Stadio Artemio Franchi

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Coordinate: 43°46′50.96″N 11°16′56.13″E / 43.780822°N 11.282258°E43.780822; 11.282258

Stadio Artemio Franchi
Soccer in Florence, Italy, 2007.jpg
Informazioni
Ubicazione FlorenceCoA.svg Firenze
Viale Manfredo Fanti 4
Italia Italia
Inizio lavori 1930
Inaugurazione 1931
Struttura Pianta a D
Struttura in cemento armato
Copertura Tribuna centrale
Pista d'atletica rimossa nel 1990
Costo L. 6 500 000
Ristrutturazione 1990, 2013
Costi di ricostr. L. 76 000 000 000
Mat. del terreno Erba
Dim. del terreno 105 m × 68 m
Area totale 50 000 
Proprietario FlorenceCoA.svg Comune di Firenze
Progetto Alessandro Giuntoli
Prog. strutturale Pier Luigi Nervi
Uso e beneficiari
Calcio Fiorentina Fiorentina
(1931-)
Capienza
Posti a sedere 43 147[1]
 

Lo stadio comunale Artemio Franchi (in passato stadio comunale Giovanni Berta[2] e stadio Comunale) è il principale impianto calcistico di Firenze e uno dei più importanti e principali stadi italiani, sede degli incontri interni dell'ACF Fiorentina.

La struttura, situata nel quartiere di Campo di Marte e costruita tra il 1930 e il 1932 nell'area in cui sorgeva il dismesso aerodromo di Campo di Marte, venne progettata nel 1929 dall'ingegnere Pier Luigi Nervi su iniziativa del marchese Luigi Ridolfi da Verrazzano. È un esempio del Razionalismo italiano, ed è ricca di elementi innovativi e avveniristici per l'epoca, come la pensilina priva di sostegni intermedi, le scale elicoidali e la torre di Maratona[3]; l'ingresso principale venne invece progettato da Alessandro Giuntoli. Altro importante elemento è il terreno di gioco, il cui drenaggio è considerato tra i migliori d'Europa[4]. Lo stadio, che può ospitare 47 282 spettatori, risulta il più capiente impitanto sportivo del capoluogo toscano e il quinto stadio italiano per capienza, anche se nel corso della sua storia si è arrivati anche ad una capienza di oltre 70 000 posti; il costo totale della sua realizzazione fu di oltre L. 6 500 000. Dal 1993 lo stadio è intitolato ad Artemio Franchi, tra i più importanti dirigenti sportivi italiani.

Lo stadio fu sede di alcuni incontri calcistici della Coppa del Mondo del 1934, delle Olimpiadi del 1960 e del campionato europeo del 1968, oltre che di altri incontri internazionali. Ospitò inoltre quattro partite del Coppa del Mondo del 1990, in vista del quale, alla fine degli anni ottanta, fu ristrutturato tramite abbassamento del terreno di gioco ed eliminazione della pista di atletica[3]. Oltre al calcio, l'impianto venne anche utilizzato per altri sport, come il baseball, il pugilato, l'atletica leggera e il ciclismo, fungendo da arrivo per alcune tap­pe del Giro d'Italia; lo stadio fu inoltre teatro della strage dei martiri del Campo di Marte e di una visita pastorale di papa Giovanni Paolo II, nel 1986.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Premesse[modifica | modifica sorgente]

Luigi Ridolfi da Verrazzano

Agli inizi del XX secolo, nel capoluogo toscano il calcio veniva giocato dalle varie squadre della città presso il parco delle Cascine, in particolare nel prato del Quercione[5]; dal 1917, tuttavia, palazzo Vecchio decise di vietare la pratica calcistica nella maggiore zona verde della città[4]. I club si videro così costretti a trovare nuovi terreni di gioco; in particolare, il Club Sportivo Firenze si trasferì nel vicino velodromo, mentre la Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas si spostò in un impianto situato tra via Paisiello e la Ferrovia[4]. Quest'ultimo si rivelò tuttavia insufficiente a sostenere il gran numero di tifosi della Libertas, i cui soci scelsero così un appezzamento di terra tra via Maragliano e via Bellini, al tempo nella periferia della città, dove poter costruire il loro nuovo stadio[4].

Lo Stadio Velodromo Libertas, inaugurato il 22 aprile 1922, divenne presto anch'esso incapace di far fronte alle esigenze dell'Associazione Calcio Fiorentina — società calcistica nata nel 1926 con la fusione tra il Club Sportivo e la Libertas[6] — che giocava le proprie partite interne in tale struttura[5]. Il primo presidente della Fiorentina fu il marchese Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano; appartenente a una delle più antiche famiglie nobili della città, il marchese, che all'epoca era anche segretario generale del Fascio di Firenze, ritenne necessaria, ancora prima di fondare la società, la costruzione di un grande impianto cittadino, che potesse competere con le altre strutture calcistiche dell'epoca[7].

Il progetto[modifica | modifica sorgente]

L'ingegner Pier Luigi Nervi

Un primo progetto per la costruzione di un nuovo stadio nel parco delle Cascine, già fornito di strutture sportive[3], fu proposto nel 1920 dal Collegio toscano degli Architetti e degli Ingegneri e nel 1929, nei pressi di via Tartini, dall'Impresa Anonima Cementi Armati di Genova[8]. Alla fine dello stesso anno il podestà fiorentino, Giuseppe Della Gherardesca, accolse favorevolmente l'acquisto di un'area posta tra via Faentina e via della Palancola, per la realizzazione di uno stadio, funzionale sia al calcio che all'atletica, con tribune in cemento armato; il 7 febbraio 1930 la decisione sulla sede divenne ufficiale, tuttavia le trattative con la Cappellania di San Giuseppe e Sant'Ignazio, proprietaria del terreno, si bloccarono e si decise così di cercare un'altra sistemazione[6]. Vi fu poi la richiesta del gruppo rionale fascista "Giovanni Berta" di dotare le Cure, nel quartiere di Campo di Marte, di un campo sportivo regolamentale[3].

L'opera venne progettata nel 1929 dall'ingegnere Pier Luigi Nervi e dall'ingegnere professore Gioacchino Luigi Mellucci ,i quali precedentemente avevano progettato il Teatro Augusteo di Napoli[9]. Il marchese Ridolfi aveva conosciuto Nervi qualche anno prima, quando gli aveva commissionato la costruzione della tribuna dello stadio d'atletica dell'Assi Giglio Rosso, lungo Viale dei Colli[10]. Il 16 marzo 1930 Nervi presentò ufficialmente il progetto, concordato con lo stesso Ridolfi[11], per la realizzazione del primo lotto, attraverso la società romana "Nervi e Nebbiosi"[12]. Nel luglio dello stesso anno il Comune ottenne dal Ministero della Guerra una porzione della piazza d'armi[3] nell'area di Campo di Marte, attraverso la mediazione svolta dal marchese Ridolfi — pluridecorato della prima guerra mondiale — presso le istituzioni politiche, sportive e militari[6]. L'area forniva le necessarie garanzie per realizzare a Firenze uno stadio che rispondesse ai requisiti richiesti dalle federazioni sportive internazionali[4]; tale quartiere infatti offriva notevole spazio, oltre ad avere maggiore facilità di comunicazione rispetto ad altre zone proposte, essendo vicino a una stazione ferroviaria[3].

Plastico dello stadio Berta, nel quale è riconoscibile la forma a "D" dell'impianto

La zona concessa dai tecnici militari fu delimitata da alcuni paletti; pare tuttavia che Ridolfi, probabilmente insieme ad alcuni dirigenti della Fiorentina, si recasse di notte nella zona per ampliare le superfici del futuro stadio, spostando i paletti di diversi metri[6], al fine di disporre di una superficie ancora più congrua al suo programma, cambiando notevolmente il progetto iniziale del 1929, quando il Comune aveva operato il primo stanziamento[9]. Il 17 ottobre 1930 fu ufficializzata la costruzione, nel quartiere orientale di Firenze, di «110 metri lineari di tribune in cemento armato completamente coperte» sul «progetto presentato dalla Società di Costruzioni Ing. Nervi e Nebbiosi, che con completa soddisfazione di questo Comune ha eseguito recentemente le tribune in cemento armato al campo sportivo della Società Atletica Giglio Rosso»[3]. I pagamenti per la costruzione della tribuna avvenivano «per avanzamento lavori, con un importo non inferiore a 50 000 lire»; la durata dei lavori fu stabilità a 180 giorni, con una penale di 500 lire per ogni giorno di eventuale ritardo[11]. Solo nel maggio 1931 fu altresì stipulato il contratto per la sistemazione dei locali posti sotto la tribuna, i cui lavori dovevano essere «condotti in economia»[11].

L'ingresso principale fu progettato da Alessandro Giuntoli, architetto capo dell'Ufficio edilizia del Comune[6][8]; all'Ufficio Tecnico di Palazzo Vecchio, diretto dall'ingegner Pelleschi, e a Fiorenzo De Reggi spettò inoltre la disposizione generale del campo da gioco, le sistemazioni interne e la distribuzione dei locali sotto le tribune[3] dove erano previste due palestre, di cui una di 1 400 m², che aveva anche corsie per l'allenamento invernale delle corse podistiche, oltre allo studio del medico sportivo, agli spogliatoi, ai servizi igienici e ad alcune abitazioni per gli atleti con camere e soggiorno[8]. Il contratto d'appalto fu firmato nel dicembre 1930 e di esso erano parte integrante il Disciplinare redatto dalla Direzione dei Servizi Tecnici del Comune, l'Estratto dei calcoli di stabilità e cinque tavole di elaborati grafici[3]. Secondo quanto stabilito dal Disciplinare i lavori comprendevano gli scavi di fondazione per i pilastri portanti e la struttura in cemento armato fino alla profondità di 2,50 metri, le opere di fondazione, pilastri, gradinate, mensoloni e solette laterizi della copertura, un solaio per tutta la lunghezza delle tribune delle dimensioni stabilite nei disegni, i solettoni delle rampe delle scale di accesso sia alle gradinate che alla tribuna reale e gli intonaci di cemento ai gradoni[3][13].

La costruzione[modifica | modifica sorgente]

Lavori su una scala elicoidale

A causa delle difficoltà nell'ottenimento dei finanziamenti richiesti, lo stadio fu realizzato in due fasi distinte tra il 1930 e il 1932, facendo in modo di avere un impianto funzionale il prima possibile qualora non fossero ancora state completate tutte le strutture[12]. Il Giornale dei lavori del primo lotto, intestato all'impresa Nervi e Nebbiosi e alla Pelagatti e Vignoli, riporta al 25 luglio 1930 i saggi di fondazione e dal 3 dicembre 1930 al 1º giugno 1931 i lavori per la costruzione della tribuna, mentre in contemporanea si poneva mano alle strutture delle scale di accesso; in particolare, il getto della scala elicoidale della tribuna d'onore viene registrato nel febbraio 1931[3]. La ditta Pelagatti e Vignoli invece aveva iniziato dal luglio 1930 a sterrare e a drenare il campo[11]. Tra marzo e aprile dello stesso anno furono eseguiti il getto dei pilastri della copertura della tribuna, la posa in opera delle mensole di copertura e l'armatura del solaio[3]; a maggio iniziò il disarmo della pensilina in cemento armato della tribuna d'onore[3], priva di sostegni intermedi che avrebbero ostruito la visuale del pubblico[11].

La torre di Maratona in costruzione.

Nello stesso mese fu commissionata alla ditta Nervi e Nebbiosi anche la costruzione di altre due strutture ricettive per i tifosi, lunghe 60 metri, di fronte alla tribuna coperta, tra le quali fu in seguito eretta la torre di Maratona, strutture costruite per il desiderio dei gerarchi fascisti di avere un grande impianto; nonostante non fosse nel progetto del primo lotto, la torre fu ultimata rapidamente[12]. La tribuna coperta fu dichiarata compiuta il 1º giugno 1931[3]; sotto di essa furono ricavati due piani, dove vennero sistemati i servizi per gli atleti e per il pubblico e anche un atrio d'onore per l'accesso delle autorità allo stadio[6]. Il 13 luglio Nervì inviò una lettera al Comune di Firenze con la quale minacciava la sospensione dei lavori qualora il Comune non avesse provveduto a saldare le spettanze[11]. La torre di Maratona e le tribune scoperte furono completate il 19 settembre 1931[11], data in cui venne redatto il verbale di ultimazione dei lavori[14].

Tra l'11 settembre e il 24 ottobre 1931 si svolsero i collaudi di alcuni tratti delle gradinate scoperte, alla presenza di De Reggi, in qualità di direttore dei lavori, e di Nervi, con un carico di prova pari a 500 kg/m² su richiesta dell'impresa (rispetto ai 400 kg/m² richiesti dai committenti)[3]. I test per gli ultimi settori delle gradinate, della scala elicoidale centrale e del ripiano a sbalzo avvennero tra il 20 novembre 1931 e l'8 gennaio 1932[3]. Le prove di collaudo delle tribune scoperte proseguirono ancora fino all'11 giugno mentre il certificato di collaudo definitivo delle strutture della tribuna coperta lato ovest fu redatto dall'ing. Tognetti l'11 luglio successivo[3]. L'ingegnere proseguì comunque il suo lavoro per tutto il resto dello stadio, terminandolo completamente solo nel 1934[14].

« Dalla lettura dei verbali (…) si ricava come la procedura di collaudo delle tribune rientrasse in schemi sufficientemente noti da non creare particolari difficoltà ai tecnici collaudatori; al contrario il collaudo delle scale elicoidali richiese un vero e proprio "progetto" delle modalità di prova, per rendere congruente il tipo di prova da eseguirsi (…) con le caratteristiche assai inconsuete della struttura in esame[15] »
(Franco Nuti)

La pista, di 500 metri di lunghezza, fu omologata secondo le norme della Federazione Italiana di Atletica Leggera[3]; fu anche costruito un rettilineo lungo 220 metri[11][16]. Contemporaneamente, il ripiano del parterre previsto a un'altezza di 8,60 m fu elevato di altri 2,65 m per permettere la circolazione e l'accesso del pubblico sotto le gradinate[3]. La preparazione del fondo per il terreno di gioco, affidata alla ditta torinese Ing. De Bernardi e avviata nell'estate del 1930, si dimostrò «qualitativamente eccezionale»[6]. Come testimoniato da una lettera inviata a Ridolfi nel maggio del 1932, l'azienda disse di aver ottenuto tale risultato attraverso l'uso di «terre vegetali scelte ed opportunamente mescolate ad altro materiale per correggerne la natura in modo da renderle perfettamente adatte a un campo di foot-ball. Le suddette terre seminate con le opportune miscele di varie ottime semenze hanno prodotto un tappeto erboso consistente e uniforme il quale garantisce il regolare salto della palla, cosa questa indispensabile perché possa essere svolto un gioco tecnico e d'intesa»[6]. Fu inoltre inserito un doppio strato di sottofondo, alto oltre due metri e realizzato con pietre del fiume Arno, che consentì al terreno un drenaggio tra i migliori in Europa[4]. Venne poi collocato nell'ingresso alla tribuna dello stadio una statua in bronzo di Mario Moschi detta Il Calciatore, donata poi dal Regno d'Italia alla Germania in occasione dei Giochi della XI Olimpiade.[17]

La costruzione della Curva Ferrovia

Il 13 giugno 1932, al termine del campionato di calcio, l'Ufficio Tecnico comunale trasmise al podestà di Firenze Giuseppe Della Gherardesca la richiesta di avvio dello secondo lotto[3], relativa alla costruzione delle tribune delle curve e alla sistemazione definitiva dei locali sotto i parterre[14].

« L'impresa dell'Ing. Nervi, che ha progettato ed eseguito i lavori della tribuna coperta e di quella scoperta di fronte alla prima, ha presentato il progetto di completamento di quello a suo tempo studiato dalla ditta suddetta, in modo da formare un complesso armonico con quanto finora è stato eseguito. »
(Fiorenzo De Reggi[4])

A favorire la seconda fase di lavori furono sia la visita nel nuovo impianto del podestà, che rimase affascinato dall'opera[4], sia la tramontana, che soffiava sull'impianto per diversi mesi dell'anno[6]; solamente la costruzione delle curve avrebbe potuto chiudere le aperture esistenti tra le due tribune parallele esistenti, favorendo così il regolare svolgimento del gioco ed eliminando i disagi per il pubblico[6]. I lavori ripresero il 18 luglio 1932 e si conclusero il 15 dicembre dello stesso anno. Fra il 22 ottobre e il 19 novembre, alla presenza di Tognetti, De Reggi e Piero Melucci, rappresentante della ditta di Nervi, si svolsero i collaudi di alcuni tratti delle tribune scoperte e della scala elicoidale sud[3].

Panorama dello Stadio Berta completato

Fu inoltre completata la facciata monumentale dal lato delle tribune, sul progetto di Giuntoli[4]. Dopo varie discussioni si optò per una versione estremamente semplificata: «una serie di paraste raccordate alla sommità dell'aggetto dell'ultima fila di gradinate che nell'avancorpo dell'ingresso d'onore si trasformano in veri e propri pilastri conferendo al prospetto stesso un maggiore aspetto di monumentalità che non contraddice eccessivamente la grande modernità dell’edificio, dove la coerenza costruttiva si fa linguaggio espressivo»[6]. I collaudi sulle restanti parti delle gradinate, sulla scala elicoidale centrale e sul ripiano a sbalzo prospiciente la torre di Maratona si effettuarono tra il 20 novembre e il 24 dicembre e proseguirono dal 3 al 7 gennaio 1933. I difetti riscontrati all'impianto furono tutti di lieve entità e generalmente dovuti alla velocità con cui questo era stato terminato; l'incidente più significativo che si registrò nei primi tempi fu la caduta di alcuni pezzi di intonaco della pensilina, durante una gara di atletica leggera, che però non ferirono nessuno per «scarsità di pubblico»[14].

Il costo complessivo dell'opera, il cui progetto prevedeva una capienza massima di 45 000 spettatori, di cui 6 000 nella tribuna coperta, fu di oltre 6 500 000 lire[6], per un costo per spettatore pari a circa 145 lire, molto basso rispetto ai fondi che furono necessari per costruire altri stadi europei[14] (lo stadio di Wembley costò circa 560 lire per persona, mentre il Littorale di Bologna, costruito nel 1925, 370 lire[14]). Il marchese Ridolfi si sostituì in parte alle casse pubbliche, che non poterono offrire la copertura finanziaria al completamento dei lavori, pagando con i propri mezzi circa un terzo del valore dell'opera, comprendente parte del secondo lotto e gli apparecchi per l'illuminazione e la diffusione audio[6]. Ridolfi finanziò i lavori attraverso la vendita a Egidio Favi, allora proprietario del quotidiano La Nazione, del castello di Verrazzano e della villa di Vitigliano, nel Chianti fiorentino[4][6].

L'originalità, il carattere innovativo e la pregevolezza dell'opera nel suo coniugare la raffinatezza estetica e il rigore strutturale con le eleganti e ardite strutture in cemento armato furono apprezzate dagli addetti ai lavori; i giornali definirono lo stadio «un'opera ricca, poderosa e coraggiosa»[18]. Nella Prolusione all'anno accademico 1931-32, Raffaello Brizzi, direttore della Scuola Superiore di Architettura di Firenze, lodava la «nuova fabbrica dello stadio che intesa nel suo carattere, ha pregi notevoli di volumi ritmicamente disposti e composti in un ardito e solenne organismo costruttivo»[3]. Anche la Rassegna del Comune sottolineava la «bellezza» della costruzione[19] mentre, dalle pagine di Architettura, Giovanni Michelucci ne esaltava lo «schietto carattere moderno»[3]. Ritenuto un capolavoro dell'architettura italiana degli anni trenta[3], se ne evidenzia anche l'assoluta eccezionalità nel panorama della produzione architettonica fiorentina dell'epoca[3]. Uno dei maggiori allenatori degli anni venti e trenta, Hugo Meisl, tecnico del Wunderteam austriaco, descrisse il nuovo impianto fiorentino come «il migliore stadio del mondo sia dal punto di vista strettamente estetico che da quello della funzionalità delle sue attrezzature sportive e della comodità per il pubblico: un’opera all'altezza di Firenze»[6].

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

La Fiorentina nell'incontro inaugurale dello Stadio Giovanni Berta contro l'Admira Vienna.[20]

L'impianto, il cui nome originario era "Stadio Giovanni Berta"[2][5], in onore dello squadrista fiorentino, evidenziando così "la natura ed il significato dei rapporti tra sport e metodo fascista"[14], venne ufficialmente inaugurato il 13 settembre 1931 con la partita tra Fiorentina e Admira Vienna, terminata 1-0 in favore dei "Viola" con un gol di Petrone, di fronte a circa 12 000 spettatori[6]. In quella circostanza, l'impianto non era ancora stato edificato completamente, mancando ancora le strutture del secondo lotto dei lavori. Le cronache dell'epoca ricordano che il pallone dell'incontro venne lanciato da un aeroplano, pilotato dal pilota acrobatico fiorentino Vasco Magrini, che sorvolò lo stadio prima dell'inizio della partita[21]. Per l'occasione Mario Moschi ideò una medaglia commemorativa che raffigura da una parte un calciatore e, sull'altra faccia, la città stilizzata di Firenze e il nuovo impianto sportivo. In realtà, il primo incontro che si tenne nel nuovo stadio fu tra Fiorentina e Montevarchi, giocato il 10 settembre e vinto dalla squadra di casa per 6-0[22].

Stadio Giovanni Berta gremito nel 1941.

Nel 1931-32, il nuovo impianto portò grande entusiasmo nella cittadinanza fiorentina, dovuto anche alla prima partecipazione in Serie A dei "Viola", che avevano vinto il campionato 1930-31 della serie cadetta; in tutta la stagione, al torneo assistettero oltre 300 000 tifosi, con una media a partita pari a circa 18 000 persone, nonostante il prezzo dei biglietti fosse molto alto in rapporto al costo della vita dell'epoca[4]. L'esordio europeo del "Berta" avvenne il 23 giugno 1935, quando Fiorentina e Újpest disputarono un incontro valevole per la Mitropa Cup[23]. Nel 1934 Firenze fu una delle otto città che ospitarono gli incontri del campionato mondiale di calcio[24]; il torneo, assegnato all'Italia nel 1932, la cui candidatura era stata avanzata dal regime fascista per motivi propagandistici, fu un'occasione per potenziare le infrastrutture e creare nuovi impianti sportivi. In particolare, lo stadio fu sede di Germania-Belgio e dei due incontri tra Italia e Spagna[24]

Durante la seconda guerra mondiale, il 22 marzo 1944 lo stadio fu teatro della strage dei martiri del Campo di Marte; un tribunale speciale straordinario, convocato per giudicare alcuni renitenti alla leva, decise di condannare a morte cinque giovani rastrellati a Vicchio dalla milizia della Repubblica Sociale Italiana il 12 marzo precedente[25][26]. Condotti a Firenze in sette, due vennero graziati e assegnati a reparti operativi[27]; gli altri cinque ragazzi, tutti ventunenni, vennero invece portati nel "Berta" e fucilati dai soldati della RSI nei pressi della torre di Maratona. Il 29 maggio 1949 venne inaugurato, nei pressi dell'impianto sportivo, un sacrario in ricordo dei cinque renitenti[28][29]. Tra la fine del 1944 e il 1945, lo stadio venne requisito dagli Alleati, che vi installarono una base logistica, organizzandovi però anche gare di atletica, partite di calcio, incontri di rugby e anche un'esibizione del campione di boxe Joe Louis[18]. Alla fine del conflitto, con la caduta del fascismo, il nome dello stadio venne cambiato in "Comunale"[4].

Il crollo di una balaustra della tribuna Ma­ratona nel 1957.

Già alla fine degli anni quaranta, sebbene privo dei mezzi finanziari del passato, Luigi Ridolfi commissionò a Nervi un piano di ampliamento dello stadio per giungere alla capacità di 80 000 spettatori, grazie al raddoppio delle tribune.[16] L'idea dell'ingegnere consisteva nel sovrapporre un secondo ordine di gradinate scoperte a quello esistente, come già era successo per altri impianti italiani, ma l'idea non si concettizzò per motivi economici.[6] Si tornò a parlare di modifiche da attuare allo stadio nel 1950 e negli anni successivi, rendendolo capace di ospitare fino a 120 000 persone; la morte del marchese tuttavia bloccò il progetto.[16]

Il 18 maggio 1952 si registrò nello stadio fiorentino il record di spettatori, accorsi a vedere un'amichevole tra le nazionali italiane e inglese, terminata poi 1-1, con gol di Broadis e Amadei.[30] Furono 84 000 i biglietti vendu­ti, esclusi "gli inviti, la stampa e le forze dell'ordine", per un totale di circa 95 000 persone, per un incasso di circa 65 mi­lioni di lire.[30] La capienza ufficiale dello stadio, grazie all'aggiunta di numerose tribune in metallo, era di circa 70 000 spettatori, cifra molto superiore ai circa 45 000 degli anni 2010. A causa della mancanza di posti numerati nella maggior parte dello stadio, il sovraffollamento era comune nell'impianto; questo portò, il 22 dicembre 1957, al crollo di una balaustra della tribuna Ma­ratona sotto il peso degli spet­tatori, durante Fiorentina-Juven­tus di campionato, partita poi terminata con la vittoria della squadra viola per 2-1.[30] Al 70º minuto, sul risultato parziale di 1-1, i tifosi franarono sul parterre; un centinaio di perso­ne vennero ferite, alcune con gravi fratture, ma non ci furono vittime.

Il "Comunale" fu inoltre sede dell'avvistamento di UFO a Firenze; nel pomeriggio del 27 ottobre 1954, mentre si giocava un amichevole tra Fiorentina e Pistoiese di fronte a 10 000 spettatori, comparvero in cielo "due oggetti volanti che si spo­stavano velocemente in linea retta in direzione nord-sud",[31] lungo tutto lo stadio, prima di svanire dietro la curva Fiesole.[30] I filamenti bianchi, che caddero sul campo, composti da "vetro borosilici­co" secondo le analisi effettuate dal Cicap, sarebbero dovuti alla tecnica del ballooning, messa in atto da alcune specie di ragni per migrare.[31] I riflessi nel cielo sarebbero invece causati dall'uso di chaff durante alcune esercitazioni militari.[30] (NOTA: cliccando sul relativo link si viene a conoscenza del fatto che il CICAP nasce anni dopo quindi questa ipotesi del balloning potrebbe essere falsa).

Dagli anni '60 ai Mondiali del 1990[modifica | modifica sorgente]

Lo stadio Comunale di Firenze nel 1956.

Il principale stadio calcistico di Firenze ospitò alcuni incontri, riservati alle nazionali giovanili, del torneo di calcio dei Giochi della XVII Olimpiade del 1960, tra i quali Francia-Perù, Jugoslavia-Turchia e Italia-Brasile.[32] Il "Comunale" fu inoltre sede della semifinale Jugoslavia-Inghilterra, terminata 1-0, della fase finale del campionato europeo di calcio 1968, di fronte a 21 834 paganti;[33]

Lo stadio Comunale di Firenze nel 1960

L'impianto non fu tra quelli selezionati per ospitare gli incontri degli Europei del 1980, dal momento che si preferì utilizzare i quattro più capienti stadi italiani ("Olimpico" di Roma, "Giuseppe Meazza" di Milano, "San Paolo" di Napoli e "Comunale" di Torino). Il 25 novembre 1984 venne stabilito il record di presenze nello stadio fiorentino per una partita di club, quando 58 271 spettatori assistettero a Fiorentina-Inter.[34][35]

Tra gli eventi più significativi avvenuti a Firenze in questi anni vi è la visita pastorale di Giovanni Paolo II, che si recò nel capoluogo toscano nel 1986;[36] uno dei luoghi principali di questo viaggio fu proprio lo stadio cittadino.[18] L'impianto, prima del restauro degli anni ottanta, era un impian­to polivalente, dove si svolgevano, oltre che le partite di calcio, anche incontri di baseball e di pugilato e meeting di atletica leggera, oltre che fungere talvolta da arrivo per le tap­pe del Giro d'Italia;[18] ad esempio, Luigi Beccali, nel 1933, batté il record italiano degli 800 metri, durante l'intervallo di una gara di campionato fra Fiorentina e Roma.[18] Sebastian Coe, già vincitore di due medaglie olimpiche a Mosca 1980, il 10 giugno 1981 stabilì uno dei suoi nove primati del mondo sulla pista dello stadio fiorenti­no, correndo gli 800 m in 1'41"73, davanti a 15 000 spettatori.[30] Durante lo stesso meeting, Carl Lewis, ancora agli inizi della sua carriera, corse i 100 metri con un tempo da record mon­diale, ma, per un malfunzionamen­to del cronometraggio elettronico, venne preso come valido quello misurato dall'orologio semi-automatico, non valevole per i primati mondiali.[30]

Lo stadio fiorentino nel 1987, prima della ristrutturazione per Italia '90.

Lo stadio ha subito importanti interventi strutturali dal 1987 al 1990,[3] in occasione dei Mondiali di calcio assegnati all'Italia dal 1984.[3] L'impianto è stato oggetto di un pesante intervento di riordinamento, di ampliamento e di restauro delle strutture. Il progetto, affidato nel 1984 all'architetto Italo Gamberini, con la collaborazione di Loris Macci, Enrico Novelli e Giovanna Slocovich, responsabili della direzione artistica, è stato messo in opera nel 1988, perseguendo due obiettivi principali:[3][37] la razionalizzazione dei servizi generali e degli accessi della sicurezza e l'aumento della ricettività.[14] I lavori sono stati appaltati a un consorzio di imprese sotto la direzione tecnica di Raffaello Bertelletti, Roberto Innocenti e Alessandro Serafini Sauli.[3]

Non potendo più sopraelevare le tribune esistenti, perché considerate monumento nazionale e quindi poste sotto la tutela delle Belle Arti, per migliorare la struttura si decise di abbassare il terreno di gioco ed eliminare la pista di atletica leggera, riducendo tuttavia la capienza totale.[4] Il nuovo parterre erboso, costruito a una quota di circa 2,20 m sotto la quota preesistente,[37] è stato dotato di sofisticati accorgimenti tecnici.[3] È stato effettuato il restauro delle strutture in cemento armato e l'eliminazione delle superfetazioni, riportando l'edificio al suo stato originale.[37] Sono state compiute diverse integrazioni funzionali e tecnologiche ritenute necessarie, anche se poco apprezzabili da un punto di vista estetico nel risultato finale,[3] come scale integrative esterne e interne, accessori degli impianti tecnici e nuove pensiline a sbalzo in metallo;[3] inoltre, sono stati riprogettati i locali di servizio.[3] È stato eliminato il muro di cinta, all'esterno dello stadio, che chiudeva la vista delle strutture, e sostituito con una recinzione metallica; venne inoltre compiuta una generale risistemazione della zona circostante, con nuovi parcheggi, riordino della viabilità, incremento del verde e la costruzione di palestre e piscine per il quartiere,[3] per una spesa complessiva di circa 80 miliardi di lire.[3][37]

I lavori di ammodernamento dello stadio sono stati valutati come un "cinico massacro perpetrato da Italo Gamberini in dispregio alla cultura, nella completa indifferenza degli intellettuali fiorentini e italiani, e con il compiacente assenso della Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici".[38] Durante il campionato del mondo, l'impianto calcistico fiorentino ospitò gli incontri del gruppo A della fase a gironi; il 10 giugno 1990 fu sede di Stati Uniti-Cecoslovacchia, il 15 di Austria-Cecoslovacchia e il 19 di Austria-Stati Uniti.[39] Nella fase a eliminazione, Firenze ospitò solo un incontro, il quarto di finale tra Argentina e Jugoslavia.[39]

Dagli anni '90 alla convenzione del 2013[modifica | modifica sorgente]

Artemio Franchi, a cui è intitolato l'impianto.

Dal 1993,[5] lo stadio comunale di Firenze è intitolato ad Artemio Franchi,[9] prestigioso dirigente sportivo, nato a Firenze nel 1922 da una famiglia di origine senese; Franchi era stato segretario della Fiorentina nella stagione 1951-52, prima di ricoprire importanti incarichi dirigenziali che lo avrebbero portato a diventare presidente della FIGC dal 1966 al 1976, vicepresidente della FIFA dal 1974 e, a partire dal 1972, presidente della UEFA, fino alla sua scomparsa, il 12 agosto 1983.[40]

Sebbene la sua bellezza architettonica sia tuttora riconosciuta, l'impianto, con le esigenze del calcio moderno, risulta obsoleto, paragonato soprattutto alle più moderne strutture sportive europee, con notevoli problemi di efficienza e di funzionalità;[18] la particolare pianta a "D" non crea problemi alle tribune ma riduce notevolmente la visibilità in curva e i parterre, che sostituirono le corsie della pista d'atletica, non consentono una visuale ottimale degli incontri. La mancanza di copertura in gran parte dello stadio espone gli spettatori alle intemperie; inoltre le scale elicoidali, anche se notevoli da un punto di vista architettonico, non favoriscono l'afflusso e il deflusso degli spettatori.[18] Per questi motivi da tempo della costruzione di un nuovo stadio per la città.[41] In base ad un progetto della fine degli anni 2000, quest'ultimo sarebbe di proprietà della ACF Fiorentina, all'interno del progetto chiamato "Cittadella Viola", e verrebbe eretto nell'area di Castello; questo nuovo impianto permetterebbe alla società maggiori introiti (dai 12 milioni di euro all'anno del "Franchi" a circa 50 milioni).[42]

Italia e Australia schierate per l'incontro del 2010

A seguito dell'approvazione del decreto anti-violenza del 7 febbraio 2007, dopo la morte di Filippo Raciti,[43] l'impianto fiorentino viene giudicato non idoneo secondo le nuove norme di sicurezza;[44] vennero così installati 29 tornelli doppi, controllati da 58 lettori di biglietti e di abbonamenti, oltre che numerose telecamere; inoltre per tutti i settori è stata conclusa la recinzione di prefiltraggio mobile.[45] Dal 2009, tramite un accordo tra prefetto, questore, amministrazione comunale, società di calcio e tifoseria, si è cominciato ad abbattere le barriere e le divisioni interne allo stadio, per migliorare la sicurezza nell'impianto sportivo.[46]

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi e l'ACF Fiorentina hanno firmato il 25 gennaio 2010 una convenzione per l'utilizzo dell'"Artemio Franchi" e dei campi di allenamento di viale Paoli.[47] La Fiorentina, la cui sede si trova proprio all'interno dell'impianto fiorentino,[48] gestirà lo stadio per i futuri 12 anni (6 anni e rinnovabile di altri 6), fino al 30 giugno 2022.[49][50] Oltre al nuovo progetto la Fiorentina ha comunque previsto, in accordo con il Comune di Firenze, una profonda ristrutturazione dello stadio, che potrebbe esser utilizzato in futuro per le partite di rugby.[51][52] Preludio a questa possibile trasformazione è stato l'incontro tra Italia e Australia che si è giocato il 20 novembre 2010, primo incontro di questo sport che si è tenuto nel "Franchi", terminato 14 a 32;[53] un successivo incontro di rugby, sempre tra queste due nazionali, si tenne nello stadio fiorentino il 24 novembre 2012.[54][55] In attesa di una decisione sul nuovo stadio, nell'estate del 2012 sono cominciati i lavori di ristrutturazione che hanno portato all'abbattimento delle barriere nel settore "Maratona" e la creazione degli SkyBox.[56] Nell'estate 2013 si è proseguito con questi lavori, anche in vista degli impegni nelle competizioni europee; si è provveduto alla trasformazione della tribuna coperta, sugli esempi degli stadi inglesi, avvicinandola al terreno di gioco e abbattendo le barriere.[57] L'8 novembre 2013 il Capogruppo in Palazzo Vecchio Giovanni Galli (insieme ai Consiglieri Comunali Marco Semplici e Francesco Torselli) hanno presentato un progetto preliminare per la copertura totale dello Stadio-Monumento. L'atto è in attesa di essere votato dall'Assemblea cittadina fiorentina.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Lo stadio inserito in Campo di Marte.

Ubicazione[modifica | modifica sorgente]

Esteso su un'area di circa 50 000  tra viale Manfredo Fanti, viale Pasquale Paoli e viale Maratona[3], lo stadio comunale "Artemio Franchi" nell'area del "Campo di Marte", all'interno del quartiere 2 di Firenze. L'impianto è la principale tra le attrezzature sportive della zona al servizio del quartiere e della città, tra cui il Nelson Mandela Forum, la piscina comunale Paolo Costoli e lo stadio di atletica leggera Luigi Ridolfi[58].

L'area è ancora un grande spazio aperto, quasi privo di costruzioni, all'interno della cerchia delle costruzioni residenziali edificate negli anni tra le due guerre mondiali[3][59].

In occasione dei Mondiali di Calcio del 1990, accanto agli interventi di riordinamento estetico-funzionale dello stadio le zone limitrofe all'impianto furono soggette a una sistemazione dell'arredo urbano, della viabilità, dei giardini pubblici, e dei parcheggi[3][58].

Esterno[modifica | modifica sorgente]

L'ingresso principale, progettato dall'architetto comunale Alessandro Giuntoli, è costituito da un corpo di fabbrica allungato e sviluppato per l'intera lunghezza della tribuna coperta[3]. Il settore centrale della facciata, sopra il quale svetta il nome dell'impianto, è ripartito in cinque settori da 6 setti murari, all'interno dei quali si aprono le alte cancellate, non più utilizzate come accessi. Le ali sono scandite da nove finestre ciascuna, separate da paraste lisce impostate al di sopra di una zoccolatura in pietra forte, che le raccorda con i pilastri dell'ingresso d'onore[3]. L'uso di strutture a vista sottolineava quale fosse l'idea di arte di Nervi, "non solo estetica" ma anche "funzionalità e staticità", e la sua fiducia nelle "magnifiche qualità plastiche del cemento armato"[60].

Il fabbricato, il cui stile segue l'architettura razionalista dell'epoca, è stato collegato, negli anni 2000, tramite passaggi aerei metallici a sezione circolare, a due nuovi fabbricati laterali a struttura prefabbricata, destinati a servizi vari e a spogliatoi; le sole interruzioni all'uniforme scheletro della costruzione, a eccezione dell'ingresso principale, sono le scale elicoidali[3].

Le scale elicoidali[modifica | modifica sorgente]

Le scale elicoidali dell'"Artemio Franchi".

Le tre scale elicoidali esterne, che permettono tuttora l'accesso del pubblico, si trovano alle estremità del rettifilo delle gradinate scoperte. La loro rampa sporge come una mensola da una trave avvolta a spirale, che si incrocia in mezzeria con una trave simmetrica; questa soluzione, oltre a rendere bilanciata l'opera, riduce l'azione torcente che la rampa genera sulla trave elicoidale[3]. Su una delle due travi elicoidali è incastrata, a sbalzo, la rampa vera e propria delle scale, che sono larghe 3 metri, rampa che porta gli spettatori alla sommità della gradinata[60], da cui si ridiscende grazie alle scalinate di distribuzione[3]; il deflusso invece avviene dal basso, tramite dei camminatoi, che conducono all'esterno dello stadio. Una delle loro caratteristiche è l'eleganza, che si affida a una struttura intelaiata spaziale "ottenuta con l'incrocio di due travi elicoidali, incastrate entrambe, alle estremità, ad altre strutture"[13].

Pierluigi Nervi, presentando l'opera, non poté giustificare con il calcolo matematico il funzionamento e la stabilità delle scale[14]: solo la fiducia di Ridolfi e del Comune di Firenze nel suo intuito e una prova di carico in fase di collaudo appositamente creata permisero la realizzazione di questa struttura[3]. Per la bassa qualità degli acciai, dei calcestruzzi e delle tecniche di calcolo dell'epoca, l'ingegnere utilizzò molto ferro all'interno di questi elementi architettonici, preannunciando una sua invenzione degli anni '40, il ferrocemento[61] che, data l'elevata percentuale di ferro e i bassi spessori di calcestruzzo, si comporta quasi come un materiale omogeneo e si presta assai bene alla prefabbricazione, favorendo la velocità della costruzione[14]. Alla fine degli anni '80 alle scale elicoidali realizzate da Nervi ne furono aggiunte altre due in metallo, per una maggiore razionalizzazione degli accessi[3].

Interno[modifica | modifica sorgente]

La torre di Maratona illuminata durante un incontro di calcio.

All'interno lo stadio presenta una planimetria asimmetrica, a forma di "D", con le estremità del settore della tribuna coperta che formano un angolo retto con le curve[6]; i giornalisti e i politici dell'epoca ricondussero la struttura dell'impianto al senso politico della lettera "D", iniziale del termine latino Dux, "Duce", appellativo riferito a Benito Mussolini[14]. Questo aspetto non venne invece considerato da Nervi[14], che invece doveva realizzare, per una precisa esigenza del bando di gara, un rettilineo di 220 metri per l'atletica leggera di fronte alla tribuna coperta[9].

Nella composizione planimetrica si distinguono le emergenze strutturali delle gradinate, sostenute da una successione ininterrotta di telai posti a un interasse di circa 6 m, in modo da formare una suggestiva galleria coperta e percorribile, della pensilina di copertura della tribuna d'onore, dei nodi plastici delle scale elicoidali esterne di accesso alle gradinate e infine, sul lato opposto alla tribuna, della torre di Maratona[3].

Caratterizzata da un "uso creativo e plastico del cemento armato",[62] l'intera struttura rappresenta la concretizzazione di quello che lo stesso Nervi considerava "l'aspetto più difficile e nello stesso tempo più elevato dell'architettura", e cioè "la sintesi tra fattori discordi quali l'armonia formale e le esigenze tecniche, il calore dell'ispirazione e la freddezza del ragionamento scientifico, la ricchezza della fantasia e le ferree leggi dell'economia".[63]

La torre di Maratona[modifica | modifica sorgente]

La torre di Maratona, simbolo dello spirito di competizione e di resistenza degli atleti ed esempio degli intenti politico-propagandistici dell'epoca fascista e delle precise tendenze architettoniche degli anni venti e trenta,[64] è stata affidata a Nervi il 26 giugno 1931 e completata entro l'anno;[6] questa struttura si sviluppa secondo la proiezione telescopica di semplici linee architettoniche che compongono una costruzione a tre piani, la cui verticalità si doveva contrapporre all'orizzontalità volumetrica della tribuna.[3]

La porzione anteriore della struttura è pausata da alcuni livelli che racchiudono finestroni in vetro bianco che si sviluppano per tutta l'altezza della torre, illuminando lo stadio nelle partite in notturna; tuttavia, da anni le luci all'interno della struttura non vengono più accese, se non in situazioni occasionali, come avvenuto nei mesi estivi del 2010 con l'iniziativa "Estate Viola" dell'ACF Fiorentina.[64][65]

Nei progetti iniziali, si pensò di utilizzarla anche come "manifesto pubblicitario", con una scritta che si sviluppava verticalmente lungo la vetrata.[58] Con i suoi 75 metri, di cui 55 costituiti dalla sola torre, è la quinta costruzione più alta della città.[4]

La pensilina[modifica | modifica sorgente]

La pensilina del "Franchi"

Il 13 settembre 1930, in occasione dell'inaugurazione ufficiale dello stadio, che era ancora incompleto, il pubblico rimase stupito di fronte alla sottile pensilina a sbalzo, priva di sostegni intermedi, così concepita per non ostruire la visuale degli spettatori.[3][11] Questa, lunga 110 m e larga 22,5 m, è nervata da 24 mensoloni portanti; i puntoni, integrati nel profilo della struttura, dimezzano lo sbalzo, mentre il peso del corpo delle gradinate funge da contrappeso. La sua eleganza e il suo stile formale, coerente con il metodo progettuale di Nervi, derivano dall'impiego del cemento armato e dallo stesso schema statico adottato.[6] Nel 1931, Nervi scrisse: "Una bella pensilina o una bella struttura di gradinata debbono nascere tali; non possono tendere a diventarlo cammin facendo con trucchi, camerecanne o finzioni di alcun genere".[6] Nel corso della ristrutturazione per il campionato mondiale di calcio 1990 sono state aggiunte altre due coperture in metallo ai lati della struttura originale.[3]

L'affinità spirituale tra Nervi e Ridolfi influì notevolmente sulla realizzazione dell'impresa e sulla rapidità della sua costruzione. Le cronache raccontano che l'operazione di disarmo delle strutture della copertura venne cominciata proprio dallo stesso Nervi,[9] che, non ricevendo aiuto per svolgere quel conclusivo compito dai propri diffidenti carpentieri, provò a tutti la correttezza delle proprie valutazioni.[6]

« Ben pochi però sapevano quanto il giovane ingegnere avesse dovuto tribolare per portare a fondo il suo stadio. Uno dei più grandi specialisti del cemento armato, tedesco di nascita, ma italiano d'adozione, chiamato dal Comune di Firenze come collaudatore in corso d'opera aveva dichiarato il suo scetticismo di fronte alle possibilità di resistenza della pensilina. La voce, passando di bocca in bocca, divenne certezza che la pensilina sarebbe crollata, cosicché il povero Nervi, il giorno del disarmo delle armature, si trovò dinanzi il cantiere deserto. E con l'aiuto dei soli assistenti ai lavori che credevano in lui dovette accingersi a togliere personalmente a colpi di mazza i cunei che erano stati disposti, come si usa fare nei ponti, fra le armature di sostegno. »
(Giovanni Klaus Koenig[3])

Specifiche ed omologazione dell'impianto[modifica | modifica sorgente]

Il campo da gioco dello stadio "Artemio Franchi", che è da sempre considerato uno dei migliori della Serie A per ciò che concerne la cura del manto erboso,[4][66] misura 105 m di lunghezza e 68 m di larghezza[67]. In data 6 agosto 2010 l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell'Interno ha certificato la capienza dell'impianto omologando 46 389 posti a sedere (di cui 168 per disabili), così ripartiti[68]:

  • Settore Tribuna Gradinata: 8 041 posti
  • Settore Tribuna Parterre: 3 236 posti (di cui 84 per disabili)
  • Settore Tribuna Autorità: 276 posti
  • Settore Tribuna Stampa: 144 posti
  • Settore Maratona: 10 290 posti (di cui 84 per disabili)
  • Curva Fiesole: 11 662 posti
  • Curva Ferrovia: 10 290 posti
  • Settore Ospiti: 2 450 posti

La Tribuna Gradinata, in larga parte coperta, costituisce la tribuna centrale dell'impianto sportivo e ne costituisce la parte occidentale; nella parte coperta si trovano anche la Tribuna Autorità e la Tribuna Stampa.

La Tribuna Maratona, sul lato opposto della tribuna centrale, delimita la parte orientale dell'impianto sportivo.

Il Settore Ospiti, chiamato anche "Formaggino", si trova all'angolo sud-orientale dello stadio ed è costituito da due spicchi contigui tra loro, quello estremo meridionale della Tribuna Maratona dotato anche di un settore parterre e quello estremo orientale della Curva Ferrovia. Entrambi sono divisi dalla rimanente Tribuna Maratona e dalla rimanente Curva Ferrovia da alte barriere di plexiglass; a loro volta i due settori che costituiscono il "Formaggino" sono separati tra loro da un'altra barriera di plexiglass in modo da consentire per ogni singola partita l'apertura di un unico settore o di entrambi i settori in base al numero di tagliandi complessivi venduti nel Settore Ospiti.[46]

Nell'estate 2012 viene rifatto il settore del Parterre di Maratona, togliendo le barriere in plexiglass, ma riducendo i posti del settore. Nell'estate 2013 viene invece rifatta tutta la Tribuna, sia Parterre che Gradinata, togliendo le barriere anche qui, questo causa ancora una maggiore riduzione dei posti a sedere, che tenendo conto della zona cuscinetto (3.091 posti invenduti) diventano circa 38.500 in tutto l'Artemio Franchi, potendo vendere anche quei posti si arriva alla capienza massima cioè circa 41.500 posti a sedere. il settore ospiti contiene 2.450 posti, dunque i Tifosi Viola hanno a disposizione nelle partite casalinghe della Fiorentina circa 36.000 posti a sedere (considerando che la zona cuscinetto, cioè i settorini di Maratona e Curva Ferrovia confinanti col settore ospiti, non viene venduta).

Curva Fiesole[modifica | modifica sorgente]

Curva Fiesole è il nome tradizionalmente conferito alla curva nord dello stadio, essendo quella orientata verso la cittadina collinare di Fiesole. La Curva è il settore che riunisce la parte principale e storica del tifo organizzato fiorentino. È composta dal parterre nella sua parte inferiore, suddiviso nei settori da N09 a N13 e frutto della ristrutturazione dello stadio avvenuta nel 1990, e dalle originarie gradinate risalenti al 1931 nella sua parte superiore suddivise nei settori da N01 a N08; gli accessi alla curva dall'esterno dello stadio sono quelli compresi tra P4 e P7. La sua attuale capienza totale è di 11 662 posti a sedere.[69]

Tra i club di tifosi che fin dalla loro fondazione occupano la curva è da annoverare il "7B Settebello", fondato il 3 luglio 1965, la cui scelta del nome fu fatta per riconoscenza ad alcuni grandi giocatori che negli anni passati avevano indossato il suddetto numero di maglia rivestendo il ruolo di ala destra[70].

Altri gruppi che hanno occupato la curva sono stati gli Ultras Viola tra il 1973, anno della loro fondazione, e il 1983, anno del loro scioglimento, e il Collettivo Autonomo Viola tra il 1978 e il 2011 (anni di fondazione e di scioglimento del gruppo). Un altro gruppo presente in curva dal 1990 è il Gruppo Roma.

Curva Ferrovia[modifica | modifica sorgente]

Curva Ferrovia è il nome tradizionalmente conferito alla curva sud dello stadio, essendo quella orientata verso la stazione di Firenze Campo di Marte e la ferrovia Firenze-Roma. È composta dal parterre nella sua parte inferiore, suddiviso nei settori da S08 a S12 e frutto della ristrutturazione dello stadio avvenuta nel 1990, e dalle originarie gradinate risalenti al 1931 nella sua parte superiore suddivise nei settori da S01 a S07; gli accessi alla curva dall'esterno dello stadio sono quelli compresi tra P14 e P16.[71] La sua attuale capienza totale è di 10 290 posti a sedere, inferiore a quella della Curva Fiesole visto che l'estremo settore sud-orientale della curva O52 costituisce una parte del Settore Ospiti dello stadio. Nella parte superiore dei settori centrali della curva si trovano due tabelloni, uno analogico spento e uno digitale dalla superficie rettangolare molto più ampia collocato alla sua sinistra che resta acceso durante lo svolgimento delle partite.

La curva costituisce da decenni il luogo di ritrovo di alcuni club del tifo viola durante le partite casalinghe dell'ACF Fiorentina; tra i club di tifosi che nel corso del tempo hanno occupato la Curva Ferrovia sono da annoverare il Direttivo XVIII Aprile e i Viola Korps.

Tra il 1994 e il 2002 la curva era denominata "Curva Marione" in onore del presidente Mario Cecchi Gori, scomparso improvvisamente il 5 novembre 1993.

Incontri di calcio di livello internazionale[modifica | modifica sorgente]

Nazionale di calcio italiana[modifica | modifica sorgente]

In quasi ottant'anni di storia, lo stadio comunale di Firenze ha ospitato non solo le gare interne delle varie competizioni nazionali e internazionali disputate dalla Fiorentina, ma anche incontri della nazionale di calcio italiana, che, non avendo uno stadio nazionale fisso, ha giocato varie volte nel capoluogo toscano. Gli "Azzurri" sono stati impegnati al comunale di Firenze a partire dal 7 maggio 1933 quando vi giocò per la prima volta nell'incontro valido per la Coppa Internazionale e che vide l'Italia prevalere sulla Cecoslovacchia per 2-0.[72] Il 20 gennaio 1993, nel corso di un amichevole tra Italia e Messico, gli "Azzurri" vennero fischiati per tutta la durata della gara, senza che il tifo organizzato fiorentino avesse organizzato alcuna protesta.[73][74]

Da allora, Firenze venne tenuta fuori dagli impegni della squadra azzurra, fino al 1º marzo 2006, quando è stata disputata un'amichevole fra Italia e Germania, terminata 4-1, in un clima più disteso.[75] Il 7 settembre 2010, in occasione dell'incontro fra la nazionale italiana e le Isole Fær Øer, si è disputato il primo incontro valevole per le competizioni calcistiche internazionali (in questo caso le qualificazioni a Euro 2012) dal 1982;[76] la scelta di Firenze come sede di questo incontro può essere stata favorita dalla presenza, come commissario tecnico della nazionale, di Cesare Prandelli, che ha trascorso cinque anni sulla panchina dei "Viola".[77] Il bilancio degli "Azzurri" al "Franchi" è comunque molto positivo, dal momento che, delle 25 partite qui giocate, ci sono state 19 vittorie, 6 pareggi e nessuna sconfitta.[72][78]

Italia Italia - Cecoslovacchia Cecoslovacchia 2-0 (Coppa Internazionale 1933-35, 7 maggio 1933)
Italia Italia - Svizzera Svizzera 5-2 (Coppa Internazionale 1933-35, 3 dicembre 1933)
Italia Italia - Spagna Spagna 0-0 (Quarti di Finale, Mondiali 1934, 31 maggio 1934)
Italia Italia - Spagna Spagna 1-0 (Quarti di Finale, Mondiali 1934, 1º giugno 1934)
Italia Italia - Germania Germania 3-2 (Amichevole, 26 marzo 1939)
Italia Italia - Svizzera Svizzera 5-2 (Amichevole, 27 aprile 1947)
Italia Italia - Austria Austria 3-1 (Coppa Internazionale 1948-53, 22 maggio 1949)
Italia Italia - Svezia Svezia 1-1 (Amichevole, 11 novembre 1951)
Italia Italia - Inghilterra Inghilterra 1-1 (Amichevole, 18 maggio 1952)
Italia Italia - Ungheria Ungheria 1-1 (Coppa Internazionale 1955-60, 29 novembre 1959)
Italia Italia - Argentina Argentina 4-1 (Amichevole, 15 giugno 1961)
Italia Italia - Francia Francia 2-1 (Amichevole, 5 maggio 1962)
Italia Italia - Cecoslovacchia Cecoslovacchia 0-0 (Amichevole, 11 aprile 1964)
Inni nazionali in Italia-Far-Oer del 2010
Italia Italia - Galles Galles 4-1 (Amichevole, 1º maggio 1965)
Italia Italia - Messico Messico 5-0 (Amichevole, 29 giugno 1966)
Italia Italia - Irlanda Irlanda 3-0 (Qualificazioni, Europei 1972, 8 dicembre 1970)
Italia Italia - Grecia Grecia 3-2 (Amichevole, 30 dicembre 1975)
Italia Italia - Turchia Turchia 1-0 (Amichevole, 23 settembre 1978)
Italia Italia - Svezia Svezia 1-0 (Amichevole, 26 settembre 1979)
Italia Italia - Romania Romania 0-0 (Qualificazioni, Europei 1984, 4 dicembre 1982)
Italia Italia - Messico Messico 2-0 (Amichevole, 20 gennaio 1993)
Italia Italia - Germania Germania 4-1 (Amichevole, 1º marzo 2006)
Italia Italia - Belgio Belgio 3-1 (Amichevole, 30 maggio 2008)
Italia Italia - Fær Øer Fær Øer 5-0 (Qualificazioni, Europei 2012, 7 settembre 2010)
Italia Italia - Slovenia Slovenia 1-0 (Qualificazioni, Europei 2012, 6 settembre 2011)

Altre nazionali[modifica | modifica sorgente]

Germania Germania - Belgio Belgio 5-2 (Ottavi di finale, 27 maggio)
Francia Francia - Perù Perù 2-1 (1ª giornata girone D, 26 agosto)
Jugoslavia Jugoslavia - Turchia Turchia 4-0 (2ª giornata girone A, 29 agosto)
Italia Italia - Brasile Brasile 3-1 (3ª giornata girone B, 1º settembre)
Jugoslavia Jugoslavia - Inghilterra Inghilterra 1-0 (Semifinale, 5 giugno)
Stati Uniti Stati Uniti - Cecoslovacchia Cecoslovacchia 1-5 (Gruppo A, 10 giugno)
Austria Austria - Cecoslovacchia Cecoslovacchia 0-1 (Gruppo A, 15 giugno)
Austria Austria - Stati Uniti Stati Uniti 2-1 (Gruppo A, 19 giugno)
Argentina Argentina - Jugoslavia Jugoslavia 0-0 (3-2 d.c.r.) (Quarti di finale, 30 giugno)
  • Amichevole
Argentina Argentina - Uruguay Uruguay 3-2 (20 agosto 2003[80])

Finali internazionali[modifica | modifica sorgente]

Fiorentina Fiorentina - Rangers Rangers 2-1 (Coppa delle Coppe, Finale di ritorno, 27 maggio 1961)[81]
Fiorentina Fiorentina - TTS Trenčin TTS Trenčín 1-0 (Coppa Mitropa, Finale, 19 giugno 1966)[82]
Fiorentina Fiorentina - Celik Zenica Čelik Zenica 0-0 (Coppa Mitropa, Finale di andata, 23 agosto 1972)[83]
Fiorentina Fiorentina - Newcastle Newcastle 1-2 (Coppa Anglo-Italiana, Finale di ritorno, 3 giugno 1973)[84]
Fiorentina Fiorentina - West Ham West Ham 1-0 (Coppa di Lega Italo-Inglese, Finale di andata, 3 settembre 1975)[85]

Altre gare internazionali[modifica | modifica sorgente]

Hapoel Tel Aviv Hapoel Tel Aviv - Leeds Leeds 1-4 (Coppa UEFA, Secondo turno gara di ritorno, 14 novembre 2002)[86]

Concerti[modifica | modifica sorgente]

L'"Artemio Franchi" durante il concerto di Patti Smith del 1979.

L'impianto ha ospitato, nel corso della sua storia, numerosi concerti musicali. Il primo artista che si esibì nello stadio fiorentino fu Elton John, nell'aprile 1973,[87] seguito da Patti Smith, che cantò al "Franchi" il 10 settembre 1979, davanti a oltre 50 000 persone,[88] e dai Clash, in una tappa del Impossible Mission Tour il 23 maggio 1981.[28][89]

Nel 1987, in pochi mesi, alcune tra le più illustri personalità del mondo della musica, si esibirono nello stadio fiorentino; il 9 giugno, David Bowie scelse l'impianto di Firenze per il suo primo concerto italiano, durante lo Glass Spider Tour, registrando il tutto esaurito,[90] preceduto dai Duran Duran il 7 giugno, con il tour Strange Behaviour.[90] Madonna concluse, il 6 settembre, il Who's That Girl Tour all'Artemio Franchi, registrando anch'essa il tutto esaurito.[91] Anche Bruce Springsteen l'8 giugno 2003, nel corso del The Rising Tour, ha fatto tappa nel capoluogo toscano, di fronte a 40 000 persone.[92] Il 10 giugno 2012 ha ospitato il concerto di Bruce Springsteen mentre il 16 giugno dello stesso anno l'impianto ha ospitato una tappa del MDNA Tour di Madonna.[93][94]

Molti tra i principali artisti musicali italiani si sono esibiti nello stadio di Firenze; Luciano Ligabue ha scelto per cinque volte questa struttura come teatro di un suo concerto, il 10 settembre 2002 con LigaLive 2002, il 31 maggio 2006 con Nome e cognome tour 2006, il 9 luglio 2008 con il tour ElleElle, il 13 luglio 2010 in occasione del tour Ligabue Stadi 2010 e il 16 luglio 2014 con Mondovisione tour stadi 2014.[95][96][97] Vasco Rossi ha fatto tappa nel capoluogo toscano per tre volte; il 16 giugno 1999, nel Rewind Tour, il 25 settembre 2001, durante lo Stupido Hotel Tour 2001 e l'11 settembre 2007, per il Vasco Live 2007.[98] Anche Renato Zero ha tenuto tre concerti in questo stadio, nel 1999 (Cantiere Fonopoli), il 16 giugno 2004 (Cattura il sogno) e il 13 giugno 2007 (MpZero Tour).[99] Claudio Baglioni cantò al "Franchi" il 27 giugno 2003 durante il tour Tutto in un abbraccio.[100] Il 23 giugno 2013 lo stadio fiorentino ha ospitato anche Jovanotti, durante il Backup Tour - Lorenzo negli stadi 2013.[101]

Altre immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Artemio Franchi, Viola Channel. URL consultato il 1º settembre 2012.
  2. ^ a b Il nuovo grandioso stadio di Firenze in La Stampa, 11 settembre 1931. URL consultato il 19 marzo 2012.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax Stadio Comunale "Artemio Franchi", Cultura.Toscana.it. URL consultato l'11 settembre 2010.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Lo Stadio, Museofiorentina.it. URL consultato l'11 settembre 2010.
  5. ^ a b c d David Bini, Andrea Claudio Galluzzo, Breve storia dello stadio di Firenze, Museofiorentina.it. URL consultato il 21 settembre 2010.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Andrea Claudio Galluzzo, Francesco Maria Varrasi, Gianfranco Lottini, David Bini, Il marchese Ridolfi, l'ingegner Nervi e lo stadio di Firenze, Museofiorentina.it. URL consultato l'11 settembre 2010.
  7. ^ La nascita dell'Associazione Fiorentina del Calcio, Museofiorentina.it. URL consultato l'8 agosto 2010.
  8. ^ a b c Lo stadio "Giovanni Berta": le prime vicende, Archivio storico di Firenze. URL consultato l'11 settembre 2010.
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  55. ^ In realtà però già il 21 novembre 2009 lo stadio fiorentino avrebbe dovuto ospitare un altro test match fra gli "Azzurri" e il Sudafrica, ma la concomitanza con l'anticipo di Serie A fra Fiorentina e Parma, disposto dalla Lega Calcio per la preparazione della successiva partita di Champions League dei viola, ha successivamente costretto la federazione rugbystica a spostare l'incontro allo Stadio Friuli di Udine. Italia-Sud Africa cambia sede Il 21 novembre si gioca a Udine, Gazzetta.it. URL consultato il 12 dicembre 2010.
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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