Capri Leone

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Capri Leone
comune
Capri Leone – Stemma Capri Leone – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Sindaco Bernadette Grasso (lista civica) dal 15/05/2007
Territorio
Coordinate 38°05′00″N 14°44′00″E / 38.083333°N 14.733333°E38.083333; 14.733333 (Capri Leone)Coordinate: 38°05′00″N 14°44′00″E / 38.083333°N 14.733333°E38.083333; 14.733333 (Capri Leone)
Altitudine 400 m s.l.m.
Superficie 6,60 km²
Abitanti 4 568[1] (30-11-2011)
Densità 692,12 ab./km²
Frazioni Rocca di Capri Leone
Comuni confinanti Capo d'Orlando, Frazzanò, Mirto, San Marco d'Alunzio, Torrenova
Altre informazioni
Cod. postale 98070
Prefisso 0941
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083010
Cod. catastale B695
Targa ME
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti caprileonesi o crapitani
Patrono san Costantino
Giorno festivo ultimo sabato di luglio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Capri Leone
Posizione del comune di Capri Leone all'interno della provincia di Messina
Posizione del comune di Capri Leone all'interno della provincia di Messina
Sito istituzionale
Panorama di Capri Leone

Capri Leone (Capri Liuni in siciliano) è un comune italiano di 4.568 abitanti (di cui 4.300 nella sola frazione Rocca) della provincia di Messina in Sicilia.

Posizione[modifica | modifica sorgente]

Capri Leone fa parte dei Nebrodi, ossia di quella catena montuosa che unitamente ai Peloritani ad est e alle Madonie ad ovest costituisce l'appennino siculo, cioè la parte centrale della catena orografica settentrionale della Sicilia, che si estende per circa 70 chilometri in direzione est-ovest. Il centro collinare è collocato a 400 mt s.l.m. e ciò permette di godere di un panorama mozzafiato dal quale si possono ammirare tre delle sette figlie di Eolo (Salina, Alicudi e Filicudi).

Dal piccolo borgo, arroccato tra le verdi colline, si può scorgere l'agglomerato urbano della popolosa frazione Rocca, nella parte pianeggiante del territorio comunale; ricco centro commerciale e industriale.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del paese ha subito varie trasformazioni. Originariamente si riscontra il termine “Duae Crapiae”, poi “Crapisusu”, “Castel di Capri”, poi “Capri”e, infine “Capri Leone” anche se nella popolazione attuale permane la denominazione di “Crapi”. È da ritenersi che in origine il toponimo possa riferirsi al termine greco Κάπρος, con il significato di “cinghiale”, animale che nel territorio,e di Capri Leone e di tutta l’isola, la presenza è attestata da molte monete. Questa tesi è confermata dall’esistenza in epoca romana nella zona di una città chiamata “Solusapre”, che significa “ terra del cinghiale”. Prendendo in considerazione la derivazione del nome dal latino “Capris”, l’etimo potrebbe aver il significato di “luogo abitato da capre e caprioli”. Il nome potrebbe anche avere origine da “capriata”, ossia miscuglio di vari vini. Ciò perché nella zona vi erano degli estesi vigneti da cui si ricavavano diverse varietà di vini. Va anche presa in considerazione il vocabolo “crapula”, identificabile con una resina che mescolata al vino provoca una particolare ebrezza.[2]

Breve Storia[modifica | modifica sorgente]

“Crapi” appare citato per la prima volta nel periodo normanno-svevo. Del periodo greco, purtroppo a Capri Leone non rimane nulla. Maggiori informazioni ci giungono dal periodo romano. Dalla Tabula Peutingeriana, che ci informa della viabilità del IV secolo d.C., si nota infatti come la via Valeria passasse proprio nei pressi dell’attuale abitato di Rocca di Capri Leone. Altri segni della presenza romana si riscontrano in una villa di epoca tardo imperiale, tra Capri Leone e Mirto; e ancora la famigerata località Pietra di Roma si troverebbe tra Rocca e Torrenova. Periodo Bizantino. Sul finire del VI sec. si assistette ad una incisiva bizantinizzazione della zona tra i torrenti Zappulla e Rosmarino; fu in questo periodo che venne fondata la leggendaria Demenna localizzabile, forse, con l’attuale San Marco d’Alunzio. È proprio in questo periodo che sorsero piccoli agglomerati urbani, costituiti dalle popolazioni che dalla riva si spostavano nell’entroterra spinti da un’ondata di ruralizzazione che interessò la zona, ma anche per offrire, alla stessa Demenna, maggiore difesa e resistenza contro le successive incursioni arabe. Fu certamente per la difesa della città che si formarono tanti “casali”, ossia un insieme di edifici rurali come Crapijusu e Pietra di Roma lungo la costa e Crapisusu, Mirto, Belmonte, Frazzanò ecc. all’interno. Periodo Arabo. Il Val Demone, tra le tre Valli siciliane (le altre, Val di Mazara e di Noto) fu quella che meno subì l’ondata di incursioni saracene. Ciò non significa, però, che la zona non fu interessata dai cambiamenti sorti a seguito dell’arrivo dei musulmani. Per quanto riguarda Capri Leone, nel periodo arabo, poco si sa. Tra le tante opere di fortificazione e di avvistamento sorte nella zona una, secondo le fonti, doveva trovarsi nel piccolo paese collinare, in una posizione strategica di fronte al mar Tirreno con le Isole Eolie sullo sfondo. Di quest’antica torre oggi si ha, purtroppo, solo il ricordo. La prima fonte scritta che indica il nome di “Crapi”, quindi la sua esistenza, risale alla fine dell’XI secolo. Il Pirri riporta, nella sua famosissima “Sicilia Sacra” il termine duae Crapiae. 4 luglio 1299 battaglia tra Federico III e Giovanni II d’Aragona. La flotta siciliana sotto il comando del primo combatté contro l’aragonese; pare proprio che il campo di battaglia fosse proprio in prossimità del torrente Zappulla, in località allora, di Crapijusu. Dal 1282 al 1342 Crapisusu era territorio della famiglia Alojsio, Baroni del Regio Demanio, di origine francese. Dal 1342 al 1377, unitamente a Mirto, Frazzanò e S. Marco, passò agli Aragona, nobile famiglia messinese; per poi passare alla famiglia Filangeri. Segue il periodo in cui Capri, con Mirto e Fitalia, appartennero al signore di S. Fratello Angellotto di Larcan. A metà del XV secolo riappare la famiglia Filangeri con Riccardo che fu il primo della casata a fregiarsi del titolo di conte e allo stesso tempo gli fu data l’investitura del Casale di Mirto, Crapi e Frazzanò. Si susseguirono le casate dei Balsamo, nuovamente i Filangeri, dei Branciforti e i Cardona e ancora i Filangeri. Nella metà del 18° secolo si rinviene l’attuale termine “Capri” persistente fino al 13 novembre 1862. Da questa data il paese assunse il nome di “Capri Leone”. L’ipotesi più attendibile dell’aggiunta del secondo termine, è quella per qualificare il grande coraggio sia degli abitanti di Capri, avendo gli stessi partecipato ai pericoli della guerra per l’unificazione d’Italia, unitamente ai garibaldini, sia la ben ordinata “guardia Nazionale, capitanata da Crimi Giuseppe”, che diedero prova di grande coraggio nei disordini nella vicino Mirto. Ma si presume che l’aggiunta del nome “Leone” si riferisca alla quattrocentesca fontana posta nella piazzetta principale del paese, raffigurante appunto un leone accovacciato.[2]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Capri Leone si estende nella parte collinare; mentre nella parte pianeggiante si trova la popolosa frazione di Rocca di Capri Leone, di recente costruzione. Gli abitanti del Comune di Capri Leone si chiamano "Caprileonesi", ma in Siciliano quelli che abitano a Capri Leone vengono detti "Crapitani"; quelli di Rocca, invece, "Roccaroli" o "Ruccoti".

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa S. Costantino, Capri Leone[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di S. Costantino XVII secolo è ad unica navata. Il pavimento dell’altare è costituito in ceramica del ‘700 siciliano. Nel frontale, sopra l’altare, si può ammirare il maestoso quadro raffigurante il battesimo romano di S. Costantino, di cui tutti i cittadini di Capri Leone ne vanno fieri, e misure ben 5m. per 3,5m. Questa pala d’altare seicentesca è olio su tela di autore ignoto; raffigura l’imperatore genuflesso pronto a ricevere il battesimo da Papa Silvestro. In alto la SS. Trinità, ai lati di un globo, assiste alla scena cui prendono parte alti prelati e uomini di corte. Nel 1989 la Soprintendenza ha attuato un restauro conservativo. Negli altari laterali si possono ammirare 2 tele del 1720 rappresentanti l’Immacolata e la deposizione dalla croce. Entrambi sono oli su tela e sono opera commissionate da un sacerdote locale, Petrus Etta. Notevole è anche la statua in gesso raffigurante il patrono S. Costantino seduto sul trono tenuto da 4 angeli, e una raffigurante la Madonna Immacolata in legno del 18° secolo.

Chiesa Maria SS. Annunziata, Capri Leone[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Annunziata

La chiesa dell’Annunziata fu fondata da un certo Pirroccio, nobile facoltoso di Capri, “che alla sua morte lasciò tutti i suoi beni a questa chiesa, rimase per 27 anni chiusa, perché cadente; fino a che nel 1903, per volontario contributo popolare, venne riedificata.” (Nicotra) Alcuni datano la chiesa al 14° secolo, altri al 16°. Molto più probabile è datare il suo svettante campanile al 15° secolo. Dopo 34 anni di totale abbandono il 2012 è stato l'anno della riapertura e Consacrazione della stessa. Al suo interno, purtroppo, non è possibile più ammirare la ricchezza del patrimonio artistico che fu di questa Chiesa; tele e sculture sono state trafugate da ignoti negli anni '80 dello scorso secolo. L'altare maggiore, in marmo rosso, accoglie la bellissima statua della B.V. Annunziata di A. Gagini, di cm 155, dal viso dolcissimo e dai lineamenti così delicati che viene spontaneo chiedersi come possa essere stata scolpita nel gelido marmo. L’opera fu commissionata ad A. G. tramite un genovese. L’opera si colloca tra il 1533-34 e, probabilmente, fu una delle ultime opere dello scultore poiché morì nel 1536. Antonello fu l’artista di maggiore levature del ‘500 in Sicilia. Nacque nel 1478 a Palermo, da Domenico, che pare fosse stato allievo del Brunelleschi. Vi è una leggenda, del Rizzo,che narra la vicenda che lega la preziosa statua di marmo della madonna Annunziata a questa chiesa.” Questa statua in marmo bianco era stata commissionata al vicino comune di Mirto, era arrivata a Zappulla ed il suo trasporto veniva effettuato per mezzo di buoi che trainavano il carro dove era posta la statua. Il carro, però giunto nel luogo dove ora sorge la chiesa, non si mosse più. Fu chiaro allora il volere manifestato dalla Madonna di fare erigere una chiesa proprio in quel posto. “Si pensò di costruire la chiesa in quel sito, ma succedeva uno strano fenomeno; tutte le volte che si arrivava ad una certa altezza di fabbricazione , la costruzione inspiegabilmente crollava. Il costruttore era disperato perché non si rendeva conto di cosa non funzionasse. Mentre era intento a studiare sulla carta un progetto nuovo, pare che un calabrone di mirabili colori entrasse nello studio e, posatosi su d’un foglio di carta, seguisse un tracciato per varie volte, il costruttore lo ripeté con la matita e ne uscì la pianta della chiesa, che dal momento della costruzione non cadde più.” In questa chiesa si poteva ammirare uno splendido quadro di Giuseppe Tomasi da Tortrici, raffigurante la Madonna dell’Itria (350x220 cm), oggi purtroppo trafugato da ignoti, insieme ad altri dipinti.

Piazza dei Leoni - Lu liùni, Capri Leone[modifica | modifica sorgente]

La piazzetta affianca la principale piazza Vittorio Emanuele. In essa vi sono due leoni dai quali sgorgano limpidissimi getti d’acqua. Il primo sgorga da un leone in cemento del 1910; il secondo da una leonessa in marmo rosso di S. Marco ed è di epoca più remota, pare del 15° secolo.

Chiesa S. Antonio Abate, Capri Leone[modifica | modifica sorgente]

Piccola Chiesa collocata nella zona alta del paese, al suo interno si trova la statua lignea del Santo Abate.

Le Fontane, Capri Leone[modifica | modifica sorgente]

Diverse le fontane di acqua sorgiva presenti nel territorio caprileonese. La già citata Fontana dei Leoni, in prossimità della centrale piazza Vittorio Emanuele III; u canaleddu, Paiària e a Funtana di Crapi, nella parte bassa del paese.

Rocca di Capri Leone[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Cupane, palazzo baronale in ottimo stato di conservazione, fu edificato nella metà del XIX secolo e dal 1989 è vincolato dalla Soprintendenza dei BB.CC. e AA. Chiesa Maria SS. del Rosario, sec. XX , conserva al suo interno un imponente trittico ligneo raffigurante la Madonna del Rosario con il Bambino e i SS. Caterina e Domenico. Chiesa Maria SS. del Tindari, XX secolo, sorta per il volere di Don Achille Passalacqua. Santuario del Tindari, costruito alla fine degli anni '50 del '900 su uno sperone roccioso che era servito da postazione bellica durante l'ultimo conflitto mondiale. Il panorama è mozzafiato. Chiesa N. S. di Czestochowa, sec. XX, in p.za Gepy Faranda, moderna costruzione con all'interno l'Immagine della Madonna firmata da Beato Giovanni Paolo II.

Parco Urbano "Peppino Grasso", Rocca di Capri Leone[modifica | modifica sorgente]

Inaugurato il 26 giugno 2010, alla cerimonia hanno preso parte molti sindaci del comprensorio e l'allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianfranco Micciché. Il Parco è stato intitolato alla memoria del cavaliere Peppino Grasso, che ha ricoperto la carica di primo cittadino di Capri Leone, per quasi quarant’anni, ininterrottamente dal 24 luglio 1962 al 5 marzo 2001 e promotore del progetto di realizzazione di questo Parco sin dal 1990. Il Parco riveste notevole importanza per l’intera comunità;un sogno, dunque, divenuto realtà che, se da un lato consente ai cittadini di fruire di ampi spazi, con verde attrezzato ed aree appositamente studiate per ospitare i più piccoli, dall'altro lato permette al piccolo centro di fare un salto di qualità, rendendolo più accogliente.

Date da ricordare - Eventi[modifica | modifica sorgente]

Processione di S. Costantino
  • Ultimo sabato di luglio Festa del Patrono S. Costantino Imperatore (Capri Leone centro)http://www.youtube.com/watch?v=DEITKbzHsko;
  • Ultima domenica di luglio Festa della B.V. Maria Annunziata (Capri Leone centro);
  • 16 agosto Festa di S. Rocco (Capri Leone centro);
  • Ultima domenica di agosto Festa San Felice da Nicosia (Rocca di C.);
  • Prima domenica di ottobre Festa Madonna del Rosario (Rocca di C.);
  • 8 dicembre Festa Immacolata Concezione (Capri Leone centro);
  • Domenica successiva al 17 gennaio, Festa di S. Antonio Abate (Capri Leone centro);
  • 25 marzo o domenica successiva Festa B.V. Maria Annunziata (Capri Leone centro);
  • Terza domenica di maggio Festa Maria SS. del Tindari. (Rocca di C.);
  • Venerdì santo Via Crucis.
  • Rassegna corale per cori polifonici e scholae cantorum "Diocesi inCanto" (terzo week-end di luglio)nella Chiesa SS. Annunziata, manifestazione a cura dell'Ass. Le mura di Capri L.;
  • Rocca Expo: Novità commerciali, fiera ed esposizione di artigianato locale, prodotti tipici e degustazioni, intrattenimento vario. Periodo della Fiera: metà luglio
  • "Trofeo Podistico” Comune di Capri Leone in collaborazione con l’A.S.D. Atletica Nebrodi

2013 Anno Costantiniano[modifica | modifica sorgente]

Divina liturgia
Convegno costantiniano
Cavalieri costantiniani
Festa san costantino
Festa san costantino

Capri Leone è l'unico paese siciliano che venera san Costantino Imperatore come santo patrono e protettore.[3] Ogni anno, nell’ultimo sabato di luglio, i cittadini di Capri Leone, un piccolo centro collinare in provincia di Messina, si uniscono attorno al santo patrono San Costantino per vivere momenti di fede e di fraternità. Si tratta dell'unico culto patronale in terra siciliana reso all'Imperatore. Una delle figure più importanti della storia; un grande rivoluzionario, l’imperatore, che vide nel Cristianesimo un elemento di coesione del mondo romano e non un elemento disgregante. Alla vigilia della battaglia di Ponte Milvio, per il potere su Roma, il segno della croce e la frase premonitrice “in hoc signo vinces” consegnano all’Imperatore l’eredità della storia. In virtù di questa vittoria cristiana, in seguito, pose fine alle persecuzioni nei confronti dei cristiani e con l’Editto di Milano del 313 riconobbe il Cristianesimo come religione legale dell’impero romano. Proprio l’Editto di Milano del 313 viene ricordato quest’anno poiché ricorre infatti il suo XVII centenario dall'emanazione, proclamando così il 2013 “Anno Costantiniano”. Anche Capri Leone ha dato vita ad una serie di eventi costantiniani.

20-21 luglio 2013 Chiesa SS. Annunziata Rassegna per cori e corali polifoniche “Diocesi inCanto” sul tema La Fede e la Croce. Organizzata dall’Ass. Le Mura

Giovedì 25 luglio 2013 Chiesa S. Costantino Divina Liturgia in rito greco-bizantino, in onore di S. Costantino, celebrata dai sacerdoti dell'Eparchia di Piana degli Albanesi (Pa).

Venerdì 26 luglio 2013 Chiesa S. Costantino Convegno di studi “S. Costantino: tra storia e tradizione popolare”. Il convegno è stato dedicato all'Illustre Prof. Vincenzo Aiello, docente di St. Romana presso L'università di Messina e grande cultore della figura di Costantino, purtroppo prematuramente scomparso nel giorno precedente il convegno. Dopo i saluti del Sindaco On.le Grasso, del parroco Gaetano Vicario e del Sindaco di Sedilo dott. Umberto Cocco (prov. Oristano-Sardegna), che ha raccontato del culto reso all'Imperatore in terra sarda, padre Brancatelli ha coordinato i lavori. Si sono succeduti negli interventi il Prof. Pinzone prof. di storia romana dell'Università di Messina, il Prof di diritto romano dell'Università di Sassari Pieto Paolo Onida, padre Di Santo dell'Istituto teologico S. Tommaso di Messina e l'Architetto Lo Castro esperto di storia dell'arte. E, alla fine del convegno, è stato reso noto ai presenti il Libro sul culto costantiniano a Capri Leone “S. Costantino in Capri Leone: tra storia e tradizione popolare” di Salvatore Amedeo Ciminata

Sabato 27 luglio 2013 Festa in onore di S. Costantino Chiesa S. Costantino Messa Solenne presieduta da Don Antonio Cipriano, Cappellano e responsabile dei Nebrodi del Sacro Ordine Costantiniano di S. Giorgio, e alla presenza del Vice delegato della Sicilia Dott. Antonio Di Janni. Consegna della Reliquia della S. Croce e di S. Costantino. Processione del simulacro di S. Costantino alla presenza dei Cavalieri costantiniani

Sport[modifica | modifica sorgente]

USD Rocca di Capri Leone[modifica | modifica sorgente]

Nel 1983 l’imprenditore locale Giuseppe Amato, titolare di una grossa pelletteria nel borgo di Capri Leone, da vita alla Polisportiva Caprileone che dopo la Polisportiva Rocca del presidente Antonino Versaci, diventa la seconda realtà calcistica del paese. La neonata societa’ appare per la prima volta nel torneo dilettantistico di 3ª categoria 1983/1984. La squadra composta da giovani locali, per diversi anni ha militato tra la 2ª e la 3ª categoria fino al 1995, ultimo anno del “Presidentissimo”. L’anno successivo, nella stagione 1995/96 il cambio di guardia: giovani imprenditori e semplici impiegati tra i quali Salvatore Giacobbe, Renato Germanotta, Amedeo Versaci e Calogero Sciortino, prendono in mano le redini della società continuando il lavoro di Amato nel campionato di 2ª categoria e le cambiano la denominazione in “Unione Sportiva Capri Leone”. Milita in seconda e prima categoria e in promozione negli anni tra il 1999 e il 2010. Gli ultras del Rocca ogni domenica, nella stagione 2012/2013, sostengono in campo 11 leoni. Il 2013, oltre ad essere il 30º compleanno della società sportiva, è l'anno della storica promozione nel campionato di Eccellenza. Per la prima volta in trent’anni di attivita’ infatti, la compagine caprileonese approda nel massimo torneo dilettantistico siciliano. Partiti con l’obiettivo del raggiungimento dei play off, la formazione di mister Calogero Vicario ben presto raggiunge la prima posizione rimanendo in testa per 21 settimane. Durante la stagione, i biancoazzurri registrano un’imbattibilita’ di 22 gare, chiudendo con la miglior difesa e con Toto’ Marandano capocannoniere del torneo con 20 reti. Al Rocca questo comunque non basta: dopo essere stato beffato a Barcellona contro l’Igea Virtus, diretta concorrente per la promozione, nell’ultima giornata di campionato, Giacobbe e compagni hanno dovuto infatti affrontare negli spareggi Cefalu’ e Canicatti’. Con quest’ultima sul neutro di Bagheria, di fronte a circa 500 caprileonesi, dopo una lunga sequenza di tiri dal dischetto, la vittoria che ha regalato alla società del presidente Giacobbe, la prima storica promozione nel campionato di Eccellenza.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Rocca di Capri Leone è situata a circa 90 Km da Messina ed ha un proprio svincolo autostradale sulla autostrada A20 Messina-Palermo. Il comune non ha una stazione ferrovia propria; quella più vicina è la stazione di Zappulla. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Palermo (Punta Raisi) e Catania (Fontana Rossa).

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  2. ^ a b A. Sgrò, Duae Crapiae, Capo d'Orlando 1990
  3. ^ Il culto di San Costantino Imperatore in Sicilia (G. Catalano)in POTERI RELIGIOSI E ISTITUZIONI: IL CULTO DI SAN COSTANTINO IMPERATORE TRA ORIENTE E OCCIDENTE (a cura di)PIETRO PAOLO ONIDA - FRANCESCO SINI
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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