Ivan Lendl
| Ivan Lendl | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Dati biografici | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Nome | Ivan Lendl | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Paese | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Nazionalità | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Altezza | 187 cm | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Peso | 79 kg | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Tennis |
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| Dati agonistici | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Ritirato | 1994 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Hall of Fame | (2001) | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Carriera | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Palmarès | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 1980 | Coppa Davis | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Statistiche aggiornate al definitivo | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Ivan Lendl (Ostrava, 7 marzo 1960) è un ex tennista cecoslovacco naturalizzato statunitense.
- Vincitore di otto titoli del Grande Slam e quattro volte Campione del Mondo ITF, Ivan Lendl ha dominato la classifica ATP in un'epoca in cui i grandi campioni imperversavano, rimanendo costantemente ai vertici per tutti gli anni ottanta pur avendo come avversari campioni quali Borg, Connors e McEnroe, e poi Wilander, Becker e Edberg. Dopo aver sconfitto McEnroe nella finale degli US Open nel 1985, occupò la prima posizione nel ranking mondiale per 5 anni quasi consecutivi (con una breve pausa dal settembre 1988 al gennaio 1989, quando fu spodestato da Wilander) e, a fine carriera, risulterà il giocatore rimasto al n. 1 del mondo per il maggior numero di settimane (270), superando il precedente record di Connors (il primato sarà poi superato da Pete Sampras negli anni novanta). Punto dolente della sua gloriosa carriera è quello di non essere mai riuscito a vincere Wimbledon dove ha però disputato due finali e cinque semifinali in otto anni(1983-1990), al riguardo una volta disse: "è vero che non ho mai vinto Wimbledon, ma non ho neanche incontrato in finale gente come Lewis o Curren!". A fine carriera il suo palmares è di 94 tornei vinti, a cui vanno aggiunti 50 tornei di singolare fuori dal circuito ATP, 6 titoli di doppio e un totale di premi in denaro di 21.262.417 dollari (record dell’epoca).
- Nel 2001, è stato inserito nella International Tennis Hall of Fame.
Indice |
[modifica] Caratteristiche tecniche
Ivan Lendl evidenziò subito una grande propensione al gioco aggressivo da fondocampo. Tony Trabert e Arthur Ashe[1] in particolare notarono che il giovane tennista era in grado di colpire il dritto con inedita potenza. Più penetrante di quello carico di "top spin" inaugurato da Bjorn Borg, più solido del dritto piatto di Jimmy Connors[2], il colpo di Ivan ibridava lo stile classico degli attaccanti con quello moderno dei regolaristi, producendo un palleggio pressante anche da posizioni molto arretrate sul campo. Ampia e convessa la preparazione (faccia della racchetta chiusa, quasi parallela al suolo), schiaffo virtuale con la testa della racchetta sotto il livello del polso poco prima dell'impatto, classici il trasferimento di carico e la chiusura in alto e in avanti, sopra la spalla sinistra[3]. Emblematica l'impugnatura, a metà tra quella più tradizionale usata ancora dalle tenniste (Evert, Navratilova, Mandlikova) e quella di Borg[2]. Lendl ebbe a definirla per questo una "semiwestern", ma trattavasi più propriamente di una "eastern"[4], con la nocca del dito indice e l'eminenza ulnare del palmo perfettamente centrati sul piano verticale del manico a sezione ottagonale della racchetta[5]. L'"insideout" di dritto, giocato da sinistra verso destra sul rovescio dell'avversario, e il lungo linea in corsa, furono da sempre le sue soluzioni vincenti per antonomasia. Più tradizionale nel gesto e nell'impugnatura (oggi si definirebbe una "continental") il rovescio a una mano, col quale Lendl alternava il "drive" (originariamente piatto) al "chip", uno "slice" bloccato particolarmente adatto nella risposta al servizio a neutralizzare la volée dell'avversario e agevolare il successivo passante. Presto imparò a liftare con un gesto più schiaffeggiato (la racchetta impugnata lievemente più in alto sul manico per una maggiore flessibilità)[2], accentuando la sbracciata e la violenza del colpo in accelerazioni e passanti[6] http://www.repubblica.it/rubriche/racconti-di-sport/2009/07/21/news/ivan_il_coniglio_che_divenne_leone_ebbene_si_lendl_e_stato_grande-1826872/, specie in lungo linea. Il servizio si distingueva per un lancio di palla molto alto, complementare al gesto ampio e diligente. Piatta e violenta la prima, più lavorata la seconda. Dotato d'un fisico longilineo e imponente, Lendl ne ottimizzò le potenzialità con allenamenti intensi e meticolosi, supplendo a un difetto di rapidità negli spostamenti con una perfetta coordinazione nella falcata, eccezionalmente lunga, e sfruttando le sue leve in drammatici allunghi. Più impacciato sotto rete, sostenuto da riflessi non superlativi e da una tecnica scolastica. Questo e l'irregolarità della superficie che rendeva meno confortevoli i suoi colpi a rimbalzo, contribuì a negargli l'agoniata vittoria nel prestigioso torneo londinese di Wimbledon, insieme forse a un temperamento nervoso già denunciato e poi superato in altre prove dello Slam.
[modifica] Biografia
Cresciuto a Ostrava, in Cecoslovacchia (ora Repubblica Ceca) da genitori tennisti (sua madre Olga fu anche n. 2 nel ranking nazionale), fu iniziato al tennis molto giovane e, dopo aver vinto i tornei giovanili di Wimbledon e del Roland Garros, diventò professionista nel 1978.
Iniziò così ben presto a rivaleggiare con i migliori: nel 1979 entrò nei primi 20 del ranking mondiale, nel 1980 -dopo essere stato determinante nella vittoria in Coppa Davis della Cecoslovacchia contro l'Italia- balzò al n. 6 (aggiudicandosi sette tornei, di cui 3 consecutivi in 3 superfici diverse), per arrivare al n. 2 già nel 1981, anno in cui trionfò alla Masters Cup dopo aver raggiunto la sua prima finale in un torneo del Grande Slam, il Roland Garros (il più importante su terra rossa): fu sconfitto da Björn Borg, già cinque volte vincitore sulla terra parigina, al termine di un incontro tiratissimo (6-1 4-6 6-2 3-6 6-1), ma quella finale gli consentì di entrare definitivamente nella ristretta cerchia dei grandi del tennis.
Trasferitosi nel frattempo negli Stati Uniti (di cui divenne cittadino poi nel 1992), proseguì la sua scalata al vertice nel 1982, allorché vinse ben 15 dei 23 tornei a cui prese parte, bissando la vittoria ai Masters Cup dell’anno prima, raggiungendo la finale agli US Open (contro Connors) e infilando una striscia da primato: 44 incontri vinti di seguito. Nel 1983, con altri sette tornei vinti e altre due finali di Grande Slam (agli Australian Open contro Wilander e agli US Open ancora contro Connors), arrivò per la prima volta al n. 1 della classifica mondiale.
Le quattro finali di Grande Slam già raggiunte furono il preludio alla memorabile vittoria del 1984 proprio al Roland Garros, laddove ottenne il suo primo titolo del Grande Slam, dopo aver battuto in un'epica finale The Genius (John McEnroe). Sotto di due set e di un break, Lendl riuscì a compiere una vera e propria impresa, rimontando e aggiudicandosi così l'incontro (3-6 2-6 6-4 7-5 7-5). McEnroe, letteralmente infuriato per la sconfitta, lasciò il palco della premiazione senza proferire alcun commento e ricevendo così gli assordanti fischi del pubblico.
Il quinquennio successivo fu quello che iscrisse Lendl nella leggenda di questo sport, con una continuità di vittorie che lo porterà come detto a occupare la prima posizione della classifica ATP per ben 270 settimane complessive (allora primato assoluto), di cui ben 157 consecutive (tuttora terzo dopo Connors e Federer). I suoi più grandi risultati in quegli anni furono i due nuovi trionfi al Roland Garros nel 1986 e nel 1987 (contro Michael Pernfors e Mats Wilander), tre titoli consecutivi agli US Open nel 1985, 1986 e 1987 (sconfisse in successione John McEnroe, Miloslav Mečíř e Mats Wilander), due vittorie agli Australian Open nel 1989 e nel 1990 (battendo il connazionale Miloslav Mečíř e poi Stefan Edberg), a cui vanno aggiunte diverse altre vittorie nei tornei del circuito ATP (che porteranno il totale a 94 tornei vinti, più 50 tornei non-ATP), altre finali del Grande Slam e le ulteriori 3 vittorie della Masters Cup (1985, 1986, 1987).
A fronte di questo predominio, Lendl non è mai riuscito a imporsi nel torneo di Wimbledon, cosa che gli avrebbe consentito di completare la sua collezione di trofei del Grande Slam. Sull'erba inglese, il suo gioco da fondocampo partiva svantaggiato; nonostante ciò, vinse per due volte il prestigioso torneo londinese del Queen's (nel 1989 e nel 1990, contro Van Rensburg e Becker) e raggiunse la finale di Wimbledon nel 1986 e nel 1987, in entrambi i casi uscendo sconfitto (dagli specialisti Boris Becker e Pat Cash). Nel 1990, con l'obiettivo di aggiudicarsi finalmente la vittoria a Wimbledon, rinunciò persino a partecipare al Roland Garros (torneo che l'avrebbe visto come massimo favorito), ma il suo tentativo di modificare il suo stile di gioco con frequenti incursioni a rete (che lo portò alla vittoria del Queen's contro Becker), si arenò nella semifinale di Wimbledon laddove Edberg si impose per 6-1, 7-6, 6-3.
Lendl ha annunciato il suo ritiro dal tennis professionistico il 21 dicembre 1994 per problemi alla schiena. Lasciata l'attività agonistica, si è da allora dedicato al suo secondo sport preferito, ovvero il golf, nel quale si è dimostrato ugualmente molto abile. La sua meticolosità e il suo senso del perfezionismo gli hanno consentito di riscuotere soddisfazioni anche in questa disciplina. Nel 2004 ha anche organizzato un torneo per beneficenza denominato "Ivan Lendl Celebrity Golf Tournament".
[modifica] Statistiche e record
| Per approfondire, vedi la voce Record dell'ATP World Tour. |
[modifica] I suoi record
- Vincitore di 8 tornei del Grande Slam (al pari di Jimmy Connors e Andre Agassi e superato da soli 6 giocatori nella storia).
- Ha vinto 222 match nei tornei del Grande Slam (quarto dopo Connors, Federer e Agassi).
- 14 anni consecutivi ('80-'93) vincendo almeno un torneo ATP (ineguagliato nell'era open).
- 22 titoli Grand Prix Tennis Championship Series (i precursori dei Master 1000).
- 8 finali consecutive all'US Open ('82-'89), come Bill Tilden ('18-'25), record superato nella storia dei majors solo dalle nove finali di Navratilova a Wimbledon ('82-'90), e di Pancho Gonzalez agli US Pro Championships ('51-'59).
- 10 volte consecutive almeno in semifinale nei tornei del Grande Slam, dagli US Open del 1985 agli Australian Open 1988 (secondo dopo Roger Federer ), 14 consecutive almeno ai quarti di finale (terzo dopo Federer e Connors).
- 11 anni consecutivi (1981-1991) in cui ha raggiunto almeno una finale del Grande Slam (record condiviso con Pete Sampras 1992-2002).
- 4 volte n.1 mondiale a fine stagione (1985, 1986, 1987, 1989) (quarto assieme a John McEnroe, dopo Pete Sampras con 6 e Connors e Federer con 5).
- È uno dei 5 giocatori (con Connors, McEnroe, Pete Sampras e Federer) a essere stato al n. 1 mondiale a fine stagione per almeno tre anni consecutivi (1985-1987).
- È uno dei 5 giocatori (con Connors, Pete Sampras, Lleyton Hewitt e Federer) che hanno mantenuto il 1º posto in classifica per tutte le settimane di un intero anno.
- 4 volte Campione del Mondo ITF (1985, 1986, 1987, 1990) (terzo dietro Pete Sampras con 6 e Roger Federer con 5).
- 3 volte ATP Player of the Year (1985, 1986, 1987).
- 94 tornei ATP vinti in carriera (secondo assoluto dopo Connors con 109 titoli).
- 270 settimane come numero 1 del mondo (terzo dopo Sampras con 286 settimane e Federer a 285).
- 157 settimane consecutive al n. 1, dal 9 settembre 1985 all’11 settembre 1988 (terzo dietro Connors e Federer)
- 588 settimane consecutive fra i primi 5 giocatori al mondo, dal 20 ottobre 1980 al 20 gennaio 1992 (secondo dietro Connors con 659 settimane).
- 626 settimane consecutive fra i primi 10 giocatori al mondo, dal 19 maggio 1980 al 11 maggio 1992 (secondo dietro Connors con 788 settimane).
- 1071 partite vinte nei tornei ATP (secondo dopo Connors con 1222 vittorie).
- Più lunga serie di vittorie indoor: 66 partite tra l'aprile 1981 (sconfitto da Tomáš Šmíd a Francoforte) e gennaio 1983 (sconfitto da McEnroe in finale a Philadelphia).
- Seconda più lunga serie vincente su tutte le superfici: 44 partite fra il 1981 e il 1982 (dopo Guillermo Vilas con 46 partite nel 1977).
- Unico giocatore ad avere vinto 3 tornei in 3 settimane consecutive su 3 diverse superfici (1985: a Fort Myers sul cemento, a Montecarlo sulla terra battuta, a Dallas sul sintetico).
- Record finali consecutive in tornei di singolare (18) fra il 1981 e il 1982.
- Unico giocatore ad aver vinto almeno 90 partite in tre anni consecutivi (1980, 1981, 1982).
- Unico giocatore ad aver vinto almeno il 90% delle sue partite in cinque anni diversi (1982: 106-9, 1985: 84-7; 1986: 74-6; 1987: 74-7; 1989: 79-7).
- Record di 9 finali consecutive (1980-88) al Masters di New York.
- 5 vittorie al Masters Cup (poi eguagliato da Pete Sampras e superato da Roger Federer) e 9 finali consecutive (record assoluto).
- 15 tornei vinti in un solo anno (1982) (secondo dopo Vilas che ha vinto 16 titoli nel 1977).
- 3 finali consecutive agli Australian Open, 4 consecutive al Roland Garros, due consecutive a Wimbledon.
[modifica] Statistica sfide con gli altri campioni
| Vittorie | Sconfitte | % vittorie | Avversario |
|---|---|---|---|
| 6 | 2 | 75 | Andre Agassi |
| 11 | 10 | 52 | Boris Becker |
| 2 | 5 | 28 | Björn Borg |
| 5 | 3 | 62 | Pat Cash |
| 5 | 2 | 71 | Michael Chang |
| 22 | 13 | 63 | Jimmy Connors |
| 4 | 0 | 100 | Jim Courier |
| 13 | 14 | 48 | Stefan Edberg |
| 21 | 15 | 58 | John McEnroe |
| 3 | 5 | 38 | Pete Sampras |
| 15 | 7 | 68 | Mats Wilander |
Fonte: [1]
[modifica] Finali del Grande Slam (19)
[modifica] Vinte (8)
| Anno | Torneo | Superficie | Avversario in finale | Punteggio |
| 1984 | Open di Francia | Terra rossa | 3–6, 2–6, 6–4, 7–5, 7–5 | |
| 1985 | US Open | Cemento | 7–6, 6–3, 6–4 | |
| 1986 | Open di Francia (2) | Terra rossa | 6–3, 6–2, 6–4 | |
| 1986 | US Open (2) | Cemento | 6–4, 6–2, 6–0 | |
| 1987 | Open di Francia (3) | Terra rossa | 7–5, 6–2, 3–6, 7–6 | |
| 1987 | US Open (3) | Cemento | 6–7, 6–0, 7–6, 6–4 | |
| 1989 | Australian Open | Cemento | 6–2, 6–2, 6–2 | |
| 1990 | Australian Open (2) | Cemento | 4–6, 7–6, 5–2 ret. |
[modifica] Perse (11)
| Anno | Torneo | Superficie | Avversario in finale | Punteggio |
| 1981 | Open di Francia | Terra rossa | 6–1, 4–6, 6–2, 3–6, 6–2 | |
| 1982 | US Open | Cemento | 6–3, 6–2, 4–6, 6–4 | |
| 1983 | US Open (2) | Cemento | 6–3, 6–7, 7–5, 6–0 | |
| 1983 | Australian Open | Erba | 6–1, 6–4, 6–4 | |
| 1984 | US Open (3) | Cemento | 6–3, 6–4, 6–1 | |
| 1985 | Open di Francia (2) | Terra rossa | 3–6, 6–4, 6–2, 6–2 | |
| 1986 | Wimbledon | Erba | 6–4, 6–3, 7–5 | |
| 1987 | Wimbledon (2) | Erba | 7–6, 6–2, 7–5 | |
| 1988 | US Open (4) | Cemento | 6–4, 4–6, 6–3, 5–7, 6–4 | |
| 1989 | US Open (5) | Cemento | 7–6, 1–6, 6–3, 7–6 | |
| 1991 | Australian Open (2) | Cemento | 1–6, 6–4, 6–4, 6–4 |
[modifica] Statistiche Grande Slam e Masters Cup
| Torneo | 1978 | 1979 | 1980 | 1981 | 1982 | 1983 | 1984 | 1985 | 1986 | 1987 | 1988 | 1989 | 1990 | 1991 | 1992 | 1993 | 1994 | Totale match vinti-persi | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Grande Slam | ||||||||||||||||||||
| Australian Open | A | A | 3T | A | A | F | 4T | SF | ND | SF | SF | V | V | F | QF | 1T | 4T | 48-10 | ||
| Roland Garros | 1T | 4T | 3T | F | 4T | QF | V | F | V | V | QF | 4T | A | A | 2T | 1T | 1T | 53-12 | ||
| Wimbledon | A | 1T | 3T | 1T | A | SF | SF | 4T | F | F | SF | SF | SF | 3T | 4T | 2T | A | 48-14 | ||
| US Open | A | 2T | QF | 4T | F | F | F | V | V | V | F | F | QF | SF | QF | 1T | 2T | 73-13 | ||
| Match vinti-persi | 0-1 | 4-3 | 9-4 | 9-3 | 9-2 | 20-4 | 20-3 | 20-3 | 20-1 | 24-2 | 20-4 | 21-3 | 16-2 | 13-3 | 12-4 | 1-4 | 4-3 | 222-49 | ||
| Masters Cup | ||||||||||||||||||||
| Masters | A | A | F | V | V | F | F | V | V | V | F | SF | SF | SF | A | A | A | 40-10 | ||
ND = torneo non disputato
A = assente
W = vincitore
F = Finalista
SF = Semifinalista
QF = Eliminato ai quarti di finale
4T = Eliminato agli ottavi di finale
3T = Eliminato ai 16 mi di finale
2T = Eliminato ai 32 mi di finale
1T = Eliminato ai 64 mi di finale
[modifica] Statistica complessiva tornei ATP
| 1978 | 1979 | 1980 | 1981 | 1982 | 1983 | 1984 | 1985 | 1986 | 1987 | 1988 | 1989 | 1990 | 1991 | 1992 | 1993 | 1994 | Totale | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tornei giocati | 7 | 17 | 33 | 21 | 23 | 23 | 16 | 17 | 15 | 16 | 10 | 17 | 16 | 21 | 24 | 25 | 18 | 319 |
| Vittorie | 0 | 0 | 7 | 10 | 15 | 7 | 3 | 11 | 9 | 8 | 3 | 10 | 5 | 3 | 1 | 2 | 0 | 94 |
| Finali | 0 | 1 | 3 | 5 | 5 | 6 | 8 | 3 | 3 | 4 | 2 | 2 | 1 | 3 | 3 | 2 | 1 | 52 |
| Semifinali | 2 | 3 | 8 | 2 | 0 | 3 | 1 | 1 | 2 | 2 | 2 | 4 | 4 | 6 | 2 | 0 | 1 | 43 |
| Quarti di finale | 0 | 4 | 5 | 1 | 2 | 2 | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 3 | 0 | 8 | 5 | 4 | 36 |
| 16 mi di finale | 1 | 5 | 3 | 2 | 1 | 1 | 1 | 2 | 1 | 2 | 1 | 1 | 2 | 5 | 7 | 4 | 7 | 46 |
| 32 mi di finale | 2 | 2 | 7 | 0 | 0 | 4 | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 1 | 4 | 2 | 6 | 1 | 31 |
| 64 mi di finale | 1 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1 | 3 | 3 | 10 |
| 128 mi di finale | 1 | 1 | 0 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 3 | 1 | 7 |
| Match vinti-persi | 9–9 | 41-21 | 109-28 | 96-14 | 106-9 | 75-16 | 62-16 | 84-7 | 74-6 | 74-7 | 41-8 | 79-7 | 54-12 | 55-18 | 50-24 | 33-23 | 28-18 | 1070-243 |
| %Match vinti | 50% | 66% | 80% | 87% | 92% | 82% | 79% | 92% | 93% | 91% | 84% | 92% | 82% | 75% | 68% | 59% | 61% | 82% |
| Classifica ATP a fine anno | 74. | 20. | 6. | 2. | 3. | 2. | 3. | 1. | 1. | 1. | 2. | 1. | 3. | 5. | 8. | 19. | 54. | - |
[modifica] Note
- ^ "Lendl hits the forehand harder than anyone i've ever seen..." -Arthur Asche, Jr., capitano di Coppa Devis Statunitense. "Ivan Lendl's power tennis" a cura di Eugene L. Scott, pubblicato da Simon & Schuster nel 1983.
- ^ a b c "Ivan Lendl's power tennis" a cura di Eugene L. Scott, pubblicato da Simon & Schuster nel 1983.
- ^ "Ivan Lendl's power tennis" a cura di Eugene L. Scott, pubblicato da Simon & Schuster nel 1983. 500 anni di Tennis, di Gianni Clerici, edizione Mondadori.
- ^ 500 anni di Tennis, di Gianni Clerici, edizione Mondadori. Fotogrammi e didascalie a pag 382.
- ^ "Ivan Lendl's power tennis" a cura di Eugene L. Scott, pubblicato da Simon & Schuster nel 1983. Illustrazione fotografica e didascalie a pag 32-33.
- ^ "... abbandonava un rovescino tagliato e velenoso per una terribile sberla liftata, che non sarebbe servita soltanto a passare, ma anche ad attaccare." - Gianni Clerici, Repubblica 21 Luglio 2009.
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