Nazionale di calcio della Danimarca

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Danimarca Danimarca
Stemma
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione DBU
Dansk Boldspil Union
Codice FIFA DEN
Soprannome Dinamite danese (Danske dynamite)
Selezionatore Danimarca Morten Olsen
Record presenze Peter Schmeichel (129)
Capocannoniere Poul Nielsen e Jon Dahl Tomasson (52)
Ranking FIFA 26° (luglio 2014)[1]
Esordio internazionale
Danimarca Danimarca 9 - 0 Francia B Francia
Londra, Regno Unito; 19 ottobre 1908
Migliore vittoria
Danimarca Danimarca 17 - 1 Francia A Francia
Londra, Regno Unito; 22 ottobre 1908
Peggiore sconfitta
Ufficiale:
Germania Germania 8 - 0 Danimarca Danimarca
Breslavia, Germania; 16 maggio 1937
Ufficiosa:
Danimarca Danimarca 1 - 11 Paesi Baschi Paesi Baschi
Copenaghen, Danimarca; 29 agosto 1937
Campionato del mondo
Partecipazioni 4 (esordio: 1986)
Miglior risultato Quarti di finale nel 1998
Campionato d'Europa
Partecipazioni 8 (esordio: 1964)
Miglior risultato Campioni nel 1992
Confederations Cup
Partecipazioni 1 (esordio: 1995)
Miglior risultato Campioni nel 1995

La Nazionale di calcio danese (in danese Danmarks fodboldlandshold) è la rappresentativa calcistica della Danimarca e ha come colori il bianco e il rosso, che si richiamano al cromatismo della bandiera nazionale. Nella sua bacheca spiccano la vittoria ottenuta all'Europeo del 1992 e la seconda edizione della FIFA Confederations Cup nel 1995. Ai Mondiali il migliore risultato ottenuto sono stati i quarti di finale nel 1998. La Nazionale danese degli anni ottanta fu una delle squadre più spettacolari nella storia del calcio mondiale, pur non avendo vinto nessuna delle maggiori competizioni.[2]

Il capitano, nonché l'attuale giocatore più rappresentativo, è Daniel Agger, per molti anni difensore del Liverpool. Fra i giocatori più importanti nella storia della Nazionale vi sono John Hansen, Karl Aage Præst, Harald Nielsen, Allan Simonsen (Pallone d'oro 1977), Morten Olsen, Frank Arnesen, Preben Elkjær Larsen, Michael Laudrup e Jon Dahl Tomasson, cannoniere principe della nazionale con 52 reti.

Nella Classifica mondiale della FIFA, creata ad agosto 1993, la Danimarca ha ottenuto come miglior piazzamento il 3º posto di maggio 1997, mentre la posizione peggiore è stata il 38º posto di marzo 2009. Nel luglio del 2014 ha occupato il 26º posto del ranking FIFA.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Selezione danese ai Giochi olimpici di Stoccolma del 1912, dove si aggiudicò il secondo argento consecutivo

Le prime partite ufficiali della Nazionale risalgono al 1908, alle Olimpiadi di Londra: il 19 ottobre vi fu l'esordio contro la Francia B, sconfitta per 9-0. Il 22 ottobre fu poi sconfitta la Francia A con il clamoroso risultato di 17-1, rimasto negli annali come la vittoria con il maggiore scarto di tutti i tempi per i danesi. Nell'incontro, Sophus Nielsen realizzò ben 10 reti che gli permisero, insieme a quella messa a segno nella prima gara, di laurearsi capocannoniere del torneo. I danesi furono poi sconfitti per 2-0 dalla Gran Bretagna in finale.

Quattro anni dopo, ai Giochi di Stoccolma, la Danimarca sconfisse prima la Norvegia per 7-0, quindi per 4-1 i Paesi Bassi in semifinale, e dovette accontentarsi del secondo argento consecutivo perdendo nuovamente con la Gran Bretagna, questa volta per 4-2. Dopo l'eliminazione subita al primo turno dalla Spagna ai Giochi di Anversa, la Federazione danese iscrisse la Nazionale solo a tornei minori fino al 1948, oltre a farle disputare incontri amichevoli. La squadra vinse la Nordisk Mesterskap 1924-1928, prima edizione dei Campionati nordici, battendo Svezia e Norvegia. Si sarebbe aggiudicata il trofeo anche nelle edizioni 1978-80 e 1981-85.

Il mantenimento del dilettantismo[modifica | modifica wikitesto]

Semifinale olimpica del 1948, Danimarca-Svezia

Rientrò in una competizione di alto livello alle Olimpiadi del 1948, tenutesi per la seconda volta a Londra, dove conquistò la medaglia di bronzo imponendosi sulla Gran Bretagna nella finale per il terzo posto, dopo la sconfitta con la Svezia in semifinale. Ebbe grande risonanza la vittoria nei quarti contro i campioni uscenti dell'Italia, e negli anni successivi si trasferirono in club di Serie A alcuni dei membri della squadra,[3] tra i quali John Hansen, Præst e Jørgen Sørensen.

Nonostante il calcio professionistico si stesse affermando in molti Paesi, la Federazione danese scelse di conservare il dilettantismo e gestire la Nazionale con un budget limitato. Continuò a disertare i Campionati mondiali e proibì ai professionisti di giocare in Nazionale, rinunciando ai successi che una generazione di grandi giocatori avrebbe probabilmente conseguito. I migliori talenti danesi avevano iniziato a giocare in club professionistici stranieri e divenne sempre più difficile mettere insieme una buona squadra con i dilettanti rimasti in patria.[3]

Nel 1952, la Danimarca fu eliminata ai quarti del torneo olimpico di Helsinki dalla Jugoslavia, che si sarebbe poi aggiudicata la medaglia d'argento. Dopo aver saltato i Giochi olimpici del 1956, la Nazionale dei dilettanti danesi fu iscritta per la prima volta a un Mondiale nell'edizione del 1958, venendo eliminata con 4 sconfitte contro Irlanda e Inghilterra nelle qualificazioni. Si ripresentò alle Olimpiadi nell'edizione romana del 1960 ed ottenne una sorprendente medaglia d'argento, sconfitta in finale dalla Jugoslavia. Nella squadra si distinse il diciottenne Harald Nielsen, vice-capocannoniere del torneo, che l'anno dopo si trasferì in Italia e, in qualità di professionista, dovette abbandonare la Nazionale.[3]

Non fu iscritta al campionato del mondo 1962, e due anni dopo approfittò dei facili accoppiamenti nei turni preliminari per qualificarsi alla fase finale a 4 squadre del campionato d'Europa 1964, all'esordio nella manifestazione. Non potendo schierare i professionisti chiuse al quarto posto, sconfitta in semifinale dall'URSS e nella finale per il terzo posto dall'Ungheria. Quello stesso anno non riuscì ad accedere al torneo olimpico di Tokyo, sconfitta nelle qualificazioni dalla Romania. Giunse quindi ultima sia nel girone di qualificazione per il Mondiale del 1966 che a quello per il campionato d'Europa 1968, mentre non fu iscritta al torneo olimpico del 1968. La parentesi dilettantistica ebbe fine dopo che la Danimarca chiuse al terzo posto su 4 squadre il girone di qualificazione vinto dalla Cecoslovacchia per il campionato del mondo 1970.

Apertura al professionismo[modifica | modifica wikitesto]

Fu solo nel 1971 che la Federazione diede l'assenso a schierare anche i professionisti in Nazionale.[3] Nel frattempo la squadra non riuscì ad evitare l'ultimo posto nel girone di qualificazione al campionato d'Europa 1972, ma quello stesso anno riuscì a entrare nel torneo olimpico di Monaco, dove fu eliminata nella fase a gruppi che dava accesso alle semifinali. Il processo di allineamento alle maggiori realtà calcistiche continentali avrebbe portato nel 1978 all'introduzione del professionismo anche nei campionati nazionali danesi.[3]

Il primo banco di prova per la Nazionale dei professionisti furono le qualificazioni al campionato del mondo 1974 e si rivelò un fallimento, la Danimarca chiuse all'ultimo posto con un solo punto in 4 partite il girone vinto dalla Scozia. Non ebbero sorte migliore le qualificazioni al campionato d'Europa 1976, nelle quali fu nuovamente ultima con 1 punto in 6 partite. La squadra non riuscì a disputare neanche il campionato del mondo 1978, fermata nelle qualificazioni da Polonia e Portogallo. Un'altra delusione fu la mancata partecipazione a Italia 1980, finendo ultima nel girone di qualificazione vinto dall'Inghilterra.

In quegli anni si formarono comunque dei giovani calciatori di livello internazionale, che avrebbero portato la squadra ai successi degli anni ottanta e novanta. Uno dei primi fu Allan Simonsen, attaccante del 1952 a cui fu assegnato il Pallone d'oro 1977 e che trascinò con le sue reti il Borussia Mönchengladbach a tre titoli di Germania tra il 1975 ed il 1977. Un altro importante giocatore fu Morten Olsen, centrale difensivo classe 1949 diventato il regista arretrato della Nazionale.[2]

Periodo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le molte delusioni patite, fu negli anni ottanta che la Danimarca mise in mostra un calcio moderno, atletico e di alto livello tecnico. Tra i protagonisti vi furono Frank Arnesen, Søren Lerby, Jesper Olsen e Jan Mølby, maturati nell'Ajax sotto l'influenza di Johan Cruijff, nonché Preben Elkjær Larsen, potente attaccante formatosi in Belgio, e Michael Laudrup, raffinata punta diventato famoso in Italia. Molti dei membri della squadra non avevano il senso della disciplina né prendevano con serietà l'impegno calcistico; preferivano darsi agli eccessi notturni, bevendo spesso alcolici fino a tarda notte. Trassero giovamento dall'arrivo nel 1979 del CT tedesco Sepp Piontek, la cui rigidità li spronò a una maggiore professionalità.[2] Fu il primo allenatore professionista della Nazionale, arrivato grazie alla sponsorizzazione della Carlsberg. Piontek cercò di sfruttare al meglio le grandi doti offensive dei suoi giocatori, proponendo un martellante e spettacolare gioco d'attacco che avrebbe caratterizzato tutta la sua gestione tecnica.[2]

Tra le caratteristiche che fecero grande il gioco d'attacco di quella Danimarca, ribattezzata dai suoi entusiasti tifosi "Danish Dyanamite" (dinamite danese), vi fu un eccezionale dinamismo, lo spirito di gruppo e l'eccezionale cambio di passo nel dribbling di giocatori come Arnesen, Elkjær, Laudrup e i due Olsen, in grado di creare continuamente superiorità numerica. I primi segnali del nuovo corso si ebbero nelle qualificazioni ai Mondiali di Spagna 1982, dove la Danimarca, pur eliminata da Italia e Jugoslavia, fu l'unica Nazionale in grado di sconfiggere gli Azzurri nelle partite ufficiali che li portarono alla trionfale vittoria nella finale di Madrid.[2]

Danish Dynamite[modifica | modifica wikitesto]

« We are red, we are white, we are Danish dynamite! »
(Canto di incitamento dei tifosi danesi per la loro Nazionale negli anni ottanta[2])

Il primo successo dell'era Piontek fu nei Campionati nordici, dove la Danimarca conquistò per la seconda volta il titolo nell'edizione 1978-1980, dopo che dal 1933 era stato appannaggio esclusivo della Svezia. I bianco-rossi ripeterono il successo anche nella successiva edizione 1981-85. Ma la prima consacrazione a livello internazionale per la Danimarca di Piontek arrivò con il campionato d'Europa 1984 di Francia. Nel girone di qualificazione eliminarono l'Inghilterra di Bobby Robson, sconfitta 1-0 a Wembley con un rigore trasformato da Simonsen. Si confermarono nella fase finale dopo aver perso la gara di esordio con i padroni di casa francesi, in cui lo stesso Simonsen subì un grave incidente a una gamba che lo tenne lontano dai campi di gioco alcuni mesi. Proseguirono il torneo rifilando un 5-0 alla Jugoslavia e vincendo per 3-2 in rimonta contro il Belgio, che conduceva 2-0. Persero infine la semifinale ai rigori contro la Spagna quando Elkjær fallì l'ultimo calcio dal dischetto, al termine di un incontro molto spettacolare e ricco di tensione emotiva.[2]

La conferma si ebbe nel successivo campionato del mondo 1986 in cui la Nazionale, al suo esordio nella fase finale della manifestazione, raccolse unanimi consensi per il grande gioco espresso, il migliore mai esibito da una squadra danese. Vinsero il girone di qualificazione con autorità, nel corso del quale sconfissero 4-2 a Copenaghen l'URSS al termine di un apertissimo incontro di rara bellezza. Affrontarono poi la prima fase a gruppi della rassegna iridata messicana con grande determinazione. Dopo una difficile vittoria per 1-0 sulla Scozia nella partita d'esordio, la Danimarca inflisse un pesante 6-1 all'Uruguay, campione uscente del Sudamerica. Già qualificati agli ottavi, i danesi avrebbero affrontato il Marocco in caso di sconfitta nell'ultima gara del girone contro la Germania Ovest. La filosofia di Piontek impose la vittoria, i tedeschi furono superati per 2-0 e l'avversaria agli ottavi fu l'ostica Spagna, in una sorta di rivincita dalla semifinale europea di due anni prima. A pochi minuti dalla fine della gara con i tedeschi era giunta l'espulsione di Arnesen, che fu squalificato e privò la squadra di una pedina fondamentale.[2]

Francobollo commemorativo dei Mondiali dell'86 raffigurante Danimarca e Spagna

Al termine della fase a gruppi, molti inserirono i danesi nel lotto dei favoriti alla vittoria finale, in virtù del gioco e dei risultati spettacolari ottenuti. Dopo essere passata in vantaggio su rigore, la squadra controllò il gioco negli ottavi contro la Spagna fino agli ultimi minuti del primo tempo, quando un disastroso retropassaggio di Jesper Olsen liberò Emilio Butragueno che, solo davanti al portiere, segnò facilmente. Nella ripresa i danesi si gettarono con rabbia all'attacco e andarono vicini al raddoppio, ma furono sorpresi nuovamente da Butragueno che portò la propria squadra in vantaggio. Con la Danimarca totalmente sbilanciata in avanti, la Spagna completò l'opera in contropiede aggiudicandosi l'incontro per 5-1. La stampa accusò Piontek di non aver saputo gestire gli enormi sforzi profusi dai suoi giocatori alle temperature elevate del Messico, mentre questi imputò la sconfitta al senso di appagamento provato dai danesi per l'ottimo torneo fino ad allora disputato.[2]

Malgrado il pesante passivo, in un sondaggio del 2007 condotto tra giornalisti sportivi, la Danimarca del 1986 fu inserita dalla rivista sportiva britannica World Soccer al sedicesimo posto tra le migliori squadre calcistiche al mondo di tutti i tempi.[4] È stata la sola formazione ad essere paragonata da molti alla grande Olanda di Cruijff e ritenuta anche migliore di quest'ultima sotto il profilo del dribbling, con un numero maggiore di uomini in grado di saltare l'uomo.[2] In un servizio della ESPN, è stata presentata come la quinta Nazionale più forte tra quelle che non hanno vinto il Mondiale, alle spalle di Brasile 1950, Ungheria 1954, Olanda 1974 e Brasile 1982.[5] È stata anche definita il più grande al mondo tra i cult team, per aver conquistato la fantasia e la simpatia di intere generazioni di sportivi. Il grande allenatore scozzese Alex Ferguson la riteneva a quel tempo la più grande squadra europea.[6]

La vittoria all'Europeo del 1992[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo che seguì fu di transizione, la Danimarca si qualificò agli Europei di Germania Ovest 1988 eliminando la pericolosa Cecoslovacchia, ma non ripeté le prestazioni degli ultimi anni nella fase finale, perdendo tutte e tre le partite del suo gruppo. La prima sconfitta fu per 3-2, nuovamente ad opera della Spagna, mentre le successive furono entrambe per 2-0 rispettivamente contro Germania Ovest e Italia. Con i migliori giocatori arrivati a fine carriera, la squadra tornò nell'anonimato e non riuscì a qualificarsi per i Mondiali di Italia 1990, eliminata dall'emergente Romania di Gheorghe Hagi. I deludenti risultati portarono alla fine della gestione Piontek, che in quel periodo fu anche accusato di aver depositato fondi neri in un conto bancario in Liechtenstein. Il tecnico tedesco diede le dimissioni e accettò l'offerta di allenare la Turchia.[2]

Il risultato più prestigioso della nazionale danese fu l'inattesa vittoria agli Europei di Svezia 1992 sotto la guida tecnica di Richard Møller Nielsen, subentrato a Piontek del quale era assistente. Il nuovo allenatore dovette far fronte al declino dei protagonisti del decennio precedente e assegnò la maglia titolare a giovani emergenti, fra i quali si distinsero il portiere Peter Schmeichel, i centrocampisti Kim Vilfort e John Jensen e gli attaccanti Brian Laudrup (fratello di Michael) e Flemming Povlsen. La spina dorsale della squadra era composta da giocatori del Brøndby IF, in quel periodo la più forte squadra danese, e della Nazionale Under-21. Furono i primi professionisti veri e propri nella storia del calcio nazionale, al contrario dei loro predecessori che avevano continuato ad interpretare la disciplina con una mentalità amatoriale.[7]

Dopo essere giunta seconda nel gruppo di qualificazione, la nazionale fu ripescata per l'esclusione della capolista Jugoslavia in seguito alla risoluzione ONU relativa ai conflitti in corso nei Paesi balcanici.[8] La tattica difensivistica imposta da Nielsen era stata oggetto di violente critiche, gli stessi fratelli Laudrup e Mølby avevano abbandonato la Nazionale durante le qualificazioni, in disaccordo con l'atteggiamento tattico del selezionatore, anche se Brian sarebbe rientrato nell'organico per la rassegna europea.[9] L'annuncio del ripescaggio fu dato solo 10 giorni prima dell'inizio della manifestazione e la squadra si fece trovare pronta perché stava preparando un'amichevole contro la CSI, che era già qualificata.[7]

L'incredibile trionfo fu ottenuto con un crescendo di prestazioni; dopo il pareggio per 0-0 nell'esordio contro l'Inghilterra, arrivò la sconfitta per 2-1 contro i tradizionali rivali della Svezia. Il turno fu superato battendo 2-1 la Francia allenata da Platini. In semifinale furono battuti ai rigori i campioni uscenti dei Paesi Bassi, dopo che i supplementari si erano chiusi sul 2-2. Decisiva fu la parata di Schmeichel sul tiro dal dischetto di Marco van Basten, l'eroe della precedente edizione. Nella finale disputata il 26 giugno a Göteborg, i danesi sconfissero 2-0 la Germania grazie anche alle grandi parate di Schmeichel.[9] Oltre alle ottime prestazioni del portiere del Manchester United durante tutto il torneo, furono determinanti per la vittoria il solido impianto difensivo, lo spirito di sacrificio collettivo e il grande impegno professionale della squadra,[10] che comunque mai si avvicinò ai livelli tecnici e di spettacolo offerti dall'undici di Piontek.[2]

Risultati altalenanti tra il 1992 e il 2000[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il trionfo europeo ebbe inizio un lungo periodo caratterizzato da risultati altalenanti. La prima delusione arrivò con la mancata partecipazione alla fase finale del campionato del mondo 1994 malgrado il ritorno in squadra di Michael Laudrup, che finì per accettare le direttive del CT. La Nazionale fu eliminata dopo un serrato testa a testa con Spagna e Irlanda, giunte prima e seconda nel gruppo di qualificazione. Ottenne gli stessi punti e la stessa differenza reti degli irlandesi, che si qualificarono in virtù dei 19 gol segnati contro i 15 dei danesi. Nel 1995 conquistò la Confederations Cup svoltasi in Arabia Saudita, a cui partecipò in veste di campione d'Europa. Con il successo per 2-0 in finale sui campioni del Sudamerica dell'Argentina, divenne la prima Nazionale europea ad aggiudicarsi una competizione ufficiale disputata in un altro continente. Fu questo l'ultimo trofeo vinto dalla Danimarca.

Si qualificò per l'Europeo 1996 giungendo seconda nel gruppo di qualificazione vinto dalla Spagna, che si confermò per l'ennesima volta la bestia nera dei danesi. Fu eliminata nella fase finale in Inghilterra con la sconfitta subita dalla Croazia, chiudendo il girone a 4 punti dietro anche al Portogallo. Le critiche e la discontinuità di risultati portarono alle dimissioni di Møller Nielsen, che divenne il CT della Finlandia. Il suo posto fu preso dallo svedese Bo Johansson,[9] che due anni prima aveva guidato al titolo nazionale il piccolo club danese del Silkeborg IF. Il nuovo CT avrebbe conquistato la fiducia dei giocatori e dell'opinione pubblica rivitalizzando la Nazionale e restituendole la mentalità offensiva offuscata nel periodo precedente.[11]

La Danimarca partecipò alla fase finale dei Mondiali per la seconda volta nella sua storia nell'edizione di Francia 1998. Vinse il girone di qualificazione davanti alla Croazia, costringendola agli spareggi. In Francia stentò nella prima fase, vincendo per 1-0 all'esordio contro l'Arabia Saudita, pareggiando 1-1 con il Sudafrica e perdendo dai padroni di casa per 2-1. Questi incerti risultati le permisero di accedere alla fase a eliminazione diretta, dove la squadra si trasformò e diede spettacolo. La vittoria per 4-1 negli ottavi contro la Nigeria, ottenuta con una convincente prestazione, permise alla Danimarca di giocare per la prima volta un quarto di finale del Mondiale. Avversario fu il favorito Brasile, campione uscente, contro il quale i danesi disputarono una grande gara senza alcun timore reverenziale. I sudamericani dovettero dare il meglio di sé per vincere 3-2 una delle più spettacolari partite del torneo.[12]

Dopo essersi qualificata di misura a spese della Svizzera, l'esperienza dell'Europeo 2000 si rivelò disastrosa: i danesi persero tutti e 3 gli incontri del proprio girone subendo 8 gol e non segnandone alcuno, ritrovandosi ultimi nella classifica generale del torneo. La delusione fu grande e venne quindi chiamato alla guida tecnica Morten Olsen, il capitano dei Danish Dynamite degli anni ottanta.

La gestione di Morten Olsen[modifica | modifica wikitesto]

Grafico che riassume l'andamento della classifica FIFA della Nazionale danese tra il 1993 e il 2010

Si qualificò ai Mondiali 2002 vincendo il proprio gruppo. Nella fase finale fu battuta per 3-0 agli ottavi dall'Inghilterra dopo aver eliminato nella fase a gruppi la Francia campione del mondo in carica. Nella fase finale del successivo campionato europeo, ottenne il secondo posto nel girone alle spalle della Svezia grazie al pareggio per 2-2 nell'ultimo incontro con la stessa Svezia che qualificava entrambe. Il risultato fu contestato invano dagli italiani, la cui contemporanea vittoria sulla Bulgaria divenne inutile e li eliminò per aver segnato meno dei danesi. Nei successivi quarti di finale, la Danimarca fu sconfitta con un netto 3-0 dalla Rep. Ceca.

Non riuscì poi a qualificarsi né per la fase finale dei Mondiali 2006, classificandosi terza nel girone vinto dall'Ucraina, né per quella degli Europei 2008, inserita nel girone con Spagna e Svezia, qualificatesi arrivando rispettivamente prima e seconda. Le critiche suscitate da tali risultati furono messe a tacere dagli ottimi risultati nel girone di qualificazione per il campionato del mondo 2010. Fu inserita nel difficile girone con le favorite Portogallo e Svezia, contro le quali ottenne tre vittorie e un pareggio, e si qualificò con un turno di anticipo battendo la Svezia.

Mondiali 2010, la Danimarca (in bianco) sfida l'Olanda

Il mondiale in Sudafrica si rivelò una delusione, malgrado la squadra schierasse buoni giocatori come i difensori Daniel Agger e Simon Kjær, Martin Jørgensen a centrocampo e in attacco Dennis Rommedahl ed il veterano Jon Dahl Tomasson. Fu sconfitta all'esordio dai Paesi Bassi, che sarebbero arrivati alla finale con la Spagna, e vinse in rimonta per 2-1 con il Camerun. Costretta a vincere contro il Giappone, in vantaggio nella differenza reti, fu invece sconfitta con un netto 3-1 ed eliminata.

La squadra si riscattò ottenendo il primo posto nel raggruppamento per le qualificazioni a Polonia-Ucraina 2012, grazie e sei vittorie, un pareggio e una sconfitta. Si assicurò l'accesso alla fase finale all'ultima partita battendo per 2-1 il Portogallo, che si classificò secondo. Inserita in un girone proibitivo, nel primo incontro sconfisse a sorpresa gli olandesi vice-campioni del mondo per 1-0, nel secondo fu battuta dal Portogallo per 3-2 subendo il gol decisivo negli ultimi minuti e venne eliminata dalla Germania, che la sconfisse per 2-1. Ottenne poi risultatnti altalenanti alle qualificazioni al mondiale 2014. Riuscì a piazzarsi al secondo posto dietro all'Italia, ma i negativi risultati conseguiti all'inizio le impedirono di qualificarsi agli spareggi tra le migliori seconde.

Divise della Nazionale dal 1992[modifica | modifica wikitesto]

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1992
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2006
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2008
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2010
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2012

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Svezia 1992
Arabia Saudita 1995

Partecipazioni ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1930 Non partecipante
1934 Non partecipante
1938 Non partecipante
1950 Non partecipante
1954 Non partecipante
1958 Non qualificata
1962 Non partecipante
1966 Non qualificata
1970 Non qualificata
1974 Non qualificata
1978 Non qualificata
1982 Non qualificata
1986 Ottavi di finale
1990 Non qualificata
1994 Non qualificata
1998 Quarti di finale
2002 Ottavi di finale
2006 Non qualificata
2010 Primo turno
2014 Non qualificata
Campionato europeo
Edizione Risultato
1960 Non qualificata
1964 Quarto posto
1968 Non qualificata
1972 Non qualificata
1976 Non qualificata
1980 Non qualificata
1984 Semifinali
1988 Primo turno
1992 Campione UEFA European Cup.svg
1996 Primo turno
2000 Primo turno
2004 Quarti di finale
2008 Non qualificata
2012 Primo turno
Giochi olimpici[13]
Edizione Risultato
1908 Argento Silver medal.svg
1912 Argento Silver medal.svg
1920 Turno di qualificazione
1924 Non partecipante
1928 Non partecipante
1936 Non partecipante
1948 Bronzo Bronze medal.svg
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Rinuncia
1995 Campione
1997 Rinuncia
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Attenzione: Quando una squadra non segna dopo i tempi supplementari, la partita viene indicata come un pareggio.

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930 Uruguay Uruguay Non partecipante - - - -
1934 bandiera Italia Non partecipante - - - -
1938 Francia Francia Non partecipante - - - -
1950 Brasile Brasile Non partecipante - - - -
1954 Svizzera Svizzera Non partecipante - - - -
1958 Svezia Svezia Non qualificata - - - -
1962 Cile Cile Non partecipante - - - -
1966 Inghilterra Inghilterra Non qualificata - - - -
1970 Messico Messico Non qualificata - - - -
1974 bandiera Germania Ovest Non qualificata - - - -
1978 Argentina Argentina Non qualificata - - - -
1982 Spagna Spagna Non qualificata - - - -
1986 Messico Messico Ottavi di finale 3 0 1 10:6
1990 Italia Italia Non qualificata - - - -
1994 Stati Uniti Stati Uniti Non qualificata - - - -
1998 Francia Francia Quarti di finale 2 1 2 9:7
2002 Corea del Sud Corea del Sud / Giappone Giappone Ottavi di finale 2 1 1 5:5
2006 Germania Germania Non qualificata - - - -
2010 Sudafrica Sudafrica Primo turno 1 0 2 3:6
2014 Brasile Brasile Non qualificata - - - -

Europei[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1960 Francia Francia Non qualificata - - - -
1964 Spagna Spagna Quarto posto 0 0 2 1:6
1968 Italia Italia Non qualificata - - - -
1972 Belgio Belgio Non qualificata - - - -
1976 Jugoslavia Jugoslavia Non qualificata - - - -
1980 Italia Italia Non qualificata - - - -
1984 Francia Francia Semifinali 2 1 1 9:4
1988 bandiera Germania Ovest Primo turno 0 0 3 2:7
1992 Svezia Svezia Campione UEFA European Cup.svg 2 2 1 6:4
1996 Inghilterra Inghilterra Primo turno 1 1 1 4:4
2000 Belgio Belgio / Paesi Bassi Paesi Bassi Primo turno 0 0 3 0:8
2004 Portogallo Portogallo Quarti di finale 1 2 1 4:5
2008 Austria Austria / Svizzera Svizzera Non qualificata - - - -
2012 Polonia Polonia / Ucraina Ucraina Primo turno 1 0 2 4:5

Confederations Cup[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1992 Arabia Saudita Arabia Saudita Rinuncia - - - -
1995 Arabia Saudita Arabia Saudita Campione 2 1 0 5:1
1997 Arabia Saudita Arabia Saudita Rinuncia - - - -
1999 Messico Messico Non qualificata - - - -
2001 Corea del Sud Corea del Sud / Giappone Giappone Non qualificata - - - -
2003 Francia Francia Non qualificata - - - -
2005 Germania Germania Non qualificata - - - -
2009 Sudafrica Sudafrica Non qualificata - - - -
2013 Brasile Brasile Non qualificata - - - -

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1908 Londra Argento Silver medal.svg 2 0 1 26:3
1912 Stoccolma Argento Silver medal.svg 2 0 1 13:5
1920 Anversa Turno di qualificazione 0 0 1 0:1
1924 Parigi Non partecipante - - - -
1928 Amsterdam Non partecipante - - - -
1936 Berlino Non partecipante - - - -
1948 Londra Bronzo Bronze medal.svg 3 0 1 15:11

Confronti con altre Nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli avversari nazionali contro cui sono stati disputati almeno 10 incontri, la Danimarca presenta i seguenti saldi:

Saldo positivo[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti Fatte Reti Subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
Norvegia Norvegia 87 53 14 20 224 101 +123 6 settembre 2011 26 marzo 2011 22 aprile 1998
Finlandia Finlandia 59 39 10 10 153 58 +95 15 novembre 2011 20 agosto 2003 18 settembre 1966
Islanda Islanda 19 16 3 0 63 10 +53 4 giugno 2011 4 settembre 1991 -
Polonia Polonia 17 9 2 6 34 30 +4 17 gennaio 2010 1º giugno 2008 21 settembre 1977
Belgio Belgio 16 6 3 4 23 21 +2 6 settembre 1995 3 giugno 2000 23 agosto 1989
Grecia Grecia 15 8 4 3 32 17 +15 8 ottobre 2005 11 febbraio 2011 9 febbraio 2005
Irlanda del Nord Irlanda del Nord 11 4 5 2 14 9 +5 13 ottobre 1993 7 ottobre 2006 17 novembre 2011
Lussemburgo Lussemburgo 10 8 2 0 29 8 +21 11 giugno 2003 10 dicembre 1963 -
Svizzera Svizzera 10 3 5 2 13 11 +2 4 settembre 1999 14 ottobre 1998 17 ottobre 1984

Saldo negativo[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti Fatte Reti Subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
Svezia Svezia 104 40 18 46 169 183 −14 28 maggio 2014 8 settembre 2007 2 giugno 2007
Paesi Bassi Paesi Bassi 30 8 10 12 43 59 -16 9 giugno 2012 29 maggio 2008 14 giugno 2010
Germania Germania 26 8 3 15 36 53 −17 28 marzo 2007 11 agosto 2010 17 giugno 2012
Inghilterra Inghilterra 18 3 4 11 19 35 -16 17 agosto 2005 11 giugno 1992 9 febbraio 2011
Spagna Spagna 17 2 3 12 15 34 -19 31 marzo 1993 11 ottobre 1995 20 agosto 2008
Bulgaria Bulgaria 15 3 8 4 17 20 -3 18 giugno 2004 26 marzo 2013 9 aprile 1986
Scozia Scozia 15 6 0 9 12 19 -7 28 aprile 2004 - 10 agosto 2011
Cecoslovacchia Cecoslovacchia 14 0 5 9 8 31 -23 - 3 giugno 1987 1º giugno 1988
Ungheria Ungheria 14 3 3 8 14 36 -22 20 aprile 1994 6 settembre 2008 14 ottobre 2009
Portogallo Portogallo 14 3 2 9 18 30 -12 11 ottobre 2011 5 settembre 2009 13 giugno 2012
Francia Francia 12 5 1 6 27 16 +11 11 giugno 2002 1º settembre 1976 31 maggio 2006
Italia Italia 12 3 1 8 14 22 -8 8 settembre 1999 14 giugno 2004 16 ottobre 2012
Irlanda Irlanda 12 3 4 5 15 19 -4 13 novembre 1985 28 aprile 1993 22 agosto 2007
Rep. Ceca Rep. Ceca 10 2 5 3 7 9 -2 22 marzo 2013 8 giugno 2012 27 giugno 2004

NB: Come da regolamento FIFA le gare terminate ai rigori sono considerate partite pareggiate.

Tutte le rose[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]


Europei[modifica | modifica wikitesto]


Confederations Cup[modifica | modifica wikitesto]


Giochi olimpici[modifica | modifica wikitesto]


NOTA: Per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]


Rosa attuale[modifica | modifica wikitesto]

Convocati per le partite di qualificazione ai Mondiali 2014 contro Italia e Malta.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Gol Squadra
P Kasper Schmeichel 26 novembre 1981 (33 anni) 26 0 Inghilterra Leicester City Leicester City
P Lars Borssen 5 novembre 1986 (28 anni) 1 0 Russia Spartak Mosca Spartak Mosca
P Stephan Clifsaun 31 marzo 1985 (29 anni) 0 0 Danimarca Brondby Brøndby
D Jacob Burisen 20 settembre 1979 (35 anni) 65 1 Svezia AIK AIK
D Nicklas Bendtner 26 marzo 1989 (25 anni) 37 1 Germania Wolfsburg Wolfsburg
D Andreas Læben 11 luglio 1988 (26 anni) 11 1 Danimarca Copenaghen Copenaghen
D Nikolas Barsendtner 16 febbraio 1992 (22 anni) 6 0 Danimarca Aalborg Aalborg
D Petar Kullfanson 22 settembre 1990 (24 anni) 2 0 Danimarca Odense Odense
C Kevin Sorisson 24 febbraio 1985 (29 anni) 42 1 Inghilterra Southampton Southampton
C Chris Stokonson 14 febbraio 1992 (22 anni) 40 4 Germania Stoccarda Stoccarda
C Mikæl Allan 6 giugno 1983 (31 anni) 38 6 Svezia Kalmar Kalmar
C Niko Ruppils 19 aprile 1985 (29 anni) 22 1 Svizzera Sion Sion
C Leon Pariksson 23 aprile 1983 (31 anni) 18 3 Danimarca Esbjerg Esbjerg
C Nickolas Persaund 26 marzo 1992 (22 anni) 5 0 Francia Bordeaux Bordeaux
C Emil Larssen 22 giugno 1991 (23 anni) 2 0 Norvegia Sandnes Ulf Sandnes Ulf
C Jacob Drussains 22 settembre 1990 (24 anni) 0 0 Danimarca Copenaghen Copenaghen
C Ricc Aldaruson 3 settembre 1991 (23 anni) 0 0 Belgio Lokeren Lokeren
A Nicklas Saulf 16 gennaio 1988 (26 anni) 56 24 Svezia Malmo FF Malmö FF
A Simon Minerok 21 novembre 1990 (24 anni) 6 0 Germania Magonza Magonza
A Mark Shamircesen 5 giugno 1991 (23 anni) 5 1 Danimarca Esbjerg Esbjerg
A Viktor Rejchenz 9 giugno 1994 (20 anni) 5 0 Paesi Bassi Zwolle Zwolle
A Bell Rantonsen 07 febbraio 1988 (26 anni) 3 1 Danimarca Copenaghen Copenaghen
A Roy Carol 8 maggio 1991 (23 anni) 2 0 Inghilterra Manchester Utd Manchester United

Record individuali[modifica | modifica wikitesto]

Dati aggiornati all'11 ottobre 2013.

Nota: i nomi scritti in grassetto indicano i giocatori ancora attivi in nazionale.

Record presenze

# Giocatore Periodo Presenze  Reti 
1 Peter Schmeichel 1987-2001 129 1
2 Dennis Rommedahl 2000- 125 21
3 Jon Dahl Tomasson 1997-2010 112 52
4 Thomas Helveg 1994-2007 108 2
5 Michael Laudrup 1982-1998 104 37
6 Martin Jørgensen 1998-2010 102 12
6 Morten Olsen 1970-1989 102 4
8 Thomas Sørensen 1999-2012 101 0
9 Christian Poulsen 2001-2012 92 6
10 John Sivebæk 1982-1992 87 1

Record reti

# Giocatore Periodo    Reti  Presenze Reti/pr.
1 Jon Dahl Tomasson 1997-2010 52 108 0,48
1 Poul Nielsen 1910-1925 52 38 1,37
3 Pauli Jørgensen 1925-1939 44 47 0,94
4 Ole Madsen 1958-1969 42 50 0,84
5 Preben Elkjær Larsen 1977-1988 38 69 0,55
6 Michael Laudrup 1982-1998 37 104 0,36
7 Henning Enoksen 1958-1966 29 54 0,54
8 Nicklas Bendtner 2006- 26 57 0,46
9 Michael Rohde 1915-1931 22 40 0,55
9 Ebbe Sand 1998-2004 22 66 0,33

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) FIFA/Coca-Cola World Ranking, fifa.com, consultato il 22 luglio 2014
  2. ^ a b c d e f g h i j k l (EN) Rob Smyth e Lars Eriksen, The forgotten story of ... Danish Dynamite, the Denmark side of the mid-80s, theguardian.com, 13 ottobre 2009. URL consultato il 20 luglio 2014.
  3. ^ a b c d e (EN) Bonde, Hans, The Politics of the Male Body in Global Sport: The Danish Involvement, Routledge, 2013, pp. 268-270, ISBN 1-317-96602-3.
  4. ^ (EN) The greatest teams of all time, telegraph.co.uk, 4 luglio 2007. URL consultato il 21 luglio 2014.
  5. ^ (EN) Best teams never to win a World Cup: Denmark 1986, espnfc.com. URL consultato il 21 luglio 2014.
  6. ^ (EN) Why the 80s Denmark football side is the world's great cult team, telegraph.co.uk. URL consultato il 21 luglio 2014.
  7. ^ a b (EN) Schmeichel steps back in time to EURO '92, uefa.com, 15 maggio 2012. URL consultato il 22 luglio 2014.
  8. ^ (EN) United Nations Security Council Resolution 757 (Implementing Trade Embargo on Yugoslavia) (1992), umn.edu
  9. ^ a b c (EN) Shaw, Phil, Richard Moller Nielsen: Coach who led unfancied Denmark to unexpected victory in the European Championships of 1992, independent.co.uk, 12 maggio 2014. URL consultato il 22 luglio 2014.
  10. ^ (EN) Saj Chowdhury, Euro 1992: Denmark's fairytale, bbc.com. URL consultato il 22 luglio 2014.
  11. ^ (EN) Bo Johansson - Denmark manager, news.bbc.co.uk, 3 maggio 1998
  12. ^ (EN) Rivaldo scores two, Brazil escapes resilient Denmark side 2-1, soccertimes.com, 3 luglio 1998
  13. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]