Torneo di Wimbledon

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Coordinate: 51°26′01.48″N 0°12′50.63″W / 51.433744°N 0.214064°W51.433744; -0.214064

Torneo di Wimbledon
Logo della competizione
Sport Tennis pictogram.svg Tennis
Paese Regno Unito Regno Unito
Luogo Wimbledon
Impianto All England Lawn Tennis and Croquet Club
Superficie Erba
Cadenza annuale
Discipline Singolare maschile e femminile, doppio maschile, femminile e misto, juniores
Sito Internet wimbledon.org
Storia
Fondazione 1877
Detentore Serbia Novak Djokovic
Detentrice Rep. Ceca Petra Kvitová

Il Torneo di Wimbledon è il più antico e prestigioso evento nello sport del tennis. Il torneo, che si tiene tra giugno e luglio a Wimbledon (Londra), è il terzo dei tornei del Grande Slam in ordine cronologico. Si gioca ogni anno, preceduto dall'Australian Open e dagli Open di Francia, e seguito dagli US Open. Il torneo (l'unico tra quelli del Grande Slam ad essere giocato sull'erba) dura due settimane, soggette ad essere protratte a causa della pioggia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La prima edizione del torneo si tenne sotto il controllo dell'All England Lawn Tennis and Croquet Club nel 1877 su un campo nei pressi di Worple Road; l'unico evento disputato fu il singolare maschile. Nel 1884, l'All England Club aggiunse il singolare femminile e il doppio maschile. Il doppio femminile e quello misto vennero aggiunti nel 1913. I "Campionati" si spostarono nella sede attuale, nei campi vicino a Church Road, nel 1922. I britannici sono molto orgogliosi dei "Campionati", ma tra le donne il trofeo manca dall'ultima vittoria di Virginia Wade (1977).

Vista sui campi di Wimbledon (01/07/2004)

Le origini[modifica | modifica sorgente]

L'All England Croquet Club, fondato nel 1868 con sede in Warple Road, in un'area di quattro acri di prato, era all'epoca un circolo molto prestigioso. Henry Jones, uno dei fondatori del club, ebbe l'idea di affiancare al croquet il gioco del tennis. Il signor Jones pensò di organizzare nel suo circolo un torneo di tennis. L'iniziativa piacque anche a J.H. Walsh, proprietario della rivista Field che, nell'edizione del 9 giugno 1877, pubblicò quanto segue:

« L'All England Croquet and Tennis Club Wimbledon propone l'organizzazione di un torneo di tennis, aperto a tutti i dilettanti, lunedì, 9 luglio e nei giorni seguenti. Tassa d'ingresso una sterlina e uno scellino. Due premi vengono assegnati, uno in oro al vincitore e uno in argento al secondo classificato »

.

Il giornale, di suo, mise in palio una coppa del valore di 25 ghinee. Per l'occasione fu sistemato il terreno e furono varate alcune regole, valide ancora oggi con qualche eccezione. Il campo prese la forma rettangolare e la rete venne abbassata al centro a 0,99 m, portando così il dislivello rispetto all'altezza dei paletti a circa 53 cm. La linea del quadrato del servizio venne portata a 7,32 m dalla rete. Le palle furono codificate per quanto riguarda peso e misura.

La prima edizione[modifica | modifica sorgente]

Al via del torneo, il giornale The Times dedicò all'evento otto righe alla pagina undici. Gli iscritti furono 22, quindi le gare si svolsero rapidamente, ed appena quattro giorni dopo l'inizio i due finalisti erano già stati individuati in Spencer Gore, abilissimo giocatore di jeu de paume, e William Marshall, giunto in finale per forfait dell'avversario.

Tra il 12 e il 14 luglio non venne disputato alcun incontro per dare spazio ad un incontro del più popolare cricket e solo lunedì 16, circa duecento persone, pagando ciascuna una sterlina e uno scellino, poterono assistere alla finale. Vinse Spencer Gore per 6-1, 6-2, 6-4, ed il Field[1], sponsor ufficiale della manifestazione scrisse:

« Spencer Gore ha condotto una gara molto vivace. Ha coperto una vasta zona del campo e ha ribattuto palle che sembravano impossibili. Egli gioca anche molto con la testa »

Gore, visto che le possibilità di giocare efficacemente da fondo campo erano assai ridotte, si era piazzato a rete, intercettando la maggior parte delle palle del suo avversario, e concludendo rapidamente l'incontro. Gli addetti ai lavori contestarono la validità del gioco al volo, e nacque una lunga controversia. Infine la volée venne accettata, a patto che non si toccasse la rete o non la si oltrepassasse con la racchetta.

Frank Hadow inventa il pallonetto[modifica | modifica sorgente]

Nel 1878, Frank Hadow arrivò in finale senza perdere un set. A Wimbledon era in vigore il sistema del challenge round: il campione uscente veniva opposto in finale al vincitore del tabellone: questa situazione agevolava Spencer Gore. Ma Frank Hadow non si spaventava degli attacchi di Gore, tanto che si limitò a rinviare la palla sufficientemente alta, in modo da risultare imprendibile per l'avversario, sempre piazzato vicino alla rete. La vittoria di Hadow per 7-5, 6-1, 9-7, mette in evidenza che il pallonetto, chiamato in inglese lob, è stato inventato da Hadow.

Il 1879 presenta un'altra stranezza: disputarono la finale un prete e un futuro assassino. Il reverendo John Hartley, vicario nello Yorkshire, non era tra i favoriti, mentre lo era l'avversario, l'irlandese Thomas Goold. Quest'ultimo era molto bravo in attacco, aveva il gioco superiore ad Hartley, ma fu sconfitto 6-2, 6-4, 6-2. Goold qualche anno dopo, più precisamente nel 1907, si trovava a Montecarlo con la moglie, senza soldi conobbe una ricca vedova danese, Mme Emma Levin, le rubò tutti i gioielli e la uccise. Il reverendo Hartley vinse l'anno successivo a spese di Herbert Lawford.

L'invenzione dello smash[modifica | modifica sorgente]

Herbert Lawford, a partire dal 1884 e per cinque anni, fu il solo in grado di contrastare una coppia di gemelli che dominarono il torneo inglese per un decennio dal 1881 al 1890. Si tratta di William ed Ernest Renshaw, i primi divi del tennis.

Il primo, durante il Challenge Round nel 1881, affrontò un pallonetto di John Hartley colpendo la palla con un gesto mai visto prima, dall'alto al basso con molta violenza, che sorprese l'avversario ed i 1300 spettatori. Questo colpo gli consentì di battere il reverendo in soli 37 minuti con il punteggio di 6-0 6-1 6-1.

In occasione dell'edizione del 1886, il Times dedicò all'evento trenta righe. I giornalisti sportivi avevano fatto progressi in fatto di tennis, anche se il contenuto non era prettamente tecnico. C'è da dire che i fratelli Renshow dominarono anche il torneo di doppio, inaugurato a Wimbledon nel 1884 fino al 1889, perdendo solo nel 1887, anno in cui William non poté giocare a causa della prima epicondilite di cui si abbia notizia.

Il dominio dei Doherty[modifica | modifica sorgente]

Il biennio 1895-1896 fu poco felice per il torneo inglese: ci fu una crisi di buoni giocatori, e di conseguenza di pubblico e di incassi. Irruppero nella scena nei campi verdi di Worple Road i due fratelli Reginald e Lawrence Doherty. Venivano chiamati "Big" e "Little Do" ed erano nati a Wimbledon. Dominarono il torneo per un decennio, a cavallo tra un secolo e l'altro. Reginald, il maggiore, vinse il titolo per quattro anni consecutivi dal 1897[2] al 1900, battendo anche il fratello nel 1898. Dopo che Arthur Gore sconfisse nel challange round del 1901 l'ormai stremato "Big Do" (che era malato ai polmoni e morì a solo 38 anni), il fratello "Little Do" tenne la leadership del torneo per cinque anni, fino al 1906.

Ormai la fama di Wimbledon aveva varcato i confini dell'Inghilterra, ed il tennis si praticava ovunque. Era normale che arrivassero i giocatori da ogni angolo del pianeta per tentare di vincere il prestigioso titolo. Il primo nome non inglese che appare nell'albo d'oro del torneo è quello di una donna, l'americana May Sutton, che vinse a soli 18 anni nel 1905. Nel 1907 seguì l'australiano Norman Brookes, poi il neozelandese Anthony Wilding[3], campione di Coppa Davis.

I cancelli si chiusero forzatamente dal 1915 al 1918, causa lo scoppio della prima guerra mondiale, che costò la vita a Anthony Wilding. Cadde in una trincea di Neuve-Chapelle in Francia. Nel 1919, quando l'All England Lawn Tennis and Croquet Club riaprì i battenti, Norman Brookes, reduce della guerra che aveva combattuto in prima linea, onorò il suo ruolo di ultimo campione, perdendo però il challange round con un altro australiano, Gerald Patterson, più giovane e meno provato di lui.

La stella Suzanne Lenglen[modifica | modifica sorgente]

Nel singolare femminile si verificò l'avvenimento più importante, cioè l'esordio del fenomeno tennistico Suzanne Lenglen. Opposta alla campionessa uscente Dorothea Douglass Chambers, vinse nel 1919 una difficile finale per 9-7 nel terzo set, dopo aver annullato due match point. In seguito lasciò alle avversarie solo tredici giochi in altri cinque titoli che conquistò. A questi titoli bisogna aggiungerne altri sei in doppio con Elizabeth Ryan. Fu sconfitta una sola volta, nel 1921 al Forest Hills Tennis Classic da Molla Mallory, ma per abbandono. Proprio a Wimbledon abbandonò il tennis, nel 1926, cogliendo l'occasione di un incidente con l'organizzazione, che lei stessa aveva provocato. Si ritirò facendo arrabbiare molto la Regina presente sul palco per applaudirla. Morì di leucemia il 4 luglio 1938, proprio nei giorni del torneo di Wimbledon.

La nuova sede a Church Road[modifica | modifica sorgente]

Nel 1922 vennero inaugurati da re Giorgio i nuovi impianti del club in Church Road. La vecchia sede di Worple Road era ormai troppo angusta per l'importanza del torneo, che proprio da quell'anno cambiò radicalmente la formula rinunciando all'anacronistico challenge round. Con l'edizione del 1920 era sbarcato a Londra un americano di nome William Tilden, soprannominato "Big Bill" che si aggiudicò due titoli consecutivi.

I 4 moschettieri[modifica | modifica sorgente]

I francesi Jean Borotra, René Lacoste, Henri Cochet e Jacques Brugnon, vincendo sui campi di tutta Europa, non potevano mancare all'appuntamento inglese. Dal 1924 al 1929 ebbero il monopolio su Wimbledon: Borotra in finale su Lacoste, poi Lacoste, in finale su Borotra, poi Borotra su Howard Kinsey, Cochet su Borotra, Lacoste su Cochet, Cochet su Borotra. Si portarono a casa anche due doppi: uno nel 1925 con la coppia Borotra-Lacoste, un altro nel 1926 con Brugnon e Cochet.

Il 1º Grande Slam[modifica | modifica sorgente]

In quel periodo, il singolare femminile fu una questione personale della californiana Helen Wills, che nel 1927 raccolse l'eredità della Lenglen e vinse prima tre titoli consecutivi, poi altri quattro, l'ultimo nel 1939, prima della seconda sosta del torneo, imposta dalla seconda guerra mondiale.

Finita l'era dei moschettieri francesi, due personaggi si imposero nel mondo del tennis: Fred Perry e Donald Budge. Il primo, inglese, si aggiudicò il torneo nel 1934, 1935 e 1936. Due finali le giocò con il barone tedesco Gottfried von Cramm, che però non riuscì mai a vincere a Wimbledon.

Budge vinse nel 1937 e 1938. Nella seconda occasione riuscì a vincere gli Internazionali d'Australia, gli Internazionali di Francia e degli Stati Uniti, conquistando il Grande Slam, il primo nella storia.

Nel 1933 fece la sua apparizione l'italiana Lucia Valerio, raggiungendo i quarti di finale, e nel 1934 quando Giorgio De Stefani, incluso tra le teste di serie, fu sconfitto al secondo turno.

Il secondo fermo al torneo arrivò a causa della seconda guerra mondiale. Londra fu devastata dai bombardamenti, e si dice che sull'erba di Wimbledon furono allevati galline e maiali. Nel 1946 molti inglesi si privarono di un tesserino per comprare il pane in cambio di un biglietto per il torneo di Wimbledon.

Nel 1946 vinse il francese Yvon Petra, reduce di guerra e ferito ad un ginocchio, mentre tra le donne si affermò Pauline Betz.

L'inventore del professionismo: Jack Kramer[modifica | modifica sorgente]

Jack Kramer, inventore del circuito pro.

Nel 1947, fu la volta di Jack Kramer, che rivoluzionò il tennis. Dette il via infatti al professionismo, formando la prima troupe di giocatori stipendiati che girava il mondo giocando tornei di esibizione. Questo divise il tennis in due metà: da una parte i dilettanti e dall'altra i professionisti. Solo nel 1968 si riunirono i due tronconi. Nel 1947, l'italiano Gianni Cucelli partecipò al torneo, ma per sua sfortuna incontrò proprio Kramer al terzo turno, che lo sconfisse concedendogli solo due game.

Nel 1948 Cucelli batté Jaroslav Drobny, ma si aggiudicò il torneo il californiano Bob Falkenburg, che era stato compagno di doppio di Jack Kramer. In quegli anni iniziò la sfida in campo femminile, tra le americane Doris Hart e Louise Brough. Quest'ultima vinse per tre volte (nel 1948, nel 1949 e 1950), lasciando alla rivale il titolo del 1951. Dopo la vittoria di Ted Schroeder nel 1949, fu la volta di Budge Patty, l'americano di Parigi specialista sull'erba, che sconfisse in finale l'australiano Frank Sedgman. Nel 1951 vinse Dick Savitt, e nel 1952 torna alla ribalta Sedgman che batte in finale Jaroslav Drobny.

Il dominio australiano[modifica | modifica sorgente]

Rod Laver vincitore per 2 volte del Grande Slam.

Sedgman vinse sei titoli tra tornei singolari e di doppio: nel 1948, nel 1951 e 1952. Successivamente vinse l'americano Tony Trabert e un altro australiano lo seguì: si tratta di Lew Hoad, che vinse due titoli singolari e tre in doppio. Nel 1956 vinse Ken Rosewall due titoli in doppio in coppia con Lew Hoad e, anche se non vinse mai il singolare, fu protagonista di quattro finali, l'ultima delle quali a 40 anni contro Jimmy Connors, nel 1958 vinse Ashley Cooper[4]. Poi fu la volta dell'americano di origine peruviana Alex Olmedo nel 1959[5] e, soprattutto, Rod Laver, fuoriclasse che oltre a vincere Wimbledon quattro volte, realizzò due volte il Grande Slam.

Connolly, Gibson, Bueno[modifica | modifica sorgente]

Ritornando al femminile, sulla scena irrompe Maureen Connolly, la piccola americana che, per la sua passione per i cavalli, ma non solo per quella, può essere considerata un'antesignana di Martina Hingis. Ribattezzata subito "Little Mo", la ragazzina di appena 17 anni vinse il torneo nel 1952 e non lo lasciò per tre anni e ci volle un gravissimo incidente occorsole quando era a cavallo per stroncarle la carriera. Aveva solo 20 anni. Due anni dopo, nel 1957 una nuova stella subentrò a quella appena caduta: l'americana di Harlem Althea Gibson[6]. Era nera molto simile a Venus Williams. Aveva un servizio potente e una grande determinazione, tale da battere oltre alla sua avversaria Darlene Hard, anche l'atteggiamento del pubblico a lei non favorevolissimo, data la sua differenza di razza. Si ripeté anche nel 1958, poi passò il testimone ad una brasiliana che vinse a Wimbledon nel 1960, 1961 e 1964. Si guadagnò una statua a San Paolo e l'effigie su una serie di francobolli: si tratta di Maria Esther Bueno[7].

Ancora il dominio australiano[modifica | modifica sorgente]

Dal 1964 al 1971 ci fu un dominio assoluto degli australiani. Roy Emerson, che sapeva giocare il serve & volley con continuità ed efficacia, vinse due volte, nel 1964 e nel 1965, prima di cedere il passo allo spagnolo Manuel Santana. Specialista della terra rossa, secondo la tradizione della scuola iberica, Manuel non era certamente il favorito per la vittoria, ma riuscì a battere il finalista Dennis Ralston con un gioco vario e veloce.

Billie Jean King guida del movimento Woman's Lib.

La simpatia che suscitò negli inglesi raggiunse il culmine quando, nel corso della premiazione, si chinò a baciare la mano guantata della duchessa di Kent. Nel 1967, John Newcombe, un ragazzo di 23 anni, che assieme a Tony Roche rappresentava il nuovo corso nel tennis (in coppia avevano vinto il titolo di doppio l'anno precedente), riprese il dominio australiano del torneo. Negli anni 1968 e 1969 tornò a vincere Rod Laver, che approfittò subito dell'apertura ai professionisti.

Roche e Newcombe furono rispettivamente i due finalisti, a conferma dello strapotere australiano di quegli anni. Seguì poi una doppietta di John Newcombe nel 1970 e 1971, con Rosewall e l'americano Stan Smith sconfitti in finale. Lo stesso Stan Smith interruppe poi nel 1972 l'egemonia degli australiani, battendo nell'ultimo incontro Ilie Năstase, che non riuscì mai a vincere sull'erba di Wimbledon. E proprio nel torneo londinese, nell'edizione del 1971, fu introdotto per la prima volta il tie-break, quel particolare gioco di spareggio che in un primo tempo venne applicato quando il punteggio era su 8-8, poi in seguito, nel 1979, venne anticipato al 6 pari.

Questo accorgimento, inventato per sveltire un po' gli incontri e per dar loro tempi più televisivi, non venne applicato però nel quinto set, che continuò ad essere giocato ad oltranza. In campo femminile, il personaggio più importante di quel periodo fu l'americana Billie Jean King che, oltre ad essere una straordinaria giocatrice, fu anche quella che favorì l'emancipazione femminile nel tennis. Fondò l'associazione delle tenniste, ottenendo che venisse varato un loro circuito esclusivo, e fu alla guida del movimento Woman's Lib. Realizzò un record di titoli che alla fine saranno 20 tra singolo e doppio. L'ultimo singolare lo vinse nel 1975, a 32 anni.

La squalifica di Niki Pilic[modifica | modifica sorgente]

Il 1973 passò alla storia di Wimbledon come l'anno del boicottaggio. Fu una storia complessa, nata dalla decisione del giocatore jugoslavo Niki Pilic di non giocare il match di Coppa Davis contro la Nuova Zelanda. Per questo Pilic fu squalificato prima dalla federazione di Belgrado poi da quella Internazionale. La squalifica gli avrebbe impedito di partecipare a Wimbledon, e la neonata Association of Tennis Professionals (ATP) fece ricorso all'Alta Corte di Giustizia di Londra che confermò invece la squalifica. L'ATP decise allora di boicottare il torneo.

Molti grandi nomi aderirono, e con loro gli italiani Panatta e Paolo Bertolucci, che furono a loro volta sospesi per tre mesi dalla FIT, cosicché il torneo risultò fortemente menomato.

Vinse il cecoslovacco Jan Kodeš, che vantava due successi al Roland Garros. In finale batté il russo Alex Metreveli. Nelle file femminili si scontrarono due generazioni: Billie Jean King di 30 anni e Chris Evert di 19 anni, anche lei destinata a segnare il mondo del tennis. Numero 1 del mondo dal 1975 al 1978, e ancora nell'80 e nell'81, vinse 157 titoli, di cui 18 nei tornei del Grande Slam, di cui 3 in singolare a Wimbledon. Nel 1974 si aggiudica il torneo Jimmy Connors, lasciando 6 game a Ken Rosewall, di 18 anni più vecchio. Nel 1975 fu la volta di Arthur Ashe, che annullò la forza di Connors, di nove anni più giovane. Ashe dovette ritirarsi nel 1979 a causa di una disfunzione cardiaca. Morì nel febbraio 1993, affetto dall'Aids, malattia dalla quale era stato contagiato a causa di una trasfusione.

Borg per cinque anni consecutivi e il centenario del torneo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1976 inizia anche a Wimbledon l'era di Björn Borg[8][9]. Così come fece a Parigi, anche a Londra il fuoriclasse svedese non lasciò scampo a nessuno. Il terreno ideale per il serve & volley, per i rapidi scambi da concludere a rete, sembrava non si adattasse al gioco martellante da fondo campo di Borg. Ma Borg, da serio professionista, si preparò: rinforzò il servizio, e mise a punto il passante, infilando chiunque avanzasse a rete. Borg vinse il torneo per 5 anni consecutivi, impresa che verrà eguagliata solo da Roger Federer, ma non superiore alle 6 vittorie consecutive di William Renshaw. Tra le donne, Chris Evert, superata in semifinale Martina Navrátilová, si aggiudicò l'atto conclusivo contro Evonne Goolagong.

Nel 1977 ci fu grande festa a Wimbledon[10]. C'era il centenario del torneo, e per celebrarlo il duca e la duchessa di Kent avevano invitato tutti i vincitori del passato ancora in vita. Ventisette uomini e quindici donne si presentarono per onorare l'avvenimento, che coincideva con il Giubileo d'Argento della Regina Elisabetta. L'anno successivo[11], il fenomeno cecoslovacco Martina Navrátilová, vincitrice anche nel 1979, iniziò a far pesare il suo tennis, impostato sul serve & volley ad un ritmo devastante.

Gli americani Jimmy Connors ed il bombardiere Roscoe Tanner furono le vittime del campione Borg, mentre ad impegnare la Navrátilová ci pensò entrambe le volte Chris Evert. La Evert, comunque, arrivò ancora in finale nel 1980 contro Evonne Goolagong, e vinse l'anno successivo sulla cecoslovacca Hana Mandlíková.

L'80 fu l'ultimo anno di dominio di Borg, che raggiunse l'ultimo titolo a spese di un ventunenne americano. Si trattava di John McEnroe. In quell'occasione impegnò Borg sino al quinto al set che perse solo per 8-6. McEnroe iniziava a preparare la rivincita, che arrivò l'anno successivo, concedendo al rivale Borg un solo set.

McEnroe e Navrátilová protagonisti[modifica | modifica sorgente]

Martina Navrátilová in un'immagine recente.
John McEnroe in un'immagine recente.

Nel 1982, Jimmy Connors, ormai trentenne, sorprese tutti battendo John McEnroe. La Navrátilová, invece, iniziò la sequenza di sei titoli consecutivi. Nel 1983, anno che vide il ritiro di Björn Borg, McEnroe torna a vincere sul neozelandese Chris Lewis. La cecoslovacca Martina, al suo secondo atto, batte Andrea Jaeger, che eliminò la Evert. Nel 1984, McEnroe incontra nuovamente Connors. Questa volta però Connors riesce a vincere solo quattro games. La Navrátilová si aggiudica l'edizione contro la Evert. Nel 1985 irrompe il tedesco Boris Becker, 17 anni, ribattezzato "bum-bum" per la sua straordinaria potenza nel servizio e negli altri colpi in genere. Arrivato in finale, batte il sudafricano Kevin Curren. La Navrátilová ottiene il suo quarto titolo consecutivo ancora contro la Evert, che le aveva da poco strappato il Roland Garros. Nel 1986 Becker si conferma ancora campione di Wimbledon battendo l'indiscusso n. 1 Ivan Lendl, che nella sua grande carriera arriverà a vincere tutto eccetto Wimbledon. La consueta Martina, invece, batte la ceca Hana Mandlíková. Nel 1987, dopo 16 anni, torna a vincere un australiano. Si tratta di Pat Cash, tennista solido, che batte Ivan Lendl. Connors, a 35 anni, guadagna le semifinali. La Navrátilová conclude la sua serie battendo la diciottenne tedesca Steffi Graf, conquistando in totale 8 titoli.

Il dominio di Steffi Graf e le affermazioni di Boris Becker e Stefan Edberg[modifica | modifica sorgente]

Steffi Graf vincitrice di 7 edizioni del torneo.
Boris Becker vincitore a 17 anni del torneo.

Nel 1988 esplode Steffi Graf, che vince Wimbledon e conquista il Grande Slam, andando ad aggiungere il suo nome a quelli di Maureen Connolly (1953) e Margaret Court (1970). A Londra è una Navrátilová ormai trentaduenne che deve arrendersi alla forza della nuova campionessa. Tra gli uomini emerge lo svedese Stefan Edberg. A Wimbledon era già stato campione juniores nell'83. L'erba esaltava il suo elegante gioco Serve & Volley. Stefan si impone in quattro set su Boris Becker. Nel 1989 si impongono 2 tedeschi. Boris Becker, battuto l'anno precedente da Edberg, si prende la rivincita vincendo nettamente in tre set. Tra le donne, Steffi Graf fa il bis, sempre a spese di Martina che tiene bene per due set, poi crolla nel terzo (6-1).

Il 1990, nuovamente ribaltato il risultato della terza finale tra Becker ed Edberg. Questa volta è ancora lo svedese ad imporsi in un combattutissimo incontro che vedeva ad un certo momento prevalere il tedesco 3-1, con il servizio a disposizione, nel quinto set. Ma il risultato più eclatante lo raggiunge ancora Martina Navrátilová che, a dodici anni dal suo primo titolo, conquista la nona vittoria a spese della connazionale di colore Zina Garrison. Questa le aveva fatto il piacere di eliminare una Steffi Graf angosciata per la notizia, apparsa su tutti i giornali, di una relazione extraconiugale di suo padre Peter.

La rivalità tra Andre Agassi e Pete Sampras[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rivalità Agassi-Sampras.

Nel 1991 la rivalità tra Edberg e Becker passa in secondo piano. Andre Agassi, numero 4 del mondo, noto per il suo vestire stravagante, che ha creato una moda tra i giovanissimi[senza fonte], sa che a Londra ci si deve vestire il più bianco possibile; dapprima fa finta di non voler scendere a patti con questa usanza antiquata, minacciando di rinunciare per questo al torneo, poi ovviamente si adegua e scende in campo con una tenuta bianca, scaldamuscoli compresi. Conquista Londra ma perde contro David Wheaton nei quarti. Il tedesco Michael Stich si aggiudica il torneo a sorpresa battendo Boris Becker, che perde così la sua terza finale in tre set. Nel tabellone femminile, la finale è tra Steffi Graf e Gabriela Sabatini, e la vittoria va alla tedesca dopo una strenua lotta terminata 8-6 al terzo. La Navrátilová si era dovuta arrendere alla nuova stella, poi subito spenta, Jennifer Capriati.

L'anno 1992, Andre Agassi, batte lo jugoslavo Goran Ivanišević, dal servizio potentissimo. In campo femminile Steffi Graf ottiene il suo quarto titolo a spese di Monica Seles.

Nel 1993 si aggiudica il torneo Pete Sampras. In quest'anno raggiunse anche il primo posto nella classifica ATP e concludendo l'anno da numero 1 per sei anni consecutivi. Nella finale batte Jim Courier. La Graf appone la sua quinta firma al torneo, rischiando grosso contro la cecoslovacca Jana Novotná: sul punteggio e di 30-40 al terzo set, sotto 1-4, con l'avversaria al servizio, la Graf si rende conto che Novotná è emozionatissima all'idea di alzare il trofeo. Così si limita a rimandare la palla al di là della rete ed attendere l'errore.[senza fonte]

Nel 1994, Pete Sampras batte Goran Ivanišević, che cede dopo due tie-break. Nel singolare femminile la Navrátilová deve dire addio, per cedere il passo a Conchita Martínez.

Nel 1995 rivince Pete Sampras: nemmeno Becker è bastato a fermarlo. Alla fine del match, con le lacrime agli occhi[senza fonte], dedicò il suo terzo titolo consecutivo al suo coach e amico Tim Gullikson, morto di cancro. La Graf si aggiudica il suo sesto titolo a spese di Arantxa Sanchez.

1996: la finale a sorpresa[modifica | modifica sorgente]

Il 1996 succede una cosa mai vista prima: due giocatori non inclusi nelle teste di serie arrivano in finale. Si tratta di Richard Krajicek, olandese, n. 19 dell'ATP, che batte Sampras nei quarti di finale. L'altro giocatore è MaliVai Washington, americano, sconfitto dall'olandese. Nel torneo femminile bis della finale Sanchez-Graf, in cui prevale la tedesca.

Il dominio di Sampras[modifica | modifica sorgente]

Pete Sampras, vincitore di 7 edizioni del torneo

Nel 1997, Pete Sampras si aggiudica il torneo battendo in finale Cédric Pioline in 94 minuti. La sua superiorità si dimostra dal fatto che ha ceduto solo 2 turni di battuta dei 118 che gli sono toccati in gara. Al femminile, Martina Hingis, svizzera, a 16 anni e 279 giorni vince il suo primo titolo, conquistando anche la leader della classifica giovanissime, vincitrice del torneo inglese.

Nel 1998 Pete Sampras incontra Goran Ivanišević. È stata una finale entusiasmante, tra due giocatori dotati di un eccellente servizio, capaci entrambi di realizzare 240-300 ace all'anno. L'incontro premia Sampras con il punteggio di 6-7, 7-6, 6-4, 3-6, 6-2.

Il 1999 vede nuovamente protagonista l'ormai veterano Sampras, questa volta contro Andre Agassi, che dal profondo della classifica, insidia il grande Sampras, sempre al primo posto dal 1993 al 1998. Agassi deve inchinarsi alla supremazia di Pete che lo batte 6-3, 6-4, 7-5.

Il nuovo millennio incorona ancora Sampras, che conquista il suo settimo titolo del prestigioso torneo. Batte Pat Rafter con il punteggio di 6-7, 7-6, 6-4, 6-2.

Il periodo di transizione[modifica | modifica sorgente]

Il nuovo millennio riapre il torneo con qualche novità. Dopo l'uscita di scena di Pete Sampras, sconfitto al quarto turno da Roger Federer, la finale è fra il croato Goran Ivanišević e l'australiano Pat Rafter[12]. Il primo è un giocatore fortissimo, ma instabile, che ha battuto tutti i migliori professionisti, ma capace anche di perdere con l'ultimo in classifica ATP. Questa volta il croato corona il suo sogno, quasi alla fine della sua rampante carriera, un sogno che ha visto sfumare molte volte proprio in finale. La partita è stata combattutissima, come dimostra il punteggio: 6-3, 3-6, 6-3, 2-6, 9-7. E non è stato facile battere un campione come Rafter, il miglior tennista serve & volley dopo Stefan Edberg. L'australiano perde quindi la sua seconda finale consecutiva.

Nel 2002 si aggiudica il torneo il giovane Lleyton Hewitt, vincendo in finale per 6-1, 6-3, 6-2 sul finalista a sorpresa David Nalbandian. Nel doppio la finalissima è per la coppia Jonas Björkman/Todd Woodbridge contro Mark Knowles/Daniel Nestor. Ha la meglio la prima per il punteggio di 6-1, 6-2, 6-7, 7-5.

Il dominio di Roger Federer[modifica | modifica sorgente]

Roger Federer, dominatore degli ultimi anni.

Nel 2003 inizia il dominio di Roger Federer, che ha vinto il torneo per 7 volte (5 consecutive), l'ultimo nel 2012. Per conquistare la prima vittoria batte in finale Mark Philippoussis 7-65, 6-2, 7-63. Nel 2004 lo svizzero sconfigge in finale Andy Roddick, specialista delle superfici veloci e dotato di un gran servizio, per 4-6, 7-5, 7-63, 6-4. L'anno successivo la finale è ancora la stessa, e ancora una volta vince Federer, stavolta senza perdere un set, 6-2, 7-62, 6-4. In finale nel 2006 si incontrano per la prima di tre finali consecutive Roger Federer e Rafael Nadal: i due daranno vita ad una delle più grandi rivalità sportive della storia del tennis. Nella prima occasione si impone Federer, che vince in 4 set col punteggio di 6-0, 7-65, 62-7, 6-3. L'anno seguente a prevalere è sempre lo svizzero di Basilea, che sconfigge il rivale di Manacor per 7-67, 4-6, 7-63, 2-6, 6-2.

Le Sorelle Williams[modifica | modifica sorgente]

Venus Williams vincitrice di 5 edizioni del torneo.

Le sorelle Venus e Serena Williams vincitrici di 5 titoli ciascuna sono state le protagoniste del nuovo millennio. Allenate dal padre, impongono un tennis basato soprattutto sulla fisicità e sulla potenza dei colpi, sbaragliando la concorrenza e affrontandosi in finale per ben quattro volte: nel 2002, nel 2003, nel 2008 e nel 2009. Solo nell'edizione del 2006 nessuna delle due è arrivata in finale; per il resto 10 trofei e 11 finali tra il 2000 e il 2012. Al termine della finale del 2002 fu Honor Godfrey in persona, la direttrice del museo del tennis, a chiedere a Serena di donare la sua divisa usata nella finale per esporla a fianco a quella di Maud Watson.

La più grande partita di tutti i tempi[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008 a contendersi il titolo del singolare maschile a Wimbledon sono ancora Roger Federer e Rafael Nadal. Nadal era sempre uscito sconfitto nelle sfide del torneo di Londra, ma a Parigi nel torneo del Roland Garros lo spagnolo aveva sempre prevalso sullo svizzero, per 3 finali consecutive. Il 6 luglio 2008 Nadal vince i primi 2 combattuti set e tutti pensano che la partita sia quasi terminata quando Rafael sta per conquistare il 3º set, ma la pioggia interrompe il gioco. La partita riprende dopo qualche decina di minuti: Federer rientra in gara e vince il 3º parziale al tie-break. Nel 4º set Roger vince ancora al tie-break dopo una clamorosa rimonta che include l'annullamento di due match point e porta il conteggio dei set sul 2 pari. Federer sembra più in condizione di Nadal, ma quando lo spagnolo sta per capitolare, ancora una volta la pioggia interrompe il gioco. Alla ripresa Nadal riprende in mano il gioco e si porta sul 6-6. Nel 5º set non è previsto il tie-break, e la partita va avanti fino al 7-7. A questo punto lo spagnolo passa, andando avanti 8-7, e vincendo il set e l'incontro per 9-7. La partita è durata complessivamente 4 ore e 48 minuti, ma per le varie interruzioni per pioggia si è protratta dalle 3 del pomeriggio fino alle 10 e 30 di sera.

Il ritorno di Federer[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009, il detentore del titolo Rafael Nadal a sorpresa rinuncia a partecipare al torneo per un infortunio al ginocchio, e dopo la sua prima sconfitta della carriera all'Open di Francia per mano di Robin Söderling. Federer arriva ancora una volta in finale, dove affronta per la terza volta dopo il 2004 e il 2005 Andy Roddick, in un match molto combattuto protrattosi fino al 5º set, e vinto dallo svizzero per 16-14.

2010: la maratona Isner-Mahut[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Partita Isner–Mahut del torneo di Wimbledon 2010.

Il 24 giugno 2010 il match tra John Isner e Nicolas Mahut supera tutti i record della storia del tennis per durata dell'incontro, numero di games giocati e di ace conseguiti in un match. Dopo l'interruzione del primo giorno per mancanza di luce, l'incontro viene disputato fino a raggiungere il quinto set con 59 games per parte, ma viene nuovamente sospeso per lo stesso motivo. L'incontro termina col punteggio di 70 a 68 al quinto set dopo più di 11 ore e 5 minuti di gioco.

Il bis di Nadal e il primo successo di Djokovic[modifica | modifica sorgente]

Il 2010 vede trionfare per la seconda volta Rafael Nadal, capace di imporsi 6-3 7-5 6-4 sul ceco Tomáš Berdych, che era riuscito nell'impresa di eliminare ai quarti di finale il campione uscente Roger Federer. Nel 2011, ancora una volta lo spagnolo riesce ad issarsi sino in finale, dove però è costretto a cedere al serbo Novak Đoković con il punteggio di 6-4 6-1 1-6 6-3, che oltre al titolo toglierà anche la prima posizione del ranking mondiale al rivale.

Federer si prende scettro e record[modifica | modifica sorgente]

Il dominio del ranking mondiale da parte di Djokovic dura un anno esatto, infatti nell'edizione 2012 il serbo viene eliminato in semifinale dal sei volte campione Roger Federer (6-3 3-6 6-4 6-3), che riuscirà a impossessarsi del settimo trofeo (record assoluto condiviso con Pete Sampras e William Renshaw) ai danni della speranza britannica Andy Murray con il punteggio 4-6 7-5 6-3 6-4. Con questa vittoria Federer torna al primo posto del ranking mondiale, eguagliando e poi battendo definitivamente il 16 luglio di tale anno il record di settimane alla posizione numero 1 precedentemente posseduto da Pete Sampras (286). In questa occasione Federer stabilisce anche il record assoluto di finali disputate (8) nell'era Open.

Murray fa felice la Gran Bretagna[modifica | modifica sorgente]

Dopo 77 anni, un giocatore britannico ritorna a vincere Wimbledon, l'ultimo era stato Fred Perry nel 1936. Andy Murray, approfittando delle uscite premature di Federer e Nadal, arriva in finale, dove batte il nº 1 del mondo Novak Đoković con il punteggio di 6-4 7-5 6-4, sfatando così la maledizione di Fred Perry.

Il secondo successo di Djokovic[modifica | modifica sorgente]

Dopo il 2011 Novak Djokovic bissa il successo sull'erba londinese, trionfando su Roger Federer al termine di una partita combattuta, finita dopo cinque set con il punteggio di 6-7 6-4 7-6 5-7 6-4. Era dall'Australian Open 2013 che il serbo non trionfava in uno Slam, mentre per lo svizzero si è trattato della venticinquesima finale conquistata in un Major; l'ultima risaliva a Wimbledon 2012. Dopo questa vittoria Djokovic ha riconquistato il primo posto in classifica a sfavore di Rafael Nadal mentre Federer ha guadagnato una posizione portandosi al terzo posto del ranking ATP.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Ci sono cinque eventi principali a Wimbledon: singolare maschile, singolare femminile, doppio maschile, doppio femminile e doppio misto. In aggiunta esiste un torneo junior con quattro categorie: singolare e doppio maschile e femminile. Infine esiste un torneo ad inviti in quattro categorie: doppio maschile over35, doppio maschile over45, doppio femminile over35 e doppio maschile in carrozzina.

Le partite dei tornei doppio e singolare maschile sono al meglio dei cinque set, tutte le altre al meglio dei tre. Tutti i tornei sono ad eliminazione diretta; sfuggono a questa regola i doppi over35 e over45, che prevedono un girone all'italiana.

Fino al 1921 era in vigore il cosiddetto Challenge Round, vale a dire che i vincitori dell'edizione precedente, eccetto che per i tornei di doppio femminile e misto, venivano ammessi direttamente alla finale. Questo consentì ad alcuni atleti di vincere numerose edizioni consecutive, in quanto affrontavano avversari stanchi per aver giocato in tutti i turni precedenti.

I campi[modifica | modifica sorgente]

Il nuovo Centre Court dotato di tetto.

Il campo principale viene chiamato Centre Court ed è li che si svolgono sempre gli incontri finali del torneo; attualmente può ospitare 18.000 spettatori tutti seduti. A causa della natura imprevedibile del tempo britannico durante il torneo, un tetto retraibile è stato installato ed utilizzato a partire dall'edizione del 2009: eviterà interruzioni molto lunghe del torneo ma sarà necessaria comunque una pausa per far sì che esso ricopra completamente sia la superficie di gioco che gli spalti. Questo tetto è stato sfruttato per la prima volta il 29 giugno 2009, quando l'incontro degli ottavi femminili tra Dinara Safina e Amélie Mauresmo è stato interrotto da un acquazzone nel corso del secondo set ma è potuto riprendere dopo meno di tre quarti d'ora.

Il Campo N. 1 fu soggetto a una notevole ristrutturazione nel 1997; era in origine adiacente al Centre Court ma venne sostituito da una nuova arena con un maggior numero di posti per gli spettatori. Si dice che il vecchio campo N. 1 avesse un'atmosfera unica ed era il preferito da molti giocatori, cosicché la sua sostituzione venne rimpianta da molti. Anche il campo N. 1 ospita alcuni degli incontri più importanti del torneo, come i quarti di finale dei tornei di singolo.

Il Campo N. 2 porta il soprannome di "Il cimitero dei campioni" poiché è qui che, storicamente, a molti tennisti quotati è accaduto di essere inopinatamente eliminati.

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Verde e viola sono i colori tradizionali del torneo di Wimbledon. Le giocatrici donne vengono sempre appellate con "Miss" o "Mrs" durante il gioco (ad esempio quando il giudice di sedia dichiara il punteggio). I giocatori uomini invece vengono indicati solo con il cognome.

Il torneo inizia ogni anno sei settimane prima del primo lunedì di agosto e dura due settimane. Tradizionalmente non si gioca nella "middle sunday": per tre volte nella storia del torneo (l'ultima nel 2004) la pioggia ha costretto a giocare in quel giorno. Durante la prima settimana si disputano i primi turni del tabellone, mentre nella seconda tocca a ottavi, quarti, semifinali e finale.

I giocatori e le giocatrici devono indossare divise di gioco di color bianco, tuttavia piccoli accenni di altre tonalità sono possibili.

Premi per i vincitori[modifica | modifica sorgente]

I trofei.

Il vincitore del singolo maschile riceve un trofeo in argento dorato alto più di 45 centimetri. Il trofeo del singolare femminile è un vassoio d'argento, di quasi 51 centimetri di diametro, comunemente chiamato "Rosewater Dish" o il "Venus Rosewater Dish"; trofei vengono consegnati anche ai vincitori degli altri eventi.

Dal 2007 il torneo di Wimbledon prevede un montepremi uguale sia per il torneo maschile che quello femminile.

Vincitori[modifica | modifica sorgente]

Di seguito i rimandi agli elenchi dei vincitori del Torneo di Wimbledon:

Pete Sampras detentore del maggior numero di titoli insieme a Federer e Renshaw.

Tennisti più vittoriosi[modifica | modifica sorgente]

Nome Nazione Primo titolo Vittorie
William Renshaw Regno Unito Regno Unito 1881 7
Pete Sampras Stati Uniti Stati Uniti 1993 7
Roger Federer Svizzera Svizzera 2003 7
Lawrence Doherty Regno Unito Regno Unito 1902 5
Björn Borg Svezia Svezia 1976 5
Reggie Doherty Regno Unito Regno Unito 1897 4
Tony Wilding Australia Australia 1910 4
Rod Laver Australia Australia 1961 4
Wilfred Baddeley Regno Unito Regno Unito 1891 3
Arthur Gore Regno Unito Regno Unito 1901 3
Bill Tilden Stati Uniti Stati Uniti 1920 3
Fred Perry Regno Unito Regno Unito 1934 3
John Newcombe Australia Australia 1967 3
John McEnroe Stati Uniti Stati Uniti 1981 3
Boris Becker Germania Germania 1985 3

Tenniste più vittoriose[modifica | modifica sorgente]

Nome Nazione Primo titolo Vittorie
Martina Navrátilová Stati Uniti Stati Uniti 1978 9
Helen Wills Moody Stati Uniti Stati Uniti 1927 8
Dorothea Douglass Chambers Regno Unito Regno Unito 1903 7
Steffi Graf Germania Germania 1988 7
Blanche Bingley Hillyard Regno Unito Regno Unito 1886 6
Suzanne Lenglen Francia Francia 1919 6
Billie Jean King Stati Uniti Stati Uniti 1966 6
Lottie Dod Regno Unito Regno Unito 1887 5
Charlotte Cooper Sterry Regno Unito Regno Unito 1895 5
Venus Williams Stati Uniti Stati Uniti 2000 5
Serena Williams Stati Uniti Stati Uniti 2002 5
Louise Brough Stati Uniti Stati Uniti 1948 4
Maureen Connolly Stati Uniti Stati Uniti 1952 3
Maria Bueno Brasile Brasile 1959 3
Margaret Smith Court Australia Australia 1963 3
Chris Evert Stati Uniti Stati Uniti 1974 3

Alcuni primati del torneo[modifica | modifica sorgente]

Record Era Giocatore(i) Numero Anni vincenti
Maschile dal 1877
Maggior numero di titoli nel singolare maschile Prima del 1968: Regno Unito William Renshaw 7 1881, 1882, 1883, 1884, 1885, 1886, 1889
Dopo il 1968: Stati Uniti Pete Sampras
Svizzera Roger Federer
7 1993, 1994, 1995, 1997, 1998, 1999, 2000
2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2009, 2012
Maggior numero di titoli consecutivi nel singolare maschile Prima del 1968: Regno Unito William Renshaw[13] 6 1881, 1882, 1883, 1884, 1885, 1886
Dopo il 1968: Svezia Björn Borg
Svizzera Roger Federer
5 1976, 1977, 1978, 1979, 1980
2003, 2004, 2005, 2006, 2007
Maggior numero di titoli nel doppio maschile Prima del 1968: Regno Unito Reggie Doherty & Laurie Doherty 8 1897, 1898, 1899, 1900, 1901, 1903, 1904, 1905
Dopo il 1968: Australia Todd Woodbridge 9 1993, 1994, 1995, 1996, 1997, 2000 (con Mark Woodforde), 2002, 2003, 2004 (con Jonas Björkman)
Maggior numero di titoli consecutivi nel doppio maschile Prima del 1968: Regno Unito Reggie Doherty & Laurie Doherty 5 1897, 1898, 1899, 1900, 1901
Dopo il 1968: Australia Todd Woodbridge & Mark Woodforde 5 1993, 1994, 1995, 1996, 1997
Maggior numero di titoli nel doppio misto - uomini Prima del 1968: Australia Ken Fletcher

Stati Uniti Vic Seixas

4 1963, 1965, 1966, 1968 (con Margaret Court)

1953, 1954, 1955, 1956 (3 con Doris Hart, 1 con Shirley Fry Irvin)

Dopo il 1968: Australia Owen Davidson 4 1967, 1971, 1973, 1974 (con Billie Jean King)
Maggior numero di titoli complessivi – uomini Prima del 1968: Regno Unito William Renshaw 14 1880–1889 (7 singolare, 7 doppio)
Dopo il 1968: Australia Todd Woodbridge 9 1993–2004 (9 doppio)
Donne dal 1884
Maggior numero di titoli nel singolare femminile Prima del 1968: Stati Uniti Helen Wills 8 1927, 1928, 1929, 1930, 1932, 1933, 1935, 1938
Dopo il 1968: Stati Uniti Martina Navrátilová 9 1978, 1979, 1982, 1983, 1984, 1985, 1986, 1987, 1990
Maggior numero di titoli consecutivi nel singolare femminile Prima del 1968: Francia Suzanne Lenglen 5 1919, 1920, 1921, 1922, 1923
Dopo il 1968: Stati Uniti Martina Navrátilová 6 1982, 1983, 1984, 1985, 1986, 1987
Maggior numero di titoli nel doppio femminile Prima del 1968: Stati Uniti Elizabeth Ryan 12 1914 (con Agatha Morton), 1919, 1920, 1921, 1922, 1923, 1925 (con Suzanne Lenglen), 1926 (con Mary Browne), 1927, 1930 (con Helen Wills), 1933, 1934 (con Simonne Mathieu)
Stati Uniti Billie Jean King 10 1961, 1962 (con Karen Hantze Susman), 1965 (con Maria Bueno), 1967, 1968, 1970, 1971, 1973 (con Rosie Casals), 1972 (con Betty Stöve), 1979 (con Martina Navrátilová)
Dopo il 1968: Stati Uniti Martina Navrátilová 7 1976 (con Chris Evert), 1979 (con Billie Jean King), 1981, 1982, 1983, 1984, 1986 (con Pam Shriver)
Maggior numero di titoli consecutivi nel doppio femminile Prima del 1968: Francia Suzanne Lenglen & Stati Uniti Elizabeth Ryan 5 1919, 1920, 1921, 1922, 1923
Dopo il 1968: Stati Uniti Martina Navrátilová & Stati Uniti Pam Shriver

URSS/Bielorussia Nataša Zvereva

4 1981, 1982, 1983, 1984

1991 (con Larisa Neiland), 1992, 1993, 1994 (Gigi Fernández)

Maggior numero di titoli nel doppio misto - donne Prima del 1968: Stati Uniti Elizabeth Ryan 7 1919, 1921, 1923 (con Randolph Lycett), 1927 (con Frank Hunter), 1928 (con Patrick Spence), 1930 (con Jack Crawford), 1932 (con Enrique Maier)
Dopo il 1968: Stati Uniti Martina Navrátilová 4 1985 (con Paul McNamee), 1993 (con Mark Woodforde), 1995 (con Jonathan Stark), 2003 (con Leander Paes)
Maggior numero di titoli complessivi – donne Prima del 1968: Stati Uniti Billie Jean King 20 1961–79 (6 singolare, 10 doppio, 4 misto)
Stati Uniti Elizabeth Ryan 19 1914–34 (12 doppio, 7 misto)
Dopo il 1968: Stati Uniti Martina Navrátilová 20 1976–2003 (9 singolare, 7 doppio, 4 misto)
Vari
Maggior numero di game vinti in finale Stati Uniti Andy Roddick 39 2009
Maggior numero di match giocati (uomini) Francia Jean Borotra 223 1922–39, 1948–64
Maggior numero di match giocati (donne) Stati Uniti Martina Navrátilová 326
Maggior numero di sconfitte in finale (complessivo) Regno Unito Blanche Bingley Hillyard
Stati Uniti Chris Evert
7 1885, 1887, 1888, 1891, 1892, 1893, 1901
1973, 1978, 1979, 1980, 1982, 1984, 1985
Vincitore col minor ranking (uomini) Croazia Goran Ivanišević 125º 2001
Vincitore con una wild card (complessivo) Croazia Goran Ivanišević 2001
Vincitrice col minor ranking (donne) Stati Uniti Venus Williams 31a (23a testa di serie) 2007
Vincitore più giovane (Singolare maschile) Germania Ovest Boris Becker 17 anni e 227 giorni 1985
Vincitore più vecchio (Singolare maschile) Regno Unito Arthur Gore 41 anni e 182 giorni 1909
Vincitore più giovane (Doppio maschile) Stati Uniti Dennis Ralston 17 anni e 341 giorni 1960
Vincitore più vecchio (Doppio maschile) Stati Uniti Gardnar Mulloy 43 anni e 226 giorni 1957
Vincitore più giovane (Doppio misto) Australia Rod Laver 20 anni e 328 giorni 1959
Vincitore più vecchio (Doppio misto) Stati Uniti Sherwood Stewart 42 anni e 28 giorni 1988
Vincitrice più giovane (Singolare femminile) Regno Unito Lottie Dod 15 anni e 285 giorni 1887
Vincitrice più vecchia (Singolare femminile) Regno Unito Charlotte Cooper Sterry 37 anni e 282 giorni 1908
Vincitrice più giovane (Doppio femminile) Svizzera Martina Hingis 15 anni e 282 giorni 1996
Vincitrice più vecchia (Doppio femminile) Stati Uniti Elizabeth Ryan 42 anni e 152 giorni 1934
Vincitrice più giovane (Doppio misto) Stati Uniti Serena Williams 16 anni e 282 giorni 1998
Vincitrice più vecchia (Doppio misto) Stati Uniti Martina Navrátilová 46 anni e 261 giorni 2003
Debuttante più giovane (Singolare maschile) Stati Uniti Sidney Wood 15 anni e 231 giorni 1927
Debuttante più vecchio (Singolare maschile) Regno Unito Josiah Ritchie 55 anni e 247 giorni 1926
Debuttante più giovane (Doppio maschile) Stati Uniti Sidney Wood 15 anni e 234 giorni 1927
Debuttante più vecchio (Doppio maschile) Francia Jean Borotra 65 anni e 317 giorni 1964
Debuttante più vecchio (Doppio misto) Francia Jean Borotra 64 anni e 320 giorni 1963
Debuttante più giovane (Singolare femminile) Stati Uniti Jennifer Capriati 14 anni e 90 giorni 1990
Debuttante più vecchia (Singolare femminile) Regno Unito Madeline O'Neill 54 anni e 304 giorni 1922
Debuttante più giovane (Doppio femminile) Stati Uniti Jennifer Capriati 14 anni e 92 giorni 1990
Debuttante più vecchia (Doppio femminile) Regno Unito Kay Tuckey Maule 54 anni e 352 giorni 1932
Vincitrice più vecchia (Doppio misto) Regno Unito Madeline O'Neill 55 anni e 304 giorni 1923
Testa di serie più giovane (Singolare maschile) Svezia Björn Borg 17 anni e 19 giorni 1973
Testa di serie più giovane (Singolare femminile) Stati Uniti Jennifer Capriati 14 anni e 89 giorni 1990
Maggior numero di partite giocate (Singolare maschile) Francia Jean Borotra 223 partite
Maggior numero di partite giocate (Singolare femminile) Stati Uniti Martina Navrátilová 319 partite
Nazione più vincente (Singolare maschile) Stati Uniti Stati Uniti 33 titoli
Nazione più vincente (Singolare femminile) Stati Uniti Stati Uniti 50 titoli
Finale maschile più lunga per durata Svizzera Roger Federer vs
Spagna Rafael Nadal
4 ore 48 minuti 2008
Match maschile più lungo per durata Stati Uniti John Isner vs
Francia Nicolas Mahut
11 ore 5 minuti 2010
Finale maschile più lunga per game Svizzera Roger Federer vs
Stati Uniti Andy Roddick
77 games 2009
Match maschile più lungo per game Stati Uniti John Isner vs
Francia Nicolas Mahut
183 game 2010
Finale femminile più lunga per durata Stati Uniti Lindsay Davenport vs
Stati Uniti Venus Williams
2 ore 4 minuti 2005
Semifinale femminile più lunga per durata Stati Uniti Serena Williams vs
Russia Elena Dement'eva
2 ore 49 minuti 2009
Match femminile più lungo per durata Stati Uniti Chanda Rubin vs
Canada Patricia Hy-Boulais
3 ore 45 minuti[14] 1995

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ron Atkin, 1877 Wimbledon Championships, Wimbledon.org. URL consultato il 5 ottobre 2010.
  2. ^ British Tennis Champion Defeated in The New York Times, 1º luglio 1897.
  3. ^ Wilding Beats Wright, The New York Times, 29 giugno 1910. URL consultato il 4 aprile 2012.
  4. ^ Cooper Wins At Wimbledon. in Lodi News-Sentinel (Wimbledon, Inghilterra), 5 luglio 1958. URL consultato il 17 gennaio 2011.
  5. ^ Alex Reigns As King. Olmedo Wins Wimbledon Title. in Leader-Post (Wimbledon, Inghilterra), 4 luglio 1959. URL consultato il 17 gennaio 2011.
  6. ^ Althea Gibson Wins Wimbledon Net Title. in Oxnard Press-Courier (Wimbledon, Inghilterra), 5 luglio 1958. URL consultato il 17 gennaio 2011.
  7. ^ Maria Bueno Of Brazil Wins Wimbledon Title. in Milwaukee Journal (Wimbledon, Inghilterra), 5 luglio 1959. URL consultato il 17 gennaio 2011.
  8. ^ Borg Puts An End To Connors' Bid To Take Wimbledon Title. in Rome News-Tribune (Wimbledon, Inghilterra), 3 luglio 1977. URL consultato il 17 gennaio 2011.
  9. ^ Borg Romps Past Connors. in Milwaukee Journal Sentinel (Wimbledon, Inghilterra), 8 luglio 1978. URL consultato il 17 gennaio 2011.
  10. ^ 14 Years Of Trying Pays Off For Virginia Wade. in Portsmouth Daily Times (Wimbledon, Inghilterra), 2 luglio 1977. URL consultato il 17 gennaio 2011.
  11. ^ Martina Navratilova Fulfills Her Highest Ambition. in St. Joseph News-Press (Wimbledon, Inghilterra), 8 luglio 1978. URL consultato il 17 gennaio 2011.
  12. ^ John Roberts, Tennis: Wildcard Ivanisevic wins Wimbledon title in The New Zealand Herald, 10 luglio 2001. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  13. ^ Con la formula del Challenge Round
  14. ^ Schiavone-Kuznetsova Epic is Second-Longest Ever Women's Match, World Tennis Magazine, 23 gennaio 2011. URL consultato l'8 giugno 2012.

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