Tennis

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Tennis
Centre Court.jpg
Il Torneo di Wimbledon, il più antico e prestigioso torneo del Grande Slam
Federazione Federazione Internazionale Tennis
Inventato XIX secolo
Contatto No
Genere Maschile, femminile e misto
Indoor/outdoor Indoor e outdoor
Campo di gioco Campo da tennis
Olimpico dal 1896 al 1924 e dal 1988

Il tennis è uno sport che vede opposti due giocatori (uno contro uno, incontro singolare) o quattro (due contro due, incontro di doppio) in un campo diviso in due metà da una rete alta circa un metro dal terreno.

I giocatori utilizzano una racchetta, come se fosse il prolungamento del braccio, al fine di colpire una palla. In passato le racchette avevano un telaio in legno, successivamente in leghe leggere, ora in grafite pura o mista a kevlar, fibra di vetro, tungsteno o basalto[1], con una corda monofilamento o multifilamento congiunta in diversi punti del telaio in modo da formare una rete.

Lo scopo del gioco è colpire la palla per far sì che l'avversario, posto nell'altra metà del campo da gioco, non possa ribatterla dopo il primo rimbalzo (l'obbligo del primo rimbalzo è solo in risposta alla palla messa in gioco dalla battuta dall'avversario, nelle altre fasi del gioco è consentito ribatterla anche al volo) o che battendola finisca con mandarla fuori campo o non riesca a superare la rete posta al centro.

Non solo forza fisica e precisione bastano per poter giocare a tennis, fondamentale, soprattutto se lo sport è praticato a livello agonistico, è il fattore mentale. Non per niente la maggior parte dei giocatori e delle giocatrici che sono nella "top ten" mondiale sono seguiti da uno psicologo oltre che da un allenatore che si occupa dei colpi in campo e da un preparatore atletico. Viene per questo considerato uno degli sport più difficili nonché faticosi del mondo. Un buon giocatore si distingue per la sua completezza in 4 fattori diversi: fisico, tecnico, tattico e mentale. L'ultimo è probabilmente il più complicato da allenare, in quanto solo giocando tanti match si impara a gestire la tensione, le proprie sensazioni e le proprie emozioni. A livello amatoriale è divertente e crea sempre un po' di competizione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del tennis.
Una tennista nel 1881

Origine antica ed etimologia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del tennis potrebbe essere individuata o in giochi appartenenti alla cultura greco-romana o in un gioco praticato dai Longobardi (poi denominato pallacorda), che, precedentemente giocato colpendo la palla con il palmo della mano coperto da un guanto, già nel XV secolo adottava la racchetta. A quest'epoca la racchetta consisteva in un rudimentale piattocorde delle dimensioni di quattro palmi munito di un manico corrispondente alla lunghezza media di un avambraccio.

La prima occorrenza della parola "tennis", nella sua forma antiquata "Tenes", la si trova nella Cronica di Firenze di Donato Velluti in cui si descrive l'evento che ne sarebbe stata l'origine: la visita, nel 1325, di alcuni cavalieri francesi a Firenze. Infatti, essi, giocando ad una versione evoluta dell'italiana pallacorda, avevano l'uso di avvisare colui che riceveva la palla gridando "tenez!" (in francese, "tenete!").

Evoluzione del regolamento[modifica | modifica wikitesto]

L'inglese Walter Clopton Wingfield stabilì che un primo regolamento nel 1875 dando al gioco il nome di sphairistike; l'anno successivo si diffondeva negli Stati Uniti . La regolamentazione definitiva è del 1888 quando si costituì l'associazione tennistica inglese. In Italia il tennis fu introdotto assieme al football nel 1880 in Liguria. Nel 1894 fu fondata la Federazione italiana, ma rimase sempre uno sport d'élite almeno fino al dopoguerra.

Fondamentale per lo sviluppo del gioco fu la decisione del 1883 di dimezzare l'altezza della rete. Nel 1895 si svolse il primo campionato italiano per tennisti. Nel 1896 il tennis fu inserito nel programma dei primi Giochi olimpici moderni e vi restò sino al 1924 quando fu eliminato quindi riammesso nel 1988. Nel 1900 fu contesa la prima Coppa Davis ossia il trofeo che spetta annualmente alla squadra nazionale campione mondiale: la nazionale italiana vinse questo trofeo nel 1976; per le nazionali delle tenniste annualmente si disputa la Fed Cup che è stata vinta dalla nazionale italiana nel 2006, nel 2009, nel 2010 e nel 2013.

Nel 1883 iniziarono le prime sfide tra professionisti in esibizioni di singolar tenzone e dopo si organizzarono regolarmente tornei professionistici che poi annualmente culminavano nei campionati professionali di tennis e nel 1968 la federazione internazionale accettò il professionismo per tutti i tornei. Nel 1971 si adottò il gioco decisivo (tie-break) sul punteggio di 8-8 che nel 1979 si ridusse a 6-6. Nel 1973 si ricorse all'uso dell'elaboratore elettronico per aggiornare quotidianamente le classifiche dei tennisti professionisti: sino allora le classifiche erano compilate da esperti per essere pubblicate su giornali e riviste specializzate. Il primo campo da tennis in Italia fu quello di Bordighera (Liguria).

Nel 1986 iniziarono periodici controlli antidoping di giocatori professionisti e arbitri. Il materiale dei telai delle racchette è passato dal legno al metallo per arrivare all'attuale materiale sintetico e le corde intrecciate che un tempo erano in budello animale sono poi state sostituite dal nylon o da altri materiali sintetici.

Tennis all'Olimpiade nel 1896

Da considerare che le professioniste di quest'attività atletica grazie alla loro enorme popolarità sono diventate, negli ultimi decenni del secolo scorso, le prime atlete ad accumulare introiti paragonabili a quelli dei colleghi e attualmente alcune giovani campionesse avvenenti sono ritratte su copertine di riviste come le loro coetanee modelle famose.

In base a statistiche solo indicative, poiché attualmente è impossibile essere scientificamente precisi, proprio per l'eccezionale successo popolare di tennisti e tenniste, molti esperti ritengono che il tennis sia lo sport più seguito in generale dal pubblico televisivo mondiale.

James Van Alen nel 1954 fondò la International Tennis Hall of Fame che attualmente è il più grande museo di tennis nel mondo e ha sede a Newport negli Stati Uniti; in questo museo sono custodite racchette, maglie, cappelli, foto di molti campioni e personalità illustri del tennis che vengono ammessi in qualità di membri: Nicola Pietrangeli è diventato membro nel 1986 seguito nel 2006 da Gianni Clerici, scrittore, giornalista e commentatore televisivo per Sky Italia.

Popolarità in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia un aumento della popolarità del tennis si verificò grazie a Nicola Pietrangeli poi negli anni settanta-anni ottanta, per i successi conseguiti da Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli che, evitando una propagandistica strumentalizzazione politica sull'opportunità che l'Italia disputasse la finale di Coppa Davis nel Cile governato dal generale Augusto Pinochet, conquistarono (1976) la prima Coppa Davis per l'Italia (impresa mai raggiunta, neppure negli anni sessanta da Pietrangeli, Orlando Sirola, Beppe Merlo e Fausto Gardini, sconfitti nella finale di Sydney del 1960 ed in quella di Melbourne del 1961 dall'Australia): la RAI trasmise solo una breve sintesi della partita decisiva, commentata da Roma dal telecronista Guido Oddo. La diffusione della pratica del tennis ebbe impulso anche grazie al successo di Adriano Panatta in tornei internazionali di grande importanza come gli Internazionali d'Italia che si svolgono a Roma e il Roland Garros di Parigi e alla popolarità di campioni come Jimmy Connors, Björn Borg, John McEnroe, Ivan Lendl, Mats Wilander, Stefan Edberg, Andre Agassi, Boris Becker, Chris Evert, Martina Navrátilová, Steffi Graf, Monica Seles. Inoltre in quegli anni RAI e Mediaset spesso trasmettevano tornei commentati prevalentemente da Giampiero Galeazzi e Rino Tommasi.

Un calo della sua popolarità in Italia è indissolubilmente legato anche alla sua cancellazione di fatto dai canali della tv generalista e risale a circa la metà degli anni novanta, quando entrarono in scena le cosiddette pay tv.

Negli anni duemila il tennis gode di un netto aumento di popolarità in Italia grazie anche all'esaltazione mediatica del dualismo tra lo svizzero Roger Federer, titolare del maggior numero di vittorie nei tornei "grandi slam", 17, per molto tempo numero uno al mondo e considerato uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi, e lo spagnolo Rafael Nadal, vincitore di nove edizioni del Roland Garros. In questi anni, però, è soprattutto il tennis femminile a regalare all'Italia le maggiori soddisfazioni, grazie alla conquista della Fed Cup 2006 e alla vittoria di Francesca Schiavone al Roland Garros 2010, poi finalista nel 2011, che causa il ritorno in chiaro di una partita del torneo francese dopo tredici anni, e in generale di una partita di tennis in RAI dopo quattro anni dalla Coppa Davis e Fed Cup. La sopracitata finale ha avuto un ampio seguito, considerando che è stata acquistata e posta in programmazione su Rai 2 circa venti ore prima dell'evento: due milioni di telespettatori per l'intero match, con punta di tre milioni e mezzo per il tie-break decisivo (dati Auditel).

Per alcuni anni, il tennis in chiaro è stato limitato a quattro partite, cioè una semifinale e la finale dei tornei maschile e femminile degli Internazionali d'Italia, trasmesse su Italia1, che dal 2004 al 2013 ha detenuto i diritti su queste fasi del massimo torneo italiano.

Lo scenario cambia leggermente dal 2009 a causa di due fattori: l'ingresso di SuperTennis nel panorama televisivo italiano e il ritorno d'interesse generato dalle due finali consecutive di Francesca Schiavone al Roland Garros nel 2010 e 2011. Per la prima volta dal 1998, la Rai è tornata ad acquisire i diritti del secondo Slam dell'anno, trasmettendo incontri sui canali Rai Sport 1 e Rai Sport 2.

Evoluzione della racchetta[modifica | modifica wikitesto]

Racchetta da tennis

Questo sport ha subìto comunque una completa rivoluzione con l'utilizzo delle racchette di grafite, inizialmente furono adottate quelle in leghe di metallo, ma davano molte vibrazioni dopo ogni colpo. Rispetto alle racchette di legno, che furono utilizzate fino agli anni ottanta, le nuove, per via della loro straordinaria leggerezza e del piatto corde molto più uniforme, sono risultate essere un discreto vantaggio per i tennisti meno dotati tecnicamente perché le nuove racchette perdonano più facilmente anche impatti con la palla non perfetti e soprattutto quelli dotati di più potenza a causa della leggerezza.

Dalla fine degli anni ottanta il fattore fisico iniziò a contare pesantemente e per questo tra i giocatori più vincenti degli ultimi vent'anni troviamo moltissimi difensori o attaccanti da fondo campo come Ivan Lendl, Mats Wilander, Jim Courier, Andre Agassi con le notevoli eccezioni rappresentate da quei campioni capaci di sommare una straordinaria tecnica a un'altrettanto straordinaria potenza come Pete Sampras e gli attuali Roger Federer ed Andy Murray.

Regolamento[modifica | modifica wikitesto]

Classica pallina da tennis sul caratteristico campo in terra rossa

Il tennis viene praticato da due giocatori contrapposti (o da due coppie di giocatori tra loro contrapposte) utilizzando una racchetta ciascuno ed una pallina su un campo di gioco rettangolare diviso a metà da una rete. Il campo può essere in terra battuta, erba, cemento o materiale sintetico, all'aperto o al coperto.

Lo scopo del gioco è di mandare la palla nel campo opposto, in zone delimitate da righe in base al tipo d'incontro ossia singolo o doppio, per far punto facendo toccare una volta a terra la palla nel campo avverso in modo che l'avversario non possa rispondere, il punto si assegna anche quando l'antagonista non riesce a far passare la palla sopra la rete e quando l'avversario non riesce a prendere la battuta; la palla viene generalmente colpita con la racchetta, mai staccata dalla mano, al volo o dopo solamente un rimbalzo.

Gli incontri si suddividono in partite (in inglese set); in base ai tipi di torneo gli incontri sono al meglio delle 3 o 5 partite; un set, o partita, è costituito da 6 o più giochi. Dal 1976 se i giocatori sono sul punteggio di 6-6, quando il regolamento del torneo lo prevede, si disputa un gioco decisivo, in Inglese tie-break, per conseguire la vittoria sul 7-6, eccetto in genere che nel quinto set. In particolare, sono solo cinque i tornei che utilizzano il sistema dei 3 set al meglio di 5 (e solo a livello maschile) ovvero i tornei del Grande Slam e la Coppa Davis e di questi solo lo U.S. Open prevede il tie-break al quinto set.

Al punto di un giocatore i punti vengono assegnati nella successione di "15", "30", "40", "vittoria" corrispondenti ad una successione di quattro punti conquistati. Se i giocatori si trovano sul punteggio di 40 - 40, consegue la vittoria del game chi si aggiudica due punti consecutivamente. Nel tie-break, invece, vengono assegnati punti nella normale successione numerica (1, 2, 3, 4, ...): si aggiudica il gioco decisivo chi per primo realizza 7 punti, con uno scarto minimo di due punti (ad esempio 7-5, 8-6, ecc.).

Per vincere un gioco così come per vincere una partita un giocatore deve superare l'avversario sempre di almeno 2 punti; quindi il risultato di una partita può essere: 7-6 (tie-break), 7-5, 6-4, 6-3, 6-2, 6-1 o 6-0. Nel doppio questa regola è stata sostituita dal killer point (punto decisivo), il punto vincente sul pareggio: chi realizza il primo punto, in situazione di parità, vince il gioco.

L'origine del punteggio 15 - 30 - 40 non è certa ma si pensa abbia radici medievali e francesi. Una possibile spiegazione è basata sulla presenza di un orologio sul campo. Un movimento di un quarto della lancetta (una per giocatore) veniva fatto dopo ogni punto e il risultato passava da 15 a 30 a 45 ed un giro completo significava "gioco". Poi, per motivi di giocabilità, è stato introdotto il "vantaggio", perciò il terzo punto venne spostato in posizione "40", e non più "45", che venne assegnato, appunto, al vantaggio. Rino Tommasi, giornalista e telecronista di tennis, asseriva invece che ciò fosse dovuto al suono delle parole 15 30 40 che, nel vecchio francese, suonavano come un ritornello[senza fonte].

Moviola in campo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2005 è stata introdotta dall'ITF la possibilità, per qualsiasi torneo ufficiale riconosciuto, di installare sui campi da gioco la moviola, chiamata in inglese Hawk-Eye (occhio di falco) o anche "challenge": questo è uno strumento utilizzato per verificare, tramite replay successivo al punto appena concluso, se la chiamata del giudice di linea (il quale segnala quando la palla esce dal campo prima del primo rimbalzo) sia corretta. La richiesta per l'utilizzo dell'Hawk-Eye deve essere effettuata immediatamente dal tennista interessato e convalidata dal giudice di sedia, il quale ha anche la facoltà (quasi mai utilizzata) di rifiutare la chiamata qualora ritenesse che questa sia solo un pretesto per perdere tempo e recuperare fiato, in quanto la chiamata del giudice di linea è palesemente corretta. Il giocatore ha anche la possibilità di interrompere a sua discrezione il punto qualora ritenesse che la palla sia uscita prima del primo rimbalzo, laddove il giudice di linea l'abbia invece considerata in gioco. Ogni tennista ha a disposizione tre chiamate per ogni set più una in supplemento per un eventuale tie-break. L'utilizzo del Challenge può dar vita a due situazioni: - il tennista ritiene che una palla chiamata fuori a suo sfavore sia in realtà in campo: se la palla è effettivamente buona, al tennista in questione non viene scalata la chiamata e il punto viene rigiocato, se invece l'occhio di falco dà ragione al giudice di linea, il giocatore perde sia il punto che la chiamata, che gli viene sottratta da quelle rimanenti per il set. - il tennista ritiene che la palla colpita dall'avversario abbia superato le linee di delimitazione del campo prima del primo rimbalzo: in questo caso il tennista stesso si prende la responsabilità di interrompere il punto e verificare il replay; se la palla è effettivamente uscita la chiamata non viene scalata da quelle rimanenti e il giocatore chiamante guadagna un punto a proprio favore, se invece il replay dà ragione al giudice di linea allora il tennista perde la chiamata ed il punto.

Ad oggi l'utilizzo dell'occhio di falco non è obbligatorio per nessun torneo in quanto si tratta di un'attrezzatura molto costosa che va a gravare sugli organizzatori dei tornei stessi. Nonostante ciò, la moviola è presente in praticamente tutti i campi principali dei tornei ATP Masters 1000 (solitamente in due o massimo tre campi) e in molti tornei ATP World Tour 500; l'unico torneo ad avere la moviola su tutti i campi è, dal 2011, il Master 1000 di Indian Wells. In questo fanno eccezione a tutti i livelli (tornei del Grande Slam, ATP Masters 1000 e così via) i campi in terra battuta: su questo tipo di campi infatti la pallina lascia un segno molto ben definito sul terreno che permette, con un margine di errore minimo, all'arbitro di stabilire se la pallina è in campo o no; si rivela dunque inutile l'utilizzo dell'occhio di falco.

Occhio di falco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Hawk-Eye.

Hawk-Eye utilizza diverse macchine fotografiche posizionate intorno al campo (solitamente dieci) in modo da fotografare la palla in volo. Un computer triangola la posizione della palla in uno spazio tridimensionale e ripete il processo per il fotogramma successivo, poi unisce i punti e produce l’immagine animata che successivamente vediamo nei replay. Hawk-Eye inoltre tiene conto della compressione della palla e del suo scivolamento quando impatta la superficie (può essere anche di 10 cm) ed è accurato fino a 2–3 mm (ovvero il “pelo” della palla).

Campo di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campo da tennis.
Schema metrico di un campo da tennis

Il rettangolo di gioco ha le seguenti dimensioni: 23,76-23,78 m x 10,97 m, compresi i corridoi laterali che sono larghi 1,37 m e sono validi solo nelle partite di doppio. La rete divisoria ha un'altezza di 0,914 m al centro e 1,07 m ai pali di sostegno che devono trovarsi a 0,914 m fuori dal campo. Da ciascun lato della rete le linee a essa parallele sono distanti 6,40 m; subito dopo 5,49 m sono tracciate le linee di battuta. Ai lati e al fondo del campo di gioco vi dev'essere spazio sufficiente per i movimenti del giocatore: rispettivamente di 3,65 m e 6,40 m per le gare internazionali e 3.05 m e 5,50 per le gare nazionali.

Le cifre decimali che esprimono le misure del campo riflettono il fatto che il regolamento del gioco è stato fissato nei paesi anglosassoni, dove è in uso il piede come unità di misura della lunghezza. Tali dimensioni, espresse in piedi (simbolo ft), sono infatti 78 ft x 36 ft, compresi i corridoi laterali, che sono larghi 4,6 ft e sono usati solo nelle partite di doppio. La rete divisoria ha un'altezza di 3 ft al centro e 3,5 ft ai pali di sostegno. Da ciascun lato della rete e parallele a essa, a 21 ft di distanza, sono tracciate le linee di battuta.

Palla da tennis[modifica | modifica wikitesto]

La palla è in gomma rivestita da uno strato di feltro, ha un diametro compreso tra 6,54 cm e 6,86 cm[2] con un peso compreso tra 56,0 g e 59,4 g[3]; negli incontri dei tornei professionistici si usano sempre palle nuove che vengono cambiate dopo 7 giochi dall'inizio dell'incontro e poi ogni 9 giochi disputati (il motivo per cui si cambiano le palline per la prima volta dopo 7 giochi consiste nel fatto che esse vengono in parte consumate anche durante i palleggi preliminari all'incontro). La battuta è affidata alternativamente a ciascun giocatore per un intero gioco. L'incontro è diretto da un arbitro (o giudice di sedia) coadiuvato da giudici di linea e un giudice di rete.

Particolarità del punteggio[modifica | modifica wikitesto]

Nel gioco del tennis è paradossalmente possibile che chi segna più punti possa perdere l'incontro. Ciò accade in virtù del fatto che il singolo gioco si assegna con il punteggio sopra citato.

Per esempio: se i due giocatori terminano la partita o set con il punteggio di 7-5, concludendo ogni gioco ai vantaggi, il giocatore che vince la partita o set ha segnato 2 punti in più dell'avversario per ogni game che vince in tale maniera.

Supponendo che l'avversario vinca il secondo set per 6-0 (tutti i giochi ai vantaggi) avrà realizzato in quel set 12 punti in più.

Pertanto il vincitore avrà vinto i due set facendo in tutto 8 punti in più dell'avversario, mentre quest'ultimo nell'unico set vinto ha fatto 12 punti in più.

Anche in uno stesso set il giocatore che perde può aver fatto più punti dell'avversario; ad esempio perdendo il set 7-5, se vince 5 game lasciando a 0 l'avversario (20 punti) e perde i 7 game ai vantaggi (-14 punti), fa addirittura 6 punti più dell'avversario.

In termini "pugilistici" ai punti avrebbe vinto il giocatore che ha fatto meno set, cosa che ovviamente nel tennis non conta.

Lo stesso si può dire per quanto riguarda i giochi vinti in totale e l'esempio precedente (7-5, 0-6, 7-5) ne è riprova.

In definitiva il vincitore è colui che avrà totalizzato almeno 2 set negli incontri al meglio dei 3 set e almeno 3 set in quelli al meglio dei 5, previsti solo negli incontri maschili di Coppa Davis e dei tornei del Grande Slam.

Calcolo del battitore e del campo di battuta[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine di un game, per stabilire (nel game successivo) il giocatore a cui affidare l'esecuzione della battuta (battitore) e la metà campo di gioco da cui effettuare la battuta (metà campo di battuta), si può ricorrere alla seguente regola di calcolo (non applicabile in caso di tie-break): sommare tutti i game disputati nel set e dividere tale somma per 2

  • se il resto è 0 (numero pari di game già disputati) il battitore è lo stesso del primo game del set (altrimenti è l'altro);
  • se il quoziente è pari, la metà campo di battuta è la stessa del primo game del set (altrimenti è l'altra).

Se il set termina con un tie-break (numero dispari di game già disputati), il battitore (del primo game del set successivo) NON è lo stesso del primo game del set appena terminato. Per stabilire la metà campo di battuta si può considerare il numero di punti (spesso indicati tra parentesi nel punteggio del set) ottenuti dal giocatore che ha perso il set (appena terminato):

  • se è minore di 6, la metà campo di battuta NON è la stessa del primo game del set appena terminato;
  • altrimenti, è necessario dividere tale numero per 3. Se il quoziente è pari, la metà campo di battuta è la stessa del primo game del set appena terminato (altrimenti è l'altra).

Esempio1: Supponiamo il set sia iniziato con il giocatore G1 nella metà campo MC1 che batte sul giocatore G2 nella metà campo MC2 e che il set sia terminato con punteggio 6-3. La somma totale dei game (9) diviso 2 ha come quoziente 4 (pari) e 1 come resto. Pertanto nel game successivo (il primo del set successivo) il battitore è G2 e il campo di battuta è MC1.

Esempio2: Supponiamo il set sia iniziato con il giocatore G1 nella metà campo MC1 che batte sul giocatore G2 nella metà campo MC2, e che sia terminato con punteggio 7-6(8). Il battitore (del primo game del set successivo) è G2. Il numero di punti aggiudicati dal giocatore che ha perso il set è pari a 8 (come riportato tra parentesi nel punteggio). Tale numero (maggiore di 6) diviso 3 ha come quoziente 2 (pari). Pertanto il campo di battuta (del primo game del set successivo) è MC1.

La ripetizione della battuta ("Let")[modifica | modifica wikitesto]

Chi serve deve far rimbalzare la palla entro il rettangolo di campo situato a rete sul lato in cui si trovi l'avversario. Si hanno due possibilità prima che il punto venga assegnato al suo avversario. Esiste però un'eccezione: se la palla rimbalza nel rettangolo giusto ma tocca prima il nastro bianco che delimita la superficie della rete, il servizio può essere ripetuto senza intaccare le due possibilità appena dette. La ripetizione della battuta viene detta "let", o "let's", che deriva dall'inglese «let's play again» cioè "rigiochiamo", ma spesso è chiamata erroneamente "net" (in inglese "rete"), per via del fatto che la palla tocca il nastro della rete.

A tal proposito, si può inoltre notare che il termine "let" viene utilizzato in generale dall'arbitro per fermare il gioco e decretare che venga rigiocato il punto: l'uso di questo termine è quindi indipendente dalla causa dell'interruzione del gioco. Oltre alla palla che tocca il nastro in seguito a un servizio, per esempio il "let" può essere chiamato dall'arbitro quando egli ritiene che il gioco sia stato disturbato, per i motivi più svariati. La prima battuta di ogni game si effettua dalla parte destra del campo del giocatore battente mentre la successiva sulla sinistra, l'altra ancora sulla destra e così via in maniera alternata.

Un riferimento importante su quale sia la posizione dalla quale battere è il punteggio, ovvero: se la somma dei punti conquistati dà un valore dispari allora la battuta dovrà essere eseguita a sinistra mentre se la somma è pari a destra. Ad esempio, se il punteggio è di 40-15, si calcola che per ottenere 40 sono stati messi a segno tre punti (15, 30, 40) mentre l'avversario, per ottenere 15, uno solo. La somma equivale a quattro punti messi a segno, e quindi essendo pari, la battuta dovrà avvenire a destra.

Australiana[modifica | modifica wikitesto]

Si pratica anche una variante del tennis a livello amatoriale. Descrizione del gioco a rotazione dopo ogni game: il giocatore singolo (a sorte per il primo gioco) è quello che effettua il servizio e gioca sul campo del singolo; gli altri due giocatori (quello di destra e quello di sinistra) giocano sul campo del doppio. Se il gioco, con le normali regole, viene vinto dal giocatore singolo questo prende 2 punti, se dai giocatori in coppia questi prendono un punto ciascuno. Al termine del primo gioco, il giocatore di destra raggiunge il giocatore singolo e giocheranno in coppia (il giocatore singolo a destra). Si stabilisce come punteggio di arrivo 5. Esistono numerose altre varianti praticate a scopo di allenamento o per divertimento tra le quali a titolo di esempio si ricorda il pittino.

I colpi fondamentali[modifica | modifica wikitesto]

Nelle scuole di tennis, i maestri iniziano sempre con l'insegnare 4 colpi:

  • il dritto
  • il rovescio
  • la battuta o servizio
  • il colpo a volo o volée

Il dritto[modifica | modifica wikitesto]

Paradorn Srichaphan prepara il diritto

Per dritto si intende il colpo piazzato quando la palla viene colpita alla destra del giocatore (o alla sinistra nel caso di tennisti mancini) dopo il rimbalzo. Questo colpo può sembrare il più facile (e comunque è il colpo più forte nella maggioranza dei giocatori) ma può non essere così quando la palla, colpita dall'avversario, è carica di effetto e dopo il rimbalzo non è facile da controllare. Questo accade soprattutto nei campi in erba, in cui il rimbalzo è spesso irregolare, in quanto il diritto è un colpo che richiede un movimento più lungo del rovescio e pertanto può accadere che, nel rispondere a palle molto tagliate (ovvero colpite non di piatto), il movimento si concluda con un impatto della palla non esattamente nel centro del piatto-corde ma più verso i bordi facendo sì che la palla non venga mandata nel punto voluto ma finisca per essere lunga.

Originariamente si conoscevano due tipologie diverse di diritto (il lungolinea o l'incrociato). Oggi grazie ai progressi tecnologici nelle racchette e nel loro equilibrio, ma soprattutto ai progressi fisici degli atleti è sempre più frequente il colpo di diritto aperto con traiettoria ad uscire, detto diritto anomalo quando si cerca il lungo/linea dalla parte del rovescio aggirando la palla, e inoltre il "diritto stretto" quando si cerca la traiettoria ad uscire mandando la palla nell'area di servizio.

Il colpo dritto ha una meccanica piuttosto precisa. In linea generale, senza badare a sottigliezze, per i destrimani si opera il colpo nel seguente modo: si apre il braccio portando il piatto della racchetta all'indietro, successivamente si porta il peso del corpo dalla gamba destra, più arretrata, alla gamba sinistra (che deve stare circa un passo avanti alla destra). La racchetta deve trovarsi con la 'punta' rivolta verso il basso. La palla viene colpita approssimativamente lungo la linea del fianco ruotando il busto, operando un colpo secco e con il piatto parallelo alla rete. Il colpo deve prevedere un movimento lieve verso l'alto della racchetta con una chiusura successiva effettuata ruotando la racchetta verso il basso. Per ottenere un tiro corretto non si deve ruotare il polso ma lo si deve mantenere rigido.

Per i mancini il movimento è lo stesso, solo vanno invertite le posizioni delle gambe. Il colpo tagliato (o liftato) viene effettuato con il piatto non parallelo alla rete, ma lievemente inclinato verso il basso. Consente un migliore controllo della palla (specie per palle corte).

Con l'evoluzione tecnologica delle racchette il tennis di oggi è fondamentalmente un tennis veloce e potente e la ricerca esasperata di colpi vincenti di diritto ha portato a diverse modalità di esecuzione di questo colpo per quanto riguarda il tempo di impatto: l'esecuzione normale di un diritto avviene nel momento in cui la pallina è a mezza altezza tra il punto in cui inizia a scendere ed il terreno. Alcuni giocatori però preferiscono utilizzare il diritto anticipato: l'impatto avviene nel momento in cui la pallina, dopo il rimbalzo, sta salendo verso l'alto e di conseguenza non si aspetta mai che scenda. Questa soluzione permette di effettuare un colpo dall'alto verso il basso più potente rispetto al diritto normale, dove la pallina disegna un percorso parabolico a salire (per superare la rete) e poi a scendere; in questo caso la pallina scende fin dal momento dell'impatto e di conseguenza riesce a raggiungere una velocità più elevata perché viene "scaraventata" verso il basso. Questa è una soluzione molto più dispendiosa dal punto di vista mentale perché occorre la massima concentrazione per colpire la palla nel momento giusto: se colpita un attimo prima può facilmente finire a rete, se colpita un attimo dopo la palla può andare lunga o addirittura essere "steccata", ovvero non colpita con il centro del piatto corde. Il diritto anticipato è altresì dispendioso dal punto di vista fisico perché il gioco accelera molto (l'impatto è anticipato di almeno un secondo) e, se non colpito con adeguata potenza, può rivelarsi corto e quindi facilmente abbordabile per l'avversario. Ovviamente questo tipo di diritto è prediletto da giocatori alti e forti fisicamente, che possono colpire la pallina da posizione abbastanza elevata per evitare che vada a rete e che sono abbastanza preparati fisicamente da poter dare potenza ad ogni colpo. Questo tipo di gioco è tipico di giocatori quali Robin Söderling e Tomáš Berdych e perde gran parte della sua efficacia contro giocatori dotati di un'ottima difesa e copertura laterale del campo, in quanto impediscono la chiusura rapida del punto favorendo quindi la stanchezza fisica degli avversari.

Opposto al diritto anticipato è il diritto in top spin: per eseguire un diritto in top spin occorre infatti anticipare la palla mentre è in fase di risalita, colpendola ad altezza petto per poterle dare appunto quello spin (rotazione) che può mettere molto in difficoltà l'avversario dopo il rimbalzo. Il colpo in top spin si esegue ruotando il polso e la racchetta in posizione quasi verticale ed è un colpo più lento e parabolico rispetto al diritto normale, pertanto eseguirlo alla stessa altezza del diritto normale sarebbe inutile: come detto infatti la pallina nel caso del top spin prima di abbassarsi si alza e dunque un colpo in top spin va eseguito in modo anticipato, perché è necessario colpire la palla il più in alto possibile per minimizzare i tempi tra l'abbassamento della pallina e l'impatto con il terreno. L'efficacia del colpo in top spin sta nelle angolazioni che si possono trovare con questo colpo: con il diritto in top spin è possibile infatti giocare dei tiri incrociati ad uscire molto precisi, cosa impossibile con il diritto normale: per quanto un tennista possa essere preciso con questo colpo, la palla non sarà mai ad uscire perché non avrà quello spin necessario a spingere l'avversario fuori dal campo. Il diritto in top spin è il colpo fondamentale di Rafael Nadal, uno dei tennisti più vincenti di sempre, che riesce ad abbinare a questo colpo eseguito con precisione millimetrica una grande potenza e profondità, cosa molto difficile da ottenere con il diritto in top spin.

Il rovescio[modifica | modifica wikitesto]

Il rovescio bìmane di Andre Agassi

Per rovescio invece, si intende il colpo piazzato quando la palla viene colpita alla sinistra del giocatore (o alla destra in caso di tennisti mancini). Esso può essere effettuato impugnando la racchetta con una mano o con due mani (con la mano debole che contribuisce al movimento e a dare maggior forza alla palla). Il rovescio ad una mano è considerato stilisticamente più corretto, mentre quello a due mani, sebbene ritenuto appunto inelegante e scorretto, è ormai molto più diffuso e venne introdotto nel tennis da Björn Borg e Jimmy Connors, che a sua volta lo trasmise alla generazione dei giovani tennisti americani come Andre Agassi e Jim Courier, e da lì fino alla generazione attuale. La versione ad una mano presenta un netto vantaggio nel colpo di volo. Tutti i giocatori bìmani hanno infatti grosse difficoltà quando dovendo impattare la palla di volo col rovescio sono costretti a lasciare la mano di sostegno (in quanto essa impedisce di tagliare la palla con gli effetti necessari per rendere il colpo efficace), ed infatti non si conoscono giocatori bimani particolarmente abili nel gioco di volo (tutti i migliori interpreti di questa specialità, da John McEnroe, Stefan Edberg e Boris Becker a Roger Federer passando ovviamente per Pete Sampras giocavano e giocano ad una mano). Al contrario, il rovescio a due mani è particolarmente efficace nel gioco di rimbalzo, in quanto è un movimento più corto dell'altro, e permette grandi accelerazioni e angoli molto acuti anche nella risposta al servizio o nei passanti (gran parte dei giocatori specialisti da fondo campo, da Borg a Connors a Mats Wilander - con l'unica notevole eccezione rappresentata da Ivan Lendl - passando per Agassi, Courier fino agli odierni Marat Safin, Rafael Nadal, Lleyton Hewitt, Andy Roddick, David Nalbandian, Gilles Simon e Andrew Murray giocano il colpo bimane). Il colpo di rovescio ha una meccanica per certi versi simile al dritto. La caratteristica di base del colpo rovescio è la lieve rotazione all'indietro della mano sull'impugnatura della racchetta. Quando arriva la palla, generalmente si ruota tutto il busto all'indietro, per portare il piatto corde il più possibile all'indietro. Il colpo viene operato ruotando il busto in avanti e con la linea delle spalle perpendicolare rispetto alla linea di rete, con un colpo secco e deciso. Il piatto corde è generalmente tenuto parallelo alla rete. Più il colpo è blando o più si "accompagna" la palla, più sarà scadente il tiro effettuato. Il peso del corpo, al momento dell'esecuzione, va portato dalla gamba sinistra, più arretrata, alla gamba destra che è circa un passo avanti. Per i mancini il colpo è identico, ovviamente a posizioni invertite. Si può effettuare anche un rovescio tagliato (in gergo slice o, impropriamente, rovescio in back) specie per palle corte o cariche di effetto.

La battuta o servizio[modifica | modifica wikitesto]

La battuta o servizio di Tommy Haas

La battuta deve essere effettuata dal giocatore fermo oltre la linea di fondo del campo di gioco e se un giocatore tocca questa linea con un piede commette fallo di piede perdendo 1 punto; il giocatore dispone di 2 battute consecutive, sbagliandole entrambe consegna il punto all'avversario per "doppio fallo". La battuta si esegue di solito lanciando con mano la palla verso l'alto ma si deve tirare con la racchetta verso l'altra parte del campo: per esempio, se si batte dalla destra si tira la palla verso la sinistra e viceversa. Per regolamento la palla si può lanciare con mano in qualsiasi direzione quindi diverse volte i giocatori lanciano lateralmente la palla per effettuare una smorzata sorprendendo l'avversario. Se la palla tocca il nastro prima di atterrare entro le linee di battuta del campo avversario, il giudice di rete alza un braccio e l'arbitro dichiara il let annullando la battuta per farla ripetere.

Una buona battuta è un requisito fondamentale per chi voglia avere la meglio sull'avversario. Spesso la debolezza di un giocatore inizia proprio con una battuta poco efficace.

La meccanica della battuta, in linea generale, prevede il seguente movimento: la pallina viene alzata sopra il corpo, con un piede (il sinistro per i destrimani, il destro per i mancini) avanti di un piccolo passo rispetto al destro.

La palla può essere alzata in varie posizioni: generalmente viene portata sulla verticale della spalla destra o dell'occhio destro (per i mancini spalla oppure occhio sinistro), più raramente in altre posizioni.

Una volta alzata la palla, contemporaneamente alzare la racchetta sopra la spalla dell'impugnatura e portare il braccio all'indietro, flettendo il gomito. Quando la palla arriva all'altezza di tiro, stendere verso l'alto il braccio con un movimento rapido (e secco), facendo attenzione a che il piatto della racchetta sia parallelo alla rete al punto di impatto con la palla. Eventualmente il piatto può essere anche lievemente inclinato verso il basso, mai verso l'alto. Le spalle vanno tenute perpendicolari alla rete (o, per meglio dire, perpendicolari alla direzione da imprimere alla palla).

È importante il movimento delle gambe: vanno leggermente flesse, e il peso del corpo portato dal piede più arretrato a quello più avanzato nell'istante in cui si opera la battuta.

Esiste anche la battuta tagliata: a seconda del taglio si possono aumentare il controllo sul colpo (tagli piccoli), oppure imprimere delle velocità di spin (slice) alla pallina tale da rendere imprevedibile la traiettoria al rimbalzo nel campo avversario. La battuta tagliata è l'unico caso in cui è consentito tenere il piatto inclinato verso l'alto.

Qualche giocatore effettua la battuta con modalità particolari, che vengono utilizzate solo una volta avuto il controllo del colpo: con un piccolo salto, oppure portando il peso del corpo tutto in avanti per riuscire a scattare assieme alla palla, portarsi sotto rete e tentare così di sorprendere l'avversario.

Se un giocatore fa punto col servizio senza che l'avversario riesca a rispondere, si ha un "ace" (raramente italianizzato col corrispondente termine "asso"). Questo colpo differisce dal "servizio vincente" in cui l'avversario pur colpendo la palla non riesce a ribatterla efficacemente (mandandola quindi per lo più in rete o fuori campo).

Il colpo a volo o volée[modifica | modifica wikitesto]

Tim Henman conclude una volée di rovescio

La volée si effettua colpendo la palla al volo, ovvero prima che rimbalzi nel proprio campo. La palla va colpita solo quando ha già superato la rete: se si colpisce quando è ancora al di là della rete, si commette fallo di invasione. Allo stesso modo, si commette fallo di invasione se si tocca la rete (con la racchetta o con il corpo) prima che il punto sia concluso.

La volée può essere effettuata sia di dritto che di rovescio, facendo attenzione alla posizione della racchetta e delle gambe: in entrambi i casi si gioca da sotto rete, con la racchetta alta ed il piatto corde dritto; nella volée di dritto il colpo va accompagnato al movimento del piede opposto con un passo in avanti (il piede destro per chi gioca di mancina, il sinistro per chi gioca di destra) mentre nella volée di rovescio la situazione è opposta (piede sinistro per chi gioca di mancina e destro per i destri). Entrambi i colpi di volée, così come lo smash, sono anche detti colpi di chiusura, poiché dovrebbero mettere contro tempo l'avversario, impedendogli di proseguire nello scambio.

Colpi particolari[modifica | modifica wikitesto]

Un buon giocatore ha in repertorio certi colpi che possono essere così definiti:[4]

  • colpo a semivolo o di controbalzo (demi-volée): si effettua appena la palla tocca il terreno, ossia in controbalzo, nei pressi della rete;
  • scodellato: viene effettuato poco dopo il rimbalzo, su palle piuttosto basse, e con la racchetta verso il basso (addirittura con un piccolo salto, per portare la racchetta quasi sulla verticale bassa rispetto alla spalla);
  • schiacciata (smash): è un altro colpo di volo e si esegue prima o dopo il rimbalzo della palla: è simile alla battuta ed imprime al colpo notevole energia;
  • passante lungolinea: si effettua prima o dopo il rimbalzo della palla calibrando il colpo con notevole precisione per spingere la palla a qualche centimetro dalla linea o proprio sulla linea laterale dell'avversario che quindi resta spiazzato: tutte le linee che delimitano il campo di gioco sono parte di esso;
  • passante incrociato: si esegue prima o dopo il rimbalzo e necessita di grande sensibilità da parte del tennista che di solito lo effettua quando l'avversario è a rete tenendo la traiettoria della palla molto bassa in modo da rendere il gioco a volo del rivale particolarmente complesso. Questo colpo, insieme al passante lungolinea, spiazza l'avversario che una volta a rete dev'essere molto reattivo o sarà superato in velocità dalla palla;
  • pallonetto (lob): si gioca prima o dopo il rimbalzo e consiste nello spingere la palla in alto per farla rimbalzare dietro l'avversario che quindi ne resta scavalcato;
  • smorzata o palla corta (drop-shot): si gioca pure prima o dopo il rimbalzo della palla affinché il rimbalzo, in zona avversa, sia minimo e vicino alla rete per sorprendere l'avversario;
  • veronica (backhand smash): è un colpo spettacolare che, quando vincente, scatena sempre l'entusiasmo assordante del pubblico: si effettua volgendo la schiena verso la rete colpendo di rovescio e schiacciando la palla al volo;
  • variazioni di effetto: consistono nell'imprimere alla palla una rotazione in avanti (top spin), che a parità di forza accorcia la traiettoria della palla e di conseguenza permette di colpirla con più potenza (tale caratteristica lo rende ormai un colpo base per i giocatori di buon livello), o una rotazione all'indietro (back spin), che a parità di forza ne allunga la traiettoria consentendo anche di rallentare il colpo e di ottenere un rimbalzo basso, ideale per la discesa a rete.
  • battuta a effetto: si può avere un effetto in top spin (lanciando la palla più dietro e dando un effetto di rotazione in avanti), slice (lanciando la palla più esternamente e dando un effetto di rotazione verso l'esterno) o kick (quasi una via di mezzo tra le due soluzioni).
  • gran Willy o tweener: colpo molto particolare effettuato soprattutto quando, dalla posizione davanti alla rete, si colpisce la palla in mezzo alle gambe mentre si torna a fondo campo. Di regola questo colpo viene utilizzato per rimettere in campo la pallina in una situazione quasi disperata sperando in un errore nell'avversario che, mentre il tennista che effettua il colpo rincorre la pallina verso il fondo del campo, ha tutto il tempo di salire a rete e concludere facilmente il punto.

Tornei[modifica | modifica wikitesto]

Tornei del Grande Slam
Australian Open bandiera
Open di Francia bandiera
Wimbledon bandiera
US Open bandiera

Attualmente i tornei dei circuiti professionali sono prevalentemente gestiti dalle associazioni dei giocatori professionisti ossia Association of Tennis Professionals (ATP) e delle colleghe ossia Women's Tennis Association (WTA) e dalla federazione internazionale di tennis, International Tennis Federation (ITF), che gestisce direttamente la Coppa Davis, la Fed Cup, il Torneo Olimpico di tennis, i tornei del cosiddetto Grande Slam e le competizioni giovanili internazionali. Le specialità sono:

  • singolo, singolare o individuale quando si affrontano 2 atleti o atlete; questa è considerata dagli appassionati la specialità più importante e difatti il tennis è generalmente ritenuto uno sport individuale.
  • doppio quando si affrontano 4 atleti o atlete divisi in coppie di 2 concorrenti dello stesso sesso.
  • doppio misto quando si affrontano coppie di 2 concorrenti di sesso diverso.

Per i tennisti l'importanza dei tornei corrisponde, dopo i tornei del Grande Slam e le Olimpiadi, a categorie definite così in lingua inglese:

Per le tenniste le categorie, dopo i tornei del Grande Slam, sono così definite:

che hanno sostituito le 5 categorie Tier I, Tier II, Tier III, Tier IV e Tier V

Si disputano tornei per veterani professionisti oltre i 35 anni: uomini e donne; periodicamente sono anche organizzati tornei per professionisti che si contendono un montepremi ma non i punti per la classifica mondiale: sono definiti tornei d'esibizione; incontri di singolare d'esibizione si disputano anche tra alcune campionesse e alcuni campioni.

Ovviamente per i dilettanti esistono tornei di ogni tipo: juniores, veterani e per i disabili.

Si sta sviluppando rapidamente in Italia un circuito di tornei per disabili (Tennis su sedia a rotelle) facente parte del circuito internazionale International Wheelchair Tennis Federation (IWTF).

Varianti del tennis[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito ufficiale della Wilson
  2. ^ International Tennis Federation, Tennis Ball Size. URL consultato il 25 giugno 2012.
  3. ^ International Tennis Federation, Tennis Ball Mass. URL consultato il 25 giugno 2012.
  4. ^ IL GLOSSARIO DEL TENNIS, Comitato provinciale FIT di Bologna. URL consultato il 1 ottobre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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