Età del rame

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Storiografia

L'età del rame, che viene indicata anche con il termine di eneolitico (e con termini come calcolitico o cuprolitico), si riferisce ad un periodo della preistoria considerato la tappa di transizione tra le industrie litiche del neolitico (età della pietra levigata) e la nascente metallurgia, dell'età del bronzo.[1]

Caratteri generali[modifica | modifica sorgente]

Mappa di diffusione dell'uso del rame nativo durante il calcolitico

In quest'epoca i metalli come oro, argento e rame sono utilizzati nel quadro di un artigianato secondario, mentre la parte essenziale degli strumenti rimane di pietra o di osso, ricavati con la già nota arte della scheggiatura.

La letteratura scientifica europea spesso evita il termine "calcolitico", preferendo "età del rame", mentre gli archeologi del Vicino Oriente lo impiegano abitualmente. L'età del rame nel Vicino Oriente antico, nel Caucaso e nei territori indiani inizia alla fine del V millennio a.C.[2]

A differenza di quello del bronzo e del ferro, l'utilizzo del rame sembra essere coesistito per un lungo periodo con quello della pietra, senza apportare grandi sconvolgimenti socio-economici nelle civiltà che lo conoscevano. I ritrovamenti archeologici attestano inoltre che l'utilizzo del rame riguarda culture contemporanee e vicine ad altre che lo ignoravano e ad altre ancora che già possedevano il bronzo.

Questa scarsa incidenza dell'utilizzo del rame sulle culture preistoriche si deve probabilmente spiegare con le difficoltà e gli scarsi benefici di questa nuova tecnica. Il rame si può raccogliere allo stato naturale (rame nativo) in modeste quantità e il minerale deve essere martellato prima di essere fuso a circa 1000°. La produzione è dunque casuale a confronto con l'industria litica e riguarda principalmente pezzi di modeste dimensioni, mentre le produzioni litiche sono generalmente più raffinate.

Europa[modifica | modifica sorgente]

Miniera di rame di epoca calcolitica nella Valle di Timna, deserto del Negev, Israele

Nell'Europa occidentale l'iniziale diffusione di un artigianato in rame, a partire dalla metà del III millennio a.C. potrebbe essere avvenuta a partire dalle regioni dell'Egeo grazie a una via commerciale danubiana, ma sembra comunque essere stata molto limitata. Sulla costa atlantica la più importante produzione metallica, sembra essere stata quella dell'oro, fino all'introduzione del bronzo che segna il vero inizio dell'età dei metalli.

Tra le caratteristiche delle culture calcolitiche europee si riconoscono:

  • la tecnica litica del "ritocco a pressione", che permetteva una finezza ineguagliata per mezzo del distacco successivo di piccole schegge di materiale;
  • l'incremento delle pratiche agricole grazie anche all'aratro (il cui uso è attestato anche in ambito rituale nell'area megalitica di Saint Martin de Corléans ad Aosta, a ulteriore riprova della fondamentale importanza di questo strumento nella vita produttiva);
  • l'emergere di differenze sociali e di ruoli di potere e controllo, indiziati dai dati provenienti dai contesti funerari e dall'iconografia figurativa dei reperti studiati.

Tra le evidenze archeologiche e monumentali principali dell'Età del Rame si annoverano:

  • Tra i più recenti ritrovamenti va annoverato il corpo mummificato di un uomo preistorico, noto come la mummia del Similaun e successivamente soprannominato Ötzi, dal nome del luogo del ritrovamento, il ghiacciaio del Similaun, nelle Alpi Venoste al confine tra l'Alto Adige e la valle di Ötz in Austria. Tra gli oggetti rinvenuti nel 1991 assieme al corpo, datato al 3.330 a.C., c'era anche un'ascia in rame, il che indica che la lavorazione del metallo in questa parte dell'Europa era già presente almeno 5.300 anni fa, cioè 500 anni prima di quanto precedentemente ritenuto.[3]
  • Un successivo ritrovamento di un'ascia di rame a Prokuplje in Serbia, datata al 5.500 a.C., ha ulteriormente anticipato a 7.500 anni fa l'utilizzo di oggetti in rame.[4]

Mesoamerica[modifica | modifica sorgente]

Meno comunemente, il termine di età del rame venne applicato alle civiltà mesoamericane quando iniziarono ad usare il rame a seguito del contatto con i conquistatori europei.[5]

Africa[modifica | modifica sorgente]

In Egitto nel sito di Naqada (4000-3200 a.C. circa), con asce piatte, ceselli, coltelli con manico in osso e spille.

Asia[modifica | modifica sorgente]

Sud[modifica | modifica sorgente]

Gli abitanti di Mehrgarh in Asia meridionale avevano strumenti in rame tra il 7700 e il 3300 a.C.[6]

Nella valle dell'Indo, nei siti di Harappa e di Mohenjo Darô (intorno al 2500 a.C.), con oggetti in piombo, oro e rame dal forte contenuto in arsenico (e quindi quasi allo stato naturale), associati persino ai primi oggetti in bronzo (grani di collana, anelli per caviglie e fermagli);

Est[modifica | modifica sorgente]

Nel V millennio a.C. iniziano ad apparire manufatti in rame nell'Asia orientale, come nelle culture Jiangzhai e Hongshan, ma non furono usati su larga scala.

Ovest[modifica | modifica sorgente]

A Cipro, indubbiamente per influsso anatolico, nel sito di Ambelikou, dove la ceramica rossa permette la datazione tra il 2300 e il 2000 a.C.;

A Troia gli scavi di Schliemann ne rivelano la presenza già nei livelli più antichi, moltiplicandosi poi ai livelli II e III (2300-2100 a.C.).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ www.treccani.it - eneolitico
  2. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol. IV, pag.353
  3. ^ Oetzi: The 5000 Year Old Murder Case --SOLVED! http://www.mondovista.com/oetzi.html
  4. ^ Ancient axe find suggests Copper Age began earlier than believed
  5. ^ T.C. Pleger (2000) The Old Copper Complex of the Western Great Lakes [1]
  6. ^ Possehl, Gregory L. (1996). Mehrgarh in Oxford Companion to Archaeology, a cura di Brian Fagan. Oxford University Press.

http://www.etadelrame.it