Taormina

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Taormina
comune
Taormina – Stemma Taormina – Bandiera
Taormina – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Amministrazione
Sindaco Eligio Giardina (Unione di Centro) dall'11/06/2013
Territorio
Coordinate 37°51′00″N 15°18′00″E / 37.85°N 15.3°E37.85; 15.3 (Taormina)Coordinate: 37°51′00″N 15°18′00″E / 37.85°N 15.3°E37.85; 15.3 (Taormina)
Altitudine 204 m s.l.m.
Superficie 13,13[1] km²
Abitanti 11 061[2] (31-05-2013)
Densità 842,42 ab./km²
Frazioni Chianchitta, Mazzarò, Mazzeo, Trappitello, Villagonia
Comuni confinanti Gaggi, Giardini-Naxos, Letojanni, Castelmola, Calatabiano (CT), Castiglione di Sicilia (CT)
Altre informazioni
Cod. postale 98039
Prefisso 0942
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083097
Cod. catastale L042
Targa ME
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti taorminesi
Patrono san Pancrazio di Taormina
Giorno festivo 9 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Taormina
Posizione del comune di Taormina all'interno della provincia di Messina
Posizione del comune di Taormina all'interno della provincia di Messina
Sito istituzionale

Taormina (Taurmina in siciliano) è un comune italiano di 11 061 abitanti[2] della provincia di Messina in Sicilia.

È uno dei centri turistici internazionali di maggiore rilievo della Sicilia conosciuta per il suo paesaggio naturale, le bellezze marine e i suoi monumenti storici.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Il palcoscenico del teatro antico

Sull'origine di Taormina (Tauromenion, Tauromenium) molte sono le notizie, ma incerte per documentazione e attendibilità.

Diodoro Siculo, nel 14° libro della sua Bibliotheca historica, attesta che i Siculi abitavano la rocca di Taormina, vivendo di agricoltura e di allevamento di bestiame, già prima dello sbarco dei Greci calcidesi nella baia di Taormina (753 a.C.), dove alle foci del fiume Alcantara, fondarono Naxos (odierna Giardini Naxos), la prima colonia greca di Sicilia. Dionisio di Siracusa, di origine dorica, ed alleato di Sparta nella guerra contro Atene, tollerò per poco tempo la presenza degli Jonici di Calcide Eubea a Naxos, alleati di Atene, e mosse contro di essi. I calcidesi andarono ad occupare la parte a valle del Monte Tauro (Sicilia), in cui vivevano i Siculi insieme ad altri jonici che si erano precedentemente insediati da Naxos.

Ma negli anni della XCVI Olimpiade (396 a.C.) i nassioti in massa, minacciati da Dionisio, tiranno di Siracusa, si trasferirono a Tauromenion, spinti da Imilcone, condottiero dei Cartaginesi, alleato degli Jonici contro i Dorici, perché il colle era da considerarsi fortificato per natura. Poiché il tiranno di Siracusa voleva riprendersi con violenza il territorio dei Tauromenitani, essi risposero che apparteneva loro di diritto, perché i propri antenati Greci ne avevano già preso possesso prima di loro, scacciando gli abitanti locali.

Afferma Vito Amico che questa versione sulle origini di Taormina fornita da Diodoro è contraddetta nel 16° libro, quando sostiene che Andromaco, dopo l'eccidio di Naxos del 403 a.C., radunati i superstiti li convince ad attestarsi nel 358 a.C. sulle pendici del vicino colle "dalla forma di toro". Il nascente centro abitato prese il nome di Tauromenion, toponimo composto da Toro e dalla forma greca menein, che significa rimanere[3].

Mentre le notizie fornite da Cluverio concordano con la seconda versione di Diodoro, Strabone narra che Taormina abbia avuto origine dagli Zanclei (messinesi) e dai Nassi. Ciò chiarirebbe in qualche modo, l'affermazione di Plinio, il quale afferma che Taormina in origine si chiamava Naxos.

Secondo la testimonianza di Diodoro Siculo, Taormina, governata saggiamente da Andromaco, progredisce, risplendendo in opulenza e in potenza. Nel 345 a.C. Timoleone da Corinto, sbarca e raggiunge Tauromenium, per chiedere l'appoggio militare al fine di sostenere la libertà dei Siracusani.

Dominio dei Tiranni di Siracusa[modifica | modifica sorgente]

Più tardi troviamo Taormina sotto il dominio del tiranno siracusano Agatocle, che ordina l'eccidio di molti uomini illustri della città e manda in esilio lo stesso Timeo, figlio di Andromaco. Anni dopo soggiace a Tindarione e quindi a Gerone, anch'essi tiranni Siracusani.

Epoca romana[modifica | modifica sorgente]

Taormina rimane sotto Siracusa fino a quando Roma, nel 212 a.C., non dichiara tutta la Sicilia provincia romana. I suoi abitanti sono considerati alleati dei Romani e Cicerone, nella seconda orazione contro Verre, accenna che la città è una delle tre Civitates foederatae e la nomina "Civis Notabilis" (erroneamente tramandato, poi, come "Urbs notabilis"). In conseguenza di ciò non tocca ai suoi abitanti pagare decime o armare navi e marinai in caso di necessità.

Nel corso della guerra servile (134132 a.C.) Tauromenium è occupata dagli schiavi insorti, che la scelgono come caposaldo sicuro. Stretti d'assedio da Pompilio, resistono a lungo sopportando anche la fame e cedendo soltanto quando uno dei loro capi, Serapione, tradendo i compagni, lascia prendere la roccaforte.

Nel 36 a.C. nel corso della guerra fra Sesto Pompeo ed Ottaviano, le truppe di quest'ultimo sbarcano a Naxos per riprendere la città a Sesto Pompeo che l'ha in precedenza occupata. Per ripopolare Tauromenium, dopo i danni della guerra subita, ma anche per presidiarla Ottaviano, divenuto Augusto, nel 21 a.C. invia una colonia di Romani, a lui fedeli, e nel contempo ne espelle gli abitanti a lui contrari.

Strabone parla di Tauromenion come di una piccola città, inferiore a Messina e a Catania. Plinio e Tolomeo ne ricordano le condizioni di colonia romana.

Tardo impero e caduta dell'impero[modifica | modifica sorgente]

Le tribune del teatro.

Secondo una leggenda, con l'avvento del Cristianesimo, Pietro apostolo destina a Taormina il vescovo Pancrazio, che già prestava la sua opera di conversione nella regione, che costruisce la prima chiesetta sulle pendici di Taormina dedicata a san Pietro stabilendo la sede del primo vescovato in Sicilia.[senza fonte] Peraltro, l'effettiva esistenza storica di questo personaggio non risulta da alcun documento storico, a parte le leggende: le prime menzioni risalgono a dopo la fine del dominio mussulmano.

Vescovi "prestantissimi per santità di costumi, zelo e dottrina", scrive Vito Amico, si succedono fino all'età araba. Poche sono le notizie in questo lasso di tempo, che annovera la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476, l'invasione dei Goti, la presenza dei Bizantini, la conquista araba.

Certo è che Taormina, occupa una posizione strategica importante per la tenuta militare del territorio circostante, per 62 anni è l'ultimo lembo di terra dell'Impero romano d'Oriente insieme a Rometta e più volte resiste agli assalti dei saraceni (grazie alle sorgenti d'acqua potabile, alle cisterne ed agli acquedotti sotterranei), fino al 906.

Assedio del 904-906 e dominio arabo[modifica | modifica sorgente]

La notte del Natale del 906, dopo un lungo assedio durato due anni, a causa del tradimento di un mercenario messinese, tale Tommaso Balsamo, Taormina fu presa e distrutta totalmente. Con la tipica esagerazione di tutte le cronache medievali, i suoi abitanti maschi sarebbero stati tutti decapitati, e tra loro il vescovo di Taormina, San Procopio, la cui testa fu portata su un piatto d'argento al capo delle truppe saracene, l'aghlabide Ibrāhīm II (al quale è intestata una via di Taormina). Di sicuro la strage fu grande, con vittime tra donne e bambini, aggravata dall'indole crudele e dall'instabilità caratteriale di Ibrāhīm II.

Nel 911, però, la componente cristiana della cittadina siciliana riprese il controllo di Taormina, approfittando del traumatico passaggio di potere dell'anno precedente tra la dinastia sunnita aghlabide e quella ismailita sciita dei Fatimidi.
L'Emiro di Palermo, Aḥmad b. al-Qurhub, rimasto fedele alla deposta dinastia aghlabide di Qayrawān, organizzò allora una spedizione per riprendere il controllo di Taormina, inviando nel 913 suo figlio ʿAlī all'assedio della cittadina che, tuttavia, resisté strenuamente, tanto da indurre l'assediante a rinunciare all'impresa.
Nel 919 il nuovo Emiro di Palermo, Sālim ibn Rashīd, fedele ai Fatimidi, concedeva una tregua a Taormina e ad altre fortezze del Val Demone. Essa finì però quando Aḥmad ibn al-Ḥasan, nel 962, pose Taormina di nuovo sotto un assedio durato per sette mesi, finito con la sua resa nel 963.
Le ragazze più belle furono portate all'Imam fatimide al-Muʿizz, mentre le altre furono rese schiave. I pochi superstiti fuggirono nelle montagne circostanti. La città fu ricostruita nella parte sud, laddove finiva quella greca-romana rasa al suolo dai saraceni e per quasi due secoli visse nella relativa concordia e tolleranza fra musulmani e cristiani.
I musulmani l'abbellirono, adornandola di bei giardini e fontane, e la ribattezzarono con il nome di al-Muʿizziyya, dal laqab del quarto Imam fatimide Maʿadd, detto al-Muʿizz li-Dīn Allāh (reg. 953-975).[4]

Assedio del 1078 e dominio svevo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Assedio di Taormina (1078).

Della città si impossessa il Gran Conte Ruggero, il quale espugnato Castronovo volge alla conquista del Val Demone, cingendo d'assedio la città, attraverso la costruzione di ben ventidue fortezze in legname: tronchi e rami formano un muro insuperabile; nondimeno i saraceni resistono per molto tempo prima di capitolare nel 1078.

Taormina diviene Città Demaniale, compresa prima nella Diocesi di Troina e poi in quella di Messina, quando la sede vescovile viene qui trasferita.

Seguono le vicende della Sicilia, sotto gli Svevi e poi sotto gli Aragonesi. Nel 1410 il Parlamento Siciliano, uno dei più antichi d'Europa, svolge a Taormina la sua storica seduta, al Palazzo Corvaja alla presenza della regina Bianca di Navarra, per l'elezione del re di Sicilia, dopo la morte di Martino I detto il giovane. Nel secolo XVI Filippo IV di Spagna concede alla città il privilegio di appartenere stabilmente alla Corona.

Assedio del 1675 e dominio francese[modifica | modifica sorgente]

Nel 1675, in occasione della Rivolta antispagnola di Messina, Taormina rimane fedele alla Corona di Spagna. Per tale motivo è assediata dai francesi, alleati di Messina che la espugnano nel settembre del 1676. Gli Orleans, francesi, non la ritengono città importante, tanto che per un certo periodo è posta sotto la giurisdizione militare della vicina Savoca che poco prima si era arresa ai francesi concludendo con questi una vantaggiosa capitolazione.

Ritorno dei Borbone[modifica | modifica sorgente]

Sconfitti in Sicilia gli Angioini con la guerra del Vespro, Taormina ritorna sotto gli spagnoli ed i viceré con gli antichi privilegi. In seguito, con l'occupazione delle truppe napoleoniche di Napoli e del Sud e con il trasferimento della Reggia Borbonica a Palermo, Re Ferdinando I di Sicilia volle ringraziare Taormina per la sua antica fedeltà ai Borbone contro i francesi. Re Ferdinando I in visita ufficiale nella fedele Taormina, in segno di riconoscimento donò al sindaco dell'epoca, Pancrazio Ciprioti, l'Isola Bella.

I Borbone, resero più facile l'accesso alla città, che sin dai tempi dei romani avveniva dall'angusta Consolare Valeria che si inerpicava fra le colline, tagliando il promontorio del Catrabico, realizzando così una strada litoranea che congiungeva facilmente Messina a Catania.

Da parte di molte nazioni europee e di famosi scrittori ed artisti (Goethe, Maupassant, Houel ed altri) si manifestò un interesse verso l'amenità del luogo e verso le sue bellezze archeologiche. Taormina da adesso in poi si svilupperà, divenendo luogo di residenza del turismo elitario, inizialmente proveniente soprattutto dall'Inghilterra come Lady Florence Trevelyan, figlia del Barone Spencer Trevelyan e la cui nonna paterna era Lady Maria Wilson una prima cugina della Regina Vittoria. Florence era cresciuta a corte attorniata dai cani che adorava come la "zia Vittoria" che, però, per impedire uno scandalo, la obbligò all'esilio con un ricco vitalizio, per una relazione con suo figlio, il Re Edoardo VII che era sposato con l'austera Alessandra di Danimarca. Florence decise di vivere a Taormina dove sposò Salvatore Cacciola, professore di chirurgia all'università di Bologna, sindaco di Taormina ed amico del Duca di Kent.

Dal XIX secolo ai giorni nostri[modifica | modifica sorgente]

Panorama di Taormina dal teatro

Lady Florence Trevelyan acquistò l'Isola Bella e comprò 82 vecchie casupole di pescatori e vari lotti di terreno. Abbatté gli edifici per realizzare lo splendido giardino che, dopo la sua morte, divenne il giardino pubblico di Taormina con le caratteristiche costruzioni ispirate ai suoi viaggi in estremo oriente. Lady Florence aiutò i La Floresta ad ampliare il primo albergo di Taormina, l'Hotel Timeo. Dall'Inghilterra arrivò anche il Re Edoardo VII (dopo due anni, però, dalla morte della madre la Regina Vittoria nel 1903, 1904, 1907, 1908) e dalla Germania personaggi come Johann Wolfgang von Goethe, che citò Taormina nel suo Viaggio in Italia (Italienische Reise), il fotografo barone Wilhelm von Gloeden, il pittore Otto Geleng, Friedrich Nietzsche (dal 1882) che qui scrisse Così parlò Zarathustra, Richard Wagner, lo Zar Nicola I, il Kaiser Guglielmo II di Germania (1896-1897-1901-1904,1908) col cugino lo Zar Nicola II, la Zarina Aleksandra Fëdorovna Romanova nipote della Regina Vittoria in quanto figlia di Alice d'Inghilterra con gli amici, Ignazio Florio e Franca Florio, "la stella d'Italia" come la chiamava il Kaiser ed amica della Trevelyan, Gabriele D'Annunzio, Gustav Klimt, Sigmund Freud, Edmondo De Amicis, il Granduca Paolo di Russia, il Principe Jusupov Feliks con la Principessa Irina, l'Arciduca Mihail Pavlopic fratello dello Zar Nicola II e banchieri, magnati, aristocratici di tutto il mondo.[5]

Ben presto Taormina divenne famosa in tutto il mondo sia per le sue bellezze paesaggistiche, per i suoi panorami, per i suoi colori, per i quadri dell'Etna innevato e fumante che declina sino al mare turchese e che fecero il giro del mondo, ma anche per la sua permissività, per la sua "trasgressione", per i suoi "dotti cenacoli", per il "mito d'Arcadia", per la sua sfrenata "dolce vita".

Lo scrittore catanese Massimo Simili descrive un periodo in cui non passava giorno che a Taormina,[6] non accadesse qualcosa di "folle" grazie ai suoi estrosi e famosi frequentatori. Ciò che era permesso a Taormina creava scandalo persino nella "internazionale" Capri dove, per esempio, l'armiere tedesco Krupp aveva cercato, senza riuscirvi di ricreare i "cenacoli taorminesi" in cui efebi locali ed ancelle erano al centro delle "scene". Krupp a Capri fu travolto dallo scandalo e pochi giorni dopo si tolse la vita per la vergogna a Brema.

Sorsero molti alberghi tutti gestiti da famiglie taorminesi. Il paese di pescatori e contadini e di benestanti borghesi si trasformò dunque in una cittadina di commercianti, albergatori, costruttori. Durante la seconda guerra mondiale fu sede del Comando tedesco della Wehrmacht per cui il 9 luglio del 1943, giorno del patrono San Pancrazio, Taormina subì due devastanti bombardamenti aerei alleati che distrussero parte della zona sud e persino un'ala del famoso albergo San Domenico in cui era in corso una riunione dell'alto comando tedesco.

La costa di Taormina
Frammento di costa

Essendo una città turistica internazionale molte spie inglesi durante il fascismo si erano ben camuffate e uscirono allo scoperto appena entrarono le truppe alleate. Nel dopoguerra Taormina si ingrandì senza alterare le proprie bellezze naturali e sino al 1968 era una città turistica prettamente invernale per un turismo ricco ed individuale, tant'è che i migliori alberghi aprivano ad ottobre e chiudevano a giugno. Era frequentata da scrittori di fama come Roger Peyrefitte, Truman Capote, André Gide, D.H. Lawrence, Salvatore Quasimodo, la russa Anna Achmatova (ai quali venne assegnato anche il Premio Letterario Etna-Taormina, di gran prestigio a quel tempo), da nobili (Giuliana d'Olanda), dai reali di Svezia e di Danimarca, dal Presidente della Finlandia Urho Kekkonen, da personaggi illustri e famosi come Soraya, Ava Gardner, Romy Schneider, che fecero amicizia anche con alcuni affascinanti play boys del luogo, nonché Liz Taylor, Richard Burton, Dino Grandi, Willy Brandt, Greta Garbo, che svernavano per mesi negli alberghi taorminesi trascorrendo le giornate, ma soprattutto le notti nei tipici locali notturni dell'epoca e continuando, così, quella dolce vita iniziata con la Belle Époque.

Centro d'incontro per tutti (artisti, nobili, playboy, scrittori, personaggi curiosi) era il Caffè Concerto "Mocambo" dell'estroso play boy Robertino Fichera. Robertino, con i suoi mitici amici Chico Scimone e Dino Papale, quest'ultimo fondatore della Women's Tennis Association, volle rappresentare in un murale, che fece dipingere nel salone del suo famoso Caffè affinché rimanessero "immortali" seduti accanto a Sigmund Freud e Albert Einstein, quelli che erano i veri protagonisti del grande teatrino taorminese cioè quella umanità "viva", composta da playboy, artisti e "pazzi", che "creava" ogni giorno la dolce vita taorminese. "Che la festa inizi" è il titolo del murale. Ma la festa stava per finire, ed anche la vita terrena di Robertino.

Nel 1968, il terremoto del Belice portò un'ondata di paura per le ripercussioni che avrebbe potuto avere sul turismo. Alcuni operatori turistici taorminesi frettolosamente si indirizzarono verso il turismo di massa aprendo relazioni commerciali con i maggiori tour operator europei. Fu così che Taormina cambiò pelle. Gli alberghi "vendevano" le camere a contratto annuale ai grandi tour operator del turismo di massa rinunciando al turismo classico individuale che sino allora aveva reso ricca e famosa Taormina.

Col turismo di massa la cittadina si espanse nelle adiacenti zone verdi, fu rapidamente e disordinatamente cementificata, nacquero nuovi alberghi e tante nuove attività commerciali. Dato che i taorminesi non volevano dedicarsi ai lavori più umili, vi fu una migrazione dall'arretrato entroterra siciliano che spesso si improvvisarono anche albergatori, ristoratori e commercianti. Taormina divenne, in breve tempo, una cittadina balneare per un turismo di massa dai servizi meno elitari che un tempo.

Gli alberghi ora chiudevano a novembre per riaprire a Pasqua. Fu il crollo per quasi tutte le famiglie di antichi albergatori taorminesi che non riuscirono ad adeguarsi ai nuovi tempi ed in pochi anni persero i propri alberghi vendendoli a società forestiere che miravano più ai bilanci che alla qualità dei servizi.

Fu la fine anche della dolce vita taorminese, i cui protagonisti erano stati tanti estroversi personaggi della aristocrazia siciliana e alcuni affascinanti play boy locali che, fra le dolcezze della natura taorminese, intrattenevano turiste famose e non, inducendole a ritornare annualmente più volte a Taormina, proprio come avveniva agli albori del secolo con Geleng e Von Gloeden.

Taormina veniva, quindi, "spersonalizzata", perdeva la propria "identità" di città di artisti e di "pazzi" in cui ognuno poteva vivere come non poteva nella propria città e Taormina rischiava di morire a causa del "provincialismo" dei tanti immigrati che erano venuti a Taormina per cercar fortuna e che, avendola trovata ed essendosi anche arricchiti avevano ben presto occupato i posti di potere snaturando, così la città che perdeva la sua identità e veniva invasa dal cemento, come tante altre famose città turistiche e ciò anche a causa del turismo "mordi e fuggi" prediletto da una categoria di audaci mercanti.

Si perdeva soprattutto l'identità del taorminese ospitale e colto anche perché il centro storico veniva svuotato in quanto molti taorminesi svendevano le loro vecchie case ed al loro posto sorgevano tante seconde e terze case per villeggianti della provincia, sin quando, all'inizio del III millennio, alcuni imprenditori non hanno iniziato a creare nuovamente alberghi di gran lusso, maisons de charme, che, aperti tutto l'anno, hanno in poco tempo, fatto sì che Taormina sia nuovamente una città turistica di fama internazionale, elegante, con un salotto buono (il Corso Umberto I) in cui sono presenti splendidi negozi con le maggiori griffe mondiali ed in cui, grazie anche ai tanti prestigiosi eventi culturali, una per tutte Taormina Arte, vi è una stagione turistica che dura tutto l'anno con delle punte massime in agosto e minime a gennaio-febbraio e che accoglie sia clientela di lusso, sia un turismo di massa (d'estate) medio-alto.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Luoghi di culto[modifica | modifica sorgente]

  • Duomo di Taormina, XII secolo d.C.
  • Chiesa Anglicana di San Giorgio (Taormina)
  • Chiesa del Varò, sec. XVIII-XIX
  • Chiesa di San Giuseppe
  • Chiesa di Santa Caterina, sec. XVII
  • Chiesa di Santa Domenica, sec. XVII
  • Chiesa di San Pancrazio, sec. VI-IX ?
  • Chiesa di San Pietro e Paolo, sec. XVIII
  • Chiesa Madonna della Rocca, 1640 ca.
  • Cappella della Madonna delle Grazie, 1850
  • Chiesa del Convento di Sant'Antonio da Padova (originariamente Santa Caterina d'Alessandria), sec. XVI
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate, 1330

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Altri monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Taormina.

È situata su una collina a 206 m di altezza sul livello del mare, sospesa tra rocce e mare su un terrazzo del monte Tauro, in uno scenario di bellezze naturali unico per varietà e contrasti di motivi.

Il clima è dolcemente mite.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +11,0 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +26,6 °C[7].

TAORMINA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 14,2 15,0 16,5 19,0 23,4 28,0 30,9 31,2 27,8 23,1 19,2 15,9 15,0 19,6 30,0 23,4 22,0
T. min. mediaC) 7,9 7,9 9,0 11,1 14,5 18,7 21,5 21,9 19,7 16,0 12,8 9,7 8,5 11,5 20,7 16,2 14,2


Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2013 la popolazione straniera residente era di 737 persone, rappresentando il 6,6% della popolazione residente.[9] Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente al 31 dicembre 2010 erano:

Marocco Marocco 123 1,11%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Numerose sono le manifestazioni e gli eventi che, ogni anno soprattutto nella stagione estiva, sono realizzati a Taormina. Scenario d'eccezione di concerti (musica classica e leggera), opere teatrali, opere liriche, grandi serate di spettacolo spesso riprese da emittenti radiotelevisive (la cerimonia per la consegna dei Nastri d'argento, Festivalbar, la Kore, solo per fare qualche esempio) è il Teatro antico di Taormina.

Dal 1983, gli eventi più significativi, sono realizzati nell'ambito di Taormina Arte, l'istituzione culturale che cura l'organizzazione della rassegna di musica, teatro e danza. Nella programmazione rientra anche il Taormina Film Fest, il festival del Cinema di Taormina, erede della Rassegna Cinematografica di Messina e Taormina, nata nel 1960, che per un ventennio ospitò i David di Donatello con la partecipazione dei più famosi personaggi dello spettacolo. Nell'ambito del Festival del Cinema sono consegnati, al Teatro antico, i prestigiosi Nastri d'Argento, premi assegnati dai giornalisti cinematografici. Dal 2005, Taormina Arte, organizza, ad ottobre, il Giuseppe Sinopoli Festival, rassegna dedicata al grande direttore d'orchestra, scomparso nel 2001, per anni direttore artistico di Taormina Arte. Nell'ambito di Taormina Arte, a metà giugno, ogni anno al Teatro Greco, si svolge la premiazione del Premio Internazionale di Giornalismo Taormina Media Award W.Goethe i premi vengono assegnati da una prestigiosa giuria internazionale composta da Accademici Nobel e famosi scrittori e giornalisti. L'ultima settimana di settembre Taormina celebra "Le Belle Lettere" e diventa la città del libro e della letteratura grazie a Taobuk, Festival Internazionale del Libro. Nelle sue straordinarie location, come il Teatro Antico, Taormina ospita prestigiosi autori di fama internazionale lungo sette giorni ricchi di incontri culturali, mostre d'arte e rassegne cinematografiche

Set cinematografici a Taormina[modifica | modifica sorgente]

Un elenco delle produzioni cinematografiche girate a Taormina:[10]

Cortometraggi[modifica | modifica sorgente]

Trasporti e infrastrutture[modifica | modifica sorgente]

Taormina è raggiungibile mediante l'autostrada A18 Messina-Catania dallo svincolo di Taormina, mediante la strada statale 114 Orientale Sicula Messina-Siracusa. Taormina dista 50 chilometri da Messina e 50 da Catania. Inoltre è servita da una stazione ferroviaria, Taormina-Giardini, nella quale fermano tutte le categorie di treni e la collega alla rete nazionale RFI. È collegata inoltre tramite autolinee all'Aeroporto di Catania-Fontanarossa, a 67 km, e a quasi tutti i centri importanti della Sicilia. Una funivia collega la zona costiera di Mazzarò (frazione di Taormina) con il centro della città.

Persone legate a Taormina[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Le quattro squadre di calcio della città sono: l'A.S.D. Taormina Calcio che milita nel girone B dell'Eccellenza e l'A.S.D. Sporting Taormina che milita nel girone E di Prima Categoria. L'A.s.d. Atletico Taormina Calcio vincitrice 2011/12 del campionato di terza categoria girone C di Messina militante attualmente nel campionato di seconda categoria e il Triskell Taormina militante in terza categoria "società che prendo posto all'ex Real Taormina (VISP).

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Taormina fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.10 (Colline litoranee di Taormina)[12].

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dati Istat 2011. URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^ a b Dato Istat al 31/05/2013
  3. ^ Tauri moeniam ha come traduzione: mura attorno al Monte Tauro.
  4. ^ Si noti come lo stesso nome di al-Muʿizziyya fosse dato al Cairo, chiamata al-madīnat al-qāhira al-Muʿizziyya (La potente città di al-Muʿizz).
  5. ^ Papale, op. cit.
  6. ^ Simili, op. cit.
  7. ^ erg7118.casaccia.enea.it/profili/tabelle/669%20%5BTaormina%5D%20Taormina.Txt Tabella climatica
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Dati Istat stranieri Taormina 2013.
  10. ^ Panzera, op. cit.
  11. ^ Hemingway? Debuttò a Taormina
  12. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 22 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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