Scaletta Zanclea

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Scaletta Zanclea
comune
Scaletta Zanclea – Stemma
Il castello di Scaletta Zanclea
Il castello di Scaletta Zanclea
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Amministrazione
Sindaco Gianfranco Moschella (lista civica Liberamente insieme per Scaletta) dall'11/06/2013
Territorio
Coordinate 38°02′41″N 15°27′46″E / 38.044722°N 15.462778°E38.044722; 15.462778 (Scaletta Zanclea)Coordinate: 38°02′41″N 15°27′46″E / 38.044722°N 15.462778°E38.044722; 15.462778 (Scaletta Zanclea)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 4,76[1] km²
Abitanti 2 272[2] (30-11-2011)
Densità 477,31 ab./km²
Frazioni Guidomandri Marina, Guidomandri Superiore, Scaletta Marina, Scaletta Superiore
Comuni confinanti Itala, Messina
Altre informazioni
Cod. postale 98029
Prefisso 090
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083094
Cod. catastale I492
Targa ME
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti scalettesi
Patrono santa Maria del Carmelo
Giorno festivo 16 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Scaletta Zanclea
Posizione del comune di Scaletta Zanclea all'interno della provincia di Messina
Posizione del comune di Scaletta Zanclea all'interno della provincia di Messina
Sito istituzionale

Scaletta Zanclea è un comune italiano di 2.272 abitanti[3] della provincia di Messina in Sicilia.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il comune ha assunto l'estensione attuale nel 1928 con l'unione a Scaletta Zanglea, poi Scaletta Zanclea, del comune di Guidomandri. Esistono quattro frazioni abitate: Scaletta Marina e Guidomandri Marina, che si estendono lungo la costa ionica senza soluzione di continuità tra Capo Scaletta a nord e l'abitato di Itala Marina a sud, Guidomandri Superiore e Scaletta Superiore, nell'entroterra.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Scaletta era feudo dei Principi Ruffo ed alleati fedeli degli spagnoli. Durante la rivolta antispagnola di Messina, Scaletta venne assediata ed espugnata dai francesi poco dopo la caduta di Taormina.

Nel castello nacque e visse la prima giovinezza la spregiudicata Macalda di Scaletta (1240 ca.-1308 ca.), baronessa di Ficarra e moglie di Alaimo di Lentini, uno dei protagonisti dei Vespri siciliani.

Età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Alluvione del 2009[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alluvione di Messina del 2009.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma del comune

Descrizione araldica dello stemma del comune di Scaletta Zanclea:

« Partito d'oro e di rosso: il primo ad un castello di rosso fondato su un costone roccioso al naturale; il secondo ad una fontana d'argento cimata da un ippocampo dello stesso; il tutto sulla campagna d'azzurro andata d'argento. Ornamenti esteriori da Comune »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Torre Nova
  • Torre della Scaletta, o della Batteria San Placido
  • Castello di Scaletta Zanclea: poderosa rocca appartenuta ai principi Ruffo; alcune leggende su di essa riguardano Macalda di Scaletta.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo etno-antropologico di Scaletta Zanclea

Persone legate a Scaletta Zanclea[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Scaletta Zanclea fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.6 (Montagna litoranea dei Peloritani)[5].

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dati Istat 2011. URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  3. ^ Dato Istat al 28/02/2011. URL consultato il 14 luglio 2011.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 14 luglio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Palmieri M., C'era una volta Macalda, Napoli 2010.
  • Runciman S., I vespri siciliani, Milano 1975.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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