Valdina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Valdina
comune
Valdina – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Sindaco Pierluigi Di Stefano (lista civica Rilanciare Valdina) dal 17/06/2008
Territorio
Coordinate 38°12′00″N 15°22′00″E / 38.2°N 15.366667°E38.2; 15.366667 (Valdina)Coordinate: 38°12′00″N 15°22′00″E / 38.2°N 15.366667°E38.2; 15.366667 (Valdina)
Altitudine 213 m s.l.m.
Superficie 2,75 km²
Abitanti 1 327[1] (31-8-2012)
Densità 482,55 ab./km²
Frazioni Fondachello, Tracoccìa
Comuni confinanti Roccavaldina, Torregrotta, Venetico
Altre informazioni
Cod. postale 98040
Prefisso 090
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083103
Cod. catastale L561
Targa ME
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti valdinesi
Patrono san Pancrazio vescovo
Giorno festivo 9 luglio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Valdina
Posizione del comune di Valdina nella provincia di Messina
Posizione del comune di Valdina nella provincia di Messina
Sito istituzionale

Valdina (Vaddina in siciliano) è un comune italiano di 1.283 abitanti della provincia di Messina in Sicilia.

Le frazioni di Valdina sono Fondachello e Tracoccia. È un comune della Valle del Niceto.

La Chiesa

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio del comune di Valdina è di origine antica, e secondo alcuni in epoca pre-romana l'attuale chiesa di San Pancrazio sarebbe stata una torre di avvistamento per le navi provenienti dalle isole Eolie.

Comunque, fu in epoca romana che si formò il primo "pagus" (o villaggio) nell'area dove sorge oggi Roccavaldina, e l'area fra Monforte e Rometta (comprendente gli attuali comuni di Valdina, Roccavaldina, Venetico e Torregrotta) fu chiamata Rachal El-melum (o Rachal El-melue) sotto la dominazione araba, e successivamente Casale del Conte (Casale Comitis) in epoca normanna.

Nel 1168 Gugliemo II concesse il Casale del Conte alla badessa del monastero messinese di Santa Maria della Scala, e nel 1196 la regina Costanza confermò la donazione[2].

A seguito della presa del potere da parte del dominio aragonese furono concessi nuovi titoli nobiliari, e nella parte occidentale del territorio demaniale di Rametta (oggi Rometta) vennero creati due feudi, che furono concessi a Giovanni Rocca, nobile cavaliere pisano, e Giovanni Mauro, di origine genovese. Nei due feudi nacquero due casali, che presero il nome dei possessori, cioè La Rocca (odierna Roccavaldina) e Maurojanni (o Mauro Giovanni, odierna Valdina). Poco tempo dopo, però, Maurojanni fu ceduto a La Rocca, e divennero un unico casale.

Successivamente, nel 1509 i feudi furono ceduti da Gilberto Pollicino Castagna alla famiglia Valdina, arrivata dalla Spagna. I Valdina (prima baroni e poi successivamente principi di Maurojanni o Valdina) contribuirono per due secoli allo sviluppo dei borghi, finché l'ultimo discendente della famiglia, Giovanni Valdina Vignolo, morì nel 1692 senza lasciare eredi. Il titolo passò al cugino più prossimo, e la famiglia si imparentò con la borghesia locale. Il feudo fu posseduto dalla famiglia Valdina sino al 1812, quando il feudalesimo fu soppresso.

Nel 1929 il comune fu soppresso, per essere poi aggregato prima al comune di Spadafora, e poi a quello di Roccavaldina. Divenne nuovamente autonomo nel 1949.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Valdina è attraversata, nella sua frazione Fondachello, dalla Strada Statale 113 dalla quale si diparte la Strada provinciale n. 58 che raggiunge il paese. La fermata ferroviaria più vicina e di riferimento è la Stazione di Torregrotta[4].

Immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  2. ^ Guglielmo Scoglio, Monforte San Giorgio e il suo territorio nel Medioevo, Editrice UNI Service, 2007, pp. 11-12.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Mariella Di Giovanni, Torregrotta. Consiglio compatto: interventi immediati per abbattere le barriere architettoniche in Gazzetta del Sud, 03 febbraio 2013, p. 36.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Sicilia Portale Sicilia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sicilia