Museo criminologico MUCRI
| Museo Criminologico MUCRI | |
|---|---|
| Tipo | Criminologico |
| Indirizzo | Via del Gonfalone, 29 - 00186 Roma |
| Sito | http://www.museocriminologico.it/ |
Il Museo criminologico - MUCRI è sito in Via del Gonfalone a Roma nel Palazzo del Gonfalone, sorge nei pressi di antiche carceri tra via del Gonfalone e via Giulia.
[modifica] Storia
Il museo fu aperto nel 1931, ma l'idea di aprire un museo criminologico a Roma era già viva sul finire dell'Ottocento.[1]
Inizialmente il museo era diviso in più sezioni:
- la 1ª rappresentava le principali suddivisioni dei crimini;
- la 2ª era dedicata alla ricerca di prove ed alle indagini giudiziarie;
- la 3ª era ripartita in ulteriori due parti:
- la 1ª riguardava l'esecuzione penale vista dallo stato;
- la 2ª le stesse esecuzioni viste dai condannati.
Inizialmente il museo occupava il piano terra delle Carceri nuove di Via Giulia. Nel 1968 il museo venne smantellato per cambio di destinazione d'uso delle Carceri nuove.
Nel 1975 il museo venne trasferito nelle carceri del palazzo del Gonfalone (la sede attuale) cambiando anche il nome da "Museo criminale" a "Museo criminologico - MUCRI".
I lavori per l'allestimento del nuovo museo iniziarono già nel 1972 per consentire la nuova apertura solamente 3 anni più tardi. La lunga permanenza nei depositi ha causato la perdita di alcuni dei reperti prima esposti.
Successivamente, nella seconda metà degli anni settanta, un calo d'interesse dei visitatori ha fatto sì che le visite avvenissero solo su appuntamento o a seguito di particolare autorizzazione.
Dal finire degli anni settanta il museo è rimasto chiuso per un periodo di quindici anni, durante il quale è stata effettuata la riorganizzazione e il riassetto delle opere esposte. Il museo è stato riaperto aperto solo nel 1994.
[modifica] Il percorso museale
Alcuni reperti esposti sono:
strumenti di tortura quali gogne, una vergine di Norimberga, una briglia delle comari, scudisci, fruste e ferri vari; la divisa del boia Mastro Titta; il cranio del criminale Giuseppe Villella, con il quale il criminologo Cesare Lombroso, scoprendo la fossetta occipitale mediana, ritenne di aver provato la delinquenza atavica.[2]
[modifica] Note
- ^ Storia del Il museo criminale di Roma, dal sito ufficiale MUCRI.. URL consultato il 26-08-2008.
- ^ Alessandra Vitali, Torture, assassini e casi celebri a Roma il palazzo del brivido, La Repubblica, 10 novemnre 2005.. URL consultato il 26-08-2008.