Taekwondo

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Un calcio in volo, in un incontro di taekwondo

Il taekwondo (태권도; 跆拳道; IPA: /thɛʔkwʌndo/) è un'arte marziale coreana e uno sport da combattimento a contatto pieno nato fra gli anni '50 e '60 (nonché sport nazionale in Corea del Sud[1]) basato principalmente sull'uso di tecniche di calcio, nonché l'arte marziale che conta il maggior numero di praticanti in tutto il mondo[2]. Combina tecniche di combattimento volte alla difesa personale, alla pratica agonistica soprattutto come sport olimpico, ma anche come esercizio ed in alcuni casi filosofia e meditazione. Nel 1989, è divenuto l'arte marziale più popolare al mondo in termini di praticanti.[3] Il gyeorugi (kjʌɾuɡi), un tipo sparring praticato nel taekwondo, è stato un evento olimpico sin dal 2000.[4].

Storia[modifica | modifica sorgente]

La storia del taekwondo viene ricondotta a due filoni separati, quello delle arti marziali coreane tradizionali ed autoctone e quello delle arti marziali giapponesi importate nel XX secolo dopo l'occupazione antecedente alla prima guerra mondiale.

Le radici della disciplina affonderebbero primariamente nella pratica del Taekkyeon, un tipo di arte marziale, praticato in Corea nei periodi antichi soprattutto per esigenze di autodifesa e per ritualità sportiva, che si focalizzava sull'uso dei calci e che era molto diffuso sia fra la popolazione che fra i guerrieri, soprattutto dopo che venne incorporato e ritualizzato dalla casta guerriera degli hwarang. Reperti pittorici risalenti ai secoli passati mostrano tecniche di calcio molto simili a quelle impiegate dal taekwondo al giorno d'oggi.[5]

Nel 1910 il Giappone occupò la Corea vietando la pratica di ogni arte marziale nativa e ogni aspetto dell'identità culturale coreana venne bandito o soppresso[6] [7], anche se spesso il taekkyon continuò ad essere praticato clandestinamente, a volte mascherandolo come una danza. Durante questo periodo per contro vennero importate e imposte massicciamente le discipline giapponesi. Durante l'occupazione, coreani abili nell'apprendere l'arte del combattimento e in grado di ricevere dei gradi in Giappone vennero introdotti intensivamente alla pratica delle Arti marziali giapponesi.[8] Altri vennero introdotti alle arti marziali nei territori occupati in Cina o in Manciuria (da qui nacque il Soo Bahk Do).[9][10][11]

Foto di Choi Hong Hi, il generale sudcoreano che riunì le scuole di arti marziali presenti in Corea per codificare una disciplina unificata che chiamò taekwondo.

Al termine della seconda guerra mondiale il Giappone, sconfitto, ritira le sue truppe dalla Corea, che torna ad essere libera così come la pratica delle arti marziali. Scuole di arti marziali in Corea (kwan) iniziarono ad aprire influenzate sia da discipline native che esterne.[9][12] Vi sono differenti punti di vista sulle origini principali delle arti insegnate in queste scuole. Alcuni studiosi ritengono che fossero basate principalmente sulle arti tradizionali coreane, taekkyon e subak,[13][14][15][16][17] o che il taekwondo sia derivato da arti marziali coreane native con alcune influenze dalle nazioni vicine.[9][18][19][20][21][22] Altri studiosi ritengono tuttavia che le arti insegnate in queste scuole fossero basate quasi interamente sul karate.[23][24][25] I soldati statunitensi giunti nel dopoguerra a presidiare la parte meridionale della penisola, e che erano già venuti a contatto con il karate soprattutto ad Okinawa (che era stata trasformata in una base militare americana), definirono gran parte di queste scuole come "karate coreano"; la traduzione in coreano del significato originario della parola karate-do, cioè "via della mano cinese", è Tang Soo Do[26] e veniva utilizzata sia da alcune scuole di arti marziali presenti nella penisola nella prima metà del secolo come nome generico per il combattimento a mani nude che da maestri successivamente emigrati in occidente per definire la loro disciplina.

Nel 1952, all'apice della Guerra di Corea, ci fu un'esibizione di arti marziali in cui i kwan mostrarono le loro abilità. In una di queste dimostrazioni, Nam Tae Hi ruppe 13 mattonelle con un pugno. In seguito, il presidente sud coreano Syngman Rhee diede istruzioni al generale Choi Hong Hi di introdurre la pratica delle arti marziali nell'addestramento dell'esercito coreano. Verso la metà del decennio, cinque kwan erano saliti alla ribalta. Syngman Rhee ordinò che le varie scuole fossero unificate in un singolo sistema. Il nome "taekwondo" fu proposto sia da Choi Hong Hi (dell'Oh Do Kwan) che da Song Duk Son (dell'Chung Do Kwan), e venne accettato l'11 aprile 1955 come nome dell'arte marziale unificata coreana. Al giorno d'oggi, i nove kwan sono considerati i fondatori del taekwondo,[27] nonostante non tutti usassero il nome. La Korea Taekwondo Association (KTA) venne formata fra il 1959 e il 1961 per facilitare l'unificazione.[8][14][28]

Nei primi anni '60, il taekwondo fece il suo debutto mondiale con l'assegnazione dei titoli di maestri originari del taekwondo a vari paesi. Tentativi di standardizzazione in Corea del Sud non ebbero molto successo, dato che i kwan continuarono ad insegnare stili differenti. Un'altra richiesta dal governo coreano per un'unificazione generale risultò nella formazione dell'Associazione Coreana Tae Soo Do, che cambiò nome in Korea Taekwondo Association nel 1965 dopo un cambio di leadership.

Il 22 marzo 1966 venne fondata da parte del generale Choi Hong Hi la International Taekwondo Federation (ITF), privata ed indipendente. Il 28 maggio 1973 venne fondata in Corea del Sud la World Taekwondo Federation (WTF). Nel 1990 il Maestro Park Jung Tae, dopo aver lavorato per la ITF, fondò la Global Taekwondo Federation (GTF). Quest'ultima non ricevette mai alcun finanziamento dai due governi coreani, cosa che avvenne invece per la WTF e la ITF. Dopo la morte del generale Choi, nel 2002, la ITF si frammentò in tre organismi indipendenti, uno che ereditava l'organico storico con a capo il maestro Tran Trieu Quan, uno con a capo il figlio del generale Choi, Jung Hwa ed un altro ancora con a capo Chang Ung, un allenatore di pallacanestro nordcoreano.

Dal 2000, il Taekwondo WTF è diventato uno dei due soli sport da combattimento asiatici (l'altro è il judo) incluso nel programma dei giochi olimpici; divenne un evento dimostrativo già nei giochi del 1988 a Seoul, ma venne incluso ufficialmente solo con i giochi del 2000 a Sydney. Nel 2010, il taekwondo fu accettato come sport nei Giochi del Commonwealth.[29]

Al 2009, il governo della Corea del Sud ha pubblicato una stima secondo cui il Taekwondo WTF è praticato in 190 paesi, con oltre 50 millioni di praticanti e 3 milioni di cinture nere individuali nel mondo.[30]

Il taekwondo come sport olimpico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi taekwondo ai Giochi olimpici e Regolamento del taekwondo olimpico.
Simbolo del taekwondo (WTF) alle Olimpiadi.

L'unica federazione che riuscì a non frammentarsi e ad avere un peso importante sul piano internazionale fu la WTF, come dimostrato ai Giochi Olimpici del 1988 a Seoul, capitale della Corea del Sud, dove il taekwondo della World Taekwondo Federation compare per la prima volta come sport dimostrativo. Il taekwondo WTF sarà presente come sport dimostrativo anche all'edizione di Barcellona, nel 1992. A partire dall'edizione di Sydney 2000, il taekwondo WTF diventa Sport Olimpico Ufficiale.

Le federazioni e il CIO[modifica | modifica sorgente]

La World Taekwondo Federation è l'unica federazione mondiale ad essere riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale[4], nonché da GAISF (General Association of International Sports Federations), ASOIF (Association of Summer Olympic International Federations), CISM (Conseil International du Sport Militaire) e FISU (International University Sports Federation).

Il taekwondo WTF è l'unico ad essere riconosciuto come Sport da combattimento Ufficiale in tutti gli eventi multisportivi ufficiali (Asian Games, Pan American Games, African Games, Military Games, Olimpiadi Universitarie e così via). Tutte le altre federazioni (ITF, GTF) non sono riconosciute in campo internazionale dal Comitato Olimpico Internazionale[4].

La medesima situazione si riflette in Italia. In Italia la World Taekwondo Federation è rappresentata dalla Federazione Italiana Taekwondo (FITA)[31][32]. La FITA è l'unica federazione per il taekwondo in Italia risonosciuta dal CONI[33] e l'unica autorizzata a portare atleti alle Olimpiadi per questa disciplina[4]. Le altre federazioni nazionali (FITAE, ITF-ITALIA, FITSPORT, Choi Jung Hwa Organization, GTI), sono affiliate alle rispettive federazioni internazionali (ITF o GTF) che non essendo affiliate al CIO, non sono abilitate a portare alle Olimpiadi i propri atleti.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Un praticante di taekwondo esegue un calcio laterale su delle tavole di legno, spezzandole

Esistono due correnti principali nello sviluppo del taekwondo[34], non necessariamente mutualmente esclusivi:

  • Taekwondo tradizionale è il termine che si riferisce tipicamente all'arte marziale così come fu codificata fin dagli anni '50 nelle Forze Armate della Repubblica di Corea ed in varie organizzazioni civili, incluse scuole ed università. In particolare, i nomi e il simbolismo delle strutture tradizionali fanno spesso riferimento agli elementi della storia della Corea, della sua cultura e della sua filosofia religiosa. Al giorno d'oggi, il Kukkiwon, il Quartier Generale mondiale del taekwondo, è il suo centro di diffusione tradizionale, situato in Corea.
  • Taekwondo sportivo è il termine utilizzato per descrivere quella branca focalizzatasi maggiormente nella competizione, nel confronto agonistico e nella velocità di esecuzione (come nel combattimento olimpico). Il taekwondo sportivo a sua volta è suddiviso in due stili principali: uno deriva dal kukkiwon, la fonte del sistema di combattimento detto sihap gyeorugi che è ora parte del programma dei giochi olimpici e che è controllato dalla World Taekwondo Federation (WTF). L'altro proviene dalla International Taekwon-Do Federation (ITF).

Nonostante vi siano differenze tecniche e dottrinali fra le due correnti e fra le varie organizzazioni, l'arte in generale enfatizza l'uso di calci tirati da una posizione mobile, impiegando la maggiore potenza e raggio d'azione della gamba (rispetto al braccio). L'allenamento del taekwondo tradizionale generalmente include un sistema di blocchi, calci, pugni e colpi a mani aperta; può includere anche alcune forme di proiezione, spazzata e leva. Alcuni istruttori di taekwondo includono anche lo studio dei punti di pressione, conosciuti come jiapsul, come anche tecniche di difesa personale mutuate con altre arti marziali come l'hapkido e il judo. Il Taekwondo WTF sportivo da combattimento a contatto pieno , si compone in larga misura di vari tipi di calci medi ,alti e pugni (diretto al petto, ganci ai fianchi , montanti allo stomaco), esclusivamente al busto.

Il taekwondo contiene anche delle forme, chiamate poomse, che prendono generalmente il nome dagli elementi della natura (acqua, acciaio, vento, fuoco, terra), da concetti filosofici orientali o da avvenimenti della storia coreana. Solitamente vengono fatte dimostrazioni di taekwondo, eseguendo rotture di tavolette con calci in volo e pugni.

Il costume di allenamento del taekwondo è composto da una giacca bianca chiusa (e non aperta come quella del karate o del judo), dai pantaloni dello stesso colore della giacca e dalla cintura. Il colletto della casacca è bianco per le cinture colorate (tutte le cinture prima della nera) e nero per le cinture nere. Questa divisa viene chiamata dobok.

Oggi il taekwondo è l'arte marziale con il più alto numero di praticanti in tutto il mondo[2]: si stima siano circa 50 milioni[35]

La parola taekwondo scritta in Hangŭl

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Nella lingua coreana, il termine taekwondo si compone di tre sillabe: tae ("colpire/spezzare con i piedi"), kwon ("colpire con il pugno") e do ("arte", "disciplina", "metodo", "cammino" o "via"). Così, "taekwondo" può essere grossomodo tradotto con «la via dei pugni e dei calci».[36]

Talvolta il nome è trascritto anche nelle forme tae kwon do, taekwon-do o tae-kwon-do, ed è spesso abbreviato in TKD.

Le cinture del taekwondo[modifica | modifica sorgente]

In una disciplina marziale come il taekwondo sono presenti dei gradi, rappresentati dal colore della cintura che si indossa. Il colore delle cinture è associato a vari significati legati alla crescita dell'allievo nel taekwondo: dalla purezza dell'ingenuità alla cosciente impenetrabilità alla paura.

  • Bianca (10º kup): non propriamente considerata come grado, in quanto tutti coloro che iniziano a praticare il taekwon-do sono cinture bianche. Rappresenta la base dalla quale partire e la volontà di apprendere.
  • Bianco-gialla(9º kup): rappresenta l'ingenuità dell'allievo verso quest'arte.
  • Gialla (8º kup): rappresenta la terra, dove la pianta (l'allievo) mette le sue radici.
  • Giallo-verde (7º kup): grado intermedio tra la cintura gialla e la cintura verde.
  • Verde (6º kup): la pianta inizia a germogliare. L'arte comincia a svilupparsi nell'allievo, che ha imparato alcune tecniche.
  • Verde-blu (5º kup): grado intermedio tra la cintura verde e la cintura blu.
  • Blu (4º kup): la pianta ormai è cresciuta ed è rivolta verso il cielo, simbolo della cintura. Il taekwondo, per l'allievo, diventa qualcosa di importante ed egli vi progredisce.
  • Blu-rossa(3º kup): grado intermedio tra la cintura blu e la cintura rossa.
  • Rossa (2º kup): rappresenta il tramonto di una giornata, per l'allievo la fine di un tipo di allenamento. La cintura rossa è anche un segnale di pericolo: le tecniche possono diventare pericolose, è indispensabile l'autocontrollo.
  • Rosso-nera (1º kup): grado intermedio tra la cintura rossa e la cintura Nera. Generalmente il periodo in cui tale grado viene indossato è più lungo rispetto alle precedenti cinture colorate. Ciò permette la necessaria maturazione mentale e tecnica per poter sostenere l'esame di passaggio alla cintura Nera.
  • Nera (1º dan e successivi): rappresenta la notte. Per l'allievo inizia un nuovo metodo di allenamento sia fisico che mentale. Questo grado rappresenta anche l'impenetrabilità alla paura, alle tentazioni e al male. Il colore nero racchiude tutti i colori delle cinture precedenti. Un nuovo punto di inizio. I dan sono 10, ma la difficoltà di ottenere un dan aumenta considerevolmente con l'avanzare del grado. Infatti, mentre fino al 4º dan ci si arriva sostenendo vari esami di passaggio, dal 5º in poi ci si può arrivare "per meriti conseguiti". L'ultimo dan, estremamente difficile da ottenere, è la fine del lungo tragitto dell'atleta che ora ha compiuto la massima saggezza nel campo del taekwondo.
  • Poom (1º - 2º - 3º): È un grado che si ottiene se, pur avendo sostenuto gli esami per conseguire la cintura nera (1º - 2º - 3º dan), non si ha l'età necessaria ad indossare il relativo grado. Per il 1º dan è necessario avere 14 anni, 16 anni per il 2º dan e 18 anni per il 3º dan. La soglia minima d'età è istituita in quanto per poter indossare la cintura nera e i successivi gradi è necessaria una maturità mentale e spirituale, oltre che tecnico-fisica. Una volta raggiunta l'età necessaria, il Poom si converte automaticamente al corrispondente dan, diventando così una cintura nera a tutti gli effetti.
Cintura Grado Immagine Cintura Grado Immagine
Bianca 10º kup Taekwondo-10kup.svg Blu kup Taekwondo-4kup.svg
Bianco-gialla kup Taekwondo-9kup.svg Blu-rossa kup Taekwondo-3kup.svg
Gialla kup Taekwondo-8kup.svg Rossa kup Taekwondo-2kup.svg
Giallo-verde kup Taekwondo-7kup.svg Rosso-nera kup Taekwondo-1kup.svg
Verde kup Taekwondo-6kup.svg Nera 1º poom poom Taekwondo-1poom.svg
Verde-blu kup Taekwondo-5kup.svg Nera 1º dan dan Taekwondo-1dan.svg

Viene spesso fatta una netta distinzione tra le cosiddette cinture colorate, cioè tutte le cinture precedenti la nera e cinture nere, a prescindere dal dan. Ciò è dovuto sia alla differenza di esperienza e maturità esistente e sia per il diverso modo di conseguire la cintura: dal 1º dan in poi, infatti, non si ottiene più la cintura mediante esami sociali (cioè fatti all'interno della propria società), bensì di fronte ad una commissione esterna su base regionale (per i primi 3 dan) o nazionale (per i dan superiori al 3º). La successione dei colori delle cinture e relativi significati sono identici nei due stili, WTF e ITF. L'unica differenza sta nel tipo di cintura utilizzato nei due stili per i gradi intermedi. Nella ITF, i gradi intermedi vengono identificati tramite l'utilizzo di una striscia del colore corrispondente al grado superiore applicata sull'estremità sinistra, rispetto a chi indossa la cintura; la striscia è alta circa 1 cm e ricopre da lato a lato la parte più stretta della cintura ad un'altezza di circa 8–10 cm dall'estremità della cintura. Nello stile WTF, la cintura dei gradi intermedi è divisa cromaticamente in due campi, per tutta la lunghezza della cintura, uno del colore del grado inferiore e una del colore del grado superiore. Fa eccezione la cintura Rosso-Nera per la quale si utilizza un sistema identico a quello dell'altro stile per non confonderla con il grado Poom, che invece utilizza il sistema del doppio colore come per gli altri gradi intermedi. Spesso comunque, il sistema dello stile ITF, più tradizionale (e meno commerciale, in quanto non costringe all'acquisto di una cintura nuova dopo ogni esame), viene adottato anche nel taekwondo WTF. Per quanto riguarda la cintura Nera, sulla cintura stessa vengono apposte delle tacchette bianche o dorate, per distinguere i vari dan. Il numero di tacchette da apporre è uguale al dan del proprio grado (per esempio, un allievo 2º dan, avrà una cintura nera con due tacchette). Per il 1º dan, solitamente non si appongono tacchette. Lo stesso sistema è usato per distinguere il grado degli allievi Poom.

I princìpi del taekwondo[modifica | modifica sorgente]

La filosofia del taekwondo ha come fondamento l'etica, la morale, le norme spirituali attraverso le quali gli uomini possono vivere senza litigare.

Le parole stesse del generale Choi ci aiutano a capire meglio: «spero sinceramente che attraverso il taekwondo ogni uomo possa acquistare la forza sufficiente per arrivare ad essere il guardiano della giustizia, opponendosi ai conflitti sociali e coltivando lo spirito umano al livello più alto possibile. È con questo spirito che mi sono dedicato all'arte del taekwondo per tutti i popoli del mondo».

Il generale Choi stabilì la filosofia e i seguenti principi come le basi del taekwondo e tutti gli studenti seri di quest'arte li dovrebbero osservare e rispettare attraverso il loro cammino sia nell'arte che nella vita.

I principi sono i seguenti:

Cortesia (Ye Ui): per dimostrare questo principio e per rispettarlo bisogna:

  • lo studente deve cercare di mettere in pratica i seguenti elementi di cortesia per costruire un carattere nobile;
  • promuovere lo spirito di concessioni reciproche;
  • vergognarsi dei propri vizi, rifiutando quelli degli altri;
  • comportarsi educatamente;
  • incoraggiare il senso di giustizia e umanità;
  • riconoscere l'istruttore dallo studente, l'anziano dal giovane;
  • rispettare i beni altrui;
  • agire con giustizia e con sincerità.

Integrità (Yom Chi): saper dire «sì ho sbagliato», saper quindi ammettere i propri errori:

  • bisogna distinguere il corretto dallo sbagliato e avere la consapevolezza, quando qualcosa è sbagliata, di sentirsi colpevoli. Di seguito sono riportati alcuni modi di mancanza di integrità.
  • Il maestro che disprezza se stesso e l'arte, insegnando tecniche sbagliate ai suoi allievi per una mancanza di conoscenza o di volontà.
  • L'istruttore che nasconde le sue tecniche sbagliate, con il lusso della palestra e falsi apprezzamenti ai suoi allievi.
  • Lo studente che ottiene un grado solo con scopo egocentrico e per sentirsi più potente.
  • L'istruttore che insegna e promuove l'arte solo ai fini materiali.
  • L'istruttore o lo studente le cui azioni sono diverse dalle sue azioni.
  • Lo studente che si vergogna di chiedere aiuto ai suoi minori in grado.

Perseveranza (In Nae)

Per raggiungere un obiettivo come può essere un'alta graduazione o il perfezionamento tecnico, bisogna perseverare costantemente. Uno dei più importanti segreti per diventare bravo nel Taekwon-Do è saper affrontare le difficoltà con perseveranza.

Autocontrollo (Guk Gi)

Una persona che perde l'autocontrollo in un combattimento ha un elevato rischio di perdere l'incontro. Bisogna sempre rimanere concentrati e pensare accuratamente prima di agire. Questo va tenuto a mente sia dentro che fuori il Dojang. Per strada, ad esempio durante un'aggressione, è indispensabile sapersi difendere mantenendo sempre l'autocontrollo e senza farsi prendere dal panico.

Spirito Indomito (Baekjul Boolgool)

Si manifesta quando una persona affronta un grosso problema utilizzando il suo coraggio e senza rinunciare ai suoi principi. Uno studente di Taekwon-Do deve essere sempre modesto e onesto.

Quindi nel classico ordine i principi sono, Cortesia, integrità, perseveranza, autocontrollo e spirito indomito.

Terminologia[modifica | modifica sorgente]

Taekwondo Comandi di base
Tae: calciare in volo

Kwon: pugni
Do: arte
Arte dei pugni e dei calci in volo

Dobok: divisa ufficiale
Dojang: luogo in cui ci si dedica all'apprendimento del taekwondo

Charyót: attenti

Kyong-rye [pronuncia: chiong né]: saluto
Joon-bi [pronuncia: junbi]: prepararsi
Shi-Jak [pronuncia: Scijak]: inizio (del combattimento)
Keuman [pronuncia: cuman]: fine (del combattimento)
Barò: ritorno (alla posizione di partenza)
Swiyo: riposo
Haesan: potete andare

Numeri Vario
Hana(pronunciare hanà): uno

Dool(pronunciare dul): due
Set: tre
Net: quattro
Dasot: cinque
Yosot: sei
Ilgop: sette
Yodul(pronunciare yodol): otto
Ahob: nove
Yol: dieci

Jumuk: Pugno (prime due dita)

Palmok: parata con il lato esterno del braccio
Bacat: parata con la giuntura esterna del polso
Sonkal: parata/attacco con il taglio della mano

Jirugi (con "g" gutturale): si chiamano così tutti gli attacchi che prima di colpire girano
Makgi (con "g" gutturale): parata

hogul: alto
mon: medio
are: basso

Ap: davanti
Yobap: in linea con la spalla
Yop: laterale

Le forme nel taekwondo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Forme nel taekwondo.

Le forme sono una serie di tecniche di braccia, calci e passi codificati e rappresentano dei combattimenti con avversari immaginari che attaccano da diverse direzioni.L'arte del taekwondo viene svolta su un grande tappeto chiamato tatami e con una tuta chiamata dobok

Nell'antico oriente vigeva una legge molto simile a quella di Hammurabi: occhio per occhio, dente per dente. Questa legge fu imposta anche quando la morte era accidentale. A causa di essa il combattimento libero non si poté sviluppare e fu proprio allora che l'allievo di arti marziali dovette inventarsi un metodo per provare le sue vere capacità di combattente. Poiché non poteva combattere con avversari reali cominciò ad inventarsene di immaginari, mettendo in ogni movimento tutta la forza e la convinzione possibile. La forma è infatti concepita come un combattimento immaginario contro uno o più avversari e serve per migliorare le proprie tecniche.

Agli inizi degli anni settanta l'Associazione coreana di taekwondo (KTA - Korean Taekwondo Union) unifica le forme del taekwondo in 17 poomse, che vengono ulteriormente riconosciuti dalla Federazione mondiale di taekwondo (WTF). Attualmente le forme vengono curate, codificate e aggiornate dal Kukkiwon, il quartier generale del taekwondo mondiale.[37]

Con la scissione della federazione internazionale (ITF) le forme sono rimaste pressoché invariate, le differenze fondamentali tra la ITF con a capo il maestro Tran Trieu Quan e la ITF con a capo il legittimo successore del fondatore, il gran maestro Choi Jung Hwa sono da ricercare nella variazione dei primi di alcuni movimenti all'interno delle stesse il che ha creato una visione differente delle suddette forme snaturando ciò che il generale Choi codificò, mentre nel caso della federazione con a capo il figlio del generale sono rimaste integre, senza variazioni di sorta, non avendo la necessità di porre la propria impronta sul lavoro di un illuminato delle arti marziali.

I benefici del taekwondo[modifica | modifica sorgente]

Il taekwondo è un'arte marziale e sport da combattimento che può essere accessibile a tutte le persone di tutte le età. Può essere eseguito sia individualmente che insieme ad altre persone. Questa arte può portare ad un miglioramento mentale, con la concentrazione, e fisico, con un miglioramento della circolazione sanguigna. La pratica di questo sport non porta obbligatoriamente ad avere un fisico molto muscoloso ma aumenta la massa muscolare. Scompare poi il tessuto adiposo. Il tipo di movimento durante l'esecuzione dei calci, dei pugni e dello stesso "Ki-Up" porta allo sforzo della parete addominale che viene molto allenata. A differenza di quanto si possa credere, il taekwondo non provoca nessun danno a livello articolare anzi, grazie alla pratica costante e agli esercizi di "stretching", gambe e braccia si abituano gradualmente allo sforzo proprio per evitare che durante l'esecuzione di un calcio o anche di un semplice pugno, i muscoli possano stirarsi. Proprio per questo, a praticare il taekwondo non sono soltanto i giovani ma anche persone un po' più avanti nell'età.

Il taekwondo nelle arti marziali miste[modifica | modifica sorgente]

Diversi lottatori di arti marziali miste utilizzano il taekwondo nel loro repertorio. Tra questi:

Il taekwondo sul ring del K-1[modifica | modifica sorgente]

Diversi atleti con un più o meno forte background nel taekwondo hanno preso parte al prestigioso torneo K-1. Tra questi:

Il taekwondo nei videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fu proclamato Sport Nazionale nel 1971 dal Presidente Chung Hee Park
  2. ^ a b Park Yeon Hee; Park Yeon Hwan; & Jon Gerrard (1989). Tae Kwon Do: The Ultimate Reference Guide to the World's Most Popular Martial Art. Checkmark Books. ISBN 978-0-8160-3839-8.
  3. ^ Park Yeon Hee, Park Yeon Hwan; & Jon Gerrard, Tae Kwon Do: The Ultimate Reference Guide to the World's Most Popular Martial Art, Checkmark Books, 1989. ISBN 978-0-8160-3839-8.
  4. ^ a b c d Comitato Olimpico Internazionale
  5. ^ Pitture della tomba di Muyong-chong
  6. ^ Woo-Keun Han, The History of Korea, Korea, The Eul-Yoo Publishing Company, 1970. ISBN 978-89-324-5082-7.
  7. ^ Kyungji Kim, Taekwondo: a brief history, Korea Journal, 1986.
  8. ^ a b Park, S. W. (1993): About the author. In H. H. Choi: Taekwon-Do: The Korean art of self-defence, 3rd ed. (Vol. 1, pp. 241–274). Mississauga: International Taekwon-Do Federation.
  9. ^ a b c Glen R. Morris, The History of Taekwondo.
  10. ^ Doug Cook, Chapter 3: The Formative Years of Taekwondo in Traditional Taekwondo: Core Techniques, History and Philosophy, Boston, YMAA Publication Center, 2006, p. 19. ISBN 978-1-59439-066-1.
  11. ^ Choi Hong Hi, interviews with General Choi., The Condensed Encyclopedia Fifth Edition, 1999. Young Choi's father sent him to study calligraphy under one of the most famous teachers in Korea, Mr. Han II Dong. Han, in addition to his skills as a calligrapher, was also a master of taekkyeon, the ancient Korean art of foot fighting. The teacher, concerned over the frail condition of his new student, began teaching him the rigorous exercises of taekkyeon to help build up his body.
  12. ^ Choi Young-ryul, Jeon Jeong-Woo, Comparative Study of the Techniques of Taekwondo and Taekkyon (of publication = Academic Journal), Institution of physical exercise, Korea, 2006, pp. 197~206.
  13. ^ About Tae Kwon Do, The World Taekwondo Federation.
  14. ^ a b Historical Background of Taekwondo, The Korea Taekwondo Association (KTA).
  15. ^ Tae Kwon Do in Encyclopædia Britannica Online, Encyclopædia Britannica, 2008.
  16. ^ Comparing Styles of Taekwondo, Taekkyon and Karate(Video), TaekwondoBible.com.
    ««we compare styles of Taekwondo, Taekkyon and Karate in their Kyorugi (sparring). In this comparison, we can see the clear and distinct similarity of Taekwondo and Taekkyon(the old style of Taekwondo). As far as the essence of martial arts is the technical system of attack and defense, sparring style of each martial art will show directly the similarities of martial arts.»».
  17. ^ Brief History of Taekwondo, Long Beach Press-Telegram, 2005.
  18. ^ Jennifer Lawler, The History of Tae Kwon Do in The Secrets of Tae Kwon Do, Chicago, McGraw-Hill, 1999. ISBN 1-57028-202-1.
  19. ^ (KO) 허인욱 (In Uk Heo), 형성과정으로 본 태권도의 정체성에 관하여 (A Study on Shaping of the Taekwondo) in 체육사학회지 (Korean Journal of History for Physical Education), vol. 14, n. 1, gennaio 2004, pp. 79–87. URL consultato il 27 giugno 2008.
    ««Some of grand masters of 5 do-jang(道場, Taekwondo Gymnasium)s, which is unified as TKD afterwards, trained Karate during their stay in Japan as students. And the others trained martial arts in Manchuria Therefore it can`t be described as TKD is developed by influence of Karate only. And considering the fact that the main curriculum of those five do-jangs was centered on kicking technique originate from Korean folk, so we know that the current TKD seems to be affected by Korean traditional martial arts.»».
  20. ^ Patrick Zukeran, The Origins and Popularity of the Martial Arts, Probe Ministries, 2003.
  21. ^ Stanley E. Henning, The Chinese Martial Arts in Historical Perspective in Military Affairs, vol. 45, n. 4, Society for Military History, dicembre 1981, pp. 173–179. ISSN 0899-3718.
    «The Han Dynasty (206 B.C. – 220 A.D.) was a period during which conscript armies, trained in the martial arts, expanded the Chinese empire to Turkestan in the west and Korea in the northeast, where commanderies were established. It is possible that Chinese shoubo was transmitted to Korea at this time, and that it was the antecedent to Korean Taekwondo. According to one recent Korean source, «Taekwondo is known to have had its beginning in the period 209–427 A.D. ...»».
  22. ^ Jung Kun-Pyo, Lee Kang-Koo, An Analysis on the various views of Taekwondo History (of publication = Academic Journal), Institution of Physical science, Korea, 2007, pp. 3~12(10 pages).
  23. ^ Steven D. Capener, Problems in the Identity and Philosophy of T'aegwondo and Their Historical Causes in Korea Journal, Korean National Commission for UNESCO, Winter 1995. ISSN 0023-3900.
    «Template:Dubious "... t'aegwondo was first brought into Korea from Japan in the form of Japanese karate around the time of the liberation of Korea from Japanese colonial rule ...".».
  24. ^ Eric Madis, (The Evolution of Taekwondo from Japanese Karate) in Green, Thomas A. and Joseph R. Svinth (a cura di), Martial Arts in the Modern World, Praeger Publishers, 2003. ISBN 0-275-98153-3.
    «Template:Dubious "...the following essay links the origins of taekwondo to twentieth-century Shotokan, Shudokan, and Shitō-ryū karate and shows how the revised history was developed to support South Korean nationalism.».
  25. ^ Burdick, Dakin, People and Events of Taekwondo's Formative Years, Journal of Asian Martial Arts, 1997.
  26. ^ Tang Soo Do World Championships in Adelaide this weekend, ABC News. URL consultato il 7 dicembre 2010.
  27. ^ Kang Won Sik, Lee Kyong Myung, A Modern History of Taekwondo, Seoul, Pogyŏng Munhwasa, 1999. ISBN 978-89-358-0124-4.
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