Randazzo

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Randazzo
comune
Randazzo – Stemma Randazzo – Bandiera
Randazzo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Amministrazione
Sindaco Michele Mangione (centrosinistra) dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 37°53′00″N 14°57′00″E / 37.883333°N 14.95°E37.883333; 14.95 (Randazzo)Coordinate: 37°53′00″N 14°57′00″E / 37.883333°N 14.95°E37.883333; 14.95 (Randazzo)
Altitudine 765 m s.l.m.
Superficie 205,62 km²
Abitanti 11 186[1] (31-12-2010)
Densità 54,4 ab./km²
Frazioni Flascio, Monte la Guardia, Murazzorotto
Comuni confinanti Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia, Centuripe (EN), Floresta (ME), Maletto, Nicolosi, Regalbuto (EN), Roccella Valdemone (ME), Sant'Alfio, Santa Domenica Vittoria (ME), Tortorici (ME), Troina (EN), Zafferana Etnea
Altre informazioni
Cod. postale 95036
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087038
Cod. catastale H175
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti randazzesi
Patrono S Maria Assunta - San Giuseppe
Giorno festivo 15 agosto - 19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Randazzo
Posizione del comune di Randazzo nella provincia di Catania
Posizione del comune di Randazzo nella provincia di Catania
Sito istituzionale

Randazzo (Rannazzu in siciliano) è un comune italiano di 11.215 abitanti della provincia di Catania in Sicilia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Sorge sul versante nord dell'Etna, a 765 m sul livello del mare, sull'ultimo ciglione lavico di una colata preistorica, erosa dalle acque dell'Alcantara, che scorre ai piedi del suddetto ciglione. È un importante nodo strategico da cui sono facilmente raggiungibili i centri di Catania (65 km), Messina (73 km), e Enna (105 km). Randazzo si collega con la costa jonica attraverso lo sbocco sulla litoranea di Fiumefreddo di Sicilia, da cui dista 30 km; e con la costa tirrenica attraverso lo sbocco sulla litoranea di Capo d'Orlando, da cui dista 60 km. Presenta due frazioni principali: Montelaguardia (a est del paese) e Murazzo Rotto (a ovest dell'abitato).

Il territorio presenta una vasta exclave sita al confine con la provincia di Enna, tra i comuni di Adrano, Centuripe, Regalbuto e Troina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome e l'origine della città[modifica | modifica wikitesto]

Di origine prettamente medioevale, giace però su un territorio in cui si sono incontrate le più disparate civiltà: greci, romani, bizantini, ebrei, arabi, normanni, aragonesi hanno lasciato tracce di alto valore documentario ed artistico in essa.
Le origini del suo nome sono tuttora un mistero legato alla sua fondazione.
Le antiche mura e i resti di un bagno che ancora oggi rimangono a Randazzo, ci attestano che qui c’era un centro di abitazione sin dal tempo dei Romani in Sicilia, anzi l’Arezzo, Filoteo degli Omodei, il Riccioli ed altri vogliono che Randazzo fosse abitata prima delle colonie greche.
Diamo qui di seguito le versioni attualmente accreditate:

  • Il toponimo deriverebbe, secondo l’Amari (Storia dei musulmani di Sicilia), da un patrizio bizantino governatore di Taormina degli anni 714-745 (VIII secolo) di nome Randàches (o Randag). Esso compare per la prima volta in un diploma di Ruggero II del 1144, al quale segue, alla metà del XII secolo, un privilegio dello stesso Ruggero concernente gli abitanti di S. Lucia in territorio di Milazzo, i quali sono equiparati ai "lombardi Randacii". Esso proverebbe il precedente insediamento di una colonia di "lombardi" nel territorio randazzese, che si aggiunse al preesistente nucleo greco. Attorno al 1154 il geografo arabo del re Ruggero II El-Edrisi descrive Randazzo come un villaggio "del tutto simile ad una cittadina con un mercato che pullula di mercanti e artigiani", testimoniandone il particolare periodo di prosperità economica.
  • Lo storico Arezzo crede invece che Randazzo sia sorta sulle rovine di quella “Trinacium” (da Tiracia, città fondata da coloni greci) che fu distrutta dagli arabi nel IX secolo, il cui nome, corrompendosi, sarebbe divenuto Rinacium, da cui Randadum.
  • È opinione del geografo Filippo Cluverio che l’odierna Randazzo sorgesse nel luogo già occupato dall’antica "Tissa", questa ipotesi è suffragata da reperti archeologici rinvenuti nella zona e risalenti al periodo greco e attraverso Tissa si sarebbe sviluppata la civiltà ellenica lungo la Valle dell’Alcantara (l’antico Akenises). Anche Cicerone nomina l’antica Tissa nelle sue orazioni contro Verre, come soggiorno di laboriosi agricoltori che non poterono opporsi alle vessazioni di quel rapace pretore inviato dai romani in Sicilia.

Della cittadina, che si trova a 754 m s/m, sembra accertata, tuttavia, la presenza di insediamenti umani nel territorio dell’attuale Randazzo a partire dal VI secolo a.C., come testimoniano i numerosi reperti archeologici risalenti a quell’epoca rinvenuti nelle contrade S. Anastasia e Mischi. Gli esiti di ulteriori campagne di scavo attesterebbero la persistenza di agglomerati abitati nelle epoche successive fino all’epoca della dominazione araba dell’isola, durante la quale Randazzo pare abbia assunto un rilevante ruolo strategico, mantenuto, in seguito, durante il periodo normanno, al quale risale l’edificazione del presidio munito e della cinta muraria. E fu proprio alla sua particolare posizione strategica nell’itinerario che, dall'interno dell’isola, portava da Palermo a Nicosia per poi diramarsi nelle due direzioni di Catania o Messina che Randazzo dovette la sua configurazione di città possesso del demanio regio e sottratta, per questo, alle infeudazioni. Infatti Randazzo diviene città demaniale della Vallo di Demone e gli viene dato l’appellativo di “Plaena” da Federico II nel Parlamento di Messina dell’anno 1233, e la santa patrona della città è Maria SS. Assunta.. Ma l'attuale città è di origine bizantina e infatti a pochi chilometri da Randazzo si possono visitare i ruderi dì antiche chiese bizantine chiamate Cube.

Sino al sec. XVI vi si parlavano tre lingue: il greco nel quartiere San Nicola, il latino nel quartiere Santa Maria e il lombardo nel quartiere San Martino, essendosi la città formata dall'unione di tre differenti gruppi etnici; ad opera dei lombardi divenne una roccaforte dei re normanni in lotta contro gli arabi. Randazzo ha conservato quasi interamente il suo aspetto medievale essendo stata sempre risparmiata dal vulcano pur essendo il comune più vicino al cratere centrale dell’Etna (15 km circa).

Generali Parlamenti di Sicilia tenutesi a Randazzo[modifica | modifica wikitesto]

  1. Il primo sarebbe stato convocato nel Monastero di San Domenico da Federico III di Sicilia detto il Semplice, per sancire la definitiva sottomissione del partito Chiaramontano che faceva capo alla Famiglia Chiaramonte.
  2. Il secondo venne indetto da Artale II Alagona, tutore della Regina Maria di Sicilia, per proclamare questa erede al trono di Sicilia, e si tenne nella (Chiesa di San Nicola), dopo il 1377.
  3. Il terzo venne convocato dalla Regina Bianca di Navarra il 3 luglio 1411.
  4. Il quarto si tenne, sempre nella (Chiesa di San Nicola), nel 1411 sotto Ferdinando I d'Aragona.
  5. Il quinto si tenne, sempre nella (Chiesa di San Nicola), nel 1414 sotto Ferdinando I d'Aragona.

Attualmente conserva il titolo di conte e signore di Randazzo, don Vincenzo Maria Paolo Federico Aimone Santoro di Randazzo e Letojanni, assistente al Soglio Pontificio.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bombardamenti di Randazzo.

La particolare collocazione della città come snodo nelle comunicazioni della parte interna della Sicilia la fece scegliere, come sede nel 1943 del comando militare tedesco durante la seconda guerra mondiale. La città venne quindi bombardata duramente dagli Anglo-Americani e soprattutto le incursioni aeree continuarono a martoriarla dopo l'abbandono dei militari tedeschi. Gli alleati infatti avevano avuto delle informazioni errate e sospettavano che a Randazzo vi fossero nascoste ingenti truppe tedesche.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Reale (Casa Scala)[modifica | modifica wikitesto]

Costruito sotto gli ultimi re normanni. In questo palazzo soggiornarono:

Anticamente il comune lo vendette alla famiglia Chillia e poi passò alla famiglia Scala e ancora oggi è segnalato, nei libri d’interesse artistico e turistico, come Casa Scala o Palazzo Scala, ed è sito nel quartiere di San Martino, prospiciente in via Umberto I° e confinante da levante con via Vagliasindi e da ponente via Mercurio. In stile gotico, a tre piani fuori terra, composto di un piano terreno con tre arcate di essi ne esiste solo una (Via Volta Scala), di un primo piano pericolante, in seguito al terremoto del 2 gennaio 1693. “..Fu abbassato del pari il terzo Piano Superiore ove albergò l’Imperatore Carlo V, piccola porzione del quale oggi serve di Casa Comunale, sotto alla quale vi è l’Officina Postale, e la stanza della Guardia Urbana, per il Buon Ordine in questa Città…” Esso fabbricato aveva dalla parte di prospetto (Via Umberto) sette finestre bifore al primo piano, ed altrettante al secondo piano. Dopo la demolizione del secondo piano, in seguito a modifiche subite da detto palazzo, le finestre del primo piano in parte furono convertiti in finestroni moderni, e solo rimangono delle antiche costruzioni due finestre a colonnine all’angolo sud-ovest di esso fabbricato e la finestra murata (Via Lombardo) da cui si affacciò Carlo V che in suo onore fu chiusa affinché nessuno mai più potesse servirsene.

Museo Archeologico Paolo Vagliasindi[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello in una cartolina di inizio '900

Il Museo Archeologico "Paolo Vagliasindi" ospitato nella fortificazione del Castello “Carcere” raccoglie i reperti ritrovati in contrada S. Anastasia a Randazzo dall'archeologo Paolo Vagliasindi. La collezione, tra le più importanti della Sicilia, comprende pezzi del VI – III secolo a.C. tra cui l’Oinochoe che per la raffigurazione del mito di Fineo è uno dei quattro esemplari rimasti al mondo. Il Museo è suddiviso in 5 sale:

  • nella sala centrale Oinochoe oltre ai pezzi più pregiati della collezione sono esposti oggetti in bronzo e la raccolta numismatica di Paolo Vagliasindi;
  • la sala Jonica ospita i pezzi più antichi con reperti di età ionica e corinzia;
  • nella sala della Ceramica Nera sono esposti esemplari di età attica ricoperti da vernice nera;
  • la sala Attica espone ceramiche di manifattura attica del V secolo a.C.;
  • nella sala Ellenistica sono esposte ceramiche di epoca ellenistica del IV secolo a.C.

In una sala del Castello è collocata la collezione di Pupi Siciliani della famiglia Russo composta da 37 marionette che rappresentano i personaggi dell’epopea storica della chanson de Roland. La collezione fu realizzata tra il 1912 e il 1915 dallo scultore Emilio Musumeci e utilizzata dal puparo messinese Ninì Calabrese. Collezione di grande valore che è servita per allestire una rappresentazione alla presenza del Re Umberto II.

Museo Civico di Scienze Naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo Civico di Scienze Naturali ospita la collezione Ornitologica Priolo composta da 2250 esemplari di uccelli italiani ed esotici tra i quali il Grifone dell’Etna e l’Avvoltoio dagli anelli che, ormai estinti, fino a qualche decennio fa solcavano i cieli dell’Etna e la collezione Naturalistica Lino composta da fossili, minerali, rocce e conchiglie ritrovate in Sicilia. Il Museo è suddiviso in 6 sale:

  • sala n. 1 Geologia (collezione Lino);
  • sala n. 2 Fauna Marina (collezione Lino);
  • sala n. 3 Fauna Esotica;
  • sala n. 4 Uccelli Esotici;
  • sala n. 5 Fauna di Sicilia (Diorama del Grifone);
  • sala n. 6 Collezione Ornitologica Priolo;

Grotta Del Gelo[modifica | modifica wikitesto]

Parco Polivalente Sciarone[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco Polivalente Sciarone è il polmone verde della città. Si trova a poca distanza dal centro ma immerso nell’ambiente unico del Parco dell’Etna. Nel parco è possibile passeggiare nel “sentiero natura” ed osservare le diverse colate laviche che hanno lambito Randazzo, la flora composta da alberi di betulla, castagno e roverella ed anche la fauna etnea costituita da volpi, istrici, ricci e conigli selvatici che rendono questo ambiente molto suggestivo. All’interno è anche disponibile un’area attrezzata per pic nic con 5 punti cottura, 16 tavoli (per un totale di 128 posti a sedere) acqua potabile e 4 servizi igienici.

Manifestazioni ed Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Feste Patronali[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 agosto si tiene la festa in onore di Maria SS. Assunta, patrona del paese. Nel primo pomeriggio lungo la via Umberto viene fatta sfilare "a Vara" un fercolo risalente al XVI secolo, alto circa 18 metri. Sulla Vara trovano posto circa trenta bambini che raffigurano i misteri della morte, dell'assunzione e dell'incoronazione della Vergine Maria.

Il 19 marzo in onore di S. Giuseppe, compatrono della città, scuole e uffici pubblici restano chiusi e nel pomeriggio si svolge fin dal 1982 una tradizionale fiaccolata. Tale fiaccolata ricorda un presunto miracolo di San Giuseppe, che nel marzo 1981 salvò Randazzo dalla minaccia della lava.

Persone legate a Randazzo[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La città di Randazzo è munita di due stazioni ferroviarie: una della Ferrovia Circumetnea (che la collega sia a Giarre che a Catania) ed una delle Ferrovie dello Stato che la collegava fino a qualche anno fa alla Stazione di Taormina e alla ferrovia Messina-Catania, attualmente dismessa in attesa di definizione del progetto di riattivazione affidato alla stessa FCE.

Linee di trasporto extraurbano (autobus) la collegano a varie località circonvicine, oltre che al capoluogo di provincia.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Comune, occupato per la posizione strategicamente favorevole dall'esercito tedesco, fu sottoposto per trentuno giorni, tanto da essere definito "la Cassino di Sicilia", a violentissimi bombardamenti che provocarono numerose vittime civili e la distruzione dell'intero abitato. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
— Randazzo (CT), 13 luglio - 13 agosto 1943

Immagini[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l' A.S.D. Randazzo 1968 che milita nel girone C siciliano di Promozione. I colori sociali dell' A.S.D. Randazzo 1968 sono: il rosso ed il bianco. L' A.S.D. Randazzo 1968 è nata nel 1968.

L'altra squadra di calcio della città è l' A.S.D. Città di Randazzo che milita nel girone C siciliano di Promozione. I colori sociali dell' A.S.D. Città di Randazzo sono: il bianco ed il granata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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