Buenos Aires

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Buenos Aires
città autonoma
Ciudad Autónoma de Buenos Aires
Buenos Aires – Stemma Buenos Aires – Bandiera
Buenos Aires – Veduta
Localizzazione
Stato Argentina Argentina
Amministrazione
Governatore Mauricio Macri (PRO) dal 10/12/2007
Territorio
Coordinate 34°36′30″S 58°22′19″W / 34.608333°S 58.371944°W-34.608333; -58.371944 (Buenos Aires)Coordinate: 34°36′30″S 58°22′19″W / 34.608333°S 58.371944°W-34.608333; -58.371944 (Buenos Aires)
Altitudine 25 m s.l.m.
Superficie 202 km²
Abitanti 2 891 082[1] (2010)
Densità 14 312,29 ab./km²
Città 15
Altre informazioni
Cod. postale C1000-14xx
Prefisso 011
Fuso orario UTC-3
ISO 3166-2 AR-C
Nome abitanti porteño
PIL (nominale) 400,455 miliardi di $
PIL procapite (nominale) 80.500 $
Cartografia

Buenos Aires – Localizzazione

Sito istituzionale

Buenos Aires è la capitale e la maggiore città dell'Argentina con 2.891.082 abitanti (13 milioni nell'area metropolitana). È una delle più grandi metropoli sudamericane e sede di uno dei maggiori porti del continente. È la seconda città in Sudamerica per importanza economica dopo San Paolo del Brasile. È chiamata anche per brevità Baires.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Buenos Aires, con la crescita demografica degli ultimi decenni, si è estesa tanto da unirsi ad altri 54 municipi vicini (appartenenti dal punto di vista amministrativo alla Provincia di Buenos Aires), creando una conurbazione in cui vivono 12.843.000 abitanti.[2] Per fare riferimento a questa conurbazione colloquialmente viene definita Grande Buenos Aires.

Gli abitanti della città di Buenos Aires vengono chiamati porteños, mentre gli abitanti della provincia di Buenos Aires vengono chiamati bonaerenses.

Nella Capitale Federale (la città di Buenos Aires) spesso si parla un argot, il lunfardo, gergo caratteristico che incorpora allo spagnolo dei termini di origini diverse arrivati con l'immigrazione.

La popolazione residente in città è originaria prevalentemente dalla Spagna e dall'Italia, in minor numero dalla Germania, dalla Scandinavia, dalla Grecia, dal Portogallo, dalla Francia, dalla Russia e dal Regno Unito. Ci sono anche importanti comunità di siriani, libanesi e armeni, inoltre la comunità ebraica è la più numerosa del sud America.

L'immigrazione più recente vede un consistente afflusso di boliviani, peruviani e paraguaiani.

Storia della città[modifica | modifica wikitesto]

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

La città fu fondata per la prima volta dallo spagnolo Pedro de Mendoza il 2 febbraio del 1536 col nome di Ciudad del Espíritu Santo y Puerto Santa María del Buen Ayre. Nel 1580 l'esploratore spagnolo Juan de Garay fondò per la seconda, e definitiva fondazione, la città col nome di Ciudad de la Santísima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires. La città fu battezzata con questo nome in onore della Madonna di Bonaria di Cagliari, in Sardegna. Occupava un'area di 2,3 km² e ospitava 63 abitanti.

I primi anni di vita di Buenos Aires furono di stenti: tagliata fuori dalle principali rotte commerciali della Spagna, gli abitanti mancavano di ogni comodità. Agli inizi del Seicento la colonia contava appena cinquecento abitanti. A quell'epoca i coloni trasgredivano la legge e praticavano il contrabbando in maniera pressoché sistematica. La merce proveniente dal Brasile, veniva scambiata con il cuoio ricavato dai bovini che pascolavano nella regione. Nel 1611 fu inaugurato il primo ospedale.

Dalla sua fondazione fino al Settecento Buenos Aires subì diversi attacchi da parte di pirati inglesi, francesi e danesi. Nel 1680 i portoghesi fondarono Colonia del Sacramento nella parte opposta del Rio de la Plata, pretendendo di stabilirsi nella regione. Percependo la minaccia, il governatore José de Garro inviò un ultimatum ai portoghesi, i quali lo rifiutarono. De Garro allora riunì gli abitanti della città per organizzare un attacco contro i portoghesi. Il risultato fu una definitiva vittoria da parte degli spagnoli.

Nel Settecento Buenos Aires acquisì maggior prestigio all'interno dell'America spagnola tanto da diventare, nel 1776, capitale del Vicereame del Rio de la Plata.

Nel 1806 il generale maggiore inglese William Carr Beresford si impadronì di Buenos Aires senza incontrare resistenza, ma venne scacciato pochi mesi dopo da un esercito proveniente da Montevideo. Nel 1807 una spedizione inglese, al comando di John Withelocke conquistò Montevideo e poco dopo tentò di impossessarsi di Buenos Aires, ma fu sconfitta perché trovò la fiera resistenza degli abitanti e delle milizie urbane.

Il XIX secolo e la prima immigrazione[modifica | modifica wikitesto]

Pianta del 1888

Nel 1801 nacque il primo giornale.

Buenos Aires cambia completamente nella seconda metà XIX secolo con l'arrivo di una massiccia immigrazione soprattutto spagnola e italiana, ma anche tedesca, polacca, russa e mediorientale, favorita dalle condizioni economiche precarie in Europa e delle politiche del governo argentino volte a favorire l'ingresso di nuova manodopera.

L'immigrazione italiana fu la prima ad arrivare in modo massiccio. Nel 1887 gli italiani costituivano il 60,4% dell'immigrazione totale per poi ridursi percentualmente con l'aumentare della immigrazione spagnola.

La crisi economica in Argentina (con la conseguente ricerca di una cittadinanza europea), le leggi italiane sulla cittadinanza, e l'altissimo numero di argentini con antenati italiani, potrebbero fare della Grande Buenos Aires la città al mondo col maggior numero di cittadini italiani (potenzialmente un numero di italiani pari al doppio della popolazione di Roma), o almeno dividere questo titolo con la metropoli brasiliana di San Paolo.

Sul fronte interno la condizione di grande porto di Buenos Aires e il predominio economico corrispondente hanno provocato un periodo di scontri civili. La separazione definitiva tra la città di Buenos Aires e la provincia è avvenuta nel 1880, quando è stata dichiarata "capitale federale" della nazione, per cui gli Argentini la chiamano così.

In questo periodo prende corpo la costruzione del grande palazzo del Congresso della Nazione Argentina, l'edificio dove ancora oggi svolgono le proprie funzioni il Senato e la Camera dei deputati argentini. La costruzione del palazzo fu infatti autorizzata da una legge del 1894; l'edificio fu poi inaugurato ufficialmente nel 1906 ma in realtà i lavori per il suo completamento durarono ancora per molti anni.

La fine del secolo vede anche l'affermarsi della vocazione portuale di Buenos Aires col miglioramento delle infrastrutture portuali e ferroviarie. In questo periodo si forma il quartiere della Boca, abitato in massima parte da marinai genovesi immigrati. Ancora oggi gli abitanti della Boca si chiamano xeneizes, (zeneixi in dialetto genovese) e la scritta xeneizes appare sulle magliette della gloriosa squadra di calcio del Boca Juniors.

Il XX secolo e la seconda immigrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il XX secolo ha visto il consolidarsi dell'immigrazione europea che, con la seconda e la terza generazione, fa ormai parte della classe dirigente. Buenos Aires cresce con le caratteristiche di una grande metropoli e il porto è un punto di arrivo e partenza per transatlantici carichi di persone e merci.

La seconda immigrazione, verificatasi nella seconda metà del secolo, vede arrivare sulla scena argentina persone provenienti da altri paesi del Sud America e dell'Asia. L'accoglienza sociale di queste nuove minoranze etniche è però diversa e le comunità in questione faticano ad inserirsi nel tessuto sociale argentino.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La città di Buenos Aires sorge sulle sponde del rio de la Plata e del Riachuelo che confluisce nel rio de la Plata nel quartiere della Boca.

Buenos Aires non appartiene alla provincia omonima: questa circonda la città estendendosi per una superficie simile a quella dell'Italia, ed ha come capoluogo la città di La Plata. Il confine tra la capitale e la provincia è marcato dall'Avenida General Paz, un'autostrada che fa da circonvallazione alla città, e dal Riachuelo.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista climatico su basi statistiche, la temperatura media del mese più freddo è +9,5 °C, quella del mese più caldo +25,5 °C.


Nuvola apps kweather.png Parametri climatici medi di Buenos Aires Weather-rain-thunderstorm.svg
Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 29 27 26 22 18 15 14 16 18 21 24 27
21
Temperatura minima media (°C) 17 17 15 11 8 5 5 6 7 10 12 16
11
Precipitazioni (cm) 10 10 10 8 7 5 5 6 10 9 8 16
97
Fonte: Weatherbase 2011

Il Tango[modifica | modifica wikitesto]

Il Tango nasce nel río de la Plata (coste di Argentina e Uruguay) come mescolanza di balli di origine africana e locale nell'ambito della prostituzione, e successivamente si sviluppa e si evolve nella sua struttura attuale a Buenos Aires. Qui trova le sue radici, nel miscuglio di genti, maggiormente immigrati europei, che abitano nella città sul finire dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. Nell'attualità è simbolo di Buenos Aires e di cultura argentina in tutto il mondo.

Buenos Aires e la politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del XX secolo, Buenos Aires ha visto alternarsi al governo dell'Argentina capi di Stato espressione a volte di regolari elezioni, a volte di colpi di stato.

Durante la dittatura militare negli anni dal 1976 al 1983, Buenos Aires ha conosciuto il fenomeno dei desaparecidos in cui molti giovani venivano torturati e fatti sparire per l'accusa, molto spesso infondata, di simpatizzare per la sinistra, considerata ispiratrice del terrorismo.

Parallelamente, Buenos Aires è stata teatro di movimenti di piazza anche rilevanti in sostegno o contro il governo del tempo. Ricordiamo le smisurate folle osannanti che acclamavano il presidente Juan Domingo Perón e la moglie Evita, ma anche le manifestazioni del gruppo delle Madri di Plaza de Mayo costituito da donne che, nell'impossibilità di manifestare altrimenti la loro situazione, si riunivano nella piazza antistante la Casa Rosada esponendo in silenzio le foto dei loro cari dispersi a causa della repressione militare.

In anni più recenti si sono moltiplicate le manifestazioni dei piqueteros che protestano per ottenere aiuti per le persone in difficoltà a causa della disoccupazione e la crisi economica effettuando blocchi stradali e altre forme di protesta pubblica.

Particolare rilevanza ha avuto la manifestazione definita cacerolazo (19-21 dicembre 2001) in cui scese in piazza la classe media, colpita dal blocco dei risparmi bancari, facendo risuonare le pentole di casa. Il cacerolazo ha provocato la caduta del governo di Fernando de la Rua.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università di Buenos Aires.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo nazionale delle belle arti (Argentina) e Museo storico nazionale dell'Argentina.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

I mezzi pubblici di Buenos Aires sono: treno (tren); autobus (colectivo e micros); metropolitana (detta "subte", abbreviatura di "subterráneo"); taxi; remis (tipo di taxi prenotabile esclusivamente per telefono, disponibili in provincia, ma circolano anche nella Capitale, attualmente il miglior remis è de "il bego"); pulmino (combi); aereo (avión). Il maggiore aeroporto della città è quello intercontinentale.

Trasporto ferroviario[modifica | modifica wikitesto]

Ferrocarriles Argentinos

La città è il punto di confluenza delle reti ferroviarie argentine (che collegano la capitale e l'hinterland di Buenos Aires, detto "Gran Buenos Aires" o "Conurbano" con le province confinanti), un tempo capillarmente diffuse in tutto il paese, ma ora in rapido degrado dopo la privatizzazione e la divisione dell'azienda statale Ferrocarriles Argentinos avvenuta negli anni novanta.
L'infrastruttura è stata principalmente importata dagli inglesi nel XIX secolo.
È presente anche una rete di metropolitana che conta 6 linee.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Metropolitana di Buenos Aires.

Trasporto su gomma[modifica | modifica wikitesto]

I colectivos equivalgono agli autobus italiani, con la differenza che il biglietto si paga nella vettura, al momento della salita. Fino a qualche tempo fa, il passeggero pagava direttamente all'autista, il quale consegnava uno scontrino (boleto) di colore e prezzo diverso, a seconda della destinazione scelta. Oggigiorno, tutti i colectivos possiedono un'ingombrante macchinetta accanto all'autista nella quale si inseriscono le monete e si ottiene il ticket automaticamente. Dato che nelle ore di punta si formano inevitabilmente grosse file alle fermate, per evitare che i passeggeri impieghino troppo tempo per salire, vi è un impiegato che dal marciapiede vende i biglietti. La soluzione migliore è quella di comprare la SUBE: una carta ricaricabile con la quale è possibile pagare il biglietto su tutti i colectivos e micro. I colectivos si riconoscono per il numero di linea e il colore. Per quanto riguarda invece le distanze interurbane, di oltre 50 km, vi sono i cosiddetti micros, ovvero pullman. A Buenos Aires c'è la estación terminal de Ómnibus de Retiro (stazione capolinea di pullman di Retiro), nel quartiere di Retiro. I micros sono quasi tutti di due piani e hanno tutte le comodità; percorrono lunghissime distanze, arrivando a tutte le province argentine e i paesi confinanti. I viaggi in Argentina si fanno preferibilmente in pullman, data la scarsa qualità dei treni.

Trasporto aereo[modifica | modifica wikitesto]

Buenos Aires è servita dall'aeroporto internazionale Ministro Pistarini di Ezeiza (EZE), situato a 35 km a sudest della città, e dall'aeroporto "Aeroparque Jorge Newbery" (AEP), situato in città, nei pressi della strada che costeggia il rio de la Plata, dove arrivano voli dal resto dell'Argentina e voli internazionali provenienti dall'Uruguay, dal Brasile, da Santiago del Cile e da Asunción (Paraguay)

Quartieri o Barrios[modifica | modifica wikitesto]

Case nel barrio di Belgrano.
Avenida de Mayo, nal barrio de Monserrat
Barrio di Puerto Madero.
Torre degli inglesi nel barrio di Retiro

Dal punto di vista amministrativo la città è divisa nei seguenti quartieri:

Barrios tradizionali[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono anche dei quartieri non riconosciuti amministrativamente come quartieri ma definiti come tali dalla consuetudine degli abitanti di Buenos Aires.

Statua di Carlos Gardel nel suo barrio di Abasto

Balvanera[modifica | modifica wikitesto]

Balvanera, anche detto Once, è un quartiere di Buenos Aires.

Il suo centro è costituito da Plaza Miserere, dove si trova una piccola villetta popolata da venditori ambulanti e da senza tetto. Di notte è una zona a rischio, per le scarse condizioni di sicurezza. Le coordinate di riferimento del Barrio sono date dall'incrocio di due strade lunghissime quanto importanti: Jujuy y Rivadavia. Plaza Miserere costituisce inoltre il capolinea di diverse linee di bus con destinazioni periferiche.

In questo quartiere ha sede la nota discoteca República Cromañón, che nel dicembre del 2004 andò in fiamme, causando la morte di 194 giovani.

La zona situata attorno all'incrocio tra le vie Corrientes e Pueyrredón è chiamata Once, dal nome della stazione Once de Septiembre che si trova nei pressi di plaza Miserere. L'11 settembre, a cui è intitolata la stazione, è il giorno del 1852 in cui avvenne la rivolta della provincia di Buenos Aires contro il governo federale. Il 22 febbraio 2012 proprio in tale stazione ebbe luogo un grave incidente ferroviario, che causò 49 morti e più di 600 feriti.

Nuovi Barrios[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono anche quartieri che hanno da poco il loro nome. Non si tratta di suddivisioni amministrative bensì di denominazioni attribuite a determinate zone, soprattutto del quartiere di Palermo, e per la precisione della parte di Palermo conosciuta come Palermo Viejo, per motivi soprattutto commerciali e/o turistici.

  • Palermo Hollywood, conosciuto meglio come Quinta Bollini. Zona compresa tra l'Avenida Juan B. Justo e le vie Paraguay, Dorrego e Niceto Vega. Il nome deriva dal fatto che negli ultimi anni vi si sono installati diversi canali televisivi, ciò che a sua volta ha portato ad una concentrazione di bar, ristoranti e locali notturni che hanno fatto di questo rione uno dei più frequentati da porteños e visitatori.
  • Barrio River
  • Palermo Soho, situato attorno alla Plazoleta Cortázar (già Plaza Serrano). La zona è adiacente a Palermo Hollywood e deve la propria denominazione al fatto che vi si sono installati diversi negozi di abbigliamento e, soprattutto intorno alla Plazoleta Cortázar, molti bar e locali notturni.
  • Las Cañitas, zona del quartiere di Palermo compresa tra l'Avenida Luis María Campos e il Campo Argentino de Polo. Uno dei centri della vita notturna di Buenos Aires. Deve il proprio nome all'antico nome dell'Avenida Luis María Campos, che fino al 1914 si chiamò Camino de las Cañitas.

La cucina porteña - La cucina argentina ha subito l'influsso della tradizione spagnola e creola. Poiché l'Argentina ha il primato mondiale per la bontà delle sue carni (gli animali vengono fatti pascolare dai gauchos nella Pampa), i piatti tipici sono a base di carne. Ricordiamo l'asado, grigliata di carne mista che in passato veniva cotta all'aperto direttamente sul fuoco; las empanadas, mezzelune di pasta brisè ripiene di carne di vitello, pollo, prosciutto e formaggio, ecc, Anche il pesce è molto buono e viene preparato in vari modi. Tra i dolci tipici ricordiamo gli alfajores e il dulce de leche.

Bevande -I porteños amano bere il mate, una bevanda a base di erbe che vengono fatte filtrare attraverso una "bombilla". È tradizione bere dalla stessa bombilla.

Persone legate a Buenos Aires[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Buenos Aires è gemellata con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) Instituto Nacional de Estadística y Censos - Censo 2010. URL consultato il 16 giugno 2011.
  2. ^ (ES) Encuesta Permanente de Hogares (PDF), indec.gov.ar, 12 marzo 2009. URL consultato il 10 giugno 2010.
  3. ^ Città gemellate con Oviedo. URL consultato il 20 dicembre 2011.
  4. ^ Città gemellate con Pechino dal sito ufficiale, ebeijing.gov.cn. URL consultato il 7 novembre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]