Timeo di Tauromenio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Timeo (Tauromenion, 350 a.C. circa – Siracusa, 260 a.C. circa) è stato uno storico siceliota. Era il figlio di Andromaco, fondatore e tiranno della città.

Nel 316 a.C. la città venne conquistata dal tiranno di Siracusa, Agatocle e Timeo venne proscritto e visse a lungo ad Atene, dove seguì le lezioni di retorica di Filisco, un allievo di Isocrate. Si dedicò alla scrittura di opere storiche, essendogli stata preclusa l'azione politica diretta.
Probabilmente tornò a Siracusa intorno al 269 a.C. sotto il tiranno Gerone II, e forse morì in questa città dopo il 260, dato che la data terminale della sua opera era il 264.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Cronologia storica[modifica | modifica sorgente]

Per primo suggerì la possibilità di una datazione precisa degli eventi: liste cronologiche dei vincitori dei giochi Olimpici, confrontate con gli elenchi dei governanti delle varie città greche. Tale computo in base ai Giochi olimpici offrì il sistema cronologico di riferimento fino alla fine dell'antichità classica.

Storie[modifica | modifica sorgente]

Erano in 38 libri e trattavano l'Occidente greco, delineandone una storia dalle origini mitiche alla morte del suo nemico Agatocle nel 289. Dai 164 frammenti rimastici possiamo farci un'idea a grandi linee della struttura delle Storie, nonché dal fatto che esse costituirono una fonte fondamentale per la narrazione della storia occidentale in Diodoro Siculo.

In un'introduzione generale di 5 libri (poi ripresa, nella sua struttura "pentadica", da Polibio), Timeo offriva una descrizione geografica e introduceva la complessa mitistoria delle fondazioni di città da parte di celebri eroi del mito, come gli Argonauti, Eracle o i guerrieri dell'impresa troiana.

Nei libri VI-XV Timeo narrava la storia siciliana fino al 406, anno dell'ascesa al potere di Dionigi I di Siracusa, per poi proseguire fino alla morte di Agatocle (289) nei libri XVI-XXXVIII (i libri XXXIV-XXXVIII erano una specie di monografia su questo tiranno).

In un secondo momento, come appendice, Timeo proseguì il suo racconto in altri 5 libri, dedicati alle guerre di Pirro contro Roma, fino al 264, data d'inizio della prima guerra punica. A questa data, pur polemizzando con Timeo, si allaccerà Polibio all'inizio della sua opera.

Timeo racchiude in sé tutti i fermenti della storiografia ellenistica: in primo luogo l'interesse per le culture non greche, specie per Roma, che allora si affacciava sul mar Mediterraneo ellenistico, e di cui Timeo traccia per primo una storia delle origini mitiche, nel cui ambito rientrava la leggenda di Enea, poi assurta a versione canonica con Virgilio.

In secondo luogo, Timeo cerca di dare una sistemazione cronologica al confuso bagaglio mitico-storico delle vicende delle varie fondazioni di colonie da parte dei greci, dando come filo conduttore di cronologie spesso discordanti e in competizione, quali quelle delle poleis, la cronologia dell'unico evento panellenico, le Olimpiadi.

Difetto fondamentale di Timeo, come rileva Polibio e come emerge molto spesso dai frammenti, è l'impostazione libresca, basata su fonti scritte e su una mancanza quasi assoluta di cognizioni specifiche (tattiche, geografiche ecc.) Naturalmente va considerato il fatto che la storiografia ellenistica in generale pecca di erudizione libresca e consiste nella rielaborazione di fonti a loro volta più o meno attendibili.

La matrice isocratea della formazione di Timeo si evidenzia anche nella sua impostazione moralistica e retorica, che lo spinge a drammatizzare i fatti, dandone una versione grandiosa e ricca di elementi stereotipati, specie nei discorsi, ricchi di banalità e inesattezze, secondo il dettato della storiografia "tragica", come quella di Teopompo.

Nell'ambito delle vicende storiche della Magna Grecia, Timeo si interessò anche di Roma e del popolo latino tracciandone per primo le mitiche origini. Rilevante è anche l'opera di sistemazione cronologica dei miti di fondazione delle altre città della regione, utilizzando come filo conduttore la cronologia olimpica. Nonostante la scarsa attendibilità che gli rimproverò Polibio, si tratta della principale fonte antica sulla storia greca d'occidente, utilizzata oltre che da Polibio e Diodoro Siculo, da Callimaco, Tito Livio, Ovidio, Apollonio Rodio, Posidonio. Ateneo ci tramanda di una Replica a Timeo composta da Polemone.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Timaeus, Historiae, da “C. Müller (a cura di), Fragmenta Historicorum Graecorum”, I, Firmin Didot, Parisiis 1841
  • Timeo, Storia, da “Giudizi degli Antichi intorno alle opere di Timeo da Taormina, storico del III secolo innanzi l'Era Volgare colle Notizie biografiche e i frammenti della Storia del medesimo”, dell'abate G. Bertini, in “Giornale di Scienze, Lettere e Arti per la Sicilia”, VII/t. 27, 1829, pp. 241-248
  • A. Momigliano, Atene nel III secolo a.C. e la scoperta di Roma nelle Storie di Timeo di Tauromenio, "RSI" 71, 1959, pp. 529 e sgg.
  • R. Vattuone, Sapienza d'Occidente. Il pensiero storico di Timeo di Tauromenio, Il Mulino, Bologna 1991

Controllo di autorità VIAF: 55545708 LCCN: n84058439