Stazione di Napoli Centrale
Coordinate: 40°51′09″N 14°16′19″E / 40.852506°N 14.272045°E
| Napoli Centrale stazione ferroviaria |
|
|---|---|
| Stato | |
| Localizzazione | Napoli, piazza Garibaldi |
| Gestore | RFI Grandi Stazioni |
| Apertura | 1866 |
| Linee | Roma–Cassino–Napoli Roma–Formia–Napoli Napoli–Foggia Napoli–Salerno |
| Tipo | stazione in superficie, di testa |
| Binari in uso | 24 |
| Interscambio | autobus urbani autobus extraurbani filobus urbani e suburbani tram urbani stazione di Napoli Garibaldi |
La stazione di Napoli Centrale è il principale scalo ferroviario della città di Napoli e dell'Italia Meridionale ed è la sesta stazione italiana per flusso di passeggeri[1].
È la stazione principale della città, a struttura di testa; sotto di essa si trova la stazione di Piazza Garibaldi, sotterranea e passante, servita dai treni metropolitani della linea 2, e a breve distanza l'omonima stazione della Circumvesuviana. In futuro sarà collegata anche con la linea 1 della metropolitana di Napoli.
Indice |
Storia[modifica]
All'Unità d'Italia (1861) la città di Napoli era servita da due stazioni ferroviarie, poste una a fianco dell'altra lungo la via dei Fossi (attuale corso Garibaldi). Si trattava della stazione della società Bayard, capolinea della ferrovia per Salerno, e della stazione della società Regia, capolinea della ferrovia per Roma.
In seguito all'aumento del traffico e alle mutate necessità, si decise di concentrare i traffici in un'unica stazione centrale posta a nord delle due precedenti[2]. La nuova stazione, che si riteneva un tempo progettata in stile neorinascimentale dall'architetto Errico Alvino, o meglio Enrico Alvino, è stata inizialmente progettata dall'ingegnere francese Paul Amilhan a partire dal 1860 e poi da Nicola Breglia, allievo di Alvino, dal 1862[3].
Come è stato appurato da un saggio critico[4], sulla formulazione della paternità pesa l’equivoco nato dalla presenza di un ingegnere Ettore Alvino nel cantiere della stazione, che in base ad accurate ricerche d'archivio è risultato essere ingegnere delle ferrovie che si firmava E. Alvino e che collaborò al progetto fino al gennaio 1862, facendo così nascere l'equivoco.
La stazione era collocata in posizione più avanzata rispetto all'attuale, occupando gran parte dell'odierna piazza Garibaldi[5]. Aperta al traffico il 7 maggio 1867, nel 1869 vi fu realizzata la copertura in ferro e vetro progettata nel 1865 da Alfredo Cottrau. La sua forma era ad U, ad unico livello, con porticati lungo i lati e due corpi di fabbrica alle estremità della facciata.
Dinanzi la stazione furono realizzati dei giardini. Al loro interno vi fu collocata la fontana della Sirena, inaugurata nel 1869 su disegno di Onofrio Buccino con l'aiuto di Francesco Jerace; fu spostata e ricollocata in piazza Sannazaro nel 1924. Nel frattempo, fu posto di fronte alla stazione nel 1904 il monumento a Garibaldi.
Nel 1925, in occasione dell'attivazione della metropolitana FS, i binari furono traslati alcune centinaia di metri verso est, ottenendo un piazzale interno molto più ampio[6], mentre il fabbricato viaggiatori originario, abbassando il piano del ferro, fu adibito a stazione della metropolitana, indicata dal 1927 con il nome di Piazza Garibaldi[7][8].
Il piano regolatore generale del 1939 prevedeva l'eliminazione della stazione, sostituita da un nuovo impianto passante, in direzione nord-sud, posto alla periferia orientale della città[9].
La seconda guerra mondiale impedì la realizzazione di un piano così ambizioso, anzi causò ingenti danni alla stazione, come la scomparsa della copertura in ferro e vetro; nel dopoguerra si decise di mantenere la stazione esistente, costruendo però un nuovo fabbricato viaggiatori, che in seguito a un concorso fu progettato nel 1954 da Corrado Cameli, Pierluigi Nervi, Carlo Cocchia, Massimo Battaglini, Bruno Zevi, Giulio De Luca, Luigi Piccinato e Giuseppe Vaccaro.
I lavori terminarono nel 1960, con la demolizione di tutte le vecchie strutture. Il "trincerone" della stazione di Piazza Garibaldi venne coperto, consentendo di ampliare notevolmente la piazza soprastante ed eliminando le due strade che costeggiavano ai lati la stazione ossia via Indipendenza, situata sul lato nord e dunque verso il Vasto, e via Libertà, che costeggiava la parte sud del vecchio fabbricato della stazione. Alcune delle colonne che costituivano i porticati laterali furono riutilizzate in vari luoghi della città (due furono adibite a supporto di statue della Madonna al Museo Nazionale e a piazza Immacolata).
La riqualificazione[modifica]
Negli ultimi anni la stazione è stata sottoposta a un lavoro di ristrutturazione che ha consentito la realizzazione di una struttura molto più moderna ed esteticamente gradevole, con il rifacimento delle coperture superiori, la ristrutturazione della zona sotterranea dedicata alla metropolitana cittadina e regionale, la costruzione di diversi ascensori, l'installazione di nuove scale mobili e una serie di spazi dedicati ai servizi di accoglienza dei clienti trenitalia, di biglietterie, ristoranti e moltissimi negozi. La nuova fisionomia della stazione ricorda vagamente quella della stazione ferroviaria di Roma Termini.
Gli interventi nel dettaglio:
in atrio sono state demolite le vecchie strutture che ospitavano la biglietteria, il deposito bagagli e la banca; è stato costruito un corpo - denominato “diamante” - che ospita i principali servizi per il viaggio. Una consistente parte delle vetrate è stata sostituita con quasi 2.500 m² di nuovi vetri montati con una struttura a “ragno”, che conferiscono continuità e maggior luce naturale. I pavimenti in gomma nera sono stati sostituiti con nuove pavimentazioni chiare che contribuiscono ad aumentare la luminosità e la spazialità di tutto l’ambiente. Sono state costruite tre nuove scale circolari per l'accesso ai mezzanini: qui si trovano nuove strutture in acciaio e cristallo che ospitano servizi e attività commerciali.
Nuova illuminazione, nuovi impianti, pavimentazione, spazi commerciali, segnaletica e sicurezza, hanno profondamente trasformato la galleria di accesso alla stazione di Piazza Garibaldi e alla Stazione della Circumvesuviana. È stata migliorata l’accessibilità a questi spazi, interessati da notevoli flussi di passaggio, grazie alla creazione di due nuovi gruppi scale.
Sono state installate 136 nuove sedute (prima erano 32), sono state sostituite le pensiline di copertura di testata binari con una nuova struttura in acciaio inox e vetro ed è stato posto in opera un nuovo sistema di illuminazione.
Descrizione[modifica]
Fra gli elementi architettonici che contraddistinguono la stazione è da notare il tetto "a piramidi" reso famoso anche da un carosello interpretato da Mina[10], in cui la cantante passeggiava vestita da enormi cavi telefonici tra le piramidi del tetto stesso. Arditi e innovativi furono anche i pilastri piramidali rovesciati (tripodi rovesci) che sorreggono le tettoie poste all'ingresso della stazione e alla testa dei binari.
Dal piano inferiore della stazione di Napoli Centrale si accede alla linea 2 della metropolitana, ovvero alla Stazione di Napoli Piazza Garibaldi e alla stazione delle linee 3 e 4. La stazione di Napoli Centrale dispone di 24 binari, numerati da 2 a 25. Presso la testa del binario 11 una targa commemora le vittime dell'attentato al Rapido 904 del 23 dicembre 1984.
La piazza Garibaldi, antistante la stazione, è inoltre oggetto di ristrutturazione e riqualificazione in accordo con i lavori della linea 1 della metropolitana, su disegno di Dominique Perrault[11], tramite la costruzione di una galleria commerciale ipogea e di ampi giardini.
Traffico[modifica]
La stazione riceve in media 137 000 frequentatori giornalieri e 50 milioni l’anno. Napoli Centrale così diviene un nodo di interscambio di vitale importanza per l’intero sistema ferroviario nazionale, con un traffico di 390 treni al giorno[12].
Servizi[modifica]
La stazione dispone di:
Biglietteria a sportello: aperta tutti i giorni dalle 6:15 alle 21:00[13]
Biglietterie self-service attive 24/24 h[14].
Scale mobili
Telefoni pubblici
Sala di attesa, freccia club
Parcheggio
Sottopassaggio
Accessibilità per portatori di handicap
Fermata e capolinea autobus, filobus e tram (1 - 2 - 116 - 151 - 172 - 175 - 191 - 192 - 194 - 195 - 202 - 203 - 254 - 256/ - N1 - N3 - N4 - N5 - 455 - 460 - 470D - 472 - 475 - 616 - ALIBUS - C40 - OF - R2 - R5 - A3N - A4R - A20 - A27 - A37 - A44 - C1N - C1RT - C2N - C2R - M7 - M21 - M22N - M45R - M52R - SI18 - SI19 - T31 - T32 - T33)
Taxi
Posto di Polizia Ferroviaria
McDonald's
Stazione video sorvegliata
Ristoranti
Bancomat
Deposito bagagli.[14]
Stazione video sorvegliata
Bar
Distributori automatici di snack e bevande
Edicola
Libreria Feltrinelli
Farmacia
Cappella
Servizi igienici
Destinazioni[modifica]
Nazionali[modifica]
- Roma (R, RV, E, ICN, IC, ES City, ES AV, Italo)
- Milano (ICN, IC, ES AV, Italo)
- Firenze (IC, ES AV, Italo)
- Bologna (IC, ES AV, Italo)
- Genova (ICN, IC)
- Torino (ICN, IC, ES AV)
- Venezia (ICN, IC, ES AV)
- Palermo/Siracusa (IC, ICN)
- Cosenza (Rv)
- Taranto (R, IC)
- Salerno (M, R, RV, E, ICN, IC, ES, ES AV, Italo)
- Benevento (R)
- Caserta (M, R, ICN)
- Cassino (R, ICN)
- Frosinone (ICN)
- Campobasso (R)
- Potenza (R, IC)
- Cosenza (RV)
- Lamezia (IC, ES, ES AV)
- Livorno (IC)
- Udine (ICN)
- Reggio Calabria (IC, ES, ES AV)
• Trieste Centrale (IC)
- Linee metropolitane e regionali (province di Napoli, Caserta, Avellino e Salerno)
Internazionali[modifica]
Sino alla prima metà degli anni 2000 la stazione di Napoli era regolarmente collegata con Monaco di Baviera tramite un servizio di treni espressi, poi divenuti Eurocity Night, e fino agli anni '90 esisteva un collegamento diretto con Parigi, mentre oggi è comunque possibile raggiungere queste destinazioni facendo cambio rispettivamente a Milano, Torino e a Roma.
Note[modifica]
- ^ Dati di grandistazioni.it (luglio 2007)
- ^ Pianta dell'epoca
- ^ Italo Ferraro, Napoli: Quartieri bassi e il "Risanamento", CLEAN, 2003
- ^ Antonella Marciano, Architettura e dibattito critico sulla Stazione Centrale di Napoli fra Otto e Novecento, in Costruttori di opifici/ Millwrights di G.E. Rubino (a cura di) Napoli, Giannini Editore 2005
- ^ Immagine storica dell'esterno
- ^ Pianta dell'epoca
- ^ Ordine di Servizio 63 - 1927
- ^ Immagine dell'epoca dell'interno
- ^ Pianta
- ^ Il filmato
- ^ Dominique Perrault: Piazza Garibaldi a Napoli
- ^ grandistazioni.it. URL consultato in data 19 luglio 2011.
- ^ Orario apertura biglietterie Trenitalia in Campania
- ^ a b Servizi in stazione-Trenitalia
Voci correlate[modifica]
- Napoli
- Piazza Garibaldi (Napoli)
- Grandi Stazioni
- Lista di stazioni ferroviarie italiane per flusso di passeggeri
Altri progetti[modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Stazione di Napoli Centrale
Collegamenti esterni[modifica]
- Sito Ufficiale Napoli Centrale
- Nodo Napoli Centrale
- Cronologia del trasporto su rotaie a Napoli
- Le stazioni ferroviarie e metropolitane di Napoli
- La stazione su Grandistazioni.it