Milazzo
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| Milazzo | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 1 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 24,23 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 1346,14 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Bastione, Capo Milazzo, Fiumarella, Grazia, Parco Nuovo, Parco Vecchio, San Giovanni, San Marco, San Pietro, Santa Marina, Scaccia | ||||||||
| Comuni contigui: | Barcellona Pozzo di Gotto, Merì, San Filippo del Mela, Pace del Mela | ||||||||
| CAP: | 98057 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 090 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 083049 | ||||||||
| Codice catasto: | F206 | ||||||||
| Nome abitanti: | milazzesi, mamertini, milaiti | ||||||||
| Santo patrono: | Santo Stefano Protomartire | ||||||||
| Giorno festivo: | 5 settembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Milazzo (Milazzu in siciliano) è un comune di 32.617 abitanti in provincia di Messina. La città è posta in un luogo strategico della Sicilia nord-orientale, ed è il cuore pulsante di un comprensorio di 200.000 abitanti circa. Durante la stagione estiva, la città da il meglio di sè, ed inoltre è un ottimo punto di partenza per le mete turistiche e non solo. Distante pochi chilometri dal capoluogo rientra nell'area metropolitana dello Stretto. Posta tra due golfi: quello di Milazzo a Levante, e quello di Patti a Ponente è dotata di un porto turistico, commerciale e industriale (zona ASI Giammoro); è collegata tramite il suo svincolo sulla A20 Messina-Palermo.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Dalle origini all'Impero romano
Ellenizzata dai greci di Zancle(Messina), Milazzo fu abitata già prima a partire dal 4000 a.C. (età neolitica). Mylae si rese indipendente da Zancle sino al 550 a.C. Nel 427 a.C., fu assediata dall’ateniese Lachete. Dopo successive e numerose vicende che la videro contesa, la città fu sottratta ai Mamertini, nel 270 a.C., dal siracusano Gerone II uscito vittorioso da una difficile battaglia combattuta nei “Campi Milesi”. Nel 260 a.C. le acque di Mylae divennero nuovamente teatro di battaglie, con lo scoppio della prima guerra punica, in cui si verificò il trionfo navale di Caio Duilio sull’armata dei Cartaginesi di Annibale Barca. Ciò permise l’affermarsi dell’egemonia romana sul mare. Nel 36 a.C. avvenne un’ulteriore battaglia decisiva , tra l’Imperatore Ottaviano e Sesto Pompeo. La città divenne importante base navale, tanto che l’Imperatore romano concesse il riconoscimento civico con l’aquila e con il motto “Aquila mari imposita– Sexto Pompeo superato”. Sotto il dominio dei Bizantini, Milazzo fu una tra le prime sedi vescovili della Sicilia.
[modifica] Dalla dominazione musulmana ai reali di Spagna
Con la sua espugnazione avvenuta nell’843 da parte di Fadhl Ibn Giafar, iniziò la dominazione musulmana. Durante questo periodo fu messa a capo di una nuova circoscrizione territoriale denominata “Tallo di Milazzo” e divenne un florido centro agricolo e commerciale. È di questo periodo la costruzione della grande torre del maschio, indicata come “saracena” e l’introduzione della pesca del tonno che si svilupperà nei secoli successivi con tecniche più moderne. Nell’888 un’incursione navale da parte dei Bizantini si concluse in modo fallimentare. Nel 1101 fu occupata da Ruggero d’Altavilla o Il Normanno, fu incorporata nel demanio regio e vide il potenziamento dell’importante Castello da parte di Federico II di Svevia e di Alfonso d’Aragona, inserito fra i “castra exenta” sotto la diretta giurisdizione reale. L’antico “Vallo” assunse la denominazione di “Com'arca di Milazzo” con una potestà riservata ai magistrati civici, militari e giudiziari che durò sino al XVIII secolo. Nell’agosto 1268, al comando di Guido Baccio da Pisa, quaranta galee sbarcarono in Milazzo i partigiani di Corradino di Svevia. Sconfitti gli angioini, la città e il castello furono tenuti dai fedeli di Corradino sino alla disfatta di Tagliacozzo. Nella guerra del Vespro (1282) Milazzo venne alternativamente occupata dai due sovrani contendenti: Carlo d’Angiò e Pietro d’Aragona. Negli ultimi mesi del 1295 si tenne l’ “Assise del Real Parlamento di Sicilia” convocato da Federico III d’Aragona, per valutare il tradimento del fratello Giacomo che si era impegnato a cedere, dopo averne cacciato il fratello, l’intera isola a Carlo d’Angiò. Accresciuta d’importanza e nuovamente potenziata da imponenti fortificazioni per opera degli spagnoli, fu più volte sede dei Viceré e dei Luogotenenti di Sicilia. Ebbe numerosi privilegi civili, militari ed economici grazie ai monarchi spagnoli, ma già avuti in precedenza da Federico di Svevia, Federico e Giacomo d’Aragona, Martino II ed Alfonso V.
[modifica] Dall'età cinquecentesca all'Unità d'Italia
Nel 1523 il Viceré Ettore Pignatelli vi soffocò la congiura contro la corona di Spagna promossa dai fratelli Imperatore; nel 1539 vi ritrovò rifugio il viceré Ferdinando Gonzaga dalla rivolta popolare di Messina. Vanamente assalita nel luglio 1544 dall’armata barbaresca di Hajreddin Barbarossa, nell’agosto 1571 fu scelta da Don Giovanni d’Austria quale centro di raduno e d’imbarco del contingente siculo-spagnolo aggregato all’armata cristiana alla fonda a Messina e prossima a conseguire la gloria di Lepanto. Nella guerra franco-spagnola seguita alla volta di Messina (1674-1678), Milazzo ospitò le massime autorità del Regno di Sicilia e tenne, per tutto quel periodo, il ruolo di capitale amministrativa dell’isola. Gli ultimi guizzi del dominio spagnolo si esaurirono nel 1713 quando, la sovranità della Sicilia passò a Vittorio Amedeo II di Savoia. Nel 1718-1719 si esaurì nel duro e vano assedio di Milazzo - difesa degli austro-piemontesi - , il piano del Viceré spagnolo Marchese di Lede di riconquistare la Sicilia. Durante tale assedio gravi furono i danneggiamenti o le distruzioni del patrimonio storico e monumentale della città. Nelle guerre napoleoniche gli Inglesi la fecero loro piazza d’armi, e base del sistema difensivo ed offensivo britannico nell’isola. Nei moti risorgimentali del 1848 Milazzo, fu al centro degli epici avvenimenti legati all’assedio e all’eroica difesa di Messina. Il 20 luglio 1860 Garibaldi , coronando con la cruenta battaglia campale vinta sui borbonici, pose i presupposti per la liberazione di tutta l’Italia meridionale e per il compimento dell’Unità Nazionale. Con l’avvento del Regno d’Italia, la città perse la sua importanza strategica - militare ed il Castello nel 1880, su ordine nazionale, venne declassato da piazzaforte reale a carcere giudiziario.
[modifica] Gli anni delle due guerre mondiali
Durante la prima guerra mondiale divenne campo di prigionia per i militari austro-ungarici; mentre nel periodo fascista luogo di detenzione politica. Durante il secondo conflitto mondiale Milazzo subì massicci e cruenti bombardamenti; numerosi edifici furono rasi al suolo. La città, assieme a Catania, Augusta e Palermo, fu anche individuata quale zona da sbarco nel piano inglese d’invasione della Sicilia, denominato “Whipcord” che doveva effettuarsi il 9 dicembre 1941 e successivamente annullato il 30 ottobre 1941. Nel luglio 1943, quando l’invasione attuata con il piano “Husky”,era in pieno svolgimento, il porto di Milazzo, venne potenziato notevolmente nelle sue difese quale importante centro marittimo, ferroviario e militare. Il 14 agosto 1943 le truppe del 15° gruppo tattico reggimentale della III divisione di fanteria americana occuparono Milazzo a seguito del disimpegno del 71° reggimento di fanteria tedesca appartenente alla 29a divisione Panzergrenadier.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Luoghi d'interesse
[modifica] Il Castello, il Duomo Antico e le leggende
| Per approfondire, vedi la voce Castello di Milazzo. |
Il monumento più importante della città è il Castello di Federico II: bene nazionale e dell'Unione Europea, si estende su un'area di oltre 7 ettari, costituisce una vera e propria cittadella.
Le prime fortificazioni sono databili attorno al Neolitico (4000 a.C.). Più tardi, attorno al VIII-VII sec. a.C., grazie all'intervento dei Greci, l'agglomerato prese forma e s'ingrandì. L'acropoli diventò, grazie all'intervento romano-banzantino, un "castrum" (castello). Nell' 843, gli Arabi diedero vita al primo nucleo dell'odierno castello, sulle rovine delle vecchie dominazioni. Successivamente, i Normanni e gli Svevi, agginsero altre strutture, gli Aragonesi ne adeguarono l'impianto difensivo, gli Spagnoli lo circondarono di una poderosa cinta muraria. Particolare interessante è un disegno stilizzato il pietra lavica in uno spigolo delle mura medievali. Secondo alcuni esperti è l'occhio del falco Horo, simbolo egiziano di espugnabilità; secondo altri è uno "scarabeo", sui cui occhi il sole punta dritto nel giorno dell'equinozio di primavera. I milazzesi potavano così sapere l'evolversi delle stagioni.
Altro monumento di grande interesse è il Duomo Antico. Si trova all'interno della città fortificata, e la sua costruzione fu iniziata nel 1608 su disegni dell'allievo di Michelangelo, Camillo Camilliani. Il Duomo fu costruito in sostituzione della vecchia Chiesa Madre di S.Maria, abbattuta nel 1568 per motivi strategico-militari. I lavori di abbellimento e di completamento della nuova opera si potrassero fino al 1700 circa. Tra il Duomo Antico e il Castello, vi sono i ruderi del vecchio Palazzo dei Giurati successivamente sede dell'antico Senato della città.
La vita e le vicende plurisecolari del Castello di Milazzo, hanno fatto si che la sua storia diventasse spesso leggenda: si parla della presenza di un folletto che portà felicità, ma anche vicende legate alle torture. Nel 1928 è venuta alla luce una gabbia di tortura, che conteneva uno scheletro umano mancante degli arti inferiori. Molta fu la curiosità a livello scientifico da parte di esperti italiani e stranieri. Oggi la gabbia è un reperto del Museo Criminale di Roma ed è il solo esemplare nell'Europa continentale di questo genere.
[modifica] Duomo Nuovo, Chiese, Palazzi e monumenti
Il Nuovo Duomo è intitolato a Santo Stefano Protomartire. L'edificio, a tre navate, fu costruito su progetto dell'architetto Francesco Valenti, a partire dal 1937 ed inaugurato al culto nel 1951. Altre Chiese di grande interesse troviamo lungo il Borgo antico, la zona marinara di Vaccarella e lungo le strade del centro. Al Borgo antico vi sono la Chiesa di San Rocco (1575), la Chiesa dell'Immacolata Concezione (1640), la Chiesa di San Salvatore (1616), la Chiesa della Madonna del Rosario (eretta nel XVI secolo, e sede del Tribunale dell'Inquisizione fino al 1782), la Chiesa di San Giuseppe (1565), e per finire il Santuario di San Francesco di Paola. Questo è l'unico santuario del santo presente in Sicilia, ed è stato costruito, tra il 1464 e il 1467, per suo volere durante il soggiorno in città, dove operò numerosi miracoli. Proseguendo a nord, ovvero verso Capo Milazzo troviamo oltre alle Chiese della SS. Trinità e la Chiesa dell'Addolorata (1810-1813), il Santuario di Sant'Antonio da Padova. Situato nella parte finale del promontorio, è un vero e proprio rifugio rupestre, dove il santo trovò riparo dopo essere naufragato sulle coste nel gennaio 1221; trasformato in luogo di culto (1232), successivamente al 1575 assunse l'aspetto giunto fino a noi. Nel quartiere di Vaccarella, è possibile ammirare la Chiesa di Santa Maria Maggiore, edificata tra il 1610 e il 1621. Dal punto di vista storico, è legata all'epopea dei Mille per il riposo da campo che Garibaldi si concesse tra la notte del 20 ed il 21 luglio 1860, al termine della battaglia contro le forze borboniche. Sono presenti anche la Chiesa di San Giacomo (1434), la Chiesa del Carmine (1574-1577) e la piccola Chiesetta intitolata a Santa Caterina. Nella zona cospicua il litorale di ponente, sorge la Chiesa di San Papino o del SS. Crocifisso (1566). Numerosi sono i palazzi delle antiche famiglie milazzesi: tra questi il Palazzo D'Amico, il Palazzo Proto e la Villa Vaccarino. Altro palazzo di notevole interesse è quello municipale, sito in via Francesco Crispi. Notevoli anche le numerose ville padronali della Piana, dove si trovano le frazioni agricole di San Pietro, Santa Marina (le due più popolose, abitate da circa 2000 persone ciascuna), e poi Scaccia, San Marco, Parco, Grazia, Fiumarella ed Olivarella (quest'ultima condivisa con il Comune di San Filippo del Mela). Tra tali ville, ricordiamo la villa Bevacqua e la villa Cumbo, a S. Marina, e l'antica chiesetta degli Spadafora, a S. Pietro. Tra i monumenti più celebri troviamo quello dei Caduti Milazzesi per la Patria (situata in Piazza Roma ed eretta nel 1924); la mitica e antica Fonte del Mela (situata di fronte la Chiesa del Carmine); la Statua della Libertà, costruita in onore di Garibaldi; e il grande mosaico pavimentale che raffigura lo stemma comunale, situato nell'Atrio del Carmine.
[modifica] Cultura
[modifica] Realtà sovracomunali
Milazzo fa parte del circuito dei Borghi Marinari, una associazione che ha lo scopo di favorire le capacità di internazionalizzazione della cultura dei comuni aderenti evidenziandone gli elementi di maggior pregio, il patrimonio naturale e storico-culturale e le tradizioni enogastronomiche promuovendone le opportunità turistiche sia presso gli addetti ai lavori che presso gli utenti finali.
È anche associata all'Associazione Nazionale Città del Vino. L'Associazione opera per la promozione e la valorizzazione delle risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche, storiche e turistiche dei territori del vino compresi nei Comuni che aderiscono, coadiuvandoli nel favorire il loro sviluppo economico e sociale.
[modifica] Personalità legate a Milazzo
- Luigi Rizzo Ammiraglio, eroe di guerra, detto l'Affondatore, due volte medaglia d’oro, nato a Milazzo. La Marina Militare Italiana lo celebra il 10 giugno.
- Giovan Battista Impallomeni Giurista, avvocato penalista, docente universitario. Nato a Milazzo, è stato nominato componente della commissione ministeriale incaricata di redigere il Codice Penale del 1889 (cosiddetto Codice Zanardelli). Ha difeso, durante la sua carriera di legale, nomi illustri del sindacalismo italiano di fine Ottocento: Filippo Turati e l'on. De Felice-Giuffrida. Si spense a Roma nel 1907. Sul sito www.sbn.it, inserendo la voce "Giovan Battista Impallomeni", è disponibile l'elenco completo delle opere del giurista custodite presso le biblioteche italiane
- Giuseppe Zirilli Lucifero (1844-1907) Imprenditore, fu il pioniere in Sicilia del vivaismo viticolo e della produzione delle uve precoci da tavola destinate ai mercati tedeschi. A Milazzo, la città che gli diede i natali, fondò nel 1893 il primo vivaio di viti americane d'iniziativa privata. Appena cinque anni dopo, avviò, in questo stesso angolo di Sicilia, la produzione delle uve precoci da tavola, in particolare la varietà Chasselas doré, che a Milazzo maturava i suoi bei grappoli intorno al 10-15 luglio. Nel 1879 fondò la «Zirilli, Bonaccorsi & Lucifero», una delle prime industrie milazzesi: un opificio, il terzo del genere ad essere impiantato in Italia, in cui veniva estratto, attraverso l'impiego del solfuro di carbonio, l'olio dalle sanse di olivo. Profondo conoscitore della vitivinicoltura siciliana, pubblicò alcuni articoli sulla rivista palermitana «La Viticultura Moderna» diretta da Federico Paulsen ed un volumetto intitolato «La nuova viticoltura siculo-americana: guida pratica per la ricostituzione dei vigneti in Sicilia» (Tip. della Gazzetta di Messina e delle Calabrie, 1899). Alla sua memoria è stata intitolata a Milazzo una delle tre scuole medie cittadine, ben poca cosa rispetto alla straordinaria importanza di questo illustre siciliano, ricordato nel 1989 dal grande Bruno Pastena nel suo volume intitolato «La civiltà della vite in Sicilia».
- Giuseppe Ryolo Ingegnere. Laureatosi presso il Politecnico di Torino, operò per breve tempo a Roma, dove partecipò al consolidamento degli arginamenti del Tevere. Rientrato nella sua Milazzo, progettò alcuni edifici - ancora esistenti - dalle eleganti linee architettoniche, quali la chiesa in stile neo-gotico di c.da S. Marco, il palazzo municipale (sinora erroneamente attribuito al Richichi), i villini Bevacqua (c.da S. Marina) e Ryolo (c.da Baronello) e la lussuosa dimora dei Muscianisi (Villa Lucrezia) al Promontorio. Fu assessore comunale ai LL. PP. e direttore tecnico del locale Cimitero. Morì nel 1909.
- Aurelio Grimaldi, regista e scrittore, ha vissuto a Milazzo, dove ha cominciato ad interessarsi di cinema come critico cinematografico.
- Riccardo Orioles, nato a Milazzo, è un giornalista italiano, punto di riferimento nel panorama delle firme giornalistiche in Sicilia, impegnato nella lotta alla mafia.
- Massimo Raffaello Scala, nato a Milazzo, fu tra i primi piloti delle frecce tricolori (PAN), morì nei cieli di Udine durante un'esercitazione.
- Angelo Amendolia, ex arbitro internazionale di calcio.
- Rodrigo Foti, giornalista e poeta, fondatore del movimento letterario CLAN DELLE MUSE, di ispirazione greco-romana e gotica.
- Carmelo Coppolino Billè, poeta, da tempo risiede a San Pietro, frazione di Milazzo.
- Lorenzo Crespi (al secolo Enzo Leopizzi), attore di origini messinesi, ha vissuto a Milazzo, da cui si è allontanato dopo la scuola superiore.
- Giuseppe Isgrò (1915-1981) Commerciante, giornalista pubblicista. Dottore in economia e commercio, dedicò gran parte della vita alla sua grande passione, lo sport, promuovendolo presso le giovani generazioni milazzesi. Già negli anni del regime fascista si dedicò alla promozione di alcune discipline minori, tra le altre l'atletica ed il ciclismo. Direttore della locale Società Sportiva, fu Presidente del Milazzo Calcio, che sotto la sua direzione conquistò nel 1938 la Coppa Sicilia. Recentemente è stata aspicata l'intitolazione del nuovo palazzetto dello sport di Milazzo alla sua memoria.
- Stefano D'Arrigo Scrittore, autore del romanzo Horcynus Orca, ha studiato al Liceo Classico di Milazzo.
- ((Caruso (Joe) Gioacchino))Musicista nato a Milazzo 1960.Chicago Illinois, Stati Uniti.
[modifica] Curiosità
La tradizione vuole che Giuseppe Garibaldi, durante la spedizione dei Mille, si sia seduto a mangiare pane e cipolle sulla scalinata della chiesa di Santa Maria Maggiore in fondo alla marina Garibaldi.
Durante la famosa battaglia di Milazzo tra Garibaldini e Borbonici svoltasi il 20 luglio 1860, un colpo di cannone, evidentemente calibrato male, sparato dai Borbonici dalla collina del castello, si infranse contro il muro di destra della chiesa di San Francesco di Paola lasciandola illesa. La palla di cannone è ancora incastonata in quel muro a testimonianza di quella epica giornata e ricordata da una breve lapide.
[modifica] Sport
[modifica] Calcio
La città possiede una propria squadra di calcio, la Società Sportiva Milazzo, che milita attualmente nella lega Dilettanti, girone I. La squadra pur non avendo mai disputato un campionato tra i professionisti, ha lanciato calciatori come l'attaccante Giorgio Corona o il senegalese DouDou, e allenatori come Pasquale Marino.
[modifica] Ciclismo
Nel 2008 ha ospitato l'arrivo della terza tappa del 91° Giro d'Italia, con vincitore Daniele Bennati.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Lorenzo Italiano (centrodestra) dal 17/05/2005
Centralino del comune: 090 92311
Posta elettronica: sindaco@comune.milazzo.me.it
[modifica] Cenni Geologici
Le origini del promontorio si possono far risalire a un milione e mezzo di anni fa, quando tra il Terziario e il Quaternario i movimenti tettonici portarono ad un innalzamento di rocce sedimentarie e cristalline fra i 20 e i 70 metri s.l.m. Su di esse si depositarono sabbie e sedimenti marini,durante un periodo interglaciale (430.000 anni fa)che rappresenta il piano tirreniano. Si formò quindi un'isola poco distante dalla terraferma. Successivamente grandi quantità di detriti e depositi alluvionali provenienti dai monti Peloritani la unirono alla Sicilia.
[modifica] La flora
La flora milazzese è molto varia,poiché le numerose specie presenti appartengono ad ambienti naturali eterogeni.Le piante costituiscono un'importante chiave di lettura del territorio, modificato dall'uomo.I tipi di vegetazione che si riscontrano oggi a Milazzo rimagono comunque vari e ricchi di specie rare,I più significativi e caratterizzanti dell'area sono: macchia alta o macchia foresta; Macchia; Gariga; Steppa; vegetazione rupicola; vegetazione alofila; vegetazione ripale; Vegetazione degli ambienti umidi. La macchia alta non è altro che il risultato della degradazione della foresta mediterranea, un tempo presente anche a Milazzo e dominata dalla presenza di lecci, oggi sostituita dalla rovella (Quercus virgiliana). A Milazzo non si riscontano lecci spontanei. Nei piccoli lembi di macchia alta cescono specie ad alto fusto, come la roverella, l'olmo campestre e il bagolaro. Si trovano anche piante volubili e lianose come la salsapariglia nostrana e la robbia selvarica; sono presenti inoltre:il mirto, l'alantreno, il pero selvatico, il melo selvatico, il pruno selvatico e il biancospino comune.
La macchia mediterranea milazzese è dominata dal lentisco, lerica arborea, la ginestra comune, il caprifoglio mediterraneo, l'asparago pungente, la rosa di S, Giovanni e l'edera. Nei luoghi più freschi crescono specie di felci come il polimpodio meridionale, l'asplenio adianto nero, l'asplenio obovato, l'asplenio maggiore, l'ornielloe il viburnotino. In condizioni di aridità, la macchia è dominata dall'euforbia arborescente. Un po' ovunque, dove è andata distrutta la macchia cresce una forma di vegetazione cespugliosa detta gariga. Sono tipiche della Gariga piante cespugliose come lo sparzio villoso, l'artemisia arborescente, la timelea barbosa, il camedrio doppio, il the siciliano, l'asfodelo mediterraneo, la scilla marittima. Inoltre si trovano specie rare come la spina santa insulare, il sencione cinerario dell'Etna, il sencione cinerario del messinese, l'ofride verde-bruna panormitana, il giacinto siciliano.. Quando la gariga subisce ulteriormente la degradazione si trasforma in steppa, la panta che maggiormente la rappresenta è il barboncino mediterraneo. Ad essa si associa la filigrana comune, la scalerina, la viperina azzurra, il finocchio comune, la firrastrina comune, l'opoponace comune, il balissico filiforme, specie rara. E alcuni cardi:carlina raggio d'oro, onopordo maggiore e masticogna laticifera. Sulle rupi cresconompiante come il cappero comune, la vedova delle scogliere, il ginestro delle scogliere, la finocchiella di boccone, il garofano rupicolo, l'issopo di cosentini, la barassica sicula etc... è da segnalare la palma nana. Numerose piante esotiche sonp riuscite ad introdursi nella rupe.
La vegetazione alofila è rappresentata dalle piante che trovano il loro habitat negli ambienti salini delle scogliere e delle dune sabbiose. Oggi tra le piante più rappresentatove troviamo il ginestrino delle scogliere, la violaciocca selvatica, il papavero cornuto, il giglio di mare comune, la salsola, il poligono marittimo, il finocchio marino ecc... La gramigna allungata si trova sulla spiaggia di rinella. Espressione del degrado della duna è la gramigna rampicante. Nella zona industriale crescono pioppi neri, salici bianchi, tamerici, oleandri, giunchetto meridionale e cannuccia palustre. Lungo il torrente Mela crescono il salice rosso, l'ontano comune, il giunco foglioso ecc... La vegetazione degli ambienti umidi è limitata alle piccole sorgenti di promontorio, e cresce quasi esclusivamente la canna domestica, affiancato da piante come il rovo comune e la canna domestica.
[modifica] La fauna
Per quanto riguarda la fauna, gli animali estinti in Sicilia sono l'orso bruno, il cervo e il capriolo, oltre al lupo e al grifone. Oggi a Milazzo l'ambiente naturale, di modeste dimensioni, è popolato da molte specie.
- Mammiferi
Fra i mammiferi troviamo il coniglio, fra i più visibili;la donnola, il più piccolo dei carnivori. Fra gli insettivori ci sono il piccolo Mustiolo, la crocidura rossiccia e la crocidura minore, fra i più grandi troviamo il riccio. I roditori fanno parte della sottofamiglia dei muridi e sono:ratto nero, ratto delle chiaviche, topolino delle case e topo selvatico. Qui infatti abbondano i mammiferi di piccola dimensione e i frutti atterrati dagli alberi, dei quali il porco nero già citato è assai ghiotto.
- Uccelli
Il territorio è costituito da ambienti vari, nei quali alle volte trovano rifugio numerose specie di uccelli, come il falco pellegrino, il gheppio, la poiana e il falco pecchiaiolo, oltre all'assiolo la civetta e il barbagianni. Le specie legate all'ambiente marino sono il gabbiano comune e il gabbiano reale. Tre gli uccelli che si possono osservare lungo la costa ricordiamo:il cormorano, il maragone dal ciuffo e il martin pescatore. Sulle rupi nodificano il passero solitario e io piccione selvatico. Per quanto riguarda i corvidi su trovano il corvo imperiale. la taccola e la gazza. Gli uccelli acquatici migratori sono il tarabusino, la gazzetta e l'airone cenario, mentre nelle zone antropizzate troviamo la passera sarda e mattugia, il merlo, l'upupa ecc.
- Anfibi
le specie più comuni di anfibi sono la raganella, il discoglosso dipinto, la rana dei fossi. Non è più presente invece il rospo comune.
- Rettili
I due tipi di serpente che qui si trovano sono:il biacco, il serpente più comune e la biscia dal collare. Il rettile più comune è la lucertola campestre, inoltre si trova il ramarro. Le due specie di gechi sono:il geco verrucoso e il geco comune. Inoltre appartenenti alla famiglia degli Scinchidi sono il gongilo e la luscengola.
[modifica] Collegamenti esterni
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