Stazione di Napoli Centrale

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Coordinate: 40°51′09.02″N 14°16′19.36″E / 40.852506°N 14.272045°E40.852506; 14.272045

Napoli Centrale
stazione ferroviaria
Stazione di Napoli Centrale 2008.jpg
Stato Italia Italia
Localizzazione Napoli, piazza Garibaldi
Attivazione 1867
Linee Roma-Cassino-Napoli
Roma-Formia-Napoli
Napoli-Battipaglia
Napoli-Foggia
Roma-Napoli (AV)
Napoli-Salerno (LMV)
Tipo Stazione in superficie, di testa
Binari 24
Interscambi Autobus urbani e interurbani
Filobus urbani e suburbani
Tram urbani
Stazione di Napoli Piazza Garibaldi
Garibaldi della linea 1
Ferrovia Circumvesuviana

La stazione di Napoli Centrale è il principale scalo ferroviario della città di Napoli e dell'Italia Meridionale ed è la sesta stazione italiana per flusso di passeggeri[1].

È la stazione principale della città, a struttura di testa; sotto di essa si trova la stazione di Piazza Garibaldi, sotterranea e passante, servita dai treni metropolitani della linea 2 e dai treni passanti per Napoli senza la sosta alla stazione centrale, e a breve distanza l'omonima stazione della Circumvesuviana. La stazione è collegata anche con la linea 1 della metropolitana di Napoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il vecchio fabbricato viaggiatori
Piazza Garibaldi prima del 1960, quando la vecchia stazione, già declassata a stazione del passante ferroviario sotterraneo venne demolita per permettere la creazione di una piazza più grande

All'Unità d'Italia (1861) la città di Napoli era servita da due stazioni ferroviarie, poste una a fianco dell'altra lungo la via dei Fossi (attuale corso Garibaldi). Si trattava della stazione della società Bayard, capolinea della ferrovia per Salerno, e della stazione della società Regia, capolinea della ferrovia per Roma.

In seguito all'aumento del traffico e alle mutate necessità, si decise di concentrare i traffici in un'unica stazione centrale, di testa anch'essa, posta a nord delle due precedenti[2]. La nuova stazione, che si riteneva un tempo progettata in stile neorinascimentale dall'architetto Errico Alvino, o meglio Enrico Alvino, è stata inizialmente progettata dall'ingegnere francese Paul Amilhan a partire dal 1860 e poi da Nicola Breglia, allievo di Alvino, dal 1862[3].

Come è stato appurato da un saggio critico[4], sulla formulazione della paternità pesa l’equivoco nato dalla presenza di un ingegnere Ettore Alvino nel cantiere della stazione, che in base ad accurate ricerche d'archivio è risultato essere ingegnere delle ferrovie che si firmava E. Alvino e che collaborò al progetto fino al gennaio 1862, facendo così nascere l'equivoco.

La stazione era collocata in posizione più avanzata rispetto all'attuale, occupando gran parte dell'odierna piazza Garibaldi[5]. Aperta al traffico il 7 maggio 1867, nel 1869 vi fu realizzata la copertura a tettoia triangolare in ferro e vetro progettata nel 1865 da Alfredo Cottrau. La sua forma era ad U, ad unico livello, con porticati lungo i lati e due corpi di fabbrica alle estremità della facciata.

La stazione conteneva sei binari di testa e la facciata della stazione dava, come detto, su Piazza Garibaldi, allora di dimensioni molto inferiori all'attuale, dove furono realizzati dei giardini. Al loro interno vi fu collocata la fontana della Sirena, inaugurata nel 1869 su disegno di Onofrio Buccino con l'aiuto di Francesco Jerace; fu spostata e ricollocata in piazza Sannazaro nel 1924. Nel frattempo, fu posto di fronte alla stazione nel 1904 il monumento a Garibaldi.

Con il passare degli anni la capacità della vecchia stazione, con i suoi soli sei binari, divenne insufficiente a gestire l'enorme aumento del traffico ferroviario passante per la città. Per questo nel 1925, si decise di traslare la zona dei binari di testa della stazione alcune centinaia di metri verso est, dove il maggior spazio disponibile permise di ottenere un piazzale interno molto più ampio, il che consentì di avere un numero più che doppio di binari. La zona della vecchia stazione fu usata per la realizzazione della metropolitana FS[6]; il fabbricato viaggiatori originario fu adibito a stazione della metropolitana, indicata dal 1927 con il nome di Piazza Garibaldi.[7][8], dotata di quattro binari il cui piano delle rotaie era stato abbassato di alcuni metri in una trincea che proseguiva oltre la testata della stazione in due nuove gallerie sotterranee sotto Piazza Garibaldi e il centro di Napoli. Questo permise di avere un nuovo collegamento ferroviario diretto verso le zone di Mergellina e dei Campi Flegrei. Di fatto la stazione di Porta Garibaldi venne utilizzata per tutto il secolo XX oltre che per la metropolitana anche come stazione sussidiaria di Napoli Centrale per treni a lunga percorrenza (che così evitavano di dover fare l'inversione di marcia nella stazione centrale) e per treni in partenza/arrivo da Napoli Mergellina e Napoli Campi Flegrei (per esempio i locali e rapidi con destinazione Taranto).

Per quanto riguarda la stazione principale il piano regolatore generale del 1939 prevedeva in prospettiva l'eliminazione della stazione (che fino ad allora aveva praticamente solo i binari con installazioni provvisorie), sostituita da un nuovo impianto passante, in direzione nord-sud, posto alla periferia orientale della città.[9]. Tuttavia la seconda guerra mondiale impedì la realizzazione di un piano così ambizioso, e anzi causò ingenti danni alla vecchia stazione (ora della metropolitana) come la scomparsa della copertura in ferro e vetro, utilizzata per ricavare materiale ferroso per le esigenze della guerra[10]. Nel dopoguerra si decise allora per minimizzare i costi di mantenere la stazione centrale nella posizione esistente, completandola con la costruzione però un nuovo fabbricato viaggiatori, che in seguito a un concorso fu progettato nel 1954 da Corrado Cameli, Pierluigi Nervi, Carlo Cocchia, Massimo Battaglini, Bruno Zevi, Giulio De Luca, Luigi Piccinato e Giuseppe Vaccaro.

La stazione di Napoli Piazza Garibaldi, posta al di sotto a Napoli Centrale

I lavori terminarono nel 1960, con la demolizione di tutte le strutture della vecchia stazione. Per non interrompere il traffico ferroviario si provvide a costruire prima la nuova stazione demolendo la parte più vicina al piano binari poi si demolì la parte centrale dell'edificio ed infine si eliminò il vecchio ingresso prospiciente la piazza, che si provò a preservare, ma invano perché creava non pochi problemi alla viabilità della nuova piazza. Con la completa eliminazione delle strutture sopra il terreno, venne deciso di coprire il «trincerone» della stazione di Piazza Garibaldi, consentendo così di ampliare notevolmente la piazza soprastante ed eliminando le due strade che costeggiavano ai lati la stazione ossia via Indipendenza, situata sul lato nord e dunque verso il Vasto, e via Libertà, che costeggiava la parte sud del vecchio fabbricato della stazione.


Dopo il 1960 furono realizzati il grattacielo su corso Novara nonché la cosiddetta proboscide, la pensilina del nuovo capolinea degli autobus che nascendo dalla nuova copertura si proiettava verso il centro della piazza. Verrà eliminata nell'anno 2000.

Alcune delle colonne che costituivano i porticati della vecchia stazione furono riutilizzate in vari luoghi della città (due furono adibite a supporto di statue della Madonna al Museo Nazionale e a piazza Immacolata, altre furono collocate presso la basilica del Buon Consiglio, a Capodimonte).

La riqualificazione[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni la stazione è stata sottoposta a un lavoro di ristrutturazione che ha consentito la realizzazione di una struttura più moderna, con il rifacimento delle coperture superiori, la ristrutturazione della zona sotterranea dedicata alla metropolitana cittadina e regionale, la costruzione di diversi ascensori, l'installazione di scale mobili e una serie di spazi dedicati ai servizi di accoglienza dei clienti Trenitalia, di biglietterie, ristoranti e negozi.

Gli interventi nel dettaglio:

  • Nell'atrio sono state demolite le vecchie strutture che ospitavano la biglietteria, il deposito bagagli e la banca; è stato costruito un corpo - denominato “diamante” - che ospita i principali servizi per il viaggio. Una consistente parte delle vetrate è stata sostituita con quasi 2.500 m² di nuovi vetri montati con una struttura a “ragno”, che conferiscono continuità e maggior luce naturale. I pavimenti in gomma nera sono stati sostituiti con nuove pavimentazioni chiare che contribuiscono ad aumentare la luminosità e la spazialità di tutto l’ambiente. Sono state costruite tre nuove scale circolari per l'accesso ai mezzanini: qui si trovano nuove strutture in acciaio e cristallo che ospitano servizi e attività commerciali.
  • Nuova illuminazione, nuovi impianti, pavimentazione, spazi commerciali, segnaletica e sicurezza, hanno profondamente trasformato la galleria di accesso alla stazione di Piazza Garibaldi e alla Stazione della Circumvesuviana. È stata migliorata l’accessibilità a questi spazi, interessati da notevoli flussi di passaggio, grazie alla creazione di due nuovi gruppi scale.
  • Installazione di 136 nuove sedute (prima erano 32), sostituzione delle pensiline di copertura di testata binari con una nuova struttura in acciaio inox e vetro e posa in opera di un nuovo sistema di illuminazione.

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

Veduta aerea della stazione

Fra gli elementi architettonici che contraddistinguono la stazione è da notare il tetto «a piramidi» reso famoso anche da un carosello interpretato da Mina[11], in cui la cantante passeggiava vestita da enormi cavi telefonici tra le piramidi del tetto stesso. Arditi e innovativi furono anche i pilastri piramidali rovesciati (tripodi rovesci) che sorreggono le tettoie poste all'ingresso della stazione e alla testa dei binari.

Dal piano inferiore della stazione di Napoli Centrale si accede alla linea 2 della metropolitana, ovvero alla Stazione di Napoli Piazza Garibaldi e alla stazione delle linee 3 e 4. La stazione di Napoli Centrale dispone di 24 binari, numerati da 2 a 25. Presso la testa del binario 11 una targa commemora le vittime dell'attentato al Rapido 904 del 23 dicembre 1984.

La piazza Garibaldi, antistante la stazione, è inoltre oggetto di ristrutturazione e riqualificazione in accordo con i lavori della linea 1 della metropolitana, su disegno di Dominique Perrault[12], tramite la costruzione di una galleria commerciale ipogea e di ampi giardini.

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

La stazione riceve in media 137 000 frequentatori giornalieri e 50 milioni l’anno. Napoli Centrale così diviene un nodo di interscambio di vitale importanza per l’intero sistema ferroviario nazionale, con un traffico di 390 treni al giorno[13].

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

La stazione dispone di:

  • Biglietteria a sportello Biglietteria a sportello
  • Biglietteria automatica Biglietteria automatica
  • Sala d'Attesa Sala d'attesa, Freccia Club
  • Bar Bar-edicola
  • Servizi igienici Servizi igienici
  • Aiga restaurant inv.svg Ristorante
  • Scala mobile Scale mobili
  • Polizia Ferroviaria Posto di Polizia Ferroviaria
  • McDonald's McDonald's
  • Bancomat Bancomat
  • Deposito bagagli con personale Deposito bagagli con personale
  • Nuvola apps bookcase.png Libreria
  • Farmacia Farmacia
  • Cappella Cappella

Interscambi[modifica | modifica wikitesto]

La stazione dispone di:

  • Fermata metropolitana Fermata metropolitana (Garibaldi, Linea 1)
  • Stazione taxi Stazione taxi
  • Fermata autobus Fermata e capolinea autobus
  • Fermata tram Fermata tram
  • Fermata filobus Fermata filobus

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati di grandistazioni.it (luglio 2007)
  2. ^ Pianta dell'epoca
  3. ^ Italo Ferraro, Napoli: Quartieri bassi e il "Risanamento", CLEAN, 2003
  4. ^ Antonella Marciano, Architettura e dibattito critico sulla Stazione Centrale di Napoli fra Otto e Novecento, in Costruttori di opifici/ Millwrights di G.E. Rubino (a cura di) Napoli, Giannini Editore 2005
  5. ^ Immagine storica dell'esterno
  6. ^ Pianta dell'epoca
  7. ^ Ordine di Servizio 63 - 1927
  8. ^ Immagine dell'epoca dell'interno
  9. ^ Pianta
  10. ^ Incidentalmente, la stessa sorte tocco ad altre stazioni di testa italiane caratterizzate da una copertura in ferro, come per esempio le coperture delle stazioni di Genova Principe e Savona Letimbro
  11. ^ Il filmato
  12. ^ Dominique Perrault: Piazza Garibaldi a Napoli
  13. ^ grandistazioni.it. URL consultato il 19 luglio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]