Milazzo

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Milazzo
comune
Milazzo – Stemma
Panorama di Milazzo
Panorama di Milazzo
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Sindaco Carmelo Pino dal 13/02/2013
Territorio
Coordinate 38°13′00″N 15°14′00″E / 38.216667°N 15.233333°E38.216667; 15.233333 (Milazzo)Coordinate: 38°13′00″N 15°14′00″E / 38.216667°N 15.233333°E38.216667; 15.233333 (Milazzo)
Altitudine 1 m s.l.m.
Superficie 24,23 km²
Abitanti 31 753[1] (31-10-2013)
Densità 1 310,48 ab./km²
Frazioni Acquaviole, Addolorata, Badessa, Baronello, Baronia, Bastione, Bevaceto, Botteghelle, Bilemi, Capo Milazzo, Ciantro, Croce al Promontorio, Faraone, Fiumarella, Fossazzo, Manica, Masseria, Olivarella, Paradiso, Parco Nuovo, Parco Vecchio, Pezza del Pioppo, Pezza Grande, Pietre Rosse, San Paolino, San Papino, Santa Maria delle Grazie, San Giovanni, San Marco, San Pietro, Sant' Antonio, Santa Marina di Milazzo, Scaccia, Stella, Tono, Torretta Spiaggia, Trinità
Comuni confinanti Barcellona Pozzo di Gotto, Merì, San Filippo del Mela
Altre informazioni
Cod. postale 98057
Prefisso 090
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083049
Cod. catastale F206
Targa ME
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona B, 628 GG[2]
Nome abitanti milazzesi, mamertini, milaiti
Patrono santo Stefano Protomartire, Protettore San Papino Martire, Compatrono san Francesco di Paola
Giorno festivo Prima domenica di settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Milazzo
Posizione del comune di Milazzo nella provincia di Messina
Posizione del comune di Milazzo nella provincia di Messina
Sito istituzionale
« Eccoci dunque seduti all'ombra, guardando il mare e il promontorio di Milazzo, che a man sinistra sporge in fuori lontano nel mare, in forma di sprone. Come Messina ha la sua falce, così Milazzo ha il suo sprone o la sua lancia. In nessuna altro paese, come nella Sicilia, la costa si diletta di formazioni di rocce e di piccoli seni così strani, capricciosi e anche pittoreschi. »
(Carl August Schneegans, La Sicilia nella natura, nella storia, nella vita, 1890)

Milazzo (Milazzu in siciliano) è un comune italiano di 31 850 abitanti[1] della provincia di Messina in Sicilia.

Dopo Messina e la vicina Barcellona Pozzo di Gotto è il terzo comune della provincia per popolazione, nonché uno dei più densamente popolati, dietro Giardini-Naxos e Torregrotta.

La città è posta tra due golfi, quello di Milazzo a est e quello di Patti a ovest, in un luogo strategico della Sicilia nord-orientale; distante 30 km dal capoluogo, rientra nell'area metropolitana dello Stretto di Messina, ed è il baricentro di un comprensorio di 204.000 abitanti circa, che vanno da Villafranca Tirrena a Patti.

In origine città greca, e dal 36 a.C. riconosciuta come civitas Romana, la città è stata al centro della storia anche durante la Prima Guerra Punica (260 a.C.), e nel luglio 1860 con l'arrivo delle camicie rosse nella grande Battaglia di Milazzo. Numerose sono le testimonianze e i simboli della storia millenaria della città. A tal proposito sono in corsi progetti mirati ad inserire il Castello, la città fortificata e il borgo antico tra i siti UNESCO ed a costituire la Riserva Marina del Promontorio di Capo Milazzo.

Meta turistica e ottimo punto di partenza per le Isole Eolie, il Parco dei Nebrodi, Tindari; l'economia della città, oltre al turismo, è abbastanza varia: dall'agricoltura (e in particolare il vivaismo) alla pesca, dal commercio ai servizi, dai trasporti su gomma e via mare all'industria pesante e non.

Geografia fisica: il territorio[modifica | modifica sorgente]

Capo Milazzo e Isole Eolie

Geologia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del promontorio si possono far risalire a un milione e mezzo di anni fa, quando tra il Terziario e il Quaternario i movimenti tettonici portarono ad un innalzamento di rocce sedimentarie e cristalline fra i 20 e i 70 metri s.l.m. Su di esse si depositarono sabbie e sedimenti marini, durante un periodo interglaciale (430.000 anni fa) che rappresenta il piano tirreniano. Si formò quindi un'isola poco distante dalla terraferma. Successivamente grandi quantità di detriti e depositi alluvionali provenienti dai Monti Peloritani la unirono alla Sicilia.

Confini territoriali[modifica | modifica sorgente]

La città sorge all'inizio di una penisola lunga circa 8 km (Capo Milazzo) nel Mar Tirreno, in direzione nord. A ovest del territorio milazzese si trova la Riviera di Ponente, affacciata sul Golfo di Patti (Mar di Ponente); a est, il Golfo di Milazzo (Mar di Levante). Il territorio del comune, nel versante sud, è caratterizzato da un'ampia pianura alluvionale (Piana di Milazzo). Il confine comunale sulla terraferma è demarcato a est dalla fiumara Floripotema, che divide il comune di Milazzo da quello di San Filippo del Mela, e a ovest dal fiume Mela (o di Merì), che separa il comune milazzese da Barcellona Pozzo di Gotto e Merì.

Geografia fisica: l'ambiente naturale[modifica | modifica sorgente]

Vista notturna sulla zona est di Milazzo
Vista notturna della Baia del Tono

Clima[modifica | modifica sorgente]

Milazzo ha il clima mediamente più mite di Italia. Di tipo Mediterraneo con evidenti caratteristiche Subtropicali, caratterizzato da escursioni termiche molto contenute in tutto l’anno. Secondo la classificazione dei climi di Köppen la città fa parte della fascia climatica Csa.

Piovosità[modifica | modifica sorgente]

La piovosità annua dell’area è di circa 850–900 mm. I mesi di maggiore precipitazione risultano essere gennaio, febbraio, novembre e dicembre. Negli ultimi decenni si è verificato un graduale cambiamento climatico, manifestato con l’accentuarsi di fenomeni a carattere temporalesco, che hanno evidenziato quindi una lenta tropicalizzazione dell’area.

Venti[modifica | modifica sorgente]

Nell’area in questione i venti predominanti e costanti, sia deboli che medi e forti, sono il Ponente (proveniente da Ovest) e, con frequenza minore, lo Scirocco (proveniente da Sud-Est). Tale situazione si registra in tutti i mesi dell’anno ad eccezione dei mesi estivi, durante i quali diminuisce la frequenza dei venti forti. I venti forti e fortissimi (7º-12º Scala Beaufort) si concentrano nei periodi autunnali ed invernali anche se si presentano con frequenze minori rispetto a quelli più deboli. Per quanto riguarda il Ponente, la Penisola di Milazzo offre un buon riparo mentre per lo Scirocco la baia (Mar di Levante) è scoperta.

Termometria[modifica | modifica sorgente]

Il periodo più caldo dell’anno è compreso tra i mesi di luglio e agosto (con medie mensili di circa +30 °C), mentre quello più freddo tra gennaio e febbraio (con medie mensili comprese tra i +11 °C e i +12 °C). Durante la stagione invernale, è raro che la temperatura minima assoluta scenda al di sotto dei +10 °C (nella zona del centro città). Il territorio di Milazzo presenta numerosi microclimi, grazie ai quali, a distanza di pochi chilometri, è possibile trovare situazioni climatiche diverse. Soprattutto per quanto riguarda la piovosità e la temperatura. Infatti, le zone della Piana e del Capo di Milazzo presentano costantemente, in tutte le stagioni, una temperatura inferiore rispetto al centro città, da 1 °C a 3 °C. La temperatura media annua è di circa +20 °C.

Umidità e pluviometria[modifica | modifica sorgente]

Per tutto l'arco dell'anno, il tasso di umidità presente nel territorio di Milazzo è compresa tra il 65% e il 95% circa. L'indice climatico di Emberger definisce questa, una condizione di clima subumido. L'indice di Rivas Martines indica un clima termomediterraneo-subumido inferiore. L'indice di De Martonne, segnala un clima temperato caldo. L'indice globale di umidità di Thornthwaite indica un clima asciutto-subumido.

Flora[modifica | modifica sorgente]

La flora milazzese è molto varia, poiché le numerose specie presenti appartengono ad ambienti naturali eterogenei. Le piante costituiscono un'importante chiave di lettura del territorio, modificato dall'uomo. I tipi di vegetazione che si riscontrano oggi a Milazzo rimangono comunque vari e ricchi di specie rare; i più significativi e caratterizzanti dell'area sono: macchia alta o macchia foresta, macchia, gariga, steppa, vegetazione rupicola, vegetazione alofila, vegetazione ripariale, vegetazione degli ambienti umidi. La macchia alta non è altro che il risultato della degradazione della foresta mediterranea, un tempo presente anche a Milazzo e dominata dalla presenza di lecci (Quercus ilex), oggi sostituita dalla roverella (Quercus pubescens). Nei piccoli lembi di macchia alta crescono specie ad alto fusto, come l'olmo campestre (Ulmus minor) e il bagolaro (Celtis australis). Si trovano anche piante volubili e lianose come la salsapariglia (Smilax aspera) e la robbia selvatica (Rubia peregrina); sono presenti inoltre: il mirto (Myrtus communis), l'alaterno (Rhamnus alaternus), il pero selvatico (Pyrus pyraster), il melo selvatico (Malus sylvestris), il pruno selvatico (Prunus spinosa) e il biancospino comune (Crataegus monogyna). La macchia mediterranea milazzese è dominata dal lentisco (Pistacia lentiscus), l'erica arborea (Erica arborea), la ginestra comune (Spartium junceum), il caprifoglio mediterraneo (Lonicera implexa), l'asparago pungente (Asparagus acutifolius), la rosa di San Giovanni (Rosa sempervirens), l'edera (Hedera helix), l'orniello (Fraxinus ornus) e il viburno (Viburnum tinus). Nei luoghi più freschi crescono specie di felci come il polipodio meridionale (Polypodium cambricum), l'asplenio adianto nero (Asplenium adiantum-nigrum), l'asplenio obovato (Asplenium obovatum) e l'asplenio maggiore (Asplenium onopteris). In condizioni di aridità, la macchia è dominata dall'euforbia arborescente (Euphorbia dendroides).
Un po' ovunque, dove è andata distrutta la macchia cresce una forma di vegetazione cespugliosa detta gariga. Sono tipiche della gariga piante cespugliose come lo sparzio villoso (Calycotome villosa), l'assenzio aromatico (Artemisia arborescens), la timelea barbosa (Thymelaea hirsuta), il camedrio doppio (Teucrium flavum), il the siciliano (Prasium majus), l'asfodelo mediterraneo (Asphodelus microcarpus), la scilla marittima (Urginea maritima). Inoltre si trovano specie rare come la spina santa insulare (Lycium intricatum), il senecione cinerario dell'Etna (Senecio ambiguus), il senecione cinerario del messinese (Senecio gibbosus), l'ofride panormitana (Ophrys sphegodes panormitana), il giacinto siciliano (Bellevalia dubia).
Quando la gariga subisce ulteriormente la degradazione si trasforma in steppa; la pianta che maggiormente la rappresenta è il barboncino mediterraneo (Hyparrhenia hirta). Ad essa si associa la filigrana comune (Lobularia maritima), la scarlina (Galactites tomentosa), la viperina azzurra (Echium vulgare), il finocchio comune (Foeniculum vulgare), la firrastrina comune (Thapsia garganica), l'opoponace comune (Opoponax chironium) e il basilisco filiforme (Cachrys pungens). E alcuni cardi: carlina raggio d'oro (Carlina corymbosa), onopordo maggiore (Onopordum illirycum) e masticogna laticifera (Atractylis gummifera). Sulle rupi crescono piante come il cappero comune (Capparis spinosa), la vedovina delle scogliere (Scabiosa cretica), il ginestrino delle scogliere (Lotus cytisoides), la finocchiella di Boccone (Seseli bocconi), il garofano rupicolo (Dianthus rupicola), l'issopo di Cosentini (Microneria consentina); merita infine di essere segnalata la palma nana (Chamaerops humilis). Numerose piante esotiche sono riuscite ad introdursi nella rupe.
La vegetazione alofila è rappresentata dalle piante che trovano il loro habitat negli ambienti salini delle scogliere e delle dune sabbiose. Tra le piante più rappresentative troviamo la violacciocca selvatica (Matthiola tricuspidata), il papavero cornuto (Glaucium flavum), il giglio di mare comune (Pancratium maritimum), la salsola (Salsola kali), il poligono marittimo (Polygonum maritimum), il finocchio marino (Crithmum maritimum). Espressione del degrado della duna è la gramigna rampicante (Cynodon dactylon), ben rappresentata sulla spiaggia di Renella. Nella zona industriale crescono pioppi neri, salici bianchi, tamerici, oleandri, giunchetto meridionale e cannuccia palustre.
La vegetazione degli ambienti umidi è limitata alle piccole sorgenti di promontorio, ove cresce quasi esclusivamente la canna domestica (Arundo donax), affiancato da piante come il rovo comune. Lungo il torrente Mela crescono il salice rosso, l'ontano comune, il giunco foglioso.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Mammiferi[modifica | modifica sorgente]

Fra i mammiferi troviamo il coniglio, fra i più visibili; la donnola, il più piccolo dei carnivori. Fra gli insettivori ci sono il piccolo mustiolo, la crocidura rossiccia e la crocidura minore, fra i più grandi troviamo il riccio. Tra i roditori vi sono il ratto nero, il ratto delle chiaviche, il topo delle case e il topo selvatico.

Uccelli[modifica | modifica sorgente]

Il territorio è costituito da ambienti vari, nei quali alle volte trovano rifugio numerose specie di uccelli, come il falco pellegrino, il gheppio, la poiana e il falco pecchiaiolo, oltre all'assiolo, la civetta e il barbagianni. Le specie legate all'ambiente marino sono il gabbiano comune e il gabbiano reale. Tre gli uccelli che si possono osservare lungo la costa ricordiamo: il cormorano, il marangone dal ciuffo e il martin pescatore. Sulle rupi nidificano il passero solitario e il piccione selvatico. Per quanto riguarda i corvidi su trovano il corvo imperiale, la taccola e la gazza. Gli uccelli acquatici migratori sono il tarabusino, la gazzetta e l'airone cenario, mentre nelle zone antropizzate troviamo la passera sarda, la mattugia, il merlo e l'upupa.

Anfibi[modifica | modifica sorgente]

Le specie più comuni di anfibi sono la raganella, il discoglosso dipinto, la rana dei fossi. Non è più presente invece il rospo comune.

Rettili[modifica | modifica sorgente]

Le due specie di serpente che qui si trovano sono: il biacco, il serpente più comune, e la biscia dal collare. Il rettile più comune è la lucertola campestre, inoltre si trova il ramarro. Le due specie di gechi sono: il geco verrucoso e il geco comune. Inoltre appartenenti alla famiglia degli Scinchidi sono il gongilo e la luscengola.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Milazzo 360°.jpg

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Vista su Milazzo, tra i due golfi, a 360°

Dalle origini all'Impero Romano[modifica | modifica sorgente]

Il nome della città appare legato a quello del fiume Mela che, fino alla seconda metà del Cinquecento, sfociava nel porto naturale e caratterizza tutta l’idrologia della pianura alluvionale ai piedi del Monti Peloritani. L’origine dell’idronimo è da ricercarsi nell’Accadico “melu” o “milu”, col significato di “fiume che occasionalmente esonda”. Analoga origine avrebbero “Mella” (fiume in provincia di Brescia), “Melle” in prossimità di Oppido Mamertina (RC), "Mili" (ME), e “Mala”, il nome ittita del primo tratto dell’Eufrate. “Mileto” patria di Talete, sommersa dalle piene del fiume Meandro, e “Mileto” (RC) in prossimità del fiume Mesima, avrebbero analoga origine. Ellenizzata dai greci di Zancle (Messina), Milazzo fu abitata già prima a partire dal 4000 a.C. (età neolitica). Mylae si rese indipendente da Zancle sino al 550 a.C. Nel 427 a.C., fu assediata dall'ateniese Lachete. Dopo successive e numerose vicende che la videro contesa, la città fu sottratta ai Mamertini, nel 270 a.C., dal siracusano Gerone II uscito vittorioso da una difficile battaglia combattuta nei “Campi Milesi”. Nel 260 a.C. le acque di Mylae divennero nuovamente teatro di battaglie, con lo scoppio della prima guerra punica, in cui si verificò il trionfo navale di Caio Duilio sull'armata dei Cartaginesi di Annibale Barca. Ciò permise l'affermarsi dell'egemonia romana sul mare. Nel 36 a.C. avvenne un'ulteriore battaglia decisiva, tra l'Imperatore Ottaviano e Sesto Pompeo. La città divenne importante base navale, tanto che l'Imperatore romano concesse il riconoscimento civico con l'aquila e con il motto “Aquila mari imposita– Sexto Pompeo superato”. Sotto il dominio dei Bizantini, Milazzo fu una tra le prime sedi vescovili della Sicilia.

Dalla dominazione musulmana ai reali di Spagna[modifica | modifica sorgente]

Con la sua espugnazione avvenuta nell'843 da parte di Fadhl Ibn Giafar, iniziò la dominazione musulmana. Durante questo periodo fu messa a capo di una nuova circoscrizione territoriale denominata "Tallo di Milazzo" e divenne un florido centro agricolo e commerciale. È di questo periodo la costruzione della grande torre del maschio, indicata come "saracena" e l'introduzione della pesca del tonno che si svilupperà nei secoli successivi con tecniche più moderne. Nell'888 un'incursione navale da parte dei Bizantini si concluse in modo fallimentare. Nel 1101 fu occupata da Ruggero d'Altavilla o Il Normanno, fu incorporata nel demanio regio e vide il potenziamento dell'importante Castello da parte di Federico II di Svevia e di Alfonso V d'Aragona, inserito fra i "castra exenta" sotto la diretta giurisdizione reale. L'antico Vallo di Milazzo assunse la denominazione di "Comarca di Milazzo" con una potestà riservata ai magistrati civici, militari e giudiziari che durò sino al XVIII secolo. Nell'agosto 1268, al comando di Guido Baccio da Pisa, quaranta galee sbarcarono a Milazzo i partigiani di Corradino di Svevia. Sconfitti gli angioini, la città e il castello furono tenuti dai fedeli di Corradino sino alla disfatta di Tagliacozzo. Nella guerra del Vespro del 1282 Milazzo venne alternativamente occupata dai due sovrani contendenti Carlo I d'Angiò e Pietro d'Aragona. Negli ultimi mesi del 1295 si tenne l'Assise del Real Parlamento di Sicilia convocato da Federico III d'Aragona, per valutare il tradimento del fratello Giacomo che si era impegnato a cedere, dopo averne cacciato il fratello, l'intera isola a Carlo I d'Angiò. Accresciuta d'importanza e nuovamente potenziata da imponenti fortificazioni per opera degli spagnoli, fu più volte sede dei Viceré e dei Luogotenenti di Sicilia. Ebbe numerosi privilegi civili, militari ed economici grazie ai monarchi spagnoli, ma già avuti in precedenza da Federico di Svevia, Federico d'Aragona, Giacomo II d'Aragona, Martino II ed Alfonso V.

Dall'Età Cinquecentesca all'Unità d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Garibaldi si getta nella mischia durante la battaglia di Milazzo

Nel 1523 il Viceré Ettore Pignatelli vi soffocò la congiura contro la corona di Spagna promossa dai fratelli Imperatore; nel 1539 vi ritrovò rifugio il viceré Ferdinando Gonzaga dalla rivolta popolare di Messina. Vanamente assalita nel luglio 1544 dall'armata barbaresca di Hajreddin Barbarossa, nell'agosto 1571 fu scelta da Don Giovanni d'Austria quale centro di raduno e d'imbarco del contingente siculo-spagnolo aggregato all'armata cristiana alla fonda a Messina e prossima a conseguire la gloria di Lepanto. Nella guerra franco-spagnola seguita alla Rivolta antispagnola di Messina (1674-1678), Milazzo ospitò le massime autorità del Regno di Sicilia e tenne, per tutto quel periodo, il ruolo di capitale amministrativa dell'isola. Gli ultimi guizzi del dominio spagnolo si esaurirono nel 1713 quando, la sovranità della Sicilia passò a Vittorio Amedeo II di Savoia. Nel 1718-1719 si esaurì nel duro e vano assedio di Milazzo - difesa degli austro-piemontesi - il piano del Viceré spagnolo Marchese di Lede di riconquistare la Sicilia. Durante tale assedio gravi furono i danneggiamenti o le distruzioni del patrimonio storico e monumentale della città. Nelle guerre napoleoniche gli Inglesi la fecero loro piazza d'armi, e base del sistema difensivo ed offensivo britannico nell'isola. Nei moti risorgimentali del 1848 Milazzo, fu al centro degli epici avvenimenti legati all'assedio e all'eroica difesa di Messina. Il 20 luglio 1860, Giuseppe Garibaldi, coronando con la cruenta battaglia campale vinta sui Borbone, pose i presupposti per la liberazione di tutta l’Italia meridionale e per il compimento dell'unità nazionale. Con l'avvento del Regno d'Italia, la città perse la sua importanza strategica - militare ed il Castello nel 1880, su ordine nazionale, venne declassato da piazzaforte reale a carcere giudiziario.

Gli anni delle due Guerre Mondiali[modifica | modifica sorgente]

Nella prima guerra mondiale, Milazzo, divenne campo di prigionia per i militari austro-ungarici, mentre nel periodo fascista luogo di detenzione politica. Durante la seconda guerra mondiale, la città subì massicci e cruenti bombardamenti; numerosi edifici furono rasi al suolo. Assieme Catania, Augusta e Palermo, fu anche individuata quale zona da sbarco nel piano inglese d'invasione della Sicilia, denominato "Whipcord" che doveva effettuarsi il 9 dicembre 1941 e successivamente annullato il 30 ottobre 1941. Nel luglio 1943, quando l'invasione attuata con l'operazione Husky era in pieno svolgimento, il porto di Milazzo venne potenziato notevolmente nelle sue difese quale importante centro marittimo, ferroviario e militare. Il 14 agosto 1943 le truppe del 15º gruppo tattico reggimentale della III divisione di fanteria americana occuparono Milazzo a seguito del disimpegno del 71º reggimento di fanteria tedesca appartenente alla 29ª divisione Panzergrenadier.

Monumenti e Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il Castello di Milazzo, illuminato in occasione del 150º anniversario dell'Unità d'Italia
La Cupola del Duomo Antico

Il Castello, il Duomo Antico e la città fortificata[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Milazzo.

Il monumento più importante della città è il Castello di Federico II: bene nazionale e dell'Unione Europea, si estende su un'area di oltre 7 ettari, costituisce una vera e propria cittadella. Le prime fortificazioni sono databili attorno al Neolitico (4000 a.C.). Più tardi, attorno al VIII-VII secolo a.C., grazie all'intervento dei Greci, che la chiamarono Mylai, l'agglomerato prese forma e s'ingrandì, divenendo un'acropoli e, grazie all'intervento romano-bizantino, un castrum. Nell'843 gli Arabi diedero vita al primo nucleo dell'odierno castello, sulle rovine delle vecchie dominazioni. Successivamente, i Normanni e gli Svevi, aggiunsero altre strutture, gli Aragonesi ne adeguarono l'impianto difensivo, gli Spagnoli lo circondarono di una poderosa cinta muraria. Particolare interessante è un disegno stilizzato il pietra lavica in uno spigolo delle mura medievali. Secondo alcuni esperti è l'occhio del falco Horo, simbolo egiziano di inespugnabilità; secondo altri è uno scarabeo, sui cui occhi il sole punta dritto nel giorno dell'equinozio di primavera. I milazzesi potevano così sapere l'evolversi delle stagioni. Nel 1928 è venuta alla luce una gabbia di tortura, che conteneva uno scheletro umano mancante degli arti inferiori. Molta fu la curiosità a livello scientifico da parte di esperti italiani e stranieri. Oggi la gabbia è un reperto del Museo Criminale di Roma ed è il solo esemplare nell'Europa continentale di questo genere. Altro monumento di grande interesse è il Duomo Antico. Si trova all'interno della città fortificata, e la sua costruzione fu iniziata nel 1608 su disegni dell'allievo di Michelangelo, Camillo Camilliani. Il Duomo fu costruito in sostituzione della vecchia Chiesa Madre di S.Maria, abbattuta nel 1568 per motivi strategico-militari. I lavori di abbellimento e di completamento della nuova opera si protrassero fino al 1700 circa. Tra il Duomo Antico e il Castello, vi è il restaurato Palazzo dei Giurati, successivamente sede dell'antico Senato della città.

Architetture Religiose[modifica | modifica sorgente]

Vista del Santuario di San Francesco da Paola e di Palazzo D'Amico, al largo del Lungomare Garibaldi
Vista dalle scalinate del Santuario San Francesco da Paola
Santuario di Sant'Antonio da Padova
Vista della cupola e del campanile del Duomo Nuovo, al largo del Lungomare Garibaldi
Chiesa del Santissimo Crocifisso di San Papino
Chiesa dell' Immacolata
Chiesa della Madonna del Carmine e Fontana del Mela
Chiesa della Madonna del Rosario
Chiesa di San Giacomo
Chiesa di Santa Maria Maggiore

Il Duomo Nuovo è intitolato a Santo Stefano Protomartire. L'edificio, a tre navate, fu costruito su progetto dell'architetto Francesco Valenti, a partire dal 1937 ed inaugurato al culto nel 1951. Altre chiese di grande interesse si trovano lungo il borgo antico, la zona marinara di Vaccarella e lungo le strade del centro. Al borgo antico (Città Spagnola) vi sono la Chiesa di San Rocco (1575), la Chiesa dell'Immacolata Concezione (1640), la Chiesa del SS. Salvatore (1616), la Chiesa Nostra Signora del SS. Rosario (eretta nel XVI secolo, e sede del Tribunale dell'Inquisizione fino al 1782), la Chiesa di San Giuseppe (1565), e per finire il Santuario di San Francesco di Paola. Questo è l'unico santuario del santo presente in Sicilia, ed è stato costruito, tra il 1464 e il 1467, per suo volere durante il soggiorno in città, dove operò numerosi miracoli. Proseguendo verso Capo Milazzo troviamo, oltre alle Chiesa della SS. Trinità ed alla Chiesa dell'Addolorata (1810-1813), il Santuario di Sant'Antonio da Padova. Situato nella parte finale del promontorio, è un vero e proprio rifugio rupestre, dove il santo trovò riparo dopo essere naufragato sulle coste nel gennaio 1221; trasformato in luogo di culto (1232), successivamente al 1575 assunse l'aspetto giunto fino a noi. Nel quartiere di Vaccarella è possibile ammirare la Chiesa di Santa Maria Maggiore, edificata tra il 1610 e il 1621. Dal punto di vista storico, è legata all'epopea dei Mille per il riposo da campo che Giuseppe Garibaldi si concesse nella notte tra il 20 ed il 21 luglio 1860, al termine della battaglia contro le forze borboniche. Sono presenti anche la Chiesa di San Giacomo Apostolo (1434), la Chiesa della Madonna del Carmine (1574-1577) e la piccola Chiesetta di Santa Caterina d'Alessandria (eretta in epoca bizantina, presente nell'attuale "Quartiere Bizantino"). Nella zona prospiciente al litorale di ponente, nella "Parrocchia del SS. Crocifisso" sorge la Chiesa di San Papino Martire (Παππίου-Pappio) (IV secolo) dove secondo la tradizione nel 580 d.C. circa arrivarono alcune reliquie dalla lontana Armenia Maggiore. In periferia, nella frazione di Santa Maria delle Grazie, è da segnalare la chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie, il cui culto risale al '500 quando sul luogo furono segnalate alcune apparizioni della Vergine col Bambino. Nella frazione di Parco Nuovo è situata l'antica chiesa di Maria SS. del Boschetto. Inoltre a Santa Marina di Milazzo si trova la Chiesa di Santa Marina Vergine edificata in epoca normanna intorno al sec. XII, e successivamente riedificata nel 1646. Inoltre, vi sono presenti, oltre a quelle già elencate, un alto numero di chiese, molte delle quali erette in tempi più recenti, come la Chiesa Sacro Cuore di Gesù.

Architetture Civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Proto

Numerosi sono i palazzi delle antiche famiglie milazzesi. Di notevole interesse è il Palazzo Municipale, sito in via Francesco Crispi.

Palazzo D'Amico[modifica | modifica sorgente]

Il settecentesco palazzo dei marchesi D'Amico, proprietari di tonnare e vigneti sino alla metà del secolo scorso, si trova sul lungomare di Milazzo, poco prima del quartiere marinaro di Vaccarella. L'austera facciata della prima metà del XVIII secolo è ingentilita da decorazioni in pietra da tagli. Restaurato di recente, ospita la biblioteca comunale ed è sede di convegni ed esposizioni. Nei locali del piano nobile spiccano cimeli risorgimentali, quali lo scrittoio ed il letto utilizzati da Giuseppe Garibaldi nella vicina Merì alla vigilia della storica Battaglia di Milazzo del 20 luglio 1860, nonché un suo ritratto. Il secondo piano che era la zona residenziale della famiglia, oggi è adibito a Biblioteca comunale e Sala lettura.Il materiale posseduto è suddiviso in fondo moderno (costituito da più di 25000 volumi) ed antico (supera gli 11000 volumi). L’archivio storico, un tempo ospitato dalla biblioteca, dal 1996 costituisce una sezione separata presso il Palazzo Comunale. Altre opere ospitate sono un quadro del 1898 di Bruno Menotti, raffigurante il patriota e senatore Domenico Piraino, ed un busto marmoreo di Umberto I, risalente al 1881 ed opera del milazzese Francesco Greco.

Ville[modifica | modifica sorgente]

Villa Vaccarino

Nelle frazioni di Capo Milazzo e della Piana vi sono diverse ville padronali, tra le quali, nella zona di Capo Milazzo Villa Lucifero (sec XVII - XIX), Villa Proto già Siragusa (primo 900), Villa Paradiso (sec XVIII - XIX), Villa Vece, Villa Muscianisi, Villa Le Donne oggi Caruso (prima metà dell'800),Villa Gamberini oggi Comandè, Villa Ryolo (1822), Villa Calcagno già Zirilli(1882), Villa Bonaccorsi, nella parte bassa Villa Vaccarino (1929), Villino Greco (1907), Villa Zirilli (sec XIX), Villa Bevaqua e Villa Cumbo.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Fontana di Piazza della Repubblica
Monumento ai Caduti Milazzesi per la Patria
Monumento a Luigi Rizzo
Statua della Libertà

Tra i monumenti più celebri troviamo quello dei Caduti Milazzesi per la Patria (situata in Piazza Roma ed eretta nel 1924); la mitica e antica Fonte del Mela (situata di fronte alla Chiesa del Carmine); la Statua della Libertà, costruita in onore di Garibaldi; la Statua di Luigi Rizzo; il monumento Ponte di Milazzo, eretto per ricordare la celebre battaglia del 20 luglio 1860, e il grande mosaico pavimentale che raffigura lo stemma comunale, situato nell'atrio della Chiesa del Carmine.

Statua della Libertà[modifica | modifica sorgente]

Opera dello scultore milazzese Francesco Greco ed inaugurata alla presenza di Francesco Crispi il 20 luglio 1897, si erge a metà del percorso del Lungomare Giuseppe Garibaldi. Nello slanciato piedistallo fregiato da iscrizioni vi sono bei rilievi in bronzo raffiguranti a sinistra Giuseppe Garibaldi appiedato in atto di difendersi con la sciabola da un cavaliere borbonico, e a destra il riposo del generale sulla soglia della Chiesa di Santa Maria Maggiore. Sopra l’alto basamento è raffigurata la Libertà, in marmo, con ai piedi le catene spezzate; tiene alta con la destra una fiaccola e posa la sinistra su uno scudo. Dalla resa convenzionale, la statua ricorda il noto monumento di New York. Fu realizzata per celebrare i caduti nella battaglia che oppose Garibaldi e le sue truppe all'esercito borbonico.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Oltre ad essere stato luogo di ritrovamento di numerosi reperti presenti al Museo archeologico regionale di Siracusa, la città possiede tre musei.

Antiquarium Archeologico "Domenico Ryolo"[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Antiquarium Domenico Ryolo.

L'edificio che ospita il museo (una costruzione bianca con un elegante prospetto a sviluppo orizzontale) è un ex carcere femminile borbonico realizzato nel 1816 con i caratteri tipici delle costruzioni militari dell'epoca. La collezione espone reperti rinvenuti durante le ricerche nelle aree della necropoli. Tra i vari oggetti, spiccano barchette e rematori fittili della seconda metà del III secolo a.C., pezzi unici usati, pare, per il trasporto delle anime e, inoltre, corredi funerari risalenti a un periodo compreso tra fine del V al III secolo a.C. Questo museo è stato chiuso temporaneamente.

Museo della Tonnara e del Mare[modifica | modifica sorgente]

Il Museo della Tonnara del Tono ospita due sezioni:

  • Il settore Museo della Tonnara con fotografie, testi, oggetti ed attrezzature varie, e con l'integrazione di disegni schematici ed esecutivi e schede didattiche, con imbarcazioni tuttora esistenti integrate da piccoli modelli lignei di quelle scomparse, con ancore ed attrezzature impiegate nella pesca e nella lavorazione e trasformazione del pescato;
  • Il settore Attività marinare: sezione con mappe, carte nautiche e di rilievo, disegni, elaborati progettuali, strumentazione nautica (bussole, sestanti). Aperta anche ai contributi delle varie associazioni ed esposizione dei reperti di archeologia subacquea.

I magazzini conservano intatto il fascino delle notevoli stratificazioni delle murature succedutesi nelle diverse epoche; la loro trasformazione, avvenuta più che altro in altezza, è oggi facilmente leggibile in più punti del fronte a mare. Occupano circa 1.000 metri quadrati e presentano ingressi sia sul fronte strada che sul lato mare, attraverso cui, un tempo, venivano introdotte e conservate le imbarcazioni usate per la pesca del tonno

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Il teatro di Milazzo venne costruito dall'imprenditore, milazzese d’adozione, Stefano Trifiletti. Progettato dall’ingegnere Letterio Savoja, il "Trifiletti" venne dotato di impianti tecnologici, una scuola di ballo e di una sala concerto. Acquisito nel 1986 dal Comune di Milazzo e riconosciuto di pregio storico-architettonico, nel 2010 è ritornato al suo antico splendore grazie ai lavori di restauro conservativi.

Vie, strade, piazze importanti e storiche[modifica | modifica sorgente]

Lungomare Giuseppe Garibaldi traversa Via Nino Ryolo
Vista sul Golfo di Milazzo, dal Lungomare Giuseppe Garib
Via Giacomo Medici
  • Lungomare Garibaldi
  • Via Cumbo Borgia
  • Via Domenico Piraino
  • Via Francesco Crispi
  • Via G.B. Impallomeni
  • Via Giacomo Medici
  • Via Luigi Rizzo
  • Via Umberto I
  • Piazza Caio Duilio
  • Piazza della Repubblica
  • Piazza Roma

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2010, gli stranieri residenti nel comune di Milazzo sono 939 (Europa: 581, Asia 243, Africa 85, America 29, Oceania 1).[4] Le nazionalità sono: Albania 250, Romania 168, Polonia 94, Filippine 87, Sri Lanka 62, Tunisia 50, Cina 41, Marocco 31, Bangladesh 26, India 17, Argentina 10, Ucraina 10, Bielorussia 9, Russia 9, Germania 7, Regno Unito 7, Cuba 6, Francia 5, Iran 5, Brasile 4, Uzbekistan 3, Senegal 3, Turchia 3, Colombia 3, Finlandia 2, Spagna 2, Slovacchia 2, Svizzera 2, Perù 2, Austria 2, Portogallo 2, Irlanda 2, Moldova 1, Malta 1, Bolovia 1, Paesi Bassi 1, Norvegia 1, Egitto 1, Kazakhstan 1, Indonesia 1, Repubblica Dominicana 1, Venezuela 1, Stati Uniti 1, Nuova Zelanda 1, Belgio 1.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

  • Liceo Artistico "Renato Guttuso"
  • Liceo Classico "Gian Battista Impallomeni"
  • Liceo Linguistico "Europeo"
  • Liceo Scientifico "Antonio Meucci"
  • Istituto Professionale per i Servizi Commerciali, e per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera "Antonello"
  • Istituto Professionale per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale "Francesco Leonti"
  • Istituto Tecnico Economico e Tecnologico "Leonardo da Vinci"
  • Istituto Tecnico Tecnologico "Ettore Majorana"
  • Scuola Secondaria di primo grado "Giuseppe Garibaldi"
  • Scuola Secondaria di primo grado "Luigi Rizzo"
  • Scuola Secondaria di primo grado "Lucifero Zirilli"

Cinema e Musica[modifica | modifica sorgente]

Dal 2006 a Milazzo è organizzato annualmente un Festival Cinematografico, il Milazzo Film Festival, cui sono invitati lungometraggi e cortometraggi di provenienza internazionale. Tre le sezioni del festival sono presenti:

  • "Polifemo", dove si racconta la modernità in Sicilia, in Europa e nel mondo, dal punto di vista siciliano;
  • "Le Colonne d’Ercole", dedicata al cinema straniero;
  • "Giardini di Dike", in cui sono raccontati i temi della giustizia, della solidarietà e delle infanzie difficili;
  • "Lo Sguardo di Ulisse", premio assegnato ad una personalità esemplare per i nostri tempi.

Nella città è presente anche un festival canoro denominato "Promontorio d’Oro". Nel 2010 Milazzo ha ospitato la finale nazionale del Festival Pub Italia ed è stato set cinematografico del film Come un delfino diretto da Stefano Reali.

Media[modifica | modifica sorgente]

Quotidiano
Quotidiani
Rivista
Riviste o Periodici
Radio
Televisore
Televisione
Website
  • Terminal
  • Dimensione Radio (web)
  • Radio Milazzo (100.00 MHz)
  • Radio Speranza Cristiana (100.30 MHz)
  • Radio Splash (95.7 MHz)
Salita Castello dal borgo marinaro di Vaccarella

Cucina ed Enogastronomia[modifica | modifica sorgente]

Tradizioni ed Eventi Religiosi[modifica | modifica sorgente]

Il Santo Patrono di Milazzo, Santo Stefano Protomartire viene solennemente festeggiato la prima domenica di settembre. Il Compatrono, San Francesco di Paola, viene solennemente festeggiato la prima domenica di maggio, mentre due giorni dopo (solitamente di martedì) viene celebrata la festa della Berrettella, ossia il copricapo che il santo sovente usava indossare durante la sua permanenza a Milazzo, che si protrasse dal 1464 al 1467. In tono minore viene celebrata la festa del Protettore, San Papino Martire, il 28 giugno con una Solenne Celebrazione nell'omonima chiesa. Molte altre sono le feste religiose, come San Giuseppe, San Giovanni Battista, Sant'Antonio da Padova, Santa Marina Vergine, Santa Maria Goretti, San Marco Evangelista, Maria SS. della Neve, Nostra Signora del Santo Rosario, Maria SS. Ausiliatrice, Maria SS. della Pietà, Maria SS. del Carmelo, Maria SS. Bambina, e il SS. Crocifisso.

Realtà sovracomunali[modifica | modifica sorgente]

Milazzo fa parte del circuito dei Borghi Marinari, una associazione che ha lo scopo di favorire le capacità di internazionalizzazione della cultura dei comuni aderenti, nonché dell'Associazione Nazionale Città del Vino e del distretto turistico Parco dei Miti. È inoltre fra le località siciliane presenti nel Comitato organizzatore delle manifestazioni del 150º anniversario dello sbarco dei Mille nell'isola.

Persone legate a Milazzo[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Raffineria di Milazzo e la zona industriale di Giammoro

Agricoltura e Pesca[modifica | modifica sorgente]

Durante la sua storia, Milazzo, rispetto alla provincia di appartenenza, ha sempre avuto buone risorse economiche. Alle origini, una robusta agricoltura, il floro-vivaismo e la pesca sono stati i fondamenti di un commercio intenso. Questi settori sono tuttora vivi.

Industria[modifica | modifica sorgente]

Negli anni '60-'70 del Novecento, lo sfruttamento delle risorse ambientali - per prima la posizione del luogo favorevole all'insediamento di fabbriche - e lo sviluppo delle comunicazioni hanno dato una spinta per la diffusione delle attività industriali (nella zona Industriale-ASI di Giammoro, appartenente al comune limitrofo di Pace del Mela), di grandi industrie come la Raffineria di Milazzo controllata da Q8 e Agip Petroli, la Centrale Elettrica Edipower del gruppo di azionisti A2A e Iren, Centrale Termica di Edison, le Acciaierie Duferdofin Nucor appartenenti alle Acciaierie del Tirreno, e molte altre medie e piccole industrie di genere diverso.

Commercio e Servizi[modifica | modifica sorgente]

Milazzo è stata protagonista anche nel processo di terziarizzazione: banche e assicurazioni, pubblicità, editoria e media a livello locale. La città possiede un buon livello di attività commerciali, e recentemente ha ottimizzato il settore con la presenza e l'espansione di centri commerciali e grandi aree di distribuzione dai marchi nazionali e internazionali divenendo grande punto di riferimento di buona parte della popolazione della Provincia di Messina.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti anche le attività portuali, che si dividono in commerciali (materiali ferrosi, idrocarburi) e turistiche (navi e aliscafi da e per le Isole Eolie, Napoli e Ustica). Grande rilievo assume il turismo, con la presenza di molte attività turistico-ricettive (hotel, B&B, ristoranti); il settore è in continua crescita, soprattutto con l'arrivo frequente di navi da crociera (sono in corso progetti per la realizzazione di questa iniziativa).

Infrastrutture e Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Vista su parte del Porto di Milazzo
Vista aerea su Milazzo (in basso) e lo Stretto di Messina (in alto)

Strade[modifica | modifica sorgente]

Milazzo è collegata all'Autostrada A20, con proprio svincolo Milazzo-Isole Eolie. Al confine con San Filippo del Mela, è presente la Strada Statale 113. La città è servita da un Asse Viario, che collega il centro cittadino con le varie frazioni del territorio comunale.

Porto[modifica | modifica sorgente]

Il porto "moderno" di Milazzo venne costruito nel 1843, su iniziativa di un ministro del Regno delle Due Sicilie, il milazzese Giovanni Cassisi, e di altri suoi concittadini armatori. L'importanza dello scalo ha fatto sì che conquistasse decennio dopo decennio una rilevante importanza nel basso mar Tirreno. Il porto di Milazzo costituisce, con quello di Messina, un centro importante nella Sicilia nord-orientale, ed ebbe fin dall'inizio la classificazione borbonica di I classe, che possiede tuttora. Esso fu anche interessato da vicende storiche: nel 1916 funzionò, nell'attuale "Banchina dei Mille", un idroscalo militare della Regia Marina per la difesa delle acque marine circostanti. Nel luglio 1943 esso venne distrutto dagli americani e mai più ricostruito. Oggi lo scalo di Milazzo è il maggiore porto d'imbarco per le Isole Eolie, ma non mancano i collegamenti con Napoli e l'isola di Ustica. In corso di attivazione i collegamenti con Gaeta. È inoltre un importante scalo commerciale sia per lo scambio di idrocarburi che di merci. È presente infine la sede della Guardia Costiera, nonché numerosi porticcioli turistici attrezzati.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La vecchia stazione ferroviaria di Milazzo è stata dismessa nel 1992, e sostituita da quella nuova (presente nella frazione di Parco Nuovo a circa 3 km dal centro città), a causa della modifica del tracciato della linea ferroviaria Palermo-Messina tra Patti e San Filippo del Mela-Santa Lucia del Mela.

Aeroporto[modifica | modifica sorgente]

È stata proposta la costruzione dell'Aeroporto delle Eolie, sito in località Camicia, tra Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto. L'opera dovrebbe essere realizzata in joint-venture tra pubblico e privato; prevede una pista lunga 2400 metri e larga 40 metri. Si prevede che il bacino di utenza andrà dalla fascia ionica vicina al comune di Messina fino al comune di Cefalù nel palermitano.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La città possiede una propria squadra di calcio, la Società Sportiva Milazzo, il cui primo nucleo risale agli anni Trenta e che, dopo una lunga militanza in Serie D, al termine della stagione 2009-2010 ha ottenuto il primo posto conquistando per la prima volta nella sua storia la Lega Pro Seconda Divisione (ex Serie C2). La squadra in Serie D si è resa protagonista di stagioni di rilievo, quali la stagione 1994/95 (guidata da Mauro Zampollini, finì seconda dietro al Catania) e la stagione 1997/98 (guidata da Pasquale Marino, poi tecnico di varie squadre in B ed A, ottenne il secondo posto dietro al Messina). Il Milazzo Calcio ha inoltre lanciato professionisti come l'attaccante Giorgio Corona o il difensore senegalese DouDou.

Rugby, pallavolo e sport minori[modifica | modifica sorgente]

La città mamertina possiede anche il Milazzo Rugby (serie B), e diverse squadre di pallavolo maschili e femminili: A.S. Volley 96 Milazzo (serie C femminile), CSI Milazzo (serie C maschile), Polisportiva Nino Romani Milazzo (serie D femminile). Vi è una società sportiva di triathlon denominata "ASD Leonardo Triathlon".

Vela[modifica | modifica sorgente]

Nella città è presente un circolo di canottaggio, vela e tennis denominato "Nuovo Circolo Tennis e Vela Milazzo". A tutt'oggi si organizzano importanti regate veliche. Tra queste, alla fine di settembre o alla prima domenica di ottobre, la Regata delle Tonnare, durante la quale si circumnaviga la penisola di Milazzo. Vi sono anche regate per le categorie minori tra cui gli optmist (ragazzini fino ai 10 anni di età circa) nella regata dedicata all'Ammiraglio Luigi Rizzo per la Coppa Sicilia.

Eventi sportivi[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008 ha ospitato l'arrivo della terza tappa (Catania-Milazzo) del 91º Giro d'Italia, con vincitore Daniele Bennati. Nel 2011 è stata sede di una gara femminile della Federazione Ciclistica Italiana, per la "Settimana Tricolore del Ciclismo 2011". Nel 2012 si è svolta una manifestazione moto turistica, inserita negli eventi della Federazione Motociclistica Italiana.

Strutture sportive[modifica | modifica sorgente]

La città è dotata di stadio comunale "Grotta Polifemo", ove gioca la S.S. Milazzo Calcio, è situato lungo la riviera di ponente, nella zona del Tono. Sempre lungo la riviera di ponente di trova il vecchio palazzetto dello sport, dove si allenano le squadre di pallavolo. In via Valverde ci sono altri due impianti più rappresentativi: il nuovo palasport "Giuseppe Merlino", e la piscina comunale. Nelle vicinanze, vi è il costruendo, stadio di rugby. Altre strutture sportive presenti in città degli di nota sono: il campo di calcio della squadra Sacro Cuore, sito in Via Ciantro; e un altro campo di calcio sito nei pressi della Chiesa di San Papino. Sparsi per il resto della città e nelle frazioni altri campi di calcio, basket, pallavolo e tennis, ma di minore importanza.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Cronologia dei Sindaci[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
anni '40 dell'Ottocento anni '40 dell'Ottocento Stefano Zirilli sindaco
1952 ? Domenico Bonaccorsi sindaco
1963 ? Giuseppe Pellegrino sindaco
? ? Stefano Cartesio Democrazia Cristiana sindaco
1993 1996 Filippo Russo Centrosinistra sindaco
1996 2000 Carmelo Pino Centrodestra sindaco
2000 2005 Antonino Nastasi Democratici di Sinistra - La Margherita sindaco
2005 2010 Lorenzo Italiano Popolo delle Libertà sindaco
2010 - Carmelo Pino Liste Civiche - Futuro e Libertà per l'Italia - Partito Democratico sindaco

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • La tradizione vuole che Giuseppe Garibaldi, durante la spedizione dei Mille, si sia seduto a mangiare pane e cipolle sulla scalinata della chiesa di Santa Maria Maggiore in fondo alla marina Garibaldi.
  • Durante la famosa battaglia di Milazzo tra Garibaldini e Borbonici svoltasi il 20 luglio 1860, un colpo di cannone, evidentemente calibrato male, sparato dai Borbonici dalla collina del castello, si infranse contro il muro di sinistra della chiesa di San Francesco di Paola, lasciandola illesa. La palla di cannone è ancora incastonata in quel muro a testimonianza di quella epica giornata e ricordata da una breve lapide.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/10/2013
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Dati ISTAT popolazione straniera

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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