Goti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Goti
Goti
L'area verde è l'estensione tradizionale di Götaland e l'area rosa scuro è l'isola di Gotland. L'area rossa è l'estensione della Cultura di Wielbark nel primo III secolo, e l'area arancione è la Cultura di Černjachov, nel primo IV secolo. L'area viola è l'Impero Romano
Sottogruppi
Luogo d'origine Scandinavia meridionale
Periodo Dal I millennio a.C. al VI secolo d.C.
Lingua Lingua gotica
Distribuzione
Scandinavia
Germania Magna (attuale Polonia)
Scizia (Ucraina e Bielorussia) e Dacia (Romania)
Impero romano

I Goti (in latino Gothones) furono una federazione[1] di tribù germaniche orientali che invasero l'Europa centro-meridionale nell'ultimo periodo dell'Impero romano d'Occidente, che, secondo le loro stesse tradizioni, erano originarie dell'isola di Gotland e della regione di Götaland in Svezia. A ondate sbarcarono sulle coste del Mar Baltico e da qui si spinsero a sud conquistando le popolazioni che trovarono sul loro cammino. Due tribù strettamente apparentate, i Gutar e i Götar, che rimasero in Scandinavia, sono anche annoverate fra i Goti con i nomi, rispettivamente, di Gotlandi e Geati.

Arrivati a contatto con il mondo romano nella zona della foce del fiume Danubio e del Regno del Bosforo Cimmerio attorno al 230, erano considerati più vicini agli Sciti che ai Germani,[2] e furono a più riprese nemici dei vari imperatori e a volte alleati contro altre popolazioni barbariche nel corso di tutto il III e IV secolo. Sappiamo che la prima suddivisione interna di questa federazione di tribù, fu tra le due maggiori tribù (si pensa fossero non meno di dodici): quella dei Tervingi a occidente e Grutungi a oriente.[3]

La divisione successiva in Visigoti (ramo occidentale; dal tedesco Westgoten) e Ostrogoti (ramo orientale; dal tedesco Ostgoten) avvenne solo sul finire del IV secolo, anche se è diventato uso comune accomunare i primi ai Tervingi e i secondi ai Grutungi. Nel IV e V secolo furono spinti a occidente dagli Unni e, dopo la fine dell'Impero romano d'Occidente (476), fondarono i regni romano-barbarici visigoto, grosso modo tra le attuali Francia e Spagna, e il regno ostrogoto, che comprendeva l'Italia e la Penisola balcanica nordoccidentale.

Etnonimo[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fibula gotica a forma di aquila

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Testimonianze storiche[modifica | modifica wikitesto]

La nostra unica fonte per la storia antica dei Goti è l'opera Getica di Giordane (pubblicata nel 551), una condensazione dei dodici volumi di storia dei Goti, andati perduti, scritti in Italia da Cassiodoro. Forse neanche Giordane ebbe modo di consultare questo lavoro, per cui queste informazioni sulla storia antica andrebbero trattate con cautela. Cassiodoro era in una buona posizione per scrivere dei Goti, in quanto era un importante ministro di Teodorico il Grande, che si dice avesse sentito alcuni canti gotici che raccontavano delle loro tradizionali origini.

Spiegando le origini dei Goti, Giordane racconta:

« Lo stesso potente mare ha anche nella sua regione artica, che è a nord, una grande isola chiamata Scandza, dalla quale la mia storia (per grazia di Dio) comincerà. La razza delle cui origini hai chiesto di sapere, si mosse come uno sciame di api dal centro di questa isola alle terre d'Europa. [...] Da questa isola di Scandza, come da un alveare di razze o un utero di nazioni, si dice che i Goti siano usciti, guidati dal loro re di nome Berig. Appena sbarcarono dalle loro navi e misero piede a terra, diedero immediatamente il loro nome al posto. E ancora oggi, esso è conosciuto come Gothiscandza. Presto però si mossero da qui alle terre abitate dagli Ulmerugi [ Rugi ], che in seguito si sarebbero spostati verso le sponde dell'oceano, scacciati dalle loro case »
(Giordane, De origine actibusque Getarum)

Nel I secolo, Tacito ubica i Gothones nell'odierna Polonia settentrionale:

« Al di là dei Lugi abitano i Gothones, sotto il governo di un re, che li tiene in una soggezione più stretta che tutti gli altri popoli germanici, non così stretta tuttavia da estinguere la loro libertà. Immediatamente confinanti sono i Rugi e i Lemovi sulle coste dell'oceano, e di queste nazioni le caratteristiche sono uno scudo rotondo, una spada corta e un re al governo »
(Tacito, De origine et situ Germanorum)

A causa del ruolo centrale che i Goti giocarono nella storia, le loro origini sono state discusse a lungo. Sebbene non siano state proposte teorie alternative alla loro apparenza di tribù germaniche della Polonia settentrionale, alcuni storici hanno espresso dubbi sul fatto che i Goti abbiano avuto origini in Scandinavia. Questo perché, ignorando Giordanes, la più antica evidenza letteraria dei Goti (Tacito e Plinio il Vecchio) li pone nella Vistola nel I secolo.

D'altra parte, lo studioso tedesco Reinhard Wenskus, ha osservato che se Giordane avesse voluto inventare un passato fittizio per i Goti, li avrebbe reclamati discendenti di locazioni prestigiose come Troia o Roma. Non avrebbe piazzato le loro origini nel barbarico Nord.

Testimonianze archeologiche[modifica | modifica wikitesto]

Invasione dei Goti: un dipinto del tardo XIX secolo di O. Fritsche ritrae i Goti come cavalieri.

Al di là dei racconti di Giordane, c'è un supporto sia linguistico che archeologico per le origini scandinave.

In Polonia, la più antica cultura materiale identificata con i Goti è la Cultura di Wielbark, che ha rimpiazzato la Cultura di Oksywie nel I secolo. Comunque, tra la tarda età del bronzo nordica e l'antica età del ferro pre-romana (1300 a.C. circa-300 a.C. circa), quest'area era influenzata dalla bassa Scandinavia. Infatti, l'influenza scandinava sulla Pomerania e la Polonia settentrionale circa dal 1300 a.C. in poi fu così considerevole che la regione a volte è inclusa nella cultura dell'età del bronzo nordica (Dabrowski 1989:73[non chiaro]). Durante il periodo 600 a.C.-300 a.C. il clima mite e asciutto della Scandinavia meridionale (di 2-3 gradi più caldo di oggi) si deteriorò considerevolmente, non solo cambiando drammaticamente la flora, ma forzando la gente a cambiare stile di vita e lasciare le abitazioni.

Si crede che i Goti abbiano attraversato il Mar Baltico tra la fine di questo periodo, nel 300 a.C. e il 100 d.C., e nella tradizionale provincia di Östergötland, in Svezia, evidenze archeologiche mostrano che ci fu un generale depopolamento in questo periodo. Lo spostamento in Polonia corrisponderebbe probabilmente all'introduzione delle tradizioni funerarie scandinave come i cerchi di pietre e i menhir, che indicano che gli antichi Goti preferivano seppellire i loro morti secondo le tradizioni scandinave. L'archeologo polacco Tomasz Skorupka dichiara che una migrazione dalla Scandinavia è un dato di fatto:

« A dispetto di molte controverse ipotesi riguardanti la locazione di Scandia (per esempio, l'isola di Gotlandia e le province di Västergötland e Östergötland), il fatto che i Goti siano giunti in terra polacca dal nord dopo aver attraversato il Mar Baltico con delle barche è certo »
(Tomasz Skorupka, ?)

Comunque, la cultura gotica sembra anche essere in continuità con le culture della regione, suggerendo che gli immigranti si siano mescolati con la popolazione, forse creando aristocrazie separate. Lo studioso di Oxford Peter Heather suggerisce che fu una migrazione relativamente piccola quella dalla Scandinavia (1996:25[non chiaro]). Questo scenario renderebbe la loro migrazione sul Baltico simile a molti altri movimenti di popolazioni nella storia, come l'invasione anglosassone, in cui i migranti hanno imposto la loro cultura e linguaggio agli indigeni. La Cultura di Wielbark si è poi spostata a sud-est verso il Mar Nero dalla metà del II secolo, e fu la parte più antica della Cultura di Wielbark, locata ad ovest della Vistola, quella che aveva tradizioni funerarie scandinave, che si mosse. Nell'odierna Ucraina, si imposero come governatori alla locale, probabilmente slava, Cultura di Zarubynci, formando la nuova Cultura di Černjachov (200 circa-400 circa).

Ci sono evidenze archeologiche e storiche dei continui contatti tra Goti e scandinavi durante la migrazione.

I-II secolo[modifica | modifica wikitesto]

Attorno al I secolo erano stanziati nel bacino della Vistola (chiamato Gothiscandza da Giordane) nell'attuale Polonia settentrionale lungo le rive del Baltico, provenienti dalla Scandinavia (isola di Gotland).[4] Da qui migrarono verso sud-est già dalla metà del II secolo, durante le guerre marcomanniche.

Combatterono, e temporaneamente soggiogarono, gli antenati degli Slavi, che vivevano tra il Mar Baltico e il mar Nero, e si stabilirono poi in Scizia, una vasta regione non bene definita che include le moderne Ucraina e Bielorussia (chiamata Oium da Giordane).

III secolo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Invasioni barbariche del III secolo, Regno del Bosforo Cimmerio, Tervingi e Grutungi.

Restarono una tribù unita fino al III secolo, quindi si divisero in Goti dell'Est o Grutungi (più tardi Ostrogoti) e Goti dell'Ovest o Tervingi (sul finire del IV secolo chiamati Visigoti).[3]

I goti occupavano stabilmente le fertili terre dell'Ucraina, ma la loro sete di saccheggio era insaziabile e si accorsero presto che le difese dell'Impero non erano più impenetrabili. Guidati dal loro re Cniva nel 249 varcarono il Dnestr, la Dacia venne devastata, poi varcarono il Danubio e fu la volta della Mesia ad essere saccheggiata. Finalmente l'imperatore Decio intervenne mentre i goti erano impegnati nell'assedio di Nicomedia (250 d.c.). I goti abbandonarono l'assedio e Decio li inseguì, ma attaccato all'improvviso, subì una pesante sconfitta. I goti si rivolsero contro Filippopoli, la conquistarono facendo un ricchissimo bottino e molti prigionieri. Nel frattempo Decio aveva riacquistato coraggio e nuove truppe, mentre i goti si erano indeboliti per le continue battaglie. Decio li inseguì, respinse le loro proposte di pace e li costrinse ad una battagli presso ForumTerebronii in Mesia. Le sorti dello scontro furono all'inizio molto favorevoli ai romani, ma un imprudente attacco attraverso una palude impantanò le legioni, che furono massacrate e il corpo dello stesso Decio non fu mai ritrovato. [5]

Dal 253 al 268 vi furono diverse invasioni di goti nel mare Egeo e lungo le coste dell'Eusino (mar Nero), finché nel 267 attaccarono anche la Grecia; Atene, malamente difesa da mura ormai in rovina, venne conquistata e saccheggiata. Quando le scorrerie giunsero sulle rive dell'Epiro, in vista dell'Italia, l'indolente imperatore Gallieno si decise ad intervenire; intercettò i goti, carichi di bottino, sulla via del ritorno in Moesia e inflisse loro una devastante sconfitta alla Battaglia di Naisso, definita la più sanguinosa del secolo.[6]

Nel 270 i goti tornarono ad invadere la Macedonia e l'Asia Minore; il nuovo imperatore Claudio li vinse duramente guadagnandosi il titolo di Gotico. Molti barbari catturati furono arruolati nelle legioni o forzati a stabilirsi in Dacia. Oltre che dalle battaglie, i goti furono sterminati da una pestilenza, che fece tra le vittime anche l'imperatore Claudio.

Il nuovo imperatore Aureliano completò l'assoggettamento dei goti assegnando loro terre nella nuova Dacia creata sulla riva destra del Danubio dopo aver abbandonato le terre trans-danubiane, così che per circa un secolo la pace regnò su quel confine.

Tra le vittime di queste incursioni ci fu il tempio di Artemide ad Efeso che fu saccheggiato e messo a fuoco.

IV secolo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Invasioni barbariche del IV secolo e Guerra gotica (376-382).

Il gruppo dei Goti più occidentale, vale a dire quello dei Visigoti, si stabilì sulla sponda non romana del fiume Danubio e stabilì un regno indipendente centrato sulla provincia abbandonata dai Romani della Dacia. Contemporaneamente, i Goti rimasti nell'odierna Ucraina stabilirono un vasto e potente regno sul Mar Nero. Questo gruppo veniva chiamato degli Ostrogoti.

Sebbene molti dei guerrieri nomadi che li seguirono abbiano dato prova di essere più sanguinari, i Goti erano temuti perché i prigionieri che catturavano in battaglia venivano sacrificati al loro dio della guerra, Tyz (Týr, il dio con una sola mano), e le loro braccia venivano appese ad alberi come offerte. I loro re e sacerdoti venivano da un'aristocrazia separata, e i loro mitici antichi re erano venerati come dei. Il loro mitico legislatore, chiamato Deceneo, tradizionalmente datato attorno al I secolo a.C. stabilì le loro leggi, che dal VI secolo vennero scritte e chiamate belagines.

V-VI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Invasioni barbariche del V secolo, Ostrogoti e Visigoti.

I Goti vennero per breve tempo riuniti sotto un'unica corona nel primo VI secolo dal re ostrogoto Teodorico il Grande, che fu reggente del regno dei Visigoti per quasi un ventennio. Dopo il suo regno la storia dei Visigoti e degli Ostrogoti procedette in modo indipendente.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Germani#Società.

Tecniche militari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Organizzazione militare dei Goti.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Germani#Religione.

Diritto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del diritto germanico.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua gotica.

Il gotico è una lingua, oggi estinta, della famiglia germanica (a sua volta appartenente al gruppo indoeuropeo), appartenente alle lingue germaniche orientali.

Secondo almeno una teoria[quale?], ci sono connessioni linguistiche più strette tra il gotico e le lingue germaniche settentrionali che con le occidentali. Inoltre, ci sono due tribù probabilmente legate molto strettamente ai Goti che rimasero in Scandinavia, i Gotlandi e i Geati; queste tribù erano considerate Goti da Giordanes, che le colloca nella Scandza).

La parola "Geati" (anglosassone Geatas) e la parola svedese "Götar" (norvegese orientale[non chiaro] Gøtar) rappresentano entrambe il risultato del proto-germanico *gauta. Questa forma è della stessa origine, anche se non identica, della forma *gut che sembra essere all'origine sia di "Gotland" che di "Goti", e appare in forme ancora più antiche come Gutthones nell'etnografia greca.

I filologi hanno ricostruito *gut-þjuda, il "popolo dei Goti", come una probabile forma originaria del nome. Questa forma appare anche nel Calendario goticoaikklesjons fullaizos ana gutþiudai gabrannidai»). Al di là dei Goti, questo modo di dare un nome a una tribù è comune solo in Svezia (vedi Sueoni e Suiþioð).

La radice ricostruita *gut è uguale a quella di Gotland, l'isola nel Mar Baltico, e dei suoi abitanti, i Gutar (Gotlandi). Il numero di somiglianze che esistono tra la lingua gotica e il gutnico antico, il dialetto del norreno parlato sull'isola di Gotland, ha fatto considerare al linguista Elias Wessén l'antico gutnico come una forma del gotico. Il più famoso esempio è che sia il gutnico che il gotico usano la parola lamb sia per le pecore giovani che quelle adulte. Tuttavia, alcuni[chi?] affermano che il gutnico non è più vicino al gotico di ogni altro dialetto germanico.

Il fatto è che tutte quelle caratteristiche che distinguono le lingue germaniche settentrionali come una branca separata della famiglia linguistica germanica (senza contare gli aspetti che distinguono molti dialetti norvegesi) sembrano dimostrare che queste lingue si siano evolute a uno stadio successivo da quello preservato nel gotico. Il gotico, pur essendo una forma estremamente arcaica del germanico in molti aspetti, ha comunque sviluppato un certo numero di caratteri unici che non condivide con nessuna altra lingua germanica.

Comunque, questo non esclude la possibilità che Goti, Gotlandi e Geati fossero collegati come tribù. Similarmente, i dialetti sassoni della Germania sono molto più vicini all'anglosassone che a ogni altra lingua germanica occidentale che non abbia subito la seconda rotazione consonantica, ma le tribù sono identiche[?]. Gli Iuti (danese Jyder) dello Jutland (danese Jylland, nella Danimarca occidentale) sono almeno etimologicamente identici agli Iuti che spostandosi dalla regione invasero la Gran Bretagna insieme agli Angli e ai Sassoni nel V secolo. Ciò nonostante, non ci sono fonti scritte rimaste tali da associare gli Iuti dello Jutland con qualcosa che non siano i dialetti germanici settentrionali, o gli Iuti della Gran Bretagna con qualcosa che non siano i dialetti germanici occidentali.

I Gotlandi (Gutar) preservano tradizioni orali di una migrazione di massa verso l'Europa meridionale trascritte nella Gutasaga. Se i fatti sono collegati, sarebbe un caso unico di una tradizione sopravvissuta più di un millennio e che precede la maggior parte delle divisioni nella famiglia linguistica germanica.

Alfabeto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alfabeto gotico.

L'alfabeto gotico era originato dall'alfabeto greco, con qualche traccia di quello latino e di due rune. Fu inventato dal vescovo visigoto Ulfila (311-383) nel IV secolo. Il suo obiettivo era quello di diffondere la Bibbia tra la sua gente.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

I bardi[il bardo è tipicamente celtico] gotici si accompagnavano con uno strumento a corde che gli scrittori latini associavano alla chitarra, più familiare a loro.[3]

I Goti nella cultura moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nella Spagna medievale e moderna, i Visigoti erano considerati l'origine della nobiltà spagnola (idee comparabili a quelle espresse da Joseph Arthur de Gobineau nella Francia dell'Ottocento). Qualcuno con arroganza avrebbe detto «haciéndose de los godos» ("di discendere dai Goti"). Per questo, in Cile, Argentina e nelle isole Canarie, godo è un insulto etnico usato contro gli spagnoli europei, che nei primi tempi del colonialismo si sentivano superiori ai creoli.

Il reclamo di origini gotiche portò a uno scontro con una delegazione svedese al Concilio di Basilea nel 1434, durante il quale gli spagnoli e gli svedesi si contesero la vera discendenza dai Goti. Gli spagnoli conclusero affermando che era meglio discendere dagli eroici Visigoti che da coloro che rimasero nelle loro case.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Pat Southern, The Roman Empire: from Severus to Constantine, Londra & New York, Routledge, 2001, pp. 207 e segg., ISBN 0-415-23944-3.
  2. ^ Claudio Azzara, Le invasioni barbariche, Bologna, Il Mulino, 2003, ISBN 88-15-09370-2.
  3. ^ a b c Peter Heather, La migrazione dei Goti: dalla Scandinavia alla Tracia, catalogo della mostra di Palazzo Grassi a Venezia, Roma e i Barbari, la nascita di un nuovo mondo, a cura di Jean-Jacques Aillagon, Milano 2008, p.239.
  4. ^ Tacito, De origine et situ Germanorum, 44,1.
  5. ^ E.Gibbon, "Declino e caduta dell'Impero Romano"
  6. ^ E.Gibbon, "Declino e caduta dell'Impero Romano"

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]