Crystal Palace Football Club

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bussola Disambiguazione – Se stai cercando la società anch'essa londinese fondata nel 1861 e sciolta nel 1876, vedi Crystal Palace Football Club (1861).
Crystal Palace F.C.
Calcio Football pictogram.svg
Crystal Palace F.C. logo (2013).png
The Eagles, The Glaziers
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Rosso e Blu con aquila.png Rosso-blu
Simboli un'aquila
Inno Glad All Over
The Dave Clark Five
Dati societari
Città Londra
Paese Regno Unito Regno Unito
Confederazione UEFA
Federazione Flag of England.svg FA
Campionato Premier League
Fondazione 1905
Presidente Inghilterra Jeremy Hosking
Inghilterra Martin Long
Inghilterra Steve Parish
Inghilterra Stephen Browett
Allenatore Galles Tony Pulis
Stadio Selhurst Park
(26.225 posti)
Sito web www.cpfc.premiumtv.co.uk
Palmarès
Trofei nazionali 1 Full Members Cup
Si invita a seguire il modello di voce

Il Crystal Palace Football Club, noto più semplicemente come Crystal Palace, è una società calcistica inglese di Londra, che milita nella Premier League; il club fu fondato il 10 settembre 1905 da Daniel Lewis. La scelta dei colori sociali originari è stata ispirata dalla presenza nell'ambito societario di Edmund Goodman, ex impiegato dei Villans che si occupò dell’aspetto organizzativo del nuovo club e che ne fu allenatore dal 1907 al 1925. Attualmente i colori adottati sono il rosso vermiglio ed il blu.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dalla nascita al 1920[modifica | modifica sorgente]

Crystal Palace, 1905-06.

Il club è stato costituito da alcuni lavoratori della omonima struttura costruita per ospitare l'Esposizione Universale di Londra del 1851. "Crystal Palace" è anche il nome del primo stadio che ha ospitato le gare casalinghe degli "Eagles". Il Palace fece richiesta di entrare in Football League al pari di altre due squadre londinesi, Chelsea e Clapton Orient, ma la richiesta gli venne negata costringendo il club a ripiegare sulla Southern League, dove venne accettato e collocato in Second Division. La prima partita, giocata nell'impianto suddetto, terminò 4-3 per il Southampton riserve (era il 2 settembre, tuttavia la squadra riuscì in seguito a inanellare una serie di vittorie (e soprattutto, zero sconfitte) che risultarono nel titolo di campioni, garantendo l’accesso alla First Division della Southern League. Ne seguirono diverse stagioni in prima divisione, con piazzamento migliore il secondo posto ottenuto nel 1914. Da lì a poco sarebbe scoppiata in Europa la prima guerra mondiale, e lo scoppio della guerra portò, tra le altre cose, l’abbandono forzato dell’impianto adiacente al Crystal Palace che venne destinato a usi militari; il club dovette pertanto spostarsi in una nuova casa, che venne trovata all’Herne Hill, un impianto dedicato alla corsa, dopo aver rifiutato l’offerta di dividere il campo fatto dal Millwall Athletic e dal Croydon Common. Dopo la sospensione dei campionati nel periodo 1915-1918 il Crystal Palace subentrò proprio al Croydon Common nello stadio in cui questi giocavano, chiamato “The Nest” (il nido) e situato nella zona di Selhurst. Successe infatti che il Croydon venne dissolto (1917) e il Palace ne approfittò per prendere in affitto il terreno di The Nest dalla compagnia ferroviaria che lo possedeva, la London, Brighton and South Coast Railway Company.

Dagli anni Venti al Dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Crystal Palace, 1921.

Nel 1920 la Football League accolse tutte le squadre di Southern League con la formazione della Division Three. Il Crystal Palace, soprannome del tempo the Glaziers (i vetrai), ne entrò quindi a far parte. Nuovamente, fu successo al primo tentativo: il Crystal Palace vinse la Division Three e venne così promosso in Division Two. Momento importante di questi anni la costruzione, decisa nel 1922 e portata a termine nel 1924, dello stadio che verrà chiamato Selhurst Park. Il terreno su cui sorge lo stadio venne acquistato nel 1922 dalla Brighton Railway Company (come detto in apertura, ancora oggi lo stadio è vicino a linee ferroviarie) per la cifra di 2.570 sterline; il progetto venne affidato ad Archibald Leitch, l’architetto di stadi più famoso di sempre, e la costruzione venne portata a termine in tempo per la stagione 1924/25, sebbene al momento dell’inaugurazione (30 agosto 1924) risultasse ancora incompleto il settore corrispondente all’attuale Main Stand. Dopo quattro anni di Division Two, la squadra retrocesse in Division Three al termine della stagione 1925. Si aprì così un lungo periodo nelle serie minori, nonostante i goal di Peter Simpson, il marcatore record nella storia del Palace che nella stagione 1930/31 infilò la palla in rete 46 volte in 42 partite, record per il club. Ma come detto non bastò, e allo scoppio della nuova Guerra Mondiale il Crystal Palace era ancora invischiato in Division Three South.

Il dopoguerra iniziò dunque con il Palace ancora in Division Three South, una situazione destinata a durare ancora per anni. Nel frattempo, nel 1948, fece l’esordio nel club il belga Marcel Gaillard, che non dice niente a prima vista e forse nemmeno a seconda ma che è stato il primo giocatore a vestire la casacca claret & blue (perché, ricordiamolo, il Crystal Palace adottava ancora i colori simil Aston Villa al tempo, anche se la maglia era prevalentemente bianca e solo i particolari colorati) a provenire al di fuori delle isole britanniche. Una nota di colore che ci aiuta a superare stagioni grigie. Si giunge al 1958 senza grandi emozioni, anno in cui la Football League si rifà il trucco, e la Division Three South diventa Division Four, e ovviamente il Crystal Palace finisce così al quarto livello del calcio inglese. Nello stesso anno la presidenza viene assunta da Arthur Wait, presidente sotto il quale il club raggiungerà i livelli più alti fino ad allora toccati. Al termine della stagione 1960/1961 arrivò la prima promozione, quella in Division Three; all’inizio della stagione successiva il Palace ha l’onore di vedere un suo giocatore, Johnny Byrne, convocato in Nazionale, una delle rare volte in cui un giocatore arriva a indossare la casacca dei tre leoni giocando al terzo livello delle gerarchie calcistiche inglesi; sarà da lì a poco ceduto al West Ham. Un’altra tappa importante di quella stagione (1961/62) fu l’amichevole disputata a Selhurst Park contro il Real Madrid, celebrata in occasione dell’inaugurazione del nuovo impianto di illuminazione dello stadio.

Nuova promozione, stavolta in Division Two, nella stagione 1963/64, la stessa che vide per la prima volta adottata dai tifosi la canzone Glad All Over, dei Dave Clark Five (Dave Clark era tifoso del Palace, tra l’altro), canzone che è tuttora l’inno degli Eagles oltre ad esserlo diventata negli anni anche di altre squadre inglesi. Tra l’altro sul finale di stagione venne adottata anche per le gare casalinghe una divisa gialla, originariamente casacca da trasferta. Nel 1968/69, finalmente, arrivò la promozione in First Division, il massimo livello del calcio inglese: il manager Bert Head condusse i suoi al secondo posto finale dietro al Derby County. Head rimarrà al Palace fino al 1973, mantenendolo sempre al massimo livello (1969/70, 1970/71, 1971/72, 1972/73), salvo essere sostituito (e contestualmente promosso a general manager) da Malcolm Allison, la cui guida si concluse, nel giro di due stagioni segnate da altrettante retrocessioni, con il ritorno in Division Three. Allison rimase nonostante ciò alla guida del club, che se in campionato fallì di poco il ritorno di Division Two in FA Cup raggiunse un traguardo in quel momento storico, le semifinali, dove però perse contro il Southampton, futuro vincitore del trofeo, a Stamford Bridge.

Gli anni Settanta e gli Ottanta[modifica | modifica sorgente]

Torniamo per un momento al 1973. L’anno, oltre all’avvicendamento in panchina tra Head e Allison, segna una svolta epocale per quanto riguarda l’iconografia e la natura stessa della squadra. Viene ridisegnato il logo, con un'aquila che in origine sarebbe dovuta essere una fenice (a simboleggiare la rinascita dalle ceneri del palazzo, raso al suolo da un incendio, come tutti forse sapranno, nel 1936) a svettare imperiosa e che darà alla squadra anche un nuovo nickname, the Eagles appunto; anche i colori sociali mutarono, si abbandonò il claret & blue optando per il rosso-blu, una scelta a nostro avviso avveduta perché, ancora oggi, ne fanno (strano ma vero per noi abituati ad avere molte squadre rosso-blu) un unicum nel panorama calcistico inglese. Torniamo alla storia. Peter Taylor eguaglio il record di Byrne, giocando per la Nazionale nonostante militasse in una squadra di Division Three, e non contento segnò anche un goal, che fece di lui il primo giocatore degli Eagles a segnare con la maglia inglese. Nel 1976 venne nominato manager Terry Venables, che oggi sappiamo essere vecchia volpe del calcio inglese ma che allora era alla prima esperienza su una panchina; El Tel portò immediatamente la squadra in Division Two.

Una stagione di consolidamente in seconda serie e fu di nuovo promozione, segnata anche dal record di presenze a Selhurst, quando 51.801 spettatori accorsero per la partita contro il Burnley. L’anno successivo, sempre sotto la guida di Venables, arrivò il tredicesimo posto finale in First Division, dopo aver conquistato, livello massimo per il club, la prima piazza a fine settembre. El Tel lasciò il club, in circostanze misteriose, l’Ottobre successivo, per andare ad allenare il Queens Park Rangers in Second Division; le redini del Palace vennero nuovamente prese da Malcolm Allison, che, nuovamente, condusse il club alla retrocessione, sebbene fosse stato rimosso dall’incarico prima della fine della stagione, incarico affidato a Dario Gradi. Lo stesso Gradi venne anch’esso licenziato, sostituito nel ruolo (inglese, una delle cose più english che ci siano nel football) di player-manager da Steve Kember, leggenda locale essendo nato a Croydon e avendo fatto tutta la trafila giovanile e la prima parte di carriera proprio nel Crystal Palace. Anch’egli venne licenziato a sua volta al termine della stagione. Il proprietario Ron Noades, che aveva assunto il controllo nel 1980, aveva così licenziato tre allenatori nel giro di pochi anni.

E non finì lì, perché alla lista va aggiunto Alan Mullery, rimpiazzo di Kember e sostituito a sua volta da Dave Bassett, proveniente (come anni prima Gradi) dal Wimbledon che stava nel frattempo diventando grande. Bassett durò la bellezza di quattro giorni, dopo i quali infatti decise di dimettersi per tornare ai Dons. Noades nominò quindi come manager un ventinovenne, ex giocatore la cui carriera venne bruscamente interrotta dagli infortuni e di nome Steve Coppell: era l’allenatore giusto per i piani di Noades ma che, come spesso accade, si trovò lì per caso (le dimissioni improvvise di Bassett). Alla fine della stagione 1988/89 e dopo i playoff (1-3 e 3-0 contro il Blackburn Rovers, disintegrato davanti ai 30.000 di Selhurst Park) il Palace tornò finalmente in First Division, guidato in attacco da un giocatore di colore, molto dotato tecnicamente, con il fiuto del goal e voluto personalmente da Coppell dopo averlo visto in un provino rispondente al nome di Ian Wright, che segnerà in quella campagna trionfale 24 goals. Finalmente Noades aveva ottenuto la tanto agognata promozione, all’altare della quale erano stati sacrificati tre manager (Gradi, Kember, Mullery).

Dagli anni Novanta ai giorni nostri[modifica | modifica sorgente]

Se la salvezza fu difficile da ottenere (ma venne comunque archiviata, nonostante una sconfitta record per 0-9 contro il Liverpool), la stagione 1990/91 è ricordata da ogni tifoso degli Eagles per un altro motivo: la finale, storica, di FA Cup, raggiunta non prima di aver eliminato in semifinale lo stesso Liverpool, battuto 4-3 in un match entrato di diritto nei classici del Crystal Palace con il goal di Alan Pardew al 109° che consegnò l’incredibile vittoria ai south londoners. In finale si trovarono di fronte il Manchester United, che vinse la partita al replay, visto che il primo match finì 2-2, con il pareggio dei Red Devils giunto negli ultimi minuti per opera di Mark Hughes dopo la doppietta di Ian Wright. Lo stesso Ian Wright che, ceduto nel frattempo all’Arsenal, condannò per un destino beffardo gli Eagles alla retrocessione (avvenuta per differenza reti rispetto all’Oldham Athletic), con un goal nell’ultima partita di campionato ad Highbury. Era la stagione 1992/93, la prima di un’altalena che coinvolse il Palace. La squadra tornò infatti immediatamente in Premier (Coppell, nel frattempo, si era dimesso), salvo retrocedere subito (1994/95) nonostante il quart’ultimo posto finale, che a causa della decisione della Premier League di ridurre le squadre a 20 quella stagione, significava retrocessione. La stagione 1994/95 vide anche il Palace raggiungere le semifinali sia di League Cup (eliminati dal Liverpool) sia di FA Cup (eliminati dal Manchester United) ed è entrata nell’immaginario collettivo per il calcio volante di Cantona al tifoso Eagles, tale Matthew Simmons durante il match disputato a Selhurst Park.

Una stagione di pausa (segnata dalla cessione di molti giocatori, tra cui Gareth Southgate) che vide dapprima il ritorno di Coppell, poi licenziato per far posto a quel Bassett il cui precedente regno era durato solo quattro giorni e che condusse il Palace ai playoff, dove persero in finale con il Leicester City. Bassett partì in direzione Nottingham Forest e Coppell tornò nuovamente alla guida del Palace per la stagione 1996/97, che terminò nuovamente a Wembley per la finale dei playoff, stavolta vinta per 1-0 contro lo Sheffield United. Quando Coppell disse subito dopo la finale che lo avrebbero aspettato “nine months of hell” non si sbagliava, visto che, nuovamente, la retrocessione fu immediata, stagione tra l’altro da noi italiani ricordo per l’acquisto del nostro connazionale Attilio Lombardo, che la stagione successiva assumerà un breve periodo il ruolo di player/manager. Noades cedette nel frattempo il club a Mark Goldberg, che giunse a Selhurst Park con proclami di “Europa entro cinque anni” (Europa che il Palace conobbe per la prima volta in quella stagione giocando la mitica Coppa Intertoto), che assunse nuovamente Venables promuovendo Coppell a director of football e che invece trascinò il club alla bancarotta, da cui si riprese solo nel 2001 con l’avvento di Simon Jordan.

L’ultima apparizione in Premier è datata 2005, quando gli Eagles giunsero nuovamente, sotto la guida dell’ex giocatore Ian Dowie, tramite i playoff alla massima serie battendo dapprima il Sunderland e poi in finale i concittadini del West Ham. Nemmeno a dirlo, si trattò di una fugace apparizione, per poi tornare in seconda serie.

Nella sua storia ha raggiunto i migliori risultati all'inizio degli anni novanta, guidata in attacco da Ian Wright, con la finale di FA Cup del 1990 persa al replay e il terzo posto in campionato nel 1991. In quell'anno vinse anche la Full Members Cup, competizione per le squadre delle prime due divisioni, giocatasi fra il 1986 e il 1992.

Il 27 maggio 2013, nella finale dei play-off, della stagione di Championship 2012-2013, il Crystal Palace sconfigge per 1-0 ai tempi supplementari il Watford tornando così in Premier League dopo 8 anni.

Esordisce in Premier League perdendo in casa per 1-0 contro il Tottenham, a causa di un rigore trasformato da Roberto Soldado.

La squadra del secolo[modifica | modifica sorgente]

Nel 2005, per celebrare il centenario della società, il Crystal Palace chiese ai suoi tifosi di votare per un "Undici del Secolo". L'11 del Secolo è composto da quei giocatori che gli aficionados del Palace hanno deciso essere i loro preferiti nella storia del club. La formazione, che rispecchiava il modulo di gioco 4-4-2 era composta da: Martyn fra i pali; Sansom, Coleman, Cannon, Hinshelwood in difesa; Salako, Thomas, Gray, Lombardo a centrocampo; Johnson, Wright in attacco; Steve Coppell in panchina.

Critiche al "Centenary XI"[modifica | modifica sorgente]

Quando la "squadra del secolo" venne rivelata ai sostenitori del Crystal Palace, diventò il bersaglio di numerose critiche mosse da alcuni fans che credevano che alcuni giocatori non avrebbero dovuto essere nella formazione (ad esempio Johnson, Thomas, Gray e Hinshelwood) o che alcuni giocatori mancassero all'appello.

I tifosi credevano infatti che il Centenary XI rappresentasse solamente l'ultima parte della centenaria storia della società, con i giocatori del passato rappresentati da Jim Cannon, che fece il suo debutto nella stagione 1972-1973. Altri nomi supportati dai tifosi erano Peter Simpson, il portiere John Jackson, Don Roger, Peter Taylor e Johnny Birne.

Organico[modifica | modifica sorgente]

Rosa 2013-2014[modifica | modifica sorgente]

Rosa, numerazione e ruoli, tratti dal sito ufficiale, aggiornati al 29 agosto 2013.

N. Ruolo Giocatore
1 Argentina P Julián Speroni (Spagna)
2 Inghilterra D Joel Ward
3 Giamaica D Adrian Mariappa
4 Norvegia D Jonathan Parr
5 Irlanda D Patrick McCarthy
7 RD del Congo C Yannick Bolasie (Inghilterra)
12 Inghilterra C Stuart O'Keefe
13 Inghilterra C Jason Puncheon
14 Inghilterra C Jerome Thomas
15 Australia C Mile Jedinak (Croazia)
16 Inghilterra A Dwight Gayle
17 Inghilterra A Glenn Murray
N. Ruolo Giocatore
19 Galles D Danny Gabbidon
22 Inghilterra D Jack Hunt
25 Scozia P Neil Alexander
27 Irlanda D Damien Delaney
28 Mali C Jimmy Kébé
29 Marocco A Marouane Chamakh (Francia)
30 Inghilterra A Cameron Jerome
31 Algeria C Adlène Guedioura
34 Galles P Lewis Price
46 Scozia C Barry Bannan
50 Galles P Wayne Hennessey

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

Crystal Palace F.C. logo (2013).png
Staff dell'area tecnica

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

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Record[modifica | modifica sorgente]

Giocatori famosi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Crystal Palace F.C..

Rivalità[modifica | modifica sorgente]

Il Crystal Palace ha tre principali formazioni rivali: il Millwall, il Brighton & Hove Albion ed il Charlton Athletic F.C.

Palace vs. Millwall[modifica | modifica sorgente]

Il Millwall è la squadra con la sede più vicina a quella del Palace (8 km). La rivalità si scatenò già dai primi anni ed è ormai un confronto culturale tra la periferia (Palace) e i quartieri più centrali (Millwall). Molte volte le dirigenze delle due squadre sono state vicine e molti giocatori e membri dello staff, nei cent'anni di storia del Palace, si sono trasferiti da un club all'altro.

Palace vs. Brighton & Hove Albion[modifica | modifica sorgente]

Il Crystal Palace dista circa 40 miglia dal Brighton & Hove Albion e la loro rivalità non si sviluppo fino alla retrocessione dei rossoblu nella Terza Divisione avvenuta nel 1974. Entrambi i club avevano due delle tifoserie più numerose della categoria e tra i tifosi non c'erano problemi di alcun genere. La rivalità scattò quando le due squadre vennero sorteggiate per il Primo Turno dell'FA Cup del 1976. La gara di andata si giocò il 20 novembre al Goldstone Ground e la partita fini pari col risultato di 2-2 grazie ai gol di Rachid Harkouk. La partita venne quindi rigiocata al Selhurst Park e finì ancora una volta con un pareggio: 1-1 e gol di Rachid Harkouk. Questo significava un altro match, giocato allo Stamford Bridge. Il terzo match tra le due formazioni finì con un risicato 1-0 per il Crystal Palace, con Phil Holder mattatore dell'incontro dopo l'errore dal dischetto di Brian Horton (Horton segnò inizialmente il rigore, ma l'arbitro ne ordinò la ripetizione e, al secondo tentativò, il gol non riuscì). L'allenatore del Brighton, Alan Mullery, si rese protagonista di un gestaccio nei confronti della tifoseria del Palace, in un atto che sarebbe stato ricordato per molto tempo. La rivalità tra le due squadre giace da un certo periodo nel dimenticatoio a causa dei rari incontri tra le formazioni e i tifosi londinesi accettano più volentieri le rivalità contro il Millwall.

Palace vs. Charlton Athletic F.C.[modifica | modifica sorgente]

Altra rivalità degna di nota è quella con il Charlton Athletic F.C., con cui viene disputato il South London derby. Questa rivalità iniziò dopo la retrocessione nel Championship del Palace ad opera del Charlton avvenuta nel 2005. In quell'occasione, il presidente rossoblu Simon Jordan si riferì ai tifosi del Charlton chiamandoli "morons", a causa del loro comportamento dopo il pareggio della loro squadra, che condannò il Palace alla retrocessione.

Basket[modifica | modifica sorgente]

Il Crystal Palace Football Club agli inizi dagli anni settanta ebbe una gloriosa sezione di Basket. Nel 1973 l'allora formazione del Sutton[1] iniziò una partnership (poi dimostratasi lunga e vittoriosa) con la fusione con Crystal Palace Football Club, formando la sezione di pallacanestro del club londinese. Il squadra ha visto successi per tutti gli anni settanta con una serie di vittorie in campionato, la National Basketball League, ed in coppa nazionale. Il team rappresentò il pionierismo della pallacanestro nel Regno Unito, con giocatori come Steve Stimpson, Steve Pilgrim e Alton Byrd. Dopo un lento declino con l'abbandono della lega maggiore formatasi negli anni novanta, la British Basketball League, il Crystal Palace si fuse nel 1998 con i London Towers, di fatto mettendo fine alla storia della società di basket.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ National Basketball League 1973–1974

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]