Stadio Partenopeo

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Coordinate: 40°51′30″N 14°17′35″E / 40.858333°N 14.293056°E40.858333; 14.293056

Stadio Partenopeo "Giorgio Ascarelli"
vesuvio
StadioPartenopeo.jpg
Informazioni
Stato bandiera Regno d'Italia
Ubicazione Napoli
Inizio lavori 1929
Inaugurazione 1930
Demolizione 1942 (raso al suolo dai bombardamenti alleati)
Ristrutturazione 1934
Mat. del terreno Erba
Proprietario Napoli Napoli (1929-1934)
Comune di Napoli (1934-1942)
Progetto Amedeo D'Albora
Uso e beneficiari
Calcio Napoli Napoli
Capienza
Posti a sedere 40.000
 

Lo Stadio Partenopeo fu un impianto sportivo di Napoli, costruito fra l'agosto del 1929 ed il febbraio del 1930 per ospitare le partite di calcio della squadra del Napoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio fu progettato da Amedeo D'Albora su commissione del primo presidente del Napoli Giorgio Ascarelli e fu edificato nei pressi della zona nota come "Rione Luzzatti", nei pressi della stazione Centrale. Le tribune furono costruite in legno e l'impianto, inizialmente denominato "Stadio Vesuvio", poteva contenere 20.000 spettatori.

I lavori vennero interamente finanziati dallo stesso Ascarelli, facoltoso industriale tessile di origine ebraica, che lo fece divenire il primo e finora unico stadio di proprietà del Napoli in più di ottanta anni di storia.

La prima partita ivi disputata fu il 16 febbraio 1930, Napoli - Triestina 4-1, anche se l'inaugurazione formale avvenne solo il 23 febbraio successivo, un pareggio 2-2 contro la Juventus che si era portata in vantaggio fino al 2-0; poco più di due settimane dopo, il presidente Ascarelli morì ed in sua memoria l'impianto fu intitolato al suo nome, divenendo lo "Stadio Giorgio Ascarelli".

In vista dei mondiali italiani del '34 l'impianto, ribattezzato col nuovo e definitivo nome di "Stadio Partenopeo" fu interamente ricostruito in cemento armato, in modo da portare la sua capienza a 40.000 persone. La re-inaugurazione avvenne a pochi giorni dall'inizio del torneo mondiale, durante il quale ivi si svolsero due partite (fra cui la finale per il 3º posto Germania - Austria).

Dopo i mondiali ritornò ad esser sede abituale delle partite casalinghe del Napoli e nel 1937 la società vi attuò il singolare esperimento dell'ingresso libero alle donne. Nel 1942 lo stadio fu raso al suolo dai bombardamenti alleati e l'unico indizio della sua esistenza ormai permane solo nel nome che popolarmente ha preso e mantiene un vicino rione di case, chiamato appunto "Rione Ascarelli".