Novara di Sicilia

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Novara di Sicilia
comune
Novara di Sicilia – Stemma Novara di Sicilia – Bandiera
Novara di Sicilia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Amministrazione
Sindaco Girolamo, Bertolami (lista civica) dal 15/05/2012
Territorio
Coordinate 38°01′00″N 15°08′00″E / 38.016667°N 15.133333°E38.016667; 15.133333 (Novara di Sicilia)Coordinate: 38°01′00″N 15°08′00″E / 38.016667°N 15.133333°E38.016667; 15.133333 (Novara di Sicilia)
Altitudine 650 m s.l.m.
Superficie 49,18[1] km²
Abitanti 1 414[2] (30-11-2011)
Densità 28,75 ab./km²
Frazioni San Basilio, San Marco, Vallancazza, Piano Vigna, Badia Vecchia, Santa Barbara, Scellia
Comuni confinanti Fondachelli-Fantina, Francavilla di Sicilia, Mazzarrà Sant'Andrea, Rodì Milici, Tripi
Altre informazioni
Cod. postale 98058
Prefisso 0941
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083062
Cod. catastale F951
Targa ME
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti novaresi
Patrono Maria santissima Assunta, S. Ugo Abate
Giorno festivo 15/16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Novara di Sicilia
Posizione del comune di Novara di Sicilia all'interno della provincia di Messina
Posizione del comune di Novara di Sicilia all'interno della provincia di Messina
Sito istituzionale

Novara di Sicilia (Nuè nel dialetto galloitalico; Nuvara in siciliano[3]) è un comune italiano di 1.414 abitanti della provincia di Messina in Sicilia.

La cittadina fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Novara di Sicilia si trova al confine tra i monti Nebrodi e i Peloritani ed ha un territorio comunale di circa 48 km².

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età preistorica: i ritrovamenti in contrada Casalini e le rudimentali abitazioni scavate all’interno della roccia Sperlinga documentano l’esistenza di un complesso mesolitico. Età greco-romana: l’antica città romana di Noa è menzionata da Plinio, che chiama i suoi abitanti “noeni”. Nel IX secolo i saraceni costruiscono un castello che diventa il nuovo centro della vita civile sostituendo quello nell’attuale contrada Casalini, abitato fino a tutta l’epoca bizantina. Intorno al 1061-72 si insedia una colonia di lombardi, di religione cattolica con rito latino, probabilmente nei luoghi in cui sorge l’attuale paese. Nel 1171 è fondata da Sant’Ugo, sotto re Ruggero II, l’abbazia di Santa Maria Nucaria, prima edificazione cistercense in Sicilia. Nel XIII sec. viene edificata una struttura fortificata per opera di Ruggero di Lauria; nel 1298 l’abitato di Novara è già censito come castrum Nucariae. XIV sec., terra e castello sono possedimento della famiglia di origine normanna Palizzi e, in seguito, di Vinciguerra Aragona. Nel XVII secolo il borgo raggiunge il suo massimo sviluppo: risale a quest’epoca quasi tutto il tessuto edilizio conservato sino a oggi.[4]

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Galloitalico di Sicilia e Lombardi di Sicilia.

Vi si parla un antico dialetto gallo-italico. Gli abitanti di Novara sono infatti discendenti dei coloni e dei soldati provenienti dall'Italia settentrionale e dalla Francia meridionale che si stanziarono in queste zone con la conquista normanna della Sicilia.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è incluso nel club de I borghi più belli d'Italia ossia un'esclusiva associazione di piccoli centri italiani che si distinguono per grande interesse artistico, culturale e storico, per l'armonia del tessuto urbano, vivibilità, servizi ai cittadini.[5]

Il piatto[modifica | modifica wikitesto]

Il piatto tradizionale del festino di mezz’agosto è la pasta ‘ncasciada condita con ragù di vitello e castrato, polpette sbriciolate, melanzane, uova e pan grattato.

Un altro piatto tipico, dal bel nome di lempi e trori (lampi e tuoni), è preparato con fagioli, cicerchia, granoturco, lenticchie e grano bolliti e conditi.

Per robusti appetiti di montagna ci sono i frittui, carne di maiale mista a lardo, lessa insieme a cotiche, trippa, polmone, cuore, fegato dello stesso maiale.[6]

Da vedere[modifica | modifica wikitesto]

Panorama da Bazia.
Chiesa di San'Antonio.
Monumento ai Caduti.
Chiesa di San Nicolò.
Chiesa di San Giorgio.
Portale in arenaria.

Il borgo sorge sulla pendice della montagna da cui si scorge l’antica Tindari, in un incantevole scenario naturale a valle di un imponente sperone di roccia, la Rocca Salvatesta, che raggiunge i 1340 m. Le piccole case affastellate, la trama di vicoli e viuzze talvolta sormontati da archi, i decori delle facciate, l’eleganza dei palazzi, la sontuosità delle chiese danno fascino a un assetto urbanistico d’impronta medievale.

Le strade, per lo più pavimentate in acciottolato stretto tra due file longitudinali di pietra arenaria locale, contribuiscono a valorizzare l’architettura del centro storico. L’arenaria è stata utilizzata nelle costruzioni civili e con elaborazioni di grande pregio in quelle religiose, dove sono presenti anche molti elementi architettonici realizzati in cipollino, un’altra pietra locale, rossa e marmorea. L’uso della pietra, che sul territorio affiora un po’ ovunque, testimonia l’importanza dell’arte dello scalpellino che si tramandava di padre in figlio, fino al deplorevole arrivo del cemento (ma oggi il nobile mestiere viene ripreso con buoni risultati).

L’antico Castello, di cui oggi restano i ruderi, era situato su una rupe a strapiombo che conserva immutata la propria bellezza, anche se la sommità del poggio non è stata protetta da sconsiderati interventi edilizi. Dalla cima si gode l’ampiezza della vallata che scende verso il mare: spingendo lo sguardo sino all’orizzonte si vedono le isole Eolie.

La via Dante Alighieri collega l’area del Castello al sottostante Duomo di Santa Maria Assunta (secolo XVI), raggiungibile anche percorrendo la via lastricata che inizia dalla piazza principale. La chiesa presenta una bella facciata monumentale con un’ampia scalinata; l’interno è a tre navate delineate da colonne monolitiche in pietra. L’abside ospita un coro ligneo settecentesco; di grande pregio sono l’altare del Sacramento in marmo intarsiato a smalto, il battistero in marmo cipollino locale sormontato da una cupoletta in legno, la statua dell’Assunta e il grande crocifisso in legno.

Più raccolta e graziosa è la Chiesa di San Francesco del secolo XIII, la più antica e piccola del borgo: francescana, appunto, con un tetto-soffitto di arte povera. Nel quartiere intorno alla chiesa sorge per contrasto Villa Salvo, superba e elegante, con lo stemma del casato. Poco distante si trova la Chiesa dell’Annunziata (secolo XVII) a tre navate con colonne in pietra a sezione quadrata e diversi capolavori, tra cui un organo a canne del ‘700 e il gruppo gaginesco dell’Annunciazione: tre statue in marmo pario decorato, scolpite nel 1531 dal toscano Giovambattista Mazzola.

Nella parte alta del paese sorge la Chiesa di Sant’Ugo Abate (secolo XVII), in corso di restauro. Costruita con il monastero cistercense, successivamente distrutto, conserva un imponente reliquario ligneo, la giara di Sant’Ugo (in realtà un vaso arabo di bella fattura), un crocifisso ligneo e un dipinto su tavola dello Stetera, L’Annunciazione (1570).

Al centro del paese è situata la Chiesa di San Nicolò (secolo XVII) recentemente restaurata, con il suo artistico prospetto in cima a una grande gradinata in pietra. Nella parte bassa del borgo si trovano invece le Chiese monumentali di San Giorgio Martire e di Sant’Antonio Abate, entrambe a tre navate. La prima, secentesca, oggi adibita ad auditorium, presenta sulla facciata principale un gioco di rimandi con il colonnato interno su cui poggiano i tetti; interessante il soffitto centrale a cassettoni. Ancora più suggestiva la cinquecentesca Chiesa di Sant’Antonio, che conserva il portale in stile normanno e la torre campanaria a guglia, sontuosa e finemente decorata, oltre a custodire statue lignee e dipinti su tela.

Tra i tanti edifici civili di rilievo meritano attenzione il Palazzo Municipale (ex Oratorio di San Filippo Neri), il Palazzo Stancanelli che si affaccia sulla piazza principale, vero salotto del borgo, e il Palazzo Salvo Risicato sulla via Duomo, recentemente recuperato dal Comune.

A valle del Duomo si conserva Casa Fontana, edificio del ‘700 avvolto da una cortina muraria secentesca che ingloba caratteristiche bucature impreziosite da elementi scolpiti nella pietra arenaria. Il Teatro Comunale, intitolato al musicista novarese Riccardo Casalaina, presenta dopo il restauro una superba facciata decorata con scorniciati di pietra e, all’interno, tre livelli di palchi sistemati ad anfiteatro.

A 5 km da Novara resiste l’Abbazia di Santa Maria La Noara fondata nel secolo XII da Sant’Ugo Abate sotto re Ruggero II, prima edificazione cistercense in Sicilia. In essa sono presenti molti segni dell’architettura specifica dell’ordine dei monaci cistercensi, improntata alla sobrietà. All’interno sono visibili grandi archi scarni e, accanto all’altare, una porta in pietra, alta, segno della presenza di un antico torrione arabo.[7]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Linee ferroviarie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Novara-Montalbano-Furnari.

Il Comune di Novara di Sicilia, è servito dalla stazione ferroviaria di Novara-Montalbano-Furnari, sita a 21 km circa.

Linee aeree[modifica | modifica wikitesto]

Gli aeroporti più vicini sono l'aeroporto di Catania-Fontanarossa, distante 103 km circa, e, l'aeroporto di Reggio Calabria distante 80 km circa.

Autolinee[modifica | modifica wikitesto]

È servito dall'AST (Azienda Siciliana Trasporti), con collegamenti urbani con Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, Messina, ed altri comuni.

Trasporti marittimi[modifica | modifica wikitesto]

Tra i porti più vicini, vi sono: Milazzo, con collegamenti per Napoli e Isole Eolie, cui dista circa 40 km, e di Messina, con collegamenti nazionali ed internazionali, da cui dista circa 70 km.

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Novara di Sicilia, è raggiungibile tramite l'autostrada A20 Messina-Palermo, con uscita-svincolo di Falcone, a circa 20 km dal centro abitato.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Novara di Sicilia fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.3 (Alto Fantina e Alto Mela)[8].

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e Minoranze Straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 59 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 36 2,44%

Persone legate a Novara di Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati Istat 2011. URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 445.
  4. ^ Sito dell'Associazione Borghi più belli d'Italia
  5. ^ op. cit.
  6. ^ op. cit.
  7. ^ op. cit
  8. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 21 maggio 2014.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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