Argentina

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Argentina
Argentina – Bandiera Argentina - Stemma
(dettagli) (dettagli)
En unión y libertad
[In unione e libertà]
Argentina - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Argentina
Nome ufficiale República Argentina
Lingue ufficiali Spagnolo
Altre lingue italiano, tedesco, arabo
Capitale Buenos Aires  (3.000.000 ab. / 2010)
Politica
Forma di governo Repubblica presidenziale federale
Presidente Cristina Elizabeth Fernández de Kirchner
Indipendenza Dalla Spagna, 9 luglio 1816
Ingresso nell'ONU 24 ottobre 19451
Superficie
Totale 2.780.403 km² ()
 % delle acque 1,1% %
Popolazione
Totale 40.412.376 ab. (2010) (31º)
Densità 15 ab./km²
Tasso di crescita 0,997% (2012)[1]
Nome degli abitanti Argentini
Geografia
Continente America meridionale
Confini Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay, Uruguay
Fuso orario UTC-3
Economia
Valuta Peso argentino
PIL (nominale) 611 751[2] milioni di $ (2013) (23º)
PIL pro capite (nominale) 15 582 $ (2013) (41º)
PIL (PPA) 878 199 milioni di $ (2013) (22º)
PIL pro capite (PPA) 21 542 $ (2013) (29º)
ISU (2014) 0,808 (molto alto)[3] (45º)
Fecondità 2,2 (2011)[4]
Consumo energetico 0,24 kWh/ab. anno
Varie
Codici ISO 3166 AR, ARG, 032
TLD .ar
Prefisso tel. +54
Sigla autom. RA
Inno nazionale Oid, Mortales
Festa nazionale 25 maggio
Argentina - Mappa
1È uno dei 51 Stati che hanno dato vita all'ONU nel 1945.
²L'Argentina reclama anche 1.000.000 km² dell'Antartide, le Isole Falkland/Malvinas, la Georgia del Sud e isole Sandwich meridionali.
Evoluzione storica
Stato precedente Flag of Argentina (alternative).svg Province Unite del Río de la Plata
 

Coordinate: 37°11′S 67°22′W / 37.183333°S 67.366667°W-37.183333; -67.366667

Il Presidente Juan Perón (1946).

L'Argentina, ufficialmente Repubblica Argentina (in spagnolo: República Argentina, IPA [reˈpuβlika aɾxenˈtina]) è una repubblica federale rappresentativa, situata nella parte meridionale del Sud America. Il suo territorio è suddiviso in 23 province e una città autonoma, Buenos Aires, capitale della nazione e sede del governo federale, dove è concentrato un terzo della popolazione totale del paese, che è di circa 40.000.000 di abitanti.

Con una superficie di 2.780.400 km², è il più esteso paese di lingua spagnola nel mondo, il secondo Stato più esteso dell'America Latina, il quarto delle Americhe e l'ottavo più esteso al mondo. Il suo territorio, che occupa gran parte del Cono Sud sudamericano, confina a nord con la Bolivia e il Paraguay, a nordest con Brasile e Uruguay, a est con l'Oceano Atlantico, a ovest con il Cile e a sud sempre con il Cile e le acque atlantiche del Passaggio di Drake.

Dopo la crisi economica del 2001, economia e governo si sono stabilizzati e l'Argentina è divenuta uno Stato ad alto sviluppo economico. I suoi circa 40 milioni di abitanti godono di un indice di sviluppo umano, reddito pro-capite, livello di crescita economica e qualità della vita che pone la nazione come una delle più sviluppate dell'America Latina[5].

L'Argentina raggiunse l'indipendenza il 25 maggio 1810 quando fu deposto l'ultimo viceré spagnolo che governava da Buenos Aires, e il 9 luglio 1816 fu ufficialmente proclamata l'indipendenza a San Miguel de Tucuman[6].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Argentina deriva dal latino argentum (argento) ed è associato alla leggenda della Sierra de la Plata, comune tra i primi esploratori europei della regione, sia spagnoli che portoghesi. Le popolazioni indigene offrirono doni in argento ai sopravvissuti di un naufragio guidati da Juan Díaz de Solís, che nel 1516 chiamò quella terra Mar Dulce[7]. La leggenda raggiunse la Spagna attorno al 1524, e il nome venne messo su stampa per la prima volta in una mappa veneziana del 1536[8]. La fonte dell'argento era l'area sulla quale nel 1546 sarebbe stata fondata la città di Potosí. Una spedizione che seguì il percorso dell'argento risalendo i fiumi Paraná e Pilcomayo, raggiunse la fonte solo per trovarla già rivendicata da esploratori che l'avevano raggiunta partendo da Lima, la capitale del vicereame.

Il nome Argentina venne menzionato per la prima volta nel poema pubblicato nel 1602 dallo spagnolo Martín del Barco Centenera intitolato "La Argentina y conquista del Río de la Plata", che descrive la regione del Rio de la Plata e la fondazione della città di Buenos Aires[9]. Iniziò poi a essere usato estesamente nel libro del 1612 La Argentina manuscrita di Ruy Díaz de Guzmán, in cui il territorio veniva chiamato Tierra Argentina (Terra d'Argento). Il nome viene regolato dalla Costituzione Argentina, la quale nella prima parte all'articolo 35 sancisce esplicitamente che: i nomi adottati successivamente all'insediamento del primo governo nazionale nel 1810 come: Provincias Unidas del Río de la Plata (Provincie Unite del Fiume dell'Argento), Repubblica Argentina, Confederazione Argentina e Nazione Argentina sono tutti ufficialmente riconosciuti validi per la denominazione del governo e del territorio di questo Stato[10][11].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Argentina e Presidenti dell'Argentina.

Preistoria - Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

I primi segni della presenza umana in Argentina si trovano in Patagonia (Piedra Museo, Santa Cruz), e risalgono all'11.000 a.C. Attorno al primo secolo d.C. diverse civilizzazioni basate sul mais si svilupparono nella regione delle Ande Occidentali (Santa María, Huarpes, Diaguitas, Sanavirones, tra le altre). Nel 1480, l'Impero Inca, sotto il regno dell'imperatore Pachacutec, lanciò un'offensiva e conquistò l'odierna parte nord-occidentale dell'Argentina, integrandola in una regione chiamata Collasuyu. Nell'area nord-orientale, i Guaraní svilupparono una coltura basata sulla yucca e la patata dolce. Le aree centrali e meridionali (Pampa e Patagonia) vennero dominate da culture nomadi, unificate nel XVII secolo dai Mapuche.

La colonizzazione, l'indipendenza e la politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo del Congresso

Gli esploratori europei arrivarono in Argentina nel 1516. La Spagna nel 1537 fondò la città di Cordoba della Nuova Andalucia; nel 1580 stabilì una colonia permanente dove venne poi fondata Buenos Aires; il Vicereame del Río de la Plata venne creato nel 1776. Nel 1806-1807 l'Impero Britannico lanciò due invasioni contro Buenos Aires, ma la popolazione creola respinse entrambi i tentativi. Il 25 maggio 1810, dopo la conferma delle voci circa la detronizzazione di re Ferdinando VII da parte di Napoleone, i cittadini di Buenos Aires, con Manuel Belgrano in testa, sfruttarono la situazione a proprio vantaggio e crearono la Prima Junta di Governo (Rivoluzione di maggio). La formale indipendenza dalla Spagna venne dichiarata il 9 luglio 1816 a Tucumán.

Nel 1817, il generale José de San Martín attraversò le Ande per liberare Cile e Perù, eliminando così la minaccia spagnola. Centralisti e Federalisti (in spagnolo: Unitarios e Federales) furono in conflitto fino a quando nel 1853 venne istituita l'unità nazionale e promulgata la costituzione. Nel 1826 gli argentini promulgarono una Costituzione centralista e fissarono la capitale a Buenos Aires. Nel 1829 comparve sulla scena politica il dittatore Juan Manuel de Rosas, che convertì il paese in un'economia basata sull'allevamento. Nel 1859 iniziò una guerra civile tra gli aspiranti alla presidenza, che porterà al potere Bartolomé Mitre (1862).

Investimenti stranieri e immigrazione dall'Europa portarono all'adozione delle moderne tecniche agricole nel paese. Negli anni 1880, la "Conquista del deserto" soggiogò o sterminò le rimanenti tribù indigene della Pampa meridionale e della Patagonia.[12]

La politica estera argentina è stata di matrice isolazionista sino alla fine del XIX secolo. Nel 1880 salì alla presidenza dello stato Julio Argentino Roca, che in un periodo di 6 anni adottò una politica vicina ai paesi oltremare, aprendo le frontiere e dando la possibilità a milioni di immigrati europei di giungere qui per lavorare. Dal 1880 al 1930, l'Argentina godette di una sempre maggiore prosperità e importanza grazie ad una economia volta all'esportazione, e la popolazione del paese aumentò di sette volte. Le forze conservatrici dominarono la politica argentina fino al 1916, quando i tradizionali rivali, i radicali, ottennero il controllo del governo. L'esercito costrinse nel 1930 Hipólito Yrigoyen a lasciare il potere, portando ad un altro decennio di governo conservatore.

Il peronismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Juan Domingo Perón e Peronismo.

Le elezioni portarono nel 1946 alla presidenza il generale Juan Perón, che cercò di dare più potere alla classe lavoratrice e aumentò notevolmente il numero di lavoratori sindacalizzati. I seguaci di Perón - originariamente chiamati anche descamisados, ad indicare simbolicamente la provenienza dagli strati popolari della società - acclamavano i suoi sforzi per eliminare la povertà e dare maggiore dignità al lavoro[5], mentre i suoi oppositori politici, rappresentati dall'oligarchia a cui, secondo i sostenitori peronisti, veniva impedito di continuare a sfruttare il popolo argentino, e dalla maggioranza dei ranghi militari da cui lui stesso proveniva, lo hanno considerato un demagogo e un dittatore. Diede vita al movimento politico conosciuto come peronismo o justicialismo, che si proponeva come una terza via fra il capitalismo e il socialismo. Perón costruì la sua immagine anche grazie all'aiuto della seconda moglie, Evita Perón.

Il movimento peronista fu sincretico, talora definito populista (in Argentina il termine non ha il significato negativo di "demagogico" che ha in Europa), che unisce il socialismo, il patriottismo, la terza via economica tratta in origine dal fascismo italiano, ma senza rinnegare, perlomeno nella maggior parte dell'esperienza peronista applicata, la democrazia e la sovranità popolare. Tale ideologia ha permeato - e tuttora è molto importante - la maggior parte dei partiti politici argentini odierni, sia di destra sia di sinistra.

Il 16 giugno 1955 venne organizzato un colpo di stato militare da parte della Marina Militare, che bombarda la Casa Rosada tentando di uccidere il presidente. Il 18 giugno Perón è costretto a fuggire in esilio prima in Paraguay e poi nella Spagna di Franco.

Desaparecidos e "Guerra Sporca"[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Desaparecidos e Guerra Sporca.

Tra gli anni 1950 e gli anni 1970 l'economia crebbe sensibilmente e la povertà declinò (meno del 7% nel 1975), ma divenne sempre più protezionista; contemporaneamente i contrasti politici si accrebbero. I militari presero più volte il potere, dal 1955 al 1958, dal 1962 al 1964 e dal 1966 al 1973.

Con il ripristino delle elezioni e la fine del bando per i peronisti, vi fu il ritorno alla presidenza nel 1973 di Juan Domingo Perón che tuttavia ebbe termine dopo un solo anno con la sua morte e la sua terza moglie Isabelita, sua vice presidente, gli successe alla carica ma i due anni che seguirono furono pervasi da un quadro sociale sempre più improntato al conflitto: da un lato l'Alianza Anticomunista Argentina (la "Tripla A") contribuì a creare un clima di terrore con l'omicidio, secondo i dati raccolti dopo la fine della dittatura dalla Comisión Nacional sobre la Desaparición de Personas (CONADEP), di oltre 400 persone tra il 1973 ed il 1975 mentre, dall'altro, riprese vigore l'azione dell'Ejército Revolucionario del Pueblo (ERP) con azioni di guerriglia urbana e omicidi. Inoltre il movimento peronista perse la sua coesione e le componenti di sinistra più radicali svilupparono il movimento guerrigliero Montoneros che a partire dal 1970 svolse una crescente attività di lotta armata contro le strutture politico-militari dello stato sia durante i regimi militari che nel periodo di governo di Isabelita.

Il quadro di grande instabilità favorì dapprima l'ingresso dei militari nel governo e successivamente, Isabelita fu deposta dal golpe del 24 marzo 1976 che portò alla presidenza del paese il generale Jorge Rafael Videla.

Veduta aerea della Escuela Superior de Mecánica de la Armada (ESMA), uno dei centri di detenzione clandestini attivi durante la dittatura

Dal 1976 al 1983 le forze armate detennero il potere per mezzo di una giunta autoincaricatasi del cosiddetto Processo di Riorganizzazione Nazionale; il governo militare represse l'opposizione, sia da parte dei gruppi di sinistra che dai peronisti, utilizzando metodi improntati all'illegalità, dando inizio a quella che sarebbe passata alla storia come la Guerra Sporca. Migliaia di dissidenti furono fatti scomparire, mentre il SIDE (Secretaría de Inteligencia de Estado) cooperò con la DINA ed altri servizi segreti sudamericani, e con la CIA in quella operazione che gli Stati Uniti avevano pianificato, organizzato e finanziato al fine di contribuire ad eliminare il pericolo dell'instaurazione di governi di sinistra filosovietici in Sud America ed in America centrale: la cosiddetta Operazione Condor.

Nel periodo della dittatura 30.000 persone scomparvero creando il fenomeno dei desaparecidos: le persone venivano sequestrate o arrestate e deportate in centri clandestini di detenzione, tra i quali la ESMA, l'Escuela Superior de Mecánica de la Armada (tramutata successivamente in Museo de la Memoria), dove venivano torturate e, molto spesso, uccise; l'occultamento dei cadaveri avveniva anche in mare, con i voli della morte, ossia il trasporto delle vittime, spesso ancora vive, a bordo degli Hercules dell'esercito argentino e fatte precipitare nell'oceano o nel Rio de la Plata; esiste un rapporto della commissione nazionale sulla scomparsa di persone in Argentina, il Nunca más, dove in un aberrante tunnel dell'orrore hanno sfilato le testimonianze di chi è sopravvissuto. Molti dei capi militari che presero parte alla Guerra Sporca vennero addestrati nella School of the Americas finanziata dagli USA, tra i quali i dittatori argentini Leopoldo Galtieri e Roberto Eduardo Viola. Problemi economici, accuse di corruzione, la condanna dell'opinione pubblica nei confronti degli abusi dei diritti umani e, infine, la sconfitta del 1982 inflitta dai britannici nella guerra delle Falkland, screditarono il regime militare argentino portando alla fine della dittatura.

Democrazia[modifica | modifica wikitesto]

La democrazia venne ripristinata nel 1983. Il governo radicale di Raúl Alfonsín si mosse per render conto dei "desaparecidos", stabilì il controllo civile delle forze armate e consolidò le istituzioni democratiche. I membri delle tre giunte militari vennero processati. Il fallimento nella risoluzione dei problemi economici endemici e l'incapacità nel mantenere la fiducia dell'opinione pubblica portarono all'abbandono anticipato di Alfonsín, sei mesi prima che scadesse il suo mandato.

Il presidente Carlos Menem, nel 1991, impose un tasso di cambio fisso tra Peso e Dollaro per fermare l'iperinflazione e adottò delle estese politiche basate sul mercato, smantellando le barriere protezioniste e le regolamentazioni degli affari, e implementando un programma di privatizzazioni. Queste riforme contribuirono a un significativo aumento degli investimenti privati internazionali e con una recessione che toccò l'apice intorno alla fine degli anni novanta. Fu allora che debito estero, disoccupazione, corruzione e malcontento sociali arrivarono a livelli epocali.

Crisi economica[modifica | modifica wikitesto]

Proteste contro il corralito (2002).

Le amministrazioni di Menem e de la Rúa fronteggiarono una diminuita competitività nelle esportazioni (dovuta alla forzata parità del peso con il dollaro), conseguenti massicce importazioni che danneggiarono l'industria nazionale e ridussero l'impiego, un deficit fiscale e commerciale cronico, e il contagio di diverse crisi economiche. La crisi finanziaria asiatica del 1998 causò una fuoriuscita di capitale che sfociò nella recessione e culminò nella crisi economica argentina del novembre 2001. Un mese più tardi, le pesanti rivolte che si scatenarono in tutto il Paese costrinsero de la Rúa a dimettersi.

Nel giro di due settimane, quattro presidenti si avvicendarono in rapida successione, fino alla nomina ad interim di Eduardo Duhalde come presidente dell'Argentina, da parte dell'assemblea legislativa, il 2 gennaio 2002 l'Argentina fu costretta ad ammettere la manifesta impossibilità di far fronte agli impegni economici presi con gli altri stati, (default sulle sue obbligazioni internazionali). L'ancoraggio del Peso al Dollaro, vecchio di quasi undici anni, e ormai palesemente controproducente, venne abbandonato. Tuttavia l'improvviso distacco della moneta argentina dalla parità con quella statunitense, ancoraggio che da tempo non era più realistico, la riportò immediatamente ai suoi valori reali, producendo un grosso deprezzamento della valuta (ridotta nel giro di pochi giorni ad un terzo circa del suo valore iniziale) e un conseguente altissimo picco di inflazione. La crisi provocò per mesi un quasi totale blocco dell'economia, con un drammatico aumento di disoccupati e di nuovi poveri, una crisi di liquidità del sistema, un aumento della piccola criminalità e di atti di vandalismo contro banche ed esercizi commerciali, un'allarmante instabilità sociale.

Impostando un tasso di cambio più flessibile, la nazione riuscì ad attuare nuove politiche: tra le principali la reindustrializzazione, un quantitativo più alto di esportazioni ed importanti surplus fiscali e commerciali. Già nel 2002 l'economia locale cominciò a stabilizzarsi; nel 2003 fu eletto presidente Néstor Kirchner. Durante il suo periodo di governo l'Argentina è riuscita a ristrutturare il debito in default e a ripianare il debito con il FMI: fu inoltre imposto uno sconto del 75% su molte obbligazioni (tale operazione ha poi portato a condanne in tribunali tedeschi e statunitensi). Infine, molte imprese che in precedenza avevano carattere privato sono state nazionalizzate.

Nonostante questi segnali di ripresa, sono rimasti dubbi sulla stabilità e sugli orizzonti di espansione dell'economia nazionale: numerose sono state le voci che indicavano un pesante debito verso l'estero, e secondo cui la reale situazione economica sarebbe stata mantenuta segreta.[13][14][15]. Nel 2007 Kirchner non si ricandida, lasciando il posto alla moglie Cristina che viene eletta e riconfermata nel 2011.

All'inizio del 2014 è stata resa nota la vera portata dell'inflazione nel paese,[16] e una drammatica conferma nel luglio dello stesso anno quando è stato annunciato un secondo default.[17]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia dell'Argentina.
Mappa topografica dell'Argentina (incluse alcune rivendicazioni territoriali)

L'Argentina occupa una superficie continentale di 2.766.890 km², tra la catena delle Ande a ovest e l'Oceano Atlantico meridionale a est e a sud. Figura al secondo posto per superficie nel Sud America e all'ottavo nel mondo. L'Argentina avanza delle rivendicazioni territoriali su una porzione d'Antartide (L'Antartide Argentina, non riconosciute ancora da nessun'altra nazione), dove dal 1904 mantiene una presenza costante.

Il punto più orientale dell'Argentina continentale si trova a nordest della città di Bernardo de Irigoyen, provincia di Misiones, il punto più occidentale è la catena del Mariano Moreno nella provincia di Santa Cruz. Il punto più settentrionale si trova alla confluenza dei fiumi Grande de San Juan e Mojinete, provincia di Jujuy, mentre quello più meridionale è Capo San Pío, nella Terra del Fuoco[18].

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

La superficie totale dell'Argentina (esclusa la parte antartica rivendicata), è la seguente:

  • Totale: 2.766.890 km²
  • Terra: 2.736.691 km²
  • Acqua: 30.200 km²

L'Argentina è lunga quasi 3.700 km da nord a sud, e 1.400 km da est a ovest (valori massimi). Può essere grossolanamente divisa in quattro parti: le pianure fertili della Pampa nel centro del paese, fonte del benessere agricolo argentino; il plateau della Patagonia nella metà meridionale fino alla Terra del Fuoco; le piane subtropicali del Gran Chaco a nord e la catena delle Ande lungo il confine occidentale con il Cile.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Le caratteristiche generali dell'orografia argentina è, a grandi linee, la presenza di montagne a ovest e di pianure a est. All'ovest si trova la sezione principale delle Ande e a nord-ovest si trovano le vette più alte del continente, come l'Aconcagua, che con un'altezza di 6961 m s.l.m. è la montagna più alta al di fuori del sistema dell'Himalaya. Il tratto delle Ande della Patagonia tuttavia, ha picchi notevolmente più bassi rispetto a quelli che si trovano a nord.

Il punto più elevato sul livello del mare si trova nella Provincia di Mendoza. Il Cerro Aconcagua, con 6.962 metri, è la montagna più alta delle Americhe, dell'emisfero meridionale,[19] e dell'emisfero occidentale.[20] Il punto più basso è la Laguna del Carbón, nella Provincia di Santa Cruz, 105 metri sotto il livello del mare.[21] Questo è anche il punto più basso del continente sudamericano. Il centro geografico del paese si trova nella Provincia di La Pampa.

Cafayate, Salta, nel nord-ovest del paese.

Di seguito alcune tra le principali montagne argentine:

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Fiumi e laghi[modifica | modifica wikitesto]

Il Rio de la Plata in un'immagine satellitare: a destra è visibile Buenos Aires, mentre a sinistra in alto, vicino alla foce del fiume, Montevideo (Uruguay).

I principali fiumi dell'Argentina sono: Pilcomayo, Paraguay, Bermejo, Colorado, Río Negro, Salado del Norte, Uruguay e il più grande tra tutti, il Paraná. Gli ultimi due scorrono assieme prima di sfociare nell'Oceano Atlantico, formando l'estuario del Río de la Plata. Fiumi importanti a livello regionale sono l'Atuel e il Mendoza, nelle province omonime, il Chubut in Patagonia, il Río Grande nel Jujuy, e il San Francisco nella Provincia di Salta.

Ci sono diversi grossi laghi in Argentina, molti dei quali in Patagonia. Tra questi i laghi Argentino e Viedma nella provincia di Santa Cruz, Nahuel Huapi nel Río Negro e Fagnano nella Terra del Fuoco, e Colhué Huapi e Musters nella provincia di Chubut. Il Lago Buenos Aires e il lago O'Higgins/San Martín sono condivisi con il Cile. Il Mar Chiquita, è il più grande lago di acqua salata del paese. Esistono inoltre numerosi laghi artificiali creati da dighe. In Argentina sono presenti diverse fonti termali, come le Termas de Río Hondo, con temperature tra i 30 °C e i 65 °C.[22]

Mari e aree costiere[modifica | modifica wikitesto]

L'Argentina ha 4.665 chilometri di linea costiera.[23] La piattaforma continentale è insolitamente ampia; in Argentina questa area poco profonda dell'Atlantico viene chiamata Mar Argentino. Le acque sono ricche di pesci e si sospetta che conservino importanti risorse di idrocarburi. La linea costiera argentina varia tra aree con dune di sabbia e scogliere. Le due principali correnti oceaniche che toccano la costa sono la Corrente del Brasile (calda) e la Corrente delle Falkland (in spagnolo: corriente Antártica, fredda). A causa della variabilità della massa costiera, le due correnti si alternano nella loro influenza sul clima e non permettono alle temperature di scendere gradualmente con l'aumentare della latitudine. La costa meridionale della Terra del Fuoco forma la sponda settentrionale del Canale di Drake.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Valle del Calchaquí, provincia di Salta.

A causa dell'ampiezza nella latitudine e nei rilievi, l'Argentina è soggetta a una grande varietà di climi. Di norma, il clima è prevalentemente temperato, con estremi che vanno dal subtropicale a nord al subpolare nell'estremo sud. Il nord del paese è caratterizzato da estati molto calde e umide, con inverni miti e secchi, ed è soggetto a periodiche siccità. L'Argentina centrale ha estati calde con temporali (che nell'Argentina occidentale producono alcune delle più imponenti grandinate del pianeta), e inverni freschi. Le regioni meridionali hanno estati fresche e inverni freddi con pesanti nevicate, specialmente nelle zone montuose. Le zone più elevate, a tutte le latitudini, sperimentano condizioni più rigide.

Sia la temperatura massima che la minima mai registrate in Sudamerica si sono avute in Argentina. Il record per la temperatura massima di 48,8 °C, venne registrato a Rivadavia, Provincia di Salta, l'11 dicembre 1905. La temperatura minima record fu −32.7 °C, registrata a Sarmiento, Provincia di Chubut, il 1º giugno 1907.[24]

I principali venti dell'Argentina comprendono il freddo Pampero, che soffia sulle pianure della Patagonia e della Pampa a seguito di un fronte freddo; il Viento Norte, un vento caldo che può soffiare da nord nella seconda parte dell'inverno, creando condizioni miti; e il Zonda, un vento caldo e secco (si veda anche Föhn), che influenza l'Argentina centro-occidentale. Privato di tutta l'umidità durante i 6.000 metri di discesa dalle Ande, lo Zonda può soffiare per ore con raffiche fino a 120 km/h, alimentando gli incendi e causando danni. Quando soffia lo Zonda (giugno-novembre), tempeste di neve (viento blanco) si verificano alle maggiori altitudini.

La Sudestada può considerarsi simile al Noreaster, anche se raramente coinvolge nevicate. Entrambi sono associati a un sistema di bassa pressione invernale. La sudestada solitamente modera le temperature fredde ma porta piogge molto forti, mari agitati e inondazioni costiere. È più comune nel tardo autunno e in inverno, lungo le coste dell'Argentina centrale e nell'estuario del Río de la Plata.

Le regioni meridionali, in particolare l'estremo sud, sperimentano lunghi periodi di luce solare da novembre a febbraio (fino a diciannove ore), e notti lunghe da maggio ad agosto. Tutta l'Argentina usa il fuso orario UTC-3. ([25]).

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Stima della crescita demografica nel periodo 1950-2015 (Fonte:INDEC).

La popolazione è in massima parte di origine europea (soprattutto di ascendenza italiana o spagnola). Ricordiamo che fino alla metà circa del XIX secolo la componente indigena, costituita da una decina di etnie amerindie principali, e meticcia, frutto dell'unione di queste con i conquistatori spagnoli, ebbe un peso demografico notevole anche se difficilmente quantificabile. Già con il primo censimento del 1869 tuttavia, si registrava nel paese la presenza di numerosi residenti stranieri, in grande maggioranza europei: su poco più di 1.830.000 abitanti i non nativi rappresentavano oltre il 12% della popolazione complessiva (210.000 circa fra cui ben 71.000 italiani).

Negli anni settanta dell'Ottocento iniziò una massiccia immigrazione proveniente dall'Europa che si protrasse fino alla vigilia del primo conflitto mondiale (1914). Si riattivò successivamente negli anni venti del Novecento, perdendo però vigore nel decennio successivo. L'ultima grande ondata immigratoria si registrò a partire dal 1945, protraendosi fino agli inizi degli anni sessanta del XX secolo. Fra il 1869 ed il 1971 sono complessivamente entrati in Argentina oltre 9.000.000 di immigrati, in grande maggioranza europei e fra questi quasi 3.500.000 di italiani (ma anche molti spagnoli, e, in minor numero, francesi, tedeschi, svizzeri, polacchi, inglesi, ecc.). Pur considerando l'immigrazione stagionale, importante soprattutto negli ultimi decenni dell'Ottocento e nei primi del Novecento, ed i numerosi rientri, questa cifra appare sbalorditiva. L'Argentina è senz'altro il paese al mondo che ha accolto più immigrati dopo gli Stati Uniti. Tenendo però conto della scarsa popolazione presente nel paese alla vigilia dello sviluppo del fenomeno immigratorio, si può senz'altro asserire che quest'ultimo ha assunto, per l'Argentina, un'importanza di gran lunga superiore a quella sperimentata dagli Stati Uniti.

Negli ultimi decenni l'immigrazione dall'Europa è cessata quasi del tutto, sostituita da quella procedente dai paesi limitrofi (Bolivia e Paraguay in particolare) localizzata in massima parte nelle Province settentrionali del paese. A partire dagli anni settanta del Novecento ha avuto inizio una consistente corrente di espatri dall'Argentina, diretta principalmente verso l'Europa e gli Stati Uniti, e costituita in massima parte da tecnici e professionisti.

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

L'Istituto Nazionale di Statistica e Censimento dell'Argentina (INDEC) ha mostrato che la popolazione dell'Argentina è di 40.666.000 abitanti, nella stima fatta a giugno del 2008.[26] L'Argentina si classifica terza in America Meridionale e trentesima nel mondo. La densità di popolazione dell'Argentina è di 14 abitanti per chilometro quadrato. La popolazione non è distribuita uniformemente: aree della città di Buenos Aires hanno una densità di popolazione di più di 14.000 ab/km², mentre Santa Cruz è la provincia che ne ha meno: 1 ab/km². L'Argentina è l'unica nazione in America Meridionale con una percentuale di migrazione positiva, approssimativamente del +0.4%.

Una città importante è Córdoba, situata nella fascia preandina; essa sorse grazie alla scoperta da parte degli spagnoli di importanti miniere metallifere sulle montagne della regione. Sì trasformò in un centro commerciale vivace grazie alla sua posizione nel cuore di una fiorente zona cerealicola e di allevamento. Da tempo è anche un importante polo industriale nei settori di base e centro di attività culturali legate all'università più antica del paese.

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Italo-argentini.
Reina de Italia - fiesta del inmigrante: Si calcola che più di 25 milioni di argentini abbiano almeno un antenato italiano. È il più numeroso gruppo etnico del Paese.
Famiglia del nord dell'Argentina

In Argentina e Uruguay, diversamente dalle altre nazioni latinoamericane, i cittadini di origine europea costituiscono la grande maggioranza della popolazione, con stime che variano dall'85% al 97%[27] della popolazione totale. In alcune province argentine (fra cui quelle di Buenos Aires e di Santa Fe), il sostrato indigeno e creolo è praticamente scomparso, sommerso dalle varie ondate immigratorie, mentre in altre costituisce una componente demografica assolutamente irrilevante. Solo in alcune province del nord come Jujuy, Salta, Formosa, Chaco il sostrato indigeno è molto presente.

Circa il 90% della popolazione argentina si considera «eurodescendiente», ma secondo uno studio realizzato nel 2010 per il genetista argentino Daniel Corach, la mappa genetica degli Argentini è composta da un 79% proveniente delle diverse etnie europei, principalmente italiane e spagnola, un 18% di differenti etnie amerinde, e un 4,3% di etnie africane, con un 63,6% della popolazione che ha almeno un antenato indigeno.[28][29]

Dopo i coloni spagnoli, ondate di coloni europei arrivarono in Argentina tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Una grandissima parte degli immigrati arrivò dall'Italia (inizialmente dalle Regioni settentrionali come Liguria, Veneto, Friuli e, più tardi, Piemonte[30]; successivamente anche dalle Regioni meridionali come Puglia, Campania, Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria)[31]. Quello italiano è il più numeroso gruppo etnico del Paese: Si calcola che più di 25 milioni di argentini abbiano almeno un antenato italiano. Sempre tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo arrivarono altri emigranti dalla Spagna (primi fra loro galiziani e baschi), e dalla Francia (soprattutto a Buenos Aires e Mendoza). Più piccoli ma significativi gruppi di immigranti vennero da Germania e Svizzera (alla Regione di Laghi di Patagonia), Scandinavia (Danimarca, Norvegia e Svezia), Grecia, Libano, Regno Unito ed Irlanda (a Buenos Aires, Santa Fé, e Patagonia; vedi anche sistemazione inglese in Argentina), e Portogallo. Anche dall'est-Europa gli immigrati furono numerosi: da Polonia, Ungheria, Russia, Ucraina, Croazia[32] e Lituania, così come dai paesi balcanici (Romania e Montenegro, particolarmente in Chaco). C'è una grande comunità armena, e la valle di Chubut in Patagonia ha una significativa presenza di origine gallese. Il censimento del 2001 registrò i gruppi etnici seguenti:

Etnie Popolazione Percentuale
Europei 35.678.044 88,9%
Meticci 2.914.115 6,9%
Arabi 1.491.171 3,8%
Amerindi 402,921 0,6%
Totale 40.301.927 (2007) 100,2%

Questi gruppi sono spesso combinati in categorie più larghe[33]:

Etnie Popolazione Percentuale
Europei (spagnoli e italiani) 37.169.215 92,5%
Amerindi/Meticci 3.132.712 7,5%

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Papa Francesco, all'anagrafe Jorge Bergoglio, è il primo papa della Chiesa cattolica nato nel continente americano.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa cattolica in Argentina.

In Argentina esiste una notevole libertà di religione, garantita dall'"articolo 14" della Costituzione, anche se lo Stato riconosce come ufficiale il culto della Chiesa cattolica, che ha uno status giuridico privilegiato rispetto ad altre chiese e confessioni: secondo l'articolo 2 della Costituzione argentina, il governo federale sostiene la Chiesa cattolica e ai sensi del Codice Civile, essa è legalmente paragonabile ad un ente di diritto pubblico non statale. Il governo argentino e la Santa Sede hanno firmato un Concordato che regola i rapporti tra il governo e Chiesa cattolica[34].

L'argentino Jorge Bergoglio (papa Francesco) è il primo papa della Chiesa cattolica romana nato in America e il primo papa extraeuropeo dai tempi di Gregorio III. L'88% degli argentini è stato battezzato come cattolico[35], tuttavia, la percentuale dei credenti praticanti è compresa tra il 69% e il 78%. Secondo uno studio del 2001, il 25% della popolazione va in chiesa almeno una volta alla settimana, mentre il 35% non ci va quasi mai[36].

In aumento le chiese evangeliche, che nel 2005 hanno raggiunto il 10% della popolazione[37][38]. Il 12% è considerato agnostico, il 4% si considera ateo, l'1,5% musulmano e l'1% ebreo[39].

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

La lingua ufficiale dell'Argentina è lo spagnolo, chiamato solitamente "castellano" dagli argentini. Rispetto alla lingua parlata in Spagna, tuttavia, vi sono alcune differenze a livello fonetico e morfologico.

Gli argentini sono la più grande popolazione di lingua spagnola che usa diffusamente quello che è noto come voseo (l'uso del pronome di seconda persona plurale vos al posto del tu, che causa anche l'uso di differenti forme verbali). Il dialetto più comune è il rioplatense, i cui parlanti sono localizzati principalmente nel bacino del Rio de la Plata.

Secondo uno studio di Ethnologue, l'italiano è parlato da circa 1.500.000 persone[40] (che lo rendono la seconda lingua più parlata in Argentina) e l'arabo - a causa di una sensibile emigrazione dall'attuale Siria, Libano e Giordania, sviluppatasi all'inizio del XX secolo - da circa 1.000.000 di persone[40]. Il tedesco standard è parlato da 400.000 e forse 500.000[41] argentini di ascendenza tedesca, sebbene sia stato affermato anche che ci potrebbero essere addirittura 1.800.000 parlanti.

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

L'Argentina è una Repubblica federale presidenziale. Il Presidente, eletto a suffragio diretto ogni quattro anni, è anche Capo del Governo. Fra le sue prerogative rientra anche la possibilità di nominare il Consiglio dei Ministri. Il Sistema Legislativo è ispirato a quello degli Stati Uniti d'America ed è basato su un Congresso (Congreso Nacional) di 257 membri eletti mediante il sistema proporzionale ogni quattro anni. Ogni due anni vi è il rinnovo di metà dei seggi. Il Senato (Senado de la Nación) comprende invece 72 membri, eletti per un mandato di sei anni. Ogni due anni ne viene rinnovato un terzo. Costoro sono eletti con voto diretto; 3 ogni Provincia ed altri 3 nella città di Buenos Aires. I cittadini hanno diritto di voto al compimento dei 16 anni.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni dell'Argentina.

L'Argentina è divisa in ventitré province (provincias; singolare provincia), Buenos Aires è una città autonoma (comunemente nota come la capital federal ma ufficialmente come "Capital de la República" o "Capital de la Nación").

Provincia Capoluogo Popolazione
(stima 2008)
Superficie
(in km²)
Pil procapite[42]
(U$S, 2008, stima)
Mappa
Bandera de la Ciudad de Buenos Aires.svg Buenos Aires[43] Buenos Aires 3.042.581 203 23.309 Map of Argentina with provinces names es.png
Bandera Buenos Aires.svg Provincia
di Buenos Aires
La Plata 15.052.177 307.571 7.310
Stemma catamarca.gif Catamarca San Fdo. del Valle
de Catamarca
388.416 102.602 6.009
Bandera de la Provincia del Chaco.svg Chaco Resistencia 1.052.185 99.633 2.015
Bandera de la Provincia del Chubut.svg Chubut Rawson 460.684 224.686 15.422
Escudo de la Provincia de Córdoba.svg Córdoba Córdoba 3.340.041 165.321 6.477
Bandera de la Provincia de Corrientes.svg Corrientes Corrientes 1.013.443 88.199 4.001
Bandera de la Provincia de Entre Ríos.svg Entre Ríos Paraná 1.255.787 78.781 5.682
Bandera de la Provincia de Formosa.svg Formosa Formosa 539.883 72.066 2.879
Bandera de la Provincia de Jujuy.svg Jujuy San Salvador
de Jujuy
679.975 53.219 3.755
Flag of La Pampa province.png La Pampa Santa Rosa 333.550 143.440 5.987
Bandera de la Provincia de La Rioja.svg La Rioja La Rioja 341.207 89.680 4.162
Bandera de la Provincia de Mendoza.svg Mendoza Mendoza 1.729.660 148.827 9.079
Bandera de la Provincia de Misiones.svg Misiones Posadas 1.077.987 29.801 3.751
Bandera de la Provincia de Neuquén.svg Neuquén Neuquén 547.742 94.078 26.273
Bandera de la Provincia del Río Negro.svg Río Negro Viedma 597.476 203.013 8.247
Bandera de la Provincia de Salta.svg Salta Salta 1.224.022 155.488 4.220
Bandera de la Provincia de San Juan.svg San Juan San Juan 695.640 89.651 5.642
San luis prov arg.png San Luis San Luis 437.544 76.748 5.580
Bandera de la Provincia de Santa Cruz.svg Santa Cruz Río Gallegos 225.920 243.943 30.496
Bandera de la Provincia de Santa Fe.svg Santa Fe Santa Fe 3.242.551 133.007 8.423
Bandera de la Provincia de Santiago del Estero.svg Santiago del Estero Santiago del Estero 865.546 136.351 3.003
Bandera de la Provincia de Tierra del Fuego.svg Tierra del Fuego Ushuaia 126.212[44] 21.478 20.682
Escudo de la Provincia de Tucumán.svg Tucumán San Miguel
de Tucumán
1.475.384 22.524 3.937
Flag of Argentina.svg Totale Paese 39.745.613[44] 2.780.400 8.269
* La capital federal; l'attuale nome ufficiale del distretto federale è Ciudad Autónoma de Buenos Aires.

Le province sono divise in unità secondarie più piccole chiamati departamentos, ovvero dipartimenti. Esistono 376 dipartimenti. La provincia di Buenos Aires ha 134 divisioni simili note come partidos. Departamentos e partidos sono a loro volta suddivisi in municipalità o distretti.

Rivendicazioni territoriali[modifica | modifica wikitesto]

La nazione rivendica la sovranità sul territorio d'oltremare britannico delle Isole Falkland (in spagnolo: Islas Malvinas) e della Georgia del Sud e isole Sandwich meridionali[45]. Con il nome di Antartide Argentina, rivendica 969.464 km² di Antartide, che si sovrappongono in parte ad analoghe rivendicazioni di Cile e Regno Unito.

Esiste una exclave argentina, l'isola Martín García. Si trova vicino alla confluenza dei fiumi Paraná e Uruguay, un chilometro all'interno delle acque territoriali uruguaiane, e a 3,5 chilometri dalla costa dell'Uruguay, vicino alla piccola cittadina di Martín Chico (a sua volta a metà strada tra Nueva Palmira e Colonia del Sacramento).

Un accordo raggiunto da Argentina e Uruguay nel 1973 ha riaffermato la giurisdizione argentina sull'isola, ponendo fine ad una disputa secolare. In base all'accordo, Martín García è dedicata ad essere solo una riserva naturale. La sua superficie è di circa 2 km quadrati, e la sua popolazione conta 200 abitanti.

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Ordinamento scolastico[modifica | modifica wikitesto]

Studenti con il classico grembiule bianco della scuola pubblica

L'Istruzione argentina, nota come la docta Latinoamericana, è lo sviluppo iniziale di educazione popolare in Argentina per mettere insieme le nazioni di alfabetizzazione più grande del mondo. L'uso del grembiule bianco l'uniforme scolastica come paradigma di un ideale di uguaglianza o di unità, ha sempre caratterizzato la scuola pubblica, gratuita e laica, il cui mandante era grande Domingo Faustino Sarmiento e materializzata con la legge n. 1420 di istruzione comune.

Con la nuova legge l'istruzione, emanata il 15 dicembre 2006, è obbligatoria dai 5 ai 18 anni. Nel 1990 ha attuato vari tipi di sistemi educativi nel Educación General Básica e Polimodal in provincia de Buenos Aires o istruzione secondaria in Buenos Aires, la nuova legge segna un ritorno al sistema tradizionale delle scuole primarie, secondarie e tecniche.

Tutti i livelli di istruzione sono pubblici e privati. Lo Stato garantisce l'istruzione gratuita a tutti con l'eccezione del laureato.

Palazzo Pizzurno, sede del Ministero della Pubblica Istruzione

Secondo il Censimento 2001 di Istituto Nazionale di Statistica e censimenti di Argentina - INDEC, la percentuale di alfabetizzazione è pari al 97,4% della popolazione, una delle più alte percentuali in America Latina.[46] di un totale di 36,2 milioni, 11,1 milioni (31%) sono stati arruolati in studi formali:

  • 9 551 728 persone (tra 3 e 18) sono stati frequentano asili, scuole primarie e secondarie;
  • 494 461 persone hanno partecipato non superiore istituzioni universitarie;
  • 1 125 257 persone sono state presenti le istituzioni accademiche.

L'Università pubblica argentina è organizzata secondo i principi della Riforma universitaria del 1918. Ci sono 38 università pubbliche nazionali in tutto il paese e 41 private. L'Università di Buenos Aires (UBA) è la più grande, con oltre 300 000 studenti.

Sistema sanitario[modifica | modifica wikitesto]

L'Argentina si trova al 49º posto su 191 paesi per il funzionamento generale del suo sistema sanitario, secondo una nota dell'Organizzazione Mondiale della Sanità[47].

La cura della salute è garantita dal sistema sanitario pubblico, dalle associazioni di volontariato e dalle organizzazioni sanitarie private. Circa il 37,6% della popolazione è servita dal servizio sanitario pubblico, mentre il 51,52% si affida alle associazioni di volontariato.

La gestione dei problemi sanitari e delle loro soluzioni è affidata al Ministero della Salute (Ministerio de Salud y Ambiente), dipendente direttamente dal Governo. La quota per le spese sanitarie, in rapporto al PIL, era dell'8,9% nel 2003[48]. Nel 1998 in Argentina si contavano 30 medici ogni 10.000 abitanti[48].

Le malattie che colpiscono maggiormente la popolazione includono malattie infettive come la malattia di Chagas, il colera, il dengue, la febbre gialla e l'Hantavirus[49], anche se le malattie che causano il maggior numero di morti sono il cancro e le patologie cardiovascolari[50].

Forze armate[modifica | modifica wikitesto]

Il ARA Almirante Brown (D-10), cacciatorpediniere della flotta argentina in un'esercitazione UNITAS.

Le Fuerzas Armadas de la República Argentina sono l'insieme delle forze militari nazionali, e sono sotto il comando del Presidente della Nazione, che è il loro comandante in capo e risolve i problemi legati all'integralità territoriale attraverso il Ministero della Difesa[51]. Storicamente l'Argentina ha avuto uno dei più attrezzati contingenti militari della regione, come ad esempio lo sviluppo del FMA I.Ae. 33 Pulqui II, un turbogetto prototipo costruito nel 1950, anche se nel 2006 il budget riservato alla difesa è risultato limitato rispetto ad altri contingenti della regione[52]. L'età minima per l'iscrizione nelle forze armate è di 18 anni, e non esiste nessun servizio di leva obbligatorio.

Le forze armate sono costituite dall'Esercito argentino, dalla Fuerza Aérea Argentina e dalla Armada de la República Argentina. La sicurezza delle acque territoriali corrisponde alla Prefettura Navale Argentina, le regioni di confine e delle infrastrutture critiche alla Gendarmería Nacional Argentina (GNA), gli aeroporti dalla Policía de Seguridad Aeroportuaria, mentre la Secretaría de Inteligencia dirige le azioni di intelligence.

Ogni provincia ha la propria polizia, che può lavorare assieme con la Polizia Federale Argentina, la forza di sicurezza che è responsabile per i crimini che coinvolgono più di una giurisdizione o di interesse nazionale. Al 2013, i caschi blu argentini sono impegnati in operazioni ad Haiti (dal 2004) e a Cipro (da 20 anni), in conformità con i mandati dell'ONU[53][54].

Sono presenti anche due agenzie governative: il Servicio Penitenciario Federal e l'Oficina Anticorrupción; esse si occupano rispettivamente di gestione dei penitenziari e di corruzione politica.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

La Casa Rosada a Buenos Aires, sede del potere esecutivo.

La Costituzione Argentina del 1853 ha istituito un sistema di governo rappresentativo, repubblicano e federale, che è stato mantenuto da tutte le riforme costituzionali fatte in seguito. L'Argentina si formò dall'unione federale delle province dopo la dissoluzione del Vicereame del Rio de la Plata. Le province sono autonome, com'è scritto nell'articolo 121 della Costituzione: «Le province mantengono tutti i poteri non delegati dalla Costituzione al governo federale, e che sono espressamente riservati a patti speciali al momento della sua costituzione.»[55]. La Costituzione in vigore è il testo che venne impostato dalla Convenzione Costituzionale del 1994[56]. Le autorità federali si svolgono nella Città Autonoma di Buenos Aires, denominata "Capitale della Repubblica" o "Capitale Nazionale" nella costituzione, ma in modo informale chiamata "Capitale Federale".

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Potere esecutivo[modifica | modifica wikitesto]

Il potere esecutivo è esercitato dal Presidente della Nazione Argentina, il quale viene eletto direttamente tramite suffragio diretto a doppio turno assieme al candidato alla vicepresidenza. Il secondo turno ha luogo tra i due più votati se nel primo turno il candidato maggiormente votato non aveva ottenuto più del 45% dei voti validi o, se dopo aver ottenuto tra il 40% e il 45%, egli ha un divario inferiore al 10% rispetto al secondo candidato più votato[57]. Il presidente e il vice presidente rimangono in carica quattro anni e possono essere riconfermati per un secondo mandato immediatamente successivo. Il Gabinetto dei Ministri è guidato da ministri del Capo del Gabinetto dei ministri, che si occupa della gestione del paese ed è responsabile verso il Congresso[58].

Partiti politici[modifica | modifica wikitesto]

I principali partiti del paese sono[59][60]:

A seguito della crisi economica del 2001 sia il PJ che l'UCR si sono fratturati, lasciando posto a movimenti politici nati da questi partiti storici.

Dal PJ sono nati:

Dall'UCR sono nati:

Altri partiti sono il PRO (Proposta Repubblicana), il Partito Socialista Argentino e la Partito Democratico Cristiano.

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Cristina Kirchner, presidente della nazione argentina, con il presidente brasiliano Dilma Rousseff. Il Brasile e il principale partner commerciale dell'Argentina.

L'Argentina, insieme ad altri paesi del Sud America, fa parte del Mercosur e dell'Organizzazione degli Stati Americani, del Gruppo di Rio e del G15. Ha partecipato a ogni fase dell'operazione di Haiti, e ha anche contribuito alle operazioni di mantenimento della pace in varie parti del mondo. In riconoscimento del suo contributo alla sicurezza internazionale e la pace, il presidente americano Bill Clinton nominò l'Argentina come un importante alleato non-NATO nel gennaio del 1998[61].

Essa è uno degli stati fondatori (9 dicembre 2007) della Banca del Sud e partecipa al suo capitale.

L'Argentina mantiene una disputa sulla sovranità delle isole Falkland, sulle Sandwich Australi, sulle Isole Aurora e sulla Georgia del Sud, amministrate dal Regno Unito, insieme con le sue aree marittime circostanti[45]. Sostiene inoltre quasi 1 milione di kilometri quadrati in Antartide, non riconosciuti da altri paesi, tranne parzialmente dal Cile. Nel corso del 2006 ci fu un contenzioso con l'Uruguay a causa dell'inizio della costruzione di un impianto di cellulosa da parte della società finlandese Metsä-Botnia nella città uruguayana di Fray Bentos. L'Argentina ha citato in giudizio l'Uruguay davanti alla Corte internazionale di giustizia sostenendo che l'installazione della fabbrica di cellulosa sarebbe inquinante e violerebbe lo Statuto del fiume Uruguay redatto nel 1975[62].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia dell'Argentina è caratterizzata da grande ricchezza e varietà di risorse naturali, una popolazione con un elevato grado di alfabetizzazione, un sistema agricolo ed una solida base industriale che la pone come la nazione più sviluppata dell'America Latina insieme al Cile. Tuttavia nell'ultimo quarto di secolo, l'Argentina ha vissuto momenti di grave crisi economica (2001,2014). È la terza potenza economica dell'America Latina, dopo il Brasile ed il Messico, ed è la 26ª del pianeta. Il PIL procapite a parità di potere d'acquisto nel 2012 ammontava a 17.917 dollari USA, secondo in tutta l'America Latina solo al Cile. Il PIL nominale nel 2012 ammontava a 475.211 milioni di dollari USA e a 735.125 a parità di potere d'acquisto. La povertà nel marzo del 2008 era del 20,8% e l'indigenza era pari al 5,7%. La disoccupazione nel quarto trimestre del 2007 era del 7,5% mentre il lavoro sommerso era pari al 6,0% della Forza Lavoro. La moneta della nazione è il peso argentino dal 1992. Le esportazioni nel 2007 totalizzarono 55.780 milioni di dollari mentre le importazioni ammontarono a 42.525 milioni generando un surplus di 13.255 milioni. Il paese ha un debito estero di 123.196 milioni di dollari (dic 2007), pari al 21,56% del PIL.

Un problema endemico dell'economia argentina nel XXI secolo è l'alta inflazione: l'INDEC indicò per il 2012 un tasso d'inflazione del 9,9%, estremamente più basso di quella calcolato da organi privati e dai governi provinciali. Sotto pressione del FMI, che accusò l'Argentina di calcolare l'inflazione in modo errato da diversi anni[63], nel 2014 il governo ha ammesso il tasso reale d'inflazione, considerato verosimile dal FMI. Al 2014, l'inflazione risulta maggiore di quella del 2007, ai tempi cioè del governo di Néstor Kirchner, defunto marito dell'attuale presidente della Repubblica[64].

Sempre all'inizio del 2014, con l'inflazione attorno al 28%, il Peso argentino ha subito una svalutazione consistente (14% in un sola seduta) che lo ha portato ad un minimo di 8,34 pesos per dollaro, il valore più basso dai tempi della crisi del 2002[65].

Sempre nel 2014, l'Argentina non è riuscita a trovare un accordo sul debito ed è in default per la seconda volta in 13 anni. Al termine di una maratona negoziale svoltasi a New York, la trattativa con gli hedge fund creditori si è conclusa senza nessun accordo. Il default, dopo il declassamento dell'Argentina da parte dell'agenzia di rating Standard & Poor's è scattato alle ore sei del 31/07/14.[66].

Esportazioni[67] Importazioni[67]
Nazione Percentuale Nazione Percentuale
Brasile Brasile 17,5% Brasile Brasile 32,6%
Cina Cina 9,4% Stati Uniti Stati Uniti 14,2%
Stati Uniti Stati Uniti 7,6% Cina Cina 8,7%
Cile Cile 6,9% Germania Germania 5,7%
Spagna Spagna 4,1%

Settore primario[modifica | modifica wikitesto]

L'Argentina è uno dei primi paesi al mondo per produzione agricola e per allevamento, in particolare dei bovini. I principali prodotti agricoli sono la soia, il mais, il frumento. Per quanto riguarda l'allevamento, l'Argentina è uno dei maggiori esportatori di carne bovina e ovina. Una parte consistente della produzione agricola della nazione è destinata all'esportazione (15%), mentre il resto è destinata come materia prima per le industrie alimentari. Cereali, latte e carne bovina rappresentano la base dell'alimentazione degli argentini. La Pampa rappresenta la regione argentina dove si concentra maggiormente la produzione agricola. L'Argentina possiede una considerevole quantità di petrolio e gas che ha permesso lo sviluppo di una fiorente industria petrolchimica, che insieme alla produzione di soia e l'industria metal-meccanica costituisce la base dell'economia argentina. L'esportazione del petrolio è pari al 20% del totale mentre il 4,6% della produzione del greggio è destinata all'industria petrolchimica. I giacimenti petroliferi sono concentrati nella Provincia di Neuquén. Bahia Blanca è il principale porto dell'Argentina per l'esportazione di petrolio. La pesca ha un ruolo marginale nell'economia del paese sudamericano, al contrario la silvicoltura ha un ruolo fondamentale per l'economia argentina.

Settore secondario[modifica | modifica wikitesto]

L'industria manifatturiera argentina è il settore che partecipa di più alla formazione del Prodotto Interno Lordo (17,5%). Insieme al commercio e al settore pubblico è il settore occupazionale più rilevante dell'Argentina, 13% nel 2007. L'industria edile apporta il 6,7% del PIL e il 9,5% dell'occupazione totale. L'Industria argentina si divide in agraria e non agraria. L'industria agraria è dominata dall'industria alimentare e lavorazione della carne. Per quanto riguarda la produzione non agraria l'industria più importante è quella automobilistica seguita da quella chimica, metallurgica ed infine cartaria. L'area industriale più importante del paese si estende da Gran Buenos Aires fino a Cordoba passando per Rosario. Altri centri rilevanti sono Tucuman, San Luis e la Terra del Fuoco. A causa delle privatizzazioni l'industria navale ha perso notevole importanza e posti di lavoro.

Settore terziario[modifica | modifica wikitesto]

Il turismo è una risorsa importante per la repubblica, il settore partecipa al PIL con il 7,41%. I turisti provengono in massima parte da altri paesi dell'America Latina, dal Nord America e dall'Europa. Le principali attrazioni sono la Patagonia, famosa per le sue montagne, laghi di origine glaciale, ghiacciai e foreste vergini. Le Cascate dell'Iguazú al confine con il Brasile e il Paraguay. Buenos Aires, la metropoli, centro di cultura ed avanguardia dell'intero Cono Sud. Mendoza e San Juan province vitivinicole. La Puna de Atacama e il treno delle nuvole nella provincia di Salta. La fauna marina come la balena franca australe, i pinguini, i leoni marini sudamericani (Otaria flavescens) nella provincia di Chubut. Il Parco Nazionale El palmar e il carnevale di Gualeguaychú nella provincia di Entre Ríos. Per quanto riguarda i trasporti, l'Argentina possiede 37.740 km di autostrade, 600.000 km di strade municipali. Sono circa 8.500.000 gli autoveicoli circolanti nel paese e circa 5.300.000 le automobili. La ferrovia è sviluppata solo nella parte centrale del paese per circa 40.000 km. Sono circa 11.000 i Km navigabili. I principali porti sono Buenos Aires, Rosario, Mar del Plata, Bahia Blanca, La Plata. Il principale aeroporto del paese è quello di Ezeiza, a Buenos Aires, utilizzato solo per i voli internazionali e Aeroparque, nel centro della stessa città utilizzato per i voli nazionali e per i voli da e per l'Uruguay. La compagnia aerea di bandiera, Aerolineas Argentinas, dopo essere stata privatizzata, è dal 2008 ritornata sotto la gestione statale. Le principali fonti di energia elettrica sono: idraulica, termica e nucleare.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferrovie argentine.

Le linee ferroviarie sono molto diffuse: in Argentina infatti, ci sono 34.000 km di rete, che fanno sì che l'Argentina sia uno dei paesi dell'America Latina con più chilometri di ferrovia. Una volta i chilometri erano 47.000 e l'Argentina era uno dei paesi con più rete ferroviaria in assoluto. Dei 13.000 chilometri chiusi, parte viene utilizzata per il servizio turistico come il "Tren a las Nubes" nella provincia di Salta, "La Trochita", che collega Esquel a El Maitén ed il "Tren del Fin del Mundo" ad Ushuaia.

I pullman[modifica | modifica wikitesto]

Il metodo più facile per spostarsi in Argentina è costituito dagli autobus a lunga percorrenza (detti colectivos o micros), alcuni dei quali a due piani. Ogni città o paese ha una stazione degli autobus, dove si trovano anche gli sportelli delle varie compagnie, ognuna con la propria offerta di orari, prezzi e servizi. Si può optare per un viaggio in un colectivo tradizionale, oppure scegliere un coche semi-cama o coche cama, dove i sedili sono più larghi e si possono reclinare fino a diventare orizzontali; inoltre nei viaggi più lunghi viene servito il pasto (colazione, pranzo o cena) e, a volte, anche coperta e cuscino. Distributori di , caffè ed acqua calda sono a disposizione di tutti i passeggeri. I bagagli vengono sistemati nei vani in basso e su di essi viene collocata un'etichetta con un numero, che servirà per il ritiro una volta arrivati a destinazione.

Trasporto navale[modifica | modifica wikitesto]

Il Porto di Buenos Aires è uno dei più grandi di tutto il continente americano: qui arrivano crociere e, soprattutto navi mercantili provenienti da Stati Uniti, Brasile, Cina e da parte dell'Europa oltre che dall'Africa occidentale. Dal porto di Buenos Aires partono diverse navi traghetto dirette in Uruguay. Dallo stesso porto partono alcuni transatlantici.

Trasporto aereo[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto di Buenos Aires.

Buenos Aires ha due aeroporti: quello principale, Buenos Aires-Ezeiza ha un traffico di più di otto milioni di persone l'anno ed è sede della compagnia aerea di bandiera Aerolineas Argentinas e un altro, situato a 2 chilometri dal centro di Buenos Aires, l'aeroporto di Buenos Aires-Newbery, nel quartiere Palermo. I collegamenti interni sono efficienti. I voli internazionali più frequentati sono quelli verso il Brasile, il Cile, gli Stati Uniti e la Spagna oltre che verso Messico, Italia e Cina.

Scienza e tecnologia[modifica | modifica wikitesto]

La sede della Commissione nazionale per l'energia atomica.

Gli aspetti più importanti della tecnologia in Argentina riguardano medicina, fisica nucleare, le biotecnologie, le nanotecnologie, e diversi campi relativi alle principali attività economiche del paese. L'Argentina è stato il primo paese latino-americano premiato con un Premio Nobel (Argentina ha cinque premi Nobel).[68] Molti altri argentini hanno contribuito allo sviluppo scientifico in tutto il mondo, dovendo a volte emigrare per farlo. Probabilmente per questo, l'Argentina è a volte indicata come la dotta dell'America Latina (in castigliano: La docta Latinoamericana).

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aree naturali protette in Argentina.

Flora e Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Ventidue parchi nazionali sono stati istituiti per proteggere questo ambiente così vasto e diversificato che ospita specie uniche al mondo di flora e fauna, quali il caimano (o yacaré), il puma, il marà (o lepre di Patagonia) il guanaco (un animale simile al lama che risiede in pianura), il nandù (simile allo struzzo), il condor delle Ande, il fenicottero, svariate specie di mammiferi marini e strani uccelli di mare. Anche le boscaglie spinose, le foreste vergini pluviali, i cactus fioriti e le immense distese di foreste di araucaria del Cile e di faggio australe sono protetti.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'architettura coloniale fiorì intorno al XVII secolo per merito di architetti europei. In questo periodo vennero edificate la sede del consiglio municipale e le cattedrali di Buenos Aires e di Córdoba, caratterizzate da facciate monumentali e ricche decorazioni interne. Nel XIX secolo le costruzioni delle città adottarono uno stile accademico ed eclettico. Risalirono ai primi del Novecento il Palazzo del Congresso e il Teatro Cólon di Buenos Aires realizzati da Victor Meano, il più prestigioso architetto dell'epoca.

Pittura[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni del XIX secolo, al tempo di indipendenza e l'apertura del paese, diversi artisti stranieri visitarono e vissero in Argentina, lasciando anche le loro opere. Tra loro vi fu il marinaio britannico Emeric Essex Vidal (1791-1861), un acquerellista che lasciò importanti terstimonianza del passato argentino. Carlos E. Pellegrini (1800-1875), ingegnere francese, si dedicò alla pittura per necessità e fu il padre del futuro presidente Carlos Pellegrini. Un altro marinaio, Adolfo D'Hastrel Navy (1805-1875), pubblicò nel 1875 i suoi disegni e acquerelli in un libro intitolato Colección de vistas y costumbres del Río de la Plata. Nella terza decade del secolo appare Carlos Morel (1813-1894), che è considerato il primo pittore rigorosamente argentino. Poco dopo seguì Prilidiano Pueyrredón (1823-1870) e Cándido López (1840-1902), che dipinsero dei gauchos e delle guerre dell'Argentina pre-moderna.

Dalla metà del XIX secolo furono fondate le prime istituzioni artistiche del paese: in particolare sorse la Sociedad Estímulo de Bellas Artes e il Museo Nazionale delle belle arti, il cui primo direttore fu il pittore Eduardo Schiaffino. La grande ondata di immigrazione europea (1870-1930), stabilì un forte rapporto con la pittura europea soprattutto proveniente da pittori italiani o figli di italiani. Eduardo Sivori (1847-1918), introdusse il Naturalismo, con classici come El despertar de la criada, seguito da pittori come Reynaldo Giudici (1853-1927) ed Ernesto de la Cárcova (1866-1927), quest'ultimo noto principalmente per Sin pan y sin trabajo. Ángel della Valle (1852-1903), sviluppò una corrente di pittura che rappresentava la campagna creola, con opere come La Vuelta del Malón.

Scultura[modifica | modifica wikitesto]

  • Lola Mora
  • Antonio Pujía
  • Juan Carlos Distéfano
  • Julio Le Parc
  • Luis Perlotti
  • Rogelio Yrurtia
  • Pablo Curatella Manes
  • Gyula Kosice
  • Jacques Bedel
  • Alfredo Bigatti
  • Lucio Fontana
  • Ricardo Gianetti
  • Lucio Correa Morales
  • Leo Vinci
  • Gustavo Del Rio

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

La letteratura argentina all'origine è d'importazione, come evidenziò una delle opere più significative, intitolata La Argentina (1602) scritta dal prete spagnolo Martín del Barco Centenera, incentrata sulla conquista e sulla nascita di Buenos Aires. L'autore che segnò l'inizio di una letteratura nazionale fu Esteban Echeverría (1805-1851), ispiratosi inizialmente al Romanticismo francese e intorno al 1838 orientatosi al realismo narrativo con il racconto El matadero ("Il mattatoio"). L'Ottocento vide imporsi la figura dello scrittore, giornalista, educatore Domingo Faustino Sarmiento (1811-1888), celebre anche per le narrazioni storiche, come il Facundo (1845), e del massimo rappresentante della letteratura gauchesca, José Hernández, che espresse lo spirito del mondo rurale in un linguaggio semplice e quasi dialettale.[69]

La letteratura argentina in seguito si sviluppò seguendo le influenze europee e quindi sia il Romanticismo di Victor Hugo, sia il naturalismo di Émile Zola crearono proseliti tra gli scrittori locali. I primi decenni del Novecento si caratterizzarono per la tendenza modernista, nel caso di Leopoldo Lugones (1874-1938), impregnata di messianismo sociale, e per la vivace polemica sociale, al centro della quale si mise la rivista Martín Fierro. Due furono le correnti di letteratura sociale, una di sinistra denominata Boedo e l'altra tradizionalista definita Florida. Come ben evidenziato dall'elenco di autori sottostante, la letteratura argentina si dimostrò negli anni successivi aperta a tutte le influenze, dall'avanguardia all'indagine psicologica:

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

Romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro Colón è uno dei teatri d'opera più grandi al mondo

Nel periodo coloniale il teatro era rivolto ad un pubblico ricco e colto. Nel 1772 venne fondato il Teatro de la Rancheria, basato su repertorio spagnolo. Dopo la Rivoluzione di maggio il teatro ricevette l'impulso del movimento culturale scaturito a quel tempo. Oltre alla Sociedad del buen gusto del teatro formata nel 1817, si diffuse il genere nazional-popolare, costituito dal teatro gaucho, derivato dalla letteratura omonima, dal teatro creolo, primitivo ma spontaneo, e dal teatro borghese.[69] Tra gli autori più significativi si annoverarono il realista Florencio Sánchez, affermatosi verso la fine dell'Ottocento, Nemesio Trejo, autore del género chico considerato un anello di congiunzione fra il teatro comico spagnolo e lo spirito criollo, e il riformista Antonio Cunill in auge negli anni trenta del Novecento.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Se la storia della musica argentina fu influenzata, alle sue origini, dalle tendenze europee e soprattutto italiane, nell'Ottocento sorsero vari istituti musicali ed il Conservatorio di Buenos Aires, fondato nel 1893 da Alberto Williams, il più autorevole rappresentante della rinascita musicale locale. Verso la fine dell'Ottocento nacquero importanti movimenti culturali, quali la Nueva Musica e la Liga de compositores argentinos, basati sulla valorizzazione della antica tradizione indigena. Il fondatore di tale lega e forse il più importante compositore di musica classica del novecento fu Alberto Ginastera. Tra i canti e le danze rivalutate vi furono la milonga, il malambo, accompagnati da strumenti a corde, a fiato e a percussione, come il siku (flauto), il bombo (tamburo), il charango (chitarra).

Carlos Gardel, cantante e compositore argentino di origine francese, è stato uno dei maggiori interpreti del tango.
Uno spettacolo di tango a Buenos Aires.

Segue un elenco di musicisti e compositori:

Balli[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il calciatore Lionel Messi, proclamato quattro volte miglior giocatore al mondo

Lo sport più seguito e praticato dagli argentini è il calcio. La nazionale di calcio argentina ha conquistato due Coppe del Mondo: nel 1978 e nel 1986. È seconda nella classifica delle nazionali di calcio sudamericane per vittorie di Coppe America: 14, la più recente nel 1993[70]. Ha vinto inoltre due ori olimpici (nel 2004 e nel 2008), 6 mondiali under 20 (record assoluto) e la prima edizione della Confederations Cup (nel 1992).
È argentino il calciatore che secondo molti critici sportivi e tifosi è considerato (in coabitazione con Pelé) il migliore di tutti i tempi: ovvero Diego Armando Maradona[71][72]. Un altro calciatore esploso negli ultimi anni e tra i più grandi della storia del calcio è Lionel Messi.

Anche il basket è molto diffuso: la nazionale maschile argentina è, al novembre 2012, terza nel ranking mondiale della FIBA. Uno dei più noti cestisti è Emanuel Ginóbili, guardia dei San Antonio Spurs, tra i più forti mancini nella storia dell'NBA.

Nel rugby la nazionale è, al settembre 2013, al decimo posto del mondo Classifica IRB[73], ma il mancato passaggio al professionismo fa sì che molti giocatori giochino all'estero o addirittura scelgano di difendere i colori di altre nazioni, Italia in testa.

Nel tennis vi è un'antica tradizione che ha portato diversi tennisti tra i primi del mondo, come Guillermo Vilas e Gabriela Sabatini e, nel presente, David Nalbandian, Juan Martín del Potro e Juan Mónaco. In Coppa Davis l'Argentina è stata finalista in quattro edizioni (1981, 2006, 2008 e 2011)[74].

Anche l'hockey su prato, la pallavolo e il polo hanno un buon seguito in Argentina[75], in particolare la nazionale femminile di Hockey è stata due volte campione del mondo, nel 2002 e nel 2010. Negli ultimi anni si è molto sviluppata la pallamano: la Nazionale argentina ha disputato la fase finale nelle ultime tre edizioni dei Campionati del mondo ed è campione panamericano 2011, vittoria che ha permesso la qualificazione per la prima volta nella storia della Nazionale argentina di pallamano alle Olimpiadi di Londra 2012.

Juan Manuel Fangio, 5 volte campione del mondo di formula 1.

Per quanto riguarda gli sport motoristici, soprattutto nell'automobilismo nei primi anni del Campionato mondiale di Formula 1 è emersa una schiera di piloti capaci di ben figurare, tra i quali Juan Manuel Fangio, considerato il secondo pilota più vittorioso di tutti i tempi dopo Michael Schumacher, vincitore di cinque campionati mondiali nel 1951, 1954, 1955, 1956 e 1957[76]. Da ricordare anche Froilan González, il quale fece vincere per la prima volta la Ferrari nel Gran Premio di Gran Bretagna nel 1951 e Carlos Reutemann, vicecampione del mondo nel 1981 alle spalle di Nelson Piquet.

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina argentina.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

  • 24 marzo: giorno della memoria, della verità e della giustizia;
  • 2 aprile: giorno del veterano e di tutti i caduti nella guerra di Malvinas;
  • 25 maggio: primo governo patrio (nel 1810 a seguito di moti popolari contro il viceré);
  • 20 giugno: giorno della bandiera (e di commemorazione della morte del Gen. Manuel Belgrano creatore della Bandiera Argentina e uno dei due "Padres de la Patria" con José de San Martín);
  • 9 luglio: dichiarazione d'Indipendenza (1816);
  • 17 agosto: commemorazione della morte del Gen. José de San Martín, "Padre de la Patria" e uno dei principali autori dell'indipendenza latinoamericana;
  • 11 settembre: giorno del maestro;
  • 12 ottobre: giorno della razza (arrivo di Cristoforo Colombo in America nel 1492).

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  2. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  3. ^ (EN) Statistical update 2008/2009 - Country Fact Sheets - Argentina. URL consultato il 24/10/2009.
  4. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  5. ^ Chile, Uruguay y Argentina con el mejor índice de desarrollo humano en A. Latina
  6. ^ El acta de la Independencia me.gov.ar
  7. ^ La leyenda del Rio de la Plata
  8. ^ El nombre de Argentina
  9. ^ Martin del Barco Centenera New Advent
  10. ^ Constitución Nacional senado.gov.ar
  11. ^ Ángel Rosenblat (1964) El nombre de la Argentina. Buenos Aires: Eudeba Editorial Universitaria de Buenos Aires
  12. ^ Carlos A. Floria e César A. García Belsunce, 1971. Historia de los Argentinos I e II; ISBN 84-599-5081-6
  13. ^ http://www.ipharra.org/article-argentina-nuovo-dramma-economico-usa-bloccano-conti-governo-nella-federal-reserve-48298217.html
  14. ^ Argentina, una nuova crisi finanziaria all'orizzonte | FinanzaLive
  15. ^ L'Argentina torna sull'orlo del crac i fondi pensione passano allo Stato - economia - Repubblica.it
  16. ^ Roberto Da Rin, L'Argentina svela la vera inflazione in Il Sole 24 Ore, 15 febbraio 2014.
  17. ^ Marco Valsania, Argentina in default, falliti i negoziati a oltranza in Il Sole 24 Ore, 31 luglio 2014.
  18. ^ Idrografia, topografia e clima dell'Argentina Camera dei Deputati della Provincia di Santa Cruz (in spagnolo)
  19. ^ Montagne della Terra La vetta più alta di ogni continente
  20. ^ Aconcagua, la montagna più alta dell'emisfero occidentale
  21. ^ Depressioni I punti più bassi di ogni continente
  22. ^ Sulle Termas de Río Hondo.
  23. ^ Global Argentina
  24. ^ Global Measured Extremes of Temperature and Precipitation
  25. ^ Datos útiles de Argentina - Datos de interés
  26. ^ SINTITUL-1
  27. ^ http://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook
  28. ^ CD 9 - Colección educ.ar
  29. ^ Inferring Continental Ancestry of Argentineans from Autosomal, Y-Chromosomal and Mitochondrial DNA - Corach - 2009 - Annals of Human Genetics - Wiley Online Library
  30. ^ I Liguri furono i primi italiani che emigrarono in Argentina. Essi si insediarono a Buenos Aires, nella Capitale Federale, fin dai primi decenni del secolo XIX: la Boca - il quartiere portuale e marittimo per eccellenza di Buenos Aires - venne edificato dalla gente di mare che proveniva in maggioranza delle due riviere liguri. I primi veneti (con i friulani) cominciarono ad emigrare dopo il 1866, e si insediarono attorno a Cordoba e, in seguito, a sud di Buenos Aires. I primi piemontesi emigrarono in Argentina verso il 1870, insediandosi di preferenza verso l'interno nelle province di Cordoba, Tucuman, Mendoza, Santa Fé e poi in quella di Buenos Aires.
  31. ^ www.feditalia.org.ar
  32. ^ www.monografias.com
  33. ^ viaggi.repubblica.it
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  35. ^ El 88% es de religión católica, Clarin, 2001.
  36. ^ San Cayetano y la Virgen de Luján son los más venerados, Clarin, 2001.
  37. ^ Siete de cada diez credos admitidos en Argentina son evangélicos Clarin
  38. ^ Cristo llame ya!, Pagina 12, gennaio 2005.
  39. ^ Argentina U.S. Department of State
  40. ^ a b www.ethnologue.com
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  43. ^ La capitale federale è considerata come una provincia a se stante.
  44. ^ a b Non inclusi i 980.874 km² della Antártida Argentina y las Islas del Atlántico Sur occupate dal Regno Unito e richieste dall'Argentina, per una superficie complessiva di 3.761.274 km².
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Bortot, Frozen Savings and Depressed Development in Argentina, Savings & Development, Vol. XXVII, n. 2, 2003.
  • A. Mauri, La tutela del risparmio dopo i casi Argentina e Parmalat, DEAS, Università degli Studi di Milano, Working Paper n. 8/2005.
  • Gianfranco Cavallin, Gli ultimi Veneti, Zephyrus Edizioni, Padova, 2009.
  • Giancarlo Libert, L’emigrazione piemontese nel mondo, Aqu4ttro Edizioni, Chivasso, 2011.
  • Fernando J. Devoto, Storia degli italiani in Argentina, Donzelli, Roma, 2007.
  • Emanuela Chiavoni - Michela Cigola, "Presenza italiana in Argentina. Valorizzazione e diffusione interattiva del Patrimonio Architettonico" Francesco Ciolfi Editore, Cassino, 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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