Hockey su pista

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Hockey su pista
Argentin player during 2007 rink hockey world championship.jpg
Un'azione di gioco
Federazione CIRH
Inventato seconda metà del XIX secolo, Inghilterra
Componenti di una squadra 5
Contatto
Genere maschile e femminile
Indoor/outdoor indoor e (raramente) outdoor
Campo di gioco pista da pattinaggio
Olimpico disciplina dimostrativa per i Giochi della XXV Olimpiade (1992)
Detentore titolo mondiale Spagna Spagna (2013 - Luanda, maschile)
Francia Francia (2012 - Recife, femminile)

L'hockey su pista è uno sport di squadra nato in Inghilterra nella seconda metà dell'Ottocento, viene chiamato tradizionalmente anche hockey a rotelle in quanto viene praticato da giocatori dotati dei classici pattini a rotelle.

Al giorno d'oggi è praticato soprattutto in Sud America e nell'Europa centro-meridionale. Fa parte del programma dei Giochi mondiali e fu selezionato come disciplina dimostrativa per i Giochi della XXV Olimpiade, celebrati a Barcellona nel 1992.

Rispetto al più diffuso hockey su ghiaccio, questo sport si distingue per una connotazione tecnica più marcata e per una maggiore complessità delle tattiche di gioco; si tratta tuttavia di una disciplina estremamente dinamica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'esecuzione di un tiro di rigore

L'hockey su pista nacque in Inghilterra e precisamente nel Kent prendendo spunto dall'hockey su ghiaccio.

Il gioco[modifica | modifica wikitesto]

Una palla da hockey su pista

Il gioco si svolge tra due squadre di cinque giocatori e la palla deve essere colpita con la parte curva del bastone, anche se può essere toccata con qualunque parte del corpo, con eccezione delle braccia; come in altri sport di squadra, ciò è consentito solo al portiere[1].

Dalla fine degli anni ottanta viene praticato un altro tipo di hockey a rotelle, in cui i pattini presentano le 4 rotelle allineate, e viene pertanto definito hockey in-line. Le superfici dei campi da gioco dei due sport si equivalgono, e le principali differenze sono le seguenti:

  • Nell'hockey in-line è ammesso il contatto fisico tra i giocatori, vietato nell'hockey su pista, dove le protezioni per i giocatori sono quindi minori
  • Nell'hockey in-line si usa un disco simile a quello dell'hockey su ghiaccio anziché la palla da hockey su pista
  • Il bastone dell'hockey in-line è identico a quello dell'hockey su ghiaccio, mentre l'estremità del bastone da hockey su pista è più corta e arrotondata

La pista[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campo da hockey su pista.
Schema di una pista regolamentare da hockey

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni per squadre nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni per squadre di club[modifica | modifica wikitesto]

L'hockey su pista in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Una pista da hockey a Grosseto nel 1951

Storia e diffusione[modifica | modifica wikitesto]

L'hockey su pista cominciò a prendere piede in Italia agli inizi del Novecento: la prima società sportiva che promosse la pratica di tale attività fu lo Skating Savini di Milano, mentre il primo torneo ebbe luogo nel 1912.
Fra i primi a importare dall'Inghilterra il materiale sportivo fu la ditta Fratelli Brigatti di Milano che aprì una propria pista a cui in breve si aggiunsero lo Stadium di Porta Vittoria e l'Eden portando a 4 le piste utilizzabili nel capoluogo lombardo.
Prima dell'inizio del conflitto mondiale anche a Torino, Genova, Vercelli, Modena, Firenze, Padova, Novara e Venezia era possibile pattinare e apprendere i primi rudimenti del nuovo gioco sport.
Il dopo-guerra fu uno dei principali motivi di sviluppo: le sale rimaste chiuse per 4 o 5 anni furono riaperte al pubblico. Ma solo dal 1920 si decise di istituire una federazione a cui fare riferimento e sviluppare sia il pattinaggio che l'hockey: la Federazione Italiana Pattinaggio a Rotelle (F.I.P.R.)[2] (subito affiliata al CONI) che dal 1925 fu affiliata alla "Federazione Internazionale Pattinaggio a Rotelle".
Resasi autonoma nel 1926 staccandosi dalla Federazione Pattinaggio, la "Federazione Hockey" non riuscì a imprimere ai campionati italiani quello sviluppo desiderato malgrado l'affacciarsi sulla scena di nuove e promettenti società come la Triestina.
Dopo il diktat del regime del gennaio 1927, a mezzo del presidente del CONI Lando Ferretti, volto a ricondurre sotto il suo controllo tutte le federazioni sportive non ancora affiliate, le due federazioni (la sola Federazione Hockey non era ancora affiliata al CONI) furono entrambe commissariate e inglobate in una unica federazione sorgente: la Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio (FIHP).

L'hockey crebbe considerevolmente in popolarità durante il periodo fascista, anche per iniziativa di Bruno Mussolini, figlio terzogenito del dittatore e appassionato praticante di tale disciplina. La crescente diffusione delle piste da pattinaggio di ogni tipo (tanto all'aperto quanto indoor) contribuì all'espansione del mondo dell'hockey anche nel secondo dopoguerra.

Il picco di maggior successo venne raggiunto tra gli anni settanta e i primi anni novanta, con il massimo numero di praticanti e di società iscritte al campionato italiano; nel 1987 fu organizzato il primo torneo nazionale femminile. La Nazionale italiana maschile si affermò ai massimi livelli, conquistando tra il 1977 e il 1997 un titolo europeo e tre mondiali, oltre a 8 europei under 20 e 5 europei under 17. Gli sponsor portarono ricchezza all'hockey, trasformandolo per un breve periodo in uno degli sport professionistici più seguiti in Italia. Tuttavia negli anni novanta la popolarità iniziò a scemare – messa in crisi anche da altre discipline, come l'hockey in-line – per poi risalire dagli anni duemila, con la vittoria agli Europei del 2014.

A partire dal 1986 la FIHP ha organizzato il campionato italiano femminile, inaugurando nel 1990 la Coppa Italia femminile. A partire dal 1989, con l'avvento del primo Campionato Europeo viene istituita la Nazionale femminile[3].

La diffusione dell'hockey su pista in Italia non è molto omogenea: viene praticato principalmente in Veneto (in particolare nella provincia di Vicenza), Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Emilia, Lunigiana, Versilia, Maremma, Campania, Puglia, Basilicata e Marche (unicamente nella città di Pesaro) .

Le squadre Nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nazionale di hockey su pista dell'Italia e Nazionale femminile di hockey su pista dell'Italia.

Competizioni di club[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enciclopedia Geografica Gedea, De Agostini editore, 1994
  2. ^ Elenco delle federazioni sportive affiliate al CONI: F.I.P.R. (Federazione Italiana Pattinaggio a Rotelle), citata a pag. 1998 (Federazione) e 1999 (elenco delle affiliate) dall'Annuario Generale Sports e Turismo, edizioni A.E.S. (Azienda Editoriale Sportiva), Milano marzo 1925. Conservato nelle due Biblioteche di Milano: Biblioteca Nazionale Braidense e Comunale "Sormani" presso il deposito staccato di Via Quaranta. Contiene l'elenco di tutte le società sportive nazionali e le rispettive federazioni.
  3. ^ Nazionale femminile di hockey su pista dell'Italia

Fonti e bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pattinaggio a rotelle di Benito Del Marco, Sperling & Kupfer Editori - Milano 1940 nel paragrafo Un po' di cronistoria da pag. 13 a 18.
  • Annuario dello Sport edito dalle Edizioni S.E.S.S. - La Gazzetta dello Sport, Milano contiene le classifiche finali dal 1932 al 1969.
  • Hockey su pista in Italia e nel mondo di Gianfranco Capra e Marco Scendrate, Casa Editrice S.E.N. - Novara, settembre 1984.
  • Guida ai campionati editi dalla Lega Nazionale Hockey Pista, Milano dal 1984 ad oggi
  • Gianfranco Capra - "Lino Grassi, la leggenda dell'hockey", edizioni ZEN, 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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