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Partito è un termine utilizzato in araldica per indicare uno scudo diviso in palo
Il partito in molti casi non costituisce l'arma originale, ma da questa deriva per successivo inserimento di altra arma in segno di alleanza o di dipendenza. Casi di questo genere sono spesso riconoscibili perché nella partizione originale rimangono delle figure tagliate verticalmente che sembrano uscire dalla linea di partizione. Tre esempi sono gli stemmi delle città di Glorenza, Achern e Ultimo.
Casi particolari del partito sono l'addestrato (o partito a destra) o il sinistrato (partito a sinistra), il partito ripartito (la prima partizione è a sua volta partita), il partito di 2 (cioè l'interzato in palo), il partito di 2 e troncato di 1 (che origina 6 campi distinti) e così via.
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partito d'azzurro e d'argento
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partito: nel 1° d'argento, nel 2° fasciato d'argento e di rosso
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partito: nel 1° d'argento a tre bande d'azzurro; nel 2° d'oro, al capo d'argento; il tutto abbassato sotto un capo partito
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partito: stemma di Glorenza (nel 1° d'argento all'aquila tirolese uscente dalla partizione; nel 2° interzato in fascia di nero, d'argento e di rosso)
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Stemma di Achern (partito: nel 1° d'oro, all'aquila di nero, membrata e lampassata di rosso, uscente dalla partizione; nel 2° di rosso alla fascia d'argento)
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stemma di Ultimo (partito: nel 1° d'argento alla mezz'aquila armata ed imbeccata d'oro uscente dalla partizione; nel 2° di nero alla fascia d'argento)
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partito di rosso e d'argento, alla pila dell'uno nell'altro
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partito di rosso e d'argento, al leone rampante d'oro
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partito d'argento e di verde, al volo abbassato e una stella dell’uno all’altro
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partito d'azzurro e d'argento, alla fascia dall'uno all'altro
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partito d'armellino e di rosso
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aquila partita di nero e di rosso
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partito di nero e d'argento, alla croce dell'uno all'altro
- "Vocabolario araldico ufficiale", a cura di Antonio Manno – edito a Roma nel 1907.
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