Guillermo Vilas

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Guillermo Vilas
Vilas-1975.jpg
Dati biografici
Nome Guillermo Apolinario Vilas
Nazionalità Argentina Argentina
Altezza 180 cm
Peso 75 kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Dati agonistici
Ritirato 1992
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 923 - 284
Titoli vinti 68
Miglior ranking 2° (30 aprile 1975)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open V (1978, 1979)
Francia Roland Garros V (1977)
Regno Unito Wimbledon QF (1975, 1976)
Stati Uniti US Open V (1977)
Altri tornei
Tour Finals V (1974)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 217 - 149
Titoli vinti 16
Miglior ranking 13° (21 maggio 1979)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 2T (1977)
Francia Roland Garros SF (1975)
Regno Unito Wimbledon 3T (1976)
Stati Uniti US Open QF (1975)
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
Statistiche aggiornate al definitivo

Guillermo Vilas (Buenos Aires, 17 agosto 1952) è un ex tennista argentino.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

1970-1973: Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Apparso nel circuito come dilettante fin dal 1969, la sua carriera professionistica inizia l'anno seguente. Nei primi anni di carriera ottiene scarso successo. Nel 1970 partecipa al primo torneo del grande slam della sua carriera sull'erba di Wimbledon, ma la sua breve avventura termina al primo turno contro l'indiano Premjit Lall.

Dopo un 1971 completamente in ombra l'anno seguente raggiunge il terzo turno all'Open di Francia; viene nuovamente eliminato al primo turno a Wimbledon e al secondo dell'US Open. Tra gli Slam di Londra e New York riesce a raggiungere la prima finale della sua carriera al Cincinnati Open 1972 contro Jimmy Connors, perdendola però per 6-3, 6-3. In fine di stagione raggiunge nuovamente la finale al torneo casalingo di Buenos Aires, perdendo in cinque set contro il tedesco Karl Meiler.

Nel 1973 dopo alcuni piazzamenti di rilievo vince il suo primo torneo professionistico a novembre a Buenos Aires, battendo Björn Borg nella finale.

1974-1976: Scalata al vertice[modifica | modifica sorgente]

Il 1974 è l'anno dei primi grandi successi, in luglio vince due tornei consecutivi a Gstaad (su Manuel Orantes)e Hilversum, poi raggiunge anche la finale a Washington perdendo per mano di Harold Solomon. Il mese successivo vince a Louisville e Montreal e a fine anno vince anche a Theran e Buenos Aires. Conclude la stagione con la vittoria nel Masters di fine anno (alla sua prima apparizione) superando quasi tutta l'elite del tennis mondiale: Björn Borg, Onny Parun, John Newcombe, Raúl Ramírez e in finale Ilie Năstase. Chiude l'anno al quinto posto del ranking mondiale.

Il 1975 inizia con una serie di prestazione deludenti e solo a maggio, con l'inizio della stagione sulla terra battuta (superficie preferita dell'argentino), arriva il primo successo a Monaco di Baviera. All'Open di Francia dispua un grande torneo ma in finale non può nulla contro il re della terra battuta Björn Borg che lo sconfigge nettamente in tre set. A Wimbledon raggiunge i quarti di finale perdendo contro Roscoe Tanner. In estate vince a Hilversum, a Washington e a Louisville. Nell'ultimo slam di stagione arriva in semifinale perdendo contro Manuel Orantes. Nel finale di stagione vince per la terza volta il torneo di Buenos Aires e nel Master di fine anno è sconfitto in semifinale da Ilie Năstase. Chiude l'anno al numero due della classifica mondiale.

Come l'anno precedente anche nel 1976 i risultati di rilievo arrivano con l'inizio dei tornei sulla terra battuta. Agli internazionali d'Italia perde in finale contro Adriano Panatta e all'Open di Francia dopo aver superato Belus Prajoux e Corrado Barazzutti viene eliminato da Harold Solomon. A Wimbledon riesce ad eliminare lo specialista delle superfici veloci Tony Roche ma nei quarti di finale si deve arrendere a Borg. Dopo Londra vince a Montreal e raggiunge la semifinale all'US Open (battuto da Jimmy Connors), poi si aggiudica i torneo di San Paolo e Buenos Aires e arriva in semifinale al Masters perdendo contro Wojciech Fibak. Chiude l'anno al sesto posto della classifica mondiale.

1977: L'anno dei record[modifica | modifica sorgente]

Vilas inizia il 1977 partecipando all'Australian Open (che in quell'anno si tenne due volte, a gennaio e dicembre). Il torneo in quel periodo fu caratterizzato dalle defezioni di quasi tutti i top player, per questo Vilas riuscì a raggiungere la finale (su erba, superficie a lui sfavorita) perdendo contro Roscoe Tanner, unico giocatore di rilievo incontrato durante il torneo.

In febbraio vinse il suo primo torneo a Springfield, poi in marzo arrivò in finale a Nizza perdendo contro Borg, il mese successivo vinse a Buenos Aires e a Virginia Beach in preparazione al Roland Garros. A Parigi riesce a vincere il suo primo torneo del grande slam approfittando dell'assenza del grande favorito Borg e superando con grande autorevolezza Wojciech Fibak, Raúl Ramírez e Brian Gottfried perdendo un solo set in tutto il torneo.

Dopo il trionfo di Parigi non riuscì a ripetersi al torneo di Wimbledon, in cui fu eliminato al terzo turno. Dopo lo slam londinese Vilas infilò una serie di vittorie in tornei di alto livello; a luglio in quattro settimane vinse altrettanti tornei: a Kitzbühel battendo Jan Kodeš in finale, a Washington contro Brian Gottfried, Louisville su Eddie Dibbs e infine a South Orange contro Roscoe Tanner. Dopo una settimana di pausa proseguì la striscia vincente a Columbus, ancora contro Gottfried e soprattutto agli US Open 1977 si impose superando nell'ordine Santana, Mayer, Amaya e Higueras nei primi turni. Poi il semisconosciuto Raymond Moore nei quarti, Harold Solomon in semifinale e soprattutto il numero 1 della classifica mondiale Jimmy Connors in finale. Durante il torneo ha vinto 106 games lasciandone agli avversari solo 41 (72,1%) stabilendo un record.

Dopo la vittoria di New York si prende due settimane di pausa e si ripresenta a Parigi vincendo il settimo torneo consecutivo ed estendendo la sua striscia vincente a 42 partite consecutive. La settimana successiva arriva in finale all'Aix-en-Provence Open ma si ritira sul punteggio 1-6, 5-7 in favore di Ilie Năstase in segno di protesta contro l'uso da parte del rumeno della controversa racchetta con incordatura spaghetti, che infatti verrà bandita poco dopo quella partita.[1] Mettendo fine alla sua striscia record di 46 vittorie consecutive.

Dopo la sconfitta per ritiro contro Năstase si impone in sequenza nei tornei di Tehran, Bogotá, Santiago, Buenos Aires e Johannesburg, infilando una nuova sequenza di 26 vittorie consecutive. Al masters di fine anno sconfigge Manuel Orantes e Jimmy Connors nel girone e viene dichiarato vincitore per walkover anche contro Eddie Dibbs (i walkover non vengono conteggiati come vittorie) portando a 28 la sua striscia vincente che tuttavia verrà interrotta in semifinale da Björn Borg per 6-3, 6-3. Nonostante i risultati da record chiude l'anno al secondo posto del ranking mondiale, con un bilancio di 145-15, dando origine a delle controversie sulla gestione dei punti per la classifica.

A fine stagione i record stabiliti sono molteplici, oltre alla striscia di 46 vittorie consecutive su qualsiasi superficie ha stabilito anche il record di 57 vittorie consecutive sulla terra battuta (superato da Rafael Nadal nel 2006. Inoltre ha vinto 16 tornei ATP (record), di cui 13 sulla terra battuta (record) e vinto 145 partite in una sola stagione (record).

1978-1983: Al vertice[modifica | modifica sorgente]

Nel 1978 vince due tornei sulla terra battuta ad Amburgo e Monaco di Baviera in preparazione all'Open di Francia, in cui deve difendere il titolo conquistato l'anno prima. Nel torneo supera il giovane talentuoso Noah e il vecchio campione Ashe nei primi turni. Poi supera Hans Gildemeister e Dick Stockton e in finale affronta il grande assente dell'edizione precedente Borg, uscendone nettamente sconfitto in tre set. A Wimbledon arriva al terzo turno e all'US Open al quarto. Nell'ultimo slam stagionale approfitta della povertà del tabellone per imporsi nel torneo su erba superando Tony Roche, Hank Pfister e John Marks. Nel corso della stagione vince anche a Gstaad, South Orange, Aix-en-Provence e Basilea. Non partecipa al Masters di fine anno e chiude al terzo posto del ranking mondiale.

Il 1979 inizia con due finali ravvicinate nel mese di gennaio, la prima ad Hobart in cui si impone su Mark Edmondson e la seconda a Richmond in cui però si arrende a Björn Borg. In marzo raggiunge la finale a Stoccarda ma perde contro Fibak. A maggio in preparazione al Roland Garros raggiunge la finale a Roma ma viene sorprendentemente battuto in cinque set da Vitas Gerulaitis. Anche a Parigi viene inaspetattamente battuto da Víctor Pecci. Dopo diversi mesi di astinenza riesce a vincere nuovamente un torneo in luglio a Washington, prendendosi la rivincita contro Pecci. Il mese successivo perde in finale ad Indianapolis contro Connors e poi a fine anno si aggiudica per la settima volta in carriera il torneo di Buenos Aires. In Australia difende con successo il suo titolo all'Australian Open, conquistando contro John Sadri il quarto ed ultimo titolo nel grande slam della sua carriera. Nel Masters di fine anno viene eliminato nel girone eliminatorio con un bilancio di una vittoria (Gerulaitis) e due sconfitte (Solomon e McEnroe), a fine anno è numero 6 della classifica mondiale.

Nel 1980 continua ad essere uno dei giocatori di riferimento del circuito, aggiudicandosi per la prima volta gli Internazionali d'Italia a Roma (su Yannick Noah), Kitzbühel (su Ivan Lendl) e Palermo (su Paul McNamee). Inoltre raggiunge le finali di Monte Carlo (battuto dall'eterna bestia nera Borg), Amburgo (sconfitto da Harold Solomon), Madrid (José Luis Clerc) e Barcellona (Lendl). Per quanto riguarda il Grande Slam il risultato migliore lo ottiene all'Australian Open, in cui era campione delle ultime due edizioni, arrivando in semifinale eliminato da Kim Warwick (lungo il torneo Vilas sconfigge il giovane e promettente Pat Cash, futuro specialista dei campi d'erba), precedentemente all'Open di Francia riesce approda nei quarti di finale ma si deve arrendere a Solomon, a Londra non partecipa e a New York esce per mano di Wojciech Fibak al quarto turno. Nel Masters di fine stagione vince contro Solomon ma perde contro Connors e Lendl venendo eliminato al termine della prima fase. Chiude l'anno al quarto posto della classifica mondiale.

Il 1981 inizia con grandi risultati, nei primi quattro mesi dell'anno vince tre tornei (Mar del Plata, Cairo e Houston) e approda in finale anche a Boca Raton (battuto da John McEnroe) e Monte Carlo (in cui la finale con Connors verrà interrotta, i due si spartiranno il premio in palio). Tuttavia il resto della stagione si rivela deludente, soprattutto nei tornei del grande slam in cui non brilla in nessuno dei quattro appuntamenti: all'Open di Francia e all'US Open arriva al quarto turno, in Australia al terzo turno e invece a Wimbledon viene eliminato alla prima partita. Nel finale di stagione arriva in finale anche a Barcellona e Buenos Aires ma perde in entrambi per mano di Lendl. Nel Masters di fine stagione viene eliminato al termine della prima fase avendo vinto solo contro Clerc. Chiude l'anno al quarto posto della classifica mondiale.

Il 1982 è l'ultimo anno da grande protagonista, nella prima parte di stagione si aggiudica nel giro di poche settimane i tornei di Buenos Aires, Rotterdam e Milano (gli ultimi due contro Connors nelle finali). In aprile vince a Monte Carlo contro Lendl e il mese successivo supera nuovamente Lendl nella finale di Madrid. All'Open di Francia disputa la sua ottava e ultima finale in un torneo del grande slam (la quarta a Parigi) perdendo contro il giovanissimo debuttante Mats Wilander; lungo il torneo aveva eliminato Yannick Noah e José Higueras. Dopo Wimbledon (a cui non partecipa) vince a Boston e Kitzbühel raggiungendo anche la finale a Gstaad. A New York perde in quattro set la semifinale contro Jimmy Connors e non partecipa all'Australian Open. Nel Masters di fine anno supera nella prima partita Andrés Gómez ma viene a sua volta superato nel turno successivo da John McEnroe. Chiude l'anno al quarto posto della classifica mondiale.

Nel 1983 i suoi risultati subiscono una considerevole flessione, in febbraio vince sue tornei World Championship Tennis consecutivi a Richmond e Delray Beach e il mese successivo viene sconfitto in finale da Lendl a Hilton Head e da Mayer a Rotterdam. A Parigi viene eliminato da José Higueras nei quarti di finale mentre negli altri slam di stagione non impressione venendo eliminato al primo (Wimbledon) e terzo (New York) turno. In luglio vince l'ultimo torneo della sua carriera a Kitzbuhel contro Henri Leconte. Chiude l'anno all'undicesimo posto del ranking, per la prima volta dal 1973 fuori dalla top ten.

1984-1989: Fine carriera[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 1984 Vilas esce dal giro dei protagonisti del tennis mondiale, sprofondando sempre più in classifica: 28esimo nel 1984, 39esimo l'anno successivo. Nel 1986 ottiene gli ultimi risultati della carriera raggiungendo la finale a Forest Hills contro Yannick Noah e i quarti di finale all'Open di Francia, battuto da Johan Kriek. Nel 1988 chiude la stagione per la prima volta fuori dalla top-100 e l'anno successivo si ritira, in quel momento era posizionato al numero 408 della classifica mondiale.

Stile e caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Vilas nel 1978 esegue il colpo Gran Willy

Vilas si può considerare a pieno titolo uno dei primi seguaci del contemporaneo Björn Borg. L'argentino amava giocare da fondo campo scendendo molto raramente a rete e privilegiava i colpi di rimbalzo; giocatore mancino, abilissimo sulla terra rossa (non a caso deteneva fino al 2006 il record di 53 vittorie consecutive su questa superficie, record battuto da Rafael Nadal), si differenziava tuttavia dalla maggior parte dei regolaristi per il suo uso del rovescio ad una sola mano, contrariamente alla maggior parte dei giocatori di fondo campo che imitavano Borg e Connors nel loro rovescio a due mani. Queste caratteristiche unite alla grande resistenza e prestanza fisica, dovuta ad allenamenti costanti faticosi ed intensi, gli consentirono di vincere molte partite lunghe sfruttando la migliore condizione fisica nel finale rispetto all'avversario.

Viene considerato l'inventore dello spettacolare colpo in cui il tennista spalle alla rete colpisce la pallina facendo passare la racchetta tra le gambe. Lui stesso coniò il nome di Gran Willy per questo colpo.

Statistiche e Record[modifica | modifica sorgente]

Vilas è stato il primo giocatore ad aver raggiunto le 900 vittorie da professionista ed in carriera ha vinto un totale di 920 incontri su 1201 disputati. Attualmente risulta al quarto posto della classifica dei tennisti con il maggior numero di vittorie dopo Connors (1243), Lendl (1071) e recentemente è stato superato anche da Federer.

Nel suo palmares si contano 62 tornei, tra cui 4 prove del Grande Slam.

Al Roland Garros l'argentino ha raggiunto la finale in altre 3 occasioni: nel 1975 e nel 1978 fu battuto da Björn Borg mentre nel 1982 fu fermato da un giovanissimo Mats Wilander; proprio quella del 1982 è stata la finale del Roland Garros più lunga della storia, essendo durata quattro ore e quarantadue minuti.

La vera sfortuna di Vilas fu vivere il suo momento migliore negli anni di dominio di Borg, come altri tennisti di quel tempo del resto. È opinione comune, infatti, che senza la presenza dello svedese, l'argentino avrebbe potuto vincere sicuramente più dell'unico titolo a Parigi conquistato. Non a caso nelle finali del 1975 e 1978 venne fermato proprio da Borg. Col ritiro di quest'ultimo il poetino (questo il soprannome di Vilas) ebbe un'ultima volta la possibilità di tornare sul trono degli open di Francia ma stavolta a batterlo fu un altro, giovanissimo (17 anni appena), svedese Mats Wilander, erede diretto di Borg.

Detiene tuttora il record di vittorie consecutive su ogni superficie dell'Era Open con una striscia di 46[2] realizzata nel 1977 ed interrotta da Ilie Năstase nella famosa finale del torneo di Aix-en-Provence.

Finali del Grande Slam (8)[modifica | modifica sorgente]

Vinte (4)[modifica | modifica sorgente]

Anno Torneo Avversario in finale Punteggio
1977 Open di Francia Stati Uniti Brian Gottfried 6–0, 6–3, 6–0
1977 US Open Stati Uniti Jimmy Connors 2–6, 6–3, 7–6, 6–0
1978 Australian Open Australia John Marks 6–4, 6–4, 3–6, 6–3
1979 Australian Open (2) Stati Uniti John Sadri 7–6, 6–3, 6–2

Perse (4)[modifica | modifica sorgente]

Anno Torneo Avversario in finale Punteggio
1975 Open di Francia Svezia Björn Borg 6–2, 6–3, 6–4
1977 Australian Open (gennaio) Stati Uniti Roscoe Tanner 6–3, 6–3, 6–3
1978 Open di Francia (2) Svezia Björn Borg 6–1, 6–1, 6–3
1982 Open di Francia (3) Svezia Mats Wilander 1–6, 7–6, 6–0, 6 – 4

Risultati nel Grande Slam[modifica | modifica sorgente]

Torneo 1970 1971 1972 1973 1974 1975 1976 1977 1978 1979 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989 SR W–L
Australian Open A A A A A A A F A W W SF 3R A A A A NH A A A 2 / 5 23–3
Open di Francia A A 5R 3R 3R F QF W F QF QF 4R F QF 1R 2R QF 2R 2R 1R 1 / 18 58–17
Wimbledon 1R A 1R A 3R QF QF 3R 3R 2R A 1R A 1R A A 1R A A A 0 / 11 15–11
US Open A A 2R 1R 4R SF SF W 4R 4R 4R 4R SF 3R 3R 2R 1R A A A 1 / 15 43–14
W–L 0–1 0–0 5–3 2–2 7–3 15–3 13–3 21–2 17–3 14–3 10–3 8–4 11–2 6–3 2–2 2–2 4–3 1–1 1–1 0–1 4 / 49 139–45
Year-End Ranking 31 5 2 6 2 3 6 4 4 4 11 28 39 22 71 126 408

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ron Dicker, With Few Exceptions, the String Remains the Same in The New York Times, The New York Times Company, 30 agosto 2004. URL consultato il 12 novembre 2008.
  2. ^ 44 + 2 di Coppa Davis. Le statistiche ufficiali non conteggiano il torneo di Rye in New York, che porterebbe la striscia a 50. La questione del record resta però controversa.
    Björn Borg nel 1978 realizzò una striscia di 49 vittorie consecutive, tuttavia l'ATP nel profilo del giocatore ne riporta 43 tralasciando 6 incontri di Coppa Davis e considera a livello ufficiale una striscia di sole 35 vittorie a causa di due walkover che videro Borg non scendere in campo a causa di un'infezione al pollice. Ugualmente a cavallo fra il 1979 ed il 1980 lo stesso Borg realizzò una striscia di 48 successi consecutivi anche se il profilo ATP ne conta 52 (sono errate le date dei 4 incontri di Davis contro Romania e Germania) riconoscendo una striscia ufficiale di sole 41 vittorie a causa di un walkover dopo le prime 7. La striscia arriverebbe a quota 55 considerando anche i due tornei di Milano e Francoforte non conteggiati ufficialmente.

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