Danimarca

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Regno di Danimarca
Regno di Danimarca – Bandiera Regno di Danimarca - Stemma
(dettagli) (dettagli)
''Guds hjælp, Folkets kærlighed, Danmarks styrke

L'aiuto di Dio, l'amore del popolo, la forza della Danimarca''

Regno di Danimarca - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Regno di Danimarca
Nome ufficiale Kongeriget Danmark
Lingue ufficiali danese
Capitale Copenaghen  (503.699 ab. / 2007)
Politica
Forma di governo Monarchia parlamentare Monarchia costituzionale Regno Unito semi-Federale
Regina Margherita II di Danimarca
Primo ministro Helle Thorning-Schmidt
Proclamazione VIII secolo
Ingresso nell'ONU 24 ottobre 1945 1
Ingresso nell'UE 1º gennaio 1973
Superficie
Totale 43 094 km² (130º)
 % delle acque 1,6 %
Popolazione
Totale 5.550.142 ab. (2012) (109º)
Densità 129 ab./km²
Tasso di crescita 0,239% (2012)[1]
Nome degli abitanti Danesi
Geografia
Continente Europa
Confini Germania
Fuso orario UTC+1
UTC+2 in ora legale
Economia
Valuta Corona danese
PIL (nominale) 314 889[2] milioni di $ (2012) (34º)
PIL pro capite (nominale) 56 426 $ (2012) ()
PIL (PPA) 208 288 milioni di $ (2012) (54º)
PIL pro capite (PPA) 37 324 $ (2012) (20º)
ISU (2011) 0,895 (molto alto) (16º)
Fecondità 1,9 (2010)[3]
Varie
Codici ISO 3166 DK, DNK, 208
TLD .dk, .eu
Prefisso tel. +45
Sigla autom. DK
Inno nazionale Der er et yndigt land
Festa nazionale 5 giugno
Regno di Danimarca - Mappa
1È uno dei 51 Stati che hanno dato vita all'ONU nel 1945.
Evoluzione storica
Stato precedente Danimarca Danimarca-Norvegia
 

Coordinate: 56°N 10°E / 56°N 10°E56; 10

La Danimarca (danese: Danmark), ufficialmente Regno di Danimarca (danese: Kongeriget Danmark), è uno Stato membro dell'Unione europea e lo Stato più piccolo e più meridionale della Scandinavia, anche se non appartenente alla Penisola scandinava. È membro-capo del Regno Unito di Danimarca (Danmarks Rige) che comprende anche le Isole Fær Øer e la Groenlandia. La capitale è Copenaghen.

Si trova a nord della Germania, stretto del Falster, a sud-ovest della Svezia e a sud della Norvegia, affacciandosi sia sul mar Baltico che sul mare del Nord. Il paese è composto da un'ampia penisola, lo Jutland, che confina a sud con la Germania, a cui si aggiungono un considerevole numero di isole, tra le quali Sjælland, Fyn, Falster, Lolland, Vendsyssel-Thy e Bornholm oltre a centinaia di isolette minori a cui talvolta ci si riferisce come all'arcipelago danese. Storicamente la Danimarca ha da sempre controllato l'accesso al Mar Baltico e queste acque sono conosciute anche, infatti, come gli Stretti danesi.

Dal 1901 La Danimarca è diventata una monarchia parlamentare, dopo essere stata una monarchia costituzionale dal 1849 ed una monarchia assoluta dal 1660. Con oltre mille anni di durata la monarchia danese è la seconda più antica del mondo attualmente regnante, seconda soltanto a quella giapponese, e di conseguenza è quella più antica dell'Europa. L'ingresso nell'Unione europea è avvenuto il 1º gennaio 1973. Il territorio della Groenlandia, pur facendo parte del Regno di Danimarca, gode di ampia autonomia, è regolato da leggi particolari secondo un sistema federale e non fa parte dell'Unione europea.

A partire dalla seconda metà del XX secolo la società danese è stata parzialmente caratterizzata dall'adozione del cosiddetto Modello sociale scandinavo basato su di un'ampia diffusione dei servizi pubblici. Secondo uno studio pubblicato dall'UNESCO, la Danimarca può fregiarsi del titolo di "paese più felice" della Terra.[4]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Danimarca.

Localizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il punto più a nord della Danimarca è la Punta di Skagen che si trova a 57° 45' 7" gradi di latitudine, mentre quello più a sud è la Punta di Gedser (l'estremità più a sud dell'isola di Falster) a una latitudine di 54° 33' 35". Da ovest ad est il paese si estende invece dagli 8° 4' 22" gradi di longitudine della spiaggia di Blåvandshuk ai 15° 11' 55" del dell'isola Østerskær che si trova nell'arcipelago delle Ertholmene ad est di Bornholm. La distanza dal punto più occidentale a quello più orientale è di 452 km, mentre tra quello più a nord a quello più a sud di 368 km".

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

La Danimarca è composta dalla penisola dello Jutland (in danese Jylland) e da 443 isole sufficientemente grandi da avere un nome. Tra queste, 72 sono abitate (2008)[5] e le più grandi sono Sjælland e Fyn. L'isola di Bornholm si trova molto più ad est rispetto al resto del paese, nel mezzo del Mar Baltico. Molte delle isole maggiori sono collegate tra loro per mezzo di ponti; il Ponte sull'Oresund unisce Sjælland alla Svezia, lo Storebæltsbroen congiunge Sjælland e Fyn mentre il Nye Lillebæltsbro va da Fyn allo Jutland. I collegamenti con le isole minori sono assicurati da traghetti o da piccoli aerei.

La superficie della Danimarca si presenta come un'unica grande pianura con colline moreniche di altezza modesta (media circa 30 m, altezza massima Yding Skovhøj e Møllehøj 171 m). Il suo territorio è costituito da un substrato di antichissima origine su cui si sono sovrapposti, nel corso delle diverse ere geologiche, depositi sedimentari trasportati dal mare o dalle glaciazioni. I fiumi, date le caratteristiche del territorio, hanno un corso assai breve.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima della Danimarca è temperato ed è di tipo atlantico. Gli inverni non sono particolarmente rigidi e la temperatura media nei mesi di gennaio e febbraio si aggira attorno agli 0 °C, mentre le estati sono fresche con una temperatura media nel mese di agosto di 15,7 °C.[6]

Spesso soffia il vento, più forte nel periodo invernale e più debole in quello estivo. In Danimarca si ha una media di 170 giorni di pioggia all'anno ed i mesi più piovosi sono settembre, ottobre e novembre.[7]

A causa della posizione geografica del paese, situato nella parte settentrionale dell'Europa, la durata dell'illuminazione solare diurna è molto variabile. Durante l'inverno le giornate sono corte ed il sole sorge attorno alle 8.30 e tramonta verso le 15.30. Al contrario nella stagione estiva l'alba arriva verso le 3.30 ed il tramonto si sposta alle 22.00.[8]

Tradizionalmente il giorno più corto e quello più lungo dell'anno vengono festeggiati.

La festa per il giorno più corto dell'anno va più o meno a coincidere con il Natale (in danese jul) ed ai giorni nostri i festeggiamenti si concentrano alla Vigilia di Natale, il 24 dicembre. La parola scandinava jól è plurale, ed indica chiaramente come nella cultura pre-cristiana in questo periodo si svolgessero più feste diverse.[9] La conversione al Cristianesimo introdusse nelle usanze locali la celebrazione del Natale, così la precedente denominazione passò ad indicare anche la nuova festa. Gli sforzi della Chiesa di sostituire quel nome con Kristmesse non hanno avuto successo.

La festa per il giorno più lungo è il Giorno di mezza estate, conosciuto in Danimarca come Sankthansaften (La notte di San Giovanni).[10] Anche le origini di questa festa risalgono ad epoche pre-cristiane.[11]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Danimarca.
La nave di Ladby, una delle testimonianze vichinghe in Danimarca.
La Cattedrale di Roskilde, costruita fra il XII e il XIII secolo.

Attorno al V secolo d.C. le popolazioni scandinave colonizzarono la Danimarca. Dopo circa duecento anni i danesi avviarono la conquista dell'Inghilterra. Intorno al IX secolo d.C. la Danimarca conquistò la Norvegia e qualche regione della Germania settentrionale, e dopo qualche anno ancora conquisterà tutta la Gran Bretagna. Attorno all'inizio del Trecento la Danimarca si spinse verso i paesi del Mar Baltico, e verso l'inizio del Quattrocento aveva conquistato tutta la Svezia, ma intorno al 1523 la Svezia si ribellò e divenne indipendente. Intorno al Seicento la Danimarca si convertì al Protestantesimo e aprì un conflitto con la Svezia. La guerra finì con la vittoria della Svezia. Dopo questa sconfitta la Danimarca diventò una monarchia assoluta.

All'inizio dell'Ottocento la Danimarca si alleò con Napoleone, ma questa alleanza costò la Norvegia, che, con il trattato di Kiel, divenne territorio svedese. Nel 1849 la Danimarca diventò monarchia costituzionale. Nel 1864 l'Austria e la Prussia dichiararono guerra alla Danimarca che, uscendone sconfitta, dovette cedere loro gran parte dello Schleswig-Holstein. Con lo scoppio della prima guerra mondiale la Danimarca si dichiarò neutrale. Tuttavia dopo la guerra le furono restituite parti della regione dello Schlewing-Holstein, tramite un referendum popolare, giudicato però come deludente dal governo danese per via della scarsa affluenza alle urne da parte della popolazione danese nei territori tedeschi (che la Germania poté così mantenere).

Nella seconda guerra mondiale la Danimarca venne invasa dalla Germania il 9 aprile 1940, nonostante si fosse dichiarata neutrale.Durante l'occupazione si oppose alle politiche razziali naziste in modi singolari ma efficaci ,tanto che fu l'unica nazione ad impedire le deportazioni degli ebrei mettendoli in salvo[12].

Nel 1972 la Danimarca aderì alla Comunità europea, per poi rifiutare l'adozione dell'euro nel 2000.

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

La maggioranza degli abitanti della Danimarca è di ceppo scandinavo, con presenze di Faroesi, ma sono presenti gruppi di Inuit provenienti dalla Groenlandia e immigrati da varie altre zone. Secondo le statistiche ufficiali del 2007 il numero degli immigrati e dei loro discendenti ammonta a circa 477.700 persone, ovvero all'8,9% del totale della popolazione. Molti di questi immigrati provengono dal Medio oriente e dall'Asia meridionale.[13] Come accaduto anche in altri paesi europei, negli ultimi anni anche in Danimarca è venuto alla luce un certo malumore nei confronti degli immigrati.[14]

Come succede nella maggior parte dei paesi la popolazione non è distribuita uniformemente sul territorio. Nonostante la porzione di territorio che si trova ad est dello Storebælt sia soltanto di 9.622 km², pari al 22,7% della superficie complessiva della Danimarca, vi risiede il 45% (2.465.348) della popolazione complessiva. La densità media di questa zona è di 256 abitanti per km². La densità media nella parte occidentale del paese - ampia 32.772 km² - è invece di 91,86 abitanti per km² (3.010.443 persone, dati del 2008).

L'aspettativa media di vita degli abitanti è di 80,8 anni e vi è una leggera prevalenza delle donne sugli uomini con un rapporto di 0.98 uomini ogni donna. Il tasso di alfabetizzazione è del 98.2% e quello di fertilità di 1,74 figli per donna. Il tasso di crescita medio annuale della popolazione è dello 0,33%.[15]

Il 1º gennaio 2008 la Danimarca contava 5.475.791 abitanti. Secondo varie ricerche, alla fine del 2010, la popolazione della Danimarca era di 5.547.123 abitanti. Non vengono realizzati censimenti ufficiali, ma i dati vengono aggiornati quotidianamente dal sistema informatico dell'Ufficio Anagrafico Centrale.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di Danimarca e Storia degli ebrei in Danimarca.

La costituzione danese sancisce come religione di Stato la Evangelico-Luterana[16], conosciuta anche come Chiesa di Danimarca o Chiesa del popolo danese (Den Danske Folkekirke). Lo stato garantisce comunque la libertà religiosa e oltre a quella ufficiale sono praticate altre confessioni religiose, tra cui il Cattolicesimo, l'ebraismo e l'Islam.

Tra le nazioni occupate dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, la Danimarca ha il notevole primato di essersi prima opposta alle politiche razziste del regime nazista e quindi di aver efficacemente protetto dalle deportazioni dell'Olocausto la stragrande maggioranza dei suoi concittadini ebrei (allora oltre 8.000 persone), grazie ad una operazione clandestina di salvataggio che nell'ottobre 1943 li fece trasportare nella vicina neutrale Svezia. L'interesse della monarchia per quei 500 ebrei danesi che furono catturati e deportati nel campo di concentramento di Theresienstadt fece sì che anche la maggior parte di loro si potesse salvare.

Lingue[modifica | modifica sorgente]

Nel paese si parla comunemente il danese, anche se un piccolo gruppo di persone vicino al confine con la Germania parla anche il tedesco. La lingua straniera più conosciuta è l'inglese, molto studiata in particolare tra gli abitanti delle città maggiori e tra i giovani che a scuola studiano almeno due lingue straniere. Alla conoscenza dell'inglese contribuisce anche il fatto che film e programmi televisivi d'importazione non vengono doppiati ma semplicemente sottotitolati in danese.

Città importanti[modifica | modifica sorgente]

Le città principali sono la capitale Copenaghen sull'isola di Sjælland, Århus, Aalborg ed Esbjerg nello Jutland e Odense sull'isola di Fyn. Insieme alla Guinea Equatoriale è uno dei due paesi al mondo ad avere la capitale su di un'isola mentre il corpo principale della nazione si trova su di un continente.

Il paese è quasi completamente pianeggiante, con pochi e modesti rilievi; l'altezza media sul livello del mare è di 31 metri soltanto e la collina naturale più elevata è la Møllehøj alta 170,86 metri. Altre colline nella zona a sud-ovest di Århus sono la Yding Skovhøj (m. 170,77) e la Ejer Bavnehøj (m. 170.35).[17] Le acque interne occupano un'area complessiva di circa 700 km².

Un tratto di costa danese tra Lønstrup e Rubjerg Knude sul Mare del Nord

L'essere spezzettata su di un così grande numero di isole fa sì che la Danimarca possieda una linea costiera lunga ben 7.314 km.[18] Se si tracciasse un cerchio avente esattamente la stessa area del paese la sua circonferenza misurerebbe invece soltanto 742 km. Un altro dato che evidenzia lo stretto legame presente nel paese tra terra e mare è che nessun luogo in Danimarca dista più di 52 km dalla costa più vicina. La superficie terrestre della Danimarca non può essere misurata con precisione perché il mare modifica costantemente la costa, erodendone alcune parti ed aggiungendo materiali di riporto su altre; inoltre bisogna tenere conto dell'azione dell'uomo che, per tenere l'erosione sotto controllo, ha messo in atto vari progetti tesi al recupero e al mantenimento delle coste.

Sulla costa sud-occidentale dello Jutland le maree raggiungono un'altezza variabile tra 1 e 2 metri, in modo tale che la linea costiera si può spostare avanti e indietro anche di 10 km.

Ordinamento dello stato[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regioni della Danimarca.
La suddivisione amministrativa della Danimarca nel 2007

La Danimarca è suddivisa in 5 regioni (in danese regioner), che al loro interno contengono complessivamente 98 comuni. Le regioni sono state create il 1º gennaio 2007, nell'ambito della Riforma Amministrativa Danese del 2007, ed hanno sostituito le 13 contee tradizionali (amter).

Le cinque nuove regioni sono:

Allo stesso tempo, i comuni più piccoli (kommuner) sono stati fusi in entità amministrative più grandi, tagliandone il numero da 270 a 98. La competenza più importante che è stata affidata a questi nuovi comuni è la cura del servizio sanitario nazionale. Diversamente da quanto accadeva con le vecchie contee, alle regioni non è consentito riscuotere tasse e il servizio sanitario viene finanziato con un'imposta nazionale dell'8% (sundhedsbidrag) unita a fondi che provengono sia dal governo centrale che dai comuni.

Ciascun Consiglio Regionale è composto da 41 membri eletti contestualmente alle elezioni comunali del 2005.

La maggior parte dei nuovi comuni ha una popolazione di almeno 20.000 persone, anche se a questa regola sono state tollerate alcune eccezioni.

La Groenlandia e le Isole Fær Øer fanno parte del Regno di Danimarca, ma godono di un particolare status di autonomia e di un largo potere di autogoverno. Entrambe hanno il diritto di eleggere due propri rappresentanti al parlamento danese.


Ordinamento scolastico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi istruzione in Danimarca.

Il sistema educativo danese è molto sviluppato e l'accesso alla scuola pubblica è gratuito fino alle scuole superiori, nonché per la maggior parte dei corsi universitari. Circa il 99% della popolazione ha terminato gli studi.

La popolazione frequenta almeno la scuola elementare (che termina a 9 o 10 anni); l'86% frequenta la scuola secondaria e il 41% continua ulteriormente. L'istruzione elementare in Danimarca si chiama "den Danske Folkeskole" (la scuola pubblica danese). Si compone di 10 gradi/anni (il 10º anno è facoltativo). Si può anche iscriversi a una "Friskole"/"Privatskole", ovvero scuole che non sono sotto il diretto controllo dei comuni, come ad esempio la "scuola Steineriana". Il più singolare tipo di scuola danese è la "Efterskole", che si può tradurre letteralmente come "Doposcuola". La "Doposcuola" è una scuola facoltativa che si può frequentare dall'8º al 10º anno ed è una specie di collegio in cui gli alunni restano generalmente per un solo anno, anche se alcuni istituti permettono l'iscrizione anche per un secondo anno. La maggior parte dei ragazzi si iscrive al decimo anno, ma alcuni lo fanno anche al nono. In queste scuole si pone una particolare attenzione su di una particolare materia, ad esempio l'educazione fisica o lo studio delle lingue. la principale differenza tra una "Efterskole" ed un collegio sta nel fatto che qui gli alunni godono di una libertà assai maggiore di quanto avviene nei collegi.

Il più importante contributo danese alla scienza dell'educazione è probabilmente la folkehøjskole, inventata nel XIX secolo da N.F.S. Grundtvig. Traducibile come "Scuola superiore del popolo", la folkehøjskole è una particolare struttura educativa in cui non si effettuano esami e valutazioni e che punta l'attenzione non su risultati dimostrabili e valutabili ma piuttosto sulla cultura generale, la capacità di apprendere e pensare correttamente.[19] Molti giovani danesi frequentano una folkehøjskole alcuni mesi od anche un anno dopo essersi diplomati al Gymnasium (paragonabile alla scuola superiore), prima di iscriversi all'università. Le folkehøjskole comunque, dato che sono le "scuole per il popolo" possono essere frequentate in qualsiasi momento della vita. Alcune sono specializzate in particolari materie come lo sport, la musica o la protezione dell'ambiente e la maggior parte propone un'ampia offerta di insegnamenti di tipo artistico.

Dopo essersi diplomati alle "Folkeskolen" vi sono diverse opportunità di proseguire gli studi, tra cui il già menzionato "Gymnasium", le HF (simili al Gymnasium ma più corte di un anno), le HTX (che focalizzano gli studi su matematiche e materie tecniche), le HHX (ad indirizzo commerciale) ed altre.

Forze armate[modifica | modifica sorgente]

Le forze armate danesi si chiamano Det Danske Forsvar (Forze di difesa danesi). In tempo di pace il Ministero della difesa dispone di 15.450 uomini nell'esercito, 5.300 nella marina, 6.050 nell'aeronautica militare e di altri 55.000 uomini che stanno svolgendo il servizio di leva. Dal 1962 anche le donne possono prestare servizio militare volontario, anche se la prima si arruolò nel 1971. Le forze armate di terra danesi sono composte dagli uomini dell'Esercito reale danese e dagli uomini dell'Esercito della Guardia Nazionale.[15]

Politica[modifica | modifica sorgente]

Il regno di Danimarca è una monarchia costituzionale[20] che vede come capo dello stato la regina Margherita II. Il potere esecutivo viene esercitato in favore della regina dal Primo ministro e dagli altri ministri che sono a capo dei rispettivi dipartimenti. Il Consiglio dei ministri e il primo ministro costituiscono il Governo. I ministri rispondono al Parlamento detto "Folketing", l'assemblea legislativa monocamerale, che tradizionalmente è considerata come l'organo supremo (vale a dire che può legiferare su qualsiasi materia e non è vincolato alle decisioni dei suoi predecessori).

Mentre il monarca è il capo dello Stato e possiede teoricamente tutti i poteri esecutivi, in realtà, come in tutte le monarchie costituzionali, il vero capo del governo è il primo ministro. Il governo risponde delle proprie azioni soprattutto al Folketing. I ministri non devono essere necessariamente membri del parlamento, sebbene al giorno d'oggi questa sia una tendenza abbastanza consolidata.

Il Folketing, quale assemblea legislativa nazionale, ed in accordo alla dottrina della sovranità parlamentare, possiede l'ultima parola in campo legislativo anche se, in seguito all'ingresso del paese nell'Unione Europea, si sono posti alcuni problemi in materia. Tuttavia, almeno in teoria, la dottrina legale prevale.

Il parlamento si compone di 179 membri eletti con sistema proporzionale del metodo del quoziente, con soglia di sbarramento al 2%. Le elezioni legislative si tengono ogni quattro anni, ma rientra nei poteri del primo ministro indire, se lo ritiene necessario, elezioni anticipate. In caso esprima un voto di sfiducia, il parlamento ha il potere di costringere l'intero governo alle dimissioni.

Rispetto a quanto succede nella maggior parte dei paesi occidentali, il sistema politico danese tradizionalmente tende a privilegiare le coalizioni. In alcuni casi queste coalizioni godevano anche della maggioranza parlamentare ma molte volte, dal dopoguerra in poi, i governi danesi sono stati espressi da coalizioni di minoranza ed hanno governato con un sostegno parlamentare piuttosto instabile.

Dal novembre 2001 all'aprile 2009 Primo ministro fu Anders Fogh Rasmussen, appartenente al Venstre, un partito ad orientamento liberal-democratico di centro-destra. Fino agli anni ottanta, periodo in cui si effettuarono importanti riforme economiche ed un cambiamento nella politica estera nazionale, i governi danesi del dopoguerra furono per lo più guidati dai socialdemocratici. Dagli anni ottanta l'influenza social-democratica ha cominciato a declinare. Tra l'82 ed il '93 il ruolo di premier venne ricoperto dal conservatore Poul Schlüter del Partito Conservatore. Nel '93 i Social-democratici tornarono al potere, guidati da Poul Rasmussen. Nel 2001 una coalizione di centro-destra guidata da Anders Fogh Rasmussen, del partito Liberale, vinse le elezioni. La coalizione di centrodestra venne confermata nelle elezioni del 2005.

Il governo di Anders Fogh Rasmussen fu riconfermato dalle elezioni del mese di novembre nel 2007. Al momento della nomina di Rasmussen a Segretario Generale della NATO, egli si dimise dalla carica di Primo Ministro danese e fu sostituito da Lars Løkke Rasmussen il 5 aprile 2009. Alle elezioni del settembre 2011 la coalizione di centrosinistra guidata dalla socialdemocratica Helle Thorning-Schmidt ha vinto e il nuovo governo è entrato in carica nell'ottobre 2011.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Danimarca.

La Danimarca è un paese impostato secondo una moderna economia di mercato, orientata allo sviluppo del settore dei servizi.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Architettura e design[modifica | modifica sorgente]

La poltrona Egg e la poltroncina Swan di Arne Jacobsen

Il più famoso architetto danese è stato probabilmente Jørn Utzon che disegnò il Teatro dell'opera di Sydney. Il più famoso architetto contemporaneo è Bjarke Ingels (creatore dello studio BIG), giovane architetto che sta avendo grande successo. Altri designer e architetti conosciuti a livello mondiale sono Børge Mogensen, Hans Wegner e Arne Jacobsen, mentre per le arti applicate sono famosi gli oggetti in argento disegnati da Georg Jensen e le porcellane della Royal Copenhagen. Il Museo Danese di Arte e Design (Kunstindustrimuseet) di Copenaghen è dedicato alle arti decorative e al design danese.

Pittura e scultura[modifica | modifica sorgente]

Le prime manifestazioni scultoree risalgono al XII secolo, conservate nella cattedrale romanica di Ribe. Al periodo gotico appartengono le pale del pittore Claus Berg, osservabili nella chiesa francescana di Odense. Il Rinascimento fu importato dall'Olanda e dalla Germania. Se l'avvenimento più importante del Settecento fu la fondazione della scuola di ceramica a Copenaghen e l'attività dello scultore Bertel Thorvaldsen, durante questo secolo risultò ampia l'attività pittorica, soprattutto grazie a Nicola Abildgaard e Carl Gustav Pilo.[21] Nell'Ottocento si misero in evidenza il neoclassico Christoffer Wilhelm Eckersberg ed ai primi del Novecento Wilhelm Hammershoi. Nel '900, importante l'adesione di molti artisti. come Carl-Henning Pedersen, al gruppo CO.BR.A.

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Hans Christian Andersen fotografato da Thora Hallager. Fonte: Odense Bys Museer.

Risalendo alle origini della storia letteraria danese, si possono citare le opere in latino dell'arcivescovo Anders Sunnesøn e le Folkeviser ispirate a fatti di vita quotidiana, raccolte e pubblicate, dopo molte generazioni, solo nel 1591 da Anders Sørensen Vedel. Se nel Seicento viene pubblicato il primo giornale letterario, Ludvig Holberg si impone, nel Settecento, come il vero e proprio padre della letteratura nazionale. Nell'Ottocento trionfa il Romanticismo, il cui massimo rappresentante è stato Nicolai Frederik Severin Grundtvig, a cui è da attribuire il merito di aver suscitato l'interesse popolare per la nazione e per il sentimento religioso.

Forse il danese più conosciuto al mondo è in realtà un personaggio di fantasia, Amleto, che dà il titolo alla famosa tragedia di William Shakespeare, ambientata nel realmente esistente castello di Kronborg ad Helsingør. L'opera fu ispirata dall'antico mito danese del principe vichingo Amled dello Jutland, e della sua lotta per vendicarsi dell'assassino di suo padre.

Un altro danese di grandissima notorietà è Hans Christian Andersen, scrittore famoso per le sue fiabe come I vestiti nuovi dell'imperatore, La sirenetta o Il brutto anatroccolo.

Molto conosciuti sono anche il commediografo Ludvig Holberg, la scrittrice Karen Blixen, il Premio Nobel per la letteratura Henrik Pontoppidan, lo scrittore Peter Høeg, autore tra l'altro del romanzo "Il senso di Smilla per la neve", e il filosofo Søren Kierkegaard. Si ricorda anche Niels Bohr, il celebre fisico che sviluppò il primo modello dell'atomo e la Teoria dei quanti, e il chimico Julius Thomsen, uno dei fondatori della termochimica.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Nel campo della musica classica, se enorme è stato il contributo dato da Cristiano IV nei primi decenni del Seicento, che trasformò la sua corte in uno dei centri europei musicali più importanti, Cristiano IX, verso la metà dell'Ottocento riuscì invece ad allontanare i più prestigiosi compositori locali, a causa del suo ostracismo alle esibizioni teatrali.[22]

La Danimarca vede i suoi maggiori esponenti in Niels Wilhelm Gade, considerato il fondatore della scuola musicale danese, e Carl Nielsen. Nell'ambito della musica leggera il paese è internazionalmente noto anche per la sua vivace scena musicale, dalla quale si sono messi in luce gruppi come Aqua, Whigfield, Michael Learns to Rock, Mew, Dizzy Mizz Lizzy, Laidback, Anders Trentemoller. Anche il batterista del celebre gruppo metal statunitense dei Metallica Lars Ulrich è di nazionalità danese, come il cantante King Diamond (vero nome Kim Bendix Petersen), nato nel quartiere di Hvidovre a Copenaghen. Per la musica classica, per quanto riguarda i pianisti, si ricorda Friedrich Kuhlau, inoltre esso era anche un talentuoso compositore preromantico, di origini tedesche, naturalizzato danese.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

La Danimarca vanta una lunga tradizione cinematografica, dato che già nel 1906 venne fondata la Nordisk Film Kompagni e l'epoca precedente alla prima guerra mondiale viene considerata come il periodo d'oro del cinema danese.

Il Paese ha dato la luce a molti attori di fama internazionale e tra quelli attualmente in attività si ricordano Mads Mikkelsen, Connie Nielsen, Jesper Christensen, Brigitte Nielsen, Sven-Ole Thorsen, Viggo Mortensen ed altri. Probabilmente il più grande regista danese di tutti i tempi è stato Carl Theodor Dreyer. Tra i registi contemporanei ci sono Lars von Trier, Bille August, Thomas Vinterberg, Susanne Bier, Per Fly e Ole Bornedahl.

Personalità danesi[modifica | modifica sorgente]

Altri danesi famosi sono (in ordine alfabetico) :

Sport[modifica | modifica sorgente]

In Danimarca lo sport più popolare è il calcio e a Copenaghen si trova lo stadio principale del paese, il Parken Stadium in cui giocano la nazionale danese e la squadra dell'FC Copenaghen. La sua scuola calcistica ha espresso diversi giocatori di livello mondiale, tra i più noti Harald Nielsen, Allan Simonsen, Morten Olsen, Preben Elkjær Larsen, Michael Laudrup, Peter Schmeichel, Brian Laudrup, Jon Dahl Tomasson, Martin Laursen e Martin Jorgensen. Nel 1992 la Nazionale danese contro ogni pronostico si laureò Campione d'Europa in Svezia. Un altro sport molto praticato è il ciclismo, anche grazie alla conformazione del territorio: infatti, molto famosa è la squadra Saxo Bank-Sungard e Copenaghen è stata soprannominata anche "La città dei ciclisti", grazie alla diffusione del mezzo tra gli abitanti ed alle numerosissime piste ciclabili di cui dispone.

Inoltre, la lunga linea costiera offre ottime opportunità per praticare la vela ed altri sport acquatici. La "Regata attorno a Zeeland" è una competizione velica che parte da Helsingør. Dati i lunghi inverni danesi, sono diffusi anche diversi sport da praticare al coperto, come il badminton, la pallamano e la ginnastica. Negli ultimi anni in Danimarca è esplosa anche la passione per il nuoto, grazie ai successi ottenuti dalla nuotatrice Lotte Friis, vincitrice della medaglia di bronzo negli 800m stile libero alle Olimpiadi di Pechino 2008, della medaglia d'oro negli 800 m stile libero e di quella d'argento nei 1500 metri stile libero ai Roma 2009, di quella d'oro nei 1500 stile libero e di quella d'argento negli 800 metri stile libero ai Shangai 2011, della medaglia di bronzo negli 800 stile libero ai Eindhoven 2008 e di due medaglie d'oro negli 800 e 1500 metri stile libero e una di bronzo nei 400 metri stile libero ai Budapest 2010.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

La capitale Copenaghen viene spesso descritta come una città da fiaba, per le sue strade pulite e per la presenza tra le altre cose dei Giardini di Tivoli, del Palazzo di Amalienborg (residenza della monarchia danese) e della statua della Sirenetta. La cittadella di Skagen, inoltre, posta all'estremo nord della penisola danese, rappresenta un'altra ambita meta di turismo grazie ai suoi meravigliosi paesaggi. Un'altra grande risorsa danese è Legoland, ossia la città di LEGO, che è spesso meta turistica internazionale.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

La tradizionale risalamande natalizia

La cucina danese, come quella degli altri paesi scandinavi e del nord della Germania, è tradizionalmente abbastanza pesante e ricca di grassi; è basata essenzialmente sui carboidrati, sulla carne e sul pesce. Discende direttamente dalle passate abitudini agricole del paese, così come dalla sua geografia e dal clima fatto di inverni lunghi e freddi.

Tradizionalmente tra i piatti danesi si annoverano le frikadeller (polpette di carne fritte, spesso accompagnate da patate e da intingoli di vario tipo), le karbonader/krebinetter (un altro tipo di polpette), bistecche di manzo e piatti simili. Quasi sempre sono presenti in tavola le patate, molto amate dai danesi. Si fa anche abbondante uso di pesce, specialmente sulla costa occidentale dello Jutland. Al giorno d'oggi però, cibi di recente introduzione nel Paese, come la pasta e la pizza, sono sempre più comuni, specie tra le nuove generazioni.

Una famosa salsa, la remoulade, viene usata per accompagnare patate fritte, pesce fritto, salumi ed altro.

La Vigilia di Natale si mangia una varietà di budino di riso, il risalamande (riso con la mandorla): si tratta di un dolce freddo composto da purea di riso, mandorle tritate, panna montata al sapore di vaniglia nel quale viene nascosta una sola mandorla intera. Chi la trova riceve un piccolo dono dagli altri commensali, il mandelgave (regalo della mandorla).[23]

Tipico della cucina danese è il rugbrød, una qualità di pane nero ricco di fibre, che costituisce il pranzo di molti danesi; si accompagna con salse di vario genere, formaggi, salumi o ancora più tradizionale con anguille.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  2. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2010. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ Indice dell'allegria. URL consultato il 19 marzo 2007.
  5. ^ statistikbanken.dk/tabelle bef4
  6. ^ Klimanormaler for Danmark Istituto meteorologico danese URL consultato l'23 febbraio 2007
  7. ^ Mogens Lerbech Jensen, Clima in Denmark, Gyldendal Leksikon, 2006. URL consultato il 1º maggio.
  8. ^ Copenhagen, Denmark - Sunrise, sunset, dawn and dusk times for the whole year in Gaisma. URL consultato il 2 maggio.
  9. ^ Store Danske Encyklopædi (2004), edizione in CD-ROM, voce Jul.
  10. ^ Store Danske Encyklopædi (2004), edizione in CD-ROM, voce Sankthansaften
  11. ^ Store Danske Encyklopædi (2004), edizione in CD-ROM, voceMajskikke.
  12. ^ Anna Bravo,La conta dei salvati,Editori Laterza,2013,capitolo Senza armi contro Hitler :in Danimarca
  13. ^ (DA) Stadig flere polske indvandrere (PDF) in Nyt fra Danmarks Statistik #214, Danmarks Statistik, 16 maggio 2007. URL consultato il 31 luglio. Definizioni: gli immigrati sono persone, nate in paesi stranieri, i cui genitori non erano cittadini danesi e che non sono nate in Danimarca. I discendenti sono persone nate in Danimarca i cui genitori non erano né cittadini danesi né nati in Danimarca. Tutti gli altri sono considerati Danesi, compresi i figli di immigrati che hanno acquisito la cittadinanza danese
  14. ^ (EN) Il rifiuto degli immigrati in Danimarca verso una radicalizzazione. URL consultato il 28 gennaio 2007.
  15. ^ a b (EN) Danimarca in The World Factbook, CIA, 2008-01-23. URL consultato il 3 febbraio 2007.
  16. ^ Religion in Denmark - Denmark.net
  17. ^ Jørgen Dahlgaard, Danmarks nye top (PDF) in Aktuel Naturvidenskab, vol. 2005, nº 1, p. 2. URL consultato il 3 febbraio 2007.
  18. ^ Nature & Environment in Denmark.dk. URL consultato il 3 febbraio 2007.
  19. ^ (EN) La Folkehøjskole danese in www.scandinavica.com. URL consultato il 28/01/2007.
  20. ^ (EN) The Danish Monarchy. URL consultato il 26 ottobre 2010.
  21. ^ Universo, De Agostini, Novara, 1964, Vol. IV, pag.310
  22. ^ Universo, De Agostini, Novara, Vol. IV, pag.313
  23. ^ (DA) Lene Andersen: Grantræet. Det Andersenske Forlag. 2005. 32 pages.(www.andersenske.dk). ISBN 87-990456-1-3 Le origini dei piatti e della bevande natalizie danesi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (DA) Busck, Steen e Poulsen, Henning (ed.), "Danmarks historie - i grundtræk", Aarhus Universitetsforlag, 2002, ISBN 87-7288-941-1
  • (DA) Michaelsen, Karsten Kjer, "Politikens bog om Danmarks oldtid", Politikens Forlag (1. bogklubudgave), 2002, ISBN 87-00-69328-6
  • (SV) Nationalencyklopedin, vol. 4, Bokförlaget Bra Böcker, 2000, ISBN 91-7024-619-X

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