Billie Jean King

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Billie Jean King
Billie Jean King by David Shankbone.jpg
Billie Jean King nell'aprile 2007
Dati biografici
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 164 cm
Tennis Tennis pictogram.svg
Dati agonistici
Best ranking
Ritirata 1983
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
 

Billie Jean King (nata Moffitt; Long Beach, 22 novembre 1943) è un'ex tennista statunitense.

Durante la sua carriera ha vinto 12 titoli singolari, 16 titoli di doppio e 11 titoli di doppio misto del Grande Slam. È generalmente considerata una delle più grandi giocatrici di tennis e atlete della storia. La King è stata una delle più grandi sostenitrici della lotta contro il sessismo nello sport e nella società. La partita di tennis per la quale il pubblico la ricorda di più è la Battaglia dei sessi del 1973, nella quale sconfisse Bobby Riggs, vincitore del singolare a Wimbledon, che è stato il numero 1 al mondo negli anni 1941, 1946 e 1947.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nata come Billie Jean Moffitt, crebbe in una famiglia tradizionalista, figlia di un vigile del fuoco e di una casalinga. Suo fratello più giovane, Randy Moffitt diventò un giocatore di baseball professionista, militante per 12 anni nella Major League Baseball (MLB) per i San Francisco Giants, gli Houston Astros ed i Toronto Blue Jays. La Moffit imparò a giocare a tennis nei campi da tennis pubblici di Long Beach, in California. Dopo aver frequentato la Long Beach Polytechnic High School ed essere diventata membro del Zayn Welfare Sorority, ottenne le luci della ribalta nel 1961 quando, all’età di 17 anni, vinse il titolo del doppio femminile a Wimbledon alla sua prima apparizione (con la partner Karen Hantze Susman). Sempre a Wimbledon nel 1962, sconfisse la numero uno al mondo e prima testa di serie Margaret Court in una sbalorditiva partita di primo round dopo che la Court stava conducendo 5-2 nel terzo set.

Nel 1965 sposò lo studente di giurisprudenza Lawrence King.

Nel 1966 la King vinse il primo dei sei titoli singolari a Wimbledon. L’anno seguente riuscì a ottenere sia il titolo a Wimbledon che agli U.S. Open. Si distinse per la sua aggressività a rete, grazie ad una eccellente velocità e una personalità molto competitiva. Una volta disse: "La vittoria è momentanea. Perdere è per sempre.".

King fu una dei pilastri dell’apertura del tennis al professionismo. Prima dell’inizio dell’era open nel 1968, guadagnava 100$ a settimana come istruttrice di tennis e fu studentessa alla California State University, a Los Angeles, mentre partecipava ai maggiori tornei di tennis. Nel 1967 criticò la United States Tennis Association (USTA) in una serie di conferenze stampa, denunciando quello che lei chiamava “Shamateurism” (da shame, vergogna), cioè il pagamento troppo basso da parte dell’associazione alle giocatrici tanto da non poter permettere loro di iscriversi ai tornei. La King sostenne fortemente la sua tesi contro la corruzione dell’associazione che rendeva il gioco estremamente elitario. Quando iniziò l’era open, lanciò una campagna a favore di uguali vincite in denaro sia nei tornei maschili che in quelli femminili. Nel momento in cui la situazione finanziaria del gioco femminile migliorò grazie agli sforzi del World Tennis Founder e del Publisher Gladys M. Heldman, la King diventò il primo atleta donna a guadagnare oltre 100.000$ in vincite nel 1971. Ma le disuguaglianze continuarono. Nel 1972 vinse gli U.S. Open ma ricevette 15.000$ meno del campione maschile Ilie Năstase. Dichiarò che nel caso l’anno successivo la vincita non fosse stata uguale a quella maschile, lei non avrebbe giocato. Nel 1973, gli U.S. Open diventarono il primo grande torneo a offrire uguali vincite in denaro sia ai giocatori che alle giocatrici.

Nonostante i successi della King ai migliori tornei di tennis in tutto il mondo, il pubblico americano la ricorda meglio per la sua vittoria contro un uomo di 55 anni nel 1973. Bobby Riggs fu tra i primi giocatori di tennis negli anni ’30 e ’40 della classifica sia amatori che professionisti, diventando, a metà degli anni ’40, il miglior giocatore al mondo. Successivamente si dedicò alle partite di esibizione. Nel 1973, dopo aver dichiarato, prendendo il ruolo di sciovinista maschile, che il gioco femminile era talmente inferiore a quello maschile che anche un uomo di 55 anni come lui avrebbe potuto battere la prima giocatrice al mondo, sfidò e sconfisse 6-2 6-1 Margaret Court. La King, che precedentemente aveva rifiutato di sfidarsi con Riggs, accettò una ottima offerta finanziaria per giocare contro di lui allo Houston Astrodome nel Texas il 20 settembre 1973, in un evento soprannominato “La Battaglia Dei Sessi” ("Battle Of The Sexes"), che ebbe molto risalto: erano presenti 30.492 spettatori, e 50 milioni di telespettatori erano collegati da 37 nazioni. La King fece tesoro dell'esperienza acquisita guardando la disfatta della Court: impostò un gioco d'attacco e sorprese Riggs, che fu costretto a giocare in uno stile serve-and-volley per lui innaturale e per cui non era preparato. Così, la King vinse per 6-4, 6-3, 6-3. Il match è tuttora considerato un evento molto significativo per lo sviluppo del rispetto e del riconoscimento dato al tennis femminile. La King disse: "Ho pensato che saremmo tornati indietro di 50 anni se non avessi vinto quella partita. Avrebbe rovinato il circuito femminile e fatto perdere l’autostima a tutte le donne.". Recentemente una persistente leggenda urbana si è diffusa, particolarmente in Internet, secondo la quale le regole del tennis furono modificate per la partita in modo che Riggs avesse a disposizione un solo servizio contro i due della King e che a lei fu concesso di mandare la palla anche nei corridoi utilizzati per il doppio. Tutto questo è completamente falso, la partita fu giocata in base alle normali regole del tennis e questa leggenda trae origine dal fatto che in occasione di una nuova Battaglia dei sessi nel 1992 tra Martina Navrátilová e Jimmy Connors alla tennista fu concesso di colpire anche nelle zone del doppio e a Connors venne dato un solo servizio, nonostante tutto Connors vinse 7-5, 6-2.

La King supportò la nascita del primo torneo femminile a livello professionistico negli anni ’70 (il torneo di Virginia Slims, fondato da Gladys M. Heldman e finanziato da Joseph Cullman della Philip Morris) e una volta che il torneo prese piede lavorò senza pausa per promuoverlo. Divenne il primo presidente dell’associazione delle giocatrici (la WTA) nel 1973. Nel 1974, fondò la rivista "Womensports" e avviò la Women's Sports Foundation. Inoltre aiutò a fondare il World Team Tennis.

Il trionfo della King agli Open di Francia del 1972 fece di lei la quinta donna nella storia del tennis a vincere i titoli di ognuna delle quattro prove del Grande Slam. Vinse anche tutte le prove dello Slam nel doppio misto. Nel doppio femminile non riuscì a conquistare solamente gli Australian Open. Vinse ben 20 titoli a Wimbledon: 6 singolari, 10 doppi femminili e 4 doppi misti (condivide il record con Martina Navrátilová la quale ottenne anche lei 20 titoli a Wimbledon).

La King si ritirò dai tornei di singolare alla fine del 1983. Riuscì ad arrivare in semifinale alla sua ultima apparizione a Wimbledon perdendo da Andrea Jaeger per 6-1 6-1 dopo aver sconfitto Kathy Jordan per 7-5 6-4 nei quarti, Wendy Turnbull per 7-5 6-3 agli ottavi e Rosie Casals, la sua partner di doppio per molto tempo, per 6-3 6-4 al terzo round. L’ultima partita di singolare la giocò al secondo round degli Australian Open del 1983 contro Catherine Tanvier perdendo per 7-6 4-6 6-4.

La King giocò tornei di doppio sporadicamente dal 1984 al 1990. Si ritirò dalle competizioni in doppio nel marzo del 1990. Nel suo ultimo match di doppio, lei e la sua partner Jennifer Capriati, persero una partita di secondo round contro Brenda Schultz-McCarthy e Andrea Temesvári 6-3 6-2 al torneo di Virginia Slims in Florida.

Seguendo la classifica stilata dal “London Daily Telegraph” alla fine di ogni anno dal 1914 al 1972, la King risultò essere prima giocatrice al mondo per tre volte: 1966, 1967 e 1968. Fu prima anche nel 1972 e nel 1974 quando la classifica ufficiale fu stilata dalla Women's Tennis Association.

Durante la sua carriera, la King vinse 67 titoli da professionista e 37 da amatore in singolare e aiutò gli Stati Uniti a vincere la Fed Cup per ben 7 volte. Nella sua carriera ha guadagnato complessivamente in premi in denaro 1.966.487$.

La King ha partecipato a 51 tornei del Grande Slam in singolare dal 1959 al 1983 (197-39 vittorie-sconfitte): 21 a Wimbledon (96-15), 18 agli U.S. Open (63-14), 7 al Roland Garros (22-6) e 5 agli Australian Open (16-4). Vinse 12 titoli dello Slam in singolare: 6 a Wimbledon, 4 agli U.S. Open, 1 al Roland Garros e 1 agli Australian Open. Vinse inoltre le ultime 7 finali del Grande Slam a cui aveva partecipato. Quattro di quelle finali furono contro Evonne Goolagong. Dal 1966 fino al 1975, la King giocò in 25 tornei dello Slam vincendone 12. Fu finalista in 4 di quei tornei, semifinalista in 2 e per 5 volte arrivò ai quarti di finale senza superarli. Dal 1971 al 1975 vinse 7 dei 10 tornei dello Slam che disputò. Tutti i titoli vinti del Grande Slam tranne uno furono giocati sull’erba. Durante la sua carriera la King fu finalista in 6 prove dello Slam e raggiunse le semifinali 27 volte e i quarti di finale 40 dei suoi 51 tentativi. Un indicatore della sua costanza risulta che su 13 volte che è finita al 5 pari al terzo set nelle prove del Grande Slam, 11 volte ha vinto la partita.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1972, la King divenne il primo giocatore di tennis ad essere nominato Sports Illustrated Sportsman Of The Year.

Nel 1975, il magazine Seventeen scopri tramite un sondaggio che la King era la donna più ammirata dai suoi lettori. Golda Meir, che fu primo ministro di Israele fino all’anno precedente, finì seconda[1].

La King fu introdotta nella International Tennis Hall of Fame nel 1987. Nel 1990 la rivista Life la nominò uno dei "100 Most Important Americans Of The 20th Century".

Il 28 agosto 2006 l’"USTA National Tennis Center a Flushing Meadows-Corona Park" divenne l’"USTA Billie Jean King National Tennis Center"[2]. John McEnroe, Venus Williams, Jimmy Connors e Chris Evert erano tra gli oratori della cerimonia. Il centro è il più grande impianto sportivo a cui sia stato intitolato il nome di una donna.

Vita personale[modifica | modifica sorgente]

Billie Jean King

Si è sposata con Lawrence King il 17 settembre 1965, dal quale ha divorziato nel 1987.

Nel 1971 ebbe un aborto. In un’intervista a 60 Minutes nel 1972 disse che lei e suo marito, Lawrence King, non erano pronti ad avere un bambino in quel momento perché entrambi erano impegnati a causa della loro carriera e non potevano dedicare tempo a bambini.

Nel 1971, incominciò una relazione intima con la sua segretaria Marilyn Barnett. Riconobbe la relazione dieci anni più tardi quando questa emerse pubblicamente durante una causa. Divenne così la prima atleta statunitense a riconoscere apertamente di aver intrattenuto una relazione omosessuale. King disse di aver deciso di giocare nel 1982 e nel 1983 solamente perché aveva bisogno di soldi per pagare gli avvocati che la difesero in quella causa e che non avrebbe voluto giocare a 38-39 anni.

A metà degli anni novanta, King diventò capitano della squadra di Fed Cup americana e allenatrice della squadra Olimpica femminile di tennis. Guidò gli Stati Uniti alla vittoria della Fed Cup del 1996 e aiutò Lindsay Davenport, Gigi Fernández e Mary Joe Fernandez ad ottenere il titolo olimpico.

Nel 2002, la King allontanò Jennifer Capriati dalla squadra di Fed Cup, dicendo che Capriati aveva violato la regola che vietava di portarsi appresso e esercitarsi con il proprio allenatore. L’opinione pubblica fu parecchio divisa, con molti che supportavano la decisione della King ma con tanti altri che credevano la punizione fosse stata troppo dura, specialmente dopo che Monica Seles e Lisa Raymond furono sconfitte dalle giocatrici austriache Barbara Schett e Barbara Schwartz, decisamente meno competitive. L’anno seguente Zina Garrison prese il posto di King quale capitano di Fed Cup.

Nel 2001 ricevette un riconoscimento dal Gay And Lesbian Alliance Against Defamation, un’organizzazione nata per ridurre la discriminazione contro le persone gay, lesbiche e bisessuali, per "aver dato visibilità e importanza alla comunità nel proprio lavoro". Il riconoscimento fu dato per la sua partecipazione nella produzione e nella libera distribuzione di filmati educativi, così come per aver dedicato il proprio tempo ad associazione per la lotta contro la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS).

In un programma della PBS, trasmesso il 20 marzo 2005, dichiarò che l'affermazione del proprio orientamento sessuale è stata la lotta più grande della sua vita, precisando di esser cresciuta in una famiglia tradizionalista, che le ha impedito di esprimere apertamente il suo orientamento, in contrasto a giocatrici meno inibite quali Martina Navrátilová.

Nel 2013 viene scelta come rappresentante statunitense della delegazione in missione ai Giochi olimpici di Sochi 2014, assieme ad altri atleti omosessuali.[3] L’inclusione di atleti dichiartamente omosessuali nella delegazione statunitense e la rinuncia a partecipare del Presidente Barack Obama sono stati interpretati come messaggio politico alla Russia, che ha leggi molto restrittive nei confronti delle persone omosessuali.[3]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • La canzone di Elton John "Philadelphia Freedom" è un tributo alla King (vai su [1]). John fu ed è tuttora suo grande amico.
  • Charles M. Schulz, creatore dei Peanuts, fu un altro degli ammiratori e vicini amici della King. Schulz la citò diverse volte nei Peanuts durante gli anni. In una strip, Peppermint Patty dice a Marcie (Peanuts), “Nessuno ti ha mai detto che quando ti arrabbi sembri proprio Billie Jean King?”.
  • Quando Michael Jackson presentò al suo produttore Quincy Jones il demo del brano Billie Jean quest'ultimo gli propose di reintitolarlo 'Not My Lover' perché era convinto che la gente avrebbe pensato che Michael avesse avuto una relazione con la King.
  • Billie Jean King viene nominata da James Belushi ne La vita secondo Jim.

Finali Singolari Grande Slam[modifica | modifica sorgente]

Vittorie (12)[modifica | modifica sorgente]

Anno Torneo Sfidante Punteggio
1966 Wimbledon Flag of Brazil.svg Maria Bueno 6-3, 3-6, 6-1
1967 Wimbledon (2) Flag of the United Kingdom.svg Ann Haydon Jones 6-3, 6-4
1967 U.S. Open Flag of the United Kingdom.svg Ann Haydon Jones 11-9, 6-4
1968 Australian Open Flag of Australia.svg Margaret Smith Court 6-1, 6-2
Era Open:
1968 Wimbledon (3) Flag of Australia.svg Judy Tegart-Dalton 9-7, 7-5
1971 U.S. Open (2) Flag of the United States.svg Rosemary Casals 6-4, 7-6
1972 Roland Garros Flag of Australia.svg Evonne Goolagong 6-3, 6-3
1972 Wimbledon (4) Flag of Australia.svg Evonne Goolagong 6-3, 6-3
1972 U.S. Open (3) Flag of Australia.svg Kerry Melville 6-3, 7-5
1973 Wimbledon (5) Flag of the United States.svg Chris Evert 6-0, 7-5
1974 U.S. Open (4) Flag of Australia.svg Evonne Goolagong 3-6, 6-3, 7-5
1975 Wimbledon (6) Flag of Australia.svg Evonne Goolagong 6-0, 6-1

Finali (6)[modifica | modifica sorgente]

Anno Torneo Sfidante Punteggio
1963 Wimbledon Flag of Australia.svg Margaret Smith 6-3, 6-4
1965 U.S. Open Flag of Australia.svg Margaret Smith 8-6, 7-5
Era Open:
1968 U.S. Open Flag of the United Kingdom.svg Virginia Wade 6-4, 6-2
1969 Australian Open Flag of Australia.svg Margaret Smith Court 6-4, 6-1
1969 Wimbledon Flag of the United Kingdom.svg Ann Haydon Jones 3-6, 6-3, 6-2
1970 Wimbledon Flag of Australia.svg Margaret Smith Court 14-12, 11-9

Titoli[modifica | modifica sorgente]

Singolare (67, Era Open)[modifica | modifica sorgente]

  • 1968 - Wimbledon
  • 1969 - Pacific Southwest, South African Open, Natal, Dublin, Stockholm
  • 1970 - Roma, Sydney, Durban, London Indoors, VS Richmond
  • 1971 - US Open, San Francisco, Long Beach, Milwaukee, Oklahoma City, Chattanooga, US Indoors-Detroit, Boston, San Diego, Hamburg [German Open], Hoylake, Kitzbühel, Houston, US Clay Courts, Louisville, Phoenix, London Indoors
  • 1972 - Roland Garros, US Open, Wimbledon, Phoenix, Richmond, Indianapolis, San Francisco, Tucson, Charlotte, Bristol
  • 1973 - Wimbledon, Phoenix, Indianapolis, Denver, Nottingham, VS Hawaii, Tokyo [Toray]
  • 1974 - US Open, San Francisco, Washington DC, Detroit, Akron, US Indoors-New York
  • 1975 - Wimbledon, Sarasota
  • 1977 - Lionel San Antonio, Phoenix, San Paulo, San Juan, Japan Invitational, London Indoors
  • 1979 - Tokyo Sillook, Stockholm
  • 1980 - Detroit, Houston, Tokyo Sillook
  • 1982 - Birmingham
  • 1983 - Birmingham

Doppio Nel Grande Slam[modifica | modifica sorgente]

  • Australian Open:
    • Campione Doppio Femminile – nessuno
    • Finalista Doppio Femminile (2) – 1965, 1969
    • Campione Doppio Misto – 1968
    • Finalista Doppio Misto – nessuno
  • Roland Garros:
    • Campione Doppio Femminile – 1972
    • Finalista Doppio Femminile (2) – 1968, 1970
    • Campione Doppio Misto (2) – 1967, 1970
    • Finalista Doppio Misto – 1968
  • Wimbledon:
    • Campione Doppio Femminile(10) – 1961, 1962, 1965, 1967, 1968, 1970, 1971, 1972, 1973, 1979
    • Finalista Doppio Femminile (2) – 1964, 1976
    • Campione Doppio Misto (4) – 1967, 1971, 1973, 1974
    • Finalista Doppio Misto (3) – 1966, 1978, 1983
  • U.S. Open:
    • Campione Doppio Femminile (5) – 1964, 1967, 1974, 1978, 1980
    • Finalista Doppio Femminile (7) – 1962, 1965, 1966, 1968, 1973, 1975, 1979
    • Campione Doppio Misto (4) – 1967, 1971, 1973, 1976
    • Finalista Doppio Misto (3) – 1975, 1977, 1978

Singolare Nel Grande Slam[modifica | modifica sorgente]

Torneo 1959 1960 1961 1962 1963 1964 1965 1966 1967 1968 1969 1970 1971 1972 1973 1974 1975 1976 1977 1978 1979 1980 1981 1982 1983 Vit/Par Carriera
Australian Open A A A A A A SF A A V F A A A A A A A A / A A A A A QF 2T 1 / 5
Roland Garros A A A A A A A A QF SF QF QF A V A A A A A A A QF A 3T A 1 / 7
Wimbledon A A 2T QF F SF SF V V V F F SF V V QF V A QF QF QF QF A SF SF 6 / 21
U.S. Open 1T 3T 2T 1T 4T QF F 2T V F QF A V V 3T V A A QF A SF A A 1T A 4 / 18
Vit/Par 0 / 1 0 / 1 0 / 2 0 / 2 0 / 2 0 / 2 0 / 3 1 / 2 2 / 3 2 / 4 0 / 4 0 / 2 1 / 2 3 / 3 1 / 2 1 / 2 1 / 1 0 / 0 0 / 2 0 / 1 0 / 2 0 / 2 0 / 0 0 / 4 0 / 2 12 / 51

A = non ha partecipato al torneo

V= vittoria

Vit/Par = numero vittorie su numero di partecipazioni

Nota: l’Australian Open fu giocato due volte nel 1977, in gennaio e a dicembre.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ espn.com
  2. ^ usopen.org
  3. ^ a b Olimpiadi Sochi: Obama manda Billie Jean King, icona del movimento gay, Repubblica.it, 18 dicembre 2013

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 25666103 LCCN: n80013088