Grand Tour

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Il Grand Tour (traduzione letterale dal francese "grande giro") era un lungo viaggio nell’Europa continentale effettuato dai ricchi giovani dell’aristocrazia europea a partire dal XVII secolo e destinato a perfezionare il loro sapere con partenza e arrivo in una medesima città. Questo viaggio poteva durare da pochi mesi fino a svariati anni. La destinazione finale era comunemente l'Italia, o più raramente la Grecia.

Il Colosseo in un dipinto di Bernardo Bellotto (1721-1780)

Il Tour[modifica | modifica sorgente]

Durante il Tour, i giovani imparavano a conoscere la politica, la cultura, l'arte e le antichità dei paesi europei. Passavano il loro tempo facendo giri turistici,[1] studiando e facendo acquisti.

L'Italia con la sua eredità della Roma antica, con i suoi monumenti, divenne uno dei posti più popolari da visitare. Oltre alla conoscenza del mondo antico, gli inglesi vennero così a contatto con le opere di Palladio e con il Neoclassicismo. Durante il viaggio i giovani potevano acquistare, secondo le loro possibilità e i mezzi, numerose opere d'arte e d'antiquariato e visitare le rovine di Roma, ma anche di Pompei ed Ercolano che erano state riscoperte recentemente.[2][3] Tra le tappe più importanti del tour vi era sicuramente la visita di Napoli e dei Campi Flegrei che offrivano la possibilità visitare sia siti archeologici che fenomeni naturali, quali l'attività vulcanica. Ne dà esempio Goethe nel suo Viaggio in Italia. Tappa molto importante era anche la Sicilia, i vulcani ed i tesori greci e barocchi dell'isola, di cui Friedrich Maximilian Hessemer scriveva nelle sue "Lettere dalla Sicilia" all'inizio dell’800: «la Sicilia è il puntino sulla i dell’Italia, [...] il resto d’Italia mi par soltanto un gambo posto a sorreggere un simil fiore». Allo stesso tempo, anche gli studenti di arte da tutte le parti di Europa venivano in Italia a imparare dagli antichi modelli. La Sicilia infatti offriva la possibilità di studiare l'arte greca senza dover affrontare il viaggio in Grecia, all'epoca dominio turco, con i rischi e le proibizioni che la sua amministrazione comportava.

John Brudenell-Montagu (1735-1770), ultimo marchese di Monthermer, ritratto da Pompeo Batoni

Un momento importante del viaggio era, durante un soggiorno prolungato a Roma, la realizzazione d'un ritratto da parte di uno dei pittori più in vista al momento oppure il solo acquisto di vedute del paesaggio italiano. Tra i pittori che avevano questa clientela, Pompeo Batoni, Canaletto, e Piranesi. I numerosi pittori, incisori e scultori stranieri che vivevano a Roma, tra cui gli allievi dell’Accademia di Francia, beneficiavano economicamente di questa pratica, sia con la vendita delle loro opere che offrendo i loro servizi come guide.

La Francia rappresentava il vertice dello stile e della sofisticazione, così i giovani andavano là per liberarsi del loro comportamento grossolano e mettere su dello smalto che li metteva in evidenza come aristocrazia della Gran Bretagna. Sotto l’occhio attento del suo tutore e curato dal suo valletto, il giovane si metteva in moto. Il primo passo nel giro era attraversare la Manica per Calais, in Francia. Per molti giovani, già questa era una prova poiché il mal di mare era spesso il risultato della turbolenta traversata. A Parigi, tutte le tracce esteriori del precedente Britannico venivano cancellate con un guardaroba completamente francese. Vestito come un francese, ora era pronto a essere introdotto nella società francese. Dopo la sua introduzione in Francia, il turista andava a Digione, Lione e infine Marsiglia.

Durante il XIX secolo, la maggior parte dei giovani istruiti fecero il Grand Tour. Più tardi, divenne alla moda anche per le donne giovani. Un viaggio in Italia con la zia nubile in qualità di chaperon faceva parte della formazione della signora d’alto ceto.

L’espressione Grand Tour, sembra aver fatto la sua comparsa sulla guida The Voyage of Italy di Richard Lassels, edita nel 1670. Il successo del libro di Thomas Coryat Coryat's Crudities è spesso considerato come l'inizio della mania per Grand Tour.

Al Grand Tour, specie verso l’Italia, non erano estranei i giovani degli altri paesi europei, come la Germania e la Francia. Anche Johann Wolfgang von Goethe, di cui è stati già accennato, effettuò il suo Grand Tour in Italia dal 1786 al 1788 di cui scrisse nel suo famoso Italienische Reise.

La pratica del Grand Tour divenne meno frequente durante le guerre della Rivoluzione francese e l’Impero, ma riprese con la Restaurazione, senza tuttavia conoscere la popolarità del secolo precedente.

Il Grand Tour fu occasione per la pubblicazione di numerosi libri guida: uno dei primi fu An Account of Some of the Statues, Bas-Reliefs, Drawings, and Pictures in Italy (1722), scritto dai pittori inglesi Jonathan Richardson il Vecchio (1665-1745) e suo figlio Jonathan Richardson il Giovane (1694-1771).

Opere ispirate al Grand Tour[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il termine turismo e più in generale il fenomeno dei viaggi turistici odierni come cultura di massa ebbero origine proprio dal Grand Tour.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Turismo in Treccani.it - Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 03 marzo 2014.
    «turismo s. m. [dal fr. tourisme, che ricalca l’ingl. tourism, che a sua volta è dal fr. tour «giro, viaggio»] - L’insieme di attività e di servizî a carattere polivalente che si riferiscono al trasferimento temporaneo di persone dalla località di abituale residenza ad altra località per fini di svago, distrazione, cultura, cura, sport, ecc.».
  2. ^ Attraverso gli scavi archeologici di Ercolano e Pompei, a seguito dei quali l'accademico tedesco Winckelmann col suo celebre saggio Storia delle arti del disegno presso gli antichi elabora una fautrice proposta di ripresa dei gusti e dei modi artistici del periodo classico.
  3. ^ AA.VV., NEOCLASSICA, ARTE in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934. URL consultato il 03-03-2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (IT) Cesare de Seta, Il Grand Tour e il fascino dell’Italia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 23 marzo 2007.
  • (FR) Gilles Bertrand, Le Grand Tour revisité : pour une archéologie du tourisme : le voyage des Français en Italie, milieu xviiie ‑ xxie siècle, Roma, École française de Rome, 2008. ISBN 2728307938.
  • (EN) Elizabeth Bohls e Ian Duncan, Travel Writing 1700-1830: An Anthology, Oxford University Press, 2005. ISBN 0-19-284051-7.
  • (FR) Marc Boyer, La maison de campagne : une histoire culturelle de la résidence de villégiature, XVIIIe-XXIe, Autrement, 2007. ISBN 2746709627.
  • (DE) Attilio Brilli, Als Reisen eine Kunst war – Vom Beginn des modernen Tourismus: Die „Grand Tour“, Wagenbach, Berlin, 2001. ISBN 3-8031-2274-0.
  • (FR) Anthony Burgess e Francis Haskell, Le Grand Siècle du Voyage (1967), Parigi, Albin Michel, 1968.
  • (EN) Edward Chaney, The Evolution of the Grand Tour: Anglo-Italian Cultural Relations since the Renaissance (Frank Cass, Londra e Portland (Oregon), 1998; edizione revisionata, 2000).
  • (EN) Edward Chaney ed. (2003), The Evolution of English Collecting (Yale University Press, New Haven e Londra, 2003).
  • (DE) Christoph Henning: Reiselust - Touristen, Tourismus und Urlaubskultur. Suhrkamp, Francoforte 1999. ISBN 3-518-39501-7.
  • (EN) Christopher Hibbert, The Grand Tour, Londra, Thames Methuen, 1987.
  • (DE) Hans-Joachim Knebel: Die „Grand Tour“ des jungen Adeligen. In: Tourismus - Arbeitstexte für den Unterricht. Reclam, Stuttgart 1981. ISBN 3-15-009564-6.
  • (DE) Thomas Kuster, Das italienische Reisetagebuch Kaiser Franz I. von Österreich aus dem Jahr 1819. Eine kritische Edition. phil. Diss. Innsbruck 2004.
  • (EN) Geoffrey Trease, The Grand Tour, New Haven (Connecticut), Yale University Press, 1991.
  • (EN) Andrew Wilton and Maria Bignamini, Grand Tour: The Lure of Italy in the Eighteenth-Century (catalogo della mostra), Londra, 1996.
  • (FR) Gilles Bertrand, « Grand Tour (tourisme, touriste) », dans Olivier Christin, dir., Dictionnaire des concepts nomades en sciences humaines, Parigi, Métailié, 2010, pp. 171-187.
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  • (EN) Joseph Burke, « The Grand Tour and the Rule of Taste » in Studies in the Eighteenth Century, Canberra, ANUP, 1968, pp. 231-250.
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  • (EN) Edward Chaney (1985), The Grand Tour and the Great Rebellion: Richard Lassels and 'The Voyage of Italy' in the seventeenth century, CIRVI, Ginevra-Torino, 1985.
  • (FR) Pierre Chessex, « Grand Tour » in Dictionnaire européen des Lumières, Parigi, PUF, 1997, pp. 518-521.
  • (IT) V. I. Comparato, « Viaggiatori inglesi » in Italia tra Sei e Settecento: la formazione di un modello interpretativo, Quaderni Storici, 1979, 42, pp. 850-886.
  • (IT) Cesare De Seta, L'Italia nello specchio del Grand Tour in Storia d'Italia: Annali 5, Torino, Einaudi, 1982, pp. 127-263. ISBN 88-06-54171-4.
  • (EN) Paul Fussell, « The Eighteenth Century and the Grand Tour », The Norton Book of Travel, 1987. ISBN 0-393-02481-4.

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