Campo da tennis

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L'Arthur Ashe stadium, dove si svolgono le più importanti partite dell'US Open

Il campo da tennis è il campo di gioco per il tennis.

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Schema metrico di un campo da tennis

Il rettangolo di gioco ha le seguenti dimensioni: 23,77 m x 10,97 m, compresi i corridoi laterali che sono larghi 1,37 m e sono validi solo nelle partite di doppio. La rete divisoria ha un'altezza di 0,914 m al centro e 1,07 m ai pali di sostegno che devono trovarsi a 0,914 m fuori dal campo. Da ciascun lato della rete le linee a essa parallele sono distanti 6,40 m; subito dopo 5,49 m sono tracciate le linee di battuta. Ai lati e al fondo del campo di gioco vi deve essere spazio sufficiente per i movimenti del giocatore: rispettivamente di 3,65 m e 6,40 m per le gare internazionali e 3,05 m e 5,50 per le gare nazionali.[1]

Le cifre che esprimono le misure del campo riflettono il fatto che il regolamento del gioco è stato fissato nei paesi anglosassoni, dove è in uso il piede come unità di misura della lunghezza. Tali dimensioni, espresse in piedi (simbolo ft), sono infatti 78 ft × 36 ft, compresi i corridoi laterali, che sono larghi 4,5 ft e sono usati solo nelle partite di doppio. La rete divisoria ha un'altezza di 3 ft al centro e 3,5 ft ai pali di sostegno. Da ciascun lato della rete e parallele a essa, a 21 ft di distanza, sono tracciate le linee di battuta. I riquadri più vicini alla rete, noti anche come T, indicano la zona di campo in cui il giocatore al servizio deve fare rimbalzare la pallina. Un servizio è considerato valido quando arriva direttamente e senza toccare la rete nel riquadro diamentralmente opposto alla posizione del servitore. I due corridoi laterali sono considerati parti esterne al campo durante i match di singolare mentre vengono inclusi nei match di doppio.

Superficie[modifica | modifica sorgente]

Se le dimensioni del campo sono fissate esattamente dal regolamento, ciò che può variare da campo a campo è la tipologia di superficie a contatto con i piedi. Una diversa superficie, imprimendo una diversa velocità al rimbalzo della pallina, può modificare notevolmente lo stile di gioco del tennis. In particolare nei tornei internazionali vengono utilizzate tre tipologie di superficie:

  • Terra, principalmente utilizzata la classica terra battuta (come nel Roland Garros o negli Internazionali d'Italia), più raramente (specialmente negli USA) una particolare tipologia di terra denominata terra verde.
  • Superfici dure, come il cemento (es. US Open e Australian Open fino al 2007) o i manti sintetici (es. i Master di Madrid, in terra rossa fino al 2011, poi terra blu e di nuovo terra rossa) e Parigi, gli Australian Open dall'edizione 2008.
  • Erba, il cui esempio più celebre è Wimbledon.

Terra battuta[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terra battuta.

Terra rossa[modifica | modifica sorgente]

Campo in terra rossa al Rochus Club di Duesseldorf

La terra rossa è il più diffuso manto tennistico in Europa continentale e in Sud America. Tra quelle riconosciute è la superficie più lenta; la palla viene fortemente rallentata dopo il rimbalzo facilitando conseguentemente lo scambio da fondo campo. Gli specialisti di questa disciplina hanno ottime capacità di scambio e molta forza fisica (necessaria per imprimere alla palla una velocità tale da mettere in difficoltà l'avversario nonostante il rimbalzo lento). La terra rossa, dopo l'erba, è il manto che necessita di più manutenzione.

Proprio grazie alla prevalente diffusione di questo manto in Europa e in Sud America, i migliori tennisti specialisti della terra rossa provengono proprio da queste aree, come l'Argentino Guillermo Vilas, il brasiliano Guga Kuerten e adesso, in particolare, lo spagnolo Rafael Nadal. Attualmente Nadal è considerato il migliore specialista di questa superficie e probabilmente uno dei migliori specialisti della storia del tennis avendo vinto nove edizioni in dieci anni del Roland Garros, otto volte consecutive il Master di Montecarlo e per sette volte gli Internazionali d'Italia.

Nel circuito femminile WTA la migliore specialista della terra rossa è probabilmente la belga Justine Henin, vincitrice di quattro edizioni del Roland Garros.

Terra verde[modifica | modifica sorgente]

Maria Sharapova su campo in terra verde

La terra verde, anche detta Har-Tru o Terra hawaiana è un manto utilizzato quasi esclusivamente negli Stati Uniti, molto più veloce della terra rossa e appunto di colore verde, è sempre meno diffuso. Deve il suo colore al fatto di essere ricavata dalla frammentazione del basalto e non dell'argilla.

Durante gli anni '70 e '80 questa tipologia di superficie era molto diffusa e diversi tornei si disputavano su di essa, quasi esclusivamente negli USA. Anche gli US Open si disputarono su questa superficie per tre edizioni (dal 1975 al 1977) al West Side Tennis Club di Forest Hills. In quelle edizioni in campo femminile ci fu il dominio di Chris Evert che fece tripletta (due volte contro Evonne Goolagong e l'ultima contro Wendy Turnbull) mentre in campo maschile i risultati migliori li raggiunse Jimmy Connors che arrivò in tutte le tre edizioni alla finale vincendo nel 1976 contro Björn Borg, in precedenza era stato sconfitto da Manuel Orantes e l'anno successivo sarà battuto da Guillermo Vilas.

Attualmente sebbene questo tipo di campo sia ancora molto diffuso negli USA (è presente in tutti i cinquanta stati, ed è maggiormente diffuso nel Sud e nell'Est del paese) solo un torneo professionistico femminile si disputa su di esso: la Family Circle Cup di Charleston.

Altre[modifica | modifica sorgente]

Rafael Nadal su campo in terra blu
  • Terra blu: La terra blu, realizzata dalla terra rossa tradizionale, precedentemente decolorata e successivamente ricolorata di blu, è stata impiegata per la prima e unica volta nel torneo Mutua Madrileña Madrid Open 2012. La sua introduzione fu dovuta alla volontà del manager del torneo Ion Ţiriac di aumentare la visibilità della pallina nelle riprese televisive. Fin da prima dell'inizio del torneo fu oggetto di numerose critiche da parte di alcuni giocatori, molti hanno speculato che in realtà la scelta del colore fosse dovuta solo allo sponsor. Successivamente a seguito di numerose critiche, inclusa la decisione di alcuni top player (tra cui Djokovic) di non giocare il torneo l'anno successivo se il manto fosse rimasto lo stesso si è deciso di ritornare alla terra rossa.[2] In particolare i problemi del terreno lamentati dai giocatori erano relativi alla sua scivolosità e al rischio di infortuni. I vincitori di quella edizione del torneo Roger Federer e Serena Williams sono pertanto i primi e ad oggi unici giocatori ad aver vinto un torneo su questo tipo di superficie.
  • Terra marrone: È identica per caratteristiche alla terra verde ma ha una diversa colorazione per aumentare la visibilità della pallina. A livello professionistico è utilizzata solo nel U.S. Men's Clay Court Championships di Houston.
  • Terra grigia: Ricavata dalla frammentazione di pietre (da cui deriva la colorazione), deve essere mantenuta umida durante gli incontri altrimenti acquisisce un aspetto farinoso. È molto più scivolosa della terra tradizionale.
  • Terra gialla: Utilizzata nella Copa Sevilla, presenta le stesse caratteristiche della terra rossa.
  • Terra sintetica: La terra sintetica possiede caratteristiche di rimbalzo come la terra rossa tradizionale, in Italia denominata diffusamente Mantoflex Red&multicolor luxury. È esente da manutenzione ordinaria e straordinaria, è antigeliva e antivento, non si frantuma, non necessita di essere bagnata ogni ora, non sporca come la tradizionale terra rossa e permette la scivolata. Queste caratteristiche tecniche rendono questa pavimentazione sempre più diffusa nei circoli di tennis e nei campi privati in Italia. Può assumere vari colori (rossa, verde, viola, azzurra, marrone, beige, grigia) a seconda dei desideri del gestore del campo.

Cemento[modifica | modifica sorgente]

Il campo principale degli US Open l'"Arthur Ashe Stadium"

Il cemento è una superficie abbastanza veloce e discretamente diffusa in tutto il mondo; in Europa, dove la terra rossa è molto popolare, il cemento viene utilizzato prevalentemente in campi pubblici isolati e nelle scuole, grazie al fatto di non necessitare di alcuna manutenzione e al basso costo di posa in opera. Negli ultimi anni, soprattutto negli Stati Uniti dove il cemento è molto popolare, si sono diffuse diverse tipologie di questa superficie, in particolare il cemento poroso che, analogamente a come accade negli asfalti antipioggia, assorbe l'acqua piovana permettendole di scorrere su un manto sottostante impermeabile e inclinato: questo accorgimento ha permesso di costruire dei campi perfettamente piani, cosa non possibile precedentemente a causa della necessità di far scorrere l'acqua verso l'esterno. Una delle principali qualità di questo manto rispetto alla terra e all'erba è l'omogeneità della superficie, che non permette alla pallina di assumere rimbalzi imprevisti. A causa della durezza e del pesante attrito che esercita sui piedi del tennista può dare problemi alle articolazioni della gamba.

Questa superficie è utilizzata nel grande slam per gli US Open e per gli Australian Open.

Sintetico[modifica | modifica sorgente]

Con questo nome vengono definite numerose tipologie di manto aventi in comune, appunto, la sinteticità del materiale e utilizzate, almeno nel circuito ATP, prevalentemente Indoor. Spesso per "sintetico" si intende comunque il Greenset utilizzato nei Master indoor di Madrid e Parigi o superfici in resine multicolor Mantoflex realizzate in Italia. Le caratteristiche fisiche e tennistiche di questo manto possono variare secondo i componenti sintetici utilizzati, ma in generale si tratta di superfici più veloci della terra rossa e più lente del cemento. Hanno caratteristiche molto simili al cemento (vengono infatti categorizzate come "hard" [dure] insieme al cemento) ma risultano più elastiche, garantendo alla palla un rimbalzo leggermente più ampio e lento. Analogamente al cemento, i campi sintetici, generalmente, non necessitano di una particolare manutenzione.

Erba[modifica | modifica sorgente]

Il verde dell'erba di Wimbledon

L'erba è la più classica delle superfici tennistiche, formata da un piccolo manto d'erba su un durissimo strato terroso, necessita di una costante ed impegnativa manutenzione, è diffusa infatti tra i circoli più importanti e con maggiori disponibilità economiche, è la classica superficie verde su cui si svolge il più celebre dei tornei del Grande Slam, Wimbledon. È il più veloce manto tennistico tra quelli maggiormente diffusi imprimendo alla palla un rimbalzo molto breve, su questo fondo risultano difficili gli scambi da fondo e si muovono a proprio agio soprattutto i tennisti più agili, veloci e dal gioco prevalentemente attaccante; si gioca infatti soprattutto a rete e i punti risultano molto brevi, è di notevole importanza anche il gioco di servizio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ itftennis.com, ITF Rules of Tennis (PDF), p. 6. URL consultato il 6 agosto 2012.
  2. ^ atpworldtour.com, ATP Decides Against Blue Clay in 2013, 23 giugno 2012. URL consultato il 24 giugno 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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