Associazione Calcio Milan

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A.C. Milan
Calcio Football pictogram.svg
Milanstemma.png
I Rossoneri, il Diavolo[1]
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
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Casa
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Maglietta
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Pantaloncini
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Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
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Maglietta
Maglietta
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
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Terza divisa
Colori sociali Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).svg Rosso e nero
Simboli Diavolo
Inno Milan, Milan
Tony Renis e Massimo Guantini[2]
Dati societari
Città Milano
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1899
Presidente Italia Silvio Berlusconi (onorario)[3]
Allenatore Italia Filippo Inzaghi
Stadio Giuseppe Meazza (San Siro)
(80 018[4] posti)
Sito web www.acmilan.com
Palmarès
Star*.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svg Coccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svg Supercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.png Coppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.png Coppacoppe.pngCoppacoppe.png Supercoppaeuropea.pngSupercoppaeuropea.pngSupercoppaeuropea.pngSupercoppaeuropea.pngSupercoppaeuropea.png Copa Intercontinental.svgCopa Intercontinental.svgCopa Intercontinental.svg FIFA Club World Cup.svg
Scudetti 18
Titoli nazionali 2 campionati di Serie B
Trofei nazionali 5 Coppe Italia
6 Supercoppe italiane
Trofei internazionali 7 Coppe dei Campioni/Champions League
2 Coppe delle Coppe
5 Supercoppe UEFA
3 Coppe Intercontinentali
1 Coppe del mondo per club
1 Coppa Mitropa
2 Coppe Latine
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce
« Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari![5][6] »
(Herbert Kilpin)

L'Associazione Calcio Milan S.p.A., nota semplicemente come Milan,[7] è una società calcistica italiana con sede nella città di Milano, fondata il 16 dicembre 1899.[8] La squadra milita nella Serie A del campionato italiano di calcio, dove ha giocato pressoché stabilmente: dalla sua introduzione nella stagione 1929-1930, infatti, ha partecipato a 80 campionati di Serie A a girone unico su 82. L'Associazione Calcio Milan è una società del Gruppo Fininvest dal 1986. La carica di presidente del club è vacante[3] dall'8 maggio 2008,[9] in quanto l'assunzione dell'incarico di presidente del Consiglio dei ministri da parte di Silvio Berlusconi ha determinato la sua dimissione dalla massima carica sociale del Milan.[10][11][12] Il vice presidente vicario e amministratore delegato della società è Adriano Galliani[3] e dal 2012 lo stesso Berlusconi è presidente onorario del club.[13]

È la seconda squadra al mondo per numero di titoli internazionali conquistati (18,[14] a pari merito con il Boca Juniors[15] e dietro all'Al-Ahly che ne ha vinti 19),[16] tra cui 3 Coppe Intercontinentali (primato mondiale[17]), una Coppa del mondo per club, 5 Supercoppe europee (primato europeo), 7 Coppe dei Campioni/Champions League e 2 Coppe delle Coppe (entrambi primati italiani)[18] e figura al quattordicesimo posto (seconda italiana) della graduatoria continentale dell'UEFA, stilata sulla base dei risultati ottenuti nelle competizioni europee nell'ultimo quinquennio.[19][20] Se in ambito internazionale è la squadra italiana con più successi e la prima ad aver vinto la Coppa dei Campioni (nel 1962-1963), in ambito italiano il Milan è il terzo club più titolato dopo la Juventus (prima) e l'Inter (seconda), avendo vinto 18 scudetti, 5 Coppe Italia e 6 Supercoppe italiane (quest'ultimo record a pari merito con la Juventus).[21] Complessivamente, con 47 trofei ufficiali vinti, è il secondo club più titolato dietro alla Juventus. È inoltre una delle due squadre ad aver vinto il campionato italiano a girone unico senza subire sconfitte (nel 1991-1992,[22] l'altra è stata la Juventus nel 2011-2012[23]).

In base a quanto emerso da un sondaggio della società Demos & Pi effettuato nel settembre 2012, il Milan risulta essere la seconda squadra per numero di sostenitori in Italia (dopo la Juventus) avendo riscosso la preferenza del 15,8% del campione.[24] A livello continentale quella rossonera risulta la settima squadra (prima italiana) con più sostenitori in Europa, come emerso da uno studio pubblicato dalla società tedesca Sport+Markt nel 2010.[25]

Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Associazione Calcio Milan.

Dagli esordi al secondo dopoguerra

Herbert Kilpin, socio fondatore e primo allenatore del Milan

Presumibilmente il 16 dicembre[8] 1899[26][27] grazie all'iniziativa di un gruppo di inglesi e italiani animati dalla passione per il football, nacque il Milan Foot-Ball and Cricket Club, che ebbe come primo presidente Alfred Edwards, vice presidente e capitano della squadra di cricket Edward Nathan Berra, segretario Samuel Richard Davies e fra i soci fondatori David Allison (capitano della squadra di calcio), Daniele Angeloni, Giannino Camperio, Antonio Dubini, Guido Valerio e Herbert Kilpin.[28] La fondazione del club fu resa pubblica due giorni più tardi, lunedì 18 dicembre, da La Gazzetta dello Sport.[27][29][30]

Il 15 gennaio 1900 il club fu affiliato alla Federazione Italiana Football e il 15 aprile la squadra fece il suo esordio ufficiale contro l'FC Torinese[29] nelle semifinali del campionato 1900.[31] Il 27 maggio dello stesso anno vinse la Medaglia del Re grazie al 2-0 ottenuto contro la Juventus.

L'anno seguente il Milan fu subito campione d'Italia, interrompendo la serie di vittorie consecutive del Genoa sconfitto in finale per 3-0. Per il bis occorse aspettare il 1906, quando ad essere battuta fu la Juventus che rifiutò di disputare la ripetizione della gara di spareggio sul campo dell'US Milanese, non condividendo la decisione della Federazione sulla scelta della sede della partita.[32] Nel 1907 arrivò il terzo successo, grazie al primo posto nel Girone Finale a cui parteciparono Torino e Andrea Doria.

Nonostante i successi, nel 1908 nacque un dissidio interno alla società riguardo l'opportunità di tesserare giocatori stranieri e un gruppo di soci lasciò i rossoneri per fondare un nuovo sodalizio, il Football Club Internazionale Milano.[33] Dopo la separazione il Milan sfiorò lo scudetto nel 1910-1911 e nel 1911-1912 (entrambi i campionati furono vinti dalla Pro Vercelli), mentre nel 1916 i rossoneri misero in bacheca la Coppa Federale. Nelle stagioni seguenti la squadra vinse due volte i campionati regionali ma non riuscì ad ottenere successi nelle fasi nazionali.

Nel marzo 1919 la denominazione originale di Milan Foot-Ball and Cricket Club fu mutata in Milan Football Club.[34][35] Il nuovo nome fece da preludio a un lungo periodo buio, durante il quale i diavoli pur rimanendo sempre nella massima serie ottennero solo piazzamenti a metà classifica non andando mai oltre il terzo posto, ottenuto nel 1937-1938 (a tre punti dall'Inter campione) e nel 1940-1941 (a cinque punti dal Bologna vincitore). Le stelle di quest'epoca furono Aldo Boffi e Giuseppe Meazza.

Nel 1926 si inaugurò lo stadio di San Siro, costruito dal presidente Piero Pirelli e che, fino al 1948, ospitò solo il Milan, dato che l'Inter avrebbe giocato all'Arena Civica.[36]

Nel 1936 la società mutò la denominazione in Milan Associazione Sportiva,[26][37] mentre nel febbraio 1939[38] le autorità fasciste imposero l'italianizzazione del nome in Associazione Calcio Milano.[39] Dopo la seconda guerra mondiale la squadra tornò alla vecchia denominazione. Nacque così, nel 1945, l'Associazione Calcio Milan.[40][41]

Gli anni cinquanta e sessanta

Nell'immediato dopoguerra la squadra rossonera ripartì con il quarto posto del 1946-1947 a cui la stagione successiva seguì per la prima volta il titolo simbolico di "campione d'inverno".[42] Lo scudetto arrivò, invece, nel 1950-1951 dopo 44 anni di attesa[43] insieme alla prestigiosa Coppa Latina del 1951, grazie ai gol del celebre trio d'attacco svedese Gre-No-Li, alle parate di Buffon e alla guida tecnica dell'ungherese Lajos Czeizler. Negli anni seguenti si unirono alla squadra altri campioni come Schiaffino, Bagnoli, Radice e Cesare Maldini, che furono fra i protagonisti delle vittorie nella Coppa Latina 1956 e di altri 3 campionati (1954-1955, 1956-1957 e 1958-1959), guidati dal capitano Nils Liedholm. Nel 1958 il Milan raggiunse per la prima volta la finale di Coppa dei Campioni, perdendo però per 3-2 ai supplementari contro il grande Real Madrid,[44] vincitore delle prime cinque edizioni consecutive del trofeo.

I rossoneri con la Coppa delle Coppe vinta nel 1967-1968

Per vedere il primo successo continentale dei rossoneri occorse aspettare il 1963. L'anno precedente il Milan aveva vinto il suo ottavo titolo nel 1961-1962 con Nereo Rocco in panchina, il capocannoniere José Altafini in attacco e un giovane Gianni Rivera in campo. E furono le reti di Altafini a spingere il Milan sino alla vittoria per 2-1 nella finale contro il Benfica nello stadio di Wembley.[44] Fu il capitano Cesare Maldini a sollevare la prima Coppa dei Campioni vinta da una squadra italiana.[45] Nel 1964 i rossoneri, con Viani in panchina dopo il passaggio di Rocco al Torino, persero per 1-0 la Coppa Intercontinentale al termine della partita decisiva giocata al Maracanã contro il Santos di Pelé.[46] Questa fu l'ultima stagione sotto la presidenza di Andrea Rizzoli, che si dimise dopo nove anni al timone del club in cui vinse 4 scudetti, una Coppa Latina, una Coppa dei Campioni ed edificò il centro sportivo di Milanello.[47]

All'abbandono di Rizzoli seguirono alcune stagioni opache, che videro come unico successo la Coppa Italia 1966-1967. Fu, questo, un intervallo reso ancora più amaro dalle contemporanee vittorie dei cugini dell'Inter, guidati dal mago Herrera. Fu il ritorno in panchina di Rocco ad interrompere il periodo di insuccessi: nel 1967-1968 i rossoneri conquistarono il nono scudetto, oltre alla Coppa delle Coppe 1967-1968, messa in bacheca battendo nella finale di Rotterdam l'Amburgo grazie ad una doppietta di Kurt Hamrin.[48] Nel campionato successivo, quello del 1968-1969, il Milan giunse secondo alle spalle della Fiorentina, ma vinse la seconda Coppa dei Campioni della sua storia battendo per 4-1 nella finale di Madrid l'Ajax di Rinus Michels.[44] Nel 1969 il Milan si aggiudicò l'Intercontinentale, in virtù del successo nella doppia finale contro gli argentini dell'Estudiantes (3-0; 1-2).[49] A questi allori di squadra si aggiunse anche la vittoria di Rivera nel Pallone d'oro 1969, primo italiano a riuscirvi.[26][50]

Gli anni settanta e ottanta

La rosa del Milan nella stagione 1973-1974, con la Coppa delle Coppe e la Coppa Italia vinte nel 1972-1973

Gli anni settanta si aprirono con tre secondi posti consecutivi in campionato, due dei quali ottenuti dopo aver subito brucianti rimonte da parte di Inter (1970-1971) e Juventus (1972-1973). In particolare nel 1972-1973 i rossoneri persero un campionato che sembrava già vinto a causa di un'amara sconfitta nella "Fatal Verona".[51] I secondi posti in campionato furono però compensati dalla vittoria di due Coppe Italia (1971-1972 e 1972-1973) e della seconda Coppa delle Coppe.

In questo periodo si stabilirono nei vari settori della curva sud dello Stadio di San Siro i primi nuclei di tifo organizzato a supporto della squadra rossonera: fra i principali si ricordano la Fossa dei Leoni (nato nel 1968 e scioltosi nel 2005),[52] Commandos Tigre (1967) e Brigate Rossonere (1975).[53]

Il caos societario che vide alternarsi al vertice della società ben 7 presidenti in poco più di 10 anni non aiutò la squadra a mantenere una certa continuità di risultati. Il Milan, fra il 1973 e il 1978, attraversò una serie di stagioni non esaltanti durante le quali si mantenne sempre nelle posizioni di bassa classifica. L'arrivo di Nils Liedholm in panchina e il 4º posto nel torneo 1977-1978, stagione di debutto di Franco Baresi, fecero da preambolo alla vittoria del decimo titolo nel 1978-1979. La squadra, guidata in campo da un Rivera alla sua ultima stagione da calciatore, vinse la concorrenza dell'ostico Perugia di Castagner (che concluse il campionato imbattuto, prima squadra a riuscirvi nella Serie A a girone unico[22]) e mise finalmente in bacheca l'agognato "scudetto della stella".[54]

Gli anni ottanta si aprirono, invece, con la prima retrocessione in Serie B a seguito dello scandalo del calcio scommesse,[55] malgrado il terzo posto finale a cinque punti dall'Inter campione. Il pronto ritorno nella massima serie vincendo il campionato di Serie B 1980-1981 fu solo momentaneo, poiché nel campionato 1981-1982 i rossoneri retrocessero nuovamente, questa volta sul campo, a seguito di una stagione fallimentare trascorsa quasi interamente nelle ultime posizioni di classifica e conclusa al terz'ultimo posto (24 punti in 30 partite).[56] Ancora una volta il ritorno in A fu immediato. Il Milan tornò ad assestarsi stabilmente nella massima serie, senza però più riuscire ad inserirsi nelle posizioni di vertice. Il 20 gennaio 1985 esordì in massima serie il sedicenne Paolo Maldini, che si sarebbe affermato come titolare della difesa rossonera già dalla stagione successiva.[57]

Il trio olandese formato da Frank Rijkaard, Marco van Basten e Ruud Gullit

Al termine della stagione 1985-1986 la situazione precipitò nuovamente: a seguito di alcune ispezioni della Guardia di Finanza la società risultò fortemente indebitata e a rischio fallimento. Fu l'imprenditore milanese Silvio Berlusconi a rilevare la squadra dal presidente Farina il 20 febbraio 1986 e a ripianare il deficit economico.[58] Le ambizioni di successo del nuovo presidente furono confermate da una campagna acquisti finalmente all'altezza del blasone rossonero: arrivarono Donadoni, Bonetti, Galderisi, Massaro e Galli.[59] Dopo una prima stagione di transizione che vide l'esonero di Nils Liedholm e il quinto posto finale, nel 1987 il Milan scelse di puntare sul giovane tecnico Arrigo Sacchi. Ai campioni già presenti in rosa si aggiunsero i due fuoriclasse olandesi Marco van Basten e Ruud Gullit (Pallone d'oro 1987). Sacchi, dopo un inizio difficile, guidò la squadra ad una rimonta sul Napoli sino alla vittoria finale. Il successo in campionato fu il preludio ad un triennio d'oro in cui i rossoneri si aggiudicarono due Coppe dei Campioni (1989, 1990), due Supercoppe europee (1989, 1990), due Coppe Intercontinentali (1989, 1990) e una Supercoppa italiana (1989).[60] Il Milan di Sacchi, ispirato al calcio totale, rivoluzionò la pratica e la mentalità calcistica.

Gli anni novanta e duemila

La serie di successi in Europa si interruppe il 20 marzo 1991, nella partita di ritorno dei quarti di finale di Coppa dei Campioni, giocata contro l'Olympique Marsiglia. Il Milan, in svantaggio per 1-0, uscì dal campo dopo lo spegnimento di uno dei riflettori dello stadio su richiesta di Adriano Galliani,[61] che riteneva impossibile continuare a giocare per via della scarsa visibilità. La funzionalità del riflettore venne ripristinata ma il Milan non tornò in campo, venendo penalizzato con una sconfitta a tavolino e con la squalifica per un anno dalle coppe europee.[62][63] Si chiuse così il ciclo di Sacchi che a fine stagione lasciò la panchina a Fabio Capello per diventare commissario tecnico della Nazionale italiana.

Fabio Capello vinse quattro scudetti in cinque anni sulla panchina rossonera

Fuori dalle competizioni europee, il Milan poté concentrarsi completamente sul campionato 1991-1992, che vinse senza subire nemmeno una sconfitta[64][65] diventando così la prima squadra italiana a vincere lo scudetto senza perdere nemmeno una partita.[22] L'anno successivo il ritorno nella Coppa dei Campioni, con il nuovo nome di UEFA Champions League, vide il Milan sconfitto in finale ancora dall'Olympique Marsiglia,[44] mentre in campo nazionale si aggiudicò il secondo scudetto di fila e la Supercoppa italiana. Il 1993-1994 fu, invece, un'annata memorabile, impreziosita dal double scudetto-Champions League (storico il 4-0 in finale contro il Barcellona) e coronato dalla Supercoppa italiana.

Perse invece contro il Parma la Supercoppa UEFA e contro il San Paolo la Coppa Intercontinentale, competizioni disputate al posto dell'Olympique Marsiglia, detentrice della Champions League ma squalificata a seguito dell'"Affaire VA-OM".[66] L'anno seguente il Milan raggiunse per il terzo anno di fila la finale della massima competizione europea, ma fu sconfitto dal giovane Ajax di Louis van Gaal.[44] Anche la Coppa Intercontinentale sfuggì dalle mani dei rossoneri per andare agli argentini del Vélez Sársfield, vittoriosi per 2-0 nella finale di Tokyo.[67] A salvare il bilancio della stagione fu la doppietta di vittorie nelle Supercoppe europea e italiana. Al termine della stagione 1995-1996, conclusa con la vittoria del quarto scudetto in cinque anni, Capello lasciò la panchina della squadra rossonera all'uruguaiano Óscar Tabárez.

Paolo Maldini mentre alza la Champions League vinta il 28 maggio 2003 contro la Juventus all'Old Trafford

L'arrivo di Tabárez aprì un biennio di crisi, durante il quale si alternarono senza successo sulla panchina del Milan anche i rientranti Sacchi e Capello. A riportare in via Turati il tricolore fu Alberto Zaccheroni, che nel 1998-1999 completò alla penultima giornata un'inopinata rimonta sulla Lazio, grazie a sette vittorie consecutive negli ultimi sette turni.[68] Il terzo posto nel campionato successivo e le due eliminazioni consecutive in Champions League portarono, però, all'esonero del tecnico romagnolo, che fu sostituito da Cesare Maldini e Mauro Tassotti a due mesi dal termine della stagione 2000-2001.[69]

Nel 2001-2002, dopo la breve parentesi del turco Fatih Terim, arrivò sulla panchina del Milan l'ex calciatore rossonero Carlo Ancelotti. Sotto la guida dell'allenatore emiliano la squadra sfiorò la finale di Coppa UEFA 2001-2002. L'anno seguente inaugurò un nuovo ciclo di vittorie riportando nella bacheca rossonera la UEFA Champions League che mancava da nove anni, superando in semifinale i "cugini" dell'Inter e battendo ai rigori, nella finale di Manchester, i rivali della Juventus. Tre giorni dopo, a San Siro contro la Roma dell'ex Fabio Capello, vinse la finale di ritorno aggiudicandosi la prima Coppa Italia dell'era Berlusconi. Alla vittoria in Champions seguirono nel 2003-2004 il diciassettesimo scudetto e la quarta Supercoppa europea vinta a Montecarlo battendo il Porto di José Mourinho.

Carlo Ancelotti ha vinto la Champions League da giocatore e da allenatore del Milan

Sono del 2004-2005 la vittoria della Supercoppa italiana, il secondo posto in campionato e la sconfitta-beffa nella finale di Champions League contro il Liverpool, che nel secondo tempo rimontò dallo 0-3 e vinse ai rigori.[70] Al termine del campionato 2005-2006, concluso al secondo posto, il Milan fu coinvolto nello "scandalo Calciopoli". Subì una penalizzazione di 30 punti che lo relegò al terzo posto e un'ulteriore penalizzazione di 8 punti da scontare nel campionato successivo.[71]

Il 2006-2007 vide quindi il Milan subito fuori dalla lotta scudetto e senza il miglior marcatore delle ultime stagioni, Andriy Shevchenko (passato al Chelsea), ma protagonista in Champions League, dove giunse nuovamente in finale contro gli inglesi del Liverpool. La doppietta di Inzaghi valse ai rossoneri la conquista del massimo trofeo continentale per la settima volta[72] e Kaká, che vinse poi il Pallone d'oro 2007, fu capocannoniere della manifestazione con 10 gol.[73] Nel 2007-2008 il Milan ha vinto la Supercoppa europea per la quinta volta nella sua storia e la Coppa del mondo per club ma venne eliminato agli ottavi di finale in Champions League e in campionato non riuscì ad andare oltre il quinto posto, mancando quindi la qualificazione per la Champions League.[74] La stagione seguente, che segnò il ritiro di Paolo Maldini vide il Milan giocare in Coppa UEFA, dove venne eliminato ai sedicesimi di finale per mano del Werder Brema, e concludere al terzo posto in Serie A. Fu l'ultima di Ancelotti, che passò alla guida del Chelsea, e di Kaká che mercato estivo fu ceduto al Real Madrid per 67,2 milioni di euro (dei quali 2,7 versati al San Paolo per diritti di formazione).[75]

Festa a San Siro del 15 maggio 2011 per il diciottesimo scudetto del Milan

Dal 1º giugno 2009 il ruolo di tecnico venne assunto da Leonardo,[76][77] alla prima esperienza da allenatore.[78] Ma dopo una sola stagione, conclusa con il terzo posto in campionato, il tecnico brasiliano decise di lasciare la società dopo 13 anni, durante i quali ha vestito i panni di calciatore, dirigente e, infine, allenatore.[79]

Gli anni duemiladieci

Il 25 giugno 2010, tramite un comunicato apparso sul sito ufficiale, il Milan ha annunciato l'ingaggio dell'allenatore livornese Massimiliano Allegri[80] e in chiusura di mercato ha messo a segno gli acquisti di Zlatan Ibrahimović e Robinho. Nella prima stagione sotto la guida del tecnico toscano e trascinata dai gol dell'attaccante svedese, la squadra rossonera ha vinto il 18º scudetto della propria storia,[81] a distanza di 7 anni dal precedente.[82] Nella stagione 2011-2012 la squadra ha conquistato la sua sesta Supercoppa italiana battendo a Pechino l'Inter per 2-1,[83] ma non è riuscita a ripetersi in campionato, classificandosi seconda alle spalle della Juventus. Dopo un terzo posto in campionato nella stagione seguente, al termine del girone d'andata della Serie A 2013-2014, concluso in undicesima posizione, la società milanese ha esonerato l'allenatore Massimiliano Allegri, affidando momentaneamente l'incarico al vice allenatore Mauro Tassotti[84] e successivamente all'ex calciatore rossonero Clarence Seedorf.[85]

Il 9 giugno 2014 viene nominato nuovo allenatore l'ex centravanti rossonero e Campione del Mondo 2006 Filippo Inzaghi, già allenatore della formazione Primavera, che prende il posto dell'esonerato Clarence Seedorf.

Cronistoria

Cronistoria dell'Associazione Calcio Milan
Vince la Medaglia del Re (1º titolo).

Vince la Medaglia del Re (2º titolo).
Vince la Medaglia del Re (3º titolo).
Vince il Campionato FGNI a pari merito con l'Andrea Doria (1º titolo).
Vince il Campionato FGNI (2º titolo).
Vince la Palla Dapples.
Vince il Campionato FGNI (3º titolo).
Vince la Palla Dapples.
Vince il Campionato FGNI (4º titolo).
Vince la Palla Dapples.
Vince il Campionato FGNI (5º titolo).
Vince la Palla Dapples.


Partecipa alla Coppa Italia (interrotta al quarto turno).
Battuto al sorteggio dal Genoa negli spareggi di qualificazione alla Coppa dell'Europa Centrale 1929.

Semifinalista di Coppa Italia.
  • 1936 - Cambia denominazione in Milan Associazione Sportiva.
  • 1936-1937 - 4º in Serie A.
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale della Coppa dell'Europa Centrale.
Semifinalista di Coppa Italia.
  • 1939 - febbraio: cambia denominazione in Associazione Calcio Milano.
  • 1939-1940 - 8º in Serie A.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Alla fine della seconda guerra mondiale cambia denominazione in Associazione Calcio Milan.

Vince la Coppa Latina (1º titolo).
Finalista di Coppa Latina.
3º in Coppa Latina.
Semifinalista di Coppa dei Campioni.
Vince la Coppa Latina (2º titolo).
3º in Coppa Latina.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa dei Campioni.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.
  • 1962 - Cambia denominazione in Milan Associazione Calcio.
  • 1962-1963 - 3º in Serie A.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Coppacampioni.png Vince la Coppa dei Campioni (1º titolo).
Finalista di Coppa dell'Amicizia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
Sconfitto in Coppa Intercontinentale allo spareggio.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa delle Fiere.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa delle Fiere (eliminato per sorteggio).
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (1º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Mitropa.
6º in Coppa delle Alpi.
2º nel girone finale di Coppa Italia.
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Coppacampioni.png Vince la Coppa dei Campioni (2º titolo).
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Copa Intercontinental.svg Vince la Coppa Intercontinentale (1º titolo).

1º nel girone finale di Coppa Italia, perde lo spareggio per l'assegnazione del trofeo contro il Torino.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (2º titolo).
Semifinalista di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (3º titolo).
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (2º titolo).
Secondo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa delle Coppe.
Sconfitto in Supercoppa UEFA.
Finalista di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (4º titolo).
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.

Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Coppaeuropa.jpg Vince la Coppa Mitropa (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Secondo turno di Coppa Italia.
Coppacampioni.png Vince la Coppa dei Campioni (3º titolo).
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (1º titolo).
Finalista di Coppa Italia.
Coppacampioni.png Vince la Coppa dei Campioni (4º titolo).
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (1º titolo).
Copa Intercontinental.svg Vince la Coppa Intercontinentale (2º titolo).

Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (2º titolo).
Copa Intercontinental.svg Vince la Coppa Intercontinentale (3º titolo).
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Finalista di Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (2º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Coppacampioni.png Vince la Champions League (5º titolo).
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (3º titolo).
Sconfitto in Supercoppa UEFA.
Sconfitto in Coppa Intercontinentale.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Finalista di Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (4º titolo).
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (3º titolo).
Sconfitto in Coppa Intercontinentale.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Champions League.
Sconfitto in Supercoppa italiana.
Finalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1999 - 16 dicembre: centenario del club (Il CentoMilan).
  • 1999-2000 - 3º in Serie A.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Prima fase a gironi di Champions League.
Sconfitto in Supercoppa italiana.

Semifinalista di Coppa Italia.
Seconda fase a gironi di Champions League.
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (5º titolo).
Coppacampioni.png Vince la Champions League (6º titolo).
Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Champions League.
Sconfitto in Supercoppa italiana.
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (4º titolo).
Sconfitto in Coppa Intercontinentale.
  • 2003 - 28 ottobre: riassume la denominazione Associazione Calcio Milan.
  • 2004-2005 - 2º in Serie A.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista di Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (5º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Champions League.
Semifinalista di Coppa Italia.
Coppacampioni.png Vince la Champions League (7º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (5º titolo).
FIFA Club World Cup.svg Vince la Coppa del mondo per club FIFA (1º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.

Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (6º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Partecipa alla Coppa Italia.

Colori e simboli

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
La maglia del centenario, simile a quella usata all'inizio del XX secolo.

Colori

Durante tutta la sua storia il Milan ha avuto come colori distintivi il rosso e il nero. Tali colori furono scelti, come disse Kilpin, per rappresentare il fuoco dei diavoli milanisti (rosso) e la paura degli avversari nell'affrontarli (nero).[5][6][86]

I giocatori indossano una maglia a strisce rosse e nere, motivo per il quale fu dato loro il soprannome di rossoneri, pantaloncini bianchi e calzettoni neri. La divisa di trasferta è sempre stata di colore bianco; con tale divisa il Milan vinto 6 finali su 8 di Coppa dei Campioni/Champions League, avendo perso solo contro l'Ajax nel 1994-1995 e contro il Liverpool nel 2004-2005 mentre ha vinto solo una finale su 3 con la maglia rossonera.[87] La terza maglia, invece, viene usata più raramente e nel corso degli anni è cambiata con una certa frequenza: è stata prevalentemente nera, ma anche gialla, azzurra, rossa, argento e oro.[86]

Simboli ufficiali

Stemma

Per diversi anni il logo del Milan fu semplicemente la bandiera di Milano.[88] Un altro soprannome che deriva dai colori della società è Il Diavolo e di conseguenza come logo della società fu usata anche l'immagine di un diavolo rosso alla destra di una stella,[88] riconoscimento della vittoria di 10 scudetti. Lo stemma riporta i colori sociali rosso e nero a sinistra e la bandiera del Comune di Milano (una croce rossa su sfondo bianco) sulla destra, con la sigla ACM sopra e l'anno della fondazione (1899) sotto.[88]

Mascotte

Dal 16 febbraio 2006 il Milan ha una mascotte ufficiale, disegnata dalla Warner Bros.: Milanello, un diavolo rosso con la divisa rossonera e un pallone da calcio.[89]

Strutture

Stadio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Giuseppe Meazza.
Panoramica dell'interno dello Stadio Giuseppe Meazza

Nei primi anni dopo la sua nascita il Milan giocò le partite casalinghe in diversi campi. Dal 1900 al 1903 il Trotter in piazza Doria (dove successivamente sorse la Stazione Centrale), dal 1903 al 1905 l'Acquabella in Corso Indipendenza, inaugurato il 15 marzo 1903 con l'amichevole Milan-Genoa 0-0, dal 1906 al 1914 il Campo Milan di Porta Monforte (poi Campo di Via Fratelli Bronzetti, dopo il cambio dell'ingresso da via Sottocorno a via Fratelli Bronzetti), dal 1914 al 1920 il Velodromo Sempione, da settembre a novembre 1919 il Campo Pirelli (zona Bicocca) e dal 1920 al 1926 il campo in Viale Lombardia. Il Milan giocò anche all'Arena Civica, campo dell'Ambrosiana-Inter, saltuariamente tra il 1908 e il 1914 e poi dal 1941 al 1949.[90]

Interno dello spogliatoio del Milan presso lo Stadio Giuseppe Meazza

Dal 1926 il Milan gioca le partite casalinghe nello Stadio Giuseppe Meazza, noto soprattutto come San Siro, dal nome del quartiere di Milano in cui sorge. L'impianto ha una capienza di 80 018 posti[4] e dal 1948 viene usato insieme all'Inter.[36] La costruzione dello stadio iniziò nel dicembre 1925 per volere di Piero Pirelli, allora presidente rossonero, e il nuovo impianto fu ufficialmente inaugurato il 19 settembre dell'anno seguente con una partita tra Milan e Inter (6-3 per i nerazzurri).[36][91] Dal 1935 è di proprietà del Comune di Milano[91] e nel 1980 fu intitolato a Giuseppe Meazza, ex calciatore di entrambe le società milanesi nonché della Nazionale italiana.[36][91]

Centro di allenamento

Il campo di allenamento del Milan è il centro sportivo di Milanello, situato in provincia di Varese tra i comuni di Carnago, Cassano Magnago e Cairate.[47] Inaugurato nel 1963, si estende su 160 000  e dispone di 6 campi da calcio regolamentari, un campetto in erba sintetica, un campetto coperto con fondo sintetico e un campetto in erba circondato da una muro sormontato da una recinzione, denominato "gabbia".[47]

Società

Il capitale sociale dell'Associazione Calcio Milan S.p.A. è diviso in 48 milioni di azioni del valore nominale di 52 centesimi di euro[92] ed è controllata al 99,92973% da Fininvest Spa,[93] la holding della famiglia Berlusconi, e come tale rientra nel perimetro di consolidamento della società.[94] Infatti le attività e le passività del Milan alla fine dell'anno sono sommate a quelle delle altre società del gruppo Fininvest nel bilancio consolidato, in questo modo le eventuali perdite del Milan possono essere ripianate grazie agli utili di altre società Fininvest in attivo.

L'Associazione Calcio Milan è anche uno dei membri fondatori dell'Associazione dei Club Europei (ECA),[95] organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso G-14 e composta dai principali club calcistici riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA e alla UEFA.[96]

Organigramma societario

Silvio Berlusconi, proprietario del Milan nonché ex presidente (1986-2004 e 2006-2008) e presidente onorario del club dal 2012, e Adriano Galliani, vice presidente vicario e amministratore delegato del Milan Silvio Berlusconi, proprietario del Milan nonché ex presidente (1986-2004 e 2006-2008) e presidente onorario del club dal 2012, e Adriano Galliani, vice presidente vicario e amministratore delegato del Milan
Silvio Berlusconi, proprietario del Milan nonché ex presidente (1986-2004 e 2006-2008) e presidente onorario del club dal 2012, e Adriano Galliani, vice presidente vicario e amministratore delegato del Milan

Organigramma del Consiglio di amministrazione del Milan.[3]

Staff dell'area amministrativa
  • Presidente: carica vacante[9]
  • Italia Silvio Berlusconi - Presidente onorario[13]
  • Italia Adriano Galliani - Vice presidente vicario e amministratore delegato per l'attività tecnico-sportiva
  • Italia Barbara Berlusconi - Vice presidente e amministratore delegato per le funzioni/direzioni aziendali non relative all'attività tecnico-sportiva[97]
  • Italia Paolo Berlusconi - Vice presidente
  • Italia Pasquale Cannatelli - Consigliere
  • Italia Leandro Cantamessa - Consigliere
  • Italia Alfonso Cefaliello - Consigliere
  • Italia Giancarlo Foscale - Consigliere
  • Italia Antonio Marchesi - Consigliere
  • Italia Leonardo Brivio - Consigliere incaricato al controllo
  • Italia Rolando Vitrò - Segretario


Gruppo Milan

L'Associazione Calcio Milan S.p.A. controlla il 100% di Milan Entertainment S.r.l., Milan Real Estate S.p.A. e Fondazione Milan - Onlus; inoltre possiede il 50% di M-I Stadio S.r.l. e il 45% di Asansiro S.r.l.[98]

  • Milan Real Estate S.p.A. è la società alla quale sono intestati gli immobili della sede di via Turati 3 e il centro sportivo Milanello.[99]
  • Milan Entertainment S.r.l. è la società nata nel 2005 come Servizi Milan S.r.l., alla quale AC Milan S.p.A. ha ceduto i diritti di sfruttamento ventennale del marchio tramite conferimento di ramo d'azienda valutato da una perizia del Prof. Paolo Jovenitti pari a 182,6 milioni di euro.[100]
  • Asansiro S.r.l. è un'agenzia di sviluppo locale, per il quartiere San Siro, partecipata da Milan (45%), Inter (45%) e la Fondazione ChiamaMilano (10%).[102]

Bilancio

Bilancio Gruppo Milan
(in milioni di euro)
Anno Risultato Fatturato
2006[103] +2,5 Green Arrow Up.svg 293,1 Green Arrow Up.svg
2007[104] -31,7 Red Arrow Down.svg 275,4 Red Arrow Down.svg
2008[105] -66,8 Red Arrow Down.svg 237,9 Red Arrow Down.svg
2009[106] -9,8 Green Arrow Up.svg 327,6 Green Arrow Up.svg
2010[107] -69,8 Red Arrow Down.svg 253,2 Red Arrow Down.svg
2011[108] -67,3 Green Arrow Up.svg 266,8 Green Arrow Up.svg
2012[109] -6,9 Green Arrow Up.svg 329,3 Green Arrow Up.svg
2013[110] -15,7 Red Arrow Down.svg 278,7 Red Arrow Down.svg
2014[111] -? Red Arrow Down.svg 210 Red Arrow Down.svg

Il bilancio d'esercizio del 2013, approvato il 16 aprile 2014, è stato chiuso con un fatturato di 278,7 milioni di euro e una perdita di 15,7 milioni di euro.[110] Nel 2012 il fatturato era stato di 329,3 milioni di euro e vi era stata una perdita di 6,9 milioni di euro,[109] nell'anno precedente il bilancio segnava un fatturato di 266,8 milioni di euro e una perdita di 67,3 milioni di euro[108] mentre nel 2010 il fatturato era stato di 253,2 milioni di euro con una perdita di 69,8 milioni di euro.[107] L'ultimo bilancio concluso con un utile è quello del 2006, quando la società ha avuto un attivo di 2,5 milioni di euro grazie a 45 milioni di plusvalenze[103] di cui 42 dovuti alla cessione al Chelsea di Andriy Shevchenko.[112]

Nel bilancio 2012 sono stati imputati 108 983 000 euro tra le immobilizzazioni immateriali per diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori,[113] questo è in sintesi il valore di bilancio riconosciuto ai calciatori della prima squadra. Erano stati 136 345 000 euro nel 2011,[114] 110 753 000 euro nel 2010,[115] 97 906 000 euro nel 2009,[116] 88 183 000 nel 2008, 95 769 000 nel 2007,[117] 70 678 162 nel 2006 e 72 946 448 nel 2005.[118]

Il valore dei ricavi nel 2012 è stato pari a 329 307 000 euro,[119] di cui circa 139,8 milioni per diritti televisivi, 34,6 milioni da sponsorizzazioni (di cui 13,8 da Emirates e 16,7 Adidas Italia Srl), 44,9 milioni da proventi commerciali e royalty e 53,4 milioni da plusvalenze.[120]

I bilanci degli anni 2004, 2005, 2006 e 2007 sono stati revisionati da Deloitte & Touche S.p.A.[121] Per i bilanci dal 2008 al 2016 è stata scelta Reconta Ernst & Young S.p.A.[122] Secondo la stessa Deloitte il Milan nel 2010 è stato il settimo club più ricco d'Europa e il più ricco in assoluto in Italia per fatturato netto con 235,8 milioni di euro.[123]

Elenco degli sponsor ufficiali e tecnici del Milan.[86]

Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1899-1978: nessuno sponsor
  • 1978-1980: adidas
  • 1980-1982: Linea Milan
  • 1982-1984: NR
  • 1984-1985: Rolly Go
  • 1985-1986: Gianni Rivera
  • 1986-1990: Kappa
  • 1990-1993: adidas
  • 1993-1998: Lotto
  • 1998-2023: adidas[124]
Cronologia degli sponsor ufficiali


Impegno nel sociale

Il Milan è una società attiva nel campo sociale e degli aiuti umanitari.

Con Fondazione Milan Onlus, nata il 20 febbraio 2003 e che agisce sia in Italia sia all'estero, il Milan s'impegna a soddisfare il più possibile i bisogni primari delle persone meno abbienti nei settori dell'assistenza sociale, dell'istruzione e dall'avviamento allo sport.[126]

Inoltre, assieme alla Fundação Gol de Letra (in Italia Associazione Gol de Letra Italia), fondata dagli ex calciatori brasiliani Leonardo e Raí, s'impegna attivamente a risolvere le problematiche vissute dai bambini e adolescenti brasiliani in grave difficoltà.[127][128]

Settore giovanile

Il settore giovanile del Milan è formato da squadre che giocano nei campionati Primavera, Allievi Nazionali, Allievi I e II Divisione (come squadra fuori classifica[129]), Giovanissimi Nazionali, Giovanissimi Regionali A, Giovanissimi Regionali B, Esordienti e Pulcini.[130] Esistono anche numerose Scuole Calcio[131] e diverse società gemellate con cui vi sono rapporti di collaborazione tecnica per la formazione dei giovani.

Le attività delle giovanili si svolgono al centro sportivo Vismara nel quartiere Gratosoglio di Milano, dove si allenano tutte le squadre del settore giovanile ad eccezione della Primavera che si allena con la prima squadra a Milanello.[132]

Secondo una ricerca svolta nel 2005 dal Centro studi e ricerche del Settore Tecnico della FIGC sulle squadre dei sei principali campionati calcistici europei (Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Paesi Bassi e Spagna) è emerso che il Milan è la società italiana che privilegia maggiormente l'ingresso in prima squadra dei giocatori cresciuti nel proprio vivaio dopo l'Atalanta e settima in assoluto.[133]

Superleague Formula

Il pilota Giorgio Pantano

Dal 2008 al 2010 il Milan è stato impegnato in una nuova competizione automobilistica, la Superleague Formula.[134] Insieme alla Roma, il Milan è stata l'unica squadra italiana a parteciparvi.

Stagione Scuderia Pilota Vittorie
Gare + SuperFinale
Pole Position Posizione finale
2008 Playteam[135] Paesi Bassi Robert Doornbos[135] 2[136] 1 3º (335 punti)[137]
2009 Azerti Motorsport Italia Giorgio Pantano[138] 1 + 0 0 7º (286 punti)[139]
2010 Atech Grand Prix Paesi Bassi Yelmer Buurman[140] 2 + 1 0 5º (631 punti)[141]

Allenatori e presidenti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Allenatori dell'Associazione Calcio Milan.

Di seguito l'elenco di allenatori, direttori tecnici[142][143] (DT) e presidenti del Milan[144][145] dall'anno della fondazione.[146]

Allenatori e DT
Presidenti


Giocatori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Calciatori dell'Associazione Calcio Milan.

Hall of Fame

Di seguito l'elenco dei 54 calciatori inseriti nella Hall of Fame sul sito ufficiale del Milan.[151]

Capitani

Di seguito l'elenco dei 40 capitani[152] del Milan con il periodo in cui hanno portato la fascia:[146]

Franco Baresi, per 15 stagioni capitano del Milan
Franco Baresi, per 15 stagioni capitano del Milan
 
Gianni Rivera, capitano del Milan per 12 stagioni e Pallone d'oro 1969
Gianni Rivera, capitano del Milan per 12 stagioni e Pallone d'oro 1969

Campioni del mondo

Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto il campionato mondiale di calcio durante il periodo di militanza nel Milan:

Maglie ritirate

Palmarès

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palmarès dell'Associazione Calcio Milan.

Competizioni nazionali

1901, 1906, 1907, 1950-1951, 1954-1955, 1956-1957, 1958-1959, 1961-1962, 1967-1968, 1978-1979 Scudetto della stella (10º)
1987-1988, 1991-1992, 1992-1993, 1993-1994, 1995-1996, 1998-1999, 2003-2004, 2010-2011
1966-1967, 1971-1972, 1972-1973, 1976-1977, 2002-2003
1988, 1992, 1993, 1994, 2004, 2011
1980-1981, 1982-1983

Competizioni internazionali

1962-1963, 1968-1969, 1988-1989, 1989-1990, 1993-1994, 2002-2003, 2006-2007
1967-1968, 1972-1973
1989, 1990, 1994, 2003, 2007
1969, 1989, 1990
2007

Competizioni giovanili

1964-1965
1984-1985, 2009-2010
1949, 1952, 1953, 1957, 1959, 1960, 1999, 2001, 2014
1971-1972, 1981-1982, 1982-1983, 1984-1985, 1989-1990, 1993-1994, 2008-2009
1994-1995, 1995-1996, 2002-2003, 2006-2007, 2010-2011
1991-1992, 2009-2010

Altre competizioni

  • Medaglia del Re: 3 (vincitore unico e assegnatario definitivo del trofeo)
1900, 1901, 1902
1915-1916
1951, 1956
1981-1982

Onorificenze

Collare d'oro al merito sportivo - nastrino per uniforme ordinaria Collare d'oro al merito sportivo
— 2007

Statistiche e record

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Statistiche e record dell'Associazione Calcio Milan.

Partecipazioni ai campionati

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Campionato Federale 4 1900 1903 104
Prima Categoria 10 1904 1920-1921
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926
Divisione Nazionale 4 1926-1927 1945-1946
Serie A 81 1929-1930 2014-2015
Serie B 2 1980-1981 1982-1983 2

Nelle 105 stagioni sportive della società rossonera sono escluse le stagioni 1905, 1909 e 1913-1914, nelle quali il Milan non superò le eliminatorie regionali, l'annata 1908, in cui boicottò il campionato, la Coppa Federale 1915-1916 e il Campionato Alta Italia 1944.

Statistiche di squadra

Gunnar Nordahl, miglior marcatore del Milan di tutti i tempi (210 gol in 257 partite) e terzo miglior marcatore della Serie A, dopo Silvio Piola e Francesco Totti

In 115 stagioni sportive, a partire dall'esordio a livello nazionale il 15 aprile 1900, il Milan ha disputato 103 campionati di massima serie (80 campionati di Serie A, 4 Campionati Federali, 10 di Prima Categoria, 5 di Prima Divisione e 4 di Divisione Nazionale) e 2 di Serie B, mentre per 3 volte non superò le eliminatorie regionali lombarde (1905, 1909 e 1913-1914) e in un'occasione rinunciò a partecipare al campionato (1908); in 6 stagioni (dal 1915-1916, quando disputò la Coppa Federale, al 1917-1919 e nel 1943-1944 e 1944-1945) ha preso invece parte a campetizioni regionali (i cosiddetti "campionati bellici"[157]) non essendo stato organizzato alcun campionato nazionale a causa della prima e seconda guerra mondiale. Gli 80 campionati di Serie A disputati ne fanno la quarta squadra per numero di partecipazioni, preceduta dall'Inter, presente in tutti gli 82 campionati, dalla Juventus e dalla Roma, presenti in 81 campionati su 82. I rossoneri hanno vinto il campionato per 18 volte, in 14 casi si sono classificati secondi e 21 volte terzi; nelle 109 edizioni della massima serie disputate dalla fondazione del club, la società è arrivata dunque sul podio nel 48,6% dei casi.

Nel corso delle partite ufficiali finora disputate, la miglior vittoria del Milan in casa è il 13-0 del 4 ottobre 1914 contro l'Audax Modena (Prima Categoria 1914-1915), mentre in trasferta è il 10-0 del 21 ottobre 1919 contro l'Ausonia (Prima Categoria 1919-1920). La peggiore sconfitta casalinga, invece, è lo 0-8 subito contro il Bologna il 5 novembre 1922 (Prima Divisione 1922-1923) mentre fuori casa per tre volte il Milan perse con sei reti di scarto: un 2-8 contro la Juventus (10 luglio 1927, Divisione Nazionale 1926-1927) e due 0-6, uno sempre contro i bianconeri (25 ottobre 1925, Prima Divisione 1925-1926) e l'altro contro l'Ajax (16 gennaio 1974, Supercoppa UEFA).[158]

Paolo Maldini, detentore del record di presenze in maglia rossonera con 902 partite ufficiali disputate

L'avversario affrontato più volte dal Milan in gare ufficiali[159] è la Juventus (215 volte),[160] seguita dall'Inter (210 incontri),[161] dal Torino (187 incontri)[162] e dalla Roma (177 incontri).[163] I bianconeri sono i più classici sfidanti dei rossoneri nella massima serie nazionale: 190 sfide[160] a partire dalla prima partita disputata in semifinale il 28 aprile 1901 a Torino.[164] Negli scontri diretti in gare ufficiali il Milan è in vantaggio contro tutti gli avversari italiani con cinque eccezioni: la Juventus (65 vittorie e 78 sconfitte),[160] l'Inter (73 vittorie e 75 sconfitte),[161] l'Alessandria (15 vittorie e 16 sconfitte),[165] la Pro Vercelli (13 vittorie e 14 sconfitte)[166] e il Sassuolo (una vittoria e una sconfitta).[167] I campi dove il Milan non ha mai vinto nella Serie A a girone unico sono tre: Avellino (8 partite disputate, con 3 pareggi e 5 sconfitte)[168], Lecco (3 partite disputate, con altrettanti pareggi).[169] e Reggio Emilia come casa del Sassuolo (una sconfitta).[167]

A livello nazionale i rossoneri detengono numerosi record, fra cui quello per la più lunga serie di gare senza sconfitte nel campionato di Serie A (58 partite, serie iniziata il 26 maggio 1991 con Parma-Milan 0-0 e interrotta dallo stesso Parma il 21 marzo 1993 vincendo per 1-0 a San Siro[170]),[171][172] per la più lunga serie di gare esterne senza sconfitte in Serie A (38 partite),[173][174][175] per la più lunga permanenza in vetta al massimo campionato italiano (72 giornate,[173][174] dal 6 ottobre 1991[176] al 31 ottobre 1993, di cui 64 come capolista solitaria[175]) e per la vittoria in trasferta più larga in Serie A (Genoa-Milan 0-8 nel 1954-1955 a pari merito con Venezia-Padova 0-8 del campionato 1949-1950).[177]

Il Milan è inoltre una delle due squadre italiane ad aver vinto un campionato di Serie A senza subire una sola sconfitta. Accadde nella stagione 1991-1992,[171] la prima con Fabio Capello come allenatore, conclusa con 22 vittorie e 12 pareggi in 34 partite, segnando 74 reti e subendone solamente 21.[64][65] In precedenza solo il Perugia, nella stagione 1978-1979, era riuscito a concludere il campionato italiano di massima divisione senza sconfitte[22] (11 vittorie e 19 pareggi) ma arrivando secondo,[171] proprio dietro il Milan.[178] Nella stagione 2011-2012 anche la Juventus ha vinto il campionato di Serie A senza perdere alcuna partita[23] (23 vittore e 15 pareggi).[179]

A livello di coppe nazionali il Milan ha disputato 12 tra finali e gironi finali di Coppa Italia (con 5 vittorie)[180] e 9 finali di Supercoppa italiana (6 vittorie)[181] per un totale di 21 finali. Il record appartiene all'Inter, che ha disputato 14 tra finali e gironi finali di Coppa Italia[180] e 9 finali di Supercoppa italiana,[181] alla Roma, con 17 finali di Coppa Italia[180] e 6 finali di Supercoppa italiana,[181] e alla Juventus con 14 finali di Coppa Italia[180] e 9 di Supercoppa italiana[181] per un totale di 23 finali per ciascuna squadra.

Marco van Basten, Pallone d'oro in tre occasioni

Il Milan è al secondo posto posto (prima squadra europea) nella classifica dei club vincitori di trofei internazionali: 18[14] (7 Coppe dei Campioni/Champions League, 2 Coppe delle Coppe, 5 Supercoppe europee, 3 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa del mondo per club),[18] a pari merito con il Boca Juniors[15] e alle spalle dell'Al-Ahly (19 trofei).[16] La squadra ha disputato 29 finali nelle principali competizioni internazionali, un record: 11 in Coppa dei Campioni/Champions League (7 vittorie),[182] 3 in Coppa delle Coppe (2 vittorie),[183] 7 in Supercoppa europea (5 vittorie),[184] 7 in Coppa Intercontinentale (3 vittorie) e una in Coppa del mondo per club (vinta).[185][186]

In ambito internazionale l'avversario affrontato in più occasioni è il Barcellona (19 incontri con 5 vittorie, 6 pareggi e 8 sconfitte[187]) seguito dal Real Madrid (16 incontri),[188] dall'Ajax (14 incontri),[189] dal Bayern Monaco,[190] dal Celtic[191] e dal Manchester United (10 incontri).[192] I rossoneri hanno vinto una sola volta al Camp Nou mentre il Barça 3 volte a San Siro,[187] invece i madrileni non si sono mai imposti a San Siro mentre i rossoneri hanno vinto una volta al Bernabéu.[188]

Un sondaggio del 2007 a cura della rivista sportiva World Soccer ha inoltre incoronato il Milan degli olandesi, guidato da Arrigo Sacchi, la più forte squadra di club di tutti i tempi e la quarta nella speciale classifica, dov'è preceduta solo da Nazionali (Brasile 1970, Olanda 1974 e Ungheria 1953-1954).[193]

Statistiche individuali

A livello individuale, il giocatore con il maggior numero di presenze in rossonero è Paolo Maldini, con 902 partite disputate in 25 stagioni dal 1984 al 2009. Seguono Franco Baresi (719 presenze, 20 stagioni), Alessandro Costacurta (663 presenze, 21 stagioni), Gianni Rivera (658 presenze, 19 stagioni) e Mauro Tassotti (583 presenze, 17 stagioni). Il capocannoniere di tutti i tempi è invece lo svedese Gunnar Nordahl con 221 gol segnati in 8 stagioni. Alle sue spalle Andriy Shevchenko (175 gol in 8 stagioni), Gianni Rivera (164 in 19 stagioni), José Altafini (161 in 7 stagioni) e Aldo Boffi (136 in 9 stagioni).[158]

Il Milan è l'unica squadra ad aver piazzato per due volte tre suoi giocatori ai primi tre posti nella classifica del Pallone d'oro: nel 1988, quando sul podio del premio furono nominati rispettivamente Marco van Basten, Ruud Gullit e Frank Rijkaard,[194] e nel 1989, quando furono premiati nell'ordine Marco van Basten, Franco Baresi e Frank Rijkaard. Detiene anche il primato per il numero di calciatori vincitori della classifica marcatori della Serie A a girone unico (17 volte)[195] e di imbattibilità del portiere, stabilito da Sebastiano Rossi nel campionato di Serie A 1993-1994 (929 minuti).[196] Undici personalità legate al Milan, tra giocatori che vi hanno militato, allenatori e dirigenti, sono membri della Hall of Fame del calcio italiano: i calciatori Roberto Baggio, Paolo Maldini, Franco Baresi, Giuseppe Meazza, Gianni Rivera e Marco van Basten, il dirigente Adriano Galliani e gli allenatori Giovanni Trapattoni, Nereo Rocco, Arrigo Sacchi e Fabio Capello.

Tifoseria

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tifoseria dell'Associazione Calcio Milan.
Vessilli rossoneri sventolano in Piazza del Duomo a Milano per il 17º scudetto

In base a quanto emerso da un sondaggio della società Demos & Pi del settembre 2012, il Milan risulta essere la seconda squadra per numero di sostenitori in Italia, avendo riscosso la preferenza del 15,8% del campione.[24] A livello europeo quella rossonera risulta la settima squadra per numero di tifosi, prima delle italiane, come emerso da uno studio pubblicato dalla società tedesca Sport+Markt nel 2010.[25]

Il tipico tifoso del Milan per lunghi decenni del XX secolo apparteneva alla classe popolare e operaia, per questo i tifosi rivali dell'Inter li soprannominavano casciavìt, che in milanese significa cacciaviti, proprio per indicare l'origine proletaria di larga parte dei tifosi rossoneri.[197] A loro volta i tifosi milanisti chiamavano i cugini nerazzurri baùscia, termine milanese che significa gradasso, per indicare uno degli stereotipi classici dei milanesi, essendo allora la tifoseria nerazzurra composta perlopiù dalle classi medie e altolocate.[198][199][200] Questo divario andò appianandosi già negli anni sessanta del XX secolo e quindi in seguito questi due soprannomi sono diventati anacronistici e quasi desueti.

Il gruppo ultras più antico del calcio italiano, la Fossa dei Leoni, nacque a Milano nel 1968. Dopo il suo scioglimento nel 2005 il più grande gruppo ultras milanista sono le Brigate Rossonere, fondate nella metà degli anni settanta. Politicamente gli ultras del Milan, che nelle partite casalinghe occupano la Curva Sud, non hanno mai espresso una preferenza marcata,[201][202][203] anche se tradizionalmente venivano associati alla sinistra, fino in tempi più recenti quando, sotto la presidenza di Silvio Berlusconi, sono stati avvicinati alla destra.[204]

Gemellaggi e rivalità

Gemellaggi

I tifosi del Brescia,[205][206] della Reggina[202] e del Siviglia sono gli unici gemellati con quelli del Milan.

Il gemellaggio con il Siviglia è nato durante la partita di Supercoppa UEFA del 2007.[207] In quella gara è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Antonio Puerta, difensore degli spagnoli scomparso tragicamente nei giorni precedenti. Per ricordarlo tutti i giocatori di entrambe le squadre hanno indossato una maglia che, sotto il proprio numero, riportava il suo nome e in tribuna vi erano numerosi striscioni dedicati al difensore. Inoltre, durante l'intervallo, due ultras del Milan hanno portato sotto la curva del Siviglia uno striscione recante la scritta "Onore a Puerta",[208] con i tifosi spagnoli che hanno ringraziato quelli rossoneri con il coro "Milan, Milan".[207]

Precedentemente vi furono anche gemellaggi con Bologna[209] e Como,[203] quest'ultimo finito dopo che, tra le altre cose, si sciolse la Fossa Lariana, gruppo di tifosi comaschi.[202]

Il settore giovanile, invece, ha numerose Scuole Calcio[131] e società dilettantistiche gemellate con cui ha rapporti di collaborazione tecnica per la formazione dei giovani.

Rivalità

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby di Milano.


La più grande rivale del Milan è l'altra squadra milanese, l'Inter. Il derby tra le due squadre milanesi viene detto Derby della Madonnina per la statua della Madonna (appunto Madonnina) in cima al Duomo di Milano.

Anche con la Juventus, nonostante alcuni accordi passati stipulati a livello di società, vi è da sempre una rivalità molto accesa:[210][211] le due squadre sono le più titolate in Italia[212] e si sono affrontate svariate volte per il conseguimento del titolo di campione d'Italia, oltre che nella finale di Champions League 2002-2003 del 28 maggio 2003 a Manchester, vinta dai rossoneri ai rigori, tre volte in finale di Coppa Italia e una in Supercoppa italiana.[160]

Anche i tifosi del Genoa considerano acerrimi rivali quelli del Milan. Inizialmente le due tifoserie erano gemellate ma a seguito di uno scontro-salvezza vinto dal Milan a Marassi nel 1982 il gemellaggio si trasformò in una rivalità,[202] acuita poi nel 1995 dall'uccisione di Vincenzo Spagnolo, tifoso genoano, da parte di un tifoso milanista.[213][214]

Inoltre vi sono anche rivalità minori con altri club, più o meno accese a seconda dei periodi: il Napoli, gemellato fino agli anni ottanta quando il Milan vinse un campionato proprio battendo in casa i partenopei, il Verona (gemellato fino ai primi anni settanta), contro cui il Milan perse due scudetti a vantaggio di Juventus e Napoli (la Fatal Verona), la Lazio, gemellata con l'Inter, che perse uno scudetto nel 1999 dopo la rimonta rossonera,[215] l'Atalanta, rivale storica del Brescia, la Roma dopo la morte del tifoso romanista Antonio De Falchi avvenuta a Milano nel 1989,[214] la Fiorentina, la Sampdoria e il Cagliari.[202][205]

Organico

Rosa

Rosa e numerazione, tratte dal sito ufficiale del Milan,[216] sono aggiornate al 3 settembre 2014.

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Michael Agazzi
2 Italia D Mattia De Sciglio
4 Ghana C Sulley Muntari
5 Francia D Philippe Mexès
7 Francia A Jérémy Ménez
8 Italia C Riccardo Saponara
9 Spagna A Fernando Torres
10 Giappone A Keisuke Honda
11 Italia A Giampaolo Pazzini
13 Francia D Adil Rami
14 Italia D Michelangelo Albertazzi
15 Ghana C Michael Essien
16 Italia C Andrea Poli
17 Colombia D Cristián Zapata
N. Ruolo Giocatore Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).svg
18 Italia C Riccardo Montolivo (capitano)
19 Francia A M'Baye Niang
20 Italia D Ignazio Abate
21 Paesi Bassi C Marco van Ginkel
23 Spagna P Diego López
25 Italia D Daniele Bonera
27 Colombia D Pablo Armero
28 Italia C Giacomo Bonaventura
32 Italia P Christian Abbiati (vice capitano)
33 Brasile D Alex
34 Paesi Bassi C Nigel de Jong
81 Italia D Cristian Zaccardo
92 Italia A Stephan El Shaarawy
98 Italia A Hachim Mastour

Staff tecnico

Dal sito web ufficiale della società.[217]

Staff dell'area tecnica
  • Italia Filippo Inzaghi - Allenatore
  • Italia Mauro Tassotti - Vice allenatore
  • Italia Fulvio Fiorin - Vice allenatore
  • Italia Alfredo Magni - Allenatore dei portieri
  • Italia Andrea Maldera - Collaboratore tecnico
  • Italia Nicola Matteucci - Collaboratore tecnico
  • Italia Giovanni Vio - Collaboratore tecnico
  • Italia Daniele Tognaccini - Preparatore atletico
  • Italia Bruno Dominici - Preparatore atletico


Note

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  7. ^ Al di fuori dell'Italia è principalmente nota come AC Milan o A.C. Milan.
  8. ^ a b c Non essendo rimasta una documentazione certa sull'atto costitutivo della società il 16 dicembre è la data che il club stesso indica come più probabile (Panini, op. cit., p. 8). Alcuni riportano invece come possibile giorno di fondazione del Milan il 13 dicembre: Luigi La Rocca, Forse il 13 e non il 16 dicembre, Phila-Sport, ottobre-dicembre 2009, pp. 29-31. URL consultato il 26 agosto 2012.
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  43. ^ I campionati nazionali effettivi senza vittorie furono, però, 36, per via della mancata partecipazione del 1908 e le interruzioni belliche (1915-1919 e 1943-1945).
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