Associazione Calcio Milan
| A.C. Milan Calcio |
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| I Rossoneri, il Diavolo[1] | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | ||||
| Simboli | Diavolo | |||
| Inno | Milan, Milan Tony Renis e Massimo Guantini[2] |
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| Dati societari | ||||
| Città | Milano | |||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Serie A | |||
| Fondazione | 1899 | |||
| Presidente | Carica vacante[3] |
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| Allenatore | ||||
| Stadio | Giuseppe Meazza (San Siro) (80.018[5] posti) |
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| Sito web | www.acmilan.com | |||
| Palmarès | ||||
| Scudetti | 18 | |||
| Titoli nazionali | 2 Campionati di Serie B | |||
| Trofei nazionali | 5 Coppe Italia 6 Supercoppe italiane |
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| Trofei internazionali | 7 Coppe dei Campioni/Champions League 2 Coppe delle Coppe 5 Supercoppe UEFA 3 Coppe Intercontinentali 1 Coppe del mondo per club 1 Coppa Mitropa 2 Coppe Latine |
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| Si invita a seguire il modello di voce | ||||
| « Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari![6][7] » |
| (Herbert Kilpin) |
L'Associazione Calcio Milan S.p.A., nota semplicemente come Milan,[8] è una società calcistica di Milano, fondata il 16 dicembre 1899.[9] La squadra milita nella Serie A del campionato italiano di calcio, dove ha giocato pressoché stabilmente: dalla sua introduzione nella stagione 1929-1930, infatti, ha partecipato a 79 campionati di Serie A a girone unico su 81. L'Associazione Calcio Milan è una società del Gruppo Fininvest dal 1986. La carica di presidente del club è vacante[4] dall'8 maggio 2008,[10] in quanto l'assunzione dell'incarico di presidente del Consiglio dei ministri da parte di Silvio Berlusconi ha determinato la sua dimissione dalla massima carica sociale del Milan.[11][12][13] Il vice presidente vicario e amministratore delegato della società è Adriano Galliani[4] e dal 2012 lo stesso Berlusconi è presidente onorario del club.[14]
È la prima squadra al mondo per numero di titoli internazionali conquistati (18,[15] a pari merito con il Boca Juniors),[16] tra cui 3 Coppe Intercontinentali (primato mondiale[17]), una Coppa del mondo per club, 5 Supercoppe europee (primato europeo), 7 Coppe dei Campioni/Champions League e 2 Coppe delle Coppe (entrambi primati italiani)[18] e figura al dodicesimo posto (seconda italiana) della graduatoria continentale dell'UEFA, stilata sulla base dei risultati ottenuti nelle competizioni europee nell'ultimo quinquennio.[19][20] Se in ambito internazionale è la squadra italiana con più successi e la prima ad aver vinto la Coppa dei Campioni (nel 1962-1963), in ambito italiano il Milan è il terzo club più titolato dopo la Juventus (prima) e l'Inter (seconda), avendo vinto 18 scudetti, 5 Coppe Italia e 6 Supercoppe italiane (quest'ultimo record italiano).[21] Complessivamente, con 47 trofei ufficiali vinti, è il secondo club più titolato dietro alla Juventus. È inoltre una delle due squadre ad aver vinto il campionato italiano a girone unico senza subire sconfitte (nel 1991-1992,[22] l'altra è stata la Juventus nel 2011-2012[23]).
In base a quanto emerso da un sondaggio della società Demos & Pi effettuato nel settembre 2012, il Milan risulta essere la seconda squadra per numero di sostenitori in Italia, avendo riscosso la preferenza del 15,8% del campione.[24] A livello continentale quella rossonera risulta la settima squadra (prima italiana) con più sostenitori in Europa, come emerso da uno studio pubblicato dalla società tedesca Sport+Markt nel 2010.[25]
Indice |
Storia
| Per approfondire, vedi Storia dell'Associazione Calcio Milan. |
Dagli esordi al secondo dopoguerra
Presumibilmente il 16 dicembre[9] 1899[26][27] grazie all'iniziativa di un gruppo di inglesi e italiani animati dalla passione per il football, nacque il Milan Foot-Ball and Cricket Club, che ebbe come primo presidente Alfred Edwards, vice presidente e capitano della squadra di cricket Edward Nathan Berra, segretario Samuel Richard Davies e fra i soci fondatori David Allison (capitano della squadra di calcio), Daniele Angeloni, Giannino Camperio, Antonio Dubini, Guido Valerio e Herbert Kilpin.[28] La fondazione del club fu resa pubblica due giorni più tardi, lunedì 18 dicembre, da La Gazzetta dello Sport.[27][29][30]
Il 15 gennaio 1900 il club fu affiliato alla Federazione Italiana Football e il 15 aprile la squadra fece il suo esordio ufficiale contro l'FC Torinese[29] nelle semifinali del campionato 1900.[31] Il 27 maggio dello stesso anno vinse la Medaglia del Re grazie al 2-0 ottenuto contro la Juventus.
L'anno seguente il Milan fu subito campione d'Italia, interrompendo la serie di vittorie consecutive del Genoa sconfitto in finale per 3-0. Per il bis occorse aspettare il 1906, quando ad essere battuta fu la Juventus che rifiutò di disputare la ripetizione della gara di spareggio sul campo dell'US Milanese, non condividendo la decisione della Federazione sulla scelta della sede della partita.[32] Nel 1907 arrivò il terzo successo, grazie al primo posto nel Girone Finale a cui parteciparono Torino e Andrea Doria.
Nonostante i successi, nel 1908 nacque un dissidio interno alla società riguardo l'opportunità di tesserare giocatori stranieri e un gruppo di soci lasciò i rossoneri per fondare un nuovo sodalizio, il Football Club Internazionale Milano.[33] Dopo la separazione il Milan sfiorò lo scudetto nel 1910-1911 e nel 1911-1912 (entrambi i campionati furono vinti dalla Pro Vercelli), mentre nel 1916 i rossoneri misero in bacheca la Coppa Federale. Nelle stagioni seguenti la squadra vinse due volte i campionati regionali ma non riuscì ad ottenere successi nelle fasi nazionali.
Nel marzo 1919 la denominazione originale di Milan Foot-Ball and Cricket Club fu mutata in Milan Football Club.[34][35] Il nuovo nome fece da preludio a un lungo periodo buio, durante il quale i diavoli pur rimanendo sempre nella massima serie ottennero solo piazzamenti a metà classifica non andando mai oltre il terzo posto, ottenuto nel 1937-1938 (a tre punti dall'Inter campione) e nel 1940-1941 (a cinque punti dal Bologna vincitore). Le stelle di quest'epoca furono Aldo Boffi e Giuseppe Meazza.
Nel 1926 si inaugurò lo stadio di San Siro, costruito dal presidente Piero Pirelli e che, fino al 1948, ospitò solo il Milan, dato che l'Inter avrebbe giocato all'Arena Civica.[36]
Nel 1936 la società mutò la denominazione in Milan Associazione Sportiva,[26][37] mentre nel febbraio 1939[38] le autorità fasciste imposero l'italianizzazione del nome in Associazione Calcio Milano.[39] Dopo la seconda guerra mondiale la squadra tornò alla vecchia denominazione. Nacque così, nel 1945, l'Associazione Calcio Milan.[40][41]
Gli anni cinquanta e sessanta
Nell'immediato dopoguerra la squadra rossonera ripartì con il quarto posto del 1946-1947 a cui la stagione successiva seguì per la prima volta il titolo simbolico di "campione d'inverno".[42] Lo scudetto arrivò, invece, nel 1950-1951 dopo 44 anni di attesa[43] insieme alla prestigiosa Coppa Latina del 1951, grazie ai gol del celebre trio d'attacco svedese Gre-No-Li, alle parate di Buffon e alla guida tecnica dell'ungherese Lajos Czeizler. Negli anni seguenti si unirono alla squadra altri campioni come Schiaffino, Bagnoli, Radice e Cesare Maldini, che furono fra i protagonisti delle vittorie nella Coppa Latina 1956 e di altri 3 campionati (1954-1955, 1956-1957 e 1958-1959), guidati dal capitano Nils Liedholm. Nel 1958 il Milan raggiunse per la prima volta la finale di Coppa dei Campioni, perdendo però per 3-2 ai supplementari contro il grande Real Madrid,[44] vincitore delle prime cinque edizioni consecutive del trofeo.
Per vedere il primo successo continentale dei rossoneri occorse aspettare il 1963. L'anno precedente il Milan aveva vinto il suo ottavo titolo nel 1961-1962 con Nereo Rocco in panchina, il capocannoniere José Altafini in attacco e un giovane Gianni Rivera in campo. E furono le reti di Altafini a spingere il Milan sino alla vittoria per 2-1 nella finale contro il Benfica nello stadio di Wembley.[44] Fu il capitano Cesare Maldini a sollevare la prima Coppa dei Campioni vinta da una squadra italiana.[45]
Nel 1964 i rossoneri, con Viani in panchina dopo il passaggio di Rocco al Torino, persero per 1-0 la Coppa Intercontinentale al termine della partita decisiva giocata al Maracanã contro il Santos di Pelé.[46] Questa fu l'ultima stagione sotto la presidenza di Andrea Rizzoli, che si dimise dopo nove anni al timone del club in cui vinse 4 scudetti, una Coppa Latina, una Coppa dei Campioni ed edificò il centro sportivo di Milanello.[47] All'abbandono di Rizzoli seguirono alcune stagioni opache, che videro come unico successo la Coppa Italia 1966-1967. Fu, questo, un intervallo reso ancora più amaro dalle contemporanee vittorie dei cugini dell'Inter, guidati dal mago Herrera. Fu il ritorno in panchina di Rocco ad interrompere il periodo di insuccessi: nel 1967-1968 i rossoneri conquistarono il nono scudetto, oltre alla Coppa delle Coppe 1967-1968, messa in bacheca battendo nella finale di Rotterdam l'Amburgo grazie ad una doppietta di Kurt Hamrin.[48] Nel campionato successivo, quello del 1968-1969, il Milan giunse secondo alle spalle della Fiorentina, ma vinse la seconda Coppa dei Campioni della sua storia battendo per 4-1 nella finale di Madrid l'Ajax di Rinus Michels.[44] Nel 1969 il Milan si aggiudicò l'Intercontinentale, in virtù del successo nella doppia finale contro gli argentini dell'Estudiantes (3-0; 1-2).[49] A questi allori di squadra si aggiunse anche la vittoria di Rivera nel Pallone d'oro 1969, primo italiano a riuscirvi.[26][50]
Gli anni settanta e ottanta
Gli anni settanta si aprirono con tre secondi posti consecutivi in campionato, due dei quali ottenuti dopo aver subito brucianti rimonte da parte di Inter (1970-1971) e Juventus (1972-1973). In particolare nel 1972-1973 i rossoneri persero un campionato che sembrava già vinto a causa di un'amara sconfitta nella "Fatal Verona".[51] I secondi posti in campionato furono però compensati dalla vittoria di due Coppe Italia (1971-1972 e 1972-1973) e della seconda Coppa delle Coppe.
In questo periodo si stabilirono nei vari settori della curva sud dello Stadio di San Siro i primi nuclei di tifo organizzato a supporto della squadra rossonera: fra i principali si ricordano la Fossa dei Leoni (nato nel 1968 e scioltosi nel 2005),[52] Commandos Tigre (1967) e Brigate Rossonere (1975).[53]
Il caos societario che vide alternarsi al vertice della società ben 7 presidenti in poco più di 10 anni non aiutò la squadra a mantenere una certa continuità di risultati. Il Milan, fra il 1973 e il 1978, attraversò una serie di stagioni non esaltanti durante le quali si mantenne sempre nelle posizioni di bassa classifica. L'arrivo di Nils Liedholm in panchina e il 4º posto nel torneo 1977-1978, stagione di debutto di Franco Baresi, fecero da preambolo alla vittoria del decimo titolo nel 1978-1979. La squadra, guidata in campo da un Rivera alla sua ultima stagione da calciatore, vinse la concorrenza dell'ostico Perugia di Castagner e mise finalmente in bacheca l'agognato "scudetto della stella".[54]
Gli anni ottanta si aprirono, invece, con la prima retrocessione in Serie B a seguito dello scandalo del calcio scommesse,[55] malgrado il terzo posto finale a cinque punti dall'Inter campione. Il pronto ritorno nella massima serie vincendo il campionato di Serie B 1980-1981 fu solo momentaneo, poiché nel campionato 1981-1982 i rossoneri retrocessero nuovamente, questa volta sul campo, a seguito di una stagione fallimentare trascorsa quasi interamente nelle ultime posizioni di classifica e conclusa al terz'ultimo posto (24 punti in 30 partite).[56] Ancora una volta il ritorno in A fu immediato. Il Milan tornò ad assestarsi stabilmente nella massima serie, senza però più riuscire ad inserirsi nelle posizioni di vertice. Il 20 gennaio 1985 esordì in massima serie il sedicenne Paolo Maldini, che si sarebbe affermato come titolare della difesa rossonera già dalla stagione successiva.[57]
Al termine della stagione 1985-1986 la situazione precipitò nuovamente: a seguito di alcune ispezioni della Guardia di Finanza la società risultò fortemente indebitata e a rischio fallimento. Fu l'imprenditore milanese Silvio Berlusconi a rilevare la squadra dal presidente Farina il 20 febbraio 1986 e a ripianare il deficit economico.[58] Le ambizioni di successo del nuovo presidente furono confermate da una campagna acquisti finalmente all'altezza del blasone rossonero: arrivarono Donadoni, Bonetti, Galderisi, Massaro e Galli.[59] Dopo una prima stagione di transizione che vide l'esonero di Nils Liedholm e il quinto posto finale, nel 1987 il Milan scelse di puntare sul giovane tecnico Arrigo Sacchi. Ai campioni già presenti in rosa si aggiunsero i due fuoriclasse olandesi Marco van Basten e Ruud Gullit (Pallone d'oro 1987). Sacchi, dopo un inizio difficile, guidò la squadra ad una rimonta sul Napoli sino alla vittoria finale. Il successo in campionato fu il preludio ad un triennio d'oro in cui i rossoneri si aggiudicarono due Coppe dei Campioni (1989, 1990), due Supercoppe europee (1989, 1990), due Coppe Intercontinentali (1989, 1990) e una Supercoppa italiana (1989).[60] Il Milan di Sacchi, ispirato al calcio totale, rivoluzionò la pratica e la mentalità calcistica.
Gli anni novanta e duemila
La serie di successi in Europa si interruppe il 20 marzo 1991, nella partita di ritorno dei quarti di finale di Coppa dei Campioni, giocata contro l'Olympique Marsiglia. Il Milan, in svantaggio per 1-0, uscì dal campo dopo lo spegnimento di uno dei riflettori dello stadio su richiesta di Adriano Galliani,[61] che riteneva impossibile continuare a giocare per via della scarsa visibilità. La funzionalità del riflettore venne ripristinata ma il Milan non tornò in campo, venendo penalizzato con una sconfitta a tavolino e con la squalifica per un anno dalle coppe europee.[62][63] Si chiuse così il ciclo di Sacchi che a fine stagione lasciò la panchina a Fabio Capello per diventare commissario tecnico della Nazionale italiana.
Fuori dalle competizioni europee, il Milan poté concentrarsi completamente sul campionato 1991-1992, che vinse senza subire nemmeno una sconfitta[64][65] diventando così la prima squadra italiana a vincere lo scudetto senza perdere nemmeno una partita.[22] L'anno successivo il ritorno nella Coppa dei Campioni, con il nuovo nome di UEFA Champions League, vide il Milan sconfitto in finale ancora dall'Olympique Marsiglia,[44] mentre in campo nazionale si aggiudicò il secondo scudetto di fila e la Supercoppa italiana. Il 1993-1994 fu, invece, un'annata memorabile, impreziosita dal double scudetto-Champions League (storico il 4-0 in finale contro il Barcellona) e coronato dalla Supercoppa italiana.
Perse invece contro il Parma la Supercoppa UEFA e contro il San Paolo la Coppa Intercontinentale, competizioni disputate al posto dell'Olympique Marsiglia, detentrice della Champions League ma squalificata a seguito dell'"Affaire VA-OM". L'anno seguente il Milan raggiunse per il terzo anno di fila la finale della massima competizione europea, ma fu sconfitto dal giovane Ajax di Louis van Gaal.[44] Anche la Coppa Intercontinentale sfuggì dalle mani dei rossoneri per andare agli argentini del Vélez Sársfield, vittoriosi per 2-0 nella finale di Tokyo.[66] A salvare il bilancio della stagione fu la doppietta di vittorie nelle Supercoppe europea e italiana. Al termine della stagione 1995-1996, conclusa con la vittoria del quarto scudetto in cinque anni, Capello lasciò la panchina della squadra rossonera all'uruguaiano Oscar Tabárez.
L'arrivo di Tabárez aprì un biennio di crisi, durante il quale si alternarono senza successo sulla panchina del Milan anche i rientranti Sacchi e Capello. A riportare in via Turati il tricolore fu Alberto Zaccheroni, che nel 1998-1999 completò alla penultima giornata un'inopinata rimonta sulla Lazio, grazie a sette vittorie consecutive negli ultimi sette turni.[67] Il terzo posto nel campionato successivo e le due eliminazioni consecutive in Champions League portarono, però, all'esonero del tecnico romagnolo, che fu sostituito da Cesare Maldini e Mauro Tassotti a due mesi dal termine della stagione 2000-2001.[68]
Nel 2001-2002, dopo la breve parentesi del turco Fatih Terim, arrivò sulla panchina del Milan l'ex calciatore rossonero Carlo Ancelotti, che l'anno seguente inaugurò un nuovo ciclo di vittorie riportando nella bacheca rossonera la UEFA Champions League che mancava da nove anni e la prima Coppa Italia dell'era Berlusconi. Alla vittoria in Champions seguirono nel 2003-2004 il diciassettesimo scudetto e la quarta Supercoppa europea.
Sono del 2004-2005 la vittoria della Supercoppa italiana, il secondo posto in campionato e la sconfitta-beffa nella finale di Champions League contro il Liverpool, che nel secondo tempo rimontò dallo 0-3 e vinse ai rigori.[69] Al termine del campionato 2005-2006, concluso al secondo posto, il Milan fu coinvolto nello "scandalo Calciopoli". Subì una penalizzazione di trenta punti che lo relegò al terzo posto e un'ulteriore penalizzazione di 8 punti da scontare nel campionato successivo.[70]
Il 2006-2007 vide quindi il Milan subito fuori dalla lotta scudetto e senza il miglior marcatore delle ultime stagioni, Andriy Shevchenko (passato al Chelsea), ma protagonista in Champions League, dove giunse nuovamente in finale contro gli inglesi del Liverpool. La doppietta di Inzaghi valse ai rossoneri la conquista del massimo trofeo continentale per la settima volta[71] e Kaká fu capocannonire della manifestazione con 10 gol.[72] Nel 2007-2008 il Milan ha vinto la Supercoppa europea per la quinta volta nella sua storia e la Coppa del mondo per club, laureandosi Campione del mondo, ma è stato eliminato agli ottavi di finale in Champions League e in campionato non è riuscito ad andare oltre il quinto posto, mancando quindi la qualificazione per il massimo torneo continentale.[73] La stagione seguente, che ha segnato il ritiro di Paolo Maldini e ha visto il Milan giocare in Coppa UEFA, dove è stato eliminato ai sedicesimi di finale per mano del Werder Brema, e concludere al terzo posto in Serie A, è stata l'ultima con Ancelotti e Kaká: il primo è passato alla guida del Chelsea, il secondo è stato ceduto al Real Madrid per 67,2 milioni di euro (dei quali 2,7 versati al San Paolo per diritti di formazione).[74]
Dal 1º giugno 2009 il ruolo di tecnico è stato assunto da Leonardo,[75][76] alla prima esperienza da allenatore.[77] Dopo una sola stagione, conclusa con il terzo posto in campionato, il tecnico brasiliano il 14 maggio 2010, nella conferenza stampa precedente l'ultima giornata del campionato 2009-2010, ha annunciato il suo addio alla società dopo 13 anni nei quali ha vestito i panni di calciatore, dirigente e, infine, allenatore.[78]
Gli anni duemiladieci
Il 25 giugno 2010, tramite un comunicato apparso sul sito ufficiale, il Milan ha annunciato l'ingaggio dell'allenatore livornese Massimiliano Allegri.[79] Nella prima stagione sotto la guida del tecnico toscano, la squadra rossonera ha vinto il 18º scudetto della propria storia,[80] a distanza di 7 anni dal precedente.[81] Nella stagione 2011-2012 la squadra conquista la sua sesta Supercoppa italiana battendo a Pechino l'Inter per 2-1.[82]
Cronistoria
| Cronistoria dell'Associazione Calcio Milan | ||||
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Colori e simboli
| La maglia del centenario, simile a quella usata all'inizio del XX secolo. |
Durante tutta la sua storia il Milan ha avuto come colori distintivi il rosso e il nero. Tali colori furono scelti, come disse Kilpin, per rappresentare il fuoco dei diavoli milanisti (rosso) e la paura degli avversari nell'affrontarli (nero).[6][7][83]
I giocatori indossano una maglia a strisce rosse e nere, motivo per il quale fu dato loro il soprannome di rossoneri, pantaloncini bianchi e calzettoni neri. La divisa di trasferta è sempre stata di colore bianco; con tale divisa il Milan vinto 6 finali su 8 di Coppa dei Campioni/Champions League, avendo perso solo contro l'Ajax nel 1994-1995 e contro il Liverpool nel 2004-2005 mentre ha vinto solo una finale su 3 con la maglia rossonera.[84] La terza maglia, invece, viene usata più raramente e nel corso degli anni è cambiata con una certa frequenza: è stata prevalentemente nera, ma anche gialla, azzurra, rossa, argento e oro.
Per diversi anni il logo del Milan fu semplicemente la bandiera di Milano.[85] Un altro soprannome che deriva dai colori della società è Il Diavolo e di conseguenza come logo della società fu usata anche l'immagine di un diavolo rosso alla destra di una stella,[85] riconoscimento della vittoria di 10 scudetti. Lo stemma riporta i colori sociali rosso e nero a sinistra e la bandiera del Comune di Milano (una croce rossa su sfondo bianco) sulla destra, con l'acronimo ACM sopra e l'anno della fondazione (1899) sotto.[85]
Dal 16 febbraio 2006 il Milan ha una mascotte ufficiale, disegnata dalla Warner Bros.: Milanello, un diavolo rosso con la divisa rossonera e un pallone da calcio.[86]
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Stemma del Diavolo, creato dal Guerin Sportivo negli anni venti.
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L'attuale logo del Milan, in uso dal 1994.
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Il logo per CentoMilan, il centenario rossonero del 1999.
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Milanello, mascotte del Milan dal 2006.
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Milanello, mascotte del Milan dal 2006 (in campo nella partita Milan-Siena, stagione 2011-2012).
Strutture
Stadio
| Per approfondire, vedi Stadio Giuseppe Meazza. |
Nei primi anni dopo la sua nascita il Milan giocò le partite casalinghe in diversi campi. Dal 1900 al 1903 il Trotter in piazza Doria (dove successivamente sorse la Stazione Centrale), dal 1903 al 1905 l'Acquabella in Corso Indipendenza, inaugurato il 15 marzo 1903 con l'amichevole Milan-Genoa 0-0, dal 1906 al 1914 il Campo Milan di Porta Monforte (poi Campo di Via Fratelli Bronzetti, dopo il cambio dell'ingresso da via Sottocorno a via Fratelli Bronzetti), dal 1914 al 1920 il Velodromo Sempione, da settembre a novembre 1919 il Campo Pirelli (zona Bicocca) e dal 1920 al 1926 il campo in Viale Lombardia. Il Milan giocò anche all'Arena Civica, campo dell'Ambrosiana-Inter, saltuariamente tra il 1908 e il 1914 e poi dal 1941 al 1949.[87]
Dal 1926 il Milan gioca le partite casalinghe nello Stadio Giuseppe Meazza, noto soprattutto come San Siro, dal nome del quartiere di Milano in cui sorge. L'impianto ha una capienza di 80.018 posti[5] e dal 1948 viene usato insieme all'Inter.[36] La costruzione dello stadio iniziò nel dicembre 1925 per volere di Piero Pirelli, allora presidente rossonero, e il nuovo impianto fu ufficialmente inaugurato il 19 settembre dell'anno seguente con una partita tra Milan e Inter (6-3 per i nerazzurri).[36][88] Dal 1935 è di proprietà del Comune di Milano[88] e nel 1980 fu intitolato a Giuseppe Meazza, ex calciatore di entrambe le società milanesi nonché della Nazionale italiana.[36][88]
Centro di allenamento
Il campo di allenamento del Milan è il centro sportivo di Milanello, situato in provincia di Varese tra i comuni di Carnago, Cassano Magnago e Cairate.[47] Inaugurato nel 1963, si estende su 160.000 m² e dispone di 6 campi da calcio regolamentari, un campetto in erba sintetica, un campetto coperto con fondo sintetico e un campetto in erba circondato da una muro sormontato da una recinzione, denominato "gabbia".[47]
Società
Il capitale sociale dell'Associazione Calcio Milan S.p.A. è diviso in 48 milioni di azioni del valore nominale di 52 centesimi di euro[89] ed è controllata al 99,92973% da Fininvest Spa,[90] la holding della famiglia Berlusconi, e come tale rientra nel perimetro di consolidamento della società.[91] Infatti le attività e le passività del Milan alla fine dell'anno sono sommate a quelle delle altre società del gruppo Fininvest nel bilancio consolidato, in questo modo le eventuali perdite del Milan possono essere ripianate grazie agli utili di società in attivo come la Arnoldo Mondadori Editore.
L'Associazione Calcio Milan è anche uno dei membri fondatori dell'Associazione dei Club Europei (ECA),[92] organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso G-14 e composta dai principali club calcistici riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA e alla UEFA.[93]
Consiglio di amministrazione
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Silvio Berlusconi, proprietario del Milan nonché ex presidente della società (1986-2004 e 2006-2008) e presidente onorario del club dal 2012, e Adriano Galliani, vice presidente vicario e amministratore delegato del Milan
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Organigramma del Consiglio di amministrazione del Milan:[4]
- Presidente: carica vacante.[10]
- Presidente onorario: Silvio Berlusconi.[14]
- Vice presidente vicario e amministratore delegato: Adriano Galliani.
- Vice presidente: Paolo Berlusconi.
- Consiglieri:
- Barbara Berlusconi,[94] figlia di Silvio Berlusconi e membro del Cda di Fininvest;[95]
- Pasquale Cannatelli, amministratore delegato di Fininvest;
- Leandro Cantamessa, legale della società;
- Alfonso Cefaliello;
- Giancarlo Foscale, cugino di Berlusconi ed ex presidente Standa;
- Antonio Marchesi.
- Segretario: Rolando Vitrò.
Gruppo Milan
L'Associazione Calcio Milan Spa controlla il 100% di Milan Entertainment S.r.l., Milan Real Estate S.p.A e Fondazione Milan - Onlus; inoltre possiede il 50% di M-I Stadio S.r.l. e il 45% di Asansiro S.r.l.[96]
- Milan Real Estate S.p.A è la società alla quale sono intestati gli immobili della sede di via Turati 3 e il centro sportivo Milanello.[97]
- Milan Entertainment S.r.l. è la società nata nel 2005 come Servizi Milan S.r.l., alla quale AC Milan S.p.A. ha ceduto i diritti di sfruttamento ventennale del marchio tramite conferimento di ramo d'azienda valutato da una perizia del Prof. Paolo Jovenitti pari a 182,6 milioni di euro.[98]
- M-I Stadio S.r.l. (già Consorzio San Siro Duemila[99]) è il consorzio formato al 50% tra Milan e Inter per la gestione dello Stadio Giuseppe Meazza.[100]
- Asansiro S.r.l. è un'agenzia di sviluppo locale, per il quartiere San Siro, partecipata da Milan (45%), Inter (45%) e la Fondazione ChiamaMilano (10%).[100]
Bilancio
| Anno | Risultato | Fatturato |
|---|---|---|
| 2006[101] | +2,5 |
293,1 |
| 2007[102] | -31,7 |
275,4 |
| 2008[103] | -66,8 |
237,9 |
| 2009[104] | -9,8 |
327,6 |
| 2010[105] | -69,8 |
253,2 |
| 2011[106] | -67,3 |
266,8 |
| 2012[107] | -6,9 |
324,3 |
Il bilancio d'esercizio del 2012, approvato il 22 aprile 2013, è stato chiuso con un fatturato di 329,3 milioni di euro e una perdita di 6,9 milioni di euro.[107] Nel 2011 il fatturato era stato di 266,8 milioni di euro e vi era stata una perdita di 67,3 milioni di euro,[106] nell'anno precedente il bilancio segnava un fatturato di 353,2 milioni di euro e una perdita di 69,8 milioni di euro[105] mentre nel 2009 il fatturato era stato di 327,6 milioni di euro con una perdita di 9,8 milioni di euro.[104] L'ultimo bilancio concluso con un utile è quello del 2006, quando la società ha avuto un attivo di 2,5 milioni di euro grazie a 45 milioni di plusvalenze[101] di cui 42 dovuti alla cessione al Chelsea di Andriy Shevchenko.[108]
Nel bilancio 2011 sono stati imputati 136.345.000 euro tra le immobilizzazioni immateriali per diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori,[109] questo è in sintesi il valore di bilancio riconosciuto ai calciatori della prima squadra. Erano stati 110.753.000 euro nel 2010,[110] 97.906.000 euro nel 2009,[111] 88.183.000 nel 2008, 95.769.000 nel 2007,[112] 70.678.162 nel 2006 e 72.946.448 nel 2005.[113]
Il valore dei ricavi nel 2011 è stato pari a 266.811.000 di euro,[114] di cui circa 113,9 milioni per diritti televisivi, circa 35,5 milioni da sponsorizzazioni (di cui 14,5 da Emirates e 17,5 Adidas Italia Srl),[115] 15,8 ricavi da gare, 45,6 royalty e proventi commerciali e 23,6 plusvalenze.[114]
I bilanci degli anni 2004, 2005, 2006 e 2007 sono stati revisionati da Deloitte & Touche Spa.[116] Per i bilanci dal 2008 al 2016 è stata scelta Reconta Ernst & Young Spa.[117] Secondo la stessa Deloitte il Milan nel 2010 è stato il settimo club più ricco d'Europa ed il più ricco in assoluto in Italia per fatturato netto con 235,8 milioni di euro.[118]
Sponsor
Elenco degli sponsor ufficiali e tecnici del Milan.[83]
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Impegno nel sociale
Il Milan è una società attiva nel campo sociale e degli aiuti umanitari.
Con Fondazione Milan Onlus, nata il 20 febbraio 2003 e che agisce sia in Italia sia all'estero, il Milan s'impegna a soddisfare il più possibile i bisogni primari delle persone meno abbienti nei settori dell'assistenza sociale, dell'istruzione e dall'avviamento allo sport.[121]
Inoltre, assieme alla Fundação Gol de Letra (in Italia Associazione Gol de Letra Italia), fondata dagli ex calciatori brasiliani Leonardo e Raí, s'impegna attivamente a risolvere le problematiche vissute dai bambini e adolescenti brasiliani in grave difficoltà.[122][123]
Settore giovanile
Il settore giovanile del Milan è formato da squadre che giocano nei campionati Primavera, Allievi Nazionali, Allievi I e II Divisione (come squadra fuori classifica[124]), Giovanissimi Nazionali, Giovanissimi Regionali A, Giovanissimi Regionali B, Esordienti e Pulcini.[125] Esistono anche numerose Scuole Calcio[126] e diverse società gemellate con cui vi sono rapporti di collaborazione tecnica per la formazione dei giovani.
Le attività delle giovanili si svolgono al centro sportivo Vismara nel quartiere Gratosoglio di Milano, dove si allenano tutte le squadre del settore giovanile ad eccezione della Primavera che si allena con la prima squadra a Milanello.[127]
Secondo una ricerca svolta nel 2005 dal Centro studi e ricerche del Settore Tecnico della FIGC sulle squadre dei sei principali campionati calcistici europei (Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Paesi Bassi e Spagna) è emerso che il Milan è la società italiana che privilegia maggiormente l'ingresso in prima squadra dei giocatori cresciuti nel proprio vivaio dopo l'Atalanta e settima in assoluto.[128]
Allenatori e presidenti
| Per approfondire, vedi Allenatori dell'Associazione Calcio Milan. |
Di seguito l'elenco di allenatori, direttori tecnici[129][130] e presidenti del Milan[131][132] dall'anno della fondazione.[133]
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Giocatori
| Per approfondire, vedi Calciatori dell'Associazione Calcio Milan. |
Hall of Fame
Di seguito l'elenco dei 53 calciatori inseriti nella Hall of Fame sul sito ufficiale del Milan.[138]
I capitani
Di seguito l'elenco dei 39 capitani[139] del Milan con il periodo in cui hanno portato la fascia:[133]
Calciatori campioni del mondo
Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto il campionato mondiale di calcio durante il periodo di militanza nel Milan:
Maglie ritirate
- 3 - Paolo Maldini[141]
- 6 - Franco Baresi[142]
Palmarès
| Per approfondire, vedi Palmarès dell'Associazione Calcio Milan. |
Trofei ufficiali
Nazionali
29 trofei[21]
- 1901, 1906, 1907, 1950-1951, 1954-1955, 1956-1957, 1958-1959, 1961-1962, 1967-1968, 1978-1979

1987-1988, 1991-1992, 1992-1993, 1993-1994, 1995-1996, 1998-1999, 2003-2004, 2010-2011
Coppa Italia: 5
Supercoppa italiana: 6 (record)
Internazionali
18 trofei[15] (record mondiale a pari merito con il Boca Juniors[16])
Coppa dei Campioni/Champions League: 7 (record italiano)
Coppa delle Coppe: 2 (record italiano)
Supercoppa UEFA: 5 (record)
Coppa Intercontinentale: 3 (record a pari merito con Boca Juniors, Nacional, Peñarol e Real Madrid)
Altre competizioni
Nazionali
- Medaglia del Re: 3 (vincitore unico e assegnatario definitivo del trofeo)
- 1900, 1901, 1902
Internazionali
- Coppa Latina: 2 (record a pari merito con Barcellona e Real Madrid)
Trofei giovanili
| Per approfondire, vedi la voce Palmarès del settore giovanile dell'Associazione Calcio Milan. |
Il settore giovanile del Milan ha al suo attivo 15 campionati nazionali tra Primavera (1), Berretti (7), Allievi Nazionali (5) e Giovanissimi Nazionali (2) e 2 Coppe Italia Primavera.[125] Sono invece 8 i successi nel Torneo di Viareggio (record condiviso con Fiorentina e Juventus).[143]
Statistiche e record
| Per approfondire, vedi Statistiche e record dell'Associazione Calcio Milan. |
In 107 stagioni sportive, a partire dall'esordio a livello nazionale il 15 aprile 1900, il Milan ha disputato 101 campionati di massima serie (78 campionati di Serie A, 4 Campionati Federali, 10 di Prima Categoria, 5 di Prima Divisione e 4 di Divisione Nazionale) e 2 di Serie B, mentre per 3 volte non superò le eliminatorie regionali lombarde (1905, 1909 e 1913-1914) e in un'occasione rinunciò a partecipare al campionato (1908). I 78 campionati di Serie A disputati ne fanno la quarta squadra per numero di partecipazioni, preceduta dall'Inter, presente in tutti gli 80 campionati, dalla Juventus e dalla Roma, presenti in 79 campionati su 80. I rossoneri hanno vinto il campionato per 18 volte, in 16 casi si sono classificati secondi e 23 volte terzi; nelle 109 stagioni sportive della massima serie, la società è arrivata dunque sul podio nel 55,3% dei casi.
Nel corso delle partite ufficiali finora disputate, la miglior vittoria del Milan in casa è il 13-0 del 4 ottobre 1914 contro l'Audax Modena (Prima Categoria 1914-1915), mentre in trasferta è il 10-0 del 21 ottobre 1919 contro l'Ausonia (Prima Categoria 1919-1920). La peggiore sconfitta casalinga, invece, è lo 0-8 subito contro il Bologna il 5 novembre 1922 (Prima Divisione 1922-1923) mentre fuori casa per tre volte il Milan perse con sei reti di scarto: un 2-8 contro la Juventus (10 luglio 1927, Divisione Nazionale 1926-1927) e due 0-6, uno sempre contro i bianconeri (25 ottobre 1925, Prima Divisione 1925-1926) e l'altro contro l'Ajax (16 gennaio 1974, Supercoppa UEFA).[144]
L'avversario affrontato più volte dal Milan in gare ufficiali è la Juventus (213 volte),[145] seguita dall'Inter (208 incontri)[146] e dal Torino (189 incontri).[147] I bianconeri sono i più classici sfidanti dei rossoneri nella massima serie nazionale: 187 sfide[145] a partire dalla prima partita disputata in semifinale il 28 aprile 1901 a Torino.[148] Negli scontri diretti in gare ufficiali il Milan è in vantaggio contro tutti gli avversari italiani con quattro eccezioni: la Juventus (66 vittorie e 75 sconfitte),[145] l'Alessandria (15 vittorie e 16 sconfitte),[149] la Pro Vercelli (13 vittorie e 14 sconfitte)[150] e l'Inter (72 vittorie e 74 sconfitte).[146] I campi dove il Milan non ha mai vinto nella Serie A a girone unico sono due: Avellino (8 partite disputate, con 3 pareggi e 5 sconfitte)[151] e Lecco (3 partite disputate, con altrettanti pareggi).[152]
A livello nazionale i rossoneri detengono numerosi record, fra cui quello per la più lunga serie di gare senza sconfitte nel campionato di Serie A (58 partite, serie iniziata il 26 maggio 1991 con Parma-Milan 0-0 e interrotta dallo stesso Parma il 21 marzo 1993 vincendo per 1-0 a San Siro[153]),[154][155] per la più lunga serie di gare esterne senza sconfitte in Serie A (38 partite),[156][157][158] per la più lunga permanenza in vetta al massimo campionato italiano (72 giornate,[156][157] dal 6 ottobre 1991[159] al 31 ottobre 1993, di cui 64 come capolista solitaria[158]) e per la vittoria in trasferta più larga in Serie A (Genoa-Milan 0-8 nel 1954-1955 a pari merito con Venezia-Padova 0-8 del campionato 1949-1950).[160] Detiene anche il primato per il numero di calciatori vincitori della classifica marcatori della Serie A a girone unico (17 volte)[161] e di imbattibilità del portiere, stabilito da Sebastiano Rossi nel campionato di Serie A 1993-1994 (929 minuti).[162]
Il Milan è inoltre una delle due squadre italiane ad aver vinto un campionato di Serie A senza subire una sola sconfitta. Accadde nella stagione 1991-1992,[154] la prima con Fabio Capello come allenatore, conclusa con 22 vittorie e 12 pareggi in 34 partite, segnando 74 reti e subendone solamente 21.[64][65] In precedenza solo il Perugia, nella stagione 1978-1979, era riuscito a concludere il campionato italiano di massima divisione senza sconfitte[22] (11 vittorie e 19 pareggi) ma arrivando secondo,[154] proprio dietro il Milan.[163] Nella stagione 2011-2012 anche la Juventus ha vinto il campionato di Serie A senza perdere alcuna partita[23] (23 vittore e 15 pareggi).[164]
A livello di coppe nazionali il Milan ha disputato 12 tra finali e gironi finali di Coppa Italia (con 5 vittorie)[165] e 9 finali di Supercoppa italiana (6 vittorie)[166] per un totale di 21 finali. Il record appartiene all'Inter, che ha disputato 14 finali di Coppa Italia[165] e 9 finali di Supercoppa italiana,[166] per un totale di 23 finali, seguito dalla Roma con 16 finali di Coppa Italia[165] e 6 finali di Supercoppa italiana,[166] e dalla Juventus con 14 finali di Coppa Italia e 8 di Supercoppa italiana per un totale di 22 incontri ciascuna.
Il Milan è al primo posto nella classifica dei club vincitori di trofei internazionali: 18[15] (7 Coppe dei Campioni/Champions League, 2 Coppe delle Coppe, 5 Supercoppe europee, 3 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa del mondo per club),[18] a pari merito con il Boca Juniors.[16] La squadra ha disputato 29 finali nelle principali competizioni internazionali, un record (eguagliato dal Barcellona): 11 in Coppa dei Campioni/Champions League (7 vittorie),[167] 3 in Coppa delle Coppe (2 vittorie),[168] 7 in Supercoppa europea (5 vittorie),[169] 7 in Coppa Intercontinentale (3 vittorie) e una in Coppa del mondo per club (vinta).[170][171] Nella stagione 1993-1994 la squadra rossonera ha giocato le finali della Supercoppa europea (contro il Parma) e della Coppa Intercontinentale (contro il San Paolo) per delibera della UEFA in seguito all'esclusione per illecito dell'Olympique Marsiglia, campione d'Europa 1992-1993.[172]
In ambito internazionale l'avversario affrontato in più occasioni è il Barcellona (17 incontri con 5 vittorie, 5 pareggi e 7 sconfitte[173]) seguito dal Real Madrid (16 incontri),[174] dall'Ajax (12 incontri),[175] dal Bayern Monaco[176] e dal Manchester United (10 incontri).[177] I rossoneri hanno vinto una sola volta al Camp Nou mentre il Barça 3 volte a San Siro,[173] invece i madrileni non si sono mai imposti a San Siro mentre i rossoneri hanno vinto una volta al Bernabéu.[174]
A livello individuale, il giocatore con il maggior numero di presenze in rossonero è Paolo Maldini, con 902 partite disputate in 25 stagioni dal 1984 al 2009. Seguono Franco Baresi (719 presenze, 20 stagioni), Alessandro Costacurta (663 presenze, 21 stagioni), Gianni Rivera (658 presenze, 19 stagioni) e Mauro Tassotti (583 presenze, 17 stagioni). Il capocannoniere di tutti i tempi è invece lo svedese Gunnar Nordahl con 221 gol segnati in 8 stagioni. Alle sue spalle Andriy Shevchenko (175 gol in 8 stagioni), Gianni Rivera (164 in 19 stagioni), José Altafini (161 in 7 stagioni) e Aldo Boffi (136 in 9 stagioni).[144]
Il Milan è l'unica squadra ad aver piazzato per due volte tre suoi giocatori ai primi tre posti nella classifica del Pallone d'oro: nel 1988, quando sul podio del premio furono nominati rispettivamente Marco van Basten, Ruud Gullit e Frank Rijkaard,[178] e nel 1989, quando furono premiati nell'ordine Marco van Basten, Franco Baresi e Frank Rijkaard. Un sondaggio del 2007 a cura della rivista sportiva World Soccer ha inoltre incoronato il Milan degli olandesi, guidato da Arrigo Sacchi, la più forte squadra di club di tutti i tempi e la quarta nella speciale classifica, dov'è preceduta solo da Nazionali (Brasile 1970, Olanda 1974 e Ungheria 1953-1954).[179]
Partecipazioni ai campionati
| Livello | Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| 1º | Campionato Federale | 4 | 1900 | 1903 | 102 |
| Prima Categoria | 10 | 1904 | 1920-1921 | ||
| Prima Divisione | 5 | 1921-1922 | 1925-1926 | ||
| Divisione Nazionale | 4 | 1926-1927 | 1945-1946 | ||
| Serie A | 79 | 1929-1930 | 2012-2013 | ||
| 2º | Serie B | 2 | 1980-1981 | 1982-1983 | 2 |
Nelle 104 stagioni sportive della società rossonera sono escluse le stagioni 1905, 1909 e 1913-1914, nelle quali il Milan non superò le eliminatorie regionali, l'annata 1908, in cui boicottò il campionato, la Coppa Federale 1915-1916 e il Campionato Alta Italia 1944.
Tifoseria
| Per approfondire, vedi Tifoseria dell'Associazione Calcio Milan. |
In base a quanto emerso da un sondaggio della società Demos & Pi del settembre 2012, il Milan risulta essere la seconda squadra per numero di sostenitori in Italia, avendo riscosso la preferenza del 15,8% del campione.[24] A livello europeo quella rossonera risulta la settima squadra per numero di tifosi, prima delle italiane, come emerso da uno studio pubblicato dalla società tedesca Sport+Markt nel 2010.[25]
Il tipico tifoso del Milan per lunghi decenni del XX secolo apparteneva alla classe popolare e operaia, per questo i tifosi rivali dell'Inter li soprannominavano casciavìt, che in milanese significa cacciaviti, proprio per indicare l'origine proletaria di larga parte dei tifosi rossoneri.[180] A loro volta i tifosi milanisti chiamavano i cugini nerazzurri baùscia, termine milanese che significa gradasso, per indicare uno degli stereotipi classici dei milanesi, essendo allora la tifoseria nerazzurra composta perlopiù dalle classi medie e altolocate.[181][182][183] Questo divario andò appianandosi già negli anni sessanta del XX secolo e quindi in seguito questi due soprannomi sono diventati anacronistici e quasi desueti.
Il gruppo ultras più antico del calcio italiano, la Fossa dei Leoni, nacque a Milano nel 1968. Dopo il suo scioglimento nel 2005 il più grande gruppo ultras milanista sono le Brigate Rossonere, fondate nella metà degli anni settanta. Politicamente gli ultras del Milan, che nelle partite casalinghe occupano la Curva Sud, non hanno mai espresso una preferenza marcata,[184][185][186] anche se tradizionalmente venivano associati alla sinistra, fino in tempi più recenti quando, sotto la presidenza di Silvio Berlusconi, sono stati avvicinati alla destra.[187]
Gemellaggi
I tifosi del Brescia,[188][189] della Reggina[185] e del Siviglia sono gli unici gemellati con quelli del Milan.
Il gemellaggio con il Siviglia è nato durante la partita di Supercoppa UEFA del 2007.[190] In quella gara è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Antonio Puerta, difensore degli spagnoli scomparso tragicamente nei giorni precedenti. Per ricordarlo tutti i giocatori di entrambe le squadre hanno indossato una maglia che, sotto il proprio numero, riportava il suo nome e in tribuna vi erano numerosi striscioni dedicati al difensore. Inoltre, durante l'intervallo, due ultras del Milan hanno portato sotto la curva del Siviglia uno striscione recante la scritta "Onore a Puerta",[191] con i tifosi spagnoli che hanno ringraziato quelli rossoneri con il coro "Milan, Milan".[190]
Precedentemente vi furono anche gemellaggi con Bologna[192] e Como,[186] quest'ultimo finito dopo che, tra le altre cose, si sciolse la Fossa Lariana, gruppo di tifosi comaschi.[185]
Il settore giovanile, invece, ha numerose Scuole Calcio[126] e società dilettantistiche gemellate con cui ha rapporti di collaborazione tecnica per la formazione dei giovani.
Rivalità
| Per approfondire, vedi Derby di Milano. |
La più grande rivale del Milan è l'altra squadra milanese, l'Inter. Il derby tra le due squadre milanesi viene detto Derby della Madonnina per la statua della Madonna (appunto Madonnina) in cima al Duomo di Milano.
Anche con la Juventus, nonostante alcuni accordi passati stipulati a livello di società, vi è da sempre una rivalità molto accesa:[193][194] le due squadre sono le più titolate in Italia[195] e si sono affrontate svariate volte per il conseguimento del titolo di campione d'Italia, oltre che nella finale di Champions League 2002-2003 del 28 maggio 2003 a Manchester, vinta dai rossoneri ai rigori, tre volte in finale di Coppa Italia e una in Supercoppa italiana.[145]
Anche i tifosi del Genoa considerano acerrimi rivali quelli del Milan. Inizialmente le due tifoserie erano gemellate ma a seguito di uno scontro-salvezza vinto dal Milan a Marassi nel 1982 il gemellaggio si trasformò in una rivalità,[185] acuita poi nel 1995 dall'accoltellamento di Vincenzo Spagnolo, tifoso genoano, da parte di un tifoso milanista.[196][197]
Inoltre vi sono anche rivalità minori con altri club, più o meno accese a seconda dei periodi: il Napoli, gemellato fino agli anni ottanta quando il Milan vinse un campionato proprio battendo in casa i partenopei, il Verona (gemellato fino ai primi anni settanta), contro cui il Milan perse due scudetti a vantaggio di Juventus e Napoli (la Fatal Verona), la Lazio, gemellata con l'Inter, che perse uno scudetto nel 1999 dopo la rimonta rossonera,[198] l'Atalanta, rivale storica del Brescia, la Roma dopo la morte del tifoso romanista Antonio De Falchi avvenuta a Milano nel 1989,[197] la Fiorentina, la Sampdoria e il Cagliari.[185][188]
Organico
| Per approfondire, vedi Associazione Calcio Milan 2012-2013. |
Rosa
Rosa e numerazione, tratte dal sito ufficiale del Milan, sono aggiornate al 1º febbraio 2013.[199]
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Staff tecnico
Dal sito web ufficiale della società.[200]
| Allenatore: | |
| Vice allenatore: | |
| Allenatori dei portieri: | |
| Collaboratore tecnico: | |
| Preparatori atletici: | |
Superleague Formula
Dal 2008 al 2010 il Milan è stato impegnato in una nuova competizione automobilistica, la Superleague Formula.[201] Insieme alla Roma, il Milan è stata l'unica squadra italiana a parteciparvi.[202]
| Stagione | Scuderia | Pilota | Vittorie Gare + SuperFinale |
Pole Position | Posizione finale |
|---|---|---|---|---|---|
| 2008 | Playteam[203] | 2[204] | 1 | 3º (335 punti)[205] | |
| 2009 | Azerti Motorsport | 1 + 0 | 0 | 7º (286 punti)[207] | |
| 2010 | Atech Grand Prix | 2 + 1 | 0 | 5º (631 punti)[209] |
Note
- ^ (EN) AC Milan. worldfootballtravel.com. URL consultato in data 18 gennaio 2009.
- ^ Andrea Schiappapietra. Le squadre di A se le suonano. Chi vince il duello in musica?. La Gazzetta dello Sport, 17 ottobre 2007. URL consultato in data 26 ottobre 2010.
- ^ a b c d Responsabilità della carica assunte da Adriano Galliani in qualità di vice presidente vicario.
- ^ a b San Siro - Struttura. sansiro.net. URL consultato in data 5 aprile 2012.
- ^ a b Gabriele Porri. I pionieri del calcio: Herbert Kilpin. storiadelcalcio.info, 2 aprile 2007. URL consultato in data 16 settembre 2008. (archiviato dall'url originale in data 28 agosto 2007)
- ^ a b Matteo Chiamenti. Il papà del Milan. milannews.it, 8 settembre 2010. URL consultato in data 26 ottobre 2010.
- ^ Al di fuori dell'Italia è principalmente nota come AC Milan o A.C. Milan.
- ^ a b c Non essendo rimasta una documentazione certa sull'atto costitutivo della società il 16 dicembre è la data che il club stesso indica come più probabile (Panini, op. cit., p. 8). Alcuni riportano invece come possibile giorno di fondazione del Milan il 13 dicembre: Luigi La Rocca. Forse il 13 e non il 16 dicembre. Phila-Sport, ottobre-dicembre 2009, pp. 29-31. URL consultato il 26 agosto 2012
- ^ a b c Berlusconi, dimissioni dovute. La Gazzetta dello Sport, 8 maggio 2008. URL consultato in data 9 aprile 2010.
- ^ a b c Il presidente per eccellenza. acmilan.com, 30 novembre 2011. URL consultato in data 30 novembre 2011.
- ^ Francesco Somma. Berlusconi: "Mi dimetto". milannews.it, 8 maggio 2008. URL consultato in data 18 gennaio 2009.
- ^ Berlusconi, dimissioni dovute. La Gazzetta dello Sport, 8 maggio 2008. URL consultato in data 18 gennaio 2009.
- ^ a b c A.C. Milan comunicato ufficiale. acmilan.com, 29 marzo 2012. URL consultato in data 29 marzo 2012.
- ^ a b c In questo computo sono incluse solo le competizioni organizzate o ufficialmente riconosciute dalle 6 federazioni continentali (AFC, CAF, CONCACAF, CONMEBOL, OFC e UEFA) e/o dalla FIFA.
- ^ a b c Il Boca vince la Recopa e aggancia il Milan. La Gazzetta dello Sport, 28 agosto 2008. URL consultato in data 26 settembre 2008.
- ^ A pari merito con Boca Juniors, Nacional, Peñarol e Real Madrid.
- ^ a b Milan, un palmares da record. La Stampa, 17 dicembre 2007. URL consultato in data 26 settembre 2008.
- ^ Coefficienti per club 2011/12. uefa.com, 29 giugno 2012. URL consultato in data 5 febbraio 2013.
- ^ (EN) UEFA Team Ranking 2012. kassiesa.net, 9 maggio 2012. URL consultato in data 14 maggio 2012.
- ^ a b In questo computo sono incluse solo le competizioni organizzate dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A.
- ^ a b c Pasquale Scardillo. Diamo i numeri. Corriere della Sera, 25 maggio 1992. URL consultato in data 2 dicembre 2011.
- ^ a b Federico Sala. Juventus imbattuta. Emozione Del Piero. la Repubblica, 15 maggio 2012. URL consultato in data 15 maggio 2012.
- ^ a b Osservatorio sul Capitale Sociale degli Italiani - Gli italiani e il calcio. demos.it, settembre 2012. URL consultato in data 6 febbraio 2013.
- ^ a b La classifica vede al vertice, con 57,8 milioni di sostenitori, il Barcellona, seguito da Real Madrid (31,3 milioni di tifosi), Manchester United (30,6 milioni), Chelsea (21,4 milioni), Bayern Monaco (20,7 milioni) e Milan (18,4 milioni). Tifo: Barcellona la regina d'Europa. Sport Mediaset, 9 settembre 2010. URL consultato in data 10 settembre 2010. Calcio, Barcellona club con più tifosi in Europa, Inter 8/a. la Repubblica, 9 settembre 2010. URL consultato in data 10 settembre 2010.
- ^ a b c La storia del Milan. acmilan.com. URL consultato in data 26 ottobre 2010.
- ^ a b Giuseppe Tesorio. Inter e Milan, storie nate al ristorante. Corriere della Sera, 22 maggio 2009. URL consultato in data 26 ottobre 2010.
- ^ La nascita di un mito. magliarossonera.it. URL consultato in data 25 aprile 2010.
- ^ a b Panini, op. cit., p. 8.
- ^ Marco Pasotto. L'enciclopedia rossonera. La Gazzetta dello Sport, 9 gennaio 2010. URL consultato in data 26 ottobre 2010.
- ^ F.C. Torinese - Milan 3-0 (X-X). archiviotoro.it. URL consultato in data 27 settembre 2008.
- ^ Panini, op. cit., pp. 20-21.
- ^ Nati di marzo, fratelli del mondo. inter.it. URL consultato in data 3 maggio 2013.
- ^ Panini, op. cit., p. 57.
- ^ Milan Cricket and Football Club 1918-19. magliarossonera.it. URL consultato in data 27 settembre 2008.
- ^ a b c d San Siro: Storia. sansiro.net. URL consultato in data 5 aprile 2012.
- ^ Panini, op. cit., p. 140.
- ^ Panini, op. cit., p. 152.
- ^ Associazione Calcio Milano 1938-39. magliarossonera.it. URL consultato in data 27 settembre 2008.
- ^ Panini, op. cit., p. 185.
- ^ Associazione Calcio Milano 1944-45. magliarossonera.it. URL consultato in data 27 settembre 2008.
- ^ (DE) Die italienischen Serie A 1947/1948 - Der 20. Spieltag. fussballdaten.de. URL consultato in data 27 settembre 2008.
- ^ I campionati nazionali effettivi senza vittorie furono, però, 36, per via della mancata partecipazione del 1908 e le interruzioni belliche (1915-1919 e 1943-1945).
- ^ a b c d e Tutte le finali del Milan. La Gazzetta dello Sport. URL consultato in data 27 settembre 2008.
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Bibliografia
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Voci correlate
- Albo d'oro dei club campioni del mondo di calcio
- Statistiche delle competizioni UEFA per club
- Lista dei club vincitori delle competizioni confederali e interconfederali di calcio
- Lista dei migliori club del XX secolo FIFA
- Lista dei migliori club del XX secolo per ogni continente IFFHS
- Lista dei club calcistici più ricchi al mondo secondo la rivista Forbes
- G-14
- European Club Association
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- (DE, EN, IT) Profilo e statistiche su Transfermarkt.it
- AC Milan su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "AC Milan")
