Camp Nou

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Coordinate: 41°22′51.2″N 2°07′22.19″E / 41.380889°N 2.122831°E41.380889; 2.122831

Camp Nou
Nou Camp
Camp Nou aerial (cropped).jpg
Informazioni
Stato Spagna Spagna
Ubicazione Coat of Arms of Barcelona.svg Barcellona
Avinguda Aristides Maillol 08028
Inizio lavori 1953
Inaugurazione 1957
Struttura Pianta ellittica
Copertura Tettoia su settore centrale
Pista d'atletica no
Costo 288 milioni di pesetas
Ristrutturazione 1982, 1994
Mat. del terreno Erba
Dim. del terreno 105 m × 68 m
Proprietario 600px Catalano azulgrana.png Futbol Club Barcelona
Progetto Francesc Mitjans, Lorenzo Barbón e Josep Soteras
Uso e beneficiari
Calcio Barcellona Barcellona
Capienza
Posti a sedere 99 354
 
Il motto "Més que un club" (Più di un club) all'interno dello stadio.

Il Camp Nou (kam ˈnɔw, catalano: Campo nuovo), conosciuto anche come Nou Camp, è uno stadio di calcio sito a Barcellona, in Spagna. Con una capacità di 99 354 spettatori è il più capiente stadio di Spagna e di tutta l'Europa, davanti al nuovo impianto londinese di Wembley (90 000) e al Santiago Bernabéu di Madrid (85 454).

Lo stadio ospita le partite casalinghe della prima squadra calcistica del Barcellona. Il nome ufficiale della struttura fu fino alla stagione 2000-2001 Estadi del Futbol Club Barcelona.[1] Un referendum tra i soci decretò il cambiamento del nome ufficiale in Camp Nou, denominazione con la quale l'impianto era indicato informalmente dal 1957, anno della sua costruzione in sostituzione del vecchio stadio di Les Corts. Vicino all'imponente struttura sono presenti altre installazioni del club come La Masia e il Mini Estadi, lo stadio in cui giocano il Futbol Club Barcelona Atlètic e la nazionale di Andorra.

Il Camp Nou è stato spesso utilizzato anche per eventi extra-calcistici, numerose star internazionali come Michael Jackson, U2 e Bruce Springsteen si sono esibite in concerto al Camp Nou. Molti altri artisti, fra cui lo stilista Dirk Bikkembergs, hanno avuto la possibilità di utilizzare l'impianto per mostre e sfilate.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Camp Nou fu inaugurato il 24 settembre 1957, tre anni dopo la posa della prima pietra, sotto la presidenza di Francesc Miró-Sans, che spese 288 milioni di pesetas[2] per sostituire il vecchio impianto di Les Corts e per rispondere al Real Madrid che da poco aveva eretto l'Estadio Santiago Bernabéu. Per l'occasione fu organizzata una amichevole contro il Legia Varsavia battuto per 4-2, il primo gol segnato nel nuovo stadio fu di Eulogio Martínez.[3] Inizialmente era previsto che il nuovo stadio portasse il nome del fondatore del club Joan Gamper ma viste le opposizioni di molte autorità dell'epoca, la giunta direttiva optò per un nome più sobrio: Estadio del Club de Fútbol Barcelona.[4]
Il nuovo stadio sostituiva il Campo de Les Corts e consentiva uno spettacolare incremento della massa sociale del FC Barcelona. Nacque dalla matita degli architetti Francesc Mitjans, Lorenzo García Barbón e Josep Soteras. La capacità iniziale era di 93 053 posti che fu aumentata a 121 749 in occasione dei Mondiali del 1982 e successivamente ridotta a 87 772.
Nel 1961, con i soldi della cessione di Suarez, il Barcellona completò lo stadio.[5]
Nel 2001 con Joan Gaspart il nome dello stadio fu ufficialmente cambiato in Camp Nou.[6]

Il Camp Nou ha ospitato due finali di Coppa dei Campioni/UEFA Champions League: il 24 maggio 1989 quando il Milan di Arrigo Sacchi travolse la Steaua Bucarest per 4-0 e il 26 maggio 1999 in occasione della rocambolesca finale tra Manchester United e Bayern Monaco. In totale sono cinque le finali europee svoltesi al Camp Nou a cui si aggiungono le numerose finali di Coppa del Re e le partite delle fasi finali dell'Europeo del 1964 e del Mondiale del 1982. Lo stadio ospita El Museu del Barça, inaugurato nel 1984 sotto la presidenza di Josep Lluís Nuñez, è il museo più visitato della Catalogna.

Rinnovamenti futuri[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni trofei esposti nel museo del Barcellona, all'interno del Camp Nou.

Sarà l'architetto inglese Norman Foster a rinnovare l'impianto catalano, dal punto di vista tecnico verranno aggiunti dieci nuovi livelli che porteranno la capienza a 106 000 spettatori, inoltre verrà creata una copertura che proteggerà gli spettatori dagli agenti atmosferici ma che allo stesso tempo, grazie alla sua mobilità, consentirà alla luce del sole di raggiungere il terreno di gioco. Saranno inoltre costruiti nuovi parcheggi sotterranei, nuovi spogliatoi e una nuova tribuna autorità. La novità più interessante però riguarda la facciata esterna che sarà completamente ricoperta da pannelli rossi, blu, dorati e bianchi e che di notte saranno illuminati per creare spettacolari giochi di luce, un po’ come accade già all’Allianz Arena di Monaco di Baviera. L'intera facciata dello stadio sarà come un mosaico che riprenderà i colori della squadra (blu e granata) e i colori della bandiera catalana (giallo e rosso). Per il mosaico Foster si è dichiaratamente ispirato a Gaudí, riscoprendo la tecnica centennale del trencadís, resa celebre proprio dal grande artista spagnolo. I lavori non impediranno al Barça di giocare le partite casalinghe nel loro storico stadio.

Museo[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio ospita anche, nella tribuna principale, un museo dedicato alla storia del Futbol Club Barcelona. Inaugurato nel 1994, accoglie ogni anno centinaia di migliaia di visitatori, con un picco di oltre 1 600 000 ingressi registrato nel 2011[7].

Il percorso espositivo, su una superficie di oltre 3 500 , permette di ripercorrere la storia del club attraverso memorabilia, opere d'arte e un archivio con molti documenti, video e immagini sulla storia della squadra. Nell'esposizione è incluso il giro dello stadio.

Il Camp Nou durante Barcellona - Levante del 20 aprile 2013.

Partite internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Europeo 1964

Mondiale 1982

Coppe europee

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]