Pallavolo

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Pallavolo
Europei di pallavolo 2005 - Italia-Russia.jpg
L'immagine di una partita
Federazione FIVB (FIPAV, in caso di Federazione Italiana Pallavolo)
Numero di praticanti 12 (2 squadre da 6 componenti ciascuna)
Componenti di una squadra 6
Contatto No
Genere Maschile, femminile
Indoor/outdoor Indoor
Campo di gioco 18 per 9
Olimpico
Detentore titolo mondiale maschile
Brasile Brasile (2010)
femminile
Russia Russia (2010)
Detentore titolo olimpico maschile
Russia Russia (2012)
femminile
Brasile Brasile (2012)

La pallavolo, o volley (forma abbreviata dell'inglese volley ball), è uno sport a cui partecipano due squadre composte ciascuna da 6 giocatori (dove, nella recezione, il centrale viene sostituito del libero). Il campo da gioco è di forma rettangolare di 18x9 m diviso da una rete in due quadrati di 9X9 m che identificano la metà campo di una squadra dall'altra. La partita si divide in set da 25 punti l'uno, una squadra si aggiudica la vittoria di un set al raggiungimento del 25° punto, avendone almeno due di vantaggio, altrimenti si prosegue finché una delle due squadre non otterrà i due punti di vantaggio necessari (26-24, 27-25, 28-26 ecc.). La partita finisce quando una squadra si aggiudica tre set, nel caso di pareggio (2-2) il quinto e ultimo set finirà al raggiungimento del 15° punto, sempre con il vantaggio di almeno due punti sull'avversario.

Oltre alla pallavolo propriamente detta, ci sono differenti versioni adottabili in specifiche circostanze, che possono avere regole simili, ma non identiche, come il beach volley

È presente nel programma dei Giochi olimpici estivi dal 1964 ed è uno degli sport più praticati.

Storia della pallavolo[modifica | modifica sorgente]

Già nell'antichità esistevano giochi con la palla che possono essere considerati i predecessori della pallavolo. In antichi giochi greci e romani, ad esempio, venivano eseguiti esercizi con la palla a scopo di divertimento e svago. In Germania fu introdotto nel 1893 un gioco chiamato faustball, ma il merito dell'invenzione della pallavolo in forma moderna, nata ufficialmente nel 1895, va riconosciuto a William Morgan, istruttore di educazione fisica presso un college dell'YMCA di Holyoke, nel Massachusetts (Stati Uniti).

Il 9 febbraio 1895 Morgan radunò alcuni insegnanti nel college di Springfield per la dimostrazione di un nuovo sport, da lui chiamato Minonette (da minon, micio, che era stato il nome di un gioco con la palla praticato da nobili e dame due secoli prima in Francia). Con l'aiuto di due squadre composte da 5 membri, tra cui il sindaco e il comandante dei vigili del fuoco di Holyoke, avvenne il battesimo di un nuovo gioco sportivo con caratteristiche profondamente diverse dagli altri sport in voga a quel tempo.

Una caratteristica peculiare era quella di non prevedere il contatto fisico tra i partecipanti, per cui la destrezza, la prontezza dei riflessi, la capacità di concentrazione e l'agilità prendevano il posto della forza, qualità fino ad allora primaria nelle attività sportive. Fu però Alfred F. Halstead, il 10 marzo del 1896, a cambiare il nome di minonette, un po' troppo femminile, in volleyball (letteralmente palla sparata). Egli riuscì a imporre questo sport nei college YMCA dislocati in tutti gli Stati Uniti.

Due anni dopo, la pallavolo si praticava anche nella maggior parte dell'America del Sud (Brasile, Argentina, Uruguay). Nel 1898 la pallavolo giunse a Manila, nelle Filippine, grazie a un insegnante di educazione fisica americano; proprio ai filippini viene attribuita l'invenzione della "schiacciata". In Cina e in Giappone ottenne un successo strabiliante. In Europa arrivò durante la prima guerra mondiale, importata dalle truppe americane.

Partita di pallavolo femminile disputata intorno al 1943 (in California).

Per un lungo periodo è stata giocata in due modi differenti, all'occidentale e all'orientale, con la cosiddetta "regola dei tre tocchi". Nel 1938 venne introdotta una fondamentale tecnica che rivoluzionò il modo di giocare: il «muro». Furono soprattutto i paesi dell'Est che lo utilizzarono con sistematicità. Nel 1947 i rappresentanti di 15 federazioni si ritrovarono a Parigi e crearono la Fédération Internationale de Volleyball (FIVB). Ancora oggi la pallavolo ha grande seguito, soprattutto nei paesi dell'estremo Oriente (Giappone, Cina, Corea del Sud), nei paesi dell'est Europa e dell'Europa meridionale, ed in Brasile. Questi paesi possono anche vantare i migliori risultati internazionali sia a livello di club che a livello di squadre nazionali. Paesi come il Brasile, l'Italia, gli Stati Uniti d'America, la Russia e Cuba, hanno le proprie nazionali ai primi posti del ranking sia maschile che femminile; altri paesi possono vantare una squadra nazionale (maschile o femminile), ai vertici del ranking (Giappone e Cina nel femminile, Argentina nel maschile). Molti altri paesi restano comunque ai margini, e tranne rari casi, i paesi a contendersi gli allori dei tornei più importanti sono sempre gli stessi.

Campo di gioco[modifica | modifica sorgente]

Geometria di un campo di gioco di pallavolo (visto dall'alto).

Le partite di pallavolo si disputano al coperto in impianti il cui unico limite è la distanza fra l'area di gioco ed il soffitto che deve essere di almeno 6 metri (12 metri se la partita è a competenza della FIVB) e la distanza tra la linea di battuta e la parete è di 5 metri.

Il terreno di gioco è di forma rettangolare, lungo 18 metri e largo 9, diviso in due settori di 9 per 9 metri da una rete posta perpendicolarmente al suolo. In entrambi i settori sono tracciate le linee perimetrali , che delimitano il terreno di gioco dalla zona libera e la linea d'attacco posta a 3 metri dalla rete. Le linee d'attacco sono prolungate oltre le linee laterali con tre tratti di 15 cm. Tutte le linee devono essere larghe 5 cm e devono avere un colore contrastante con la superficie di gioco.

La superficie di gioco, che è costituita da taraflex o parquet, deve essere piana ed uniforme, così da non presentare pericoli per i giocatori. Inoltre la temperatura deve essere superiore ai 10 °C.

La rete[modifica | modifica sorgente]

Rete di pallavolo

La rete è posta ad un'altezza nella sua parte superiore di 2,43 metri per le gare maschili e 2,24 metri per le gare femminili; nei campionati giovanili l'altezza della rete varia a seconda della categoria. La misurazione deve essere effettuata nella parte centrale, dove l'altezza deve essere esatta, e in corrispondenza delle due linee laterali, dove può variare in eccesso per un massimo di due centimetri in modo simmetrico. La rete si estende per 9,50-10 metri in lunghezza e un metro in altezza. Due bande bianche e rosse verticali, larghe 5 centimetri e alte 1 metro, sono fissate nella rete esattamente al di sopra di ciascuna linea laterale. Al loro interno vengono inserite le antenne che sono due astine in fibra di vetro di 1,80 m di altezza e 10 mm di diametro, verniciate a fasce alternate di due colori contrastanti, preferibilmente bianco e rosso; ogni antenna si estende 80 cm al di sopra della rete allo scopo di delimitare lo spazio di passaggio della palla.

La palla[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pallone da pallavolo.
Esempio di pallone da pallavolo

Secondo il regolamento della FIVB, la palla deve essere di cuoio vero o sintetico e deve avere una forma sferica, una circonferenza di 65–67 cm, un peso di 260-280 grammi e una pressione interna di 0,30-0,325 kg/cm².

Nei campionati italiani i tipi di pallone utilizzati sono stabiliti dalle norme emanate dalla MNH, KL

con la guida pratica.

Il gioco[modifica | modifica sorgente]

Lo scopo del gioco è far cadere la palla nel campo avversario (indipendentemente da chi l'ha toccata per ultimo) o all'esterno del terreno di gioco dopo un tocco avversario.

Le partite si disputano al meglio dei 5 set, ossia vince la gara la squadra che ne conquista tre; ogni set viene vinto dalla prima squadra che raggiunge 25 punti con almeno due punti di margine rispetto alla squadra avversaria ad eccezione del quinto, chiamato tie-break, che viene giocato fino al raggiungimento di 15 punti (sempre con vantaggio di 2 punti) e con cambio campo alla conquista dell'ottavo punto.

Rotazione in senso orario dei giocatori. I numeri indicano le posizioni dei giocatori (ad esempio per "posto 4" si intende la posizione dell'attaccante a sinistra). Per cui durante la rotazione ad esempio il giocatore nel posto 4 passa al posto 3.

Ogni azione inizia con il servizio effettuato dal giocatore difensore destro della squadra che ne ha ottenuto il diritto; al fischio dell'arbitro egli ha otto secondi di tempo per inviare la palla verso il campo avversario utilizzando qualsiasi parte del braccio. L'azione continua fino a che la palla non tocca il campo, è inviata fuori dal campo o viene sanzionato un fallo. La squadra che vince un'azione di gioco conquista un punto; se il punto viene assegnato alla squadra che è già al servizio essa continua a servire. Quando invece l'azione viene vinta dalla squadra in ricezione, essa conquista oltre al punto anche il diritto a servire e i suoi giocatori sono tenuti a ruotare di una posizione in senso orario.

Per ogni azione di gioco, la squadra ha a disposizione tre tocchi (escludendo l'eventuale tocco di muro), per inviare la palla nel campo avversario facendola passare all'interno dello spazio di passaggio, delimitato verticalmente dalle aste laterali. La palla che tocca le aste che delimitano il campo, la rete all'esterno delle antenne, il soffitto, le mura della palestra, un oggetto fuori del terreno di gioco o una persona esterna al gioco, è da considerarsi fuori. Qualora la palla passi completamente o parzialmente al di fuori dello spazio di passaggio delimitato dalle antenne, con direzione la zona libera avversaria, essa può essere recuperata purché la palla rientri nel campo di gioco della squadra che l'aveva inviata con traiettoria parzialmente o totalmente al di fuori dello spazio di passaggio e il recupero avvenga regolarmente. Dopo aver effettuato un muro, un giocatore può colpire nuovamente la palla senza incorrere nel fallo di doppio tocco ed effettuando il primo tocco di squadra.

La palla non può essere fermata o trattenuta e può essere colpita con qualunque parte del corpo; costituisce fallo il contatto e il successivo accompagnamento della palla o il contatto continuo e ripetuto con il corpo a parte le gambe. Nel caso in cui la palla tocchi la rete e ritorni indietro, essa può essere rigiocata nel limite dei tocchi rimasti a disposizione della squadra, a condizione che non venga rigiocata dallo stesso giocatore che ha indirizzato la palla in rete.

I giocatori difensori non possono inviare la palla nel campo avversario se, trovandosi o staccando con i piedi nella zona di attacco, la colpiscono quando questa è interamente al di sopra del bordo superiore della rete. I giocatori difensori non possono eseguire un muro (individuale o collettivo).

Ruoli[modifica | modifica sorgente]

I cinque ruoli dei giocatori in campo sono questi:

Il libero, giocatore specializzato nei fondamentali di difesa e ricezione, non segue le normali regole relative alle sostituzioni ma può rimpiazzare illimitatamente (avendo però cura di attendere almeno un'azione di gioco tra ogni ingresso ed ogni uscita) qualunque giocatore che si trovi in seconda linea.

Fondamentali[modifica | modifica sorgente]

Per "fondamentale" si intende un'azione specifica che compie il giocatore di pallavolo. Vengono chiamati "fondamentali" in quanto devono far parte del bagaglio tecnico di ogni giocatore e dovrebbero essere appresi fin dai primi anni qualunque sia la sua specializzazione nel futuro (centrale, laterale, opposto, alzatore, libero). Nella pallavolo ci sono tre fondamentali:

  • palleggio (o passaggio)
  • bagher
  • battuta (o servizio, fondamentale per avviare una palla ed il gioco).

Il muro e l'attacco sono azioni secondarie, importanti ugualmente per lo svolgimento di una partita, ma da alcuni sono definiti fondamentali. Ogni fondamentale, alcuni maggiormente, altri meno, è diviso in varianti che ne differenziano l'esecuzione.

Per distinguere i vari modi di respingere la palla nella terminologia odierna del campo di gioco, viene definito "palleggio" il passaggio effettuato con le mani e "bagher" quello eseguito con le braccia. Quando il passaggio viene indirizzato allo schiacciatore, viene chiamato "alzata".

Palleggio[modifica | modifica sorgente]

Esempio di palleggio laterale.

Uno dei fondamentali nella pallavolo è il palleggio. Nella pallavolo il palleggio ha il solo scopo di passare la palla, poiché non essendoci la possibilità di toccare due volte consecutive la palla, si ha sempre bisogno di un compagno che la rimandi nel campo avversario. A seconda che la palla venga inviata davanti, dietro o lateralmente al corpo abbiamo rispettivamente il "palleggio avanti", il "palleggio dietro" e il "palleggio laterale".

In generale, il palleggio è uno dei fondamentali più importanti in quanto si impostano con esso quasi tutte le azioni d'attacco e di contrattacco. Di tutti i tipi di passaggi è il più agevole (anche se è facile commettere un'imperfezione, quindi un fallo), perché si esegue sopra la testa permettendo attraverso le dita di controllare il pallone. A livello tecnico, il palleggio si effettua portando le mani sopra la fronte, in modo tale che i pollici e gli indici formino una figura simile ad un cuore rovesciato. Contemporaneamente il resto della mano avvolge la palla e gli arti inferiori in coordinazione delle braccia, flettendosi, danno, al rilascio del pallone, la forza desiderata.

Ad un buon livello agonistico la maggior parte delle alzate è "in sospensione", vale a dire saltando senza toccare terra al momento del palleggio, al fine di velocizzare il gioco e spiazzare il muro avversario, ma anche perché il primo tocco risulta spesso troppo alto e vicino a rete per rimanere con i piedi a terra. Si possono fare fino a due palleggi di seguito, dopodiché la palla si deve lanciare oltre la rete, oppure l'arbitro deve concedere il fallo alla squadra avversaria.

Bagher[modifica | modifica sorgente]

Esempio di bagher

La tecnica del bagher consiste nel respingere il pallone con la parte radiale o con la parte interna delle braccia unite. Quando nel 1952 sono apparse le prime respinte a braccia unite si è parlato di "salvataggio" non potendo classificare bene il colpo. Sono stati i cecoslovacchi ad usare per primi la tecnica delle braccia unite per respingere i palloni che arrivavano a grande velocità: le braccia venivano messe sotto la palla, come una scavatrice (nella loro lingua bagher, per cui il gesto ha poi assunto tale denominazione). Quando il "bagher" è indirizzato all'alzatore si chiama "appoggio". A seconda delle varie direzioni in cui si muovono le braccia si avrà il bagher in avanti o quello laterale. Il bagher in avanti (o frontale) è quello più utilizzato: è il passaggio con le braccia che invia la palla davanti al corpo.

Quando il pallone in arrivo ha una velocità limitata, si accompagna il bagher utilizzando anche le gambe, in modo da imprimergli la forza necessaria per spostarlo (ad esempio in ricezione su battuta float). Quando invece il pallone in arrivo è molto forte come in ricezione su una battuta in salto o in difesa per contrastare una schiacciata, il bagher si utilizza come piano di rimbalzo, stando praticamente immobili, in quanto la velocità va attutita o comunque limitata. L'uso del bagher è legato alla ricezione della battuta, alla difesa e in qualsiasi altro tocco dove la palla è troppo bassa per essere palleggiata o schiacciata. Il fondamentale del bagher prevede una posizione di gambe piegate per la successiva spinta, schiena dritta o piegata a seconda della situazione e di braccia mobili, ferme o con gomiti piegati a seconda dell'intensità, della velocità e forza del pallone.

Alcune varianti sono il "bagher in rullata" e il "bagher in tuffo", necessari per raggiungere palloni troppo lontani per posizionare le gambe correttamente. La rullata è laterale, destra o sinistra. Il tuffo è in avanti e consiste nel raggiungere la palla un attimo prima dell'atterraggio, che è attutito con entrambe le braccia, con un solo braccio se l'altro è già sul terreno per colpire la palla con il dorso della mano e palmo sul terreno.

Servizio[modifica | modifica sorgente]

Esempio di servizio in salto.

Si chiama "servizio" il colpo netto che mette in gioco la palla inviandola nel campo avversario. Il servizio deve essere effettuato, entro 8 secondi dal fischio di autorizzazione del primo arbitro, con una mano o con il braccio dopo che la palla è stata lasciata o lanciata in aria dalla mano. La limitazione è stata imposta per impedire che il pallone venga trattenuto da una o due mani eseguendo dei lanci con effetti speciali. Nel gioco della pallavolo il servizio ha un'importanza capitale in quanto il giocatore al servizio può mettere in difficoltà la ricezione avversaria in maniera tale che la propria squadra possa avere maggiori possibilità di conquistare il punto mediante il muro (su un attacco reso prevedibile dalla ricezione) o con il contrattacco. Il punto può essere conquistato già con il servizio e in questo caso prende il nome di ace.

Attacco[modifica | modifica sorgente]

Colpi di attacco[modifica | modifica sorgente]

Attacco da posto quattro dello schiacciatore laterale.

L'attacco si utilizza per inviare il pallone nel campo avversario cercando di ottenere un punto. Pur essendo considerato attacco un qualsiasi gesto tecnico che invii la palla in campo avversario, la prerogativa dell'attacco è il salto del giocatore, poiché colpendo il pallone sopra l'altezza della rete, è possibile imprimere una traiettoria discendente; inoltre più la palla viene colpita in alto, maggiori sono le traiettorie e le angolazioni possibili. Quando il pallone viene inviato nel campo avversario da un giocatore che non ha effettuato un salto si parla quasi sempre di "free ball" perché la squadra avversaria riceve un pallone facile da giocare, la cui traiettoria e potenza non necessitano di essere affrontati con il muro e la difesa. I modi di effettuare un attacco sono diversi, e sono in funzione del muro e della difesa che il giocatore in attacco ha di fronte. Variabili come l'altezza e la posizione del muro, la posizione della difesa, e ancora il punto in cui viene colpito il pallone, la posizione del giocatore, la distanza da rete del pallone, influenzano il tipo di attacco a disposizione dello schiacciatore. Questi può decidere di puntare su un colpo potente fuori dal muro, oppure utilizzare le mani del muro per eseguire il cosiddetto "mani e fuori", oppure può sorprendere la difesa con un pallonetto o una palla smorzata.

Pallonetto[modifica | modifica sorgente]

Per pallonetto si intende un palleggio effettuato ad una mano che sorprende l'avversario passando sopra o lateralmente al muro. Rappresenta una delle varianti ai colpi forti d'attacco nel caso di giocatori esperti, dove si cerca di sorprendere la difesa piazzata per ricevere un pallone potente, mentre costituisce la principale arma d'attacco nel minivolley.

Piazzata (o smorzata)[modifica | modifica sorgente]

È il colpo che smorza il rimbalzo della palla provocando un volo cortissimo e una veloce ricaduta al suolo. La parabola risultante è simile a quella del pallonetto, solo che il tocco viene dato pieno.

Schiacciata[modifica | modifica sorgente]

È il colpo o lo "schiaffo" che si dà alla palla, con una sola mano, cercando generalmente di colpire il più forte possibile affinché gli avversari non riescano a recuperare la palla o non riescano a controllarla, mandandola fuori. Per effettuare la schiacciata è importante possedere una buona elevazione in modo da colpire la palla molto al di sopra della rete. Solitamente la effettuano i giocatori più alti che stanno a rete. Se non si hanno queste doti atletiche è necessario avere un notevole bagaglio tecnico per poter oltrepassare il muro tentando altri colpi come il "mani e fuori" o il pallonetto. Per poter eseguire la schiacciata bisogna inoltre fare tre passi fondamentali, a volte quattro, per prendere una buona rincorsa e per poter saltare il più possibile.

Schemi di attacco[modifica | modifica sorgente]

Palla alta (o terzo tempo)[modifica | modifica sorgente]

La palla alta è l'alzata di base per gli schiacciatori e per l'opposto e consiste in un'alzata con parabola molto alta nella zona di attacco dello schiacciatore in modo che questi possa compiere il gesto di attacco. La palla alta dà tempo all'attaccante di valutare la traiettoria per la rincorsa d'attacco, in modo da prendere il tempo e la posizione del salto in maniera accurata. Garantisce inoltre agli attaccanti la possibilità di vedere meglio la posizione del muro avversario.

Palla super (o secondo tempo)[modifica | modifica sorgente]

La palla super si gioca con gli schiacciatori laterali (di banda e opposto) e consiste in un pallone alzato con una parabola molto più tesa e veloce rispetto alla tradizionale palla alta. Questo schema costringe il muro e la difesa avversari ad organizzarsi molto più rapidamente contro l'attacco dello schiacciatore. Il vantaggio dell'attaccante è quello di trovare spesso la difesa e soprattutto il muro sguarniti, e quindi avere più possibilità di conseguire il punto. Tipicamente la palla super necessita di una maggiore precisione da parte dell'alzatore, in quanto l'attaccante non ha la possibilità di adeguare la propria posizione e il proprio tempismo con quelli della palla. Per questa ragione questo schema è utilizzato prevalentemente quando la ricezione è perfetta o al limite poco distante dalla rete.

Mezza al centro[modifica | modifica sorgente]

Questa palla, di altezza paragonabile a quella di una super ma dalla parabola verticale, viene diretta ai centrali quando le condizioni di attacco non consentono di preparare un primo tempo o quando il livello tecnico delle due squadre non è particolarmente elevato. La sua relativa prevedibilità favorisce la squadra avversaria nell'impostazione del muro a tre, motivo per cui nella pallavolo professionistica vengono quasi sempre preferite altre alternative.

Veloce (o primo tempo)[modifica | modifica sorgente]

Il primo tempo viene giocato quasi esclusivamente dai giocatori che ricoprono il ruolo di centrale. A differenza che nella palla super e nella palla alta, l'attaccante incomincia la sua rincorsa di attacco qualche frazione di secondo prima che il palleggiatore abbia toccato la palla. A questo punto il salto può essere effettuato in diverse posizioni, tutte piuttosto vicine all'alzatore, in relazione a quanto non lo siano i giocatori laterali. La vicinanza al palleggiatore e la conseguente conclusione fulminea rendono lo schema imprevedibile, poiché passa pochissimo tempo dal momento in cui la palla esce dalle mani del palleggiatore al momento in cui viene colpita. Questa strategia di attacco è di estrema importanza nella pallavolo moderna in quanto apporta notevoli benefici alla squadra in attacco. In primo luogo la velocità di esecuzione costringe il centrale avversario a saltare anch'egli in anticipo per avere possibilità di murare l'attacco. Saltando in anticipo (muro ad opzione) si hanno più possibilità di murare l'attacco di primo tempo avversario, ma nel caso in cui il pallone venga lanciato ai giocatori laterali con una palla super, il centrale non ha più possibilità di raggiungerlo e di effettuare la propria azione di muro. Invece attendendo l'alzata del palleggiatore (muro in lettura), il centrale avversario ha tempo di osservare dove viene giocata la palla e di seguirla per effettuare il muro, ma nel caso venga attaccato un primo tempo non ha tempo per murarlo al meglio.

Velocissima (o mezzo tempo)[modifica | modifica sorgente]

È sostanzialmente uguale al primo tempo, ma il giocatore centrale schiaccia effettuando una rincorsa ancora più veloce e l'alzata è leggermente più bassa.

Pipe[modifica | modifica sorgente]

È una palla di media altezza, che viene direzionata esattamente al centro del campo in modo che la sua parabola di discesa venga a cadere sulla linea dei 3 metri. Viene attaccata quasi sempre dallo schiacciatore in seconda linea, tipicamente posizionato al centro dell'area di difesa. La pipe viene utilizzata allo scopo di confondere il muro avversario, che in condizioni normali tende a prediligere la copertura del primo tempo, venendo quindi a trovarsi in anticipo. Uno degli svantaggi di questa palla consiste nel fatto che essendo giocata dalla seconda linea, quindi a notevole distanza dalla rete, non può essere troppo ficcante ed è spesso a rischio di finire lunga.

Fast[modifica | modifica sorgente]

Palla giocata solo dal centrale in posto due, con una rincorsa diversa da tutte le altre. Il palleggiatore dà una palla tesa con un palleggio all'indietro, e il centrale la colpisce mentre viaggia.

Muro[modifica | modifica sorgente]

Muro a 3

Si chiama "muro" la parte del corpo che uno o più giocatori di prima linea possono innalzare al di sopra della rete al fine di arrestare il colpo avversario. Il giocatore a muro può toccare il pallone oltrepassando l'asse verticale della rete, dopo il terzo tocco della squadra in attacco o dopo un colpo d'attacco. Il muro può essere eseguito da un singolo giocatore oppure da due o tre giocatori, i quali sono posizionati avanti. Condizione affinché il muro sia considerato valido è che i giocatori siano avanti e si trovino nelle vicinanze della rete avendo almeno una parte del corpo al di sopra di quest'ultima. Il muro non può interferire con il gioco avversario e può essere sia di attacco che di difesa, a seconda della sua direzione.

Si parla di "tentativo di muro" quando non viene toccata la palla pur trovandosi nella posizione di muro, e di "muro effettivo" quando il muro tocca la palla. Il giocatore "libero" non può effettuare né muro, né tentativo di muro.

Falli di gioco[modifica | modifica sorgente]

Esistono diversi tipi di falli:

Fallo di giro: Se una squadra non effettua correttamente il giro durante un'azione.

Falli del tocco di palla[modifica | modifica sorgente]
  • Doppio tocco: un giocatore tocca la palla due volte in successione o consecutivamente con più parti del corpo oppure la palla palleggiata "gira" poiché una delle mani del giocatore che ha effettuato il palleggio tocca la palla dopo l'altra.
  • Quattro tocchi: una squadra tocca la palla quattro volte (ad esclusione del tocco di muro).
  • Trattenuta o accompagnata: la palla viene bloccata o trattenuta da un giocatore.
Falli a rete[modifica | modifica sorgente]
  • Viene toccata la palla nello spazio opposto prima o durante l'attacco avversario.
  • Un giocatore penetra nel campo opposto con l'intero piede o comunque interferendo con il gioco.
  • Un giocatore tocca la banda superiore della rete durante la propria azione di giocare la palla.
Falli di attacco[modifica | modifica sorgente]
  • Viene toccata la palla che si trova nella zona avversaria, soprattutto se essa è a filo rete. Questo fallo prende il nome di "tetto".
  • Un difensore effettua un attacco dalla zona di attacco con la palla completamente al di sopra del bordo superiore della rete.
  • Viene effettuato un attacco su servizio avversario quando la palla si trova nella zona di attacco e completamente al di sopra del bordo superiore della rete.
  • Il giocatore libero effettua un attacco con palla completamente al di sopra del bordo superiore della rete.
  • Un giocatore effettua un attacco con palla completamente al di sopra del bordo superiore della rete che proviene da un palleggio da parte del giocatore libero che si trova nella sua zona di attacco.
  • Un difensore effettua un attacco saltando da dietro la prima linea o linea di attacco.
Falli di muro[modifica | modifica sorgente]
  • Un giocatore di seconda linea effettua un muro o tenta di effettuarne uno.
  • Viene effettuato un muro su servizio avversario.
Fallo di velo[modifica | modifica sorgente]

Se un giocatore appartenente alla squadra in battuta cerca di coprire, con le mani o il corpo, il compagno che sta effettuando il servizio, togliendo in tal modo la possibilità alla squadra in ricezione di vedere il pallone, commette il fallo di "velo".

Sostituzioni[modifica | modifica sorgente]

Le sostituzioni possibili in ogni set sono massimo sei. Un giocatore, dopo la sostituzione, può rientrare in campo nello stesso set solo al posto del giocatore che lo ha sostituito in precedenza.

Una sostituzione durante una partita di pallavolo.

Schemi di gioco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Schema (pallavolo).

Ufficiali di gara[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arbitro (pallavolo).
Un arbitro posto in corrispondenza della rete.

Il collegio arbitrale è composto da due arbitri, quattro giudici di linea, un segnapunti e un assistente segnapunti. A livello provinciale e regionale, tuttavia, le gare sono dirette da un solo arbitro coadiuvato da un segnapunti che può essere messo a disposizione dalla stessa società ospitante.

Dalla stagione 2010/11, nel campionato di serie A1 è stata introdotta in fase sperimentale la figura dell'addetto al segnapunti elettronico, che affiancherà il segnapunti "cartaceo" utilizzando un apposito software.

La pallavolo nei media[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Film sulla pallavolo.

Fumetti e serie animate[modifica | modifica sorgente]

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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