Manchester United Football Club

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Manchester United F.C.
Calcio Football pictogram.svg
Manchester United logo.png
Red Devils (Diavoli rossi)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Rosso con scudo forcone e barca Gialli.png rosso, bianco e nero
Simboli Diavolo
Dati societari
Città Manchester
Paese Inghilterra Inghilterra
Confederazione UEFA
Federazione Flag of England.svg FA
Campionato Premier League
Fondazione 1878
Proprietario Stati Uniti Fam. Glazer
Presidente Vacante
Allenatore Paesi Bassi Louis van Gaal
Stadio Old Trafford
(76.212 posti)
Sito web www.manutd.com
Palmarès
Premier10.pngPremier10.png FAcup10.pngFA Cup.png Carling.pngCarling.pngCarling.pngCarling.png CommunityShield10.pngCommunityShield10.png Coppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.png Coppacoppe.png Supercoppaeuropea.png Copa Intercontinental.svg FIFA Club World Cup.svg
Titoli d'Inghilterra 20
Coppe d'Inghilterra 11
Coppe di Lega inglesi 4
Charity/Community Shield 20
Trofei internazionali 3 Coppe dei Campioni/Champions League
1 Coppe delle Coppe
1 Supercoppe UEFA
1 Coppe Intercontinentali
1 Coppe del mondo per club
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Manchester United Football Club, noto soprattutto come Manchester United o più semplicemente United, è una società calcistica inglese di Manchester. Disputa le partite in casa all'Old Trafford (76.213 posti), situato nella contea metropolitana di Greater Manchester, e milita in Premier League.

Fondata nel 1878, è una delle squadre più vincenti del calcio inglese e mondiale avendo vinto 62 trofei vinti  – con 13 titoli dal 1992-1993 a oggi – e dall'arrivo dell'allenatore scozzese Alex Ferguson, che ha allenato il Manchester United dal novembre 1986 a maggio 2013, vincendo 38 trofei[1].

A livello nazionale il club si è aggiudicato 20 campionati (record assoluto), 11 Coppe d'Inghilterra (record), 4 Coppe di Lega e 20 (di cui 4 condivise) Supercoppe d'Inghilterra (record). A livello internazionale ha vinto 3 Coppe dei Campioni/Champions League, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea e si è laureato Campione del mondo di club due volte: nel 1999, vincendo la Coppa Intercontinentale e nel 2008 la Coppa del mondo per club FIFA (primo e finora unico club inglese e britannico ad ottenere questo risultato). In ambito nazionale è il primo club inglese per numero di trofei vinti, davanti al Liverpool, mentre a livello internazionale è il secondo dietro ai Reds.

È tra le nove squadre al mondo che siano riuscite a centrare il treble composto dai 3 titoli di campione del proprio paese, del continente e del mondo. Ci sono riuscite anche Santos (1962 e 1963), Nacional Montevideo (1971 e 1980), Peñarol Montevideo (1961 e 1982), Ajax (1972 e 1995), Boca Juniors (2000 e 2003), Barcellona (2009, 2011), Inter (1965 e 2010) e Bayern Monaco (2013). È la squadra inglese che nelle 34 passate stagioni ha registrato l'affluenza media di spettatori più alta (ad eccezione delle stagioni 1987-88 e 1988-89[2]). Il 31 marzo 2007 l'Old Trafford ha registrato il record di spettatori (76.098), valevole per tutta la Premier League, durante la sfida tra Manchester United e Blackburn Rovers.

Dal 1991 la società è una Public Limited Company. Precedentemente quotata al London Stock Exchange, nel 1998 ha subito un tentativo di scalata da parte del magnate della televisione Rupert Murdoch (bloccato dal Governo inglese)[3]). Durante gli anni novanta il flottante della società raggiunse il valore di un miliardo di sterline (1,5 miliardi di euro), rendendo così improbabile un cambio di gestione. Nonostante ciò, nel maggio del 2005 Malcolm Glazer portò a termine un'OPA ostile e delistò il titolo dal mercato borsistico. Nel 2008 il fatturato ha raggiunto quota 324,8 milioni di euro. Secondo i dati della rivista Forbes, dal 2005 al 2013 il Manchester United è stato il club più ricco del mondo.

Dal 6 novembre 1986 al 19 maggio 2013 l'allenatore è stato lo scozzese Alex Ferguson. Il sostituto è stato individuato nel connazionale David Moyes, esonerato però il 22 aprile 2014. Per la stagione 2014/2015 è stato scelto come allenatore l'olandese Louis Van Gaal. L'amministratore delegato è David Gill, mentre Martin Edwards, che ricoprì il ruolo per circa 20 anni prima di Gill, rimane presidente onorario a vita. Attualmente il capitano della squadra è Wayne Rooney.[4]

I colori sociali sono maglia rossa, calzoncini bianchi e calzettoni neri, mentre il simbolo ufficiale è il diavolo. Giocatori e tifosi sono soprannominati Red Devils (Diavoli Rossi).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Manchester United Football Club.

Gli inizi (1878-1945)[modifica | modifica sorgente]

La squadra di 1911-12.

Il Manchester United nacque con il nome di Newton Heath F.C. nel 1878 come squadra dei lavoratori della Lancashire and Yorkshire Railway (Ferrovia del Lancashire e Yorkshire). La squadra giocò le partite contro altri dipartimenti e compagnie ferroviarie; il 20 novembre 1880 vi fu il primo match disputato di cui si hanno notizie: con i colori sociali della propria compagnia ferroviaria - verde e oro - furono sconfitti 6-0 dalla squadra delle riserve del Bolton Wanderers.

Nel 1889 la squadra del Newton Heath entrò a far parte della Football Alliance, federazione parallela alla Football League nata l'anno precedente. Nel 1892 il secondo posto in campionato dietro il Nottingham Forest permise l'ammissione alla First Division della stagione successiva, in quanto le due federazioni si fusero dando vita a due divisioni. Nel gennaio del 1902, a causa di un debito di 2.670 sterline - pari a £ 210.000 del 2010 -, il club fu messo in liquidazione. Il Capitano Harry Stafford radunò quattro imprenditori locali, tra cui John Henry Davies - che divenne presidente del club -, disposti a investire ciascuno 500 sterline in cambio di una partecipazione nella gestione del club. Il 28 aprile 1902 fu fondato il Manchester United Football Club e i colori sociali passarono dal verde-oro al rosso-nero.

La nuova società riuscì a vincere i primi due titoli nazionali nel 1907-1908 e nel 1910-1911, ai quali si aggiunsero una Charity Shield e la FA Cup. Subito dopo il primo successo la squadra si trasferì al campo dell'Old Trafford. Lo stadio fu bombardato nel corso del secondo conflitto mondiale dall'aviazione tedesca, per cui la squadra dovette chiedere ospitalità ai concittadini del Manchester City fino al 1949.

I Busby Babes (1945-1969)[modifica | modifica sorgente]

I Busby Babes nella loro ultima partita prima del disastro di Monaco.

La squadra arrivò poi nuovamente ai vertici negli anni '50 grazie all'apporto dell'allenatore Matt Busby e ai cosiddetti Busby Babes, un gruppo di giovani giocatori di cui faceva parte Bobby Charlton e Duncan Edwards. Busby guidò la squadra al secondo posto nel campionato nel 1946-1947, 1947-1948 e 1948-1949, e alla vittoria della FA Cup nel 1948. Nel 1952 il club vinse la First Division 41 anni dopo l'ultimo titolo. Nel 1957 il Manchester United divenne la prima squadra inglese a partecipare alla Coppa dei Campioni, nonostante le obiezioni della Football League, che aveva negato al Chelsea questa possibilità nella stagione precedente. Nel percorso verso la semifinale, dove persero contro il Real Madrid, la squadra ottenne una vittoria per 10-0 contro i campioni del Belgio dell'Anderlecht, che rimane tuttora la più larga vittoria del club nella competizione.

Il 6 febbraio del 1958 avvenne il disastro aereo di Monaco di Baviera, nel quale persero la vita 23 persone tra cui i giocatori Geoff Bent, Roger Byrne, Eddie Colman, Duncan Edwards, Mark Jones, David Pegg, Tommy Taylor e Billy Whelan mentre Busby e Charlton si salvarono per miracolo. In solidarietà per la tragedia, la UEFA invitò il club a prendere parte alla successiva edizione della Coppa dei Campioni al fianco del Wolverhampton Wanderers. Nonostante l'approvazione da parte della FA, la Football League stabilì che il club non avrebbe dovuto partecipare alla competizione, dal momento che non si era qualificato.

Sul finire del decennio successivo la squadra, grazie al fenomenale trio d'attacco formato da Bobby Charlton, George Best e Denis Law, tornò a vincere il titolo nazionale nel 1965 e nel 1967 e andò in crescendo fino a diventare la prima squadra inglese a vincere la Coppa dei Campioni nell'edizione del 1968, avversario il grande Benfica di Eusébio. Il Manchester United arrivò in finale battendo 1-0 il Real Madrid, rimontando da 3-1 a 3-3 nel ritorno al Santiago Bernabeu. Nella finale, disputata a Londra allo Stadio Imperiale di Wembley, gli inglesi vinsero per 4-1 dopo i tempi supplementari. Quando alzò la Coppa, Charlton lo fece anche in nome dei ragazzi del 1958.

Gli anni di buio (1969-1986)[modifica | modifica sorgente]

Matt Busby lasciò la guida della squadra nel 1969, ma a seguito di un ottavo posto nella stagione 1969-1970 e a una brutta partenza nel 1970-1971, fu convinto a riprendere temporaneamente funzioni dirigenziali. Nel 1974 il Manchester United retrocesse e il trio Best, Law e Charlton lasciò il club. Negli anni successivi, nonostante acquisti importanti - tra cui Joe Jordan, Gordon McQueen, Gary Bailey, e Ray Wilkins - il club non riuscì a ottenere risultati significativi.

L'avvento di Ferguson e l'era pre-treble (1986-1998)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1986 assunse la guida tecnica del Manchester lo scozzese Alex Ferguson che riuscì, dopo alcuni anni di transizione, a vincere nel 1990 il primo trofeo della sua gestione, la FA Cup, e nel 1991 ottenne il primo successo internazionale, aggiudicandosi la Coppa delle Coppe (vittoria per 2-1 contro il Barcellona), accompagnata nella stagione seguente dalla Supercoppa europea, vinta a spese della Stella Rossa Belgrado. Intanto cominciava a formarsi l'ossatura della squadra che sarebbe diventata protagonista degli anni '90 con l'acquisto, nell'estate del 1991, del portiere danese Peter Schmeichel.

I ragazzi allenati da Ferguson giunsero secondi nel 1991-1992. Schmeichel rimase imbattuto per 17 giornate nella stessa annata dell'ingresso in pianta stabile di Ryan Giggs. Rinforzata con l'ingaggio dell'attaccante francese Éric Cantona, la squadra tornò a vincere il campionato nel 1992-1993 dopo ventisei anni. Da quel momento avrebbe avuto per un decennio un predominio assoluto in Premier League, con otto successi nelle seguenti undici stagioni.

Alex Ferguson, allenatore del Manchester United dal novembre 1986 al maggio 2013.

Nel 1993 fu ingaggiato l'irlandese Roy Keane, destinato a diventare una bandiera del Manchester United. Il 1993-1994 passò agli annali come la stagione del secondo double nella storia del club, in virtù del successo conseguito in campionato (il secondo consecutivo, non accadeva dal 1957) e nella FA Cup. Il ritorno del club in Champions League dopo 25 anni fu amaro, stante l'eliminazione subita al secondo turno contro il Galatasaray (3-3 all'Old Trafford e 0-0 in Turchia). Nell'annata seguente il Manchester rimase senza trofei, pur essendo stato in corsa per il titolo fino alla fine ed avendo raggiunto la finale di FA Cup. A gennaio 1995 venne ingaggiato il centravanti Andy Cole, che esordì contro il Crystal Palace. In quella partita Cantona fu espulso per un fallo su un difensore avversario e, avviandosi verso gli spogliatoi, colpì con un calcio un tifoso avversario che lo aveva insultato dagli spalti. A seguito della vicenda al calciatore furono inflitti nove mesi di squalifica e una forte multa. Secondo molti l'assenza di Cantona fu tra le cause principali del calo di rendimento dello United.

L'epilogo amaro della stagione indusse Ferguson a ridisegnare l'organico in vista della stagione 1995-1996. Ceduti Paul Ince, Mark Hughes e Andrei Kanchelskis, fecero il loro ingresso in prima squadra elementi del settore giovanile quali David Beckham e i fratelli Gary e Phil Neville, che si aggiunsero a Paul Scholes e Nicky Butt, che avevano già collezionato numerose presenze nella stagione precedente. La scelta si rivelò azzeccata e, grazie anche al ritorno di Cantona nell'ottobre del 1995, il Manchester diventò la prima squadra inglese a conseguire il secondo double.

Steve Bruce, il capitano, se ne andò dopo nove anni nell'estate del 1996, lasciando il numero 7, icona del club, a Beckham e la fascia a Cantona. Il francese guidò la compagine di Manchester alla conquista del quarto titolo in cinque anni nel 1996-1997, prima di ritirarsi, all'età di trent'anni, dall'attività agonistica. Al suo posto fu ingaggiato Teddy Sheringham. Al titolo del 1997 fece seguito il secondo posto del 1998 alle spalle del Arsenal. Nella Champions 1996-97 i Red Devils arrivarono sino alla semifinale, in cui furono eliminati dal Borussia Dortmund - con una sconfitta sia all'andata che al ritorno per 1 a 0 - che si aggiudico poi il titolo, mentre nell'edizione 1997-98 il loro camminò si interruppe ai quarti per opera del Monaco (0 a 0 in trasferta e 1 a 1 in casa).

Il treble (1998-1999)[modifica | modifica sorgente]

David Beckham, protagonista del treble del Manchester United.

L'apice del successo fu raggiunto nel 1999, anno che sarà ricordato come quello del treble, che consiste nella vittoria nella stessa stagione di campionato, coppa nazionale e Champions League.

Acquistati il difensore olandese Jaap Stam e l'attaccante Dwight Yorke, attaccante dell'Aston Villa, oltre a Jesper Blomqvist del Parma, la squadra subì tre sconfitte in tutto il campionato. La battaglia per il titolo fu, comunque, serrata: il Manchester superò l'Arsenal in modo decisivo solo alla penultima giornata e all'ultimo turno vinse per 2-1 in rimonta all'Old Trafford contro il Tottenham Hotspur grazie a due grandissimi goal di David Beckham e Andy Cole, proclamandosi campione per la quinta volta in sette anni. Sette giorni dopo la vittoria per 2-1 contro il Newcastle United consentì ai Red Devils di sollevare la FA Cup. Lo United fu la prima squadra inglese a centrare il double per la terza volta.

Il double sarebbe presto divenuto treble. In Champions il Manchester aveva impressionato tutti uscendo imbattuto da un girone con Barcellona e Bayern Monaco, eliminando poi due grandi italiane, Inter e Juventus. L'altra squadra finalista, il Bayern Monaco, pure in corsa per il proprio treble, passò in vantaggio quasi subito con un gol su punizione di Mario Basler e dominò per tutta la partita, dove colpì anche due pali. Quando al 90° la coppa sembrava saldamente nelle mani dei Bavaresi l'arbitro Pierluigi Collina accordò tre minuti di recupero, dove la squadra inglese compì un incredibile rimonta: a seguito di un corner tutti i giocatori del Manchester si riversarono nell'area avversaria. Catturando un'affrettata respinta della difesa tedesca, Ryan Giggs dal limite calciò verso la porta avversaria. A pochi metri dalla porta il subentrato Sheringham raccolse quello che sembrava un innocuo pallone e beffò il portiere Oliver Kahn con un tocco di destro. Con i giocatori tedeschi visibilmente scossi, il Manchester ottenne, un minuto dopo il pareggio, un altro calcio d'angolo: la battuta di Beckham spiovve in area, dove la difesa del Bayern si fece di nuovo sorprendere dal tocco sotto misura di Ole Gunnar Solskjær, servito da Sheringham e anch'egli subentrato nella ripresa. Questo repentino uno-due consegnò agli inglesi la più insperata e straordinaria delle vittorie. Ai giocatori del Manchester non riuscì l'accoppiata con la Supercoppa europea, che fu vinta dalla Lazio. Pochi mesi dopo, però, a Tokyo, il Manchester vinse la Coppa Intercontinentale, battendo per 1-0 i brasiliani del Palmeiras.

Era post-treble (1999-oggi)[modifica | modifica sorgente]

Seguirono due altre affermazioni in campionato, nel 1999-2000 e nel 2000-2001. Nel 2001-2002 il club si classificò terzo, ma nella stagione 2002-2003 mise in bacheca l'ottavo titolo in undici anni. I due anni seguenti videro un solo trionfo, nella FA Cup 2003-2004, e segnarono la ricostruzione della rosa, con innesti di giovani promettenti quali Cristiano Ronaldo, Wayne Rooney.

Nel 2005 la squadra fu abbandonata da una colonna storica, Roy Keane, nel corso di una stagione negativa, caratterizzata per la prima volta in più di dieci anni dal mancato accesso agli ottavi di UEFA Champions League. Il secondo posto in campionato e l'eliminazione dalla FA Cup contro il Liverpool parvero sancire la fine del ciclo di Ferguson. Nel 2006 il Manchester United vinse comunque la Coppa di Lega e alla fine dell'anno perse Ruud Van Nistelrooy, ceduto al Real Madrid.

Nella stagione 2006-2007 si aggiudicò il titolo inglese con sei punti di vantaggio sul Chelsea, a quattro anni dall'ultima vittoria. La squadra sfiorò inoltre il quarto double della propria storia: i Red Devils, infatti, persero la finale di FA Cup per 1-0 contro il Chelsea. In Champions League fu il Milan, poi Campione d'Europa, a estromettere lo United in semifinale.

Ryan Giggs, giocatore più vincente della storia del Manchester United e attuale vice-allenatore.

La stagione 2007-2008 è stata una delle più feconde della storia del club. Dopo la vittoria della Supercoppa d'Inghilterra ai tiri di rigore contro il Chelsea, la squadra procede nel suo cammino in Champions League nel segno di un grande Cristiano Ronaldo che, nell'aprile del 2008, raggiunge i 38 gol stagionali e viene eletto per la seconda volta consecutiva miglior giocatore della Premier League. Dopo aver vinto il proprio raggruppamento, i Red Devils eliminano il Lione negli ottavi di finale, e la Roma nei quarti e il Barcellona in semifinale, qualificandosi per la finale di Mosca. L'11 maggio il club si conferma Campione d'Inghilterra (decimo titolo in sedici stagioni dalla fondazione della Premier League) battendo il Wigan Athletic al JJB Stadium e beneficiando del pareggio del Bolton Wanderers all'ultimo minuto contro il Chelsea. Dieci giorni dopo si laurea Campione d'Europa per la terza volta dopo aver prevalso ai rigori ancora contro il Chelsea, allo Stadio Lužniki di Mosca. In occasione della finale europea Ryan Giggs ha battuto il record di presenze con il Manchester precedentemente detenuto da Bobby Charlton.

La stagione 2008-2009 ha visto la squadra ripercorrere il trionfale cammino in campionato dell'anno precedente e aggiudicarsi il terzo titolo consecutivo. Dopo la sconfitta contro lo Zenit San Pietroburgo nella partita valevole per l'assegnazione della Supercoppa europea, i Red Devils hanno conquistato la Supercoppa inglese ai danni del Portsmouth ai tiri di rigore. Nel dicembre seguente il club si è aggiudicato la Coppa del mondo per club FIFA, sconfiggendo per 1-0 in finale la LDU Quito e laureandosi Campione del mondo per la seconda volta nella propria storia. Il 27 gennaio 2009, contro il West Bromwich Albion, il portiere del Manchester United Edwin van der Sar ha stabilito il nuovo primato di imbattibilità in Premier League (1032 minuti senza subire gol). La serie di successi è proseguita il 1º marzo, quando i Red Devils hanno vinto la Coppa di Lega superando il Tottenham con il punteggio di 4-1 dopo i tiri di rigore. Il 16 maggio, con una giornata di anticipo, la squadra ha vinto la Premier League per la terza volta di fila (e per la diciottesima volta il titolo nazionale, eguagliando il numero dei successi del Liverpool), prima compagine inglese a riuscire nell'impresa per due volte. Il 27 maggio ii Red Devils hanno disputato allo Stadio Olimpico di Roma ancora una la finale di Champions League, ma hanno avuto la peggio contro il Barcellona, uscito vittorioso per 2-0.

L'11 giugno 2009 il club ha accettato l'offerta di 80 milioni di sterline, equivalenti a 93 milioni di euro, del Real Madrid per Cristiano Ronaldo, fissando così l'acquisto più oneroso della storia del calcio. Nonostante la cessione del portoghese - sostituito da Michael Owen e Antonio Valencia, il debito totale della "Red Football Joint Venture" - la società controllante il Manchester United - raggiunse la somma di 819 milioni di euro. Il Manchester United è riuscito comunque ad aggiudicarsi la Coppa di Lega, battendo in finale l'Aston Villa per 2-1 e in Premier League si è piazzato secondo a un punto di distanza dal Chelsea. In Champions League la squadra di Ferguson è stata estromessa ai quarti di finale dal Bayern Monaco.

L'8 agosto 2010 la squadra di Sir Alex Ferguson conquista il Community Shield battendo per 3 a 1 il Chelsea di Ancelotti con i gol di Valencia, Berbatov e del giovane attaccante messicano Hernandez. Il 14 maggio 2011, grazie al pareggio esterno ottenuto ai danni del Blackburn, i Red Devils si laureano campioni d'Inghilterra per la diciannovesima volta nella loro storia. Il Manchester United riesce così a superare gli acerrimi rivali del Liverpool nel numero dei campionati vinti, portandosi a 19 titoli e lasciando i Reds a quota 18. Il 28 maggio 2011 vengono sconfitti nuovamente nella finale di Champions League disputata a Wembley dal Barcellona per 3-1.

Il 7 dicembre 2011 viene sconfitto 2-1 dal Basilea venendo eliminato dalla Champions League: per la prima volta nella storia della competizione la squadra finalista dell'edizione precedente viene eliminata nella fase a gironi. In campionato arriva secondo a pari punti coi rivali cittadini del Manchester Cityche si laureano campioni per la migliore differenza reti. Durante l'estate la squadra si rinforza notevolmente con l'acquisto del giapponese Kagawa e soprattutto dell'olandese Robin van Persie. Il 5 marzo 2013 il Manchester United viene eliminato negli ottavi di Champions League per mano del Real Madrid. Il successivo 22 aprile, grazie alla vittoria contro l'Aston Villa per 3-0 (tripletta di Robin van Persie), lo United si laurea per la 20ª volta campione d'Inghilterra. L'8 maggio seguente, dopo lunghe speculazioni in tal senso, il manager Sir Alex Ferguson annuncia il suo ritiro, dopo quasi 27 anni, da manager dei Red Devils. Il suo successore viene individuato nel connazionale David Moyes, ex allenatore dell'Everton, che il giorno dopo firma un contratto della durata di sei anni. Nella stagione successiva, con lui in panchina, dopo la conquista del Community Shield ad agosto (2-0 contro il Wigan), i Red Devils ottengono risultati molto deludenti: in campionato chiudono al settimo posto (risultato peggiore per i Red Devils in Premier League), non qualificandosi alla Champions League per la prima volta dal 1996 e rimanendo fuori dalle competizioni europee dopo ventiquattro anni (unico club inglese sempre presente dal 1990 al 2014), mentre in Champions League agli ottavi contro l'Olimpiacos perdono all'andata per 2-0 ma vincono 3-0 nella gara di ritorno ad Old Trafford (tripletta di Robin Van Persie). Vengono poi eliminati ai quarti di finale dal Bayern Monaco. Il 22 aprile 2014, con la sconfitta per 2-0 in casa dell'Everton, il club esonera David Moyes e nomina nuovo allenatore Ryan Giggs. Il 19 maggio 2014 viene ufficializzato l'ingaggio di Louis Van Gaal, in quel momento ct dell'Olanda, come allenatore dei Red Devils dopo i Mondiali 2014.[5] La campagna acquisti estiva è faraonica: a Manchester arrivano Ander Herrera dall'Athletic Bilbao per 42 milioni di euro, Luke Shaw dal Southampton per 40 milioni e Angel Di Maria dal Real Madrid per 75 milioni. Inoltre negli ultimi cinque giorni di mercato vengono acquistati il promettente difensore Daley Blind dall'Ajax per 13,5 milioni di euro e, nelle ultime ore di mercato, il fuoriclasse della nazionale colombiana Radamel Falcao dall'As Monaco per 65 milioni di euro. In tutto vennero sporsati circa 253,5 milioni di euro. L'inizio di stagione è però complicato: la squadra di Van Gaal, infatti, viene sconfitta ad Old Trafford dallo Swansea (1-2) al debutto in Premier League, mentre alla seconda giornata non riesce ad andare oltre l'1-1 sul campo del Sunderland. Qualche giorno più tardi arriva anche l'eliminazione nel secondo turno di League Cup per mano del MK Dons (0-4), club militante nella terza divisione inglese. Alla terza giornata i Red Devils pareggiano per 0-0 contro il Burnley al Turf Moor.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria del Manchester United Football Club

  • 1900-01 - 10° in Second Division.
  • 1901-02 - 15° in Second Division. La società cambia nome: fallisce il Newton Heath e nasce il Manchester United F.C..
  • 1902-03 - 5° in Second Division.
  • 1903-04 - 3° in Second Division.
  • 1904-05 - 3° in Second Division.
  • 1905-06 - 2° in Second Division. Green Arrow Up.svg Promosso in First Division.
  • 1906-07 - 8° in First Division.
  • 1907-08 - Premier league trophy icon.png Campione d'Inghilterra (1º titolo).
  • 1908-09 - 13° in First Division.
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (1º titolo).
FA Cup.png Vince la FA Cup (1º titolo).

  • 1910-11 - Premier league trophy icon.png Campione d'Inghilterra (2º titolo).
  • 1911-12 - 13° in First Division.
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (2º titolo).


FA Cup.png Vince la FA Cup (2º titolo).
Finalista di Charity Shield.

CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (3º titolo).
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (4º titolo).
Finalista di FA Cup.
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (5º titolo).
Finalista di FA Cup.

FA Cup.png Vince la FA Cup (3º titolo).
Finalista di Charity Shield.
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (6º titolo).
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (7º titolo).
Coppacampioni.png Vince la Coppa dei Campioni (1º titolo).
Finalista di Coppa Intercontinentale.

Finalista di FA Cup.
FA Cup.png Vince la FA Cup (4º titolo).
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (8º titolo).
Finalista di FA Cup.

FA Cup.png Vince la FA Cup (5º titolo).
Finalista di League Cup.
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (9º titolo).
FA Cup.png Vince la FA Cup (6º titolo).
Finalista di Charity Shield.
FA Cup.png Vince la FA Cup (7º titolo).

CommunityShield10.png Vince lo Charity Shield (10º titolo).
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (1º titolo).
Finalista di Football League Cup.
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (1º titolo).
Carling.png Vince la League Cup (1º titolo).
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (11º titolo).
FA Cup.png Vince la FA Cup (8º titolo).
Finalista di League Cup.
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (12º titolo).
Finalista di FA Cup.
FA Cup.png Vince la FA Cup (9º titolo).
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (13º titolo).
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (14º titolo).
Finalista di Charity Shield.
FAcup10.png Vince la FA Cup (10º titolo).
Coppacampioni.png Vince la Champions League (2º titolo).
Finalista di Charity Shield.
Finalista di Supercoppa UEFA.
Coppaintercontinentale.png Vince la Coppa Intercontinentale (1º titolo) .

Finalista di Charity Shield.
Finalista di League Cup.
CommunityShield.png Vince lo Community Shield (15º titolo).
FA Cup.png Vince la FA Cup (11º titolo).
Finalista di Community Shield.
Finalista di FA Cup.
Carling.png Vince la Football League Cup (2º titolo).
Finalista di FA Cup.
CommunityShield.png Vince lo Community Shield (16º titolo).
Coppacampioni.png Vince la Champions League (3º titolo).
CommunityShield.png Vince lo Community Shield (17º titolo).
Finalista di Supercoppa UEFA.
FIFA Club World Cup.svg Vince la Coppa del mondo per club (1º titolo).
Carling.png Vince la League Cup (3º titolo).
Finalista di Champions League.
Carling.png Vince la League Cup (4º titolo).

CommunityShield.png Vince lo Community Shield (18º titolo).
Finalista di Champions League.
CommunityShield.png Vince lo Community Shield (19º titolo).
CommunityShield10.png CommunityShield10.png Vince lo Community Shield (20º titolo).

Colori e simboli[modifica | modifica sorgente]

Colori[modifica | modifica sorgente]

Durante i primi anni della propria storia, quando il club si chiamava ancora Newton Heath, i colori sociali della prima maglia erano il giallo e il verde, tinte che vennero poi riprese nella divisa da trasferta durante i primi anni novanta del XX secolo. Nel 1902, quando il club venne ripristinato dopo il fallimento con il nome di Manchester United, vennero modificati anche i colori sociali. Si scelse il rosso per la maglietta, il bianco per i pantaloncini e il nero per i calzettoni. I colori sono tuttora quelli ufficiali.

Un'eccezione ai classici colori sociali fu fatta nella finale di FA Cup del 1902 persa contro il Bristol City, quando la squadra si presentò indossando una maglietta bianca con una sottile linea rossa che evidenziava il colletto a V. Questa uniforme fu poi riproposta durante gli anni venti, prima che lo United tornasse a indossare le classiche divise rosse.

Solitamente le divise da trasferta sono bianche con pantaloncini neri e calzettoni neri, ma altre uniformi sono state proposte durante la storia del club: una divisa a strisce verticali bianche e blu usata in alcuni incontri nel periodo che va dal 1903 al 1916, una completamente nera nella stagione 1994 e 2003 e una blu con una sottile linea orizzontale color argento nel 2000. Una delle seconde divise più famose è quella completamente grigia usata dallo United dalla stagione '96, la divisa fu abbandonata perché considerata poco visibile dagli stessi giocatori: in un incontro che vedeva di fronte il Southampton Football Club, all'intervallo il risultato era di 3-0 per i Saints di Southampton. Nel secondo tempo i diavoli rossi si presentarono con la terza divisa a strisce bianche e blu ma riuscirono a realizzare solo il gol della bandiera. Il risultato di 3-1 fu l'ultimo visto dalla divisa completamente grigia dello United[7].

Un'altra storica seconda divisa dei Red Devils si componeva di una maglietta reversibile, bianca con maniche nere e finiture color oro su un lato e viceversa sull'altro lato della maglia. La divisa, commemorativa per i 100 anni dal cambio di nome (da Newton Heath a Manchester United) fu l'ultima fornita dallo sponsor tecnico Umbro, prima che il club siglasse il nuovo accordo con la Nike.

La terza maglia dello United è tradizionalmente blu, in omaggio alla divisa indossata nella vittoria della Coppa dei Campioni del 1968. In passato sono state fatte alcune eccezioni, inclusa una versione giallo brillante indossata nei primi anni settanta, la già menzionata divisa a strisce blu e bianche introdotta dal 1996 e che risultò essere la preferita dai tifosi oltre ad una bianca con due strisce orizzontali, una rossa ed una nera usata nel 2004. Lo United ha usato come terza maglia anche la classica divisa da allenamento, come l'uniforme completamente nera utilizzata nella stagione 1998-99 e una blu scura con lati marroni nel 2001 per le partite contro il Southampton e PSV Eindhoven.

Simboli ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma utilizzato tra gli anni '60 e '70.

Lo stemma del Manchester United è stato modificato in diverse occasioni, anche se la base è rimasta la stessa. Il logo deriva dallo stemma cittadino e il diavolo trae origine dal soprannome della squadra: The Red Devils (I Diavoli Rossi), nomignolo adottato agli inizi degli anni sessanta dopo che Matt Busby sentì chiamare così i componenti della squadra di rugby di Salford, caratterizzata dalle maglie rosse. A partire dalla fine degli anni '60 il diavolo iniziò a comparire sulle sciarpe, prima di essere incorporato nel logo ufficiale durante gli anni settanta assieme al tridente. Nel 1998 lo stemma perse la dicitura "Football Club", ma il cambiamento non fu ben accetto da alcuni sostenitori, che vissero questa novità come una scelta rivolta più al business.

Società[modifica | modifica sorgente]

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Finora il club ha avuto solo quattro sponsor principali sulle magliette: lo storico Sharp Electronics, presente dal 1982 al 2000, la Vodafone capace di siglare un contratto da 30 milioni di sterline (45 milioni di euro) per quattro anni, e le società di assicurazione statunitensi AIG, e Aon. La prima è stata presente sulle maglie dei Red Devils dal 2006 al 2010, con un contratto da 14 milioni di sterline l'anno (21 milioni di euro), diventando il contratto di sponsorizzazione più alto di sempre, superato solo dall'offerta dell'organizzazione no profit Qatar Foundation che ha siglato un accordo da 30 milioni di euro l'anno con il Barcellona. Aon è comparsa sulle maglie dello United dalla stagione 2010/2011 con un contratto da 20 milioni di euro l'anno. Nell'agosto del 2011 il Manchester United ha annunciato un accordo di sponsorizzazione con la società di trasporti tedesca DHL. il logo dell'azienda apparirà sulle maglie pre gare e d'allenamento. Questa è la prima volta che una squadra di calcio presenta un secondo sponsor per le maglie d'allenamento. L'accordo è un quadriennale da 40 milioni di sterline (quasi 46 milioni di euro), e conferma il Manchester United leader del marketing nel mondo del calcio.

Così come lo sponsor ufficiale, anche il fornitore tecnico è stato cambiato poche volte nella storia dello United. Il primo fu la Admiral, seguito dalla Adidas a metà anni ottanta e dalla Umbro nel 1992. La Nike arrivò sulle magliette dei Red Devils siglando un contratto da 302,9 milioni di sterline (455 milioni di euro) per 13 anni. Inizialmente l'accordo prevedeva la possibilità di rescissione nel 2008 da parte della Nike, opzione inutilizzata e che anzi, ha visto allungare la partnership almeno fino al 2015.

È il 3° club al mondo per fatturato con 349,8 milioni di euro: 122,4 derivano dagli introiti, 128 dai diritti tv, 99,4 dai diritti commerciali. Allo sponsor Aon versa 23 milioni l'anno e a Nike 28,7. Per il mercato negli ultimi tre anni ha speso 102,3 milioni. Nel periodo 2005-09 ha venduto 1,5 milioni di magliette.

Abbigliamento tecnico

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Sponsor ufficiale

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Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori del Manchester United F.C..
600px Rosso con scudo forcone e barca Gialli.png
Allenatori

Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Manchester United F.C..

Capitani[modifica | modifica sorgente]

Periodo[10] Nome Note
1878–1882 Inghilterra Sam Black Primo capitano noto
1882 Inghilterra E. Thomas
1882–1883 Sconosciuto
c.1883–1887 Inghilterra Sam Black
c.1887–1890 Galles Jack Powell
1890–1892 Sconosciuto
1892–1893 Scozia Joe Cassidy
1893–1984 Sconosciuto
c.1894 Scozia James McNaught
1894–1896 Sconosciuto
c.1896–1903 Inghilterra Harry Stafford Capitano del Newton Heath e primo capitano del Manchester United
1903–1904 Sconosciuto
c.1904–1905 Scozia Jack Peddie Primo capitano non inglese
c.1905–1912 Inghilterra Charlie Roberts
1912–1913 Inghilterra George Stacey
1913 Inghilterra Dick Duckworth
1914 Inghilterra George Hunter
1914–1915 Inghilterra Patrick O'Connell
1915–1919 Nessuno Sospensione dell'attività calcistica per via della prima guerra mondiale
1919–1922 Sconosciuto
c.1922–1928 Inghilterra Frank Barson
c.1928–1931 Inghilterra Jack Wilson
1931–1932 Scozia George McLachlan
1932 Inghilterra Louis Page
1932–1935 Sconosciuto
c.1935–1939 Scozia James Brown
1939–1945 Nessuno Sospensione dell'attività calcistica per via della seconda guerra mondiale
1945–1953 Irlanda Johnny Carey Primo capitano del dopoguerra e primo a non provenire dal Regno Unito
1953–1954 Inghilterra Stan Pearson
1954–1955 Inghilterra Allenby Chilton Capitano per una sola stagione dopo il ritiro di Johnny Carey
1955–1958 Inghilterra Roger Byrne Morto nel disastro aereo di Monaco di Baviera del 1958
1958–1959 Inghilterra Bill Foulkes
1959–1960 Inghilterra Dennis Viollet
1960–1962 Inghilterra Maurice Setters
1962–1964 Irlanda Noel Cantwell
1964–1967 Scozia Denis Law
1967–1973 Inghilterra Bobby Charlton
1973 Scozia George Graham
1973–1975 Scozia Willie Morgan
1975–1982 Scozia Martin Buchan
1982 Inghilterra Ray Wilkins
1982–1994 Inghilterra Bryan Robson Capitano più longevo nella storia del Manchester United
1994–1996 Inghilterra Steve Bruce
1996–1997 Francia Eric Cantona Primo capitano del Manchester United a non provenire dal Regno Unito né dalla Repubblica d'Irlanda
1997–2005 Irlanda Roy Keane Capitano più vincente nella storia del Manchester United
2005–2010 Inghilterra Gary Neville Primo capitano nato a Greater Manchester dall'epoca di Roger Byrne
2010–2014 Serbia Nemanja Vidić Secondo capitano del Manchester United non proveniente dal Regno Unito né dalla Repubblica d'Irlanda
2014- Inghilterra Wayne Rooney

Vincitori di titoli[modifica | modifica sorgente]

Inghilterra Bobby Charlton (Inghilterra 1966)
Inghilterra John Connelly (Inghilterra 1966)
Inghilterra Nobby Stiles (Inghilterra 1966)
Danimarca Peter Schmeichel UEFA European Cup.svg (Svezia 1992)

Premi individuali[modifica | modifica sorgente]

Denis Law: 1964
Bobby Charlton: 1966
George Best: 1968
Cristiano Ronaldo: 2008
Cristiano Ronaldo: 2008
Cristiano Ronaldo: 2008

Organico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Manchester United Football Club 2013-2014.

Rosa 2014-2015[modifica | modifica sorgente]

Rosa, numerazione e ruoli, tratti dal sito ufficiale, sono aggiornati al 2 settembre 2014.[11]

N. Ruolo Giocatore
1 Spagna P David de Gea
2 Brasile D Rafael da Silva
3 Inghilterra D Luke Shaw
4 Inghilterra D Phil Jones
5 Argentina D Marcos Rojo
6 Irlanda del Nord D Jonny Evans
7 Argentina C Ángel Di María
8 Spagna A Juan Mata
9 Colombia A Radamel Falcao
10 Inghilterra A Wayne Rooney (capitano)
11 Belgio C Adnan Januzaj
12 Inghilterra D Chris Smalling
N. Ruolo Giocatore 600px Rosso con scudo forcone e barca Gialli.png
13 Danimarca P Anders Lindegaard
16 Inghilterra C Michael Carrick
17 Paesi Bassi D Daley Blind
18 Inghilterra C Ashley Young
20 Paesi Bassi A Robin van Persie
21 Spagna C Ander Herrera
24 Scozia C Darren Fletcher (vice capitano)
25 Ecuador C Antonio Valencia
28 Brasile C Anderson
31 Belgio C Marouane Fellaini
35 Inghilterra C Jesse Lingard
42 Inghilterra D Tyler Blackett

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

I trofei del treble dello United nel 1999: da sinistra: Premier League, Champions League e FA Cup.

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

55 trofei

1907-1908, 1910-1911, 1951-1952, 1955-1956, 1956-1957, 1964-1965, 1966-1967, 1992-1993, 1993-1994, 1995-1996, 1996-1997, 1998-1999, 1999-2000, 2000-2001, 2002-2003, 2006-2007, 2007-2008, 2008-2009, 2010-2011, 2012-2013
1908-1909, 1947-1948, 1962-1963, 1976-1977, 1982-1983, 1984-1985, 1989-1990, 1993-1994, 1995-1996, 1998-1999, 2003-2004
1991-1992, 2005-2006, 2008-2009, 2009-2010
1908, 1911, 1952, 1956, 1957, 1965[12], 1967[13], 1977[12], 1983, 1990[12], 1993, 1994, 1996, 1997, 2003, 2007, 2008, 2010, 2011, 2013

Competizioni nazionali minori[modifica | modifica sorgente]

1935-1936, 1974-1975

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

7 trofei

1999
2008
1967-1968, 1998-1999, 2007-2008
1990-1991
1991

Altri piazzamenti e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Campionato inglese
secondo posto: First Division: 1946-1947, 1947-1948, 1948-1949, 1950-1951, 1958-1959, 1963-1964, 1967-1968, 1979-1980, 1987-1988, 1991-1992; FA Premier League: 1994-1995, 1997-1998, 2005-2006; Premier League: 2009-2010, 2011-2012
  • Coppa d'Inghilterra
finalista: 1956-1957, 1957-1958, 1975-1976, 1978-1979, 1994-1995, 2004-2005, 2006-2007
  • Coppa di Lega inglese
finalista: 1982-1983, 1990-1991, 1993-1994, 2002-2003
  • Supercoppa d'Inghilterra
secondo posto: Charity Shield: 1948, 1963, 1985, 1998, 1999, 2000, 2001; Community Shield: 2004, 2009
  • Champions League:
finalista: 2008-2009, 2010-2011
  • Supercoppa UEFA
finalista: 1999, 2008
  • Coppa Intercontinentale:
finalista: 1968
  • BBC Sports Personality of the Year Team Award: 2
1968, 1999
2006

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica sorgente]

Piazzamenti in Premiership[modifica | modifica sorgente]

20 12º 2
13 13º 3
6 14º 2
7 15º 2
2 16º 2
2 17º 1
2 18º 3
6 19º 1
3 20º 0
10º 1 21º 2
11º 3 22º 2

Statistiche di squadra[modifica | modifica sorgente]

  • Il Manchester United è l'unica squadra inglese ad aver vinto il treble: Premier League, Champions League e FA Cup nel 1999.
  • Il Manchester United detiene il record di successi in Premier League: 12 titoli in 20 partecipazioni (dalla stagione 1992-93).
  • Il Manchester United è la squadra inglese con il maggior numero di double ottenuti (Premier League e FA Cup). Ci è riuscito quattro volte: il primo double risale al 1993-94 (la squadra mancò per poco il treble in patria dopo aver perso la finale di League Cup), il secondo al 1995-96, il terzo al 1998-99, stagione in cui il Manchester United centrò il treble con la conquista della Champions League, e al 2007-2008, quando i Diavoli Rossi si sono aggiudicati Premier League e Champions League.
  • Il 29 ottobre 2005 il Manchester United è stato il primo club a superare la soglia dei 1.000 gol realizzati in Premier League dall'anno della fondazione: il 1992.
  • Lo United detiene il record di vittoria casalinga più ampia della Premier League: Manchester United - Ipswich Town 9-0 (4 marzo 1995).
  • Il Manchester United detiene il record di vittorie in FA Cup (11) e di partecipazioni alla finale (18).
  • Il più longevo allenatore di una squadra inglese è stato del Manchester United: Matt Busby, per 26 anni tecnico dei Red Devils (dal 1944 al 1969 e 1970/71).
  • Solo 4 squadre inglesi sono riuscite a vincere il titolo tre volte consecutivamente: Huddersfield Town (1923-24, 1924-25, 1925-26), Arsenal (1932-33, 1933-34, 1934-35), Liverpool (1981-82, 1982-83, 1983-84) e Manchester United (1998-99, 1999-00, 2000-01 e 2006-07, 2007-08, 2008-09). Lo United è stata però l'unica squadra a farcela due volte, con lo stesso allenatore e nell'attuale Premier League.
  • Lo United detiene il record di 14 vittorie consecutive realizzato in Second Division nella stagione 1904-05.
  • I Red Devils detengono il record di spettatori per una partita di Premier League (76.098 nella sfida contro il Blackburn Rovers del 31 marzo 2007) e per una partita di First Division (83.260 nel match con l'Arsenal del 17 gennaio 1948[5]).
  • La finale di Community Shield del 2007 vede contrapposti il Manchester United ed il Chelsea. Dopo l'1-1 dei tempi regolamentari (Giggs, Malouda) si va ai rigori: per il Manchester United segnano Ferdinand, Carrick e Rooney, mentre i rigori del Chelsea (Pizarro, Lampard e Wright-Phillips), vengono tutti parati dal portiere Edwin van der Sar.

Statistiche individuali[modifica | modifica sorgente]

[14]

Primatisti di presenze[modifica | modifica sorgente]

# Nome Periodo Presenze Gol
1 Galles Ryan Giggs attuale vice-allenatore 1990 - 2014 963 169
2 Inghilterra Bobby Charlton 1956 - 1973 758 249
3 Inghilterra Paul Scholes 1993 - 2013 719 156
5 Inghilterra Bill Foulkes 1952 - 1970 688 9
4 Inghilterra Gary Neville 1992 - 2011 602 7
6 Inghilterra Alex Stepney 1966 - 1978 539 2
7 Irlanda Tony Dunne 1960 - 1973 536 2
8 Irlanda Denis Irwin 1990 - 2002 529 33
9 Inghilterra Joe Spence 1919 - 1933 510 168
10 Scozia Arthur Albiston 1974 - 1988 485 7

Primatisti di reti[modifica | modifica sorgente]

# Nome Periodo Presenze Gol Media reti
1 Inghilterra Bobby Charlton 1956 - 1973 758 249 0.33
2 Scozia Denis Law 1962 - 1973 444 237 0.59
3 Inghilterra Wayne Rooney 2004 - 445 217 0.48
4 Inghilterra Jack Rowley 1937 - 1955 424 212 0.50
5= Inghilterra Dennis Viollet 1953 - 1962 293 179 0.61
5= Irlanda del Nord George Best 1963 - 1974 470 179 0.38
7 Galles Ryan Giggs 1990 - 2014 957 169 0.18
8 Inghilterra Joe Spence 1919 - 1933 510 168 0.33
9 Galles Mark Hughes 1983 - 1986, 1988 - 1995 466 164 0.35
10 Inghilterra Paul Scholes 1994 - 2013 719 156 0.22
11 Paesi Bassi Ruud van Nistelrooy 2001 - 2006 220 150 0.68


Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

Tifosi del Manchester United all'Old Trafford

Prima della seconda guerra mondiale pochi tifosi inglesi viaggiavano per seguire le partite fuori casa della propria squadra del cuore. I motivi erano diversi: costi, tempi e difficoltà logistiche nell'affrontare un viaggio che, vista la scarsa diffusione del mezzo a quattro ruote nei primi anni del XIX secolo, solo raramente veniva effettuato in auto. Le due squadre di Manchester, lo United e il City, giocavano in casa alternativamente di sabato ed era consuetudine, per i cittadini, seguire una volta una e una volta l'altra squadra della città. Dopo la guerra, però, si instaurò una forte rivalità tra i due ambienti e fu così che i tifosi si ritrovano a scegliere di seguire esclusivamente l'una o l'altra squadra.

Quando lo United vinse la Premiership del 1955-1956, lo fece con la più alta affluenza media di spettatori per le partite casalinghe del campionato, record fino ad allora detenuto stabilmente dal Newcastle United. Dopo il disastro aereo di Monaco del 1958, nuovi tifosi si unirono a quelli già presenti e iniziarono ad assistere alle partite dei Red Devils. Ciò provocò un repentino aumento del numero di tifosi del Manchester United ed è tuttora uno dei motivi per cui la squadra registra quasi ogni anno la più alta affluenza media di tifosi allo stadio[15][16].

Un'indagine del 2002 intitolata "Do you come from Manchester?"[17] mostra come la maggior parte dei tifosi del Manchester City provenga dalla città di Manchester, mentre la maggior parte dei cittadini di Manchester sia tifoso dello United.

Sul finire degli anni novanta e all'inizio del nuovo millennio i tifosi del Manchester United cominciarono a temere la possibilità che il club venisse acquisito sul mercato borsistico. Il gruppo di tifosi IMUSA (Independent Manchester United Supporters' Association) furono estremamente attivi per opporsi al tentativo di takeover da parte di Rupert Murdoch nel 1998. Si formò un altro gruppo, il Shareholders United Against Murdoch (divenuto poi il Shareholders United e in seguito rinominato in Manchester United Supporters' Trust), per incoraggiare i tifosi dei Red Devils ad acquistare sul mercato azioni della società, così da avere un maggior potere contrattuale per dire la propria sui problemi dei tifosi quali il costo dei biglietti e la loro ripartizione e soprattutto per ridurre il rischio di possibili acquisizioni ostili. Nonostante l'impegno, non si poté fare molto per contrastare la scalata di Malcolm Glazer, dopo la quale alcuni tifosi si staccarono dalla propria squadra del cuore per fondare un nuovo club, lo United of Manchester.

Malgrado l'avversione verso i nuovi proprietari del Manchester United, l'affluenza media è continuata a crescere e gli eccellenti risultati sportivi del club hanno riacceso l'entusiasmo dei tifosi. Negli anni recenti è stato molto acceso il dibattito sulla mancanza di atmosfera per alcune partite all'Old Trafford, ma durante la stagione stagione 2006-2007 in diverse occasioni i tifosi hanno dimostrato la loro passione per lo United.

Rivalità[modifica | modifica sorgente]

La rivalità tra Liverpool e Manchester United è paragonabile al Derby d'Italia, per questo la sfida è conosciuta anche come Derby d'Inghilterra.

Un'altra grande rivalità che i tifosi vivono è quella con i londinesi dell'Arsenal e ultimamente con il Chelsea, ma anche con il Leeds United esiste una forte rivalità.

Ovviamente il derby giocato con la concittadina del Manchester City è un'altra delle sfide di rilievo per i tifosi dello United. Soprattutto dopo l'acquisto dello United da parte dello statunitense Malcolm Glazer, i sostenitori del City cantano il coro "Usa, Usa, Usa" durante i derby cittadini, proprio per ricordare l'odiata proprietà ai rivali del Manchester United. Da menzionare il derby della stagione 2005-2006 perso dai Red Devils contro i concittadini per 3-1. Al suo terzo gol segnato, Robbie Fowler festeggiò con la mano aperta rivolta ai tifosi dello United[18]: l'intento fu quello di ricordare la quinta Champions League vinta dal Liverpool (di cui Fowler è stato giocatore ed è tifoso): una doppia beffa per i seguaci del Manchester United, proprio per la forte rivalità che divide i Diavoli Rossi dai Reds di Liverpool e dai concittadini del City.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'Inghilterra è del Man Utd, ecco i re della Premiership, Gazzetta.it, 16 maggio 2009. URL consultato il 17 marzo 2014.
  2. ^ Attendances, european-football-statistics.co.uk. URL consultato il 17 marzo 2014.
  3. ^ Who's afraid of Rupert Murdoch?, bbc.co.uk, 9 settembre 1998. URL consultato il 31 marzo 2008.
  4. ^ Manchester United: Rooney nuovo capitano.
  5. ^ Louis Van Gaal nuovo allenatore del Manchester United in SportLive.it
  6. ^ Smailes, op. cit., pag.24.
  7. ^ La BBC titola: "Grey day for Manchester United", traduzione: "Giornata grigia per il Manchester United"[1]
  8. ^ Manchester United, sponsor record: 941 milioni in 10 anni - Calcio - Sportmediaset
  9. ^ Chevy's $600 million Manchester United deal turning into a fiasco
  10. ^ Michael Crick, Manchester United: The Complete Fact Book, 2nd edition, Londra, Profile Books, 1999, pp. 46–47, ISBN 1-86197-206-7.
  11. ^ (EN) manutd.com, First Team Players. URL consultato il 2 settembre 2013.
  12. ^ a b c Titolo condiviso con il Liverpool
  13. ^ Titolo condiviso con il Tottenham Hotspur
  14. ^ Dati aggiornati al 3 dicembre 2011 secondo le statistiche ufficiali [2]. I nomi in grassetto sono tuttora giocatori del Manchester United
  15. ^ Dati forniti da european-footbal-statistics.co.uk
  16. ^ In due delle stagioni nelle quali lo United non ha registrato la più alta affluenza media lo stadio Old Trafford era in ristrutturazione (1971-72 e 1992-93)
  17. ^ Indagine "Provieni da Manchester?" del 2002 riferita all'anno 2001[3]
  18. ^ Il sito della BBC riporta: "Robbie Fowler's reminder to United fans of Liverpool's five European Cup wins [...] «ran past our fans showing five fingers» [...]", traduzione: "Robbie Fowler ricorda ai tifosi del Manchester United le cinque Coppe dei Campioni del Liverpool [...] «è corso incontro ai nostri fan mostrando le cinque dita»"[4]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Max Arthur, The Busby Babes: Men of Magic, Mainstream Publishing, 2008, ISBN 1-84596-341-5.
  • (EN) Eamonn Dunphy, A Strange Kind of Glory: Sir Matt Busby and Manchester United, Aurum Press Ltd, 2007, ISBN 1-84513-255-6.
  • (EN) Andrew Endlar, Manchester United: The Complete Record, Orion, 2007, ISBN 0-7528-9084-0.
  • (EN) Ken Ferris, Manchester United - Tragedy, Destiny, History, Mainstream Publishing, 2001, ISBN 1-84018-396-9.
  • (EN) Bill Foulkes, Ivan Ponting, Bill Foulkes: United in Triumph and Tragedy, Know the Score Books, 2008, ISBN 1-905449-78-X.
  • (EN) David Hall, Manchester's Finest: How the Munich Air Disaster Broke the Heart of a Great City, Bantam Press, 2008, ISBN 0-593-05922-0.
  • (EN) Ivan Ponting, Match of My Life: Manchester United, Know the Score Books, 2007, ISBN 1-905449-59-3.
  • (EN) John Roberts, The Team That Wouldn't Die: The Story of the Busby Babes, Aurum Press Ltd, 2008, ISBN 1-84513-301-3.
  • (EN) Norman Whiteside, Determined: The Autobiography, Headline Book Publishing, 2008, ISBN 0-7553-1598-7.
  • (EN) Gordon Smailes, The Breedon Book of Football League Records, Derby (UK), The Breedon Books Publishing Company Limited, 1992, ISBN 1-873626-33-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]