia Catania Catania 315.576 (30/11/2014)
5 Messina-Stemma.png Messina Sicilia Sicilia Messina Messina 240.725 (30/11/2014)
6 Taranto-Stemma.png Taranto Puglia Puglia Taranto Taranto 204.731 (30/11/2014)
7 Reggio Calabria Stemma.png Reggio di Calabria Calabria Calabria Reggio Calabria Reggio Calabria 184.537 (30/11/2014)
8 Foggia-Stemma.png Foggia Puglia Puglia Foggia Foggia 152.854 (30/09/2014)
9 Cagliari-Stemma.png Cagliari Sardegna Sardegna Cagliari Cagliari 154.543 (31/07/2014)
10 Salerno-Stemma.png Salerno Campania Campania Salerno Salerno 133.199 (30/11/2014)
11 Sassari-Stemma.png Sassari Sardegna Sardegna Sassari Sassari 127.735 (31/07/2014)
12 Siracusa-Stemma.png Siracusa Sicilia Sicilia Siracusa Siracusa 122.304 (30/11/2013)
13 Pescara-Stemma.png Pescara Abruzzo Abruzzo Pescara Pescara 121.416 (30/11/2014)
14 Giugliano in Campania-Stemma.png Giugliano in Campania Campania Campania Napoli Napoli 120.194 (31/01/2014)
15 Andria-Stemma.png Andria Puglia Puglia Barletta-Andria-Trani Barletta-Andria-Trani 100.432 (30/06/2013)
16 Barletta-Stemma.png Barletta Puglia Puglia Barletta-Andria-Trani Barletta-Andria-Trani 95.018 (30/11/2014)
17 Lecce-Stemma.png Lecce Puglia Puglia Lecce Lecce 94.108 (30/09/2014)
18 Catanzaro-Stemma.png Catanzaro Calabria Calabria Catanzaro Catanzaro 91.028 (31/12/2013)
19 Brindisi-Stemma.png Brindisi Puglia Puglia Brindisi Brindisi 89.165 (04/2014)
20 Torre del Greco-Stemma.png Torre del Greco Campania Campania Napoli Napoli 87.384 (31/12/2013)
21 Marsala-Stemma.png Marsala Sicilia Sicilia Trapani Trapani 82.937 (31/12/2014)
22 Pozzuoli-Stemma.png Pozzuoli Campania Campania Napoli Napoli 81.856 (14/01/2015)
23 Casoria-Stemma.png Casoria Campania Campania Napoli Napoli 79.542 (31/08/2014)
24 Gela-Stemma.png Gela Sicilia Sicilia Caltanissetta Caltanissetta 76.826 (30/12/2013)
25 Caserta-Stemma.png Caserta Campania Campania Caserta Caserta 76.781 (30/11/2014)
26 Ragusa-Stemma.png Ragusa Sicilia Sicilia Ragusa Ragusa 72.812 (31/12/2013)
27 Altamura-Stemma.png Altamura Puglia Puglia Bari Bari 70.688
28 Quartu Sant'Elena-Stemma.png Quartu Sant'Elena Sardegna Sardegna Cagliari Cagliari 70.634 (31/07/2014)
29 Lamezia Terme-Stemma.png Lamezia Terme Calabria Calabria Catanzaro Catanzaro 70.452 (31/12/2013)
30 L'Aquila-Stemma.png L'Aquila Abruzzo Abruzzo L'Aquila L'Aquila 70.221
31 Trapani-Stemma.png Trapani Sicilia Sicilia Trapani Trapani 69.293 (30/12/2013)
32 Cosenza-Stemma.png Cosenza Calabria Calabria Cosenza Cosenza 67.760 (30/09/2014)
33 Potenza (Italia)-Stemma.png Potenza Basilicata Basilicata Potenza Potenza 67.367 (maggio 2014)
34 Afragola-Stemma.png Afragola Campania Campania Napoli Napoli 65.522 (30/04/2014)
35 Castellammare di Stabia-Stemma.png Castellammare di Stabia Campania Campania Napoli Napoli 64.506 (31/12/2010)
36 Caltanissetta-Stemma.png Caltanissetta Sicilia Sicilia Caltanissetta Caltanissetta 63.034 (30/12/2013)
37 Vittoria (Italia)-Stemma.png Vittoria Sicilia Sicilia Ragusa Ragusa 62.748 (30/08/2013)
38 Crotone-Stemma.png Crotone Calabria Calabria Crotone Crotone 60.884 (31/07/2014)
39 Matera-Stemma.png Matera Basilicata Basilicata Matera Matera 60.556 (febbraio 2014)
40 Benevento-Stemma.png Benevento Campania Campania Benevento Benevento 60.385 (novembre 2014)
41 Molfetta-Stemma.png Molfetta Puglia Puglia Bari Bari 60.338 (31/12/2012)
42 Acerra-Stemma.png Acerra Campania Campania Napoli Napoli 59.567 (30/11/2014)
43 Marano di Napoli-Stemma.png Marano di Napoli Campania Campania Napoli Napoli 59.457 (31/01/2014)
44 Agrigento-Stemma.png Agrigento Sicilia Sicilia Agrigento Agrigento 59.010 (30/12/2013)
45 Olbia-Stemma.png Olbia Sardegna Sardegna Olbia-Tempio Olbia-Tempio 58.484 (30/9/2014)
46 Cerignola-Stemma.png Cerignola Puglia Puglia Foggia Foggia 58.213 (30/11/2014)
47 Manfredonia-Stemma.png Manfredonia Puglia Puglia Foggia Foggia 57.299 (30/06/2014)
48 Bitonto-Stemma.png Bitonto Puglia Puglia Bari Bari 56.043 (dicembre 2013)
49 Trani-Stemma.png Trani Puglia Puglia Barletta-Andria-Trani Barletta-Andria-Trani 55.810 (31/07/2013)
50 Portici-Stemma.png Portici Campania Campania Napoli Napoli 55.513 (30/09/2014)
51 Bisceglie-Stemma it.png Bisceglie Puglia Puglia Barletta-Andria-Trani Barletta-Andria-Trani 55.424 (01/01/2014)
52 Avellino-Stemma.png Avellino Campania Campania Avellino Avellino 55.205 (30/11/2014)
53 Teramo-Stemma.png Teramo Abruzzo Abruzzo Teramo Teramo 54.964 (30/11/2014)
54 Modica-Stemma.png Modica Sicilia Sicilia Ragusa Ragusa 54.854 (31/12/2013)
55 San Severo-Stemma.png San Severo Puglia Puglia Foggia Foggia 54.305 (31/08/2014)
56 Bagheria-Stemma.png Bagheria Sicilia Sicilia Palermo Palermo 54.257 (30/09/2012)
57 Cava de' Tirreni-Stemma.png Cava de' Tirreni Campania Campania Salerno Salerno 53.520 (31/12/2010)
58 Montesilvano-Stemma.png Montesilvano Abruzzo Abruzzo Pescara Pescara 53.510 (30/11/2014)
59 Ercolano-Stemma.png Ercolano Campania Campania Napoli Napoli 53.057 (31/08/2013)
60 Aversa-Stemma.png Aversa Campania Campania Caserta Caserta 52.813 (01/01/2013)
61 Acireale-Stemma.png Acireale Sicilia Sicilia Catania Catania 52.792 (30/12/2013)
62 Chieti-Stemma.png Chieti Abruzzo Abruzzo Chieti Chieti 52.218 (30/11/2014)
63 Battipaglia-Stemma.png Battipaglia Campania Campania Salerno Salerno 50.485 (31/01/2013)
64 Scafati-Stemma.png Scafati Campania Campania Salerno Salerno 50.275 (30/09/2013)
65 Mazara del Vallo-Stemma.png Mazara del Vallo Sicilia Sicilia Trapani Trapani 50.096 (31/12/2011)

Note sulle principali unità urbane[modifica | modifica wikitesto]

  • Fra le città più popolose del Meridione d'Italia, vi sono 6 capoluoghi di regione: Napoli (Campania), Palermo (Sicilia), Bari (Puglia), Cagliari (Sardegna), Catanzaro (Calabria) e L'Aquila (Abruzzo);
  • Le 5 città più popolose del Mezzogiorno (Napoli, Palermo, Bari, Catania e Messina), assieme a Reggio Calabria (settima) e Cagliari (ottava), sono anche fra le 15 città metropolitane italiane;
  • Le prime 15 città sono anche dette "grandi città italiane", in quanto popolate da almeno 100.000 abitanti;
  • Fra le prime 15 città del Meridione d'Italia, ve ne sono 2 (Reggio Calabria e Pescara) ad essere anche le più popolose delle rispettive regioni (Calabria e Abruzzo), pur non essendone capoluoghi di regione;
  • Fra le prime 15 città del Meridione d'Italia ve n'è solo una (Giugliano in Campania), ad essere compresa fra le cosiddette "grandi città italiane", pur non essendo capoluogo di provincia;
  • Catania è la città non capoluogo di regione più popolosa d'Italia;
  • Giugliano in Campania è la città non capoluogo di provincia più popolosa d'Italia.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Prodotto interno lordo pro capite nelle regioni dell' Unione Europea nel 2009 secondo Eurostat

Nonostante il mutamento avvenuto negli ultimi 30 anni, sussiste un profondo divario economico tra regioni del nord Italia e quelle del sud. Basti pensare che per ogni euro di PIL al sud se ne producono due al centro-nord[19]. A peggiorare la situazione concorrono diversi fattori. In primis i problemi dell'offerta per la quale si perdono più posti di lavoro durante le fasi di recessione di quanto se ne creino durante le fasi di espansione. Secondariamente, i problemi della domanda che vede acuirsi la distanza tra beni di mercato e tra servizi sociali alimentati rispettivamente dalla produttività del nord e dall'assistenzialismo del sud[20].

Il Mezzogiorno rappresenta circa un terzo della forza lavoro dell'Italia, eppure oltre il 20% della popolazione è esclusa dal mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione, in particolare, colpisce i giovani sotto i 24 anni per oltre il 50%[19]. Tra le cause di tale problema concorrono, tra l'altro, la carenza di investimenti, la dotazione di infrastrutture, la diffusione di attività illegali e la bassa accumulazione di capitale sociale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 30/04/2013
  2. ^ La programmazione dei fondi strutturali comunitari.
  3. ^ Sito Svimez.
  4. ^ Sito SRM.
  5. ^ La Porta G. (1994) Neapolis, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, p. 15
  6. ^ Aa., Vv. (1995) Le genti sicule, in “Viaggio nelle meraviglie dell'archeologia”, Istituto Geografico De Agostini, Novara, p. 9; Id., La civiltà nuragica, p. 133; Id., Le tribù del sannio, p. 361, ISBN non esistente
  7. ^ a b Aa., Vv. (1954) I cinque libri del sapere. Il libro della storia, Milano, Garzanti, p. 77, 169, ISBN non esistente
  8. ^ Il Regno delle Due Sicilie, primati e attività.
  9. ^ Oltre a ciò il sud poté vantare un'innumerevole lista di primati come prima ferrovia italiana, prima galleria ferroviaria al mondo, primo telegrafo elettrico, prima nave da crociera in Europa, prima nave a vapore del Mediterraneo, prima rete di fari con sistema lenticolare, primo telegrafo sottomarino dell'Europa continentale, tra i primi esperimenti di illuminazione elettrica in Italia, primo sismografo elettromagnetico del mondo e prima locomotiva a vapore costruita in Italia, cfr. Vocino M. (2007) Primati del Regno di Napoli, Grimaldi, Napoli, ISBN 978-88-89879-19-1.
  10. ^ Denis Mack Smith, Storia d'Italia dal 1861 al 1997, Bari, Laterza, 1998, ISBN 88-420-5345-7.
  11. ^ Villari P. (1972) Le lettere meridionali ed altri scritti sulla questione sociale in Italia, Torino, Loescher (ed. orig. 1875), p. 156, ISBN non esistente
  12. ^ Pino Aprile, Terroni.Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero meridionali, Roma, Piemme, 2010, ISBN 978-88-566-1273-8.
  13. ^ Mezzogiorno, domenica 27 giugno 2010.
  14. ^ Gigi Di Fiore, Controstoria dell'Unità d'Italia. Fatti e misfatti del Risorgimento, Milano, Ed. Rizzoli, 2007, ISBN 978-88-17-01846-3.
  15. ^ Carlo Scarfoglio, Il Mezzogiorno e l'Unità d'Italia, Firenze, Parenti, 1953, ISBN 54005018ISBN non valido (aiuto).
  16. ^ Carlo Alianello, La conquista del Sud, Milano, Rusconi Editore, 1994, ISBN 88-18-70033-2.
  17. ^ Nicola Zitara, L'unità truffaldina. URL consultato il 23 ottobre 2009.
  18. ^ Bilancio demografico Istat 2014
  19. ^ a b Musella M., Carniti P., Frisanco R. (1999) Mezzogiorno: come valorizzare le risorse, Roma, Fondazione Italiana per il Volontariato, p. 11, 15, 57, 67, ISBN 88-87154-27-9.
  20. ^ ”Il Mattino”, 2 novembre 2000, Imprese del nord sbarcano nel Mezzogiorno?, p. 18

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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