Milazzo
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| Milazzo | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 1 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 24,23 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 1347,50 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Bastione, Capo Milazzo, Fiumarella, Grazia, Parco, San Giovanni, San Marco, San Pietro, Santa Marina, Scaccia | ||||||||
| Comuni contigui: | Barcellona Pozzo di Gotto, Merì, San Filippo del Mela, Pace del Mela | ||||||||
| CAP: | 98057 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 090 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 083049 | ||||||||
| Codice catasto: | F206 | ||||||||
| Nome abitanti: | milazzesi, mamertini, milaiti | ||||||||
| Santo patrono: | santo Stefano | ||||||||
| Giorno festivo: | 26 dicembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Milazzo (Milazzu in siciliano) è un comune di 32.650 abitanti in provincia di Messina.
Questa città offre il meglio di sé nella stagione balneare: la città, essendo posta su un golfo possiede due spiagge, una ciottolosa (a ponente) e una sabbiosa (a levante). È inoltre il punto di partenza per tutti i collegamenti con le Isole Eolie, attraverso un servizio di aliscafi e traghetti.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Dalla colonizzazione greca all'Impero romano
La presenza di insediamenti urbani nel territorio di Milazzo, lasciano presupporre che la presenza dell'uomo in questa porzione di Sicilia sia riconducibile al periodo neolitico.
Milazzo fu fondata dagli abitanti di Zancle (Ζάγκλης), l'odierna Messina, perché l'importanza della pólis risiedeva nella collocazione strategica sullo Stretto ed era serrata tra il mare e il monte: dunque ciò condizionava il suo sviluppo territoriale. Gli Zanclei fondarono una sub-colonia in una penisola e promontorio, tutto proteso verso l'arcipelago delle Isole Eolie: Mýlai (Μύλαι), chiamata dai Romani Mylae e, poi, dagli Arabi Melaṣ (ﻣﻠﺾ), quindi Milazzo.Secondo una teoria,inoltre pare che il nome di Milazzo derivi dal fatto che un tempo da quì passava il torrente Mela,così chiamato per le sue acque scure.
L'acropoli sorgeva sulla collina, dove oggi è situato il castello medioevale, il centro abitato ai piedi e lungo la collina, dove oggi si trova il Borgo Antico, il centro storico, e la necropoli sull'istmo che delimita il promontorio, dove c'è il centro abitato odierno.
Milazzo fu innanzitutto un importante centro mercantile e portuale dell'isola, soprattutto per la prossimità con le Isole Eolie e con i Fenicio-cartaginesi della zona occidentale della Sicilia. Infatti, durante la prima guerra punica fu combattuta la famosa battaglia navale (260 a.C.) che sbaragliò definitivamente i Cartaginesi e il loro predominio sul mare, guidata dal comandante Caio Duilio, e che fece dare al mar Tirreno l'appellativo di «Mare nostrum».
Cassio Dione narra che negli anni del triumvirato romano, le acque del promontorio di Milazzo furono teatro di una delle più sanguinose battaglie navali che posero di fronte la flotta di Sesto Pompeo, guidata da Democare, a quella appena varata a Porto Giulio (in prossimità di Napoli oggi conosciuto come Lago Patria) di Ottaviano Augusto, guidata da Marco Vipsiano Agrippa. A seguito della battaglia Augusto assegnò a Milazzo l'aquila romana, attuale simbolo della città, che riporta la scritta: «Aquila mari imposita Sexto Pompeio superato».
[modifica] Il Medioevo
I primi, dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476), a insediarsi a Milazzo furono gli Arabi saraceni, provenienti dal sud della Sicilia e dal Nordafrica (Tunisia, Libia) nel VIII secolo, edificando ciò che sarà, in seguito, il primo nucleo del Castello, il Mastio, con la tipica decorazione a spina di pesce, la pietra lavica agli angoli e spigoli dei muri e delle aperture, e gli archi a ogiva delle porte, e all'interno con una piccola moschea: infatti ancora oggi è possibile vedere il mihrāb,la nicchia che indicava la direzione della Mecca.
Gli Arabi, inoltre, diedero per primi il simbolo di Milazzo, non l'aquila, attinta dal patrimonio romano, ma lo Scarabeo. Su un muro di cinta è disegnato in pietra lavica uno scarabeo, le cui ali sono occhi. Non si conosce con certezza il significato, ma si è supposto a una funzione mistico-religiosa (forse gli occhi di Dio) o a una funzione apotropaica, oppure a una sorta di calendario giornaliero; infatti, la penisola è perfettamente rivolta a Nord, mentre le ali-occhi sono rivolti uno perfettamente a Oriente e l'altro a Occidente, così da sembrare un "memento" delle fasi giornaliere. Molti scrittori arabi, anche posteriori, rimasero sempre incantati dalla bellezza del paesaggio. Il poeta, geografo, storico della corte di Ruggero II d'Altavilla, Idrisi o Eidrisi, scrisse in un reportage commissionatogli direttamente dal re, che «non esiste terra né paese più bello ed emozionante di Milazzo».
Infine, venne a Milazzo l'imperatore Federico II di Svevia, che vi pose una sede militare ampliando e cingendo con una cinta muraria il mastio, seguendo, però, lo stile arabo, con la pietra lavica e gli archi a ogiva, e che scrisse in una lettera che a Milazzo egli avrebbe dato vita alla sua "creatura": qui Federico II creò il suo parco personale di caccia, che ancora oggi prende il nome, appunto, di "Parco", una frazione del Comune di Milazzo. alla fine del XIII secolo a Milazzo figurano alcuni cavalieri cittadini tra cui Nicoberto d'Amico cavaliere nel 1283
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Luoghi d'interesse
Il monumento più importante è la città murata (impropriamente denominata Castello), al cui interno sorge l'antico Duomo (1607) dalle eleganti linee architettoniche di sapore ancora cinquecentesco. Considerevoli anche la chiesa rupestre di S. Antonio da Padova ed il santuario di S. Francesco di Paola.
[modifica] Cultura
[modifica] Realtà sovracomunali
Milazzo fa parte del circuito dei Borghi Marinari, una associazione che ha lo scopo di favorire le capacità di internazionalizzazione della cultura dei comuni aderenti evidenziandone gli elementi di maggior pregio, il patrimonio naturale e storico-culturale e le tradizioni enogastronomiche promuovendone le opportunità turistiche sia presso gli addetti ai lavori che presso gli utenti finali.
È anche associata all'Associazione Nazionale Città del Vino. L'Associazione opera per la promozione e la valorizzazione delle risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche, storiche e turistiche dei territori del vino compresi nei Comuni che aderiscono, coadiuvandoli nel favorire il loro sviluppo economico e sociale.
[modifica] Personalità legate a Milazzo
- Luigi Rizzo Ammiraglio, eroe di guerra, detto l'Affondatore, due volte medaglia d’oro, nato a Milazzo. La Marina Militare Italiana lo celebra il 10 giugno.
- Giovan Battista Impallomeni Giurista, avvocato penalista, docente universitario. Nato a Milazzo, è stato nominato componente della commissione ministeriale incaricata di redigere il Codice Penale del 1889 (cosiddetto Codice Zanardelli). Ha difeso, durante la sua carriera di legale, nomi illustri del sindacalismo italiano di fine Ottocento: Filippo Turati e l'on. De Felice-Giuffrida. Si spense a Roma nel 1907. Sul sito www.sbn.it, inserendo la voce "Giovan Battista Impallomeni", è disponibile l'elenco completo delle opere del giurista custodite presso le biblioteche italiane
- Giuseppe Zirilli Lucifero (1844-1907) Imprenditore, fu il pioniere in Sicilia del vivaismo viticolo e della produzione delle uve precoci da tavola destinate ai mercati tedeschi. A Milazzo, la città che gli diede i natali, fondò nel 1893 il primo vivaio di viti americane d'iniziativa privata. Appena cinque anni dopo, avviò, in questo stesso angolo di Sicilia, la produzione delle uve precoci da tavola, in particolare la varietà Chasselas doré, che a Milazzo maturava i suoi bei grappoli intorno al 10-15 luglio. Nel 1879 fondò la «Zirilli, Bonaccorsi & Lucifero», una delle prime industrie milazzesi: un opificio, il terzo del genere ad essere impiantato in Italia, in cui veniva estratto, attraverso l'impiego del solfuro di carbonio, l'olio dalle sanse di olivo. Profondo conoscitore della vitivinicoltura siciliana, pubblicò alcuni articoli sulla rivista palermitana «La Viticultura Moderna» diretta da Federico Paulsen ed un volumetto intitolato «La nuova viticoltura siculo-americana: guida pratica per la ricostituzione dei vigneti in Sicilia» (Tip. della Gazzetta di Messina e delle Calabrie, 1899). Alla sua memoria è stata intitolata a Milazzo una delle tre scuole medie cittadine, ben poca cosa rispetto alla straordinaria importanza di questo illustre siciliano, ricordato nel 1989 dal grande Bruno Pastena nel suo volume intitolato «La civiltà della vite in Sicilia».
- Giuseppe Ryolo Ingegnere. Laureatosi presso il Politecnico di Torino, operò per breve tempo a Roma, dove partecipò al consolidamento degli arginamenti del Tevere. Rientrato nella sua Milazzo, progettò alcuni edifici - ancora esistenti - dalle eleganti linee architettoniche, quali la chiesa in stile neo-gotico di c.da S. Marco, il palazzo municipale (sinora erroneamente attribuito al Richichi), i villini Bevacqua (c.da S. Marina) e Ryolo (c.da Baronello) e la lussuosa dimora dei Muscianisi (Villa Lucrezia) al Promontorio. Fu assessore comunale ai LL. PP. e direttore tecnico del locale Cimitero. Morì nel 1909.
- Aurelio Grimaldi, regista e scrittore, ha vissuto a Milazzo, dove ha cominciato ad interessarsi di cinema come critico cinematografico.
- Riccardo Orioles, nato a Milazzo, è un giornalista italiano, punto di riferimento nel panorama delle firme giornalistiche in Sicilia, impegnato nella lotta alla mafia.
- Massimo Raffaello Scala, nato a Milazzo, fu tra i primi piloti delle frecce tricolori (PAN), morì nei cieli di Udine durante un'esercitazione.
- Angelo Amendolia, ex arbitro internazionale di calcio.
- Carmelo Coppolino Billè, poeta, da tempo risiede a San Pietro, frazione di Milazzo.
- Lorenzo Crespi (al secolo Enzo Leopizzi), attore di origini messinesi, ha vissuto a Milazzo, da cui si è allontanato dopo la scuola superiore.
- Giuseppe Isgrò (1915-1981) Commerciante, giornalista pubblicista. Dottore in economia e commercio, dedicò gran parte della vita alla sua grande passione, lo sport, promuovendolo presso le giovani generazioni milazzesi. Già negli anni del regime fascista si dedicò alla promozione di alcune discipline minori, tra le altre l'atletica ed il ciclismo. Direttore della locale Società Sportiva, fu Presidente del Milazzo Calcio, che sotto la sua direzione conquistò nel 1938 la Coppa Sicilia. Recentemente è stata aspicata l'intitolazione del nuovo palazzetto dello sport di Milazzo alla sua memoria.
- Stefano D'Arrigo Scrittore, autore del romanzo Horcynus Orca, ha studiato al Liceo Classico di Milazzo.
[modifica] Curiosità
La tradizione vuole che Giuseppe Garibaldi, durante la spedizione dei Mille, si sia seduto a mangiare pane e cipolle sulla scalinata della chiesa di Santa Maria Maggiore in fondo alla marina Garibaldi.
Durante la famosa battaglia di Milazzo tra Garibaldini e Borbonici svoltasi il 20 luglio 1860, un colpo di cannone, evidentemente calibrato male, sparato dai Borbonici dalla collina del castello, si infranse contro il muro di destra della chiesa di San Francesco di Paola lasciandola illesa. La palla di cannone è ancora incastonata in quel muro a testimonianza di quella epica giornata e ricordata da una breve lapide.
[modifica] Sport
Nel 2008 ha ospitato l'arrivo della terza tappa del 91° Giro d'Italia, con vincitore Daniele Bennati.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Lorenzo Italiano (centrodestra) dal 17/05/2005
Centralino del comune: 090 92311
Posta elettronica: sindaco@comune.milazzo.me.it
[modifica] Cenni Geologici
Le origini del promontorio si possono far risalire a un milione e mezzo di anni fa, quando tra il Terziario e il Quaternario i movimenti tettonici portarono ad un innalzamento di rocce sedimentarie e cristalline fra i 20 e i 70 metri s.l.m. Su di esse si depositarono sabbie e sedimenti marini,durante un periodo interglaciale (430.000 anni fa)che rappresenta il piano tirreniano. Si formò quindi un'isola poco distante dalla terraferma. Successivamente grandi quantità di detriti e depositi alluvionali provenienti dai monti Peloritani la unirono alla Sicilia.
[modifica] La flora
La flora milazzese è molto varia,poichè le numerose specie presenti appartengono ad ambienti naturali eterogeni.Le piante costituiscono un'importante chiave di lettura del territorio, modificato dall'uomo.I tipi di vegetazione che si riscontrano oggi a Milazzo rimagono comunque vari e ricchi di specie rare,I più significativi e caratterizzanti dell'area sono: macchia alta o macchia foresta; Macchia; Gariga; Steppa; vegetazione rupicola; vegetazione alofila; vegetazione ripale; Vegetazione degli ambienti umidi. La macchia alta non è altro che il risultato della degradazione della foresta mediterranea, un tempo presente anche a Milazzo e dominata dalla presenza di lecci, oggi sostituita dalla rovella (Quercus virgiliana). A Milazzo non si riscontano lecci spontanei. Nei piccoli lembi di macchia alta cescono specie ad alto fusto, come la roverella, l'olmo campestre e il bagolaro. Si trovano anche piante volubili e lianose come la salsapariglia nostrana e la robbia selvarica; sono presenti inoltre:il mirto, l'alantreno, il pero selvatico, il melo selvatico, il pruno selvatico e il biancospino comune.
La macchia mediterranea milazzese è dominata dal lentisco, lerica arborea, la ginestra comune, il caprifoglio mediterraneo, l'asparago pungente, la rosa di S, Giovanni e l'edera. Nei luoghi più freschi crescono specie di felci come il polimpodio meridionale, l'asplenio adianto nero, l'asplenio obovato, l'asplenio maggiore, l'ornielloe il viburnotino. In condizioni di aridità, la macchia è dominata dall'euforbia arborescente. Un po' ovunque, dove è andata distrutta la macchia cresce una forma di vegetazione cespugliosa detta gariga. Sono tipiche della Gariga piante cespugliose come lo sparzio villoso, l'artemisia arborescente, la timelea barbosa, il camedrio doppio, il the siciliano, l'asfodelo mediterraneo, la scilla marittima. Inoltre si trovano specie rare come la spina santa insulare, il sencione cinerario dell'Etna, il sencione cinerario del messinese, l'ofride verde-bruna panormitana, il giacinto siciliano.. Quando la gariga subisce ulteriormente la degradazione si trasforma in steppa, la panta che maggiormente la rappresenta è il barboncino mediterraneo. Ad essa si associa la filigrana comune, la scalerina, la viperina azzurra, il finocchio comune, la firrastrina comune, l'opoponace comune, il balissico filiforme, specie rara. E alcuni cardi:carlina raggio d'oro, onopordo maggiore e masticogna laticifera. Sulle rupi cresconompiante come il cappero comune, la vedova delle scogliere, il ginestro delle scogliere, la finocchiella di boccone, il garofano rupicolo, l'issopo di cosentini, la barassica sicula etc... è da segnalare la palma nana. Numerose piante esotiche sonp riuscite ad introdursi nella rupe.
La vegetazione alofila è rappresentata dalle piante che trovano il loro habitat negli ambienti salini delle scogliere e delle dune sabbiose. Oggi tra le piante più rappresentatove troviamo il ginestrino delle scogliere, la violaciocca selvatica, il papavero cornuto, il giglio di mare comune, la salsola, il poligono marittimo, il finocchio marino ecc... La gramigna allungata si trova sulla spiaggia di rinella. Espressione del degrado della duna è la gramigna rampicante. Nella zona industriale crescono pioppi neri, salici bianchi, tamerici, oleandri, giunchetto meridionale e cannuccia palustre. Lungo il torrente Mela crescono il salice rosso, l'ontano comune, il giunco foglioso ecc... La vegetazione degli ambienti umidi è limitata alle piccole sorgenti di promontorio, e cresce quasi esclusivamente la canna domestica, affiancato da piante come il rovo comune e la canna domestica.
[modifica] La fauna
Per quanto riguarda la fauna, gli animali estinti in Sicilia sono l'orso bruno, il cervo e il capriolo, oltre al lupo e al grifone. Oggi a Milazzo l'ambiente naturale, di modeste dimensioni, è popolato da molte specie.
- Mammiferi
Fra i mammiferi troviamo il coniglio, fra i più visibili;la donnola, il più piccolo dei carnivori. Fra gli insettivori ci sono il piccolo Mustiolo, la crocidurea rossiccia e la crocidura minore, fra i più grandi troviamo il riccio. I roditori fanno parte della sottofamiglia dei muridi e sono:ratto nero, ratto delle chiaviche, topolino delle case e topo selvatico. Qui infatti abbondano i mammiferi di piccola dimensione e i frutti atterrati dagli alberi, dei quali il porco nero già citato è assai ghiotto.
- Uccelli
Il territorio è costituito da ambienti vari, nei quali alle volte trovano rifugio numerose specie di uccelli, come il falco pellegrino, il gheppio, la poiana e il falco pecchiaiolo, oltre all'assiolo la civetta e il barbagianni. Le specie legate all'ambiente marino sono il gabbiano comune e il gabbiano reale. Tre gli uccelli che si possono osservare lungo la costa ricordiamo:il cormorano, il maragone dal ciuffo e il martin pescatore. Sulle rupi nodificano il passero solitario e io piccione selvatico. Per quanto riguarda i corvidi su trovano il corvo imperiale. la taccola e la gazza. Gli uccelli acquatici migratori sono il tarabusinp, la gazzetta e l'airone cenario, mentre nelle zone antropizzate troviamo le passere serda e mattuguia, il merlo, l'upupa ecc.
- Anfibi
le specie più comuni di anfibi sono la raganella, il discoglosso dipinto, la rana dei fossi. Non è più presente invece il rospo comune.
- Rettili
I due tipi di serpente che qui si trovano sono:il biacco, il serpente più comune e la biscia dal collare. Il rettile più comune è la lucertola campestre, inoltre si trova il ramarro. Le due specie di gechi sono:il geco verricoso e il geco comune. Inoltre appartenenti alla famiglia degli Scinchidi sono il gongillo e la luscengola.
[modifica] Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Milazzo
[modifica] Note
Desidero dire che gli ultimi paragrafi(fauna,flora e cenni geologici)sono tratti e sintetizzati dal libro Milazzonatura, di Mario crisafulli e che tutti i termini del copyright sono stati rispettati. Le notizie sull'ing. G. Ryolo sono tratte da Girolamo Fuduli, Milazzo (1870-1920) in corso di pubblicazione


